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Gliel’ho promesso

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Capitolo 515. Naruto si trova sull’Isola della Tartaruga, che si scopre essere un’immensa fortezza semovente. molto difficile da individuare. I tempi si stanno facendo maturi e pare che la Grande Guerra stia per avere inizio. Naruto è deciso a tornarsene a Konoha: “Bene, ho finito la mia missione qui. Adesso devo tornare alla Foglia e aspettare Sasuke. Gliel’ho promesso.”

Naruto ancora non sa qual’è il vero motivo per cui si trova lì e allo stesso tempo sente l’urgenze di tornare indietro, ma perché? Di quale promessa sta parlando? Ovviamente quella di morire insieme. Nemmeno trenta capitoli prima Naruto e Sasuke si erano incontrati di nuovo, e all’intenzione dell’Uchiha di distruggere Konoha, Naruto ha ribadito candidamente che non glielo avrebbe permesso e che se lo scontro fosse avvenuto loro sarebbero morti insieme.

Una promessa è una promessa.

Fonte: Naruto 515

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Vecchi amici…

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Capitolo 371. Nella copertina vediamo Naruto che saluta gioioso qualcuno, sul fianco la frase introduttiva recita: “Ehi! Da questa parte!” Naruto incontra qualcuno che gli è vicino… Sta sorridendo ad un amico? Ad un appuntamento (sic!)? Chi potrebbe essere?

E chi potrà mai essere se non il nostro beneamato Sasuke? Difatti poco più in là Naruto afferma che questa volta non riuscirà a scappargli, mentre il suo gruppo si sta dirigendo verso il covo del reietto Uchiha che si appresta ad affrontare Itachi.

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La faccenda si concluderà 25 capitoli dopo quando Naruto dovrà ammettere, con rammarico, che i nemici sono arrivati a Sasuke prima di lui.

Fonte: Naruto 371


Chi giace nella mia coppia?

C’era chi sempre diceva “Naruto non è un manga di coppiette!” è uno shonen e siete voi fangirl a perderci il capo appresso, e sotto sotto pure io lo credevo, ma poi com’è andata a finire? Nelle coppiette! Ecchekaguya!

Dico coppiette perché dal tragico capitolo 700 in poi tutto il merchandising di Naruto non ha fatto altro che vomitare sugli appassionati situazioni di coppia, che non solo fino a quel preciso momento non c’erano mai state, ma che non avevano, e nemmeno ora hanno, motivo di esistere. So che già a sentire queste parole a qualcuno si staranno rizzando i capelli in testa, ma che ci piaccia o meno questo è un dato di fatto. Comunque procediamo con ordine.

Sorvolo sul SasuNaru, sarebbe fin troppo ovvio parlarne, e partiamo subito con l’unica altra coppia veramente canonica di tutta la serie: Naruto e Sakura (o NaruSaku per gli amici).

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Naruto e Sakura sarebbero dovuti finire insieme perché sì, perché è uno shonen e nel modo più ovvio, banale e scontato, sarebbero diventati una coppia alla fine dei fatti: loro erano i Ranma e Akane della situazione, oppure Kaneda e Kay, se vogliamo citare un manga caro a Kishimoto.

Per restare sul parallelismo, anche Akane all’inizio ama il dottor Tofu, esattamente come Sakura è infatuata di Sasuke, ed in entrambi i casi si tratta di un amore infantile, che nel caso di Akane passa e che sarebbe dovuto (e potuto) passare anche per Sakura. Kaneda d’altro canto è spiccicato a Naruto, gli piace Kay, una ragazza manesca ed indipendente che non lo ricambia granché, ed è preoccupato a correre appresso a Tetsuo, esattamente come Naruto corre appresso a Sasuke (eccetto il fatto che Kaneda non pensa a Tetsuo sotto le stelle, non dice che morirà con lui piuttosto che vivere senza, che ha ispirato tutta la sua vita, che avrebbe voluto parlargli prima, che è più figo di altri, che sono davvero compatibili e non si sono nemmeno baciati).

In poche parole il NaruSaku era destino che avvenisse, se nient’altro poteva accadere, soprattutto perché comunque Naruto fin da subito non ha fatto altro che bombardarci col fatto che gli piacesse Sakura.

Capitolo 3 - L'unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c'è Naruto

Capitolo 3 – L’unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c’è Naruto

Facendo finta che tutti gli indizi e le elucubrazioni SasuNaru fossero travisati e si trattasse solo di amicizia, ufficialmente Naruto ha sempre detto: io amo Sakura, riporterò Sasuke indietro per lei, perché come lei ha combattuto per l’amore di Sasuke, io voglio combattere per il suo e certamente niente mi farebbe più felice se lei un giorno mi accettasse!

Se pensate che questa sia una mia sintesi da hater NaruHina o SasuSaku, che passando dal NaruSaku vuole celebrare il SasuNaru (che mente contorta avrei), sappiate che sono le testuali parole pronunciate da Naruto nell’episodio 235 di Shippuden.

Si tratta di un filler certo, e un tale livello di espressività non è mai stato raggiunto nel manga, ma se tanto mi dà tanto non è certo peggio o meno ufficiale di una merda-totale come The Last.

Ultimo, ma non meno importante, vi è il fatto che Naruto e Sakura avevano avuto modo di crescere insieme, di conoscersi a vicenda, di arrivare a capire i segreti desideri l’un dell’altra e alla fine dei fatti, nonostante a noi altri sarebbe toccato ingoiare un rospo amaro, l’accoppiata avrebbe avuto pienamente senso e in qualche modo sarebbe stata anche giusta. Per Naruto sarebbe stata una vittoria sentimentale (d’altronde è lui il protagonista), la riprova che se si vuole riuscire in qualcosa ce la si può fare, e per Sakura il sinonimo di una maturazione interiore e di aver trovato una persona che la ama veramente e non il cordoglio della realizzazione di una fantasia-erotica infantile (fatta più per dispetto ad Ino che altro).

Ahnoi nemmeno questa coppia c’è stata… Per quanto ovvia, banale, scontata e naturale fosse.

Adesso prima di proseguire vorrei che vi figuraste in testa questa immagine: alla fine della serie Ranma si mette con Shampoo e Akane con Kuno.

Naruto e Hinata insieme, oltre ad essere la più insulsa, becera e deficiente coppia pensabile, stanno l’uno all’altra esattamente come Ranma sta a Shampoo. Lei dice di amarlo, ha deciso di proclamarlo autoreferenzialmente il suo marito e fa di tutto per dimostrargli il suo amore, ma Ranma non la considera. L’unica differenza sostanziale è che Shampoo, nonostante tutto ciò, lo fa con dignità e per nemmeno un momento si prostrae ai piedi di Ranma come uno zerbino uomo-dipendente. A differenza di Hinata, Shampoo è potenzialmente in grado di raggiungere il suo obiettivo.

Hinata invece passa 699 capitoli nell’angolo, poi misteriosamente diventa la moglie di Naruto, cosa che gli autori spiegano con un lungo, mortalmente noioso, film shojo: e cos’è successo che Naruto si è innamorato della timida e naruto-dipendente anti-femminista Hinata-chan ♠? Un genjutsu! Che altro poteva farli innamorare?!

Mi prendi per il culo?

Mi prendi per il culo?

Quando l’ho visto non ci potevo credere. E tutti gli appassionati della coppia ad esaltarsi dalla gioia! Ma di che vi esaltate? Questi due si sono messi insieme poco ci manca per un filtro d’amore, con Naruto che praticamente fino a quel momento non aveva nemmeno la premura di accompagnarla a casa e poi dopo “l’incantesimo” si trovano nella destinazione romantica per antonomasia e sorpresa delle sorprese si innamorano.

Come se niente mancasse tutti i topoi romantici tra i due vengono ispirati da scene tra Naruto e Sasuke, il che è davvero tutto un dire, mentre se ne aggiungono altre idealmente incomprensibili, tipo Naruto e Hinata che da bambini corrono insieme. Che ci sta a significare ‘sta metafora? Naruto al più correva appresso a Sakura, se non a Sasuke.

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Ovviamente il significato è che dopo la magia del genjutsu Naruto sente come se Hinata fosse in realtà stata sempre lì con lui, a colmare la sua solitudine… Lui ha capito che lei lo ama e per questo ora ama lei. Alè!

Ma la vicenda non si conclude col film. Va bene, a me ha fatto schifo, però alla fine Naruto e Hinata si baciano e potrebbero vivere felici e contenti per sempre. E’ il finale da 19 anni dopo che tutti temevamo, ma quello abbiamo e quello ci dobbiamo tenere.

Il destino-Kishimoto però è di parare contrario, così tra il capitolo 700 e tutta quella sconclusionata parte di Gaiden, dipinge i due nel modo più tragicomico possibile: anzitutto Naruto è diventato l’hokage-della-pace più impegnato del mondo. E’ così impegnato a lavorare che non ha nemmeno tempo di andare a casa, ma mangia roba preconfezionata e beve sakè.

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Ma che ha da fare se regna la pace suprema? Quell’ignavo di Sarutobi aveva ben altre grane, ma poteva comunque aggirarsi per il villaggio appresso all’orfano Naruto o spiarlo nella sua palla di cristallo. Hinata invece deve usare la palla di cristallo per vedere il marito, così come anche il figlio Boruto al quale il padre delega un “misero clone”. Perché? Perché in ufficio ci sono delle cose importantissime da fare. Poi però arriva il falco di Sasuke con una notizia di poca importanza e Naruto lascia tutto ad un clone e corre da lui. La fretta è tanta e tale che non ha manco tempo di aspettare il figlio che gli sta portando il pranzo.

E meno male che Naruto era un orfano che sognava sempre di avere una famiglia; adesso che ce l’ha non ha tempo di occuparsene, perché la sua famiglia è il Villaggio di Konoha. Ah allora, scusa. Felici ma trimoni.

E infine arriviamo alla mia coppia preferita in assoluto: Sasuke e Sakura insieme.

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Dopo averle detto che è noiosa a ripetizione, dopo averla abbandonata alle cure di un cane, averla aggredita verbalmente, abbandonata sul ciglio della strada, ignorata e cercato di uccidere più e più volte, dopo aver chiarito che non ha mai provato niente per lei e che nemmeno capiva che cosa lei provasse per lui, dopo essere stato sul punto di lasciarla alla morte accidentale nella più totale incuria e infine averle trafitto il cuore: Sasuke sposa Sakura.

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Questo è uno di quei momenti di serendipità della vita in cui capite che in realtà non avete capito un cazzo. L’uomo lo si conquista così, come ha fatto Sakura, che praticamente dal primo all’ultimissimo capitolo ha tramato, manipolato ed agito perché Sasuke diventasse suo. Il suo tessssoro… Prima di tutto è riuscita ad infilarsi nel Team 7 a dispetto di Ino, poi ha sfruttato l’amore che aveva per lei Naruto per fargli trovare il suo Sasuke, e infine è riuscita a farsi ingravidare da lui e costringerlo a sposarla (ok, quest’ultima parte l’ho aggiunta io).

Anche qui ovviamente tutti a gioire! Ma di che? Kishimoto ci mette lo zampino e ci fa capire che Sasuke non è tornato a casa dal giorno in cui è nata Sarada: né per un compleanno, né per una festa, mai… Mai…. MAI! Capito?!? E poi ci si meraviglia se a nominare il marito a Sakura saltino i nervi e con un pugno distrugga la casa che ha dovuto pagare lei da sola, con un pesantissimo mutuo… Manco le manda i soldi. Ma che senso ha questa trama?

In 10 anni neanche una visita?

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Una nemica del popolo succhiava il cervello a Sasuke a forza di scopate

Affinché la cosa raggiunga livelli di spazzatura Wall-e tutta la storiella di Gaiden verte sull’improbabile fatto che Sarada sia la figlia di Karin, in modo da coinvolgere il lettore fino all’ultimo capitolo, dove si scopre che non era così e Sasuke, oltre ad andarsene senza manco un bacio alla moglie, spiega alla figlia che l’amore che unisce i suoi genitori è lei.

Come-cosa?! I figli sarebbero la prova dell’amore tra i genitori? Come se non potessero nascere da relazioni accidentali, da stupri o situazioni di non-amore. Da questo punto di vista, almeno Naruto e Hinata hanno avuto insieme qualche momento da vera coppia. Tra Sasuke e Sakura invece niente, dopo 10 anni di assenza riescono giusto giusto a farsi una foto con la figlia.

“Mamma, tu ti baciavi con papà?” fa la figliola, e Sakura ha bisogno di rifletterci sopra e concludere che hanno fatto di meglio! Immagino il sesso… Senza baci però, perché a Sasuke piace farlo in modo rude. Arrivati a questo punto la discarica implora che si smetta di gettare altra nettezza, mentre Sakura sintetizza la somma dell’amore, che le ha insegnato Sasuke, nel colpetto in fronte che Itachi dava al fratellino. Cioè Sasuke è talmente incapace di amare Sakura che deve scopiazzare un gesto affettuoso di suo fratello? Viene quasi il sospetto che si sia messo con lei solo per ridare vita al suo clan…

Certo, c’è chi dice che è un gesto denso di significati, ma ora immaginatevi di uscire con un ragazzo e al momento topico del bacio lui vi fa: “no ferma, facciamo ambarbàcicìcocò, come facevo con la mamma!”

Comunque sia, per tornare al parallelismo di prima, è come se aveste visto Akane mettersi con Kuno. Akane ha sempre detestato Kuno e glielo ha fatto capire in millemila modi possibili; Kuno dal suo canto desiderava avere al suo fianco la bella-della-scuola, senza conoscere realmente niente di lei e senza essere concretamente innamorato — amava il fatto di amarla.

Sakura, che piaccia o meno, in 700 capitoli di manga non ha mai dimostrato di capire Sasuke, tant’è che perfino in quella mielosa sviolinata del 699 non lo comprende e gli propone di venire con lui, mentre Naruto, che invece lo capisce perfettamente, intuisce che non vuole nessuno al suo fianco in quel momento. Così tutti i suoi propositi di superarsi, diventando la discepola di Tsunade, si volatilizzano in un istante, nel momento in cui frigna di nuovo e senza successo di fronte a Sasuke, come una pulzella pene-dipendente che non vuole altro che l’amore-totale della sua vita: perché lo voglia, a parte fare un dispetto ad Ino, non ci è dato saperlo.


Al mio fianco

20esima sigla di chiusura di Naruto Shippuden. Naruto non riesce nemmeno a toccare la mano di Sasuke, che questi la respinge e si trovano ad un tratto lontani,Naruto è bloccato nella neve…

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Sasuke sembra sparire nella tormenta.

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“Anch’io continuerò a cercare una risposta/E’ tempo che io diventi un adulto” recita la canzone, mentre Naruto è seduto da solo, in una stanza vuota, illuminata da una sola luce, e sembra non sapere che cosa fare di se stesso.

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Poi gli pare come di sentire qualcosa fuori dalla stanza.

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“Al mio fianco… Al mio fianco…” ♫ ♪ ♬ chissà chi sarà fuori…

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Ma ovviamente Sasuke! Chi sennò? In mezzo a schizzi di sangue nella neve, in pericolo! Naruto non ci vede più: deve uscire!

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“per essere sicuro…che possiamo allontanarci dal mondo e anche dalle tue lacrime” ♫ ♪ ♬

Batte i pugni, impotente contro il muro che li separa.

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Poi si dà anche al vandalismo domestico e distrugge l’unica luce che rischiarava la stanza.

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Corre in un labirinto di oscurità, senza riuscire a trovare una porta per uscire fuori e raggiungere Sasuke, quando ad un tratto appare una figura spettrale, calda e luminosa: sua madre Kushina.

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Lo abbraccia, lo rassicura, gli fa capire che non deve avere paura e Naruto riesce a squarciare le pareti che lo separano da Sasuke.

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Eccolo: adesso lo vede, è lì nella tormenta, l’unica cosa che li separa.

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“E anche allora non lascerei la tua mano” ♫ ♪ ♬

Naruto avanza incerto nella tormenta, quando appaiono di nuovo Kushina e Minato, che lo spingono verso Sasuke (sic!). Ma dico, siete i suoi genitori! Avete idea verso cosa lo state spingendo?!

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Comunque sia Naruto entra nelle tenebre che avvolgono Sasuke, riesce a farsi strada…

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E prende finalmente la sua mano.

“E’ per questo che proprio adesso/Ho bisogno di averti al mio fianco” ♫ ♪ ♬

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Più di così…

Testo originale

答えなくてもいいさ 探し続けるんだよ
そう大人になる時間だね
今すぐつげたいけど 震えが止まらない
心は今更逃げてと叫ぶのさ

バイマイサイド バイマイサイド

例えばあなたの眼の奥に 求める景色があるのなら
それを掴んで確かめたいんだ
もし君の涙がこの世界を 君から遠ざけたとしても
僕はその手 離さないんだ

だから そう 今

I need you here right by my side

バイマイサイド

Traduzione

Anch’io continuerò a cercare una risposta
E’ tempo che io diventi un adulto
Ma non riesco a smettere di tremare
Le lacrime del tuo cuore vogliono fuggire adesso

Al mio fianco… Al mio fianco…

Se ci fosse modo per guardare dall’altra parte dei tuoi occhi
Vorrei restarci sopra per essere sicuro…
…che possiamo allontanarci dal mondo e anche dalle tue lacrime
E anche allora non lascerei la tua mano

E’ per questo che proprio adesso

Ho bisogno di averti al mio fianco

Al mio fianco…


Dogma SasuNaru

Il manga sta per concludersi e a breve tutto quello che si sarà dovuto dire sarà detto e tutto quello che non si dirà non si potrà dire mai più. Come si concluderà è difficile a dirsi, sta tutto nelle mani di Kishimoto e, come la Rowling insegna, bastano 19 anni dopo per seminare morte e distruzione tra le aspettative degli appassionati. In queste aspettative, nello specifico, ricadono anche quelle dei sostenitori della famigerata coppia Naruto e Sasuke, il SasuNaru per chi non lo avesse capito, che secondo molti non è altro che masturbazione mentale senza alcuna ragione di esistere.

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Le principali argomentazioni contro questa ipotesi sono che si sta parlando di uno shonen e che in generale c’è un grandissimo fraintendimento su un tema molto più semplice e molto meno compromettente: l’amicizia. Allo stesso tempo al SasuNaru si affianca un fottio di accoppiamenti che vanno dai più canonici SasuSaku, NaruHina e NaruSaku, ai bizzarri e fantasiosi ItaSasu, SaiNaru, ChiyoTsunade, ecc. Lo so può sembrare una stronzata, ma la fantasia degli appassionati davvero non ha limiti.

Ebbene, fin qui niente di nuovo sotto il sole: da quando il mondo è mondo i lettori hanno fantasticato sui propri beniamini e, inevitabilmente, sulle loro affinità sessuali. Non starò ad annoiarvi con infiniti esempi che potrete trovare prendendo qualsiasi manga (visto che di manga stiamo parlando), ma anche libro, film e quant’altro. Naruto stesso ne è, senza ombra di dubbio, un ottimo esempio.

Il NaruHina e il SasuSaku, tanto per fare un esempio cruciale, si basano su fondamenta così vaghe e fragili, da essere attribuibili alla mera fantasia dei lettori e poco più. Con queste definizioni di coppia ovviamente non intendo il concetto del a lei piace, ma lui la ignora, quanto invece il fatto che la coppia possa, un giorno, convolare alla piena attuazione. Attuazione che per esempio non solo sembra improbabile per Sasuke e Sakura, ma è stata anche definitivamente ed irrimediabilmente affondata dal destino-Kishimoto, e ora giace, lode a Kaguya, in fondo agli abissi assieme a Jack e al Cuore dell’Oceano. Il NaruHina non se la sta passando molto meglio, né mai lo ha fatto, ma ovviamente l’ultima parola spetta solo all’autore per cui non mi esprimerò ulteriormente in merito.

E proprio seguendo la penna dell’autore arriviamo finalmente al SasuNaru. Da un canto la coppia è stata ufficializzata dal Konoha Gakuen Den, sebbene in un universo parallelo, per cui se non fosse per altro che per questo, avrebbe senso di parlarne; in secondo luogo tutto Naruto non è altro che un’opera di fantasia, non certo una cronaca d’epoca, e tutti gli eventi, i sentimenti ed anche le relazioni, sono partorite dalla mente e dalla mano del nostro caro Kishimoto. Da questo punto di vista è quindi essenziale considerare gli intenti dell’autore e la simbologia che si cela dietro certi eventi, che in caso contrario potrebbero essere tanto fortuiti quanto insignificanti.

Ciò a cui mi riferisco trova il suo miglior esempio in Haku, e in tutta la vicenda dello scontro con Zabusa. Per chi avesse la memoria corta (ma la lingua lunga) ripercorriamo la sequenza degli eventi, magistralmente proposta dall’autore: Naruto e Haku si incontrano nel boschetto (il protagonista lo scambia per una ragazza) e quest’ultimo gli chiede se per caso si stia allenando per provare qualcosa a qualcuno, o se più in generale ci sia, nella sua vita, qualcuno di importante per lui. Mentre Naruto balbetta nella più completa indecisione, Haku se ne va e il suo posto viene provvidenzialmente preso da Sasuke. Seguiranno poco dopo le parti de il mio corpo si è mosso da solo e Naruto che tira fuori il meglio di se per vendicare Sasuke.

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A mio avviso questo è anche il momento in cui nasce l’idea del SasuNaru, o almeno per me prende concretamente forma. Non fraintendetemi: non me ne sbatte niente se sarà Sasuke a stare sopra e Naruto sotto o viceversa, non sto a fare il tifo per il SasuNaru piuttosto che per il NaruSasu, né me ne importa un fico secco di quella miriade di manga yaoi che li ritraggono assieme. Quello che invece mi interessa è proprio che cosa Kishimoto ha da raccontare in merito, perché il primo accostamento lo ha fatto proprio lui: la storia della persona importante non viene da Gaara, o da Rock Lee o Shikamaru, ma proprio da Haku, che in questa persona riconosce Zabusa. Il fatto che l’autore abbia scelto una coppia di uomini da cui far partire questo confronto per me non è una mera coincidenza.

Non è una coincidenza nemmeno che Naruto abbia ignorato completamente la dichiarazione di Hinata, ed anzi l’abbia riproposta pedissequamente a Sasuke, che Sasuke, all’arrivo di Itachi, non abbia pensato prima al fratello, bensì al pericolo per l’amico, che Naruto si sia fatto venire un’attacco di panico al pensiero che volessero uccidere Sasuke, che lo pensasse sotto le stelle, che fosse l’ispirazione di tutta la sua vita e via discorrendo.

Agli indizi del manga si aggiungono ovviamente anche spunti dall’anime e dal merchandasing in generale (per quanto per me abbiano una rilevanza minore, non essendo prodotti diretti dell’autore), cominciando dal più clamoroso di tutti tra le pagine di un calendario.

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Oppure situazioni indimenticabili dei filler dove una loro caduta viene coronata da un cuore d’acqua a seguito dell’ennesimo bacio.

Per tutti questi motivi io ho la convinzione che per Kishimoto stesso la loro relazione non si esaurisca nella mera amicizia e che egli medesimo abbia voluto cercare di dirci qualcosa di più. Molti dicono ingenuamente che questo è un modo banale di vedere una straordinaria amicizia, ma a queste critiche non posso che rispondere considerando che se questa è un’amicizia che cosa dovrebbe essere l’amore? Chiaramente, come anche altri hanno evidenziato, se si stesse parlando di un uomo ed una donna, allora diventerebbe tutto quanto lapalissiano e nessuno avrebbe alcun dubbio.

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Inutile ribadire come non sopporti sentir dire cavolate come Naruto manga omosessuale, perché né lo considero tale, né potrebbe mai esserlo, nemmeno se Naruto e Sasuke si baciassero in bocca nell’ultimo capitolo (tanto poi lo hanno già fatto all’inizio), perché evidentemente a Kishimoto non gliene sbatta nulla di raccontare una storia sull’omosessualità (sulle sue difficoltà nella società, l’identificazione personale, il riconoscimento, e bla bla bla), ma gli interessi semplicemente raccontare una storia d’amore, fuori dagli schermi per la nostra modernità occidentale, ma per niente estranea alla cultura giapponese dei samurai.

Detto tutto questo non ci resta che vedere come andrà a finire, e soprattutto che cosa vorrà dirci Kishimoto in conclusione, perché anche un niente di detto potrebbe avere un suo significato. D’altro canto io ho sempre ben presente che l’autore purtroppo non sia mai del tutto libero, perché dal suo lavoro dipendono anche i lauti introiti di altri, specialmente perché l’anime è lungi dal concludersi. Se porterà fino in fondo questa storia, di cui ha gettato le basi in quasi settecento capitoli di manga, per me resterà una delle opera più memorabili di sempre, seppur con tutti i suoi numerosi difetti; in caso contrario pace, semplicemente non ci sarà niente di nuovo all’orizzonte.


Quindici anni in quattordici scatti

Come abbiamo già avuto modo di vedere, sul sito ufficiale del franchising di Naruto, è stata pubblicata una cronologia riepilogativa dei maggiori avvenimenti del manga dal 1999 ad oggi. Per le immagini dell’intestazione sono state selezionate 14 tavole, tratte dal manga, che cambiano casualmente ad ogni accesso alla pagina. Per i più curiosi le riportiamo di seguito, mentre i più smaliziati potranno notare che ben la metà, sette tavole su quattordici, rientrano nei canoni del SasuNaru. Vi lascio indovinare quali…

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Perché non mi hai ucciso allora?!

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Capitolo 306. Sono passati 73 capitoli dal loro ultimo scontro e due anni e mezzo nella storia ufficiale, quando Naruto e Sasuke si incontrano nuovamente. Ci troviamo al covo di Orochimaru, assieme a Naruto c’è tutto il Team Kakashi (conosciuto anche come il Team 7) che però per curiosi motivi non ha né Kakashi, né Sasuke al cui posto c’è Sai. Sasuke osserva immediatamente due cose molto interessanti:

  1. si mostra sorpreso del fatto che sia arrivato anche Naruto
  2. nota che hanno messo come suo “misero” rimpiazzo Sai, il tipo che blaterava qualcosa sul suo legame con l’ex-compagno

Ma su questo torneremo, per ora andiamo avanti. Intanto Sai spiega di intuire il motivo per cui Naruto e Sakura ci tengano così tanto a lui, perché anche lui una volta provava qualcosa di simile (per il fratello-amico) e aggiunge che anche Sasuke dovrebbe capire molto bene che cosa lui stia intendendo. Sasuke fa la faccia di quello che per un attimo ci pensa, ma poi torna subito all’attacco riprendendo il suo solito soliloquio sul rompere i legami che rendono deboli e allontanano dai veri scopi.

Naruto non ne può più di queste chiacchiere futili e sbotta d’un tratto: “Se è questo che chiami spezzare i legami, allora perché non mi hai ucciso allora?!”

E già qui…

Sasuke replica: “Semplicemente non volevo dargli [a Itachi] questa soddisfazione, vedermi ottenere il potere sottostando ai suoi piani”

Naruto: “Che cosa vorresti dire?”

Sasuke: “Non devo spiegarlo a te! Tuttora l’unica cosa che posso dirti è ciò che ti dissi allora: ho deciso di risparmiarti solo per un mio capriccio (questo è decisamente opportuno, Sasuke!)”

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L’Uchiha fa un balzo e i due si trovano uno affianco all’altro, in una delle più celebri tavole del manga, mentre Sasuke comincia a parlare all’orecchio dell’amico: “… pensaci bene, diventare hokage non era il tuo sogno…? Se hai tempo da perdere in giro a cercarmi, avresti fatto meglio ad allenarti… Non credi… Naruto?”

Piccola pausa d’effetto, per concedere anche a Sakura di commentare con un “Sasuke-kun” e poi riprende: “Ed è per questo, che stavolta… Finirai per perdere la vita… Sempre per un mio capriccio…”

A questo punto Sasuke estrae la katana con la massima lentezza possibile, per la serie: qualcuno mi fermerà prima che io debba infilzarlo come uno spiedino. La lentezza è tale che Naruto ha tutto il tempo di commentare: “Come se qualcuno che non riesce nemmeno a salvare un amico, potrebbe mai diventare hokage! Non lo credi anche tu… Sasuke?”

Sasuke, anziché infilzare Naruto, ha tutto il tempo per sbuffare, sempre per la serie: PRESTO PRESTO, FERMATEMI!

Kishimoto chiude il capitolo osservando: salvare e togliere la vita per un capriccio. Ciò non lascia dubbi, il tempo ha trasformato il cuore dell’amico in ghiaccio.

Capitolo 308. Sasuke muove in posa plastica la katana, dando il tempo all’impotente Sakura di gridare: “Sasuke-kun!!!”

Qualcuno lo fermi su! C’è stato così tanto tempo per farlo! Detto fatto Sai blocca il braccio di Sasuke, mentre stava per infilzare da dietro (sic!) Naruto, tenendolo ancora abbracciato.

Sasuke commenta con ironia: “La tua scelta difensiva è piuttosto corretta!” dando così spazio a Naruto per cercare di liberarsi e allontanando infine il “problema” con un bel chidori. A questo punto sembra uno di quei cattivi che anziché uccidere finché può, tira un pugno abbastanza forte da allontanare l’eroe e permettergli di salvarsi. Sakura attacca, e Sasuke fa per ucciderla mentre in mezzo si mette Yamato che ne busca di santa ragione.

Naruto intanto è a terra, mentre si fa vivo Kurama; “kuku, vuoi che ti aiuto a farlo fuori?”

Segue il Non uccidere Naruto… Finiresti col pentirtene… di cui abbiamo già parlato, e tornati alla normalità ricomincia lo scontro, con Yamato che mette in difficoltà Sasukkia.

Naruto torna a rivolgersi all’ex-amico: “Perché non ci arrivi?! Il tuo corpo sta per essere rubato da Orochimaru da un momento all’altro!!!”

“Se succede, che succeda…” ribatte pacato Sasuke. “Sei ancora il solito bambino, Naruto. Per me la vendetta è tutto, e non mi importa di nient’altro pur di poterla raggiungere. Che sia chiaro: né io né Orochimaru potremmo battere Itachi in questo momento, ma se offrire il mio corpo a Orochimaru servirà a raggiungere il mio scopo, allora può averlo. Può avere la mia vita e anche la mia morte, per questo!”

Poi fa per attaccarli con qualche potente tecnica (probabilmente stava per evocare il serpentello-supremo) quando Orochimaru lo ferma e dice che è l’ora di andarsene. Il gruppetto se ne va via felicemente, lasciando ancora una volta nella più totale e inconsolabile disdetta Naruto, che ha fallito ancora una volta.

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Per molti questo è il capitolo che sancisce la definitiva separazione tra Naruto e Sasuke, con l’inconfutabile prova che il secondo voglia uccidere deliberatamente il primo. Ovviamente sono di parere contrario. Anzitutto, per riprendere la mia ormai ben nota tesi, è curioso come Sasuke sembri stupirsi del fatto che ci sia anche Naruto, che lo stia ancora pensando e cercando, a riprova del fatto che lui aveva completamente frainteso (o semplicemente non inteso affatto) i sentimento del compagno. Poi pare immediatamente avere il bisogno di mettersi in bella mostra, evidenziando che lo avessero rimpiazzato con quel patetico Sai: per la serie, ero meglio io, no? Non che Naruto fosse di parere contrario, anzi, ma l’Uchiha sembra volerlo ribadire anche con il suo successivo attacco, dando prova di tutta la sua forza, probabilmente solo al compagno, del quale si era sentito tutto ad un tratto inferiore (la storia dello scontro in ospedale, per intendersi).

L’attacco stesso che sferra contro Naruto è così ridicolmente lento e studiato (tra l’altro notiamo che combatte con la destra, mentre lui è mancino), che avrebbe fatto ridere se fosse potuto mai andare a segno. Di solito se vuoi uccidere qualcuno a tale distanza, lo infilzi davanti, non muovi certo lentamente e pomposamente la katana alle sue spalle come in un porno.

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In secondo luogo Sasuke balza accanto a Naruto e pare quasi volerlo stuzzicare col suo discorsetto “in privato” sul diventare hokage, come se gli stesse dicendo: “perché sei venuto a cercarmi, c’è qualcosa che forse vorresti dirmi?” E non parliamo nemmeno delle sue frasi da BDSM, dove Naruto “vivrà o morrà per un suo capriccio”, manco fosse una sua proprietà (ti piacerebbe, eh Sasukkia?!).

Naruto, dal canto suo, purtroppo non ha niente di meglio da rispondergli se non che preferisce morire che vivere senza di lui… Perché in sostanza è questo che afferma, benché la forma sia un po’ diversa.

Serve aggiungere altro?

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