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Finalmente sorrisi

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Copertina del 70esimo volume di Naruto. Copertina abbastanza classica che però presenta una piccola curiosità. Si vedono in sequenza Indra e Asura, poi Madara e Hashirama, ed infine Naruto e Sasuke. A differenza dei loro predecessori, tutti cupi ed accigliati, i due sono disegnati con un accenno di sorriso, quasi di intima complicità, forse a voler simboleggiare come questa volta la catena della rivalità non è più la stessa di sempre, così come anche il loro rapporto non è come quello dei loro antenati. Come d’altronde avrebbe detto Naruto: “io e Sasuke non siamo davvero parenti, però siamo grandi amici e penso che potremo fare la pace!” (capitolo 671)

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Naruto Shippuden Ninja Storm 4

Pronti per un po’ di pubblicità per il destino-Kishimoto ed i suoi compagni famelici di denaro? Come probabilmente saprete da qualche giorno è uscito il quarto episodio (spinoff a parte) della serie di videogiochi Ninja Storm, picchiaduro sviluppato da Bandai Namco sui nostri beneamati (e odiati) personaggi. Che si tratti di uno stupro commerciale si capisce fin dalla prima schermata che tentate di catturare, quando vengono aggiunte delle detestabili note di copyright, qualora qualcuno potesse pubblicare quelle immagini e spacciarle per proprie!

Comunque sia il richiamo per veder concludere la storia una seconda volta è irresistibile, ma ancora più irresistibile è l’idea di poter manovrare un SasuNaru-zord e far combattere uno affianco all’altro Naruto e Sasuke… Per l’eternità…

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Lo so, fa molto Madeline e Helen, ma di tutta la miriade di personaggi loro due sono probabilmente tra i più interessanti, questa volta riproposti anche in versione The Last (già…) oltre che nelle modalità finali della Guerra Ninja.

La parte più intrigante è anche il fatto di poter godere dello scontro finale (nonostante opportune modifiche videoludiche) in versione animata, ancora non disponibile nella serie televisiva e poter così rivedere la lacrimuccia che scorre sul volto di Sasuke al sentirsi chiamare per la centomillesima volta “amico” da Naruto, visto che sembrava duro di comprendonio a capire che cosa volesse dire (sic!)

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Il gioco presenta difatti una modalità Storia nella quale si potranno rievocare le ultime fasi della battaglia, con tanto di piccole aggiunte a posteriori per giustificare il NaruHina, allungando il brodo di Hinata-chan che dà la mano a Naruto ♥, aggiungendola quando si sveglia alla presenza dell’Uber-Dio-Hogoromo e mettendo alcuni altri suoi spezzoni nello scontro finale. Tutte cose che nel manga non c’erano e che adesso hanno solo il sapore posticcio della compensazione di qualcosa che manca (e che non c’è mai stato) ♠.

A parte questo la modalità di per se è interessante, anche se ha degli alti e dei bassi. Per esempio, a me che fottesega di Obito, le parti dedicate al suo buco e ai rimpianti per Rin lasciavano nella più totale indifferenza, quando non nel fastidio di doverle completare per forza. Altre invece erano interessanti, anche se talvolta eccessivamente semplicistiche, come quando si deve premere un dato pulsante in un dato istante per far proseguire il video. Un’idea carina, ma niente di eccezionale.

Anche lo scontro coi “boss” è spesso un po’ troppo lungo e noioso. Quello ad esempio di Gai contro Uber-Madara dopo un po’ diviene ripetitivo, specialmente se si considera che Gai non ha questa gran varietà di mosse. Ma vabbe’… Poi arriva Kaguya e tutto cambia!

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Kaguya è così turbo-figa che probabilmente per vendere il gioco basterebbe lei, oltre che la possibilità di accomunarla con alleati fantascientifici tipo Naruto e Sasuke. Oltre a poteri esagerati le è stata anche fornita la possibilità di trascinare gli avversari in diverse zone durante lo stesso scontro, passando dalla sabbia del deserto…

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… al ghiaccio polare…

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… fino alla lava dell’inferno.

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Se vi sembra che io mi stia accanendo contro la povera e sfortunata Hinata-chan è soltanto una vostra impressione. Il cambio di livello non è solo una formalità, ma ristruttura radicalmente anche il gruppo di mosse a disposizione della turbo-dea, permettendole attacchi da lontano, a media distanza e da vicino.

Per il resto il sistema di combattimento è rimasto pressoché invariato, tanto che alcuni personaggi vi sembreranno vere e proprie fotocopie delle precedenti versioni, a maggior ragione se avete giocato all’appena passato Ultimate Ninja Storm Revolution.

Le novità principali, da questo punto di vista, consistono nella possibilità di scambiare i personaggi in campo, un po’ sul modello di Tekken Tag 2, facendoli intervenire nel bel mezzo delle combo e ottenendo così combinazioni decisamente più lunghe e devastanti, oltre che richiamandoli come elementi di supporto stile UNSR. Inoltre sono state fuse le “super tecniche” e i “risvegli”, oltre ad aver dato la possibilità di scegliere le tecniche speciali per personaggio e non per costume. Altra modifica interessante è la “tecnica suprema di alleati” che questa volta si può eseguire solo quando una specifica barra raggiunge il massimo livello. Queste piccole modifiche danno molto più spessore alle dinamiche dello scontro, allontanandole dal semplice premere ripetitivamente un solo pulsante, anche se nel complesso sa più di patch che di gioco nuovo vero e proprio.

Per chi non avesse mai giocato ad un Ninja Storm queste informazioni saranno un po’ superflue, ma sappiate semplicemente che se avete voglia di rivivere qualche avventura coi vostri beniamini, questa è un’occasione imperdibile.

Inoltre ci sono chicche per tutti gli appassionati. Naruto e Sasuke hanno inevitabilmente tra gli attacchi più devastanti e fighi di tutto il gioco, che diventano superlativi quando sono in coppia.

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Ma lo stesso vale anche per Pain e Konan, Madara e Hashirama, Naruto e Hinata (che replicano un attacco analogo a quello in The Last, quando giocati con i corrispettivi costumi). Per misteriosi motivi questo non è vero per Sasuke e Sakura, visto che messi insieme ciascuno fa la sua tecnica. Mi immagino Sasuke, da marito affettuoso qual’è, che al momento topico dell’attacco fa a Sakura (se tocca a lui) “Spostati, faccio meglio da solo” oppure (se tocca a lei) “Puoi cavartela benissimo da sola!”.

Come ogni gioco nuovo che si rispetti non mancano ovviamente i bachi, o miracoli se vogliamo immaginare Naruto una specie di cristone nipponico. Minato infatti lo attacca…

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… Sembra sul punto di finirlo…

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… Però Naruto è immortale…

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… e dopo altri 90 colpi siamo ancora lì…

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A quel punto chiediamo all’Uber-Dio-Hogoromo di riavviare l’Universo.

Infine non può mancare una caterva di modalità, ormai entrate quasi nel classico per la serie: Avventura, Online, Torneo, Sopravvivenza, Versus, ecc. L’Avventura in particolare, che nel momento in cui scrivo non ho avuto modo di approfondire, parte con Naruto, Sakura e Hinata e temo vorrà ripercorrere quel drammatico filone che porta a The Last.

D’altro canto il finale del gioco è stato tagliato a poco dopo che Naruto e Sasuke passano la notte insieme, quando Kakashi e Sakura arrivano da loro, senza alcuna patetica aggiunta. Probabilmente il modo aperto ed ideale in cui avrebbe dovuto concludersi tutta la serie al capitolo 698. Dopo i titoli di coda arriva una piccola e pidocchiosa parte del 699 e poi basta, giusto per farci assaporare quell’improvvido “ora dovresti giacere in prigione” di Kakashi (ma lo sai a chi stai parlando?!) e la definitiva infantilizzazione di Sakura con il suo “non posso proprio venire con te? sniff, sob, uffa!”

Quello che manca (almeno finora mi risulta così) è l’eventuale possibilità di tessere trame alternative, come fu per alcuni giochi di Dragon Ball (prodotti dalla medesima casa), e vedere “che cosa sarebbe successo se” avesse vinto qualcun altro, o poter seguire la storia non solo dal lato dei vincitori, ma anche degli sconfitti (vincitori in universi alternativi). Peccato.

In sintesi: graficamente il gioco è spettacolare e se amate l’esagerazione questo titolo fa per voi. E’ un picchiaduro semplice per farsi quattro risate con gli amici (ciò non toglie che online ci sia qualche pazzo coreano in grado di disintegrarvi in 3,2 secondi utilizzando Hinata-chan zoppa ♠) e la sua principale pretesa è lo sfruttamento della nostalgia per la serie che tutti abbiamo amato nei passati 15 anni. Non aggiunge grandi novità rispetto agli episodi precedenti, eccetto personaggi nuovi e alcune meccaniche di combattimento migliorate, ma nonostante ciò non dispiace in quanto “ventata fresca per rispolverare qualcosa di passato”. Infine se siete appassionati di Kaguya, come lo sono io, allora non potete perdervi quest’ultimo e conclusivo (si fa per dire) capitolo della serie.

E poi, che ci piaccia o meno, penso che tutti si commuoveranno un po’ nel vedere Naruto farsi avanti per l’ennesima avventura.

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PS: Caro Kishimoto, stacchi anche a me un assegno per questo grottesco e lunghissimo incensaggio che ti ho fatto, quando avrei potuto dire che il gioco è una merda totale perché non emula alla perfezione la capacità di Hinata-chan di inciampare su qualsivoglia cosa?!


Correva l’anno 1999

Era il 4 ottobre scorso, circa le nove di sera; neanche il tempo di tornare a casa e vado allo scaffale dei fumetti a cercarlo, ed eccolo lì, tra i Cvil War ed i The Marvels Project, incelofanato come un polletto nella pellicola Cuki. Sto parlando dello Shonen Jump numero 43 del 4 ottobre 1999.

Shonen Jump 43, Naruto, 1999

 

Le pagine odorano di carta vecchia, non un ottimo odore, e sembrano sempre sul punto di sgretolarsi. Lo porto accanto al computer e mi metto a stendere il presente articolo, ma dalla mezzora che intendevo dedicarci alla fine è passata quasi una settimana, di ricerche e patetici revival degli anni novanta e più precisamente della fine del secolo scorso.

Ci pensate? Naruto è cominciato non solo nel secolo scorso, ma anche nell’altro millennio! Da allora sono passati quindici anni e alcune delle persone che noi conosciamo, e perfino alcuni lettori di questo blog, sono più giovani del manga stesso.

Quindi siete pronti a questo ritorno al passato?

Shonen Jump 43, 1999

Appena qualche pagina dopo l’inizio c’è una pubblicità che sembra un surrogato di tutte le attrattive giovanili degli anni 90: PlayStation, Tamagochi (o affini), macchine fotografiche, roba tecnologica grigia, plasticosa ed ingombrante, giochi da tavolo. La prima grafica 3D che “spacca”, di quando ancora ogni rendering faceva riferimenti a roba del cinema tipo il motore usato per Jurassic Park.

In Italia erano gli anni del Nintendo 64 con i videogiochi a 164.000 lire che si compravano uno all’anno e si stupravano fino alla nausea. Era l’anno del primo Soulcalibur e di Silent Hill, sull’onda del successo di Resident Evil. Per noi italiani era in realtà l’anno in cui le console calavano di prezzo e a settembre uscivano i primi Pentium III a 450 MHz!!! Con 64 MB di RAM e schede video Ultra Stealth Diamond Power Mega Maxi Qualcosa che permettevano di giocare ad Age of Empires 2.

Da poco eravamo usciti dall’epoca dei divi baby-face alla Leonardo Di Caprio e Nick Carter e le amiche non parlavano più di Lady Diana e dei suoi figli-fighetti, mentre quella primavera nei cinema usciva quell’aborto di Episodio 1, firmato dal stupratore seriale George Lucas. A tal proposito mi viene quasi da sorridere a pensare, che quasi quindici anni dopo avrei accusato Kishimoto di aver fatto lo stesso negli ultimi capitoli, mentre Matrix, sempre del 1999, avrebbe ispirato (si fa per dire) certe idee di madariana memoria.

Shonen Jump 43, 1999

Quando leggiamo le RAW e le vediamo vagamente rosate non è per via di problemi di scansione o fretta di chi le ha fatte, lo Shonen Jump ha veramente le pagine tinte di quel colore e i toni non sono affatto così netti come siamo abituati noi nelle edizioni italiane: ironia della sorte a Naruto è toccato proprio il rosa, per tutti gli appassionati degli intrighi di coppia.

Ehi, ma che diavolo è quella specie di lettore MP3 grigio e antiquato? Cerco un po’ su internet e scopro che è un modernissimo e avanzatissimo registratore di MiniDisc portatile, supercompatto e multiopzione! Per l’esattezza è il Panasonic SJ-MR100, roba mai vista in Italia e che comunque immagino sarebbe costata milioni di lire (46.000¥ dell’epoca).

Shonen Jump 43, 1999

Comunque, a parte questo e la pubblicità per quelle che sembrano le gambe di una gallina-elettrica, assieme nel numero 43 dello Shonen Jump usciva di già anche il ben noto One Pieace, che è iniziato prima e sembra ci riserverà ancora molte sorprese — concesso che qualche sfortunato bambino non ne riveli il finale ultimo e definitivo.

Shonen Jump 43, 1999, One Piece

Il 1999 era anche l’anno della guerra in Kosovo, dei ribaltoni nella politica italiota e di quando si era alle soglie del 2000 e del ti pare possibile che nel 2000 siamo ancora qui. Alla radio trasmettevano Big Big World e su MTV ci si poteva godere l’orribilmente meravigliosa grafica 3D di Blue degli Eiffel 65 (la ricordo ancora all’autoradio d’estate nei pressi di Trieste), mentre Britney Spears esordiva con Baby One More Time. Quell’anno, Wikipedia mi aiuta, andavano anche Genie in a Bottle, My Name IsShe’s All I Ever HadThat’s The Way It Is, frattanto che i Metallica riproponevano Nothing Else Matters giusto per la fine del millennio.

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Sfogliando un po’ di pagine mi imbatto anche in Hikaru no go, uno shonen ispirato al gioco del Go, la cui pubblicazione avvenne in Italia solo dopo che le federazioni FIGG e AGI ne avevano sollecitato l’acquisizione — una volta ogni tanto le associazioni non sono solo quelle dei genitori che impongono censure e stravolgimenti onde preservare la morale.

Alcune pagine quasi mi commuovono, a rivedere quel primissimo capitolo che aveva dato il via ad una saga certamente memorabile per ¾ della sua storia.

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Personalmente quello che maggiormente ricordo era la ricchezza dei personaggi e la vastità del mondo che Kishimoto era riuscito a prefigurare: si aveva sempre la sensazione che vi fosse dell’altro, ma non era mai del tutto chiaro di che cosa si trattasse, sembrava di avere la certezza di non aver scoperto tutto e che ogni capitolo che sarebbe seguito avrebbe potuto rivelare un tassello in più di un mosaico sterminato.

Nessuno dei personaggi veniva rivelato fino in fondo e ciascuno sembrava avere qualche segreto: insomma non erano piatti ed incolori come alcuni degli ultimi arrivati. Tanto per fare un esempio, sull’onda dei ricordi, pensiamo ad Orochimaru: si sapeva che era uno dei 3 ninja leggendari (chi erano gli altri?!), che cercava l’immortalità e che si sospettava avesse compiuto crimini inauditi per ottenerla (quali? di che tipo?), era forte (ma quanto?) e aveva tirato su un proprio villaggio dei ninja (cosa avrebbero fatto? chi erano?). Insomma lasciava dietro di se una miriade di domande e quesiti che il lettore non vedeva l’ora di scoprire, ma che l’autore si guardava bene dal rivelare.

Pensate adesso invece a Madara… Vi viene in mente qualche domanda intrigante da dopo il suo arrivo? Ah sì, era un vecchiaccio in una grotta che trovò Obito, non aveva fatto praticamente nulla dopo l’infruttuoso scontro con Hashirama. Fine della storia.

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In secondo luogo c’era il protagonista Naruto: scalmanato ed estroverso, ma allo stesso tempo emotivo e fragile. Kishimoto era riuscito magistralmente a dargli spessore e personalità, fintanto che sfogliando il manga e vedendo la serie TV sembrava di poterlo quasi conoscere.

A proposito di serie TV, il 1999 era anche l’anno in cui ancora andavano cartoni giapponesi a tutta landa su televisioni nazionali e locali. Vi ricordate Junior TV e Bim Bum Bam? Da poco avevano interrotto Game Boat su Rete 4, meritevole di aver trasmesso anzitutto le ultime tre stagioni di Sailor Moon, mentre sugli altri canali si potevano ancora seguire Ranma ½, Slayers, Mila e Shiro, Dragon Ball, Rayearth, I Cavalieri dello Zodiaco, Ken il Guerriero (solo di recente e con orrore ho scoperto che Shiro non era il cognome del protagonista, bensì parte del nome, tant’è che si chiamava Kenshiro Kasumi), I Cinque Samurai e chi più ne ha più ne metta!

Nel 1999 internet non era ancora così diffuso come oggi, si compravano i giornaletti sui videogiochi per leggere i trucchi, se si voleva chiamare qualcuno lo si chiamava a casa e la Waitec partoriva uno dei primi sensazionali masterizzatori 2x, con i quali si poteva fare un CD in mezz’ora, piuttosto che un’ora. Esistevano ancora l’Encarta e Front Page, perché non c’erano né Wikipedia né piattaforme per blog e forum, come li conosciamo oggi. Se volevi farti un sito dovevi spiattellare un po’ di codice, un mucchio di frame e usare rigorosamente le applet java che simulavano l’effetto acqua su qualsiasi cosa.

Se volevi vedere del porno dovevi invece cercare riviste proibite o attendere tarda notte per vedere sciocchezze soft di gente che lava macchine o tosa praticelli immacolati, mentre anime e manga traboccavano di allusioni di ogni sorta. E con questo concludo con un’ultima immagine dedicata a tutto il pubblico maschile (e femminile, per le amiche che gradissero) che si legge la Gazzetta di Konoha, ama Naruto, ma non ne può più del SasuNaru, che purtroppo amo io.

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Naruto in pillole – Capitolo 692

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Se ne vanno via tutti: Sarutobi ci saluta, felice di poter tornare a pantofole e plaid, se ne va via anche Tobirama sulle note di Die Fahne hoch, Hashirama sorride, Minato sorride, il cadavere di Madara sorride, tutti sorridono. Addio valli, addio monti, anche Juubi-Lucia se ne va ritirando le sue simpatiche radici. Addio, addio.

Sono tutti commossi, anche le feroci bestiole-codate: l’otto-code tornerà da Bee, è il suo posto, per fondare assieme la Balbettante Bambocciona Banda di Babbuini, un gruppo folk; Kurama è indeciso sul da farsi, vorrebbe tornare in Naruto, ma l’idea che un giorno venga a fargli visita Sasuke con la sua katana non lo aggrada.

E’ finita! Tutto bene quel che fin….

Come non detto, Sasuke non ce la fa, ha resistito per troppo a lungo: è il momento della sasukata.

Dovrebbe disattivare Matrix e liberare tutti, ma prima di farlo, Sasuke preannuncia che intende uccidere i kage viventi e prendere il controllo delle bestiole-codate. Quest’ultima cosa la fa subito, mentre la seconda la demanda a dopo che anche Naruto avrà approvato. Kakashi e Sakura sono in disparte morti di paura come chi si ritrova su una nave che affonda dopo aver urtato un iceberg. Uber-Dio-Hagoromo aiutali tu! Provvidenzialmente però Hagoromo annuncia che il suo tempo è finito: cavatevela da soli!

Mentre se ne va si sente una risatina di soddisfazione, come di chi l’ha scampata ancora una volta! E adesso che si fa? Davvero Sasuke vuoi andare ad uccidere i kage nel sonno come un miserabile verme? Davvero assassineresti Tsunade-sama mentre dorme?! Naruto quasi non ci crede.

Sasuke: questo è il prezzo della rivoluzione!

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Fonte: Naruto 692


Genitore 2014, Minato padre più sexy dell’anno

In attesa del capitolo 692 di Naruto, ecco le ultime sensazionali notizie dalla Gazzetta di Konoha.

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Naruto in pillole – Capitolo 691

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Se vi aspettavate grandi colpi di scena perirete nella fiamma-sempiterna, per aver dubitato delle sacre parole dell’Uber-Dio-Hagoromo che aveva decretato la fine di tutto! E’ il momento dei saluti e il destino-Kishimoto ne ha per tutti.

Anzitutto Uber-Dio-Hagoromo si presenta, qualora non fosse ancora chiaro chi fosse e Sakura esprime quello che la maggior parte dei lettori ormai pensa da anni: dopo tutto quello che è successo niente mi sorprende! Per fortuna non sembra in procinto di accadere nient’altro. Ma procediamo con ordine.

Immaginate di essere sul ponte del Titanic, quando Rose muore e tutti sono lì ad applaudire, solo che qui al posto dei passeggeri ci stanno le simpatiche bestiole-codate, gli spettri dei vari kage vissuti chissà quando e gli zombi-kage.

Kakashi si accomiata per sempre da Obito, che andandosene si porta via anche entrambi gli occhi: niente più Turbo-Kakashi. Che disdetta, stava già progettando un colpo di stato ai danni di Tsunade! La fragola-rosa Sakura è lì, smarrita peggio che una donnicciola-anni-cinquanta, che si aggrappa al maschio-maestro. Hashirama si avvicina a Madara ed inizia una complicatissima metafora sulle coppe dell’amicizia e della fraternità, per le quali purtroppo è troppo tardi, ma si può sempre brindare da concamerati! Madara lo squadra con sufficienza, con la faccia di chi pensa: non hai capito un cazzo, mica volevo essere solo tuo amico! Sasuke è in disparte che guarda, pieno di comprensione per quello che sta succedendo: manco lui vuole essere solo un amico di Naruto! Minchia-Minato raggiunge il figlio, usando evidentemente i jutsu coi piedi (non che prima non lo facesse!), e gli augura buon compleanno: hai 17 anni figliolo! Quale regalo migliore della vittoria? Oppure della scomparsa definitiva di un genitore, se vogliamo vederla da quest’altro punto di vista. Comunque non importa perché Naruto ha modo di riraccontarsi al Grande Fratello, chiedendo al padre di rassicurare la madre che tutto sta andando bene: mangia meglio di una volta, si fa anche la doccia, ed ecco… Non si è ancora trovato una ragazza…

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… ma lei non deve preoccuparsi di questo, perché andrà tutto per il meglio!

Fonte: Naruto 691

 


Uscita capitolo 691 di Naruto

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Il capitolo 691 di Naruto uscirà con lo Shonen Jump n°41  del 8 settembre 2014, il che vuol dire che dovremmo potercelo aspettare già questa settimana, nonostante la lotta del MAG in Giappone. Dagli ultimi aggiornamenti pare che stia uscendo in questo preciso istante, per cui dovremmo poterlo leggere già domani o dopodomani al più tardi. Nel frattempo fioccano gli spoiler. per lo più finti ed inventati. Ma che cosa succederà? Madara ingaggerà una nuova battaglia? Hogoromo è il vero nemico? Kaguya voleva in realtà salvare il mondo?