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Siamo la famiglia più bella del mondo

Qualche giorno fa ho rivisto Boruto, il film, con un’amica che non lo aveva mai visto, principalmente perché sono un’anima pia e non posso, consapevolmente, lasciare qualcuno da solo in tale visione, senza fare la cornacchia sasunaru-tista sulla spalla che suggerisce perverse e deformi interpretazioni di ciò che succede!

Una riflessione mi è tornata subito alla mente: Kishimoto ha incentrato la storia dei nostri deuteragonisti attorno al motore della famiglia. Sasuke aveva dapprima un padre che si dedicava troppo al fratello maggiore e con lui sembrava severo, insoddisfatto ed assente, e poi un fratello omicida che aveva sterminato genitori e clan a sangue freddo (qualunque balzana motivazione poi il demonio-Kishimoto possa essersi inventato come giustificazione). Naruto d’altro canto era semplicemente un orfano, che non aveva mai conosciuto i suoi genitori e che era guardato con sospetto da tutti quanti essendo l’ospite di Kurama. Quando l’avventura comincia entrambi sono infatti orfani e questo loro essere orfani determina il primo collegamento tra i due (Sasuke: “Naruto… Sapevo che in passato tu eri solo… Come me, l’ultimo degli Uchiha, eri emarginato da tutti.”, Capitolo 698).

E’ anche il tema del primo conflitto tra Sasuke e Sakura (Sasuke: “Tutto da solo… Quello che prova è probabilmente di quanto più lontano ci sia dalla felicità di non essere controllato dai genitori…”, capitolo 3) nonché la prima e sostanziale differenza tra i due e la co-protagonista femminile, che non solo ha i genitori, ma vorrebbe pure non averli, per non sentirsi controllata da loro.

Fatta questa premessa ci si sarebbe potuti aspettare che nel lezioso finale si vedesse perlomeno il coronamento dei loro sogni di ricostruire una famiglia ed essere finalmente felici, già che la famiglia ci doveva essere. Invece com’è andata?

Prima di avventurarci in questa morbosa analisi cominciamo con un’immagine riassuntiva.

La torta spiattellata del compleanno di Boruto penso sia l’immagine più rappresentativa sia del NaruHina che del SasuSaku

Cominciamo con Naruto e Hinata-chan ♠.

Anzitutto perché stanno insieme?

A rispondere a questa domanda ci pensa il tedioso The Last, che una fatality di Mortal Kombat con Sub-Zero che vi strappa la testa sarebbe meglio. Naruto e Hinata ♥ si innamorano perché un’incantesimo colpisce Naruto e gli fa vedere che Hinata lo ha amato da sempre! ♠ Lui quindi decide di amarla nel più becero degli stereotipi kishimoteschi, per ripagare il suo sempiterno amore.

Si potrebbe quasi dire che si metta con lei perché è sostanzialmente quella che lo ha amato da sempre e dal momento che non può mettersi con Sakura (che non lo vuole), né con Sasuke (che gli editori non vogliono) sceglie l’unica altra opzione praticabile senza grossi sforzi.

Senza entrare ulteriormente nel merito, già discusso altrove, come va a finire?

A volte i matrimoni di comodo vanno bene, altre volte i coniugi si allontano gli uni dagli altri e passano la notte a dormire in ufficio pur di non tornare a casa.

Adesso non voglio entrare nel merito se nella realtà sia o meno così e se sia rappresentativo del fatto che il 50% delle coppie giapponesi non riesca ad avere figli, perché non hanno tempo di stare assieme. Il Giappone è d’altronde il paese nel quale si può morire di troppo lavoro. Il punto è che queste sono le battute finali di una serie, intrisa di speranza e buoni sentimenti per altro, che si conclude con il protagonista così oberato di lavoro da essere un padre assente per suo figlio.

Nella realtà potrebbe succedere? Certamente. E’ un modo per mostrare una famiglia felice? Neanche per sogno.

Qualunque cosa Kishimoto ci abbia deciso di comunicare, il messaggio è molto semplice: Naruto non ha tempo per stare con la sua famiglia, dopo una stressante giornata di lavoro non ha neanche il tempo per tornare a casa e andare a dormire con la sua sexy, calda ed appassionata moglie Hinata-chan ♠ (non danno anche a voi un brivido questi aggettivi accostati alla nostra amatissima?). Tra l’altro sarebbe da notare come casa sua non si trovi nemmeno chissà dove, bensì nella città vecchia a distanza di un quartiere o poco più dal suo ufficio (nel quale ricordiamo tiene una foto del Team 7, sempre davanti a se, mentre quella della moglie e la famiglia la tiene nell’ufficio a casa, nel quale non c’è mai).

Questo dovrebbe servire per spronare Boruto all’avventura e a superare il padre, dando così inizio ad una nuova saga? Anche qui Kishimoto avrebbe potuto pescare qualunque altro archetipo per creare una qualche conflittualità col padre; Naruto avrebbe potuto essere un genitore severo, oppure troppo stanco la sera per dedicarsi al figlio, o semplicemente Boruto avrebbe potuto volerlo superare ed essere diverso da lui, in quanto così famoso. Per chi avesse letto quella porcheria di Harry Potter ed il bambino maledetto, basti pensare al conflitto tra Harry ed i figlio, che certo non è derivativo da Harry-Potter-padre-assente.

E in fin dei conti ci sarebbe stato bisogno di questo conflitto? Penso di no, specialmente in virtù del fatto che Kishimoto lo abbia dovuto porre alla fine della sua opera, e sottolineo sua, perché tutto il resto è stato prodotto da suoi collaboratori.

Inoltre non è meno comico il fatto che Naruto non abbia nemmeno tempo per il compleanno di sua figlia, ma appena lo chiama il suo falco Sasuke corre da lui come una volpe, lasciando tutti i suoi importantissimi impegni. Per chi non lo sapesse queste perle ce le ha regalate Gaiden.

E per finire: che avrà di così importante da fare Naruto? Suo padre Minato era altrettanto hokage ed altrettanto impegnato, ma niente gli impediva di stare con la moglie e pensare alla famiglia.

Per fortuna di Hinata ♥, Naruto è un’anima gentile e cerca comunque di rimediare ai propri errori e non mostrare totale apatia verso di essa come invece succede in…

Casa Sakura e Sasuke.

Anzitutto perché stanno insieme?

Questo è uno dei più grandi dilemmi di sempre. Kishimoto praticamente non li rappresenta mai insieme, eccetto nell’ultima battuta di Boruto dove si può assistere a questo felice quadretto.

Non vi sembrano l’immagine dell’amore? Il perché si siano messi insieme è un assoluto mistero e potremmo supporre che anche Sasuke, precisamente come Naruto, abbia fatto una valutazione di comodo, non potendosi mettere con quest’ultimo (perché gli editori non volevano), ha optato per l’unica donna che lo idolatri come un dio e sia disposta a sopportarlo a prescindere da tutto (manco Ino era caduta così in basso).

E come va a finire?

Da quello che veniamo a sapere dall’ultimo capitolo, e che viene tragicamente confermato in Gaiden, Sasuke non fa visita alla propria famiglia da 12 anni. Ed anche quando è vicino a casa preferisce dormire nel bosco.

Ma che senso ha questa cosa? Non può dire a Boruto: si è fatto tardi, ora voglio tornare a dormire a casa nel mio letto, accanto alla mia sexy, calda ed appassionata moglie Sakura?

E’ così assente che la stessa Sakura ha dei dubbi se egli portasse o meno gli occhiali, mentre la figlia Sarada sa che faccia abbia giusto perché lo ha visto in foto. E in Gaiden come fa la figlia a trovare il padre? Segue di nascosto la madre? No, la madre non ha idea di dove sia, mentre Naruto lo sa perfettamente, cosicché deve seguire lui.

Adesso sarà anche che voglio vedere tutto distorto dalla mia lente sasunaru-tista, ma è innegabile che se due persone dicono di amarsi non sia sufficiente essere sposati, ancor più se poi non ci si vede da anni! Neanche mesi! Mi viene sempre in mente il film Chocolat dove il conte De Reynaud cercava di dissimulare i problemi con la moglie che era già da qualche mese a Venezia! Sakura cosa dovrebbe cercare di dire di un marito che non si vede da anni!? Immagino che pettegolezzi a Konoha!

E a proposito di pettegolezzi, pare che in un’intervista (ma prendetela con le pinze) Kishimoto abbia affermato quanto segue, commentando la relazione tra i due: “Non so se siano veramente felici insieme. Potrebbero anche separarsi e andare ciascuno per la sua strada.”

Sappiamo come le interviste di Kishimoto lascino il tempo che trovino (di recente ha affermato che lui da sempre voleva che Naruto e Hinata finissero insieme!), ma resta il fatto che la coppia non faccia presagire niente di meglio.

E infine…

La famiglia che non c’è, quella di Naruto e Sasuke

Questa ormai la metto un po’ sul ridere, dal momento che volente o nolente, Kishimoto anche nel finale non ha fatto altro che sottolineare come questa sarebbe stata la combinazione migliore.

Anzitutto i due si capiscono alla perfezione, tanto che Naruto sa quando è il momento di tirarsi indietro e non seguire Sasuke (Capitolo 699), sono in costante contatto (cioè Sasuke tiene aggiornato su tutto Naruto e mai neanche un “come state?” a moglie e figlia…) e quando sono insieme va tutto d’accordo ed intesa.

Va là, che roba

In Boruto ci sono anche simpatici battibecchi amorosi per la serie “riattacca”, “no riattacca prima tu”, quando cominciano a ricordarsi come erano da piccoli.

Come se niente mancasse alla fine Naruto finisce col diventare maestro di Sarada e Sasuke quello di Boruto, incrociandosi così a vicenda nelle rispettive famiglie, laddove i figli sono in una palese attrazione sentimentale e sognano ciascuno quello che voleva il padre dell’altro. In particolare Boruto vuole diventare un potentissimo ninja che difenderà l’hokage, che invece vuole diventare Sarada. Un po’ come Sasuke, arma e scudo, dell’hokage Naruto.

C’è da aggiungere qualcosa in merito?


I nostri cuori restano connessi, anche se siamo lontani

20esima sigla di apertura di Naruto Shippuden. La serie è finita, ma nonostante tutto gli autori dell’anime decidono di optare per una sigla un po’ nostalgica e comunque incentrata su Naruto e Sasuke (sì compaiono anche Sakura e Hinata-chan ♥, ma solo marginalmente ♠, laddove ci si aspetterebbe che siano loro le coprotagoniste della situazione).

Anzitutto vediamo Sasuke sdraiato sull’erba che riflette al tramonto.

“Che senso ha splendere sopra un cuore vuoto?” ♫ ♪ ♬

Poi scene dello scontro tra Naruto e Sasuke. “Non mollare! Tieni duro! Rovescia tutto sottosopra./ I nostri cuori restano connessi, anche se siamo lontani”  ♫ ♪ ♬

“Viviamo insieme”  ♫ ♪ ♬

Curioso da notare come quelli che alla fine si danno la mano siano proprio loro due e che tutta la faccenda si concluda con una foto del Team 7. Inutile ribadire che a questo punto, specialmente dopo aver riutilizzato scene da quella cagata pantagruelica di The Last, ci si potrebbe aspettare un’immagine finale con le due coppie felici e affiancate, anziché continuare a rimarcare il gruppo che c’era agli albori della serie più di 15 anni fa! Che senso ha? Che gran parte del gruppo che si occupa dell’anime sia ancora dominato da fanatiche sasunaru-tiste infiltrate?

Chissà.

Originale

カラノココロを照らすものは何?
叫び続ける光届くまで

Falling through the cracks暗闇へ落ちてく
あなたのその手を絶対話さない
Tell me the story of your lifeまだ道の途中
あなたをわたしは絶対諦めない

抑えられない衝動何気ない日々は愛情
懐かしい風にふりむけば、いつでもあなたの声がするよ
Underdog は Wander around周り道しても逃げるよりマシよ

自分で自分を信じられなくちゃ、だれを信じるの?

光にその手かざせ

Oh yeah~
Shining through the clouds暗闇へ落ちてく
あなたのその手を絶対話さない
Tell me what is on your mind果てしない夢を
追いかけ僕らは絶対諦めない

答えのない人生にくじけそうなるけど
Don’t give it up! Keep it up! Turn it upside down!
心は繋がってるよ、たとえ遠く離れても
共に、共にいきてゆこう

Traduzione

Che senso ha splendere sopra un cuore vuoto?

Continuo ad urlare fino a raggiungere la luce
Cadere attraverso i frammenti, precipitare nell’oscurità
Non ho intenzione di lasciarti la mano
Raccontami la storia della tua vita, siamo ancora a metà strada
Non ho intenzione di rinunciare a te

L’impulso che non può essere soppresso, i giorni incantati sono l’amore

Quando mi volto verso il vento della nostalgia, posso sentire sempre la tua voce
I perdenti vagano in giro, è meglio intraprendere la via difficile che scappare
Non riesco nemmeno a credere in me stesso, quindi in chi dovrei credere?
Quella mano è coperta di luce

Brillando attraverso le nuvole, precipitando verso l’oscurità
Non ho intenzione di lasciarti la mano
Dimmi cosa hai in mente, noi,
che rincorriamo il sogno senza fine, non ci rinunceremo di certo

La vita senza risposte può sembrare scoraggiante
Non mollare! Tieni duro! Rovescia tutto sottosopra.
I nostri cuori restano connessi, anche se siamo lontani

Viviamo insieme


Oppure noi siamo cresciuti?

Episodio 444 di Naruto Shippuden. Questo episodio fa parte dell’astrusa saga dell’attivazione del Mugen Tsukuyomi, composta a sua volta da molte sotto-saghe narrative e precisamente del gruppo che va dall’episodio 432 al 450, soprannominato Il manuale ninja di Jiraiya ~ Storia del prode Naruto ~ (自来也忍法帳 〜ナルト豪傑物語〜 Jiraiya ninpōchō ~ Naruto gōketsu monogatari).

Inquadrato questo, l’anime narra le vicissitudini dei nostri beniamini in una specie di universo alternativo, dove non ci sono stati alcuni eventi come lo sterminio del clan Uchiha e la morte dei genitori di Naruto. Anche qui, come una sorta di destino comune al cubo, Naruto e Sasuke sono predestinati ad essere eterni rivali, tanto che Sasukkia decide, tanto per cambiare, di andarsene da Orochimaru per ottenere nuovo potere.

Scoperto ciò i suoi compagni si radunano nella propria vecchia classe per cercare di mettere su un piano sul da farsi. Mentre si trovano lì a Naruto sovvengono immediatamente i vecchi ricordi del loro passato.

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Tocca uno dei banchi e si chiede: “ma i banchi sono sempre stati così piccoli?” e Hinata-chan, in esasperante attesa di essere presa in considerazione, squilla: “no, siamo noi che siamo cresciuti!”. A Naruto tornano allora in mente i giorni della scuola, o per essere più precisi un giorno molto speciale.

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Poi torna a riflettere con nostalgia sul tempo passato e decide, questa volta senza nessuna altra scusa, che andrà a riprendersi Sasuke, perché anche se negli ultimi tempi hanno avuto qualche screzio e l’Uchiha non lo ha trattato benissimo, loro sono amici!

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Nonostante si tratti di un filler, fuori dalla trama ufficiale, è divertente notare due elementi: anzitutto per Naruto uno dei momenti più importanti legati all’accademia è il bacio con Sasuke, e per secondo questa volta l’andare a salvarlo non necessita di nessuna scusante, come quella di soddisfare il desiderio di Sakura.

Fonte: Naruto Shippuden 444


Allora staremo per sempre uno al fianco dell’altro

38esima sigla di chiusura di Naruto Shippuden. Ancora una volta una sigla inaspettatamente (se si considera il finale ormai svelato) sasunaru-tosa. Nel cuore della notte vediamo Naruto che tiene in mano una lanterna cinese e la lancia verso il cielo. Per chi non lo sapesse le lanterne cinesi rappresentano i desideri delle persone e ne viene espresso uno per ogni lanterna che si lancia; nella tradizione orientale anche il colore della lanterna assume un significato: una lanterna rossa simboleggia passione, gioia, fortuna, mentre una lanterna arancione cambiamento ed evoluzione. Eventualmente esistono anche di altri colori.

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La scena si allarga e vediamo che le ombre dietro a Naruto sono tutti gli altri, amici e compagni di Konoha, che lanciano verso il cielo le proprie lanterne. Faccio notare l’elemento (involontariamente?) comico di Hinata-chan che riesce a fatica a far decollare la propria lanterna-sogno. ♠

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Mentre le lanterne volano in giro, ♫ ♪ ♬ in attesa dell’alba a venire ♫ ♪ ♬, Naruto si allontana dal gruppo e corre avanti mentre una luce spacca le tenebre e, secondo voi, chi mai potrà uscirne fuori? Ma ovviamente Sasuke!

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E mentre Naruto e Sasuke si avvicinano l’uno all’altro, osservati dai loro alterego bambini, la sigla prosegue con: Io nominerò quella stella a destra con il mio nome ♫ ♪ ♬

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♫ ♪ ♬ Ti prego di chiamarla con il suo nuovo nome. Perché il tuo nome sarebbe perfetto per quella stella a sinistra. ♫ ♪ ♬

E sapete chi sta proprio a destra? Naruto! E a sinistra? Ovviamente il nostro buon Sasuke.

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 Allora staremo per sempre uno al fianco dell’altro ♫ ♪ ♬

E su queste note Naruto e Sasuke si guardano e si scambiano a vicenda uno dei più bei sorrisi di sempre, come solo loro sanno fare (stiamo parlando di Sasuke, che in presenza di Sakura ha la faccia di uno che deve scrostare un cesso della metropolitana).

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Testo originale

僕にはわかるんだ嘘をついている君が
泣いていいよここにずっといるから

世界中に零れている 本当の愛の気持ち
探し出して見失って 夜明けが来るの待ってる

右の星には僕の名前をつけて
君が呼んでおくれよ
左の星には君の名前がね
似合うよ ずっとそばにいるから

Testo tradotto

Posso dire quando stai mentendo.
Va bene a piangere, perché io sono sempre qui.

In attesa dell’alba a venire, si cerca, e si perdono di vista
I veri sentimenti di amore che nascono lungo la strada.

Io nominerò quella stella a destra con il mio nome;
Ti prego di chiamarla con il suo nuovo nome.
Perché il tuo nome sarebbe perfetto per quella stella a sinistra.
Allora staremo per sempre uno al fianco dell’altro


Era il 10 novembre 2014

Oggi mi è arrivata, dritta dritta dal Giappone, una copia dello Shonen Jump n°50 del 2014, quella degli ultimi due (assolutamente detestabili) capitoli di Naruto. Perché l’ho preso? Avevo il primo, mi faceva piacere avere anche l’ultimo… In realtà il penultimo (anche quello è in viaggio), ma dopo averlo ordinato non ho resistito, e il mio cuore da fanatica fangirl si è sciolto ed ha deciso di prendere anche l’ultimo volume, giusto per far quadrare i conti. Curiosi di sfogliarlo con me?

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Il capitolo 699 apre il volume, cominciando con un rassicurante inserto a doppia pagina dedicato a quella cacca secca di The Last. Immagino che in quel preciso momento, per il lettore che fosse rimasto lontano dal fiume di anticipazioni della rete, quelle due o tre immagini dovessero procurare un orgasmo di aspettative: che succederà? Naruto e Sasuke sono vivi! Naruto si è messo con Hinata ♥? Si è messo con Sakura ♠? Sakura si è messa con Ino? Sai si è messo con Sasuke?! Oh no, non resisto!

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Comincia subito con tre pagine a colori del capitolo 699 (vorrei farvi notare come nel gioco NSNS4 la forma del sangue sia stata allungata e fatta sembrare alle loro braccia)…

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… Per poi schiantarci immediatamente 15 pagine di pubblicità e promozioni prima di riprendere il filo col capitolo. Tra le varie cose promosse c’è anche quello che sembra un libro… o una collezione di carte… oppure un manuale… di Naruto, o qualcosa di simile, ed una specie di gioco per Android (riesco a capire unicamente Google Play Store).

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L’unica cosa che importa è che anche in questa immagine, finalmente, Naruto e Sasuke si appoggino l’uno all’altro, anche se di spalle. Comunque proseguiamo e ritroviamo il consueto colore rosato della carta sui cui è ospitato il manga di Kishimoto, percorrendo così le ultime battute della serie con quella farlocca riconciliazione con il mondo da parte di Sasuke.

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A rileggerlo oggi è ancora più assurdo di allora: Kakashi dice a Sasuke che se non avesse salvato il mondo adesso giacerebbe in prigione. Come no! Ma Kakashi sai con chi sta parlando? Se non stai attento potresti finire tu a giacere in una bara. Poi le scuse a Sakura, che fino ad un minuto prima aveva definito “noiosa” ed “incomprensibile”. Ma vabbe’, stendiamo un velo pietoso, perché se già mi sale la bile a rivederlo chissà che succederà appena arriverò al prossimo capitolo. L’unica cosa bella è la battuta finale tra Naruto e Sasuke, con il primo che restituisce il copri-fronte al secondo, dopo esserselo portato appresso per anni. In questo particolare dettaglio, infatti, se è vero che Pain ha raso al suolo tutta Konoha, qualora Naruto avesse lasciato a casa il copri-fronte allora anche quello sarebbe stato brasato assieme al resto, quindi l’unica soluzione possibile è che se lo fosse portato appresso stile santino.

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A questo punto immaginavo che seguisse a ruota il capitolo 700, invece seguono Ansatsu kyōshitsu, con l’inquietante e spassosissimo Koro-sensei (di seguito una copertina), e altri, fino a pagina 239, esattamente a metà della rivista dove inizia l’astruso e sconclusionato capitolo finale.

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Sull’ultimo capitolo potrei spendere fiumi di parole, ma per questa volta mi limiterò ad una veloce carrellata di immagini, iniziando dalla nostra adorata Hinata-chan ♥, che si aggira per i cimiteri come le vecchie il martedì mattina e probabilmente non fa nient altro dall’alba al tramonto (ma anche dal tramonto all’alba).

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Poi Boruto, il figlio più sfortunato del mondo che teme di poter avere per padre un clone e che dovrebbe diventare il protagonista di una nuova seria che, in questa copia dello Shonen Jump, è ancora chiamata misteriosamente “Progetto Nuova Generazione” e che poi si scoprirà essere il Gaiden e poi il nuovo omonimo fumetto: Boruto.

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Infine ritroviamo Sasuke e la sua deliziosa famiglia, con Sakura ridotta a fare la casalinga, destinata a distruggere la sua stessa casa e finire a vivere in un monolocale dove se scoreggia in bagno si sente dentro il frigo. In tutto questo Sasuke comunque non c’è stato praticamente mai, impegnato com’era a sorprendersi per i rumori della foresta.

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Prima di sentirmi male proseguo veloce avanti, finché non arriva l’ultima pagina e non posso negare che una lacrimuccia un pochino scenda. Ora che la delusione per il debosciato finale si è sopita, resta soltanto una pacata nostalgia per una serie che era durata per così tanti anni e ci aveva fatto sognare così tanto.

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Sfogliando la rivista fino in fondo c’è il programma della Jump Festa, dove vengono presentati i vari padiglioni, i manga e gli anime che si potranno trovare, nonché gli autori che parteciperanno e con i quali si potrà parlare. Per chi non lo sapesse Jump Festa è una delle fiere più importanti del Giappone, alla quale vengono spesso presentati anche nuovi videogiochi, in particolare quelli di Square Enix e Namco Bandai (realizzatrice dei vari Ninja Storm e JStars).

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Facile far notare come Naruto sia uno degli argomenti principali dell’anno (sebbene certamente non l’unico). Continuando a sfogliare le pagine mi imbatto in una simpatica pubblicità tutta nipponica, dedicata ovviamente al baseball.

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Da notare come la rivista abbia oltre 500 pagine ed esca una volta a settimana, alla modica cifra di 255¥, ossia poco meno di 3€, laddove in Italia un manga ad uscita mensile con molte meno pagine (e capitoli) ha un prezzo che si aggira quasi sui 5€. Sia ben chiaro che non lo dico per fare una qualche sorta di polemica (da noi pesa anche la traduzione), ma solo a titolo di confronto, anche per renderci conto di quanto vasto dev’essere il pubblico dei lettori se il prezzo può essere così basso.

Naturalmente assieme a Naruto, escono anche Bleach, One Piece, Killer Garden (mi pare), Ansatsu kyōshitsu, un manga su dei muscolosissimi lottatori e dello humour giapponese…

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Dopo questa perla rara arriviamo alla pagina conclusiva, incappando in una pubblicità incredibilmente occidentaleggiante (ma d’altronde i muscoli sono muscoli, e che si sia in Italia o in Giappone a chi non piacerebbe averne qualcuno — in particolar modo se in contrasto con quella bella anguria mostrata in alto).

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Sul retro dello Shonen Jump viene comunicato che uscirà a breve The Last = 669.5, per farci intendere che quella oscena storia si svolgerà in mezzo al capitolo 699 e 700, facendoci capire come sia possibile che Naruto fosse finito con Hinata, Sakura con Sasuke, Ino con Sai, un sasso con un delfino.

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Era il 10 novembre 2014 quando usciva il numero 50 dello Shonen Jump, concludendo per sempre la grande saga di Naruto. Chiudendo la rivista la ripongo sullo scaffale accanto al numero 43 dello Shonen Jump del 1999, quando Naruto aveva avuto inizio. Non posso fare a meno di tornare a pensare, per l’ennesima volta, come sia stato un peccato che Kishimoto non abbia avuto modo di concluderla come noi speravamo, ma allo stesso tempo vedendo quanto ci hanno mangiato sopra, si riconferma anche la percezione di quanto questo sarebbe stato assolutamente impossibile. Non avrebbero mai potuto fare un nuovo videogioco e tutti questi film, men che meno quel micidialmente brutto e stupido Gaiden o il totalmente insulso Boruto, se non fosse finita così com’è finita.


Naruto e Sasuke come in vinile li hanno fatti

L’altro giorno mi hanno regalato due simpaticissimi Funko di Naruto e Sasuke. Per farmi uno scherzo atroce mi avrebbero voluto regalare anche una Hinata-chan ♥, ma grazie al cielo non era disponibile ed in generale non esiste nella serie ♠.

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Mentre li sistemavo sugli scaffali mi sono sovvenuti due appunti in mente, che assieme a tanti altri, indegni di un post dedicato, riporto qui, a titolo di nostalgica dissertazione su Naruto.

Anzitutto qualche giorno fa si è ufficialmente concluso il manga anche in Italia. Rileggere gli ultimi capitoli con una traduzione decente ed accurata ha avuto indubbiamente un altro sapore, ma soprattutto ha reso ancora una volta palese la totale distanza tra gli ultimi capitoli e i 699 e 700. E’ da un po’ che medito di dedicare qualche articolo sull’argomento, ma considerando il tempo a disposizione e il fatto che la serie comunque è finita così com’è finita, la cosa mi ispira veramente poco (alla fine ci siamo ingoiati le mutandine rosa di Sakura). Comunque se non avete ancora avuto modo di leggerli in italiano ve li consiglio, almeno l’ultimo volume dello scontro finale. In fin dei conti, da circa quando Sasuke è andato via da Konoha, noi tutti non aspettavamo altro che questo scontro decisivo.

Con un’edizione speciale, assieme all’ultimo volume, è uscito anche un disegno esclusivo di Kishimoto, per la conclusione della serie, che altri non poteva ritrarre se non loro due:

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Da notare Sasuke che tira l’orecchio a Naruto, mentre quest’altro gli si appoggia addosso a peso morto (finalmente Sasuke è tornato a fargli da sostegno).

Qualche giorno poi fa ho finito Ninja Storm 4 e anche qui ne avrei da dire di tutti i colori. Tra questo e The Last sono palesi almeno tre cose:

Prima: la relazione tra Naruto e la polverosa Hinata-chan ♠ è così aliena dal manga che c’è stato bisogno di imbastire un duplice teatrino amoroso per farla avverare, con tanto di Sakura che aveva deciso senza alcuna ragione plausibile che Naruto dovesse stare con Hinata. Nel gioco per fortuna non succede niente, a parte il perenne “ehm… ohm… ampere… Naruto-kun ♥” e Naruto che non sta capendo assolutamente niente, nonostante i suoi diciassette anni. Si può essere più patetici?

Seconda: Sasuke c’entra con Sakura così poco che nel gioco non hanno nemmeno uno solo momento di simpatia, in cui poter dire “ehi, tra questi due c’è della passione!”. In NSNS4 c’è addirittura un momento in cui Sasuke fa levare di mezzo Sakura, in quanto fastidiosa e di ingombro. Sommato questo alla fine del manga, quando praticamente le trafigge il cuore e dice “mi hai davvero… seccato”, il fatto che siano finiti insieme sembra solo una terrificante trovata di marketing. E’ così terrificante che non si cerca neanche di giustificarla, perché creare un Sasuke romantico con Sakura sarebbe praticamente impossibile, senza deturpare il personaggio, tanto che nemmeno ci provano.

Terza: la relazione tra Naruto e Sasuke, così come è dipinta nel manga, ha superato ogni plausibile amicizia, tanto che nel gioco (e probabilmente nell’anime che ancora deve uscire) gli animatori non se la sono proprio sentita di riprodurre fedelmente lo scontro finale e non hanno potuto non aggiungere qualche smussatura: vuoi un’immagine di Hinata qui, vuoi una Sakura lì. Se era tutto apposto, se non c’è niente di male, perché farsi questi problemi?

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E’ di oggi la notizia che TokyoTV ha annunciato per maggio l’inizio di un nuovo arco narrativo della serie Shippuden, dove vedremo finalmente il Team 7 combattere contro Kaguya, probabilmente per il prossimo milione di mesi.

Finita questa rassegna di idee, concludo con un pensiero: un po’ mi dispiace per Kishimoto, avevo promesso che non ne avrei più parlato, ma in un modo o nell’altro Naruto e Sasuke trovano modo di far parlare di se e, rileggendo le ultime battute del manga, non posso non notare una qualche sorta di amarezza, in questa conclusione che doveva aprire a tutti i costi le porte alla nuove generazione (di edizioni del manga). Lo stesso Kishimoto, nell’ultima intervista rilasciata al Comic Con, non ha fatto altro che parlare dello scontro finale, di come lo aveva da sempre in mente e di come si è dovuto impuntare con gli editori per realizzarlo, probabilmente qualcosa in cambio andava dato.


Naruto Shippuden Ninja Storm 4

Pronti per un po’ di pubblicità per il destino-Kishimoto ed i suoi compagni famelici di denaro? Come probabilmente saprete da qualche giorno è uscito il quarto episodio (spinoff a parte) della serie di videogiochi Ninja Storm, picchiaduro sviluppato da Bandai Namco sui nostri beneamati (e odiati) personaggi. Che si tratti di uno stupro commerciale si capisce fin dalla prima schermata che tentate di catturare, quando vengono aggiunte delle detestabili note di copyright, qualora qualcuno potesse pubblicare quelle immagini e spacciarle per proprie!

Comunque sia il richiamo per veder concludere la storia una seconda volta è irresistibile, ma ancora più irresistibile è l’idea di poter manovrare un SasuNaru-zord e far combattere uno affianco all’altro Naruto e Sasuke… Per l’eternità…

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Lo so, fa molto Madeline e Helen, ma di tutta la miriade di personaggi loro due sono probabilmente tra i più interessanti, questa volta riproposti anche in versione The Last (già…) oltre che nelle modalità finali della Guerra Ninja.

La parte più intrigante è anche il fatto di poter godere dello scontro finale (nonostante opportune modifiche videoludiche) in versione animata, ancora non disponibile nella serie televisiva e poter così rivedere la lacrimuccia che scorre sul volto di Sasuke al sentirsi chiamare per la centomillesima volta “amico” da Naruto, visto che sembrava duro di comprendonio a capire che cosa volesse dire (sic!)

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Il gioco presenta difatti una modalità Storia nella quale si potranno rievocare le ultime fasi della battaglia, con tanto di piccole aggiunte a posteriori per giustificare il NaruHina, allungando il brodo di Hinata-chan che dà la mano a Naruto ♥, aggiungendola quando si sveglia alla presenza dell’Uber-Dio-Hogoromo e mettendo alcuni altri suoi spezzoni nello scontro finale. Tutte cose che nel manga non c’erano e che adesso hanno solo il sapore posticcio della compensazione di qualcosa che manca (e che non c’è mai stato) ♠.

A parte questo la modalità di per se è interessante, anche se ha degli alti e dei bassi. Per esempio, a me che fottesega di Obito, le parti dedicate al suo buco e ai rimpianti per Rin lasciavano nella più totale indifferenza, quando non nel fastidio di doverle completare per forza. Altre invece erano interessanti, anche se talvolta eccessivamente semplicistiche, come quando si deve premere un dato pulsante in un dato istante per far proseguire il video. Un’idea carina, ma niente di eccezionale.

Anche lo scontro coi “boss” è spesso un po’ troppo lungo e noioso. Quello ad esempio di Gai contro Uber-Madara dopo un po’ diviene ripetitivo, specialmente se si considera che Gai non ha questa gran varietà di mosse. Ma vabbe’… Poi arriva Kaguya e tutto cambia!

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Kaguya è così turbo-figa che probabilmente per vendere il gioco basterebbe lei, oltre che la possibilità di accomunarla con alleati fantascientifici tipo Naruto e Sasuke. Oltre a poteri esagerati le è stata anche fornita la possibilità di trascinare gli avversari in diverse zone durante lo stesso scontro, passando dalla sabbia del deserto…

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… al ghiaccio polare…

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… fino alla lava dell’inferno.

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Se vi sembra che io mi stia accanendo contro la povera e sfortunata Hinata-chan è soltanto una vostra impressione. Il cambio di livello non è solo una formalità, ma ristruttura radicalmente anche il gruppo di mosse a disposizione della turbo-dea, permettendole attacchi da lontano, a media distanza e da vicino.

Per il resto il sistema di combattimento è rimasto pressoché invariato, tanto che alcuni personaggi vi sembreranno vere e proprie fotocopie delle precedenti versioni, a maggior ragione se avete giocato all’appena passato Ultimate Ninja Storm Revolution.

Le novità principali, da questo punto di vista, consistono nella possibilità di scambiare i personaggi in campo, un po’ sul modello di Tekken Tag 2, facendoli intervenire nel bel mezzo delle combo e ottenendo così combinazioni decisamente più lunghe e devastanti, oltre che richiamandoli come elementi di supporto stile UNSR. Inoltre sono state fuse le “super tecniche” e i “risvegli”, oltre ad aver dato la possibilità di scegliere le tecniche speciali per personaggio e non per costume. Altra modifica interessante è la “tecnica suprema di alleati” che questa volta si può eseguire solo quando una specifica barra raggiunge il massimo livello. Queste piccole modifiche danno molto più spessore alle dinamiche dello scontro, allontanandole dal semplice premere ripetitivamente un solo pulsante, anche se nel complesso sa più di patch che di gioco nuovo vero e proprio.

Per chi non avesse mai giocato ad un Ninja Storm queste informazioni saranno un po’ superflue, ma sappiate semplicemente che se avete voglia di rivivere qualche avventura coi vostri beniamini, questa è un’occasione imperdibile.

Inoltre ci sono chicche per tutti gli appassionati. Naruto e Sasuke hanno inevitabilmente tra gli attacchi più devastanti e fighi di tutto il gioco, che diventano superlativi quando sono in coppia.

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Ma lo stesso vale anche per Pain e Konan, Madara e Hashirama, Naruto e Hinata (che replicano un attacco analogo a quello in The Last, quando giocati con i corrispettivi costumi). Per misteriosi motivi questo non è vero per Sasuke e Sakura, visto che messi insieme ciascuno fa la sua tecnica. Mi immagino Sasuke, da marito affettuoso qual’è, che al momento topico dell’attacco fa a Sakura (se tocca a lui) “Spostati, faccio meglio da solo” oppure (se tocca a lei) “Puoi cavartela benissimo da sola!”.

Come ogni gioco nuovo che si rispetti non mancano ovviamente i bachi, o miracoli se vogliamo immaginare Naruto una specie di cristone nipponico. Minato infatti lo attacca…

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… Sembra sul punto di finirlo…

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… Però Naruto è immortale…

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… e dopo altri 90 colpi siamo ancora lì…

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A quel punto chiediamo all’Uber-Dio-Hogoromo di riavviare l’Universo.

Infine non può mancare una caterva di modalità, ormai entrate quasi nel classico per la serie: Avventura, Online, Torneo, Sopravvivenza, Versus, ecc. L’Avventura in particolare, che nel momento in cui scrivo non ho avuto modo di approfondire, parte con Naruto, Sakura e Hinata e temo vorrà ripercorrere quel drammatico filone che porta a The Last.

D’altro canto il finale del gioco è stato tagliato a poco dopo che Naruto e Sasuke passano la notte insieme, quando Kakashi e Sakura arrivano da loro, senza alcuna patetica aggiunta. Probabilmente il modo aperto ed ideale in cui avrebbe dovuto concludersi tutta la serie al capitolo 698. Dopo i titoli di coda arriva una piccola e pidocchiosa parte del 699 e poi basta, giusto per farci assaporare quell’improvvido “ora dovresti giacere in prigione” di Kakashi (ma lo sai a chi stai parlando?!) e la definitiva infantilizzazione di Sakura con il suo “non posso proprio venire con te? sniff, sob, uffa!”

Quello che manca (almeno finora mi risulta così) è l’eventuale possibilità di tessere trame alternative, come fu per alcuni giochi di Dragon Ball (prodotti dalla medesima casa), e vedere “che cosa sarebbe successo se” avesse vinto qualcun altro, o poter seguire la storia non solo dal lato dei vincitori, ma anche degli sconfitti (vincitori in universi alternativi). Peccato.

In sintesi: graficamente il gioco è spettacolare e se amate l’esagerazione questo titolo fa per voi. E’ un picchiaduro semplice per farsi quattro risate con gli amici (ciò non toglie che online ci sia qualche pazzo coreano in grado di disintegrarvi in 3,2 secondi utilizzando Hinata-chan zoppa ♠) e la sua principale pretesa è lo sfruttamento della nostalgia per la serie che tutti abbiamo amato nei passati 15 anni. Non aggiunge grandi novità rispetto agli episodi precedenti, eccetto personaggi nuovi e alcune meccaniche di combattimento migliorate, ma nonostante ciò non dispiace in quanto “ventata fresca per rispolverare qualcosa di passato”. Infine se siete appassionati di Kaguya, come lo sono io, allora non potete perdervi quest’ultimo e conclusivo (si fa per dire) capitolo della serie.

E poi, che ci piaccia o meno, penso che tutti si commuoveranno un po’ nel vedere Naruto farsi avanti per l’ennesima avventura.

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PS: Caro Kishimoto, stacchi anche a me un assegno per questo grottesco e lunghissimo incensaggio che ti ho fatto, quando avrei potuto dire che il gioco è una merda totale perché non emula alla perfezione la capacità di Hinata-chan di inciampare su qualsivoglia cosa?!


Boruto: Naruto the Movie

Il 7 agosto 2015 è uscito nelle sale giapponesi l’ultimo, e speriamo conclusivo, film di Naruto dedicato alla “nuova generazione”. Questa volta, a differenza di quella montagna di sterco coperta di Nutella che era The Last, a curare la sceneggiatura c’era lo stesso Kishimoto, che si è infine dichiarato estasiato dal risultato e molto contento di poter concludere così tutta la serie, non mancando di inserire le sue solite SasuNaru-tate (d’altronde ne parlerei se non ce ne fossero state?)

Come ormai molti sapranno il film è stato anche un successo al botteghino, oltre che il migliore della serie di film su Naruto, guadagnando circa 20 milioni di dollari.

Ma sarà stato anche il più bello? Scopriamolo insieme…

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Sicuramente un merito, rispetto ai precedenti film, è che questa volta il sapore del tutto non sa di riempitivo, ma di parte integrante della storia principale, tant’è che si ritiene che il film rientri nel canone della narrazione originale. Ciononostante di per se la trama è alquanto sconclusionata, ma soprattutto totalmente sbilanciata.

La storia comincia infatti con il trio Boruto, Sarada e Mitsuki, che si allenano in vista degli esami per diventare Chunin, sfruttando l’occasione per raccontarci che cosa stia succedendo nel frattempo a Konoha. Così mentre i ragazzi stanno a rincorrere un finto-panda-orso, vediamo la desolazione della vita famigliare di Narutello che fa partecipare un clone all’insulso compleanno della sua insulsa figlia…

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Mentre lui è sommerso di inutili scartoffie nel suo inutilissimo ufficio…

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… solo quando c’è qualcuno che lo osserva, ovviamente.

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Sottolineo l’inutilità di tutta la cosa dal momento che alla fine del manga siamo stati ragguagliati su come la pace trionfi sovrana e non ci siano nemmeno più conflitti tra i vari villaggi dei ninja. Tolto il fatto che i villaggi rispondevano ai rispettivi signori feudali, per cui si dovrebbe supporre che in realtà non ci siano più conflitti tra le varie Nazioni, fatto sta che non essendoci più particolari nemici da combattere riesce davvero difficile immaginare che cosa abbia da fare Naruto di così urgente, da non poter passare un ora a casa per il compleanno della figlia.

Ah, ora che Shikamaru è andato via torniamo a fare un pisolino…

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La cosa assume connotati ancora più comici se consideriamo quanto rappresentato dalla mini-storia seguita alla storia principale, dove Naruto correva come una volpe dal suo falco Sasuke non appena questi ne abbisognasse: qui la situazione è più o meno la medesima.

Morale della favola Boruto è mortalmente frustrato dal fatto che il padre non abbia un minuto da dedicargli e che sia così tanto preso dal fare l’hokage.

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Ehi Naruto! Ma c’è una foto sulla tua scrivania! Beh dai Boruto, vedi che alla famiglia ci tiene un pochino e almeno vi ha sempre davanti mentre lavora…

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Ehi! Ma quello non è il Team 7?!

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Eh sì! E’ proprio il Team 7, altroché la sua amata famiglia. Siamo messi bene…

Comunque sia andiamo avanti e non prestiamo attenzione alle frecciatine del demonio-Kishimoto: Boruto, volendo diventare più forte, viene avvicinato da un losco scienziato che gli propone una via “scientifica” più facile e veloce per ottenere il potere, anziché allenarsi duramente. Una roba, in somma, da Unione Sovietica.

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Come nei peggiori stereotipi, lo “scienziato” non ha alcun interesse di beneficenza, ma è solo ansioso di filmare e monetizzare i propri risultati, per cui perseguita Boruto come un’ombra, nella speranza di immortalare con una telecamera i successi della sua invenzione, un accrocchio che permette di lanciare jutsu di qualunque tipo di chakra, immagazzinandolo in una specie di papiri: un po’ come quando a D&D fate preparare un paio di pergamene allo stregone.

Mentre avvengono tutte queste delizie, il nostro buon Sasuke torna in città, diventando per un breve (e decontestualizzato) periodo maestro di Boruto e scoprendo dei nuovi nemici collegati a Kaguya…. E già qui le palle ci rotolano come BB8. Costoro avrebbero voluto rubare un frutto di chakra alla Madre di Ogni Cosa, che per tale motivo stava ammassando un Esercito del Piacere; per combattere due scemotti sotto steroidi…

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Proseguiamo: questa trama segreta è contenuta dentro una pergamena che va decifrata tipo hard disk criptato e nel frattanto hanno inizio gli esami dei chunin, di cui non potrebbe fregarcene di meno, soprattutto se consideriamo che Boruto sta barando a tutto spiano e nessuno se ne accorge fino alla scontro finale, quando papà Naruto nota la scorrettezza e decide, in stile perfettamente giapponese, di mortificare il figlio pubblicamente, togliendogli ogni diritto e dignità e facendogli capire che lo ha deluso ed umiliato per l’eternità sempiterna.

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Prima che il castigo possa proseguire e assumere più tragiche forme, compaiono i due turbo-nemici sotto steroidi che attaccano il Villaggio dei Grattacieli.

A circa due terzi dall’inizio la trama finalmente diventa interessante e per una specie di principio di Pareto, l’80% delle cose interessanti si concentra nel 20% del film.

Naruto e Sasuke affrontano Momoshiki Ōtsutsuki, che ha il byakugan e una specie di rinnegan in una mano e vuole impadronirsi del chakra di Kurama. Questo scontro dà occasione alla generazione di un nuovo sasunaru-zord col quale i due eroi proteggono Boruto, Sarada e tutti gli altri.

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Purtroppo però gli attacchi del nemico sono troppo potenti e Naruto deve “sacrificarsi” trasportando altrove la battaglia e affidando al suo fido Sasuke la cura di tutti.

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Detto fatto Naruto si dissolve nel nulla, lasciando incolume il Villaggio dei Grattacieli e solo un po’ feriti i suoi abitanti, tra cui la nostra dolcissima e amatissima Hinata-chan ♠

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Boruto è disperato, sia per il tradimento che sente di aver commesso nei confronti del padre, sia perché costui sembra sparito nel nulla. Nel cuore della notte raggiunge il suo ufficio e qui viene affiancato da Sasuke, che gli spiega come una volta Naruto era un totale perdente, incapace di fare alcunché e come lui non dovrebbe giudicarlo per come è diventato adesso, ma per come era una volta. Lui, a differenza del padre, ha comunque dei genitori su cui poter contare, anche se non hanno modo di dedicargli tutto il proprio tempo, mentre Naruto non aveva assolutamente nessuno.

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Comunque bando alle ciance, perché Sasuke sente che Naruto è ancora vivo, riesce a percepire il suo chakra nonostante illimitate distanze…

near far wherever you are ...

near far wherever you are …

Non tutte le speranze sono perdute e Sasuke apre un portale attraverso cui pochi potranno passare, per raggiungere Naruto, salvarlo e distruggere l’ennesimo turbo-nemico finale. Poco prima di imboccare la strada della battaglia, Sasuke consegna a Boruto il suo copri-fronte (quello sfregiato che gli apparteneva e che Naruto aveva conservato, dopo che aveva abbandonato Konoha — e che sarebbe dovuto essere stato distrutto dall’attacco di Pain, a meno che Naruto non lo tenesse sempre con se)

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In questo modo, tramite una simbologia kitsch come riesce solo a Kishimoto, Boruto diventa in qualche modo allegorico il figlio di Naruto e Sasuke. Alé!

L’allegro gruppetto sopraggiunge nel luogo dello scontro finale del manga, quello in cui Naruto e Sasuke hanno giaciuto una notte insieme, e dove adesso Momoshiki sta prosciugando il chakra del nostro protagonista.

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Inizia la battaglia: botte, contro-botte, botte a tutta birra. Naruto e Sasuke hanno modo di dar vita all’ennesimo sasunaru-zord

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…dopo un romantico salvataggio in volo…

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… preceduto da uno medesimo, a parti invertite, poco prima…

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Il nemico sembra molto potente e la capacità di assorbire chakra mette in difficoltà anche il SasuNaru-zord che si dissolve, lasciando cadere i nostri due eroi.

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Ma niente paura, perché alla fine comunque l’avranno vinta, con Sasuke che sfrutterà il rasengan di Boruto, debitamente potenziato da Naruto.

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E mentre il super-mega-turbo-attacco viene sferrato, scorrono vari ricordi del nostro protagonista e di noi spettatori, tra i quali anche i nostri preferiti.

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La battaglia si conclude e Naruto e Sasuke possono prendersi finalmente un minuto di riposo, uno accanto all’altro.

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Tutto bene quel che finisce bene e l’allegra compagnia può tornarsene finalmente a Konoha, sperando che tutti i nemici siano stati sconfitti, mentre Naruto perdona il figlio dichiarando che finalmente ha intrapreso la vera strada del ninja, che non accetta compromessi ed esige massimo impegno e grandissima serenità, oltre che qualche vecchio Saggio che torni in vita per donarti tutti i poteri del cosmo oltre che risvegliare qualche super-occhio.

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A memoria della battaglia nella casa di Naruto viene aggiunta una nuova simpatica foto, con Boruto ed i suoi “nuovi” genitori adottivi.

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Anche Sasuke fa ritorno a casa, si spera per almeno un po’, facendo così felice Sakura, nonostante adesso debbano vivere in un micragnoso appartamento, dopo che la moglie ha devastato la loro lussuosa abitazione.

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Per questo probabilmente la faccia di Sasuke è sempre così… giù di corda.

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Titoli di coda e al nostro allegro gruppetto sorge un ultimo atroce dubbio: chi saranno i genitori di Mitsuki? Guardatelo bene…

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Ma ovviamente Orochimaru! Sarada è perplessa: è tua madre o tuo padre?! Sarada, brutta stronza, ma come ti permetti? Mitsuki però la prende bene e se la ride: scegliete voi! Scegliete voi?! Ma che stiamo sentendo? E i capelli bianchi sarebbero perché lo ha prodotto con… Kabuto?!

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Comunque sia non poniamoci altre domande, perché se non altro Orosaiwa bada costantemente a suo figlio, a differenza degli altri miserabili genitori.

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Voto in conclusione: appena sufficiente.

Il film non è brutto, sicuramente al di sopra di tutte le precedenti uscite, ma cinematograficamente parlando non è granché.

La trama è troppo sbilanciata e poco omogenea, con troppo tempo dedicato agli esami degli chunin che comunque risultano marginali ai fini della narrazione. In secondo luogo il nemico è troppo arrangiato e privo di significato; si sente che Kishimoto voleva far combattere sia Naruto che Sasuke, ma doveva allo stesso tempo coinvolgerli in un combattimento con un nemico che fosse all’altezza. Purtroppo però è un genere di nemico che non può comparire per cinque minuti e farci credere di essere così potente e importante da poter mettere in difficoltà i due eroi, e tanto meno Kaguya.

Ci sono però anche delle cose positive: anzitutto questo sembra un finale più degno di quello che ha avuto il manga. Abbiamo il tempo di assaporare finalmente la ritrovata amicizia tra Naruto e Sasuke e vederli combattere insieme, in perfetta sintonia, non può che commuovere. Viene dato anche un po’ di spazio per costruire il loro se maturo, e dargli un senso, per quanto resti dell’opinione che questo cambiamento sia un po’ forzato e inappropriato.

Infine ci sono le immancabili frecciatine del demonio-Kishimoto, che sembra ribadire come comunque, nonostante tutto, la sua coppia preferita siano Naruto e Sasuke. Tolta la relazione romantica tra Boruto e Sarada, dove quest’ultimo dichiara di cedere a lei il passo come futura hokage, mentre egli la proteggerà…

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Ci sono anche tutte le spassose situazioni da SasuNaru-zord (qui due volte, per bilanciare il NaruHina-zord del penultimo film?), oltre al fatto che Boruto viene trasformato filosoficamente in una specie di somma unione di Naruto e Sasuke, che fondono in lui non solo le proprie conoscenze, ma anche i propri poteri. La ciliegina sulla torta è il fatto che perfino Orochimaru ha un figlio (non si sa con chi, ma Kabuto è un ottimo candidato per un bel mpreg!), rendendo in qualche modo grottesco il fatto che alla fine di Naruto TUTTI abbiano avuto un figlio, persino quel turbo-frocio di Sai. Che sia un modo come un altro per deridere, da parte di Kishimoto, questa scelta obbligata?

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[SPECIALE] Naruto Kindergarten – parte III

Capitolo 3: quando si ha fretta di avere fretta

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L’urgenza di raggiungere Sasuke è tale che Naruto non ha nemmeno tempo di mandare un suo clone a prendere il cibo da Boruto, che gli sta portando il Bento preparato da Hinata-chan ♠

Shikamaru pensaci te e scusati da parte mia!” fa Naruto sfrecciando via tra gli alberi… Perché non sta volando?! Volando sicuramente arriverebbe prima. Inoltre mi meraviglio che lui e Sasuke, in due anni siano diventati delle semi-divinità e in dieci anni non abbiano imparato una cosa banale come il teletrasporto che ad un certo punto tutti conoscevano. Oppure potrebbe muoversi a velocità prossime a quelle della luce o — perché no — sollevarsi da terra e far ruotare il pianeta sotto i suoi piedi nella direzione che gli interessa. Dopo lo scontro finale niente ci sorprenderebbe più.

Comunque sia Naruto sfreccia come una volpe dal suo falco Sasuke, mentre Sarada viene raggiunta da Boruto e comincia un dramma tipo telenovela, all’insegna dei due genitori-dei assenteisti; Shikamaru fa spallucce e fa notare che purtroppo con le divinità è così ed in generale si ha la sensazione che non esistano. Sarada e la sua amica cicciona non hanno tempo da perdere e dopo questa allegra chiacchierata partono per raggiungere Naruto. Come-cosa?! Ma scusa Kishimoto (o chi per te), ma se Naruto sta correndo come un lampo, quando mai due bambine riuscirebbero a raggiungerlo?! Non sta mica passeggiando al chiaro di luna, che se fai una corsetta lo recuperi!

Per fortuna il problema non si pone, perché ad un tratto il Cipollotto che sa teletrasportarsi attacca Sarada perché lei deve venire con lui, anche se non vuole. Botte, botte e altre botte, e ad un tratto appare Naruto a dare una mano alle ragazze, perché i bambini del SUO villaggio non devono combattere! Come Naruto facesse a correre verso Sasuke e seguire le vicende delle due lente bambine, non stiamo manco a chiedercelo perché ormai è chiaro che egli può tutto, eccetto trovare del tempo per stare con suo figlio.

 

CONTINUA…

Leggi anche: [SPECIALE] Naruto Kindergarten – parte II


L’eredità di Naruto e Sasuke

L’amore supremo è, credo io, l’amore segreto. Una volta esternato e condiviso, l’amore sminuisce. Languire tutta la vita per amore, e morire d’amore senza mai invocare il nome dell’amato, o dell’amata, ecco qual è il vero significato dell’amore

Hagakure, Libro II

Dopo quindici anni e 700 capitoli la serie di Naruto è giunta al capolinea, con una conclusione che è la peggiore cosa mai vista dopo… L’apparizione di Obito… Oppure… La redenzione di Obito… O ancora… Il ritorno di Obito. Dico davvero, deludere quando le aspettative sono già così basse è veramente un’impresa notevole. Questo articolo sarà quindi come l’autopsia su un cadavere: sapete che è morto e che farla non cambierà le cose, ma forse aiuterà a capire che cosa lo ha ucciso oppure CHI lo ha ucciso! Ma andiamo con ordine…

Anzitutto, che finale ci aspettavamo?

Prima di andare oltre è bene sottolineare che Naruto è un’opera di fantasia, qualora a qualcuno non fosse chiaro, intrisa quindi anche di un certo simbolismo che deve raccontare in sintesi ciò che è sottinteso e che non merita di essere spiegato. Spesso, in un’opera artistica, una sola immagine rende meglio di un milione di parole. Prendete per esempio la prima scena con cui si apre Guerre Stellari.

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In una sola sublime sequenza capiamo tutto quello che c’è da capire: la ribellione è piccola ed indifesa, l’Impero è potente e implacabile. Questa scena in particolare è diventata in seguito una marchio di fabbrica della saga, svuotandola di tutto il suo significato originale e facendo sospettare che lo stesso Lucas non l’avesse capita, anzi probabilmente se l’avesse compresa si sarebbe battuto per non metterla nel film. Prendete adesso il finale del Titanic, quando Rose muore nel suo letto al calduccio e la telecamere scorre sulle fotografie accanto a lei.

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Questa volta è Cameron che in una sola, semplice sequenza, riesce a raccontarci tutta la sua vita e dimostrarci, senza dover aggiungere parola alcuna, che ha mantenuto quella filosofica promessa estortale da Jack che avrebbe vissuto, avuto tanti bambini e che sarebbe stata felice. E sempre nel Titanic alla fine il capitano applaude per ultimo, non perché è un vecchio scocciato, ma perché il capitano è l’ultimo che abbandona la nave.

Insomma, in un’opera di fantasia alcune cose avvengono non perché delle persone reali le farebbero accadere così, ma perché l’autore vuole raccontarci qualcosa che non merita di essere spiegato a parole.

Detto questo Naruto sarebbe potuto finire in molti modi, non mi interessa adesso ipotizzarne alcuni più plausibili di altri, ma sicuramente quello che tutti quanti si aspettavano erano delle note nel sottotesto che rendessero giustizia ed omaggio ai personaggi, ma anche alla storia in se.

Invece che cosa è stato fatto?

Kishimoto ha esordito preannunciando che il finale sarebbe stato in due splendidi capitoli insieme, altra scelta veramente incomprensibile, per questo il capitolo 699 e il capitolo 700 li considero con piena autorizzazione come un unico capitolo conclusivo… E che capitolo! Cominciamo anzitutto con alcune idee (bacate) di sottofondo, tanto per abituarci al male a piccole dosi.

Konoha viene mostrata alcuni anni dopo nel futuro, alla stregua di una megalopoli che sovrasta la città vecchia, con un progresso tecnologico che manco se avessero costruito la Grande Biblioteca e ottenuto una tecnologia gratis.

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Tant’è che lo stesso Naruto lo troviamo di fronte ad un Macbook (OS X 10.9 Ninja) che mangia ramen da una scatoletta preconfezionata (immagino che il vecchio negoziaccio del ramen sia stato sostituito da uno sfavillante supermercato). Il Villaggio nascosto tra le foglie dell’albero è diventato il Villaggio nascosto tra i grattacieli.

Ma dopo questa visione da lontano addentriamoci in città e vediamo chi troviamo: Ten-Ten con il suo pulcioso negozio di armi, che già di per se erano inutili nel mondo medievale di Naruto, figuriamoci quanto potranno essere ambite in questo futuro turbo-tecnologico. Tra le varie cose che stanno a prendere polvere ci sono anche le carabattole di Rinculo-Sanin.

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Vabbe’, usciamo scocciati dalla sua bottega senza manco salutarla e vediamo come si sarà evoluta la scuola: nel corpo insegnanti troviamo anzitutto un droide mandato lì dal Ministero della Difesa per sedare gli studenti ribelli!

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Mentre cerchiamo di sfuggire al suo sguardo disumano ci imbattiamo in Anko, la pervertita, che ci invita ad aspettarla un secondo…

anko-grassaFuggiamo terrorizzati prima che ingoi anche noi.

A questo punto si comincia a provare uno strano senso di tristezza, perché la sensazione principale è che Konoha non sia più la stessa che conosciamo. Sembra quasi che Kishimoto in qualche modo decanti la fine degli Shogun e l’avvento della modernità, che cancella l’eredità del passato, in un moto di nostalgia, tanto che anche le armi mitologiche del Dio-Hagoromo, adesso giacciono dimenticate nella bacheca di un polveroso negozio di periferia. Ma su questo torneremo, adesso andiamo avanti e scopriamo…

Che fine hanno fatto i nostri protagonisti?

Questa è probabilmente una delle note più tragicomiche ed insoddisfacenti del finale. Quando la Rowling concluse Harry Potter, ebbe l’accortezza di mostrarci i protagonisti, 19 anni dopo, tutti insieme al binario 9 e ¾ di King Cross Station. E’ chiaro che umanamente è ridicolo pensare che tutti quanti abbiano copulato contemporaneamente e che perfino i figli di Draco Malfoy partissero esattamente quell’anno per Hogwarts, ma chi si focalizza su questo punto dimostra solo di non aver capito un cazzo del messaggio che voleva lanciare l’autrice: non è importante chi fa quale lavoro, sono ancora tutti insieme, una sola grande famiglia, riuniti lì dove tutto è cominciato a mandare verso il futuro una nuova generazione di fronte alle quale si presenteranno nuove sfide — la cicatrice non fa più male, va tutto bene.

Quando troviamo Naruto, incontriamo invece un hokage sommerso di lavoro, benché non ci sia nessuna battaglia da combattere, quindi immagino un triste burocrate che occupa una vuota carica istituzionale. E’ un genitore talmente assente che il figlio si è trasformato in un teppistello che cerca di attirare la sua attenzione (parola di Kishimoto) e che lui sgrida, mostrando di non aver tratto alcun insegnamento dal suo passato. Da questo punto di vista l’autore manca completamente e definitivamente il punto sul personaggio, demolendo in un istante tutto quello che aveva costruito fino ad allora:

  1. diventare hokage aveva senso per il Naruto bambino, in quanto sarebbe stato il simbolo del supremo riconoscimento di lui che invece nessuno considerava
  2. Naruto che si è sempre prodigato per gli altri, in quanto persone, adesso non è capace di stare con la sua stessa famiglia perché preso da futili impegni
  3. Naruto che avrebbe sempre voluto AVERE una famiglia, adesso che ce l’HA non se ne prende cura
  4. se non si riesce a salvare un amico (una persona cara) che senso ha essere hokage? ma evidentemente moglie e figli non rientrano in questa categoria
  5. non è importante il diventare hokage, ma il percorso che si fa per arrivarci… ma no scherzo, la cosa più importante è essere hokage

In pratica vediamo un Naruto stereotipo di se stesso, solo contento di aver raggiunto finalmente una carica vuota (visto che non c’è nulla di serio da fare) e circondato di perfetti sconosciuti (Gaara con quella pettinatura-LEGO è inguardabile!).

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Ah! Stavo per dimenticarmene…

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Vabbe’, no comment. Andiamo avanti…

Sasuke dove diavolo è finito? Lo vediamo che si aggira per un boschetto-fantasy, con una terrificante borsa a tracolla viola-su-nero, quando per 698 capitoli se ne è andato in giro solo con un kimono ed una katana (ma questa è la vecchiaia, chi vorrà più dormire all’addiaccio… Meglio portarsi pantofoline e plaid)

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Si gira per un attimo, in preda alle traveggole e poi torna a camminare come se nulla fosse. A parte la scenetta che potrebbe essere carina, presa così a se in un GDR, questo qui dovrebbe essere uno tra i più forti ninja mai esistiti che, oltre alla segatura, ha in testa anche i due più potenti occhi di tutto il multiverso. E sente i rumori in un cespuglio? Ma forse era un moto nella Forza e in realtà si trova su Dagobah a migliaia di anni luce da Konoha e dalla sua famiglia…

Tutto ciò che lo riguarda in realtà non ha alcun senso, specialmente se si considera che adesso Sasuke ha comunque una famiglia a Konoha. Anche lui, come Naruto, era un orfano che soffriva l’abbandono e specialmente la disattenzione del padre e adesso lui dov’è? In secondo luogo vi è tutta la maldestra storia del Clan Uchiha che pende sul suo personaggio come una spada sulla testa di Ned Stark.

Dapprima il fratello Itachi aveva sterminato tutto il clan con l’aiuto dell’Uomo Mascherato-TobiObitoMadara, poi si scopre che in realtà li ha uccisi tutti perché è così che gli ha ordinato il Terzo Hokage, perché nel clan c’era un moto di ribellione e questa era l’unica cosa da farsi. Perciò il problema della vendetta si sposta dal fratello al villaggio, una cosa alquanto opportuna per Kishimoto che vuole imbastire lo scontro finale con Naruto, ma affatto sensata nel momento della riconciliazione finale: Sasuke piega il capo di fronte a Kakashi e si prende la bella lezioncina zitto e muto. Poi se ne va ad espiare i propri peccati nel mondo… Sarà anche vero che i vincitori scrivono la Storia, ma vediamo quali sarebbero questi suoi peccati:

  1. Vendicarsi del fratello che aveva ucciso genitori, parenti e amici — quindi Itachi aveva ragione?
  2. Distruggere un sistema politico e sociale che aveva promosso, autorizzato e guardato tale sterminio — insomma i nazisti facevano bene a bruciare quei sporchi ebrei!
  3. Distruggere i bijuu, le bestiole-codate, che venivano utilizzate come armi ed erano fonti di infinite guerre — no, fottiti Sasuke, questa non è una bomba atomica, sono 500kg di pura democrazia!

La sensazione che se ne trae che Sasuke abbia sostanzialmente tradito se stesso e tutto quello in cui credeva, per conformarsi al corso inesorabile della Storia sotto l’egida del carro vincitore. In poche parole: un perdente.

Sakura almeno si sarà salvata? No, è a casa che fa le pulizie, con un cencio sulla testa e il solito kimono di quando era una bambina: perché lei è rimasta una bambina!

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Qui chiaramente non è questione se lei possa fare o meno le pulizie, anche Rose del Titanic da vecchia rimbambita avrà potuto avere un attacco di dissenteria, ma il punto è che questa è l’ultima volta che la vediamo. E’ l’ultima scena dedicata ad una dei tre protagonisti di questa saga e l’unica cosa che ci racconta è che quando la figlia torna a casa, in un qualsiasi giorno di scuola in pieno pomeriggio, trova la madre a pulire. Un modo come un altro per dire che sta lì a pulire e ad occuparsi della casa giorno e notte peggio di Jeanne Dielman.

Che fine ha fatto l’eredità di Tsunade? Che fine hanno fatto le sue abilità mediche? Ha fatto una qualche carriera? Ha fatto qualcosa di utile? I suoi sogni si sono realizzati?

Negli ultimi capitoli vediamo Sakura promettere a se stessa che non sarebbe rimasta indietro a guardare Naruto e Sasuke e che avrebbe agito (invero è dal principio che lo paventa), ma a parte il pugno tanto-per in testa a Kaguya e aver guarito i due salvatori del cosmo, sembra che non abbia fatto nient’altro: da un’ottica puramente carrieristica, sia Naruto che Sasuke sono impegnati in qualcosa (per quanto privo di senso) mentre la sua unica attività sembra quella della donna di casa.

Insomma, un finale peggiore era difficile immaginarselo

Dopo quindici anni di trama e continui saliscendi ci si sarebbe potuti attendere per lo meno di vederli tutti riuniti e felici (se non si voleva dare un’impronta drammatica alla serie), ma la cosa più importante di tutte, ci si sarebbe aspettati che anche i protagonisti, in qualche modo metafisico, sprecassero una briciola del loro tempo per salutare noi. Perfino quella merda di Dragon Ball GT si conclude meglio, con Goku che ci rivolge lo sguardo dopo una patetica e strappalacrime rievocazione del passato.

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Ora sarà anche una cliché narrativo, ma questo resta pur sempre un manga che non di rado ha strizzato l’occhio e il portafogli agli appassionati, per cui scendi-dal-pero-amico e dammi almeno sta strizzata d’occhio anche sul finale. Invece no, l’unica sensazione che rimane è di una eterna e nostalgica solitudine, e me ne infischio se ci sarà un film o una qualche stupidissima serie spin-off o spiegare qualsiasi cosa. Per me il manga ufficialmente si è concluso così e non mi avrebbe fatto schifo, dopo 698 capitoli sull’amicizia e l’amore eterni che almeno nell’ultimo capitolo vi fosse una sintesi di tutto ciò. Ci siamo dovuti sorbire le redenzioni di Pain, ItachiObito, la storia della vita celodurista di Hashirama e Madara, il rapporto tra Rin e Obito, la vita di Minato e Kushina e tanto altro e non possiamo goderci per un secondo il trio protagonista insieme, felice e con uno scopo nella vita? Il fatto che abbiano procreato non mi rappresenta assolutamente niente di interessante, visto che potrebbe trattarsi di un fatto puramente accidentale, considerata l’atroce solitudine in cui tutti si trovano.

Sarebbe stato meglio vederli insieme che vanno a mangiare, magari che si frequentano, oppure che collaborano insieme a qualcosa, che si danno consiglio, che si scambiano opinioni. Che dopo millemila peripezie convivono nuovamente, che si rispettano e si comprendono. Mi sarebbe piaciuto immaginare che di fronte a loro si apra un mondo di avventure, ma che questa volta affronteranno le avversità uniti. E invece nulla…

Ma forse anche in tutto questo c’è un senso e qui arriviamo noi.

La storia nella storia

Il rapporto tra Naruto e Sasuke è senza ombra di dubbio quello più curato in tutta la storia e al quale l’autore si è maggiormente dedicato. E’ l’unica parte che secondo me Kishimoto aveva pensato dall’inizio, e anche quando affermava di avere ben chiaro il finale penso si riferisse al loro scontro. Tutto il resto della trama è così pieno di stereotipi e incongruenze che è difficile immaginare che l’autore l’abbia mai concepita con altro scopo se non quello di allungare il bordo. La storia degli Uchiha è soltanto un esempio fra tanti, che tra l’altro getta un’inesorabile ombra su Konoha stessa, che ne esce come un paese fascista dove si uccide perché non c’è nessun altra soluzione, in netto contrasto con i proclami del protagonista e quindi con la morale dell’autore stesso. Gli è uscita male e basta, e non penso nemmeno se ne sia reso subito conto.

Un altro esempio è l’evoluzione del mondo ninja dalla prima serie all’ultima: in principio il loro non era altro che un villaggio, come tanti, al servizio del Paese del Fuoco, i cui capi usavano i ninja per i compiti più disparati (compreso quello di recuperare un cane smarrito). Si trattava di una specie di esercito, dove anche i bambini venivano sottoposti ad esami dai potenziali esiti mortali. In questo contesto l’hokage era alla stregua di un generale, ovvero di un capo delle forze armate, che quindi comunque doveva rispondere ad un altro capo a sua volta. Alla fine invece si ha l’impressione che il Villaggio della Foglia sia quasi una capitale a se e l’hokage il sovrano indiscusso di questo paese.

Potrei continuare così a non finire su pressoché qualsiasi argomento trattato dal manga, per non parlare dei personaggi che per la maggior parte sono rimasti identici a come erano alla fine della prima serie. Con questo non sto dicendo che è tutto una merda, ma che per uscire per 15 anni di fila Kishimoto ha dovuto pure inventarsi qualcosa e la maggior parte delle cose le ha pensate lì per lì.

L’unico argomento sul quale non ha mai sorvolato era il rapporto tra Naruto e Sasuke.

Lungi dall’essere un mio parere personale questo è confermato anche dal fatto che il 35,8% del manga è speso nella costruzione della relazione tra i due (incluso quindi non solo il rapporto diretto, ma anche quando l’uno pensava all’altro), mentre per il rapporto tra Sasuke e Sakura siamo appena al 16,4% e per quello tra Naruto e Hinata ad un ridicolo 3,8% (costruito per lo più da lei che squilla Naruto-kun ♥)

E’ quindi il momento di ripercorrere per l’ultima volta tutta la storia del manga, ma non dal punto di vista delle vicende, che qui mi interessano meno, ma dal punto di vista del rapporto dei due protagonisti, cosa che mi interessa assai di più! Pronti?

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Naruto e Sasuke a partire dal loro aspetto fisico vengono ritratti come due rovesci della stessa medaglia: Naruto indossa colori caldi ed ha i capelli biondi, Sasuke indossa colori freddi ed ha i capelli scuri, Naruto è tozzo e paffuto, Sasuke è magro e slanciato. Ma non solo: Naruto punta di più sulla forza, Sasuke sulla tecnica, Naruto combatte in gruppo (grazie ai cloni), Sasuke in solitaria, Naruto è estroverso ed impulsivo, Sasuke è introverso e riflessivo, Naruto è socievole, Sasuke è associale, Naruto è empatico e generoso, Sasuke è egocentrico ed egoista, Naruto ama Sakura, Sasuke no.

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In tutto e per tutto Kishimoto ci introduce i due come bianco e nero, e insiste fino alla fine su questa dicotomia degli opposti (che si attraggono).

Entrambi sono orfani e senza una famiglia ed entrambi trovano nell’altro quel qualcuno in grado di vincere la propria solitudine. Entrambi riescono a cosentire con l’altro, come direbbe Kundera, fin tanto da provare il dolore che prova l’altro, ma allo stesso tempo arrivando a sentirsi sollevati perché non erano più soli (capitolo 698). Naruto in particolare racconta come avrebbe voluto parlare a Sasuke, all’epoca, ma non ebbe mai il coraggio (Naruto, “Avrei dovuto parlargli… Ci ho pensato e ripensato sopra…”, capitolo 647) e, invidioso delle sue abilità, decise di proclamarlo suo rivale.

In questa proclamazione di rivalità unilaterale si crea in realtà anche il primo conflitto tra i due: Sasuke sembra comprendere perfettamente i propri sentimenti e vuole avvicinarsi a Naruto, il quale però sembra voler ridurre il tutto ad una mera questione di rivalità tra ninja di Konoha (capitolo 173, 174). In più Naruto dice di essere innamorato di Sakura, anche se paradossalmente sembra più innamorato del modo in cui lei ama Sasuke (capitolo 3). Affinché tutto sia chiaro Kishimoto fa dire alla ragazza che la sua unica aspirazione sia essere riconosciuta dall’Uchiha (capitolo 3), cosa che poi Naruto ripeterà fino alla noia (Naruto, “desiderando di essere forte come te, figo come te. Sono davvero felice d’averti incontrato.”, capitolo 485).

Comunque sia i tre diventano membri dello stesso team e il fatto di dover stare assieme proprio a Naruto e Sakura non sembra entusiasmare affatto Sasuke, che anzi sembra spesso seccato dal veder loro far combriccola-chiasso (capitolo 36). Per fortuna però, Kakashi insegna loro l’importanza di fare squadra e di preoccuparsi per i propri compagni, cosa che a Naruto serve il giusto (visto che comunque non è un tipo egocentrico), ma che cambia radicalmente l’atteggiamento di Sasuke nei confronti della compagna.

Per un po’ li vediamo impegnati in varie missioni e Naruto e Sasuke non mancano di punzecchiarsi e sfidarsi a vicenda (tanto che Sasuke affibbia all’altro il soprannome usuratonkachi) in un crescendo di tensione (sessuale). L’arrivo di Haku permette a Kishimoto di evidenziare ulteriormente il loro legame, facendo dapprima un collegamento tra i due e Haku e Zabuza, sul tema della persona importante (capitolo 21), e poi lanciando Sasuke al sacrificio pur di salvare la vita al compagno. Quando Naruto gli chiede perché lo abbia fatto, Sasuke replica che non lo sa e che “il mio corpo si è mosso da solo, idiota..” (capitolo 27), sottolineando così anche la fisicità del loro rapporto (o almeno del suo affetto verso il biondino — non è solo la mente, ma anche il corpo che lo desidera proteggere).

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Naruto, dal suo canto, non manca di andare su tutte le furie e abbatte Haku, senza ucciderlo però (e ancora una volta notiamo come Sasuke, una volta ridestato, si preoccupa subito che il compagno non sia diventato un assassino — Sasukkia, vi ricordo che siete dei ninja — e che non abbia ucciso chi voleva salvarli, capitolo 33).

Passato l’episodio seguono altre avventure e Sasuke dimostra un crescente interesse per il compagno, ed una sempre maggiore ostilità verso Sakura, probabilmente per una questione di gelosia. In particolare nell’episodio di Gaara sembra diventare piuttosto chiaro, per l’Uchiha, che il compagno ami la ragazza e sia disposto a fare per lei quello che egli avrebbe fatto per lui (capitolo 133). Il ritorno di Itachi complica ulteriormente le cose, perché riporta Sasuke alla realtà: non è diventato per niente più forte, sta lì appresso a Naruto il cui unico interesse è Sakura, e non riesce nemmeno a difenderlo (capitolo 144). Naruto, dal canto suo, sembra aver talmente tanto idealizzato Sasuke da non riuscire a rendersi conto sia di averlo superato da un pezzo, sia dell’interesse che mostra per lui il ragazzo e continua ad impuntarsi sulla questione della rivalità. Inoltre, come se niente gli mancasse, sente che Sasuke è di Sakura e, in qualche modo, diventa paradossalmente il primo e più fanatico sostenitore SasuSaku della storia (capitolo 172).

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Lo scontro sul tetto, durante il quale Sasuke tenta in vano di “raggiungere” il compagno e chiedergli, implicitamente, di comprendere quello che lui pensa (Sasuke, “Idiota che non sei altro, perché sei così pieno di te stesso?”, capitolo 173, 174), decreta anche la loro definitiva separazione.

Nella notte Sasuke decide di raggiungere Orochimaru e buttarsi tutto alle spalle, per focalizzarsi solo ed esclusivamente sulla vendetta, che diventa così il suo unico obiettivo. Nel cuore della notte, sulla via dell’addio, Sasuke incontra Sakura che lo implora in vano di restare. La scena si conclude con l’enigmatico grazie e lo stordimento della fragola-rosa (capitolo 181), laddove il gesto di Sasuke sembra semplicemente il seguente: se non ci fossi stata te, di cui Naruto è così perdutamente innamorato, non avrei mai aperto gli occhi e non me ne sarei andato.

Naruto si mette immediatamente alla ricerca dell’amico, promettendo a Sakura che lo avrebbe riportato indietro ad ogni costo e dopo un altro po’ di peripezie i due si affrontano di nuovo, per l’ennesima fatale separazione (capitoli dal 218 al 233).

Fino a questo momento la relazione tra i due è stata in qualche modo mostrata principalmente dall’ottica di Sasuke, mentre adesso si passa su Naruto, che come un principino azzurro si mette ad errare appresso alla sua amata madamigella sparita. Non per nulla preferisce vivere come uno sciocco, piuttosto che lasciar perdere Sasuke (capitolo 237), che non potrà essere mai sostituito da Sai (capitolo 288), che tra parentesi non è nemmeno lontanamente figo (sic!) quanto il primo (capitolo 286), e nessuno s’azzardi a reclamarne l’appartenenza (capitolo 291).

Sasuke ormai prosegue sulla sua strada invece, sicuro di essere stato dimenticato dai compagni, e non per nulla li guarda con derisione quando tornano a trovarlo al covo di Orochimaru: poi proprio loro due assieme! Ma specialmente Naruto! Sasuke sembra quasi sorpreso che il “suo rivale” ci abbia tenuto a venirlo a cercare (capitolo 306), solo a dimostrazione di quanto aveva frainteso in precedenza. “Non uccidere Naruto…” gli intima Kurama in quell’occasione “finiresti col pentirtene…” (capitolo 309)

Inutile far notare come Kurama non abbia alcun potere da veggente, ma parli solo per quello che vede nell’anima del suo ospite.

Comunque sia torniamo a noi, o meglio alle paturnie del nostro caro Narutello, che proprio non si rassegna nel vedere sparire l’amico e comincia a pensarlo sotto cieli stellati (capitolo 319), perdersi imbambolato a riflettere su che fine abbia fatto (capitolo 331) e invocarne il nome prima di addormentarsi (capitolo 403, capitolo 459). Non per nulla lo stesso maestro Kakashi se ne accorge e osserva che Sasuke è sempre di fronte agli occhi di Naruto (capitolo 342), che dal canto suo constata come “solo il vento può ravvivare il fuoco” (capitolo 333).

Se tutto questo non fosse sufficiente a metterci nell’ottica giusta, arrivano due perle rare adornate di diamanti (un kitsch che solo Kishimoto poteva partorire).

Anzitutto Sakura ha un’idea geniale delle sue: andare ad assassinare Sasuke (con un kunai avvelenato). Ma prima va da Naruto e mente confessandogli tutto il suo smisurato amore: Naruto resta anzitutto del tutto indifferente ed anzi, si strania assai di come lei possa non amare più Sasuke (chi mai potrebbe non amarlo più?!?!). Per Naruto pare del tutto incomprensibile, poi viene anche a sapere che c’è un ordine per tagliare la testa dell’amico il che lo getta nella disperazione più totale, facendogli venire un attacco di panico che lo schianta a terra, ansimante nella neve. (capitolo 474, 475)

Il bello però deve ancora venire: durante lo scontro con Pain, la polverosa Hinata-chan ♥ dichiara tutto il suo amore per Naruto, dicendo come lei lo ha sempre preso da modello e seguito, perché lei lo ama (capitolo 437). Naruto, oltre che ignorare del tutto tale spasmodica dichiarazione, non esita a replicare il medesimo discorsetto a Sasuke (capitolo 485), omettendo un “ti amo” finale, ma aggiungendoci un romantico “moriremo insieme”(capitolo 486).

Di fronte a simili perle perfino lo psicolabile Sasuke è costernato e non può che esclamare: “Che cosa c’è con te che non va?!”

I due si separano nuovamente, dando occasione al risorto Itachi, dopo varie vicissitudini, di far notare che Naruto non era il solo ad essere guidato dall’altro, ma che lo stesso valeva pure per Sasuke. Dopo questa contorta nota del nostro cuoco preferito, Naruto e Sasuke tornano finalmente ad incontrarsi durante la battaglia finale contro Madara e Obito (capitolo 631).

Sasuke fin da subito fa presente che l’unica cosa che gli interessa, oltre alla vittoria, è proteggere Naruto (capitoli 631 – 644635 – 637644 – 680) e si impegna in tal senso ben prima dell’arrivo di Hagoromo (quando la presenza di entrambi diventa essenziale). Naruto, dal canto suo, è al settimo cielo per poter tornare a come tutto era una volta, cosa che purtroppo l’Uchiha non gradisce eccessivamente: per lui il Team 7 non esiste più, ne gliene frega nulla, l’unica cosa alla quale pare dare qualsiasi importanza sono se stesso (ma va!) e Naruto.

L’arrivo di Hagoromo salda definitivamente l’esistenza dei due in una cosa sola: Naruto è Ashura, Sasuke è Indra, Naruto è il Sole, Sasuke la Luna, a Naruto il maschile, a Sasuke il femminile, a Naruto la luce, a Sasuke le tenebre. In poche parole Yin e Yang che si completano alla perfezione.

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Dopo questo matrimonio spirituale e la sconfitta di Kaguya è il momento dello scontro tra i due.

Sasuke spiega candidamente che lui sarà hokage e che non ci saranno più bestie-codate se non al suo servizio; Naruto dal canto suo né vuole rinunciare ad essere hokage, né tanto meno può permettergli di distruggere i suoi beniamini domestici oppure ammazzare i kage viventi (capitolo 693). Da notare come Sasuke non voglia uccidere veramente Naruto, mettendo in evidenza però che se gli si frapporrà in mezzo, allora non esiterà a passare sul suo cadavere (come sei ingenuo, Sasukkia).

Si recano quindi nella Valle della Fine-Ultima-e-Definitiva, dove a suo tempo combatterono pure Madara e Hashirama, e cominciano a darsene di santa ragione in quella che Kishimoto definisce una battaglia di amore e potere (capitolo 696) che mette ancora una volta in risalto come Naruto voglia sì affrontare Sasuke, ma non in quella maniera (“quando si tratta di battaglia, io voglio davvero batterti, ma non quello che sei diventato adesso! Tu lo sai benissimo, vero Sas’ke?!?”).

L’Uchiha, dal canto suo, sembra combattuto tra l’ammazzare l’altro e farsi ammazzare, perché in fin dei conti Naruto è soprattutto la sua più grande debolezza (capitolo 698).

E così siamo giunti al capitolo finale (dello scontro). Naruto è a terra, Sasuke sta per colpirlo, ma il biondo trova le ultime forze per colpirlo e spiccicarlo come una mosca sulla montagna antistante.

Sasuke: “Ancora, ancora e ancora. Fai il bravo bambino e fatti ammazzare!”

Naruto: “Non ci penso neanche! Io sono l’unico ed il solo!” (alè… questo ci ricorda qualcosa?)

Kurama stesso è ammirato di fronte a tanta determinazione, osservando come Naruto sia decisamente speciale per lui e che potrebbe scommettere che sia lo stesso per Sasuke.

I colpi dei due ragazzi si scontrano per l’ultima volta, una luce squarcia le tenebre e poi nulla. Silenzio, fino all’alba.

Naruto: “Svegliati adesso… Eh…”

Borbotta Naruto, mentre Sasuke riprende a stento conoscenza.

Naruto: “Come vedi, se ci muoviamo troppo, moriremo dissanguati…”

Sasuke: “Guardati! Perché continui ad insistere a metterti sulla mia strada? Io… Sono precipitato nelle tenebre ed ho ottenuto i poteri per eliminare tutto dalla mia strada. Non mi importava di chi si trattasse, io cercavo di tagliare i legami con chiunque mi fosse intorno… Ma tu, non hai mai pensato a tagliare i legami con me.”

A Sasuke torna in mente Naruto mentre gli dice “Io sono l’unico che accetterà questo odio dentro di te”.

Sasuke: “Indipendentemente da quello che è successo… Tu davvero ci tieni così tanto a me?”

Naruto: “Non lo sai di già? Ma guardati… Parli così tanto solo perché non ti puoi muovere.”

Sasuke: “Sta zitto e rispondimi.”

Effettivamente… Qui Naruto sembra quasi voler eludere la domanda, ma se non c’è niente sotto che male c’è dire le cose come stanno?

Naruto: “Questo è perché sei mio amico.”

Sasuke però non vuole mollare l’osso, l’ha già sentita sta storia e non ne può più, perché anche a lui è palese che sotto c’è dell’altro.

Sasuke: “Questo me lo hai già detto una volta. Ma per TE che cosa significa?”

Naruto: “Se proprio me lo chiedi, non so come spiegartelo. E’ semplicemente che quando ti sento blaterare che sopporterai tutto sulle tue spalle… Io sento… Come un dolore…”

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Naruto: “E’ fa veramente male… Non c’è modo in cui possa semplicemente ignorarlo. Beh oggi mi fa male tutto, quindi non c’è molto che possa fare.”

Sasuke: “Naruto… Sapevo che in passato tu eri solo… Come me, l’ultimo degli Uchiha, eri emarginato da tutti. Ti comportavi come un idiota perché la gente ti rimproverasse, perché volevi che ti notassero. All’inizio pensavo che tu non meritassi alcuna considerazione, che fossi solo uno smidollato che faceva chiasso. Ma vedendoti fare cose stupide ed essere sempre sgridato, per qualche motivo ho cominciato a posarti gli occhi addosso. Quello fu anche il momento in cui capii che la tua debolezza stava entrando anche dentro di me. Non potevo smettere di prestarti attenzione. Quando ti vedevo fare tutto il possibile pur di creare un legame con gli altri, questo mi ricordava la mia famiglia. E per qualche motivo mi sentii sollevato. Però allo stesso tempo pensavo fosse una debolezza. Mi ero allenato duramente per sfuggire a questa debolezza e diventare più forte, per potermi vendicare di mio fratello. Ma a quel punto tu capitasti nel mio stesso Team e mi ricordasti della mia famiglia di nuovo. Completando le missioni assieme a te, che volevi diventare hokage, potevo sentire che stavamo diventando entrambi più forti. Capii che volevo confrontarmi con te. Io cominciai a vedere il Team 7 come una specie di famiglia, ed è per questo che, quando ti sentivo soffrire, io soffrivo a mia volta. Quando compresi la tua sofferenza, per la prima volta ti considerai un mio compagno. Ma allo stesso tempo non potevo permetterti di diventare più forte. Quando vidi quanto eri diventato forte, io….”

Naruto: “Pure io sapevo che tu eri sempre solo… Mi sentivo sollevato al pensiero che ci fosse qualcuno come me, ed ero così felice che avrei voluto parlarti subito. Ma non l’ho fatto, perché ero invidioso delle tue capacità e decisi che saresti stato il mio rivale. Diventasti il mio obiettivo. Per la prima volta avevo un legame. Durante le nostre missioni da Team 7 ho continuato ad andarti dietro, perché volevo diventare abile e figo quanto te!”

Sasuke: “E’ proprio l’opposto… Ero io ad essere geloso delle tue abilità… Tu avevi una forza che a me mancava, tu eri sempre un passo davanti a me, esattamente come mio fratello. E pure oggi…”

La luce dell’alba illumina i due (come a dire che hanno avuto entrambi una definitiva illuminazione!).

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Naruto: “Eh? Ma dove siamo? Non dirmi che è il paradiso…”

Sasuke: “Sembrerebbe che abbiamo dormito fino all’alba… Ancora una volta sei vivo…”

Naruto: “Merda! Non riesco ancora a muovermi! Volevo picchiarti finché non avessi aperto gli occhi una volta per tutte!”

Sasuke ridacchia: “Vuoi ancora combattere, nelle tue condizioni?”

Naruto: “Ma certo! Non lascio perdere!”

Sasuke: “Lo ammetto… Ho perso.”

Naruto: “Idiota! Qui non ci sono vincitori o sconfitti! Io volevo solo riportare alla ragione un amico che non voleva ascoltarmi! Il vero combattimento verrà dopo!”

Sasuke: “Ehi Naruto?”

Naruto: “Eh?”

Sasuke: “Sappi che finalmente ti ho riconosciuto. Se io adesso muoio, il destino che ci univa secondo l’Eremita, morirà pure… Anche questo sarebbe rivoluzionario. Tu potrai fermare lo tsukuyomi semplicemente trapiantando il mio occhio sinistro in Kakashi. Io… Volevo occuparmi di te da solo.”

Naruto: “Tu… Tu non potrai occuparti di alcunché se sarai morto! Vivi e aiutami, anziché morire! Il mio sogno è di far collaborare tutti gli shinobi. E questo include anche te!”

Sasuke: “Beh, anche se a te questa sta bene, che ne penseranno gli altri?”

Naruto: “Smettila di essere così pedante! O ti riempio di botte!”

Sasuke: “Potrei tornare a volerti far fuori di nuovo…”

Naruto: “Allora ti fermerò di nuovo, anche se non credo che lo rifaresti!”

Sasuke: “Come fai ad esserne così sicuro?”

Naruto: “Non fare che mi debba ripetere. Ancora non capisci, eh?! Chi l’avrebbe detto che tu fossi così stupido!”

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A questo punto Naruto volta lo sguardo per vedere se il compagno ha finalmente inteso, e Sasuke ha inteso eccome, tanto che le lacrime scendono dal suo viso.

Sasuke: “Stai zitto, usuratonkachi

Kishimoto, non te ne va bene una

Così si conclude Naruto, dopo che Naruto e Sasuke hanno praticamente giaciuto una notte insieme, si sono scambiati i fluidi corporei e ciascuno ha perso una parte di se per l’altro, in un trionfo di simbolismo romantico come solo Kishimoto poteva fare.

Infine c’è subito da notare come per Naruto il ritorno di Sasuke sia a prescindere e che il parere degli altri (e quindi gli altri stessi) si riduca ad un’inezia (una mera pedanteria); Sasuke invece si scopre completamente, rendendosi del tutto vulnerabile di fronte all’altro in quella totale e definitiva ammissione di sconfitta, mentre il biondo, di fronte al trionfo dell’alba si chiede se siano in paradiso (invece quando muore veramente si domanda semplicemente se sia finito nell’aldilà), come a ribadire che adesso finalmente ogni cosa è al suo posto.

E’ al suo posto, ma non per Kishimoto che adesso deve rendere conto agli appassionati di tutto il mondo e ai propri editori.

Il fatto che lui avesse voluto incentrare la storia sull’amore dei due protagonisti, rivissuto secondo la dottrina del Bushido dell’amore segreto come supremo amore¹, è tanto lapalissiano quanto tutti gli altri riferimenti e citazioni di cui ha popolato il manga sulla cultura samurai e in generale del Giappone medievale. In questo contesto trovano perfettamente luogo il rapporto tra Haku e Zabuza, Orochimaru e Kimimaro, Orochimaru e Kabuto e altri.

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Paradossalmente trovano perfettamente luogo perfino gli accoppiamenti finali, in quanto il dovere sociale del guerriero era quello di sposarsi e fare dei figli, riproducendo così perfettamente la visione kishimotesca del mondo femminile, quale utero da ingravidare e poco più.

La resa dei conti con gli editori si vede proprio nella costruzione degli ultimi due capitoli, in cui Kishimoto parla tra le righe e tra i denti, demolendo tutto quello che aveva fatto e appigliandosi a simboli di ogni sorta, come al suo solito. Ma vediamone un po’ assieme:

  1. Fa implorare perdono a Sasuke (dopo che si era tolto la soddisfazione di maltrattare Sakura per un’ultima volta) in un trionfo di patetismo talmente eccessivo da essere incredibile
  2. Fa diventare hokage Kakashi, che poi si scopre essere stato una sorta di hokage pro tempore in attesa di Naruto, il vero hokage
  3. Sasuke non dà nemmeno un bacio a Sakura, ma un buffetto come faceva suo fratello con lui (per la serie, mangiatevi ‘sta simbologia adesso!)
  4. Sakura dal canto suo non fa di meglio che piangere e chiedere di nuovo, impotentemente, di andare con Sasuke, l’unico scopo della sua vita (potrei soffomitare)
  5. In nessuno dei due capitoli viene detto esplicitamente chi sta con chi (per la serie: adesso lo intendente senza dubbi, per Sasuke e Naruto non lo capivate)
  6. Sasuke ha una figlia femmina identica a lui (e ridicolmente a Karin) e Naruto un figlio maschio spiccicato al padre, laddove i pargoli sembra abbiano una qualche specie di infatuazione reciproca (e non parliamo del fatto che si riconferma ancora il giochino del femminile per Sasuke e del maschile per Naruto)
  7. Hinata ha una figlia-fotocopia di cui ufficialmente non si sa chi sia il padre (si può solo intuire che sia Naruto, e ancora una volta Kishimoto sottolinea l’importanza del non detto)
  8. Konoha non è più la vecchia città, in un certo senso non è la Konoha di Kishimoto, distrutta e ricostruita millemila volte; Kishimoto aveva raccontato la storia di un mondo sulle orme del Giappone medievale, con la modernizzazione della città sembra quasi voler evidenziare la fine di questi suoi ideali e il trionfo di un mondo nuovo e a lui estraneo
  9. Le armi di Hagoromo giacciono a prendere polvere da Ten-Ten, inutilizzate perché probabilmente Kishimoto stesso aveva altri piani per la trama, ma poi ha dovuto tagliare corto (e quel “uff” di Ten-Ten sembra quasi venire dalla bocca dell’autore)
  10. Naruto, né Sasuke sono con i figli e con la famiglia, quasi a voler ribadire come in quel mondo (in quella configurazione dell’universo) loro stessi sono stati “traditi”

In poche parole un finale dove non c’è trionfo, non c’è amicizia, non c’è nemmeno amore. Non c’è nulla di tutto quello che l’autore ha costruito e professato negli ultimi 15 anni.

A questo si aggiunge quell’apparizione finale di Kaguya, tanto improvvisa quanto provvidenziale, che per certi versi sembrava incarnare l’autore stesso a momenti, o chi per lui. Mi piace pensare che quel suo “vi odio” rivolto ai figli, ossia a Naruto e Sasuke, sia una specie di modo da parte dell’autore di dire che ha finito con l’odiare i suoi stessi protagonisti, che non poteva condurre alla fine che voleva.

Ma quest’ultima ammetto essere una mia fantasiosa, quanto infondata, speculazione.

In conclusione io ho la convinzione che questo è il modo in cui Kishimoto ha concepito e scritto tutta la storia, e che il SasuNaru abbia avuto ragione di essere dal principio alla fine. Molti si appelleranno certamente a talune interviste, piuttosto che ad altre, ma l’autore in questi anni ha scritto e detto molto, fuori dal manga, e tante di quelle cose alla fine non si sono mai nemmeno avverate (pensate alle penultime, clamorose promesse, sulla rivelazione del volto di Kakashi).

Naruto è un’opera imponente, che ha avuto una popolarità enorme. Dobbiamo rendercene conto e capire anche che l’autore di una simile serie non può agire solo di testa sua, perché dal suo lavoro dipendono anche i lavori di moltissime altre persone. Se questo da un canto può deprimerci, dall’altro mi risolleva, perché il cosiddetto SasuNaru è esistito quasi fin dal principio e indubbiamente avrà dato anche noia a qualcuno, ma mai all’autore. In tutti questi anni, in tutto questo tempo, Kishimoto se ne sarà certamente reso conto e se non lo avesse voluto, o se gli avesse fatto schifo, avrebbe potuto trovare modo di ribadirlo anche nella serie, così come ha fatto con altro.

Perché è mia ferma convinzione che Kishimoto abbia descritto questo, forse anche con un po’ di autobiografia, e alla fine quella tra Naruto e Sasuke è stata una storia, che prima di ogni altra cosa, ha parlato dell’amore.

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¹ Yamamoto, 1969 [1716], pp. 134, 253-254 (amore); 42 (omosessualità maschile); 58, 152 (morte); 111, 125 (devozione al proprio signore). Spiega che nel contesto del bushido l’omosessualità esprimeva il legame assoluto fra il signore e i suoi seguaci/servitori (pp. 113-116, 134). Secondo Yamamoto, l’amore eterosessuale è essenzialmente funzionale alla riproduzione, mentre l’amore omosessuale fra guerrieri, definito shudo o danshoku, è puro ma intenso. Ritiene tuttavia che l’amore di un guerriero debba essere tenuto rigorosamente nascosto in quanto shinobu koi (amore che deve essere controllato).