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[SPECIALE] Naruto Kindergarten – parte VI

Capitolo 6: Dove Sasuke penetra Naruto con la sua katana

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Naruto e Sasuke stanno combattendo al minimo possibile dei propri poteri con questo temibile-nemico comandante dell’Esercito Supremo dei Cipollotti. Kurama è talmente annoiato che non gli va manco di fare la telecronaca di quello che sta avvenendo. Le due bambine sono in preda all’orgasmo per la bellezza dello scontro a cui stanno assistendo.

Ad un certo punto, senza motivo alcuno, la katana di Sasuke si “muove da sola” e va ad infilzare Naruto… Non che sia la prima volta che roba di Sasuke si “muova da sola” verso Naruto… Cominciano delle congetture: Sasuke osserva che forse il nemico gli ha incantato la spada, secondo Naruto la sua spada non riesce a fare a meno di lui, risate, battute, si alzano i calici al pub, mentre il nemico progetta un nuovo colpo mortale per tentare di incuriosire le due divinità.

Mentre non sta succedendo niente arriva Sakura e abbatte con un pugno-tellurico l’arcinemico che ci stava mettendo tutti in apprensione per la sorte dei nostri protagonisti.

Sasuke non ha nemmeno tempo per cominciare una nenia auto-commiserativa  sulle sue infinite colpe, che una Radice di Ginseng utilizza il teletrasporto-di-Obito e assorbe Sakura, l’arcinemico e chiunque eccetto le due divinità e le bambine, ancora lì in preda alla venerazione.

Sakur…Yawnnnnnnnnnnnnnn …. Scusate dicevamo… Ah sì, Sakura finisce…. Yawnnnnnnnnnnnnnn.

Allora eravamo arrivati che Sakura è nel covo dell’arcinemico, che è in punto di morte e va curato…

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[SPECIALE] Naruto Kindergarten – parte IV

Capitolo 4: celebriamo Naruto e Sasuke in testa al corteo

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Adesso il VII Hokage prenderà a calci in culo quel bambino che ha aggredito le bambine del SUO villaggio! Come ha osato toccare una sua proprietà?!

Il Cipollotto Uchiha tira fuori però né più né meno che il mangekyou sharingan, dando così occasione a Naruto di scatenare lo spirito magnificente e pantagruelico di Kurama che annichilisce con illimitate mani di potentissimo chakra l’insulso ed insignificante attacco nemico. La gloria di Naruto è così poderosa, così onusta di trionfo e beltade, che le due bambine subiscono involontariamente svariati orgasmi-arcobaleno e muoiono e rinascono così tante volte da non riuscire nemmeno a contarle, tramortite da così tanta potenza e stupendosità. Noi lettori non siamo da meno e imploriamo perdono per non aver reso con sufficientemente eccelse parole la bellezza di quello scontro.

Sarada consegna a Naruto il pacchetto che suo figlio gli voleva recapitare per conto della moglie, ma il primo pensiero del nostro VII Hokage correre al suo falco Sasuke e a quando, diciassette anni or sono, condivise il suo pranzo con lui durante la prova dei campanelli!

A questo punto Sarada azzarda una domanda: “lei, sommo e potentissimo Signor Settimo Hokage, si ricorda com’era mio padre?”

A Naruto brillano gli occhi: “Sas’ke era il più popolare della scuola, come pure io, era il più bravo, come io, era il più bello, come io, era il più qualsiasi cosa che tu riesca ad immaginare. Era il primo in tutto, come pure io.”

Chocho è un po’ perplessa: “Come facevate ad essere primi in tutto? Essere primi non significa essere i soli sul podio?”

Naruto è lì lì per dirle che loro infatti sono praticamente una cosa sola, ma poi decide che forse è meglio non dirlo di fronte a Sarada, per cui opta per spiegare un difetto di Sasuke: “Non era molto bravo con le parole ed era molto asociale, a differenza di me!”

Purtroppo Sarada non è come la madre, che a sentire di cotanta tenebrosità avrebbe guadagnato almeno 10 nuovi livelli di amore sempiterno, per cui si incupisce un po’.

Comunque sia quel boschetto è troppo pericoloso e non se ne parla che Naruto lasci tornare le due ragazze da sole al villaggio, nemmeno se accompagnate da un suo onnipotente clone. Devono proseguire con lui, in modo da poterlo celebrare ulteriormente e stupirsi degli altri innumerevoli miracoli che farà durante il suo cammino. Inoltre potrebbe essere una buona occasione per Sarada di conoscere il padre.

Giunti ad una torre nella Foresta delle Pene, Sarada decide che è il momento di andare a fare pipì e si imbatte accidentalmente nel padre-padrone Sasuke, che appena la vede decide di ucciderla, perché potrebbe essere una pericolosa infiltrata del nemico.


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CONTINUA…


Naruto in pillole – Capitolo 692

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Se ne vanno via tutti: Sarutobi ci saluta, felice di poter tornare a pantofole e plaid, se ne va via anche Tobirama sulle note di Die Fahne hoch, Hashirama sorride, Minato sorride, il cadavere di Madara sorride, tutti sorridono. Addio valli, addio monti, anche Juubi-Lucia se ne va ritirando le sue simpatiche radici. Addio, addio.

Sono tutti commossi, anche le feroci bestiole-codate: l’otto-code tornerà da Bee, è il suo posto, per fondare assieme la Balbettante Bambocciona Banda di Babbuini, un gruppo folk; Kurama è indeciso sul da farsi, vorrebbe tornare in Naruto, ma l’idea che un giorno venga a fargli visita Sasuke con la sua katana non lo aggrada.

E’ finita! Tutto bene quel che fin….

Come non detto, Sasuke non ce la fa, ha resistito per troppo a lungo: è il momento della sasukata.

Dovrebbe disattivare Matrix e liberare tutti, ma prima di farlo, Sasuke preannuncia che intende uccidere i kage viventi e prendere il controllo delle bestiole-codate. Quest’ultima cosa la fa subito, mentre la seconda la demanda a dopo che anche Naruto avrà approvato. Kakashi e Sakura sono in disparte morti di paura come chi si ritrova su una nave che affonda dopo aver urtato un iceberg. Uber-Dio-Hagoromo aiutali tu! Provvidenzialmente però Hagoromo annuncia che il suo tempo è finito: cavatevela da soli!

Mentre se ne va si sente una risatina di soddisfazione, come di chi l’ha scampata ancora una volta! E adesso che si fa? Davvero Sasuke vuoi andare ad uccidere i kage nel sonno come un miserabile verme? Davvero assassineresti Tsunade-sama mentre dorme?! Naruto quasi non ci crede.

Sasuke: questo è il prezzo della rivoluzione!

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Fonte: Naruto 692


Aspettando il capitolo 666 – Idee bestiali

In attesa del capitolo 666 di Naruto, che ricordiamo dovremmo poter leggere domani, vorrei soffermarmi su alcuni piccoli dettagli che proprio non riesco a digerire.

Che fine aveva fatto Minato?

Abbiamo visto che assieme a Kakashi era impegnato a scontrarsi con Obito-Zetsu-nero, ma erano davvero così lontani da aver bisogno di attivare il chakra sensoriale per accorgersi che tipo Naruto, suo figlio, stava morendo ridicolmente? A vista non riusciva a buttarci un’occhio, se non altro per dire: ehi chissà come se la sta cavando? Facendo un paio di calcoli veloci si può infatti dedurre che tra i due campi di battaglia vi fossero almeno 9,5 km, sufficienti da far sì che la curvatura della Terra nascondesse il figlio al padre… E’ l’unica spiegazione plausibile.

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Ci scusiamo con Uber-Madara per non essere riusciti a rappresentarlo in tutta la sua reale magnificenza e popolarità, perdonaci oh Star delle Pop-Star.

In caso contrario davvero non si spiega come Minato non si fosse accorto di nulla, manco quando il chakra che circondava tutti cominciava a spegnersi. In secondo luogo cos’è ‘sta storia del chakra sensoriale? Uno attiva vari tipi di chakra in base alla necessità? Non è già attivo di predefinito? Non si tratta di abilità acquisite che sorgono spontaneamente durante il combattimento? Sarebbe come se mentre si guida la macchina si dovesse attivare “l’attenzione ai passeggeri” per poter verificare che non si sia in compagnia di scheletri che una volta erano gli occupanti.

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L’importanza di Zetsu-nero

Fino a poco prima Zetsu (bianco o nero che fosse) era una mammoletta incapace di alcunché, adesso tutto ad un tratto riesce a gestire il corpo del morente Obito a livello tale da impensierire seriamente Minato e Kakashi, ricordiamoci due tra i (presunti) più forti ninja della Foglia… Come se niente mancasse Zetsu riesce a fregarsi la Volpe-yin con una facilità allucinante, tanto da farci sospettare che né MinatoKakashi abbiano prestato attenzione all’avviso: occhio ai borseggiatori, tenere i bijuu in una tasca chiusa. Ma poi scusa Kishimoto, se per prendere la Volpe/2 bastava così poco perché diamine Minato ha dovuto sacrificare se stesso ed il figlio per intrappolarla e trattenerla? Oppure Obito-Madara scatenare questa scena tanto pomposa quanto inutile:

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A meno che ad entrambi non eccitano le catene, specialmente se legate attorno a Naruto (e qui Sasukkia ci marcerebbe forte). Ma poi Minato, a prescindere, non era il Lampo di Konoha, il ninja più turbo veloce della storia? Non poteva scansare la zampina-nera di Zetsu-nero come se niente fosse? Oppure era troppo concentrato a trasportare la Volpe? Ma allora anche Zetsu-nero avrebbe dovuto concentrarsi assai, visto che pure lui la doveva portare via, e dobbiamo immaginare che fosse forte quanto Minato? Qualcuno dirà che la mammola-Zetsu aveva il potere di assorbire-digerire chakra, ma appiovrarsi attorno ad un morto e succhiarlo come il Santo Graal strappa la vita agli indegni, è tutt’altra cosa che trasportare viva e vegeta un’entità come Kurama-yin dotata di poteri quasi illimitati (ma mai illimitati come quelli della borsetta-Juubi).

Stendiamo un velo pietoso e arriviamo a…

Dio-Obito redento e risorto

Obito non era praticamente morto? Non era in semi-vita solo grazie all’infinita vitalità della borsetta-Juubi (che poi se volessimo prendere questa affermazione letteralmente, Obito disporrebbe di vitalità infinita a sua volta, dacché ∞/2 = ∞)? Ma no, che abbiamo capito! Sciocchi noi! Obito era solo momentaneamente stordito, managgia a noi infedeli. Era come quando a Killer Instinct ti beccavi troppe botte ed eri lì a cercare di risorgere, prima che Orchid ti fottesse con un Ultra da 48 Hit. Ora se non sta attento l’Ultra se lo potrebbe beccare Uber-Madara, dacché Dio-Obito si è ripreso anche lo scettro-Ariel-del-potere, sempre in virtù di quel ∞/2 del potere della borsetta-Juubi che gli tocca…

Vorrei fare una piccola riflessione: Obito ha avuto il suo momento, ma ha frainteso la via-dell’hokage come la intende Naruto e adesso tocca a quest’ultimo, a lui e alla nuova generazione, affrontare Madara. Il manga si chiama Naruto, mica Obito, oppure no? Questo ritorno in auge del nostro amato Obituccio onestamente mi fa solo storcere il naso, perché già lo detestavo nei sporadici siparietti in cui si era materializzato nei flashback di Kakashi, figuriamoci adesso che ha interi capitoli per se. Avrei preferito la banalità di Minato che ridà la volpe a Naruto, e lo saluta ab eternum, piuttosto che questa macchinosissima pagliacciata in cui alla fine Obito sarà un eroe per sempre.

E infine…

A queste perle si aggiunge un’altra miriade di sciocchezze, che neanche un pagliaccio che inciampa nelle sue scarpe, riuscirebbe a pensare tutte insieme: Sakura che afferra il cuore di Naruto, probabilmente sfondandogli costole e polmoni ed infettando ogni cosa (se ha poteri sufficienti da riparare a questi danni, possiamo credere che non ne avesse abbastanza per un diverso-tipo di massaggio cardiaco?), l’ombra-Kabuto che appare vicino a Sasuke, con la sua aura-iper-maligna, i kage che continuano a non fare niente (eccetto Gaara sulla sua dragon-ball-nuvoletta), Madara che non taglia la testa a Sasuke (per essere sicuri che fosse morto), Madara che sputa le carabattole che il Rinculo-sennin aveva nel petto (???), la Volpe-yin che avvisa Minato di attivare il chakra e guardare che sta succedendo, anziché dirgli direttamente che accade (poi deciderà lui se guardare o infischiarsene), Orochimaru che vede Sasuke morire e non fa niente, ma il capitolo dopo corre in preda alla furia, quella polverosa di Hinata che inciampa su una pietra come la più inetta, incapace, stolta e sfortunata ninja di tutta la storia presente e futura di tutti i manga di tutto il multiverso…

Adesso non ci rimane che restare in soave attesa del diabolico capitolo 666, che probabilmente alimenterà ancora quelle piccole, ma rumorose, nicchie di appassionati che vedono il manga intriso di simboli satanaico-demoniaco-illuminati (qualunque cosa questo voglia dire), ma questa è storia per altri post…

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Qui palesemente i copri-fronte di Sasuke, Kakashi e Naruto, compongono un inquietante 666 (o l’innocuo 6.666 se contiamo anche Sakura)… Proteggici Dio-Obito


Naruto in pillole – Capitolo 660

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Madara continua il risucchio-bijuu al tifo del ragazzo-pon-pon-Zetsu, Gaara trova il tempo di chiacchierare con l’uno-coda, tutti continuano a non fare niente, finché Kurama non viene strappato via da Naruto. Per fortuna il Kyuubi, accorgendosi della chiacchierosità del kage, decide di confidargli un segretissimo-segreto da ricordare.

Tavola finale: Naruto perde i poteri del nove-code e ora che cosa farà?!

Fonte: Naruto 660


Naruto, io ti ucciderò

Capitolo 218. Sta per avere inizio uno dei più importanti episodi nella relazione tra Naruto e Sasuke, che di fatto sancirà l’impronta sulla quale si svilupperà tutto il resto di Shippuden.

Partiamo con una premessa, introdotta dallo stesso Kishimoto, quale anticipazione dello scontro: la persona importante non è sempre una persona buona. Questa è un’osservazione che fa Gaara a proposito del fatto che Naruto stia correndo ostinatamente appresso a Sasuke, nonostante questi abbia deciso di propria volontà di andarsene, per unirsi ad un nemico come Orochimaru (formalmente questo fa di Sasuke un traditore). Interessante come questo fatto si ricolleghi indirettamente all’episodio di Haku, che vedeva in Zabusa la persona importante oltre ogni ragionevole dubbio.

Dunque Naruto e Sasuke si fronteggiano nella Valle della Fine-ultima-e-definitiva, esattamente come una volta vi si fronteggiarono Hashirama e Madara.

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Diciamo che col senno di poi la cosa ci fa un po’ ridere, però in quel momento la principale simbologia retrostante verteva sull’idea dello scontro ineluttabile; uno scontro che avrebbe diviso per sempre i nostri eroi, esattamente come accadde ai fondatori di Konoha. Possibile che anche loro fossero predestinati alla medesima sorte?

Naruto e Sasuke si squadrano a distanza, poi Sasuke si volta e fa per andarsene.

“Che fai, scappi via?!” Urla Naruto madido di sudore.

Sasuke si volta, Naruto sembra non riconoscerlo più, con quella metà del volto sfregiata dal Segno Maledetto di Orochimaru.

“Ehi coglione, sei te questa volta…”

Naruto intuisce che il compagno si riferisca a Sakura, che già gli aveva spiegato che aveva provato a fermare Sasuke senza riuscirci, e che solo lui poteva riuscirci a questo punto. Solo lui…

Fermiamoci un attimo e facciamo un piccolo appunto. Sasuke cerca di ostentare fastidio nei confronti di entrambi i compagni, prima per Sakura che aveva pensato di riuscire a fermarlo in qualche modo (da cui poi la storia del famigerato “grazie”) e ora per Naruto che segue le sue orme. Ma che cosa gli hanno fatto entrambi? Per capirlo conviene ripercorrere l’ultima sequenza di avvenimenti, iniziata quando Naruto si scontro con Gaara. Già in quel momento si ha l’impressione che Sasuke provi una sorta di delusione, principalmente di fronte al fatto che Naruto tenda a sacrificare tutto se stesso per Sakura (laddove Sasuke si sarebbe sacrificato per lui, o al più per entrambi) e che i suoi poteri non sono nemmeno paragonabili a quelli del biondino. Questo tema ritorna poi in auge con l’avvento di Itachi (che come tutti i santi merita questo tipo di apparizioni), quando Sasuke tenta disperatamente (ed inutilmente) di proteggere Naruto. Da lì segue il loro primo vero scontro, fomentato ancora una volta dal ricordo della propria impotenza di fronte sia a Gaara che ad Itachi, che confermerà l’insicurezza dell’Uchiha.

La tesi, che molti potrebbero trovare azzardata, è che effettivamente l’attaccamento di Sasuke per Naruto sfoci in qualcosa di molto simile all’amore (per non dire nell’amore vero e proprio), tanto da portarlo a non accontentarsi di una semplice amicizia. Anzitutto vediamo Sasuke pararsi di nuovo di fronte a Naruto per salvarlo, perché “non vuole vedere altre persone importanti morire di fronte ai suoi occhi”, trovando Sakura come espediente per farlo allontanare, poi segue il suo curioso sguardo verso la ragazza quando la affida alle cure di Pakkun, per raggiungere subito dopo il biondino e rassicurarlo sull’esito della battaglia (ehi Naruto, Sakura è salva). In quel momento pare quasi che Sasuke realizzi che Naruto sia veramente innamorato di Sakura, precisamente come va professando sempre ad alta voce, e per lui non ci sia spazio tra i due. Di qui la sua reazione stizzita alle amorevoli cure della ragazza (la famigerata scena dell’ospedale) e il desiderio di provare finalmente a Naruto di essere comunque più forte di lui, ritrovando dunque una propria valenza per lo meno nella necessità della sua presenza in quanto membro forte (o maschio alfa, per dirla con gli americani) del gruppo. Non a caso, da questo punto di vista, quando Sakura cerca di fermarlo a lui vengono in mente subito loro due assieme, come ormai un dato di fatto che separa per sempre le loro strade.

Molti obietteranno che: nell’episodio di Gaara Sasuke volesse salvare principalmente Sakura (ma allora perché abbandonarla alle cure di un cane per poi correre subito da Naruto?), che nell’episodio dell’ospedale Sasuke fosse geloso di Sakura e Naruto (questa è comica, ma dovevo metterla; perché mai Sasuke dovrebbe essere geloso di loro due, laddove Sakura non fa che professare il suo eterno amore per lui?), che Sasuke se ne va “ringraziando” Sakura (tolto il fatto che di lì in poi non fa che sfogare il suo fastidio per lei appena può, “t’oh ecco la noiosa Sakura”, è più facile dare a quel grazie un tono compassionevole, che altro, soprattutto considerando che dopo cercherà beatamente di ucciderla, e la ignorerà nel momento della salvazione ultima), che Sasuke se ne va per via del fratello (ma quando si sveglia in ospedale il suo primo pensiero è il fratello che vuole Naruto, non la vendetta, ma salvare Naruto e la sua impotenza di fronte al pericolo).

Appare dunque come unico filo conduttore degli eventi il fatto che Sasuke vorrebbe essere importante per Naruto, ma disgraziatamente non riesce a provarlo a se stesso, mentre Naruto (ancora una volta disgraziatamente) non riesce a dimostrarglielo, facendogli credere che il tutto si riduca ad una mera questione di rivalità tra compagni di Konoha.

Torniamo a noi.

Naruto si ricorda della supplica di Sakura: “Ti prego, è il mio unico desiderio… riporta indietro Sasuke-kun”

Sasuke: “L’ho già detto a Sakura, per cui non annoiarmi ulteriormente” (qui Sasuke sottolinea l’unione tra i due, per la serie: ma come, Sakurella non te lo ha già detto? Quello che ho detto a lei vale anche per te!)

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Sasuke ride imitando Orochimaru: “Perché quella faccia accigliata?”

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A Naruto tornano in mente loro due nel Team 7, e mettiamo l’accento su loro due. Quello non è il Sasuke che lui conosce, che cosa gli è successo?

Ancora una volta c’è da notare, a sostegno della tesi precedente, come Sasuke stia facendo di tutto per rendersi odioso, imitando Orochimaru anche per fargli capire che lui non appartiene a loro, che lui è con il nemico, è un’altra persona, non è quello che credevano di conoscere. Perché farlo? Perché tanto impegno a farsi odiare, a provare che l’altro non sappia nulla di lui? Senti di esserti esposto troppo Sasuke?

Proseguiamo: a Naruto tornano in mente i momenti di intimità che avevano vissuto assieme, quelle cose per cui lui credeva di conoscere Sasuke. Quando si sono seduti all’accademia insieme, quando Sasuke gli ha offerto il suo pranzo alla prova dei campanelli, quando si allenavano fino a notte fonda assieme. E ancora quando Sasuke si era frapposto tra lui e Haku e quando gli ha detto di portare in salvo Sakura da Gaara (sic!).

Quelli erano momenti loro. “Perché?” chiede impotente Naruto: “Perché Sasuke?! Che cosa ti ha trasformato così?!”

Sasuke non desiste: “C h e  c o s a  h a  a  c h e  f a r e  c o n  t e  t u t t o  q u e s t o?” (riborda Sasuke! Facciamoglielo capire bene che non conta più nulla per te!)

“Io ho il mio cammino” prosegue Sasukkia “e non permetterò a nessuno, chiunque sia (ma va!), di intralciarlo o condurmi su un’altra strada!”

Sasuke: “Lascia che te lo chiarisca una volta per tutte: i miei puerili giochi con voi della foglia sono finiti, va a casa!”

Naruto: “Chouji, Neji, Kiba, Shikamaru, Mr Sopracciglia… hanno rischiato la vita per trovarti!”

Sasuke: “Buon per loro!”

Sasuke fa per andarsene ma Naruto gli piomba addosso, ricordando le parole di Shikamaru, che assieme agli altri compagni è andato alla sua ricerca in quanto Sasuke era un ninja della Foglia ed era loro dovere salvarlo.

Naruto: “Che cazzo pensi dei tuoi compagni della Foglia!”

Ancora una volta lo scontro tra Sasuke e Naruto si traduce nell’incomprensione tra i due: Sasuke non capisce quanto sia importante per Naruto, Naruto si identifica con un ninja qualsiasi per Sasuke (non avendo ancora raggiunto il suo livello) e si sente offeso nel profondo quando denigra i ninja della Foglia, e di conseguenza egli stesso.

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Naruto è sopra Sasuke, a pugni serrati, lo colpisce, lo strattona, vuole una spiegazione a tutti i costi.

Sasuke: “Sono per caso diventato più forte stando con questi “compagni”?”

Naruto è perplesso, Sasuke prosegue: “Andrò da Orochimaru!”

“Orochimaru è quello che ha ucciso il Terzo Hokage e vuole distruggere la Foglia! Pensi davvero che ti darà un qualche potere agratis?! L’unica cosa che vuole è prendere il tuo corpo come un contenitore! Potresti non tornare mai più! Potresti essere ucciso! Non posso permetterti di andarci!”

Sasuke a questo punto deve dimostrare come per lui niente ha più importanza: “Non mi importa!” Ma che cos’è ad averlo deluso? Perché alla fine il suo è il tipico atteggiamento di chi ha sperato in qualcosa che alla fine si è rivelato diverso da quello che credeva, quando non impossibile, e adesso vuole distruggere tutto, fare terra bruciata di ogni cosa.

“L’unica cosa che conta per me è raggiungere il mio obiettivo, e non mi importa se questo ti metterà di mezzo!” Prosegue l’Uchiha.

Naruto: “Non puoi farlo! Ti riporterò indietro a forza, se necessario!”

Kishimoto commenta a conclusione del capitolo: “Il suo villaggio, i suoi compagni… si è lasciato tutto dietro. Naruto è colto da una rabbia insopportabile. Un conflitto inevitabile li attende entrambi! Cos’è del passato di Sasuke che lo spinge verso Orochimaru?”

“Se non ricordo male…” riprende calmo Sasuke: “Quello scontro è stato interrotto…”

Naruto: “Quello non era lo scontro che volevo io! Perfino adesso…”

A questo punto Sasuke afferra Naruto per la maglia e lo solleva, chiedendo più a se stesso che al compagno: “Perché mai dovrebbe importarmi di te?”

Ancora una volta Sasuke conferma, implicitamente, il fatto che il dubbio amletico verta attorno a Naruto, perché dovrebbe importargli di lui? E perché noi abbiamo già visto che gliene importava, ma tutto ad un tratto lui non vede più alcun motivo per cui Naruto dovrebbe essere importante per egli.

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Si ha quasi l’impressione che Sasuke voglia scoprire che diavolo ci trovasse nel biondino (e davvero lo si fa per amicizia? non che non lo si possa fare, ma qui…).

Comincia lo scontro tra i due, Sasuke si abbandona al potere di Orochimaru: dunque era questo! Lo stesso potere che, ricordiamoci, ha cercato di tenere nascosto da Naruto, quasi per non preoccuparlo, per non mostrarsi debole di fronte a lui, vulnerabile tanto da essersi fatto mordere dal buon Orosaiwa. E lì botte come se non ci fosse un domani.

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A Naruto torna in mente la promessa fatta a Sakura, di riportare indietro il compagno a tutti i costi, ma anche qui verremo a scoprire quanto poco vero fosse questo fatto ufficiale e quanto, invece, importava a Naruto per un fatto suo personale, a prescindere da Sakura e tutto il resto. Anche qui, permettetemi un po’ di malizia da fangirl, si ha l’impressione che Naruto non voglia essere meno dell’amica, che sa essere innamorata di Sasuke.

Siamo appena al capitolo 219 e arriva una perla tutta di Sasuke. Naruto gli chiede se una delle botte lo abbia finalmente risvegliato e l’Uchiha replica: “Sì ora mi sono svegliato… dal mio stupido sogno… quando credevo in un futuro con i miei camerati, ubriacato dall’illusione della pace!”

Per Sasuke è finito un sogno e abbiamo visto che cosa lo ha fatto finire, quel filo conduttore che lo legava ad un Naruto che lui vedeva sempre più irraggiungibile. Non era in grado di difenderlo né da Gaara né da Itachi, a Naruto importava solo di Sakura e vedeva in lui nient’altro che un misero compagno ninja di Konoha, un patetico rivale (la storia del coprifronte, per intendersi).

“Il futuro non è il posto dei miei sogni, è il passato il posto dove essi apparteranno per sempre!” Proclama Sasuke, rivedendosi in collo al fratello Itachi. Anche qui è interessante come Sasuke abbia recuperato la sua infanzia come unico luogo di affetto e amore, quasi che tutto ad un tratto gli fossero venuti a mancare. E’ un tropo ricorrente anche in altre storie: si perde l’amore e si riversano tutte le proprie energie nel passato, nella vendetta, nello sciovinistico amore per la patria. Si travasa, insomma, l’amore in altro!

Piccola pausa. Dal capitolo 220 al capitolo 225 si narra la storia dell’infanzia di Sasuke e più in generale quella del clan Uchiha. Adesso Sasuke non vede altro scopo nella propria vita che la vendetta ed è ormai deciso a seguire il fratello nell’oscurità.

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Ma anche qui non bisogna fraintendere. Itachi non è il vero scopo, o almeno non l’unico, è una motivazione, ma non il fine vero e proprio, come ci verrà fatto sapere nel capitolo 576. Ma questo lasciamolo da parte per ora, fatto sta che Sasuke è incazzato come una biscia e ora vuole il potere! Distruggere tutto, pur di ottenere il potere!

Naruto capisce che Neji aveva ragione, Sasuke ormai vaga nelle tenebre e sta facendo sul serio: “Vedo che non scherzi, dannazione!”

Sasuke: “Intendo ucciderti!”

Naruto: “Vuol dire che non mi consideri più un tuo amico…? Tutto ciò che abbiamo fatto come Team 7 per te non significa nulla?!”

Sasuke: “No…” e ricorda le parole di Itachi sul potere del mangekyou sharingan e sulla necessità di uccidere un amico. “… Non è stato inutile, per me ha voluto dire avere te come mio migliore amico…”

Naruto: “Sono tuo amico? Allora perché?”

Sasuke: “E’ proprio per questo che ti ucciderò!”

Naruto: “Non pensare che me ne stia a guardare… Sembri davvero deciso ad uccidermi, non è vero Sasuke?!”

Nuovamente botte a dritto, come se piovesse.

Sasuke: “Te l’ho già detto, ti ucciderò e questa volta non ci saranno né Kakashi né Sakura, né nessun altri, ad interromperci!”

Naruto: “Ti farò rinsavire!” (a suon di sberle se necessario)

Chidori e rasengan si scontrano in questa divertentissima composizione a cuore (in alcune vignette appena precedenti è anche più evidente).

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Capitolo 227. Dopo cotanta gaiezza Naruto è lì che riflette sulle ultime parole di Sasuke, sul fatto che si senta un suo amico: “Proprio per questo” pensa Naruto “Con questo rasengan devo riportarti indietro!”

Sta tutto in un colpo e Naruto sente di voler giocare il tutto e per tutto, pur di riavere indietro Sasuke, ora più di prima.

Purtroppo però i loro poteri si equivalgono e nessuno dei due riesce ad avere la meglio. Lo scontro infuria e Sasuke, tra le altre cose spiega a Naruto che a due ninja di alto livello non servono le parole per capirsi, bastano i loro pugni. “Puoi veramente leggere nella mia mente, Naruto?” lo schernisce l’Uchiha. Di nuovo: perché? Perché per Sasuke sembra, implicitamente, così essenziale essere capito da Naruto? Anche al loro primo scontro, quando Naruto insiste sulla storia del coprifronte, Sasuke mette in evidenza come sia “solo un pallone gonfiato che non capisce nulla”. E che cosa ci sarebbe da capire, che Naruto non ha inteso?

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Naruto rivede loro stessi da bambini: “… Sasuke io sapevo da sempre che eri un tipo solitario… All’inizio ero sollevato pensando che fossi come me… Ne ero tuttavia anche felice. Avrei voluto da subito parlarti, ma tu non parlavi… Tu eri capace in ogni impresa, potevi anche avere chiunque tu avessi voluto… Perché comunque eravamo diversi… Scioccamente decisi di fare di te il mio rivale… Non volevo perdere di fronte a te, perché ero considerato un perdente… E perfino quando eravamo diventati il Team 7 io pensavo lo stesso… Ostinatamente ho continuato a mentire… Ma… Io volevo da sempre essere come te. Aspiravo a te, per questo…” si ricorda quando Sasuke disse di voler sfidare pure lui “Per questo ero autenticamente felice, quando mi hai riconosciuto. Nonostante quelle parole (per riconoscermi) i nostri pugni non hanno bisogno di scontrarsi perché io lo capisca… Da allora non abbiamo parlato… Noi… Come facciamo ad essere amici noi?”

Naruto si ricorda ancora le parole di Sasuke, sul fatto che lo riconosca come amico: “Ma se è anche vero che vuoi uccidermi…” pensa “Allora io non capisco… Forse mi ero illuso di essere l’unico amico che tu volessi…”

Sasuke colpisce Naruto: “E’ troppo tardi!” Grida, interrompendo i suoi pensieri.

Con questo finisce il capitolo e permettetemi una pausa di riflessione. Naruto fa il suo primo lungo soliloquio sul suo rapporto con Sasuke e sostanzialmente sul suo desiderio di avvicinarlo. Dico avvicinarlo e non “essergli amico” perché c’è una profonda differenza. Amici di solito si diventa, non lo si vuole essere. Il voler avere una relazione con qualcuno, per quanto la si possa chiamare amicizia, fa parte di una sfera affettiva più complessa, dove l’avvicinamento non è determinato dalla reciprocità, ma dal desiderio che, ci piaccia o meno, si può facilmente tradurre in amore. Pensateci: quante volte vi sarà capitato il ragazzo o la ragazza che dicono “ehi voglio solo essere tuo amico/a”? E voi sotto sotto sapevate che non era vero, che c’era anche il desiderio di altro, perché amici lo si diventa spontaneamente, perché si ha qualcosa da condividere. Non è sempre una cosa conscia, ma sostanzialmente fa parte della sfera dell’amore, più che dell’amicizia.

Capitolo 228. Mentre Kakashi è colto da nefasti presentimenti, Sasuke trapassa da parte a parte Naruto che comunque “per tutto quello che sente, non ha intenzione di mollare!” (din don, la solita amicizia, certo!)

Scena abbellita del 200%

Scena abbellita del 200%

A Naruto torna in mente ancora una volta quando incrociò lo sguardo di Sasuke seduto sul pontile, a meditare sulle sue disgrazie: “Per qualche motivo non riesco a capirti, ma non permetterò ad Orochimaru di averti…”

Narutello, lo sguardo di Sasuke ti ricordi… Nei tuoi sogni la scena proseguiva tipo così?

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A parte gli scherzi torniamo ai nostri due eroi: Sasuke estrae il braccio insanguinato dal corpo del compagno, per poco non gli trafiggeva il cuore. Ormai tra di loro è solo lotta, cieca ed insensata. Rabbia omicida da TG5 per intendersi!

In un raptus omicida il ragazzo uccide il compagno, i vicini dicevano che erano una coppia tranquilla e serena!

Naruto si lascia pervadere dal potere della volpe: “se anche dovesse spezzarti le braccia e le gambe e tutte le ossa, non ti permetterò di andare da Orochimaru!”

Sasuke è incredulo: “ma questo potere… che COSA sei veramente?”

“Un amico!” Ribatte Naruto fuori di se, avvolto dal chakra fiammeggiante di Kurama. (se aveva una gatling in mano ero lo stesso)

Botte e ancora botte. Sasuke trova il tempo di urlare nuovamente a Naruto che lui non è in grado di capirlo: “Che ne sai tu che non hai una famiglia?! Cosa puoi capirne del perdere un legame, tu che non ne hai mai avuti!” Interessante come ancora una volta, Sasuke dimostri di non reputare di essere un legame per Naruto, che nuovamente lo dichiara solo come un amico. E a te non basta, vero Sasuke?

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Naruto replica che è tutto vero, lui non ha mai avuto una famiglia, perciò non sa che cosa si provi, ma quando sta col maestro Iruka, lui sente che è come essere con un genitore, mentre quando sta con lui è come essere con un… fratello. Naruto non sa spiegarla altrimenti, mentre Sasuke lo guarda accigliato. Questo gli basta? O proseguire ora sulla strada della vendetta? E’ possibile tornare indietro?

“Perché arrivi a tanto per me?” Chiede Sasuke. “Perché tu sei il primo legame che io abbia mai avuto” ribatte Naruto.

Sasuke si alza, e sia, combatteranno da pari allora, esattamente come vuole Naruto. “Vieni Naruto!” esclama l’Uchiha “sarò io allora a rompere questo legame!”

Attenzione, a questo punto si potrebbe dire che Sasuke abbia finalmente riconosciuto Naruto ed ufficialmente è quello che fa, ma noi abbiamo già visto che lui lo ha riconosciuto da tempo e che quello che in realtà, a questo punto, gli concede è un combattimento tra “pari di Konoha”. Un combattimento solo tra amici, tra ninja dello stesso livello, niente di più. Per tutto quello che Sasuke ha fatto ed ha voluto dimostrare, questa è in realtà una sorta di retrocessione.

A Sasuke non basta essere un amico per Naruto, visto che questo non serve a riportarlo indietro. Qualcuno obietterà: lo scopo di Sasuke adesso è Itachi, lui si rende conto di non essere abbastanza forte e vuole uccidere Naruto, vuole il mangekyou sharingan e il potere di Orochimaru. Questa è però un’illusione, tessuta anche un po’ di proposito dal nostro buon demonio-Kishimoto.

Itachi era da sempre lo scopo di Sasuke, né il fratello, né la famiglia, né la vendetta, sono diventati più o meno necessari adesso. Quello che rompe l’idillio è il fatto che Itachi torni per prendersi Naruto (Sasuke ne ignora il vero motivo, e a modo suo lo percepisce come il passato che ritorna a prendersi quel poco che gli è rimasto!) e che l’Uchiha si senta del tutto impotente di fronte agli avvenimenti. Il fatto stesso di volersi consegnare spontaneamente ad Orochimaru (ricordiamoci che è un quattordicenne e ora come ora è difficile possa progettare qualche altro uber-piano segreto) è rappresentativo del suo senso di disfatta, del “tutto è perduto, non mi rimane niente”, del volersi lasciar andare agli eventi, anche facendosi distruggere (insomma anziché darsi all’alcool o alla droga, si da ad Orosaiwa). E in tutto questo Naruto cosa dimostra? Amicizia e basta, vuole solo uno scontro tra rivali e allora così sia.

Capitolo 230. Botte.

Sasuke: “Tu sei una persona che ha conosciuto la stessa solitudine che ho conosciuto io, e la solitudine rende forti… Per questo adesso combatteremo alla pari, ma nonostante ciò non riuscirai a sfiorare il mio coprifronte!”

Naruto: “Qualunque cosa tu possa dire è inutile!”

Sasuke: “Basta parlare, è ora di combattere!”

Sasuke a modo suo sta già fuggendo come mai in vita sua, a gambe levate, deve affrontare Naruto, ma non vuole sentire altro, ormai vuole solo spezzare quel legame, perché non sopporterebbe di tornare a Konoha. Molto meglio abbandonarsi ad Orochimaru.

Seguono botte, ancora botte e botte potenziate. Botte a tutta Nutella e arriviamo alla copertina del capitolo 231.

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Sul fianco troneggia la frase: “Non voglio guardare altrove. Non voglio lasciar perdere. Io combatto per te!”

Il combattimento prosegue ed i due tirano fuori via via il meglio dei loro poteri, il meglio si fa per dire… perché dopo poco Sasuke mostra la vera forma del potere di Orochimaru.

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Si ripetono le solite battute su cosa conta per chi e si arriva anche al capitolo 233 con la seguente copertina:

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Giorni condivisi. Emozioni condivise. Ma dopo questo scontro è ora di partire…

E’ Kishimoto a dirlo sul fianco di copertina. I poteri di entrambi si scontrano, in un ultimo, fatale, impatto, nel quale sono racchiuse tutte le loro speranze ed i loro destini. Ogni cosa. Una sfera nera avvolge entrambi, come l’oscurità del loro scontro, ma poi una luce squarcia le tenebre e annulla i mostri che sono diventati. Che cos’è?

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Loro due che si danno la mano, stringendo le dita come erano soliti fare i bambini di Konoha per riconoscersi, in quanto membri della medesima famiglia, dopo uno scontro. In questo caso non è però solo un riconoscimento, è il simbolo del fatto che le loro anime, o meglio loro nella propria intimità, si erano riconosciuti da sempre, da quando erano bambini e non certo adesso, in questo misero scontro.

Naruto è a terra svenuto, Sasuke si regge ancora in piedi: “Naruto… Io…” Inizia a piovere, come sempre succede quando c’è da piangere con Kishimoto, e le sue lacrime (se ci sono) sono coperte dalla pioggia. Una fitta di dolore gli attraversa il braccio e l’Uchiha si inginocchia al suolo in preda agli spasmi. Segue probabilmente una delle tavole più celebri di tutto il manga, dopo quella del bacio tra i due:

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Con questo si conclude lo scontro tra i due e si dà il via alla trama di Shippuden.

Alcune riflessioni finali: per l’ennesima volta Naruto e Sasuke si scontrano, principalmente perché non sono in grado di capire l’un l’altro. Entrambi sono insicuri: Naruto vuole essere riconosciuto, non vuole essere un perdente; Sasuke si sente debole, incapace di difendere Naruto e dunque senza scopo. Entrambi pensano di contare meno di quanto l’altro conti per loro: Naruto vuole un combattimento alla pari, perché non è inferiore; Sasuke lo reputa ridicolo, in quanto il loro legame va ben oltre l’essere dei banali ninja della Foglia.

Dietro al tradimento di Sasuke per Orochimaru e l’inseguimento dei suoi amici, si cela in realtà una vera e propria fuga del nostro buon Sasukkia, che non sopporta di affrontare più la realtà che lo circonda. E’ fin troppo chiaro che Orochimaru lo vuole, il fatto che Naruto lo dica e Sasuke non batta ciglio in merito, prova che l’Uchiha ne è più che consapevole: andare lì è una sorta di sucidio.

Ma perché? Che cosa è cambiato? Dove ha fallito Sasuke? L’unica cosa in cui ha oggettivamente fallito è nell’essere in grado di difendere i compagni, essere qualcuno per Naruto. Non per Sakura, ma proprio per Naruto. Alla fine è Naruto quello che conta e che ci piaccia o meno, per come sono descritte le reazioni di Sasuke il tutto si potrebbe spiegare in modo molto semplice e pulito: Sasuke sente di amare Naruto, ma non sa se questi lo potrebbe mai ricambiare (dice di amare Sakura, figuriamoci!), cerca di dimostrarglielo mettendosi al suo fianco, mostrandosi forte, indispensabile, ma poi arriva il momento in cui nemmeno questo basta. E allora fugge via, meglio distruggere quello che non si sopporta, meglio lasciarsi andare e concentrarsi sulla vendetta… Sì la vendetta è l’unica cosa che conta.

Poi vabbe’, un’altra spiegazione molto elegante è la follia degli Uchiha, ma questa è un’altra storia.


Naruto in pillole – Capitolo 651

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Il susanoo di Sasuke avvolge il Kurama di chakra di Naruto, esattamente come aveva fatto Madara all’inizio dei tempi contro Hashirama: ma va, chi l’avrebbe mai detto! Mancano ancora tipo 7 minuti e 43 secondi all’attivazione dello Tsukuyomi Infinito e di fronte a Dio-Obito si pongono due alternative: allontanarsi dal campo di battaglia per proteggere l’Albero-Casa-Juubi, oppure scontrarsi direttamente con i nostri protagonisti. Dio-Obito ci pensa… Arduo decidere davvero… Ci pensa intensamente… Poi tira fuori una spada a forma di DNA… La situazione sembra un misto tra i cartoni di Barillé e Crocodile Dundee.

Naruto passa i propri poteri ai suoi inutili compagni, facendo lanciare loro un rasengan a testa, giusto perché siano serviti a qualcosa (visto che usavano i suoi poteri, potevano farlo anche dei cloni insomma)… Tra la moltitudine c’è anche Hinata, che non sa di che morte morire: se dalla gioia di essere usata da Naruto-kun ♥, o dalla disperazione di essere soltanto una compagna marginale, pari a Sakura, Kiba, Shino, Ino (sic!), Shikamaru, Choji, Sai, Ten-Ten e Rock Lee, tutti satelliti di Sasu(ke)-Naru(to).

Kakashi, in tele-visione-stile-Harry-Potter, segue i pensieri di Obito-mort. Tsk! La spada-coltellino-DNA si frantuma contro il machete-susanoo.  Ma noo, Obito, pensavamo tutti che fosse un’ottima idea! Parte una grande luce e Kakashi ed Obito si ritrovano alla King’s Cross Station… solo più pulita.

Obito rivede tutti i suoi sogni: essere hokage, con la faccia maciullata, ma amato da tutti! Ancora 7 minuti e 22 secondi e sarebbe successo! Si chiede perché diamine non abbia usato gli illimitati poteri di Juubi per… chessò lanciare una sfera-nera-della-morte-totale oppure delle travi di legno, oppure alzare uno scudo attorno all’albero, o intralciare in altro modo l’alleanza per ancora qualche minuto… Ma è tutto vero o sta accadendo solo nella sua testa?

Compare Silente: “Certo che sta accadendo dentro la tua testa, Obito! Dovrebbe voler dire che non è vero?”

Tsukuyomi Infinito docet, e intanto Obito viene tagliato a metà, spezzato come un tronky, dall’attacco Sasu(ke)-Naru(to).

Fonte: Naruto 651