Quando Kishimoto fa lo “shipper”

Aggirandosi di sera per gli afosi mercatini di provincia ci si può imbattere nel destino che ci fa trovare cose che avevamo dimenticato, come un archeologo che inciampa per caso nella pietra della tomba che una volta cercava, prima di rinunciarci. Sto parlando di Rin no Sho, la prima delle quattro guide ufficiali sui personaggi, redatta da Kishimoto in persona.

Avrei voluto aggiungere da un pezzo anche queste due o tre perle sasunaru-tose a questo archivio, purtroppo però il materiale originale era irreperibile in rete e non mi piaceva l’idea di portare avanti argomentazioni senza prove. Pronti?

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Cominciamo subito con un trafiletto dedicato al famigerato bacio tra Naruto e Sasuke, incluso nella scheda profilo dedicata a quest’ultimo.

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Il demonio-Kishimoto scrive: “Riuscirà Naruto a rilassare agrodolcemente (amazuppaku – 甘酸っぱく) il cuore ostinato di Sasuke…?!”

Come-cosa?! Agrodolcemente, eh Kishimoto? Che demonio che sei… Probabilmente sarebbe appropriato tradurre quel “rilassare agrodolcemente” anche come “sciogliere”, ma proseguiamo oltre senza essere troppo smaliziati.

Nelle pagine dedicate ai personaggi minori troviamo Tobio. Chi sarà mai?

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Si tratta dello studente che alzandosi ha provocato inavvertitamente il bacio tra i nostri due beniamini. Infatti ancora una volta il demonio-Kishimoto scrive: “Tobio, maschio, genin, 12 anni. Durante l’incontro introduttivo in accademia, ha spinto accidentalmente Naruto, facendo sì che quest’ultimo desse un bacio appassionato a Sasuke.”

Torna ancora una volta il bacio descritto questa volta come ardente/appassionato (netsuretsu – 熱烈). Bisogna commentare?

Sfogliando fino al glossario arriviamo così ad un’altra perla. Questa volta si tratta del termine usuratonkachi (ウスラトンカチ).

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Kishimoto scrive: “Usuratonkachi = E’ il soprannome che Sasuke ha affibbiato a Naruto. Significa letteralmente idiota, ma che lo stia usando come un nomignolo affettuoso?” Letteralmente in giapponese “come il nome per il proprio animale domestico”, che forse farà simpatia a nipponici, ma per noi risulta un po’ grottesco. Comunque senti, senti.

E infine, qualora le due citazioni di prima non ci fossero bastate, Kishimoto inserisce nel suo glossario narutesco anche: Primo Bacio.

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“Primo Bacio: il bacio che ciascuno anela. Ma a Sasuke è stato rubato da Naruto…?!”

Ma ancora? C’era veramente bisogno di inserire questo termine addirittura nel glossrio per ricordarcelo, qualora ce ne fossimo scordati, che Naruto e Sasuke si sono baciati e per entrambi è stata la prima volta?!

Il Rin no Sho uscì in Giappone il 9 luglio 2002 ed è considerato, non a torto, dalla maggior parte degli appassionati della coppia come una delle testimonianze cardine, perché mette in evidenza l’attenzione che lo stesso Kishimoto ha dedicato al rapporto tra i due, tornando più volte a giocarci sopra maliziosamente. Per dirla in termini da neo-lingua: qui pare Kishimoto shippi abbestia.

Poi per carità, molto si fa anche per ridere alle loro spalle (sic!), però come si suol dire: qui habet aures audiendi audiat.

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Gliel’ho promesso

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Capitolo 515. Naruto si trova sull’Isola della Tartaruga, che si scopre essere un’immensa fortezza semovente. molto difficile da individuare. I tempi si stanno facendo maturi e pare che la Grande Guerra stia per avere inizio. Naruto è deciso a tornarsene a Konoha: “Bene, ho finito la mia missione qui. Adesso devo tornare alla Foglia e aspettare Sasuke. Gliel’ho promesso.”

Naruto ancora non sa qual’è il vero motivo per cui si trova lì e allo stesso tempo sente l’urgenze di tornare indietro, ma perché? Di quale promessa sta parlando? Ovviamente quella di morire insieme. Nemmeno trenta capitoli prima Naruto e Sasuke si erano incontrati di nuovo, e all’intenzione dell’Uchiha di distruggere Konoha, Naruto ha ribadito candidamente che non glielo avrebbe permesso e che se lo scontro fosse avvenuto loro sarebbero morti insieme.

Una promessa è una promessa.

Fonte: Naruto 515


Voler salvare Sasuke… disperatamente

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Capitolo 296. Dopo che Orochimaru ha osato apostrofare Sasuke come il “suo”, Naruto perde il controllo e finisce col trasformarsi in un omuncolo-nero-simil-Kyuubi, seminando morte e devastazione tutto intorno a se. Kabuto osserva ammirato la trasformazione: “Guarda che roba… Immagino che debba voler salvare Sasuke disperatamente, per ridursi in questo modo”. Sakura riflette su come Naruto le aveva promesso che lo avrebbe riportato indietro a tutti i costi. Poi Kabuto aggiunge una perla rara: “In questo momento non è nemmeno cosciente…”

In poche parole il desiderio di Naruto di riportare indietro l’amico è talmente radicato da trovarsi nel suo inconscio e muoverlo anche quando è incosciente. Per dirla con Sasuke questa volta è il “suo corpo che si muove da solo“.

Fonte: Naruto 296


Accidenti! Anche lui…

Episodio 257 di Naruto Shippuden. Si tratta dell’ennesimo episodio filler, nel contesto di un qualche anniversario che durò per quattro settimane. L’episodio ripercorre l’infanzia dei membri del team 7 ed in particolare quella di Naruto. Nonostante si tratti di un filler, e se già non amo molto l’anime figuriamoci quest’ultimi, questo episodio merita un po’ di attenzione per un paio di curiosità.

Anzitutto dipinge la vita deprimente e triste del piccolo Naruto, che cerca in tutti i modi di farsi notare, ma poi deve far ritorno in una casa vuota, mentre la maggior parte della gente ce l’ha con lui per le sue birbonate. L’unica persona che viene ogni tanto a fargli visita è quella vecchia ciabatta di Sarutobi, che gli lascia i soldi per il mese prossimo sul tavolino, come si fa con le prostitute.

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Per il resto la maggior parte della sua vita ruota attorno all’accademia, dove spopola tra tutti, ed in particolar modo tra le ragazze, quell’insopportabile pallone gonfiato di Sasuke.

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Sasuke è anche uno dei suoi principali rivali e tutte le volte che hanno modo di scontrarsi Naruto ne esce sconfitto. Qui viene inserito, in modo estemporaneo, anche un evento del capitolo 538, quando Sasuke atterra Naruto in un combattimento, con gli occhi persi nel vuoto. Nell’anime viene aggiunto ulteriore pathos sasunaru-toso, tant’è che Naruto fissa gli occhi neri dell’Uchiha e pensa: “Accidenti! Anche lui… Quello sguardo è lo stesso identico con cui mi guardano tutti gli altri.”

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Interessante come a Naruto venga da piangere, sentendosi tradito anche da lui come da tutti gli altri. In un certo senso quello che pensano gli altri sembra non avere nessuna importanza (ma d’altronde è quello che Naruto ribadirà in futuro fino allo sfinimento) e l’unico giudizio che conta è della persona che ha ispirato tutta la sua vita.

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Ma poi lo guarda meglio e capisce che Sasuke ha come lo sguardo perso nel vuoto, come se stesse guardando altrove, come se in realtà i suoi obiettivi fossero altri ed in un certo senso questo lo risolleva. E poi arriva il pezzo forte (e comico) dell’episodio: Naruto che ogni mattina si sveglia ossessionato dall’idea di (s)battere Sasuke, fino ad arrivare a sognarselo la notte nella visione più figa ed idealizzata possibile.

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Insomma Narutello, quando sogni il tuo “rivale” è così che lo vedi.

Fonte: Naruto Shippuden 257


Finalmente sorrisi

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Copertina del 70esimo volume di Naruto. Copertina abbastanza classica che però presenta una piccola curiosità. Si vedono in sequenza Indra e Asura, poi Madara e Hashirama, ed infine Naruto e Sasuke. A differenza dei loro predecessori, tutti cupi ed accigliati, i due sono disegnati con un accenno di sorriso, quasi di intima complicità, forse a voler simboleggiare come questa volta la catena della rivalità non è più la stessa di sempre, così come anche il loro rapporto non è come quello dei loro antenati. Come d’altronde avrebbe detto Naruto: “io e Sasuke non siamo davvero parenti, però siamo grandi amici e penso che potremo fare la pace!” (capitolo 671)


Non saremo mica in paradiso?!

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Capitolo 698. Naruto e Sasuke hanno finito di combattere ed hanno passato la notte uno accanto all’altro, fino all’alba del giorno nuovo (sic!). Già qui ci sarebbe da ridersela per i doppisensi che se ne potrebbero trarre. Ma procediamo oltre. Naruto riapre gli occhi e si chiede flebilmente: “Dove siamo? Non saremo mica in paradiso?” Sasuke risponde che non sono ancora morti e che hanno dormito fino al mattino. Adesso fermiamoci qui per una riflessione.

Ciascuno dei due ragazzi è praticamente in fin di vita, hanno fatto a botte fino quasi ad ammazzarsi, hanno perso un braccio ciascuno ed entrambi sono incapaci di muovere un solo dito. Nonostante tutto questo il primo pensiero di Naruto è che possano essere in paradiso, semplicemente perché al suo fianco c’è finalmente Sasuke (quando muore e si ritrova davanti all’Uber-Dio-Hogoromo pensa invece di essere morto e basta). Per lui non ha nessuna importanza che siano praticamente due carcasse in fin di vita, il fatto di avere il suo compagno al proprio fianco, a prescindere da quanto sia orribile il contesto, è la sua utopia definitiva.

Se questo non è amore…

Fonte: Naruto 698