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Siamo la famiglia più bella del mondo

Qualche giorno fa ho rivisto Boruto, il film, con un’amica che non lo aveva mai visto, principalmente perché sono un’anima pia e non posso, consapevolmente, lasciare qualcuno da solo in tale visione, senza fare la cornacchia sasunaru-tista sulla spalla che suggerisce perverse e deformi interpretazioni di ciò che succede!

Una riflessione mi è tornata subito alla mente: Kishimoto ha incentrato la storia dei nostri deuteragonisti attorno al motore della famiglia. Sasuke aveva dapprima un padre che si dedicava troppo al fratello maggiore e con lui sembrava severo, insoddisfatto ed assente, e poi un fratello omicida che aveva sterminato genitori e clan a sangue freddo (qualunque balzana motivazione poi il demonio-Kishimoto possa essersi inventato come giustificazione). Naruto d’altro canto era semplicemente un orfano, che non aveva mai conosciuto i suoi genitori e che era guardato con sospetto da tutti quanti essendo l’ospite di Kurama. Quando l’avventura comincia entrambi sono infatti orfani e questo loro essere orfani determina il primo collegamento tra i due (Sasuke: “Naruto… Sapevo che in passato tu eri solo… Come me, l’ultimo degli Uchiha, eri emarginato da tutti.”, Capitolo 698).

E’ anche il tema del primo conflitto tra Sasuke e Sakura (Sasuke: “Tutto da solo… Quello che prova è probabilmente di quanto più lontano ci sia dalla felicità di non essere controllato dai genitori…”, capitolo 3) nonché la prima e sostanziale differenza tra i due e la co-protagonista femminile, che non solo ha i genitori, ma vorrebbe pure non averli, per non sentirsi controllata da loro.

Fatta questa premessa ci si sarebbe potuti aspettare che nel lezioso finale si vedesse perlomeno il coronamento dei loro sogni di ricostruire una famiglia ed essere finalmente felici, già che la famiglia ci doveva essere. Invece com’è andata?

Prima di avventurarci in questa morbosa analisi cominciamo con un’immagine riassuntiva.

La torta spiattellata del compleanno di Boruto penso sia l’immagine più rappresentativa sia del NaruHina che del SasuSaku

Cominciamo con Naruto e Hinata-chan ♠.

Anzitutto perché stanno insieme?

A rispondere a questa domanda ci pensa il tedioso The Last, che una fatality di Mortal Kombat con Sub-Zero che vi strappa la testa sarebbe meglio. Naruto e Hinata ♥ si innamorano perché un’incantesimo colpisce Naruto e gli fa vedere che Hinata lo ha amato da sempre! ♠ Lui quindi decide di amarla nel più becero degli stereotipi kishimoteschi, per ripagare il suo sempiterno amore.

Si potrebbe quasi dire che si metta con lei perché è sostanzialmente quella che lo ha amato da sempre e dal momento che non può mettersi con Sakura (che non lo vuole), né con Sasuke (che gli editori non vogliono) sceglie l’unica altra opzione praticabile senza grossi sforzi.

Senza entrare ulteriormente nel merito, già discusso altrove, come va a finire?

A volte i matrimoni di comodo vanno bene, altre volte i coniugi si allontano gli uni dagli altri e passano la notte a dormire in ufficio pur di non tornare a casa.

Adesso non voglio entrare nel merito se nella realtà sia o meno così e se sia rappresentativo del fatto che il 50% delle coppie giapponesi non riesca ad avere figli, perché non hanno tempo di stare assieme. Il Giappone è d’altronde il paese nel quale si può morire di troppo lavoro. Il punto è che queste sono le battute finali di una serie, intrisa di speranza e buoni sentimenti per altro, che si conclude con il protagonista così oberato di lavoro da essere un padre assente per suo figlio.

Nella realtà potrebbe succedere? Certamente. E’ un modo per mostrare una famiglia felice? Neanche per sogno.

Qualunque cosa Kishimoto ci abbia deciso di comunicare, il messaggio è molto semplice: Naruto non ha tempo per stare con la sua famiglia, dopo una stressante giornata di lavoro non ha neanche il tempo per tornare a casa e andare a dormire con la sua sexy, calda ed appassionata moglie Hinata-chan ♠ (non danno anche a voi un brivido questi aggettivi accostati alla nostra amatissima?). Tra l’altro sarebbe da notare come casa sua non si trovi nemmeno chissà dove, bensì nella città vecchia a distanza di un quartiere o poco più dal suo ufficio (nel quale ricordiamo tiene una foto del Team 7, sempre davanti a se, mentre quella della moglie e la famiglia la tiene nell’ufficio a casa, nel quale non c’è mai).

Questo dovrebbe servire per spronare Boruto all’avventura e a superare il padre, dando così inizio ad una nuova saga? Anche qui Kishimoto avrebbe potuto pescare qualunque altro archetipo per creare una qualche conflittualità col padre; Naruto avrebbe potuto essere un genitore severo, oppure troppo stanco la sera per dedicarsi al figlio, o semplicemente Boruto avrebbe potuto volerlo superare ed essere diverso da lui, in quanto così famoso. Per chi avesse letto quella porcheria di Harry Potter ed il bambino maledetto, basti pensare al conflitto tra Harry ed i figlio, che certo non è derivativo da Harry-Potter-padre-assente.

E in fin dei conti ci sarebbe stato bisogno di questo conflitto? Penso di no, specialmente in virtù del fatto che Kishimoto lo abbia dovuto porre alla fine della sua opera, e sottolineo sua, perché tutto il resto è stato prodotto da suoi collaboratori.

Inoltre non è meno comico il fatto che Naruto non abbia nemmeno tempo per il compleanno di sua figlia, ma appena lo chiama il suo falco Sasuke corre da lui come una volpe, lasciando tutti i suoi importantissimi impegni. Per chi non lo sapesse queste perle ce le ha regalate Gaiden.

E per finire: che avrà di così importante da fare Naruto? Suo padre Minato era altrettanto hokage ed altrettanto impegnato, ma niente gli impediva di stare con la moglie e pensare alla famiglia.

Per fortuna di Hinata ♥, Naruto è un’anima gentile e cerca comunque di rimediare ai propri errori e non mostrare totale apatia verso di essa come invece succede in…

Casa Sakura e Sasuke.

Anzitutto perché stanno insieme?

Questo è uno dei più grandi dilemmi di sempre. Kishimoto praticamente non li rappresenta mai insieme, eccetto nell’ultima battuta di Boruto dove si può assistere a questo felice quadretto.

Non vi sembrano l’immagine dell’amore? Il perché si siano messi insieme è un assoluto mistero e potremmo supporre che anche Sasuke, precisamente come Naruto, abbia fatto una valutazione di comodo, non potendosi mettere con quest’ultimo (perché gli editori non volevano), ha optato per l’unica donna che lo idolatri come un dio e sia disposta a sopportarlo a prescindere da tutto (manco Ino era caduta così in basso).

E come va a finire?

Da quello che veniamo a sapere dall’ultimo capitolo, e che viene tragicamente confermato in Gaiden, Sasuke non fa visita alla propria famiglia da 12 anni. Ed anche quando è vicino a casa preferisce dormire nel bosco.

Ma che senso ha questa cosa? Non può dire a Boruto: si è fatto tardi, ora voglio tornare a dormire a casa nel mio letto, accanto alla mia sexy, calda ed appassionata moglie Sakura?

E’ così assente che la stessa Sakura ha dei dubbi se egli portasse o meno gli occhiali, mentre la figlia Sarada sa che faccia abbia giusto perché lo ha visto in foto. E in Gaiden come fa la figlia a trovare il padre? Segue di nascosto la madre? No, la madre non ha idea di dove sia, mentre Naruto lo sa perfettamente, cosicché deve seguire lui.

Adesso sarà anche che voglio vedere tutto distorto dalla mia lente sasunaru-tista, ma è innegabile che se due persone dicono di amarsi non sia sufficiente essere sposati, ancor più se poi non ci si vede da anni! Neanche mesi! Mi viene sempre in mente il film Chocolat dove il conte De Reynaud cercava di dissimulare i problemi con la moglie che era già da qualche mese a Venezia! Sakura cosa dovrebbe cercare di dire di un marito che non si vede da anni!? Immagino che pettegolezzi a Konoha!

E a proposito di pettegolezzi, pare che in un’intervista (ma prendetela con le pinze) Kishimoto abbia affermato quanto segue, commentando la relazione tra i due: “Non so se siano veramente felici insieme. Potrebbero anche separarsi e andare ciascuno per la sua strada.”

Sappiamo come le interviste di Kishimoto lascino il tempo che trovino (di recente ha affermato che lui da sempre voleva che Naruto e Hinata finissero insieme!), ma resta il fatto che la coppia non faccia presagire niente di meglio.

E infine…

La famiglia che non c’è, quella di Naruto e Sasuke

Questa ormai la metto un po’ sul ridere, dal momento che volente o nolente, Kishimoto anche nel finale non ha fatto altro che sottolineare come questa sarebbe stata la combinazione migliore.

Anzitutto i due si capiscono alla perfezione, tanto che Naruto sa quando è il momento di tirarsi indietro e non seguire Sasuke (Capitolo 699), sono in costante contatto (cioè Sasuke tiene aggiornato su tutto Naruto e mai neanche un “come state?” a moglie e figlia…) e quando sono insieme va tutto d’accordo ed intesa.

Va là, che roba

In Boruto ci sono anche simpatici battibecchi amorosi per la serie “riattacca”, “no riattacca prima tu”, quando cominciano a ricordarsi come erano da piccoli.

Come se niente mancasse alla fine Naruto finisce col diventare maestro di Sarada e Sasuke quello di Boruto, incrociandosi così a vicenda nelle rispettive famiglie, laddove i figli sono in una palese attrazione sentimentale e sognano ciascuno quello che voleva il padre dell’altro. In particolare Boruto vuole diventare un potentissimo ninja che difenderà l’hokage, che invece vuole diventare Sarada. Un po’ come Sasuke, arma e scudo, dell’hokage Naruto.

C’è da aggiungere qualcosa in merito?

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Sei mesi all’anno

In modo un po’ estemporaneo mi è giunta, l’altro giorno, la notizia dell’uscita del nuovo calendario di Naruto (per chi volesse comprarlo lo può trovare qui) per l’anno 2017: essendo i calendari già stati più volte forieri di immagini sasunaru-tose, mi si sono subito drizzate le orecchie e, anche questa volta, non si può essere delusi.

Su dodici mesi sei sono dedicati ai soli Naruto e Sasuke, quattro (due ciascuno) alle rispettive famiglie, e uno ai “loro” figli.

Cominciamo con la più bella in assoluto, che li vede entrambi bambini

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Seguono i mesi da marzo a giugno con loro due che combattono e per concludere l’anno, Naruto e Sasuke con i rispettivi figli, Boruto e Sarada, in ordine inverso, creando così un finale e definitivo intreccio cosmico così come piace al demonio-Kishimoto.

Sia chiaro: questo certamente non aggiunge niente al canone SasuNaru, come era successo in altre occasioni, però è molto bello riscoprire sempre i nostri due beniamini e la loro relazione, di qualunque natura la si voglia intendere, al centro di tutta la storia.

 


Boruto: Naruto the Movie

Il 7 agosto 2015 è uscito nelle sale giapponesi l’ultimo, e speriamo conclusivo, film di Naruto dedicato alla “nuova generazione”. Questa volta, a differenza di quella montagna di sterco coperta di Nutella che era The Last, a curare la sceneggiatura c’era lo stesso Kishimoto, che si è infine dichiarato estasiato dal risultato e molto contento di poter concludere così tutta la serie, non mancando di inserire le sue solite SasuNaru-tate (d’altronde ne parlerei se non ce ne fossero state?)

Come ormai molti sapranno il film è stato anche un successo al botteghino, oltre che il migliore della serie di film su Naruto, guadagnando circa 20 milioni di dollari.

Ma sarà stato anche il più bello? Scopriamolo insieme…

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Sicuramente un merito, rispetto ai precedenti film, è che questa volta il sapore del tutto non sa di riempitivo, ma di parte integrante della storia principale, tant’è che si ritiene che il film rientri nel canone della narrazione originale. Ciononostante di per se la trama è alquanto sconclusionata, ma soprattutto totalmente sbilanciata.

La storia comincia infatti con il trio Boruto, Sarada e Mitsuki, che si allenano in vista degli esami per diventare Chunin, sfruttando l’occasione per raccontarci che cosa stia succedendo nel frattempo a Konoha. Così mentre i ragazzi stanno a rincorrere un finto-panda-orso, vediamo la desolazione della vita famigliare di Narutello che fa partecipare un clone all’insulso compleanno della sua insulsa figlia…

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Mentre lui è sommerso di inutili scartoffie nel suo inutilissimo ufficio…

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… solo quando c’è qualcuno che lo osserva, ovviamente.

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Sottolineo l’inutilità di tutta la cosa dal momento che alla fine del manga siamo stati ragguagliati su come la pace trionfi sovrana e non ci siano nemmeno più conflitti tra i vari villaggi dei ninja. Tolto il fatto che i villaggi rispondevano ai rispettivi signori feudali, per cui si dovrebbe supporre che in realtà non ci siano più conflitti tra le varie Nazioni, fatto sta che non essendoci più particolari nemici da combattere riesce davvero difficile immaginare che cosa abbia da fare Naruto di così urgente, da non poter passare un ora a casa per il compleanno della figlia.

Ah, ora che Shikamaru è andato via torniamo a fare un pisolino…

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La cosa assume connotati ancora più comici se consideriamo quanto rappresentato dalla mini-storia seguita alla storia principale, dove Naruto correva come una volpe dal suo falco Sasuke non appena questi ne abbisognasse: qui la situazione è più o meno la medesima.

Morale della favola Boruto è mortalmente frustrato dal fatto che il padre non abbia un minuto da dedicargli e che sia così tanto preso dal fare l’hokage.

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Ehi Naruto! Ma c’è una foto sulla tua scrivania! Beh dai Boruto, vedi che alla famiglia ci tiene un pochino e almeno vi ha sempre davanti mentre lavora…

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Ehi! Ma quello non è il Team 7?!

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Eh sì! E’ proprio il Team 7, altroché la sua amata famiglia. Siamo messi bene…

Comunque sia andiamo avanti e non prestiamo attenzione alle frecciatine del demonio-Kishimoto: Boruto, volendo diventare più forte, viene avvicinato da un losco scienziato che gli propone una via “scientifica” più facile e veloce per ottenere il potere, anziché allenarsi duramente. Una roba, in somma, da Unione Sovietica.

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Come nei peggiori stereotipi, lo “scienziato” non ha alcun interesse di beneficenza, ma è solo ansioso di filmare e monetizzare i propri risultati, per cui perseguita Boruto come un’ombra, nella speranza di immortalare con una telecamera i successi della sua invenzione, un accrocchio che permette di lanciare jutsu di qualunque tipo di chakra, immagazzinandolo in una specie di papiri: un po’ come quando a D&D fate preparare un paio di pergamene allo stregone.

Mentre avvengono tutte queste delizie, il nostro buon Sasuke torna in città, diventando per un breve (e decontestualizzato) periodo maestro di Boruto e scoprendo dei nuovi nemici collegati a Kaguya…. E già qui le palle ci rotolano come BB8. Costoro avrebbero voluto rubare un frutto di chakra alla Madre di Ogni Cosa, che per tale motivo stava ammassando un Esercito del Piacere; per combattere due scemotti sotto steroidi…

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Proseguiamo: questa trama segreta è contenuta dentro una pergamena che va decifrata tipo hard disk criptato e nel frattanto hanno inizio gli esami dei chunin, di cui non potrebbe fregarcene di meno, soprattutto se consideriamo che Boruto sta barando a tutto spiano e nessuno se ne accorge fino alla scontro finale, quando papà Naruto nota la scorrettezza e decide, in stile perfettamente giapponese, di mortificare il figlio pubblicamente, togliendogli ogni diritto e dignità e facendogli capire che lo ha deluso ed umiliato per l’eternità sempiterna.

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Prima che il castigo possa proseguire e assumere più tragiche forme, compaiono i due turbo-nemici sotto steroidi che attaccano il Villaggio dei Grattacieli.

A circa due terzi dall’inizio la trama finalmente diventa interessante e per una specie di principio di Pareto, l’80% delle cose interessanti si concentra nel 20% del film.

Naruto e Sasuke affrontano Momoshiki Ōtsutsuki, che ha il byakugan e una specie di rinnegan in una mano e vuole impadronirsi del chakra di Kurama. Questo scontro dà occasione alla generazione di un nuovo sasunaru-zord col quale i due eroi proteggono Boruto, Sarada e tutti gli altri.

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Purtroppo però gli attacchi del nemico sono troppo potenti e Naruto deve “sacrificarsi” trasportando altrove la battaglia e affidando al suo fido Sasuke la cura di tutti.

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Detto fatto Naruto si dissolve nel nulla, lasciando incolume il Villaggio dei Grattacieli e solo un po’ feriti i suoi abitanti, tra cui la nostra dolcissima e amatissima Hinata-chan ♠

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Boruto è disperato, sia per il tradimento che sente di aver commesso nei confronti del padre, sia perché costui sembra sparito nel nulla. Nel cuore della notte raggiunge il suo ufficio e qui viene affiancato da Sasuke, che gli spiega come una volta Naruto era un totale perdente, incapace di fare alcunché e come lui non dovrebbe giudicarlo per come è diventato adesso, ma per come era una volta. Lui, a differenza del padre, ha comunque dei genitori su cui poter contare, anche se non hanno modo di dedicargli tutto il proprio tempo, mentre Naruto non aveva assolutamente nessuno.

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Comunque bando alle ciance, perché Sasuke sente che Naruto è ancora vivo, riesce a percepire il suo chakra nonostante illimitate distanze…

near far wherever you are ...

near far wherever you are …

Non tutte le speranze sono perdute e Sasuke apre un portale attraverso cui pochi potranno passare, per raggiungere Naruto, salvarlo e distruggere l’ennesimo turbo-nemico finale. Poco prima di imboccare la strada della battaglia, Sasuke consegna a Boruto il suo copri-fronte (quello sfregiato che gli apparteneva e che Naruto aveva conservato, dopo che aveva abbandonato Konoha — e che sarebbe dovuto essere stato distrutto dall’attacco di Pain, a meno che Naruto non lo tenesse sempre con se)

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In questo modo, tramite una simbologia kitsch come riesce solo a Kishimoto, Boruto diventa in qualche modo allegorico il figlio di Naruto e Sasuke. Alé!

L’allegro gruppetto sopraggiunge nel luogo dello scontro finale del manga, quello in cui Naruto e Sasuke hanno giaciuto una notte insieme, e dove adesso Momoshiki sta prosciugando il chakra del nostro protagonista.

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Inizia la battaglia: botte, contro-botte, botte a tutta birra. Naruto e Sasuke hanno modo di dar vita all’ennesimo sasunaru-zord

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…dopo un romantico salvataggio in volo…

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… preceduto da uno medesimo, a parti invertite, poco prima…

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Il nemico sembra molto potente e la capacità di assorbire chakra mette in difficoltà anche il SasuNaru-zord che si dissolve, lasciando cadere i nostri due eroi.

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Ma niente paura, perché alla fine comunque l’avranno vinta, con Sasuke che sfrutterà il rasengan di Boruto, debitamente potenziato da Naruto.

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E mentre il super-mega-turbo-attacco viene sferrato, scorrono vari ricordi del nostro protagonista e di noi spettatori, tra i quali anche i nostri preferiti.

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La battaglia si conclude e Naruto e Sasuke possono prendersi finalmente un minuto di riposo, uno accanto all’altro.

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Tutto bene quel che finisce bene e l’allegra compagnia può tornarsene finalmente a Konoha, sperando che tutti i nemici siano stati sconfitti, mentre Naruto perdona il figlio dichiarando che finalmente ha intrapreso la vera strada del ninja, che non accetta compromessi ed esige massimo impegno e grandissima serenità, oltre che qualche vecchio Saggio che torni in vita per donarti tutti i poteri del cosmo oltre che risvegliare qualche super-occhio.

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A memoria della battaglia nella casa di Naruto viene aggiunta una nuova simpatica foto, con Boruto ed i suoi “nuovi” genitori adottivi.

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Anche Sasuke fa ritorno a casa, si spera per almeno un po’, facendo così felice Sakura, nonostante adesso debbano vivere in un micragnoso appartamento, dopo che la moglie ha devastato la loro lussuosa abitazione.

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Per questo probabilmente la faccia di Sasuke è sempre così… giù di corda.

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Titoli di coda e al nostro allegro gruppetto sorge un ultimo atroce dubbio: chi saranno i genitori di Mitsuki? Guardatelo bene…

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Ma ovviamente Orochimaru! Sarada è perplessa: è tua madre o tuo padre?! Sarada, brutta stronza, ma come ti permetti? Mitsuki però la prende bene e se la ride: scegliete voi! Scegliete voi?! Ma che stiamo sentendo? E i capelli bianchi sarebbero perché lo ha prodotto con… Kabuto?!

Scream

Comunque sia non poniamoci altre domande, perché se non altro Orosaiwa bada costantemente a suo figlio, a differenza degli altri miserabili genitori.

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Voto in conclusione: appena sufficiente.

Il film non è brutto, sicuramente al di sopra di tutte le precedenti uscite, ma cinematograficamente parlando non è granché.

La trama è troppo sbilanciata e poco omogenea, con troppo tempo dedicato agli esami degli chunin che comunque risultano marginali ai fini della narrazione. In secondo luogo il nemico è troppo arrangiato e privo di significato; si sente che Kishimoto voleva far combattere sia Naruto che Sasuke, ma doveva allo stesso tempo coinvolgerli in un combattimento con un nemico che fosse all’altezza. Purtroppo però è un genere di nemico che non può comparire per cinque minuti e farci credere di essere così potente e importante da poter mettere in difficoltà i due eroi, e tanto meno Kaguya.

Ci sono però anche delle cose positive: anzitutto questo sembra un finale più degno di quello che ha avuto il manga. Abbiamo il tempo di assaporare finalmente la ritrovata amicizia tra Naruto e Sasuke e vederli combattere insieme, in perfetta sintonia, non può che commuovere. Viene dato anche un po’ di spazio per costruire il loro se maturo, e dargli un senso, per quanto resti dell’opinione che questo cambiamento sia un po’ forzato e inappropriato.

Infine ci sono le immancabili frecciatine del demonio-Kishimoto, che sembra ribadire come comunque, nonostante tutto, la sua coppia preferita siano Naruto e Sasuke. Tolta la relazione romantica tra Boruto e Sarada, dove quest’ultimo dichiara di cedere a lei il passo come futura hokage, mentre egli la proteggerà…

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Ci sono anche tutte le spassose situazioni da SasuNaru-zord (qui due volte, per bilanciare il NaruHina-zord del penultimo film?), oltre al fatto che Boruto viene trasformato filosoficamente in una specie di somma unione di Naruto e Sasuke, che fondono in lui non solo le proprie conoscenze, ma anche i propri poteri. La ciliegina sulla torta è il fatto che perfino Orochimaru ha un figlio (non si sa con chi, ma Kabuto è un ottimo candidato per un bel mpreg!), rendendo in qualche modo grottesco il fatto che alla fine di Naruto TUTTI abbiano avuto un figlio, persino quel turbo-frocio di Sai. Che sia un modo come un altro per deridere, da parte di Kishimoto, questa scelta obbligata?

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Chi giace nella mia coppia?

C’era chi sempre diceva “Naruto non è un manga di coppiette!” è uno shonen e siete voi fangirl a perderci il capo appresso, e sotto sotto pure io lo credevo, ma poi com’è andata a finire? Nelle coppiette! Ecchekaguya!

Dico coppiette perché dal tragico capitolo 700 in poi tutto il merchandising di Naruto non ha fatto altro che vomitare sugli appassionati situazioni di coppia, che non solo fino a quel preciso momento non c’erano mai state, ma che non avevano, e nemmeno ora hanno, motivo di esistere. So che già a sentire queste parole a qualcuno si staranno rizzando i capelli in testa, ma che ci piaccia o meno questo è un dato di fatto. Comunque procediamo con ordine.

Sorvolo sul SasuNaru, sarebbe fin troppo ovvio parlarne, e partiamo subito con l’unica altra coppia veramente canonica di tutta la serie: Naruto e Sakura (o NaruSaku per gli amici).

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Naruto e Sakura sarebbero dovuti finire insieme perché sì, perché è uno shonen e nel modo più ovvio, banale e scontato, sarebbero diventati una coppia alla fine dei fatti: loro erano i Ranma e Akane della situazione, oppure Kaneda e Kay, se vogliamo citare un manga caro a Kishimoto.

Per restare sul parallelismo, anche Akane all’inizio ama il dottor Tofu, esattamente come Sakura è infatuata di Sasuke, ed in entrambi i casi si tratta di un amore infantile, che nel caso di Akane passa e che sarebbe dovuto (e potuto) passare anche per Sakura. Kaneda d’altro canto è spiccicato a Naruto, gli piace Kay, una ragazza manesca ed indipendente che non lo ricambia granché, ed è preoccupato a correre appresso a Tetsuo, esattamente come Naruto corre appresso a Sasuke (eccetto il fatto che Kaneda non pensa a Tetsuo sotto le stelle, non dice che morirà con lui piuttosto che vivere senza, che ha ispirato tutta la sua vita, che avrebbe voluto parlargli prima, che è più figo di altri, che sono davvero compatibili e non si sono nemmeno baciati).

In poche parole il NaruSaku era destino che avvenisse, se nient’altro poteva accadere, soprattutto perché comunque Naruto fin da subito non ha fatto altro che bombardarci col fatto che gli piacesse Sakura.

Capitolo 3 - L'unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c'è Naruto

Capitolo 3 – L’unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c’è Naruto

Facendo finta che tutti gli indizi e le elucubrazioni SasuNaru fossero travisati e si trattasse solo di amicizia, ufficialmente Naruto ha sempre detto: io amo Sakura, riporterò Sasuke indietro per lei, perché come lei ha combattuto per l’amore di Sasuke, io voglio combattere per il suo e certamente niente mi farebbe più felice se lei un giorno mi accettasse!

Se pensate che questa sia una mia sintesi da hater NaruHina o SasuSaku, che passando dal NaruSaku vuole celebrare il SasuNaru (che mente contorta avrei), sappiate che sono le testuali parole pronunciate da Naruto nell’episodio 235 di Shippuden.

Si tratta di un filler certo, e un tale livello di espressività non è mai stato raggiunto nel manga, ma se tanto mi dà tanto non è certo peggio o meno ufficiale di una merda-totale come The Last.

Ultimo, ma non meno importante, vi è il fatto che Naruto e Sakura avevano avuto modo di crescere insieme, di conoscersi a vicenda, di arrivare a capire i segreti desideri l’un dell’altra e alla fine dei fatti, nonostante a noi altri sarebbe toccato ingoiare un rospo amaro, l’accoppiata avrebbe avuto pienamente senso e in qualche modo sarebbe stata anche giusta. Per Naruto sarebbe stata una vittoria sentimentale (d’altronde è lui il protagonista), la riprova che se si vuole riuscire in qualcosa ce la si può fare, e per Sakura il sinonimo di una maturazione interiore e di aver trovato una persona che la ama veramente e non il cordoglio della realizzazione di una fantasia-erotica infantile (fatta più per dispetto ad Ino che altro).

Ahnoi nemmeno questa coppia c’è stata… Per quanto ovvia, banale, scontata e naturale fosse.

Adesso prima di proseguire vorrei che vi figuraste in testa questa immagine: alla fine della serie Ranma si mette con Shampoo e Akane con Kuno.

Naruto e Hinata insieme, oltre ad essere la più insulsa, becera e deficiente coppia pensabile, stanno l’uno all’altra esattamente come Ranma sta a Shampoo. Lei dice di amarlo, ha deciso di proclamarlo autoreferenzialmente il suo marito e fa di tutto per dimostrargli il suo amore, ma Ranma non la considera. L’unica differenza sostanziale è che Shampoo, nonostante tutto ciò, lo fa con dignità e per nemmeno un momento si prostrae ai piedi di Ranma come uno zerbino uomo-dipendente. A differenza di Hinata, Shampoo è potenzialmente in grado di raggiungere il suo obiettivo.

Hinata invece passa 699 capitoli nell’angolo, poi misteriosamente diventa la moglie di Naruto, cosa che gli autori spiegano con un lungo, mortalmente noioso, film shojo: e cos’è successo che Naruto si è innamorato della timida e naruto-dipendente anti-femminista Hinata-chan ♠? Un genjutsu! Che altro poteva farli innamorare?!

Mi prendi per il culo?

Mi prendi per il culo?

Quando l’ho visto non ci potevo credere. E tutti gli appassionati della coppia ad esaltarsi dalla gioia! Ma di che vi esaltate? Questi due si sono messi insieme poco ci manca per un filtro d’amore, con Naruto che praticamente fino a quel momento non aveva nemmeno la premura di accompagnarla a casa e poi dopo “l’incantesimo” si trovano nella destinazione romantica per antonomasia e sorpresa delle sorprese si innamorano.

Come se niente mancasse tutti i topoi romantici tra i due vengono ispirati da scene tra Naruto e Sasuke, il che è davvero tutto un dire, mentre se ne aggiungono altre idealmente incomprensibili, tipo Naruto e Hinata che da bambini corrono insieme. Che ci sta a significare ‘sta metafora? Naruto al più correva appresso a Sakura, se non a Sasuke.

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Ovviamente il significato è che dopo la magia del genjutsu Naruto sente come se Hinata fosse in realtà stata sempre lì con lui, a colmare la sua solitudine… Lui ha capito che lei lo ama e per questo ora ama lei. Alè!

Ma la vicenda non si conclude col film. Va bene, a me ha fatto schifo, però alla fine Naruto e Hinata si baciano e potrebbero vivere felici e contenti per sempre. E’ il finale da 19 anni dopo che tutti temevamo, ma quello abbiamo e quello ci dobbiamo tenere.

Il destino-Kishimoto però è di parare contrario, così tra il capitolo 700 e tutta quella sconclusionata parte di Gaiden, dipinge i due nel modo più tragicomico possibile: anzitutto Naruto è diventato l’hokage-della-pace più impegnato del mondo. E’ così impegnato a lavorare che non ha nemmeno tempo di andare a casa, ma mangia roba preconfezionata e beve sakè.

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Ma che ha da fare se regna la pace suprema? Quell’ignavo di Sarutobi aveva ben altre grane, ma poteva comunque aggirarsi per il villaggio appresso all’orfano Naruto o spiarlo nella sua palla di cristallo. Hinata invece deve usare la palla di cristallo per vedere il marito, così come anche il figlio Boruto al quale il padre delega un “misero clone”. Perché? Perché in ufficio ci sono delle cose importantissime da fare. Poi però arriva il falco di Sasuke con una notizia di poca importanza e Naruto lascia tutto ad un clone e corre da lui. La fretta è tanta e tale che non ha manco tempo di aspettare il figlio che gli sta portando il pranzo.

E meno male che Naruto era un orfano che sognava sempre di avere una famiglia; adesso che ce l’ha non ha tempo di occuparsene, perché la sua famiglia è il Villaggio di Konoha. Ah allora, scusa. Felici ma trimoni.

E infine arriviamo alla mia coppia preferita in assoluto: Sasuke e Sakura insieme.

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Dopo averle detto che è noiosa a ripetizione, dopo averla abbandonata alle cure di un cane, averla aggredita verbalmente, abbandonata sul ciglio della strada, ignorata e cercato di uccidere più e più volte, dopo aver chiarito che non ha mai provato niente per lei e che nemmeno capiva che cosa lei provasse per lui, dopo essere stato sul punto di lasciarla alla morte accidentale nella più totale incuria e infine averle trafitto il cuore: Sasuke sposa Sakura.

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Questo è uno di quei momenti di serendipità della vita in cui capite che in realtà non avete capito un cazzo. L’uomo lo si conquista così, come ha fatto Sakura, che praticamente dal primo all’ultimissimo capitolo ha tramato, manipolato ed agito perché Sasuke diventasse suo. Il suo tessssoro… Prima di tutto è riuscita ad infilarsi nel Team 7 a dispetto di Ino, poi ha sfruttato l’amore che aveva per lei Naruto per fargli trovare il suo Sasuke, e infine è riuscita a farsi ingravidare da lui e costringerlo a sposarla (ok, quest’ultima parte l’ho aggiunta io).

Anche qui ovviamente tutti a gioire! Ma di che? Kishimoto ci mette lo zampino e ci fa capire che Sasuke non è tornato a casa dal giorno in cui è nata Sarada: né per un compleanno, né per una festa, mai… Mai…. MAI! Capito?!? E poi ci si meraviglia se a nominare il marito a Sakura saltino i nervi e con un pugno distrugga la casa che ha dovuto pagare lei da sola, con un pesantissimo mutuo… Manco le manda i soldi. Ma che senso ha questa trama?

In 10 anni neanche una visita?

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Una nemica del popolo succhiava il cervello a Sasuke a forza di scopate

Affinché la cosa raggiunga livelli di spazzatura Wall-e tutta la storiella di Gaiden verte sull’improbabile fatto che Sarada sia la figlia di Karin, in modo da coinvolgere il lettore fino all’ultimo capitolo, dove si scopre che non era così e Sasuke, oltre ad andarsene senza manco un bacio alla moglie, spiega alla figlia che l’amore che unisce i suoi genitori è lei.

Come-cosa?! I figli sarebbero la prova dell’amore tra i genitori? Come se non potessero nascere da relazioni accidentali, da stupri o situazioni di non-amore. Da questo punto di vista, almeno Naruto e Hinata hanno avuto insieme qualche momento da vera coppia. Tra Sasuke e Sakura invece niente, dopo 10 anni di assenza riescono giusto giusto a farsi una foto con la figlia.

“Mamma, tu ti baciavi con papà?” fa la figliola, e Sakura ha bisogno di rifletterci sopra e concludere che hanno fatto di meglio! Immagino il sesso… Senza baci però, perché a Sasuke piace farlo in modo rude. Arrivati a questo punto la discarica implora che si smetta di gettare altra nettezza, mentre Sakura sintetizza la somma dell’amore, che le ha insegnato Sasuke, nel colpetto in fronte che Itachi dava al fratellino. Cioè Sasuke è talmente incapace di amare Sakura che deve scopiazzare un gesto affettuoso di suo fratello? Viene quasi il sospetto che si sia messo con lei solo per ridare vita al suo clan…

Certo, c’è chi dice che è un gesto denso di significati, ma ora immaginatevi di uscire con un ragazzo e al momento topico del bacio lui vi fa: “no ferma, facciamo ambarbàcicìcocò, come facevo con la mamma!”

Comunque sia, per tornare al parallelismo di prima, è come se aveste visto Akane mettersi con Kuno. Akane ha sempre detestato Kuno e glielo ha fatto capire in millemila modi possibili; Kuno dal suo canto desiderava avere al suo fianco la bella-della-scuola, senza conoscere realmente niente di lei e senza essere concretamente innamorato — amava il fatto di amarla.

Sakura, che piaccia o meno, in 700 capitoli di manga non ha mai dimostrato di capire Sasuke, tant’è che perfino in quella mielosa sviolinata del 699 non lo comprende e gli propone di venire con lui, mentre Naruto, che invece lo capisce perfettamente, intuisce che non vuole nessuno al suo fianco in quel momento. Così tutti i suoi propositi di superarsi, diventando la discepola di Tsunade, si volatilizzano in un istante, nel momento in cui frigna di nuovo e senza successo di fronte a Sasuke, come una pulzella pene-dipendente che non vuole altro che l’amore-totale della sua vita: perché lo voglia, a parte fare un dispetto ad Ino, non ci è dato saperlo.


[SPECIALE] Naruto Kindergarten – parte X

Capitolo 10: tutto bene quel che finisce bene

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Con il suo colpo Sarada, una bambina, è riuscita praticamente a far fuori la maggior parte dei nemici più pericolosi di Kaguya. Gli ultimi Cipollotti rimasti vengono terrorizzati a cacarella da Kurama. Il magnanimo Naruto decide che si tratta di piccoli orfanelli Uchiha e che lui certo non li ucciderà, lanciando prepotenti strizzatine d’occhio al suo falco Sasuke, per questo li affiderà ad un maestro a Konoha

Sakura controlla che la figlia sia integra e, sorpresa delle sorprese, scopre che ha sviluppato lo sharingan! Che bella Uchiha. La bambina ha ancora dubbi sulla relazione tra i genitori, così si rivolge al padre: “Papà, pensi che i tuoi sentimenti siano autentici e che tu sia veramente legato alla mamma?”

Sasuke, annuisce.

“E come fai a dirlo?”

“Ma perché noi abbiamo te!”

Ah beh… Allora.

Comunque sia scopriamo che i Cipollotti sono finiti nelle mani del redento-Kabuto, che fa da maestro-padre agli orfani di Konoha….

Poi Sasuke passa una sera a casa sua, dopo un decennio di assenza, e l’indomani se ne va…

Sakura: “Mi dai un bacio?!”

Sasuke: “No!”

Sakura: “Perché no?!”

Sasuke: “Baciarsi non è roba che si fa tra marito e moglie, al più tra rivali!”

Poi se ne va di nuovo, lasciando la monarcale famiglia in superlativa attesa. Sarada torna a scuola a bisticciare con Boruto, mentre Karin rassicura quella testa vuota di Suigetsu che il cordone ombelicale che lei conservava in una teca era di Sakura!!! Lo aveva messo lì da parte mentre la nuova-amica partoriva Sarada in viaggio, alla ricerca del marito Sasuke! Non è un ricordo romantico?!

Suigetsu: “Perché conservavi il di lei cordone ombelicale?”

Karin: “Perché siamo amiche!”

Suigetsu: “Tipo Naruto e Sasuke?”

FINE


[SPECIALE] Naruto Kindergarten – parte IX

Capitolo 9: profusione di romanticismo

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I nostri eroi si ricongiungono con Sakura, il Cipollotto Supremo tenta un attacco mortale contro di lei, ma Sasuke la salva per un pelo, poi con il suo solito romanticismo le chiede se sia in grado di curarsi da sola! “Sì ce la posso fare! ♥” squilla lei stracolma di gioia che il maritino le rivolga la parola. Comincia la battaglia, tutti moltiplicano tutto quello che hanno. I Cipollotti tradiscono il Cipollotto Supremo, questo è darwinismo sociale, adesso brucia in un forno crematorio! Poi botte, pugni, colpi, moltiplicazione di altre moltiplicazioni.

Alla fine Sarada sferra un pugno fatale e uccide la Radice di Ginseng, che stava per teletrasportare lei e Chocho in un altro posto segretissimo.

 

CONTINUA… (per fortuna per un altro solo capitolo)


[SPECIALE] Naruto Kindergarten – parte VIII

Capitolo 8: cazzate a dirotto

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Naruto fa un lunghissimo discorso a Sarada, per farle capire che non esistono soltanto i legami di sangue ma anche quelli di amore, per cui quello che conta non è il test eseguito dall’espertissimo genetista Suigetsu, ma quello che lei sente per sua madre e suo padre, esattamente come lui aveva trovato i suoi primi legami con Iruka e Sasuke (sic!).

Scusa Naruto, ma allora cosa stai suggerendo a Sarada? Che Sasuke non conta una sega?! Perché proverbialmente egli non c’è stato mai per cui quale legame dovrebbe avere mai con la figlia, se non quello di sangue?

Naruto: “Precisamente! Dattebayo!”

Ah ok. Comunque sia Sarada si convince che è tutto a posto (???) e lei e l’hokage raggiungono Sasuke, che ha trovato i nemici nella dimensione di Kaguya (???)

Ma che cazzo state dicendo?! Quale dimensione esattamente?! Ce n’erano infinite! I nemici come fanno a starci?! Che ne sapevano?

Sarada nel frattempo si ricorda idilliaci momenti con la madre che aveva fatto qualcosa di “meglio che baciare il padre”… Il sesso? Ma no, mi ha toccata sulla fronte!

Stendiamo un velo pietoso e voliamo tutti insieme nel prossimo mistico capitolo…

 

CONTINUA….