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Era il 10 novembre 2014

Oggi mi è arrivata, dritta dritta dal Giappone, una copia dello Shonen Jump n°50 del 2014, quella degli ultimi due (assolutamente detestabili) capitoli di Naruto. Perché l’ho preso? Avevo il primo, mi faceva piacere avere anche l’ultimo… In realtà il penultimo (anche quello è in viaggio), ma dopo averlo ordinato non ho resistito, e il mio cuore da fanatica fangirl si è sciolto ed ha deciso di prendere anche l’ultimo volume, giusto per far quadrare i conti. Curiosi di sfogliarlo con me?

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Il capitolo 699 apre il volume, cominciando con un rassicurante inserto a doppia pagina dedicato a quella cacca secca di The Last. Immagino che in quel preciso momento, per il lettore che fosse rimasto lontano dal fiume di anticipazioni della rete, quelle due o tre immagini dovessero procurare un orgasmo di aspettative: che succederà? Naruto e Sasuke sono vivi! Naruto si è messo con Hinata ♥? Si è messo con Sakura ♠? Sakura si è messa con Ino? Sai si è messo con Sasuke?! Oh no, non resisto!

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Comincia subito con tre pagine a colori del capitolo 699 (vorrei farvi notare come nel gioco NSNS4 la forma del sangue sia stata allungata e fatta sembrare alle loro braccia)…

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… Per poi schiantarci immediatamente 15 pagine di pubblicità e promozioni prima di riprendere il filo col capitolo. Tra le varie cose promosse c’è anche quello che sembra un libro… o una collezione di carte… oppure un manuale… di Naruto, o qualcosa di simile, ed una specie di gioco per Android (riesco a capire unicamente Google Play Store).

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L’unica cosa che importa è che anche in questa immagine, finalmente, Naruto e Sasuke si appoggino l’uno all’altro, anche se di spalle. Comunque proseguiamo e ritroviamo il consueto colore rosato della carta sui cui è ospitato il manga di Kishimoto, percorrendo così le ultime battute della serie con quella farlocca riconciliazione con il mondo da parte di Sasuke.

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A rileggerlo oggi è ancora più assurdo di allora: Kakashi dice a Sasuke che se non avesse salvato il mondo adesso giacerebbe in prigione. Come no! Ma Kakashi sai con chi sta parlando? Se non stai attento potresti finire tu a giacere in una bara. Poi le scuse a Sakura, che fino ad un minuto prima aveva definito “noiosa” ed “incomprensibile”. Ma vabbe’, stendiamo un velo pietoso, perché se già mi sale la bile a rivederlo chissà che succederà appena arriverò al prossimo capitolo. L’unica cosa bella è la battuta finale tra Naruto e Sasuke, con il primo che restituisce il copri-fronte al secondo, dopo esserselo portato appresso per anni. In questo particolare dettaglio, infatti, se è vero che Pain ha raso al suolo tutta Konoha, qualora Naruto avesse lasciato a casa il copri-fronte allora anche quello sarebbe stato brasato assieme al resto, quindi l’unica soluzione possibile è che se lo fosse portato appresso stile santino.

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A questo punto immaginavo che seguisse a ruota il capitolo 700, invece seguono Ansatsu kyōshitsu, con l’inquietante e spassosissimo Koro-sensei (di seguito una copertina), e altri, fino a pagina 239, esattamente a metà della rivista dove inizia l’astruso e sconclusionato capitolo finale.

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Sull’ultimo capitolo potrei spendere fiumi di parole, ma per questa volta mi limiterò ad una veloce carrellata di immagini, iniziando dalla nostra adorata Hinata-chan ♥, che si aggira per i cimiteri come le vecchie il martedì mattina e probabilmente non fa nient altro dall’alba al tramonto (ma anche dal tramonto all’alba).

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Poi Boruto, il figlio più sfortunato del mondo che teme di poter avere per padre un clone e che dovrebbe diventare il protagonista di una nuova seria che, in questa copia dello Shonen Jump, è ancora chiamata misteriosamente “Progetto Nuova Generazione” e che poi si scoprirà essere il Gaiden e poi il nuovo omonimo fumetto: Boruto.

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Infine ritroviamo Sasuke e la sua deliziosa famiglia, con Sakura ridotta a fare la casalinga, destinata a distruggere la sua stessa casa e finire a vivere in un monolocale dove se scoreggia in bagno si sente dentro il frigo. In tutto questo Sasuke comunque non c’è stato praticamente mai, impegnato com’era a sorprendersi per i rumori della foresta.

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Prima di sentirmi male proseguo veloce avanti, finché non arriva l’ultima pagina e non posso negare che una lacrimuccia un pochino scenda. Ora che la delusione per il debosciato finale si è sopita, resta soltanto una pacata nostalgia per una serie che era durata per così tanti anni e ci aveva fatto sognare così tanto.

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Sfogliando la rivista fino in fondo c’è il programma della Jump Festa, dove vengono presentati i vari padiglioni, i manga e gli anime che si potranno trovare, nonché gli autori che parteciperanno e con i quali si potrà parlare. Per chi non lo sapesse Jump Festa è una delle fiere più importanti del Giappone, alla quale vengono spesso presentati anche nuovi videogiochi, in particolare quelli di Square Enix e Namco Bandai (realizzatrice dei vari Ninja Storm e JStars).

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Facile far notare come Naruto sia uno degli argomenti principali dell’anno (sebbene certamente non l’unico). Continuando a sfogliare le pagine mi imbatto in una simpatica pubblicità tutta nipponica, dedicata ovviamente al baseball.

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Da notare come la rivista abbia oltre 500 pagine ed esca una volta a settimana, alla modica cifra di 255¥, ossia poco meno di 3€, laddove in Italia un manga ad uscita mensile con molte meno pagine (e capitoli) ha un prezzo che si aggira quasi sui 5€. Sia ben chiaro che non lo dico per fare una qualche sorta di polemica (da noi pesa anche la traduzione), ma solo a titolo di confronto, anche per renderci conto di quanto vasto dev’essere il pubblico dei lettori se il prezzo può essere così basso.

Naturalmente assieme a Naruto, escono anche Bleach, One Piece, Killer Garden (mi pare), Ansatsu kyōshitsu, un manga su dei muscolosissimi lottatori e dello humour giapponese…

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Dopo questa perla rara arriviamo alla pagina conclusiva, incappando in una pubblicità incredibilmente occidentaleggiante (ma d’altronde i muscoli sono muscoli, e che si sia in Italia o in Giappone a chi non piacerebbe averne qualcuno — in particolar modo se in contrasto con quella bella anguria mostrata in alto).

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Sul retro dello Shonen Jump viene comunicato che uscirà a breve The Last = 669.5, per farci intendere che quella oscena storia si svolgerà in mezzo al capitolo 699 e 700, facendoci capire come sia possibile che Naruto fosse finito con Hinata, Sakura con Sasuke, Ino con Sai, un sasso con un delfino.

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Era il 10 novembre 2014 quando usciva il numero 50 dello Shonen Jump, concludendo per sempre la grande saga di Naruto. Chiudendo la rivista la ripongo sullo scaffale accanto al numero 43 dello Shonen Jump del 1999, quando Naruto aveva avuto inizio. Non posso fare a meno di tornare a pensare, per l’ennesima volta, come sia stato un peccato che Kishimoto non abbia avuto modo di concluderla come noi speravamo, ma allo stesso tempo vedendo quanto ci hanno mangiato sopra, si riconferma anche la percezione di quanto questo sarebbe stato assolutamente impossibile. Non avrebbero mai potuto fare un nuovo videogioco e tutti questi film, men che meno quel micidialmente brutto e stupido Gaiden o il totalmente insulso Boruto, se non fosse finita così com’è finita.

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Aspettando il capitolo 653 – Le bestiearmi

Una volta apparve un demone volpe con nove code. Le sue potenti code potevano distruggere le montagne e causare Tsunami. Per combattere il demone la gente radunò tutti i ninja del villaggio. Uno coraggioso shinobi riuscì a sigillare il demone, ma al caro prezzo della sua stessa vita. Quello shinobi era chiamato il Quarto Hokage.

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Con queste parole Kishimoto introduce il manga, facendo intendere a tutti quanti che il Kyuubi fosse un demone, una specie di cataclisma naturale che si manifestava di tanto in tanto e, fuori dal controllo umano, arrecava morte e devastazione. Finché un bel giorno il Quarto Hokage non riuscì a salvare il proprio villaggio, intrappolando il mostro dentro al neonato figliolo al costo della propria vita.

Se Kishimoto avesse proseguito su questa via, si sarebbe potuto ritenere plausibile che gli abitanti di Konoha, anche ai più alti vertici, ignorassero la potenza e l’importanza insita nei bijuu, gettando così anche le premesse per una sorta di critica sociale (se vogliamo alzarla a questi livelli), dove l’ignoto genera paura, e questa paura non solo genera dolore (tramite la discriminazione, per esempio), ma anche nuove stragi derivate non tanto da quello che si sarebbe potuto fare, ma da ciò che non si è fatto per inazione.

Immaginate allora, per un momento, l’Akatsuki che invece decide di radunare i bijuu, come metafora di conoscenza che porta potere (loro ne conoscono la forza e sanno come adoperarli), Naruto che può anche avvicinarsi al demone che ha dentro, scoprendo per primo quello che tutti gli altri ignorano e trasformando un suo handicap in un vero e proprio vantaggio (un po’ come alla fine il manga vuole darcela da bere).

Purtroppo tutto quanto comincia a perdere di senso, quando Kishimoto inizia ad aggrovigliarsi sulla sua stessa trama, tanto che ogni singolo evento del passato fa parte di una laocoontica macchinazione che conduce allo scontro finale. Per fare un esempio, sarebbe come se scrivendo la storia della Seconda Guerra Mondiale, si volesse far credere che in realtà fu Hitler (in persona!) a scatenare la crisi del ’29 in America, in modo che il nazionalsocialismo salisse al potere in Germania ecc ecc…

Non dite altro! Vi prego!

Non dite altro! Vi prego!

Inutile dire quanto farebbe ridere una simile ipotesi. Così come fa ridere vedere Hashirama che decide di distribuire i bijuu tra i vari villaggi, per conservare la pace. Già solo questa cosa è sbagliata da così tanti punti di vista, che non basterebbero tutti i byte di Internet per spiegarlo. Tolto il fatto che non si capisce da dove all’improvviso tutta questa importanza dei kage, che alla fine non sono che al servizio dei vari Paesi (e quindi Signori terrieri), ma questi bijuu erano così importanti? Tipo le armi nucleari? E allora, giusto per tornare ai confronti con la realtà, immaginate gli Stati Uniti oppure la Russia, che custodiscono delle bombe atomiche chessò, in un garage che potrebbero scoprire quelli di DMAX! Immaginate gli USA, che per fare la pace con l’Iran o la Corea del Nord, regalano loro delle bombe atomiche (così le abbiamo tutti!). Adesso Hashirama potrà anche essere un bonaccione ingenuo, ma è pure un dittatore? Lui prendeva tutte le scelte? Nessuno si è opposto? Nessuno lo ha destituito? Ok, è un manga, per cui su questa critica sorvoliamo, anche se nel contesto fa solo storcere ulteriormente il naso.

Comunque d’accordo, sono delle armi, poi si scopre che il clan degli Uzumaki era particolarmente esperto nel sigillarli! Come-cosa?! Ma che ci vieni a raccontare Kishimoto?! Il 99,9% del Villaggio della Foglia credeva che Naruto fosse un mostro, forse Kyuubi stesso, mentre un intero clan era famosissimo in questa arte?! Sarebbe come se oggi il 99,9% della popolazione mondiale ritenesse la bomba atomica un’opera di magia demoniaca! La madre di Naruto era ugualmente ostracizzata?

Secondo punto: se Naruto era quindi un’arma, non sarebbe stato più naturale immaginarlo crescere come una sorta di Ender Wiggin, gli esper di Akira o anche un AMBU tipo Sai (giusto per non allontanarsi troppo)? Invece viene lasciato come un orfanello che si aggira per le strade, senza futuro, né alcuna protezione. A quel punto chiunque se ne sarebbe potuto impadronire, se non altro qualcuno dei Villaggi rivali, sentendo la storia che per Konoha si aggirava un bambino che era collegato al Kyuubi… Dodici anni e nessuno ci ha pensato… Figo…

Ma forse tutti ignoravano il potere dei jinchuuriki e perciò… ah no, perfino il fratello del Raikage era un esperto adopratore dell’ottocode… Naturalmente fuori controllo, perché nessuno si era preoccupato di mettere sottochiave (ossia indottrinare ‘sti jinchuuriki) le armi nucleari…

Orochimaru preferiva prendere il corpo di un Uchiha (ma rubare solo gli occhi tipo Danzo no?), anziché prendere il jinchuuriki del Kyuubi…? O prenderli entrambi? Suono nuovo? Uhm…

Inutile dire come questo sia soltanto uno, dei tanti e ormai anche troppi, esempi di quanto poco Kishimoto stia badando ad una trama, che sembra uscire sempre più da un computer a base fan-statistica, piuttosto che dall’idea coerente e sentita di un mangaka… A onor del vero, e discolpa di Kishimoto, c’è anche da dire che il nostro buon Masashi si è preso circa 2 settimane di pausa all’anno (50.4 uscite annuali), per un totale di 6 mesi di ferie in 13 anni (182 giorni per essere pignoli), a differenza di Eiichirō Oda che si è goduto già 2 anni pieni… Per Bleach siamo invece ad appena 5 mesi: che la quantità di ferie godute sia direttamente proporzionale alla qualità del manga?

Aspettiamo il capitolo 653…


Tutte le donne di Kishimoto

Avete mai avuto l’impressione che a Kishimoto le donne stessero proprio sulle palle?

Rileggendo il manga si ha l’impressione che puntualmente parta con dei personaggi femminili che potrebbero essere sviluppati in modo fantastico, per poi dimenticarsene, quando non bistrattarli malamente.

Uno dei maggiori esempi in tal senso è Sakura, che personalmente come personaggio non mi dispiace affatto, ma che oltre ad essere caduta totalmente nel dimenticatoio fino allo scorso paio di capitoli, non ha avuto sviluppo alcuno, né modo di contribuire attivamente alla trama.

Se pensate che sia una cosa normale perché si tratta di uno shonen e non di uno shojo, siete dei misogini di merda e ve lo dimostro subito.

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Basta prendere manga del calibro di Dragon Ball, One Piece oppure Ken il Guerriero, che certamente non erano orientati ad un pubblico femminile e a cui Naruto non avrebbe nulla da invidiare, sennonché in tutti questi compare almeno una ragazza di spessore che non ci lascia indifferenti (compaiono anche gli stereotipi kishimoteschi, ma questo lo vediamo tra poco).

Kishimoto invece ha due prototipi di donna:

  • la donna uomo
  • la donna inutile

Il che ci porta a concludere che sostanzialmente gli uomini siano superiori in tutto e per tutto. Ma vediamo qualche esempio.

Tenten

Partiamo da un personaggio che parte sfigato da principio dacché tutte le sue tecniche ruotano attorno all’uso di armi, che in un mondo come quello di Naruto vengono usate alla stregua di un diversivo, quando non risultano del tutto inutili. L’idea di partenza non sarebbe male, ma nel contesto specifico risulta davvero difficile da sviluppare… E infatti non viene sviluppata.

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Temari

Per l’appunto è quella che fa fuori Tenten durante gli esami per diventare chunin. Cavoli! Non male: usa un ventaglio magico, sembra bella tosta, tanto da poter fare squadra con uno come Gaara. Sicuramente sarà un personaggio sviluppato in seguito.

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Invece no, ben presto ce ne dimentichiamo e la vediamo al massimo come comparsa al seguito di Gaara. A differenza di altre non si ha l’impressione che sia diventata più debole o che non sia andata avanti. Semplicemente è sparita!

Certamente non sarebbe un problema se non se ne stesse parlando, avendo comunque un ruolo potenzialmente marginale (è al seguito di un personaggio secondario come Gaara), ma di fatto va ad unirsi alla schiera delle donne irrilevanti.

Ino

Eccoci ad Ino, una sciacquetta detestabile che però era direttamente connessa alla co-protagonista della serie, Sakura. Sviluppando Ino si sarebbe potuto sviluppare il personaggio di Sakura, visto che le due da principio erano in competizione, ma anche qui Kishimoto se ne frega e le usa entrambe con l’unico scopo di celebrare Sasuke.

Quando vediamo Ino e Sakura scontrarsi durante gli esami degli chunin, il loro scontro non si conclude come la fine della loro rivalità, tanto che entrambe si promettono che un giorno torneranno nuovamente ad affrontarsi. Purtroppo di lì a breve Sakura non farà più granché, neanche nel tentativo di recuperare Sasuke, tanto che sarà Naruto ad accollarsi tutto il peso della faccenda.

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Per fare un paragone con Harry Potter, Ino poteva tranquillamente svolgere un ruolo al pari di Draco, che benché sia un personaggio veramente marginale nella storia, la Rowling riesce nonostante tutto a sviluppare, tanto da darci una vera e propria idea di quanto e come sia cresciuto e cambiato. Ci spiace Ino, addio…

Ci resterebbero Sakura e Hinata, ma loro le vediamo tra un po’.

Le donne uomo… le uniche che valgono

Tolte le donne che cadono nel dimenticatoio, risultando irrilevanti ed inutili, l’unico altro modo in cui Kishimoto sembra in grado di rappresentare una donna è nello stereotipo della donna maschiaccio, l’unica che sembra sopportare.

Non a caso sia Kushina che Tsunade condividono queste caratteristiche, dovendo essere la madre del protagonista e il Quinto Hokage.

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Adesso per quanto la cosa possa risultare divertente in se (Tsunade sai che ti amiamo oltre ogni misura), a livello narrativo è abbastanza patetica, perché priva la storia di tutto il fascino del mondo femminile, che anzi viene ridotto a patetiche debolezze, come la grottesca fobia di Tsunade per il sangue (il che la rende virtualmente inutile).

Sia chiaro: non che Tsunade, Kushina o Sakura, non possano disporre di una sorprendete forza fisica, ma quando l’intero personaggio ruota praticamente attorno ad essa, viene quasi il sospetto che la loro unica qualità sia quella di possedere una qualità maschile (per inciso Sakura e Tsunade sono anche dei medici, ma questo ruolo nella serie è talmente secondario da risultare irrilevante, soprattutto se si considera che c’è comunque Santo Pain che lo fa meglio di loro: lui resuscita i morti! Gli uomini sono sempre meglio, cazzo!).

Ora se perfino in una serie come Ken il Guerriero abbiamo modo di avere un personaggio di spessore come Mamiya, possiamo sentirci un po’ delusi da questa stereotipazione laddove dei due co-protagonisti uno è una ragazza?

Su Kishimoto, ma che ti hanno fatto di male le donne?

E così siamo giunti alle donne da trattare male

Attraverso numerosi capitoli e personaggi, in particolare quello di Sasuke, si ha a volte la detestabile sensazione che Kishimoto provi gusto e trattar male le donne, portandole al ridicolo. (pare che veramente da piccolo lo trattassero male… e questo spiegherebbe molte cose…)

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Naturalmente molti sono sketch con l’unico scopo di far ridere, altre volte però sembra proprio che si ripeta lo schema della donna-innamorata-perdutamente dell’uomo-impossibile-da-avere-che-la-maltratta. E peggio lui si comporta e più lei lo adora, ultima tra tutte Karin, che sembrava essere riuscita a disilludersi da Sasuke dopo che l’aveva praticamente uccisa, ma che poi torna in preda ad una rabbia-amoroso-compulsiva. Karin, mi spiace davvero. Speravamo che almeno tu ti salvassi.

Hinata, donna inutile

Hinata è probabilmente il personaggio peggiore di tutta la serie. Il suo unico obiettivo è Naruto, per il resto è il prototipo dell’anti-femminismo: è sottomessa, incompetente e priva di autostima. Tutte le volte che compare la situazione assume un che di ridicolo.

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All’inizio viene introdotta bene, in un contesto difficile che ne giustifica il carattere introverso e tutti quanti siamo lì ad aspettarci grandi cose da lei… Che però non arrivano mai. Dall’inizio alla fine l’unico scopo nella sua vita rimane Naruto-kun ♥.

Hinata, ora abbaia come un cane per Naruto

Hinata, ora abbaia come un cane per Naruto

Adesso, già definire un personaggio con un’unica caratteristica dominante non è mai una grande idea, tanto meno se questa unica caratteristica è l’ossessione amorosa. Quel che è peggio, Hinata, a differenza di Karin, sostanzialmente non fa nulla di concreto per raggiungere il suo obiettivo, tant’è che tutte le volte che è in presenza di Naruto diventa ridicolmente nervosa ed incapace di agire, finendo addirittura per adottarne il motto. Non mi sorprenderebbe se un giorno la vedessimo entrare in scena camuffata da Naruto stesso, come i migliori psicopatici dei serial americani.

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Perfino quando dichiara il suo amore, lo fa in un modo unidirezionale, che non presuppone alcun impegno da parte dell’altro, per la serie “io ti amo qualunque cosa tu decida di fare”. Questo è in generale il modo peggiore di relazionarsi al prossimo, perché sostanzialmente si fa capire di essere in un rapporto di sudditanza e non pretendere nulla in cambio. Questo non è romanticismo, questa è meningite. Difatti dopo quell’evento la storia non si evolve, ma nemmeno Hinata prova a fare alcunché per portarla avanti, tipo andare da Naruto e dirgli: “Ti ricordi quel giorno che ti ho detto che ti amavo?”

Sostanzialmente il suo personaggio non è neanche in grado di perseguire il proprio obiettivo, e ogni volta che tenta di fare qualcosa viene immediatamente mortificata dal destino-Kishimoto.

Vediamo:

Prova n°1: Ce la mette tutta, non si arrende, ma alla fine non conta nulla

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Prova n°2: Il coraggio conduce alla morte. Non provatelo a casa. Oppure non provatelo affatto.

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Prova n°3: Beh non è colpa di Hinata, ma è divertente

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Da questo punto di vista perfino quando tenta di salvare Naruto nel capitolo 614, non ci riesce ed anzi induce Neji a sacrificarsi per lei (ricordiamoci che lui era obbligato a salvarla), trasformando il suo patetico tentativo nell’ennesima dimostrazione, da parte di Kishimoto, che le donne non sono capaci di alcunché, che deve fare tutto l’uomo e che ANZI, a volte fanno peggio che meglio, inducendo l’uomo a sacrificarsi per loro!

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E infine siamo arrivati alla fragola-rosa, quella che doveva essere la co-protagonista femminile che avrebbe salvato il gruppo grazie alla sua astuzia di genere, ma che si è rivelata un’incapace, indecisa e monotematica donnicciola, il cui unico obiettivo è Sasuke-kun.

Io personalmente contavo molto su Sakura, speravo che dopo il grazie-tra-i-denti di Sasuke, lei avrebbe cambiato atteggiamento, che tutta la premessa pre-Shippuden fosse per condurre Sakura ad una maturazione personale e forse anche a fare coppia con Naruto.

Kishimoto avrebbe potuta svilupparla in mille modi, alla fine poteva condurla anche a diventare hokage, un po’ sulle orme di Tsunade, un po’ per non rendere scontato il finale Naruto-hokage, perché non è tanto l’obiettivo che conta, ma il percorso che si fa per raggiungerlo.

Invece no! Sakura corre perennemente appresso ad un Sasuke che non la ama (a volte immagino Kishimoto che gode della sua frustrazione di non essere ricambiata) e a differenza di Hinata glielo fa capire ripetutamente quello che prova per lui. Da questo punto di vista se Sasuke la avesse in qualsiasi modo amata, avrebbe avuto una miriade di occasioni per dirglielo e certamente non aveva motivo di sospettare il contrario, visto che lei era stata più che chiara a tal proposito.

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Invece non fa altro che respingerla e sempre in malo modo, finendo col trasformare Sakura nell’ennesima incolore, ossessionata, uomo-dipendente, pulzella, che altro scopo non ha che Sasuke-kun.

Non che questo non possa essere uno scopo, ma che non sia l’unico ed il solo! Da questo punto di vista la presenza di Ino sarebbe stata preziosa, per aiutare l’evoluzione del personaggio, magari attraverso un confronto o degli scopi autoreferenziali.

Invece no. Sì certo, ogni tanto Kishimoto ci mette di mezzo un “voglio diventare migliore”, ma è sempre talmente generico ed opaco, privo di uno sviluppo nella trama che escluda la ricerca di Sasuke, che praticamente non ha alcun valore, esattamente come le tette che affibbia ai suoi personaggi per convincerci che riconosce un pregio nelle donne (quello di aumentare le vendite).

Ma un uomo può compensare anche questo

Ma un uomo può compensare anche questo

 

Questo articolo è stato liberamente ispirato (scopiazzato) da una serie di articoli su Naruto Manga Unabridged. Nessuna donna è stata maltrattata durante la realizzazione di questo articolo. 


Il settimanale Shonen Jump Alpha

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Come ormai saprete il capitolo 616 di Naruto uscirà con il prossimo Shonen Jump che da ora in poi verrà pubblicato contemporanea sia nel Giappone che negli USA. Questa mossa dovrebbe servire principalmente a combattere la piaga delle scanlation, che negli ultimi anni ha devastato il mercato americano (e non solo) dei manga ed indotto la Viz Media a optare finalmente (per la serie meglio tardi che mai!) a lavorare su una edizione digitale del famoso settimanale, lo Shonen Jump αlpha, a cui ci si potrà abbonare al modico prezzo di 25$ all’anno e leggere, sia su PC che dispositivi mobili, la rivista.

Inutile dire che a questo punto viene solo da commentare: era l’ora! Cioè quando avete visto che la gente faceva le scansioni del manga per leggerselo cos’era che non vi era chiaro del “Naruto, Bleach, One Piece ecc sono famosi e attesi dai lettori”? ‘Sta mossa un po’ prima no?

Naturalmente le app non sono disponibili in Italia (almeno dal Google Store), perché non sia mai che con l’euro alle stelle noi ci si potesse abbonare ad un prezzo tanto irrisorio (al momento 20€), speriamo solo che sarà possibile fare l’abbonamento dal sito.