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Kishimoto e l’omosessualità

“Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso.”

Alfred Charles Kinsey (1894 – 1956), Il comportamento sessuale nel maschio umano

Kishimoto è gay? Questa è una delle più comuni ricerche (ebbene sì, purtroppo), a proposito dell’autore, che circolano on-line, fin quasi dagli albori di Naruto. Sul web se ne trovano di tutti i colori: alcuni ne sono certi, altri paventano interviste in cui Kishimoto avrebbe detto di essere un sostenitore del SasuNaru, oppure che avrebbe concluso con la coppia Naruto e Sasuke il manga o che avrebbe lasciato un finale aperto facendo intendere come sarebbe proseguita, altri ancora affermano che il rapporto tra Naruto e Sasuke sia costruito sulla scia del rapporto che aveva con un suo amico di infanzia, che amava tanto e con cui avrebbe voluto vivere queste avventure, più spesso ancora si sente dire che da piccolo Kishimoto fosse bistrattato dalle ragazzine, poi che il fratello gemello Seishi scriva fumetti su rapporti incestuosi tra fratelli, e via discorrendo.

Nessuna di queste cose è vera (o per lo meno non ho trovato prova alcuna — chi ne avesse ben venga) e in generale l’unica risposta sensata che si possa dare a questa domanda è che non lo sappiamo. Ma non solo: forse dovremmo anche dire che non ce ne frega niente, perché non ha senso che ce ne freghi. Ma il fatto che così non sia, sebbene non dica nulla sul nostro buon Masashi Kishimoto, la dice lunga su come la pensino i suoi appassionati.

Ma procediamo con ordine e poniamo anzitutto un po’ di paletti. Per chi ancora non lo sapesse Kishimoto è sposato ed ha anche dei figli; la notizia ha avuto modo di annunciarla nella copertina del 38esimo volume del manga.

Naruto-Manga-Volume-38

Sulla costoletta c’è un’immagine che tipicamente rappresenta qualcosa che fa l’autore, in questo caso due persone che si sposano all’occidentale. Sotto nel commento l’autore dice come è ancora inebriato dai festeggiamenti e dalla felicità dell’evento. Una cosa che personalmente mi fa piacere è che per annunciare il lieto evento abbia scelto proprio questa copertina, con soli Sasuke e Naruto, ciascuno con lo sguardo volto verso l’alto, come a dire che si pensano a vicenda (mettendo in primo piano il suo preferito, ovviamente!).

Non ha scelto una copertina di battaglia o di scontro, come possono essere numerose altre (anzi come è la maggior parte delle copertine), ma una copertina introspettiva con solo loro due — mi piace immaginare che così in qualche modo la letizia della sua vita si trasferisca al bello che c’è tra i suoi personaggi preferiti. Questo dovrebbe fare di Kishimoto un gay?

Per molte persone il fatto che lui sia sposato e abbia dei bambini, quindi non sia omosessuale nel termine più stretto del termine, significa che lui sia un eterodonte e che per questo non potrebbe aver mai scritto una storia tra due uomini. Altri invece vogliono additarlo come bisessuale o qualcosa del genere, nel tentativo di spiegare il perché di certe uscite.

Personalmente non mi interessa approfondire questo argomento, l’unica cosa di cui sono felice è che non sia un eterodonte — per il resto entrambe le fazioni si sbagliano.

Cosa deve avere un uomo per piacerti? Sicuramente non si deve voltare a guardare gli altri uomini!

Cosa deve avere un uomo per piacerti? – Sicuramente non si deve voltare a guardare gli altri uomini!

Kishimoto ha indubbiamente dimostrato, durante tutta la sua opera, una certa simpatia verso “l’amore tra uomini”, per dirla con Hagakure, a partire dalla storia di Haku e Zabusa. Non dico neanche dell’accidentale bacio tra Naruto e Sasuke, che in fin dei conti poteva restare una semplice gag comica, perché non c’era nulla di rischioso o innovativo nel farlo. Gli shonen sono difatti pieni di queste cose, vuoi perché le situazioni gay tra etero fanno sempre ridere, vuoi per strizzare l’occhio a noi fanatiche fangirl, e queste cose a pieno titolo si chiamano fanservice.

Come per esempio qui…

Shun e Hyoga

… ma anche qui…

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… o ancora peggio qui (situazione davvero incommentabile)…

dragonball

Raccontare invece la storia di un ragazzo (eh sì, Haku è un ragazzo, benché qualcuno abbia l’omofobia di dubitarne) che riconosce in un uomo la persona più importante della sua vita, che ama e per la quale morirebbe, è un azzardo, specialmente in uno shonen, e se un autore lo fa non è di certo perché già sa che così farà punti presso il pubblico femminile (laddove potrebbe perderne di più presso quello maschile).

Capitolo 33

Capitolo 33

Ma Kishimoto si spinge anche oltre, e crea un parallelismo tra Haku e Zabusa ed i due protagonisti, legandoli a doppio filo: la prima volta con la storia della persona importante, quando Haku intuisce che anche Naruto ha qualcuno di importante per cui lottare, la seconda volta moltissimi capitoli dopo quando è Naruto a dire che “mentre guardavo Haku e Zabusa, mi sentivo come loro” (capitolo 524).

Non si trattava quindi di una storia fine a se stessa, ma una vicenda che diventa in qualche modo cruciale nella trama e come asse portante ha la relazione d’amore tra due uomini.

Ma non è questa l’occasione per approfondire il tema sasunaru-toso e andiamo avanti.

A seguire arriva a ruota Orochimaru, l’incarnazione della frocezza per antonomasia: le battute sul suo conto si sprecano, tra serpenti che escono da ogni parte, rotoli che ingoia per intero, morsi a minorenni, corpi da possedere, esperimenti su giovani guerrieri e bambine incapaci di distinguere se potrebbe trattarsi di uomo o donna.

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Ma anche in questo caso Kishimoto riesce a non essere caricaturale, tant’è che Orochimaru resta probabilmente uno dei suoi antagonisti meglio riusciti fino alla fine.

Orochimaru gli serve anche per stabilire un altro parallelismo, stavolta tra lui e Jiraiya da una parte e Naruto e Sasuke dall’altra, quando l’Eremita Pervertito spiega al nostro protagonista che lui si trovò in una situazione simile alla sua, quando dovette confrontarsi con Orochimaru e capire che non c’era verso di riportarlo indietro. Naruto per tutta risposta, ribatte che non ci pensa nemmeno a mollare Sasuke, anche se dovesse vivere come uno stupido.

Poi c’è Sai, che tra il suo abbigliamento “sailor”, le dichiarazioni accidentali di amore e la propensione a fare commenti sul pene altrui, finisce anche, seppure involontariamente, protagonista di un momento (questa volta puro fanservice) assolutamente gay.

sasuke-sai

Ancora una volta l’imputato è Kishimoto ed è chiaro che trattare situazioni omosessuali né lo imbarazza, né lo preoccupa eccessivamente. Non per nulla gli appassionati se ne sono accorti e se cercate “shonen gay moments” su Google, è facile rendersi conto chi è che spopola e non a caso.

Chiaramente non tutte sono gag e bisogna distinguere tra i momenti fatti tanto per ridere, come quello suddetto, oppure l’uccello di Itachi che si ficca nella bocca di Naruto, o un viscido rospo che sempre il protagonista è costretto ad ingoiare e i momenti seri come quello tra Haku e Zabusa, oppure il rapporto tra Kimmaru e Orochimaru o, dulcis in fundo, quello tra Naruto e Sasuke.

Non fraintendetemi, con questo non voglio discutere sul rapporto tra Naruto e Sasuke, ma semplicemente rispondere a quegli innumerevoli che ancora si domandano circa l’opinione che ha Kishimoto dell’omosessualità. Da questi pochi esempi, e gli altri innumerevoli che si possono trovare in tutto il manga, è chiaro che non gli è un tema estraneo e nemmeno lo disprezza.

Di contro c’è sempre chi ci tiene a specificare anche una certa omofobia da parte di Naruto, come se chi fosse gay dovesse accettare a prescindere qualunque advance o ancora peggio situazione “gay”, come se non esistessero “gay repressi” e quelli che per mascherare le proprie tendenze esagerano quelle opposte; dimenticandoci infine, se tanto mi dà tanto, che Naruto d’altro canto non pare manco molto interessato nelle donne (capitolo 150).

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Questo naturalmente non prova nulla, se non che Kishimoto, per quanto riguarda questo aspetto della sessualità, ha fatto molto più della maggior parte dei mangaka autori di shonen, dando largo spazio a caratterizzazione, differenziazione e sfaccettatamento dei propri personaggi.

Quindi Kishimoto è gay? Penso di no. Ha scritto su personaggi gay? Sì. Magari non nella nostra concezione Occidentale di omosessualità (con tutti i relativi conflitti e problematiche), ma sicuramente nel pieno della visione che ne ha la cultura giapponese. A dispetto di quello che pensano taluni ignoranti, per scrivere dell’omosessualità non c’è bisogno di essere omosessuali, esattamente come per difendere i diritti degli animali non bisogna essere un animale, ecco perché sostanzialmente tutta questa dissertazione è tanto effimera quanto perniciosa.

Purtroppo è anche contingente, dal momento che molti appassionati guardano ai gusti sessuali dell’autore per tentare di giustificare talune scelte, piuttosto che altre all’interno del manga. C’è chi dice, per esempio, che Kishimoto abbia deciso di dare a Naruto dei figli, perché egli stesso ne ha avuti; mentre altri affermano che non avrebbe mai potuto scrivere su un rapporto amoroso tra Naruto e Sasuke in quanto egli stesso non è gay, se non altro perché sposato.

Entrambe le parti che affermano queste cose sbagliano: il finale non è stato scelto per questo motivo, perché se era l’amore per i figli che Kishimoto voleva incarnare, di certo non lo avrebbe fatto dipingendo proprio Naruto come un padre assenteista; d’altro canto, che ci piaccia o meno, quella tra Naruto e Sasuke è proprio una storia d’amore, è per scriverla quello che serve non è l’omosessualità ma un minimo di sensibilità.

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Dogma SasuNaru

Il manga sta per concludersi e a breve tutto quello che si sarà dovuto dire sarà detto e tutto quello che non si dirà non si potrà dire mai più. Come si concluderà è difficile a dirsi, sta tutto nelle mani di Kishimoto e, come la Rowling insegna, bastano 19 anni dopo per seminare morte e distruzione tra le aspettative degli appassionati. In queste aspettative, nello specifico, ricadono anche quelle dei sostenitori della famigerata coppia Naruto e Sasuke, il SasuNaru per chi non lo avesse capito, che secondo molti non è altro che masturbazione mentale senza alcuna ragione di esistere.

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Le principali argomentazioni contro questa ipotesi sono che si sta parlando di uno shonen e che in generale c’è un grandissimo fraintendimento su un tema molto più semplice e molto meno compromettente: l’amicizia. Allo stesso tempo al SasuNaru si affianca un fottio di accoppiamenti che vanno dai più canonici SasuSaku, NaruHina e NaruSaku, ai bizzarri e fantasiosi ItaSasu, SaiNaru, ChiyoTsunade, ecc. Lo so può sembrare una stronzata, ma la fantasia degli appassionati davvero non ha limiti.

Ebbene, fin qui niente di nuovo sotto il sole: da quando il mondo è mondo i lettori hanno fantasticato sui propri beniamini e, inevitabilmente, sulle loro affinità sessuali. Non starò ad annoiarvi con infiniti esempi che potrete trovare prendendo qualsiasi manga (visto che di manga stiamo parlando), ma anche libro, film e quant’altro. Naruto stesso ne è, senza ombra di dubbio, un ottimo esempio.

Il NaruHina e il SasuSaku, tanto per fare un esempio cruciale, si basano su fondamenta così vaghe e fragili, da essere attribuibili alla mera fantasia dei lettori e poco più. Con queste definizioni di coppia ovviamente non intendo il concetto del a lei piace, ma lui la ignora, quanto invece il fatto che la coppia possa, un giorno, convolare alla piena attuazione. Attuazione che per esempio non solo sembra improbabile per Sasuke e Sakura, ma è stata anche definitivamente ed irrimediabilmente affondata dal destino-Kishimoto, e ora giace, lode a Kaguya, in fondo agli abissi assieme a Jack e al Cuore dell’Oceano. Il NaruHina non se la sta passando molto meglio, né mai lo ha fatto, ma ovviamente l’ultima parola spetta solo all’autore per cui non mi esprimerò ulteriormente in merito.

E proprio seguendo la penna dell’autore arriviamo finalmente al SasuNaru. Da un canto la coppia è stata ufficializzata dal Konoha Gakuen Den, sebbene in un universo parallelo, per cui se non fosse per altro che per questo, avrebbe senso di parlarne; in secondo luogo tutto Naruto non è altro che un’opera di fantasia, non certo una cronaca d’epoca, e tutti gli eventi, i sentimenti ed anche le relazioni, sono partorite dalla mente e dalla mano del nostro caro Kishimoto. Da questo punto di vista è quindi essenziale considerare gli intenti dell’autore e la simbologia che si cela dietro certi eventi, che in caso contrario potrebbero essere tanto fortuiti quanto insignificanti.

Ciò a cui mi riferisco trova il suo miglior esempio in Haku, e in tutta la vicenda dello scontro con Zabusa. Per chi avesse la memoria corta (ma la lingua lunga) ripercorriamo la sequenza degli eventi, magistralmente proposta dall’autore: Naruto e Haku si incontrano nel boschetto (il protagonista lo scambia per una ragazza) e quest’ultimo gli chiede se per caso si stia allenando per provare qualcosa a qualcuno, o se più in generale ci sia, nella sua vita, qualcuno di importante per lui. Mentre Naruto balbetta nella più completa indecisione, Haku se ne va e il suo posto viene provvidenzialmente preso da Sasuke. Seguiranno poco dopo le parti de il mio corpo si è mosso da solo e Naruto che tira fuori il meglio di se per vendicare Sasuke.

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A mio avviso questo è anche il momento in cui nasce l’idea del SasuNaru, o almeno per me prende concretamente forma. Non fraintendetemi: non me ne sbatte niente se sarà Sasuke a stare sopra e Naruto sotto o viceversa, non sto a fare il tifo per il SasuNaru piuttosto che per il NaruSasu, né me ne importa un fico secco di quella miriade di manga yaoi che li ritraggono assieme. Quello che invece mi interessa è proprio che cosa Kishimoto ha da raccontare in merito, perché il primo accostamento lo ha fatto proprio lui: la storia della persona importante non viene da Gaara, o da Rock Lee o Shikamaru, ma proprio da Haku, che in questa persona riconosce Zabusa. Il fatto che l’autore abbia scelto una coppia di uomini da cui far partire questo confronto per me non è una mera coincidenza.

Non è una coincidenza nemmeno che Naruto abbia ignorato completamente la dichiarazione di Hinata, ed anzi l’abbia riproposta pedissequamente a Sasuke, che Sasuke, all’arrivo di Itachi, non abbia pensato prima al fratello, bensì al pericolo per l’amico, che Naruto si sia fatto venire un’attacco di panico al pensiero che volessero uccidere Sasuke, che lo pensasse sotto le stelle, che fosse l’ispirazione di tutta la sua vita e via discorrendo.

Agli indizi del manga si aggiungono ovviamente anche spunti dall’anime e dal merchandasing in generale (per quanto per me abbiano una rilevanza minore, non essendo prodotti diretti dell’autore), cominciando dal più clamoroso di tutti tra le pagine di un calendario.

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Oppure situazioni indimenticabili dei filler dove una loro caduta viene coronata da un cuore d’acqua a seguito dell’ennesimo bacio.

Per tutti questi motivi io ho la convinzione che per Kishimoto stesso la loro relazione non si esaurisca nella mera amicizia e che egli medesimo abbia voluto cercare di dirci qualcosa di più. Molti dicono ingenuamente che questo è un modo banale di vedere una straordinaria amicizia, ma a queste critiche non posso che rispondere considerando che se questa è un’amicizia che cosa dovrebbe essere l’amore? Chiaramente, come anche altri hanno evidenziato, se si stesse parlando di un uomo ed una donna, allora diventerebbe tutto quanto lapalissiano e nessuno avrebbe alcun dubbio.

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Inutile ribadire come non sopporti sentir dire cavolate come Naruto manga omosessuale, perché né lo considero tale, né potrebbe mai esserlo, nemmeno se Naruto e Sasuke si baciassero in bocca nell’ultimo capitolo (tanto poi lo hanno già fatto all’inizio), perché evidentemente a Kishimoto non gliene sbatta nulla di raccontare una storia sull’omosessualità (sulle sue difficoltà nella società, l’identificazione personale, il riconoscimento, e bla bla bla), ma gli interessi semplicemente raccontare una storia d’amore, fuori dagli schermi per la nostra modernità occidentale, ma per niente estranea alla cultura giapponese dei samurai.

Detto tutto questo non ci resta che vedere come andrà a finire, e soprattutto che cosa vorrà dirci Kishimoto in conclusione, perché anche un niente di detto potrebbe avere un suo significato. D’altro canto io ho sempre ben presente che l’autore purtroppo non sia mai del tutto libero, perché dal suo lavoro dipendono anche i lauti introiti di altri, specialmente perché l’anime è lungi dal concludersi. Se porterà fino in fondo questa storia, di cui ha gettato le basi in quasi settecento capitoli di manga, per me resterà una delle opera più memorabili di sempre, seppur con tutti i suoi numerosi difetti; in caso contrario pace, semplicemente non ci sarà niente di nuovo all’orizzonte.


Aspettando il capitolo 691 – E ora?

Oh hanno sigillato Kaguya, la madre di tutto il chakra, che giustamente era lì a chiedersi come cazzo potesse essere successo! Ma anche te Kaguya, di nuovo caschi nella stessa trappola! Ma non possiamo incolparla troppo: lei era come la borsetta-Juubi, incapace di fare la stessa mossa per più di una volta, benché da Mortal Kombat in poi sia chiaro a chiunque che ripetere la stessa mossa fino all’esaurimento nervoso sia una tattica vincente.

E’ come se Kaguya fosse partita via con la sua piramide e poi qualcuno le avesse spedito su una bomba atomica: e tu che fai? La rimandi giù? Blocchi il teletrasporto perché nessuno possa entrare? Oppure generi un fascio di luce dagli occhi perché sì?! Ovviamente anche Kaguya sceglie l’ultima opzione: poteva riattivare una turbo gravità che avrebbe spiattellato a terra i nostri volanti-eroi, avrebbe potuto teletrasportarsi di nuovo via e lasciarli lì a crogiolarsi nel dubbio mentre sorgeva una nuova dimensione, avrebbe potuto chiudersi anche lei in un susanoo o in una palla di sabbia, o duplicarsi in millemila copie che nessuno avrebbe riconosciuto, oppure lanciare una fitta pioggia di travi di legno, o sputare del fuoco, generare del vento tipo quelli a 700km/h delle tempeste di Giove, avrebbe potuto teletrasportare tutti nella zona dell’acido, o in mezzo allo spazio cosmico, o diventare trasparente lei stessa — avrebbe potuto fare così tante cose, che l’aver scelto di non fare niente era perché in realtà si trovava in un amletico dilemma finale.

Adesso fioccano le ipotesi, perché questo finale è talmente assurdamente stupido che solo un “ficcatevelo in culo” e “sono tornato” avrebbero potuto renderlo divertente. Madara resusciterà? Lo sguardo di Hashirama che vuol dire? Faccia-di-satana Uber-Dio-Hogoromo è forse malvagio?

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Spero niente di tutto ciò. Mi annoierebbe a morte un altro scontro dopo il combattimento con una simil-dea venuta lì giusto per non far morire Madara — perché Madara nei sondaggi piace e quell’ignavo di Kishimoto non vuole far torto a nessuno. Se Uber-Dio-Hogoromo ha detto che è finita: allora è finita. Hashirama è lì che si chiede se l’amore della sua vita si rialzerà in piedi, dopo essere stato posseduto da Vigo e li attaccherà tutti o dirà che ama ciascuno di loro.

Probabilmente sarà la seconda: prepariamoci ad un melenso festino dove tutti quanti stapperanno champagne e si congratuleranno gli uni con gli altri, specialmente quelli che non hanno fatto nulla di utile fino all’ultimo secondo.

Ovviamente già adesso non potevano mancare sviolinate tipo la foto di famiglia con Jiraya, Asuma, Neji (morto per colpa della polverosa Hinata ♠), Minato, Kushina, Itachi (???), Zabusa, quel frocione di Haku, Pain (maddai…), Hogoromo (ma questa?!) e Obito (vabbe’ ormai il surreale regna). Naruto non è che ti dimentichi qualcuno tipo? Mussolini, Pinochet, Hitler, insomma questa gente qua, no? Anche loro avranno fatto qualcosa di buono per cui meritano di essere ricordati, nevvero?

Poi è il momento del quiz manga-visivo.

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Meglio non commentare, d’altronde ci basta l’espressione da ghetto-girl-sorpresa della fragola-rosa Sakura.

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Perché cotanta sorpresa?! Manco avesse visto Naruto e Sasuke incularsi con sabbia e vetri trovati lì nella zona.

Ovviamente a Kishimoto non va manco più di disegnare, per cui ci mette in mezzo un po’ quello che gli capita e lì ci stava bene che Sakura si scioccava a dir poco nel veder comparire faccia-di-Satana: in quel momento probabilmente si stava dicendo “Cazzo! Io ho contribuito ad uccidere la bellissima Kaguya, che avrebbe prodotto vibratori per noi tutte, per ‘sta merda d’uomo! Oh no, perché l’ho fatto?!” Già Sakura, perché? Se non facevi nulla era uguale, il tuo pugno era come l’invasione italiota della Francia durante il fascismo.

In tutto questo la parte migliore è che sono rimaste una miriade di cose in sospeso: il piano di Orochimaru, i vasetti caduti in testa a Ten-Ten, il risveglio di Madara, l’ipnosi di Yamato, lo sputo di Tobirama, il chakra passato a Sasuke da Hashirama. il piano di Sasuke, ecc… Tutte cose di cui probabilmente non sentiremo più parlare. Adesso è il momento delle conclusioni (tirate via) e quelli erano solo eventi di passaggio.

Come finirà? Madara chiederà il perdono di santo-Hashirama, che da dio generoso qual’è glielo concederà; Kakashi cercherà di farsi eleggere hokage-a-vita, Orochimaru sarà contento del nuovo vento sui mulini di Konoha, Yamato si sveglierà col mal di testa, così come farà Ten-Ten, ma per altri motivi da contusione fisica.

Però una delle cose più memorabile, oltre ad essere la solita beffa ai suoi danni, sarà il risveglio della polverosa-Hinata, così sfortunata che non le è concesso manco di vivere un sogno col suo Naruto-kun ♥ che già deve andare via. ♠

 


The Last: Naruto the Movie

Come ormai saprete bene il 6 dicembre 2014 uscirà il decimo film di Naruto, chiamato The Last: Naruto the Movie. Per il momento non se ne sa molto, a parte quanto viene preannunciato nel trailer, assieme ai sospetti di una “nuova generazione” che dovrebbe arrivare. A che cosa si starà riferendo il nostro destino-Kishimoto? Come ci è dato sapere, infatti, questa volta parteciperà intensivamente al progetto, curando sia l’aspetto dei personaggi che i dettagli della storia.

Narratore: Il manga di cui il Giappone può vantarsi nel mondo: Naruto. Sono passati 15 anni dall’inizio della serie. La sua battaglia sta convergendo verso uno scioccante sviluppo. E adesso, nell’inverno 2014, finalmente il sipario si aprirà sull’ultima scena. Il super epico film che si connette direttamente con l’inizio della prossima generazione! Con quello che c’è dietro il lavoro originale…

Narratore: The Last – Naruto the Movie

Naruto: Cominciamo ad andare!

Tolta l’inquietante prospettiva di una prossima generazione, strappa anche un sorriso che la battaglia finale stia convergendo verso scioccanti sviluppi, visto che negli ultimi capitoli ce n’è di cosa essere scioccati, cominciando dall’imperituro Obito e i neo-poteri di Kakashi. Ma soprassediamo a questo e arriviamo subito alle paranoie sasunaru-tose della Gazzetta di Konoha.

Nel trailer vediamo un po’ di spezzoni scelti dal manga, che significativamente dovrebbero riassumerne tutta la storia. E con chi si apre il tutto?

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Con Naruto e immancabilmente Sasuke, deuteragonista assoluto del manga, col quale si prosegue sulla scia dei ricordi di entrambi, tra i quali non può che saltare all’occhio sia lo scontro nella Valle della Fine-ultima-e-definitiva, che quello contro Haku.

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Inutile dire quanto sia peculiare che dopo 15 anni di storia, le cose più importanti da mettere in evidenza siano sempre queste. Seguono poi le tipiche scene degli “amici di Naruto“, con la fragola-rosa Sakura e quella polverosa di Hinata, accompagnate, per buona pace di tutti loro appassionati, da Shikamaru (???) , Tsunade e Gai, quindi ben lungi da qualunque proposizione di tipo amoroso (e Sasuke non poteva mancare nemmeno qui, sebbene molto di parte).

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Segue l’ennesima divertente fusione Sasuke-Naruto, dove negli occhi del primo trova spazio la scena del secondo.

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Il tutto si conclude con un Naruto adulto, nel nuovo stile adottato dal destino-Kishimoto per la futura generazione.

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Sasuke è vivo

Capitolo 33. Sasuke e Naruto si scontrano con Haku, in quello che probabilmente è uno degli episodi capostipite sulla relazione tra i due. A battaglia conclusa c’è Sakura che sta piangendo sopra il corpo del compagno, quando Sasuke apre gli occhi. “Sakura, sei pesante..” le fa, cercando di alzarsi, mentre lei lo strizza ancora più forte. Poi chiede subito: “Che cosa ne è stato di Naruto? E del ragazzo mascherato?” Sakura spiega che il ragazzo è morto, andando a proteggere Zabuza, mentre Naruto sta bene. Sakura chiama Naruto per dirgli che Sasuke è ancora vivo. Naruto si volta e guarda incredulo in direzione dei compagni, mentre lacrime di gioia gli riempiono gli occhi.

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Tra le varie cose interessanti dello scontro è curioso notare come Haku avesse empatizzato proprio con i due ragazzi, tanto da decidere di salvare loro la vita. Lo stesso Zabuza ammetterà che in realtà il ragazzo stava combattendo anche per loro due, tanto che non è difficile immaginare che se Naruto non avesse risvegliato Kyuubi, probabilmente gli sarebbe toccata una sorte analoga a quella di Sasuke ed entrambi si sarebbero comunque salvati. In poche parole, non solo Haku sembra simpatizzare per loro, ma pare quasi che riesca a riconoscere l’importanza che hanno l’uno per l’altro, una cosa che egli conosce bene per quello che prova per Zabuza (sic!).

Curioso infine come anche Sasuke riconosca immediatamente tutto ciò, preoccupandosi che Naruto non lo abbia ucciso. Si direbbe quasi che non sia tanto la sua morte a preoccuparlo (anche perché dopo sembrerà indifferente di fronte all’evento), quando il fatto che il compagno potesse essersi trasformato in un assassino, uccidendo una persona che comunque li voleva salvare.

 


La persona importante non è sempre buona

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Capitolo 217. Gaara e Rock Lee hanno da poco sconfitto Kimimaro e si stanno prendendo un momento di riposo sotto un albero. Gaara osserva che a momenti stavano per essere sconfitti, mentre Rock Lee ribatte che non è così e che, come gli ha insegnato il suo maestro, la fortuna è parte dell’abilità di un ninja. Gaara schernisce Gai per questa assurdità raccontata all’allievo, cosa che fa infuriare quest’ultimo, e poi osserva: “Vedi anche tu… Se qualcuno che ammiri viene insultato, allora perdi le staffe… Se una persona che ammiri è importante per te…”

Gli tornano in mente le parole di Kimimaro: “Io non sarò distrutto… Non sono solo, io resterò nel cuore di Orochimaru per sempre…” e poi ancora: “Non si tratta di lavaggio del cervello! Che cosa vuoi saperne tu?! Quando combatti per qualcuno che per te è importante…”

Rock Lee sembra piuttosto perplesso, allora Gaara osserva che Kimimaro era come Naruto, e che “questo persona che per te è importante, non è necessariamente anche buona…”. Rock Lee replica che “Non si dovrebbe prendere a cuore qualcuno che non sia buono”, al che Gaara conclude: “No, anche se sai che non è buona, quella persona può vincere la tua solitudine…”

Queste ultime battute sono il preambolo per lo scontro tra Naruto e Sasuke nella Valle della Fine.

A differenza di tutte le altre occasioni, questa volta i personaggi non stanno descrivendo i sentimenti né di Naruto né di Sasuke, né interagiscono direttamente con loro come accade nell’episodio con Haku, che tra l’altro riprende il medesimo tema della persona importante. In questo caso è Kishimoto stesso a fare questo parallelo, facendo discutere a proposito della relazione tra Kimimaro ed Orochimaru a ridosso dello scontro tra Naruto e Sasuke, mettendo in evidenza quanto Kimimaro e Naruto siano simili, perché anche l’animo di Naruto è smosso per una persona importante…

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Sakura per un giorno

Dopo il ritorno di Sasuke nel capitolo 631 Sakura pare si sia decisa di tornare in pompa magna ad un ruolo di primo piano (cosa non si farebbe per amore!) e questo ha rallegrato molto innumerevoli appassionati della coppia SasuSaku (tanto per dirla in gergo). Un po’ come per la cara Hinata, vediamo che cosa hanno combinato assieme Sakura e Sasuke dal 1999 ad oggi.

La sua prima apparizione la abbiamo nel capitolo 3, quando Naruto si presenta agli esami di ammissione all’Accademia Ninja. Naruto la introduce come una ragazza molto carina che a lui piace tanto, mentre lei si avvicina e gli intima di farle posto alla sua sinistra. E chi stava alla sinistra di Naruto? Sasuke naturalmente, dal quale la nostra Sakura è più determinata che mai a ricevere un bacio, proprio quel giorno.

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Per essere più precisi è proprio determinata a sottrargli il “primo bacio”, visto che Sasuke è ambito da numerose konohensi. Purtroppo la sua determinazione (per la serie: punizione del karma-Kishimoto) produrrà tutt’altro risultato.

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Vabbe’ dai, poteva andare anche peggio… Pochi minuti dopo infatti vengono sorteggiate le squadre e Sakura si ritrova nel Team 7 con Naruto (ahi!) e Sasuke-kun (evviva!).

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A questo punto Naruto ha una pensata geniale: trasformarsi in Sasuke ed approcciare Sakura. Detto fatto la avvicina mentre questa sta serenamente seduta su una panchina.

Sasuke-Naruto: “Hai una fronte meravigliosa, mi viene voglia di baciarla.”

Sakura: “Sì!!” Porco Juubi è mio!!!

Sasuke-Naruto: “Questo è come risponderebbe Naruto…”

Sakura: “Dannazione…”

Sasuke-Naruto: “Sakura c’è una cosa che voglio chiederti…”

Sakura: “Cosa?”

Sasuke-Naruto: “Che cosa ne pensi di Naruto?”

Sakura: “E’ sempre tra le scatole nel momento più inopportuno, e gli piace infastidirmi, Naruto non riesce a capirmi… E’ semplicemente noioso. Tutto quello che in realtà vorrei è che tu… mi riconoscessi…”

D’accordo, fermiamoci un attimo prima di proseguire e vediamo due punti. Anzitutto Sakura dichiara il suo amore tramite il desiderio di essere riconosciuta da parte di Sasuke, che per curiosi motivi è esattamente quello che desidera anche Naruto (Sakura mica lo avrai istruito te su come ci si dichiara?). Come seconda cosa dichiara di trovare Naruto “noioso”, ma questo teniamolo in memoria per dopo.

Sakura prosegue: “Sono assolutamente seria su questo, perché tu…mi piaci…”

Di tutta risposta Sasuke-Naruto riflette sul fatto di aver finalmente compreso perché gli piace, ma la sorte-Kishimoto interrompe l’idilliaco quadretto facendo venire al biondino un impellente bisogno di Imodium.

Sakura conclude che probabilmente Sasuke è troppo timido e ancora non pronto per un bacio, per cui se ne resta in amorosa attesa nel parco, finché non fa la sua comparsa il vero Sasuke, ben intenzionato a farla pagare a Naruto per averlo legato ed imbavagliato a tradimento.

Sakura: “Sasuke-kun, sei così timido… Ora sei pronto?”

Sasuke: (sento una voce che ignorerò) “Devo andare, hai visto Naruto?”

Sakura: “Non cambiare argomento… Chissenefrega di Naruto!” Poi rincara la dose in preda agli ormoni: “Non fa altro che ingaggiare combattimenti con te! Non deve aver avuto un’infanzia normale!”

Sasuke: “Non ha avuto i genitori!”

Sakura, che se fosse più attenta si sarebbe già fermata: “Può fare quello che vuole, se io facessi come lui i miei mi metterebbero in punizione per mesi! In fin dei conti è così fortunato, senza genitori a dirgli cosa deve o non deve fare. E’ per questo che combina tutti questi guai…”

Sasuke: “Tutto da solo… Quello che prova è probabilmente di quanto più lontano ci sia dalla felicità di non essere controllato dai genitori…”

Sakura: “Sasuke-kun, cosa c’è che non va…”

Sasuke: “Sei… noiosa…”

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Dopo questa doccia fredda Sasuke se ne va, mentre Sakura se ne resta lì a meditare, chiedendosi perché sparlare di Naruto, tra l’altro a breve di stanza dal poco-virile-bacio tra i due di quella mattina, abbia infastidito così tanto Sasuke.

Sasuke d’altro canto le restituisce pan per focaccia, dicendole che la trova noiosa (brutto sentirselo dire in faccia?) e questo la indurrà a cambiare atteggiamento nei confronti di Naruto, chiedendosi se anche lui si senta così male ad essere rigettato.

Capitolo 4. E’ il momento di conoscere il loro maestro per il Team 7, durante le presentazioni con Kakashi, Sasuke dice che il suo obiettivo è “diventare più forte per uccidere una certa persona” e di fronte a cotanta tenebrosità Sakura non può che mostrarsi estasiata, dimentica di quanto successo il giorno prima.

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Sakura di obiettivi non ne ha, però sa cosa le piace e cosa no: detesta Naruto e ama… Qui però le parole le vengono a mancare, ma possiamo intuire di chi si tratti.

Capitolo 6. Il Team 7 è messo alla prova nella famigerata sfida dei campanelli, dove Kakashi sfodera le sue tecniche più segrete; tra i vari trabocchetti il maestro ne tende uno a Sakura, fingendosi Sasuke ferito a morte: “Sakura, aiutami!”

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Sakura sviene per lo shock, cadendo in questa banale trappola. Comunque sia la prova continua e qui avviene un fatto capitale per tutti e tre. Kakashi li raduna per il pranzo (Naruto è legato ad un tronco per motivi che ora non ci interessano) e spiega loro che hanno fallito perché non hanno lavorato come una squadra, che combattendo in quel modo non diventeranno mai degli eroi, ma solo dei ninja ordinari, il cui nome viene sì inciso, ma sulle lapidi. Naruto è in castigo e non può mangiare, mentre Kakashi si toglie di mezzo proibendo loro di fornirgli alcunché. Sasuke lo guarda e notando la sua espressione disfatta decide di dargli un po’ del suo pasto.

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Sakura perde l’ennesima occasione per fare bella figura con Sasuke, ammonendolo: “Sasuke-kun, il maestro Kakashi ha proibito espressamente di farlo!”

Le regole vanno rispettate!

Le regole vanno rispettate!

Sasuke ribatte che in quel momento lui non è lì, ed inoltre Naruto in quelle condizioni non sarebbe di alcun aiuto per la squadra dopo (bella scusa Sasuke, visto che Naruto mica stava morendo di fame). Sakura decide allora di aiutare Naruto a sua volta offrendogli il pasto e la prova è superata. Quello che Kakashi voleva da loro è che lavorassero come una squadra.

In questo particolare momento sia Sakura che Sasuke cambiano atteggiamento nei confronti del membro che ciascuno dei due reputava insignificante, capendo che se non fossero riusciti a fare squadra non sarebbero nemmeno mai diventati dei ninja.

Seguono un po’ di avventure nel paese delle onde che danno occasione a Sakura e Sasuke di stare insieme, camminare al fianco, punzecchiarsi, mettersi alla prova, allenarsi insieme, e Sasuke va anche a trovarla nel bosco quando scopre che ha passato la notte in allenamento. Ah scusate, si trattava di Sasuke e Naruto…

Capitolo 33. Sasuke è a terra esanime, dopo essersi sacrificato per salvare Naruto. Sakura è lì che piange il suo presunto cadavere, quando lui riapre gli occhi e flebilmente le chiede di spostarsi, perché è pesante.

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Sakura che capisce tutto lo abbraccia ancora più forte, conficcandogli ulteriormente nel corpo gli aghi di Haku. Sasuke esclama: “Attenta, mi fai male…” poi si solleva e le chiede come sta Naruto e che fine ha fatto il ragazzo mascherato.

Capitolo 34. Per vari motivi Naruto si trova impossibilitato a proseguire con gli allenamenti, allora Sakura saltella da Sasuke e gli propone di allenarsi insieme, loro due. Sasuke ribatte che lei non è affatto diversa da Naruto, e anzi la sua abilità è persino inferiore, per cui se ha del tempo per scocciarlo, ne avrà di sicuro anche per allenarsi da sola.

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Capitolo 36. Vociando con Naruto, Sakura si merita (indirettamente) il disappunto di Sasuke, che trova i due membri del team fin troppo rumorosi e scalmanati.

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Che Sasuke sia geloso di Naruto e Sakura? Il giorno dopo, sempre nello stesso capitolo, Sasuke osserverà che Sakura sembra strana quel giorno, mentre avrebbe dovuto lasciar perdere, perché cosa conterà mai l’umore dei membri di una squadra?!

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Capitolo 38. Sasuke affronta Rock Lee, compare una tartaruga che colpisce Sasuke e Sakura si lancia per prenderlo prima che sbatta a terra.

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Passano i capitoli e Sakura si alterna tra hinatesche frasi di ammirazione (Sasuke-kun ♥), stupore e preoccupazione per il suo adorato.

Capitolo 50. Orochimaru è venuto a lasciare un regalino a Sasuke, dopo essere riuscito a stordire Naruto se ne va, abbandonando Sakura con l’uchiha che sembra svenuto. Lei lo abbraccia colta della desolazione della Foresta della Morte.

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Seguono un po’ di peripezie, i ragazzi del Suono attaccano Sakura, Rock Lee interviene per salvarla e provarci spudoratamente, Naruto e Sasuke giacciono nello stesso giaciglio, uno scoiattolo spaventa Sakura, che nel frattempo si stava prendendo cura degli altri due compagni e cose così…

Piccola parentesi: già qui Sakura prendere consapevolezza di essere sempre dietro a Naruto e Sasuke, tema che tornerà in auge nel capitolo 632 (quanto gli piacerà a Kishimoto ribadirlo).

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Comunque sia Sasuke si ridesta invaso dal potere del Segno Maledetto e fa fuori la combriccola del Suono, seminando morte e distruzione, al che Sakura, scioccata per l’improvvisa violenza omicida del compagno, gli si lancia addosso e lo abbraccia, riuscendo a fermarlo. “Fermati Sasuke-kun, per favore” Fa lei, mentre il ragazzo torna in se ed il Segno Maledetto si ritira.

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Dopo essersi ripreso Sasuke interrompe Sakura: “Che fine ha fatto…” e il disegno si sposta su Naruto, che nel frattempo è tutto preso dall’idea di proteggere la compagna. Successivamente l’uchiha chiederà a Sakura di non rivelare nulla di quello che era successo a Naruto, in particolare la storia del Segno Maledetto.

Capitolo 63. Sasuke viene nuovamente invaso dal Segno Maledetto e Sakura è costretta a sorreggerlo, mentre seguono Kabuto. Arrivati a destinazione Sasuke dice a Sakura di essere a posto, mentre a lei seco girano da morire, perché amava averlo attaccato al collo.

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Su Sakura, vuoi passare da psicopatica? Si potrebbe quasi dire che tu godessi del fatto che fosse invalido.

Quanto ti amo Sasuke!

Quanto ti amo Sasuke!

Capitolo 66. Il Team 7 ha passato con successo la prova della Foresta Proibita di Hagrid, ed è l’ora degli scontri nell’arena. Sakura si preoccupa immediatamente per Sasuke e se egli sarà in grado di combattere, per via del Segno Maledetto.

Sasuke: “Ti ho detto di non parlare del marchio!”

Sakura: “Sei così ostinato?! Non voglio vederti soffrire ancora, per me tu sei…”

Sasuke: “Questo non ha nulla a che fare con te! Sta fuori dai miei affari!”

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Poi vedendo che forse ha esagerato si spiega meglio: “Te l’ho già detto Sakura, io sono un vendicatore, questi per me non sono degli esami per diventare Chuunin, io sono qui solo per vedere quanto sono forte e combattere altri lottatori più forti di me!” Interviene Naruto che si mette dalla parte della povera Sakura che era solo preoccupata per lui (lo fai per difendere Sakura, o perché cosenti con lei?), mentre Sasuke ribatte: “Voglio combattere anche te!

Capitolo 71. Parte lo scontro tra Sakura ed Ino, e la prima si premura a specificare come questa volta non combatterà per Sasuke-kun, che ormai è totalmente fuori dalla portata dell’altra, ma che ci saranno altri futili motivi per cui riempirla di botte (oltre che per passare gli esami). Vabbe’ Sakura, il fatto di stare nello stesso team di Sasuke non sembra abbia portato grandi frutti per ora, almeno Ino non si è ancora sentita dire di essere “noiosa” (ma toccherà anche a lei!)

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Capitolo 93. Sakura ed Ino se ne stanno in disparte nel cortile dell’Ospedale a chiedersi che fine abbia fatto Sasuke-kun.

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Capitolo 111. Sasuke che si era dato alla macchia ritorna in scena, mentre Sakura si interroga preoccupata sul suo marchio. Kakashi le spiega che non c’è bisogno di preoccuparsi, perché ha praticato un sigillo che ne bloccherà gli effetti per un po’.

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Capitolo 129. Naruto e Sakura intervengono in soccorso di Sasuke che sta affrontando Gaara ed è paralizzato dal Segno Maledetto.

 

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L’intervento di Sakura purtroppo non si rivela granché utile, a parte darle l’opportunità dell’ennesimo Sasuke-kun, e lei finisce intrappolata in una ganascia di sabbia contro un albero.

Capitolo 133. Sasuke si ridesta e decide di intervenire in soccorso di Naruto, dicendogli di andarsene e portare in salvo Sakura. Naruto però non vuole andarsene ed affronta Gaara in uno scontro spettacolare, mentre Orochimaru se la sta vedendo con Sarutobi. Finito lo scontro, siamo al capitolo 138, la morsa di sabbia che teneva imprigionata Sakura si frantuma, mentre Gaara stramazza esausto al suolo. Sasuke balza ed afferra Sakura, invece di lasciarla sbattere a terra per non illuderla (e illudere gli appassionati) di amarla.

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Poi la deposita al suolo affidandola a Pakkun: “Prenditi cura di Sakura”.

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A questo punto fermiamoci un attimo e ricapitoliamo la scena (la prima in cui Sasuke pare mostrare interesse per Sakura, finalmente!): Sasuke si ridesta e dice a Naruto che non sarà in grado di proteggerlo come nel Paese delle Onde, per cui gli intima di prendere Sakura e scappare con lei più lontano che può. Di questo abbiamo già parlato, per cui facciamo un passo oltre. Una volta finita la battaglia Sasuke afferra Sakura e la deposita al suolo, lanciandole questa strana occhiata malinconica. La si potrebbe interpretare sostanzialmente in due modi:

  1. Mi spiace per tutto quello che ti è successo, soprattutto dopo che ti sei presa tanta cura di me
  2. E’ questa la ragazza per cui Naruto stravede e che lo ha reso così determinato a vincere la battaglia nel modo incredibile in cui l’ha vinta, mentre io volevo proteggere lui

Quale sarà delle due? Affinché agli appassionati non resti alcun dubbio Sasuke lascia Sakura alle cure di un cane e va da Naruto. “Basta così Naruto…” gli fa appena si avvicina, poi gli si accoscia accanto: “Sakura sta bene adesso, questo tizio ha praticamente esaurito il chakra e la sabbia che intrappolava Sakura si è dissolta!”

Una volta mi trasformai in cane e mi affidarono Sakura

Una volta mi trasformai in cane e mi affidarono Sakura

Capitolo 173. Sakura è in ospedale accanto al letto di Sasuke, che è ancora convalescente dopo l’attacco di Itachi.

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Sta tagliando delle mele, mentre Sasukkia riprende conoscenza e comincia a meditare sugli ultimi avvenimenti, sul combattimento contro Gaara, su Sakura che lo ringraziava per averla salvata mentre lui le spiegava che non era merito suo, era stato Naruto che per salvarla aveva tirato fuori un potere inimmaginabile.

Fermiamoci un attimo e facciamo un inciso. Questo pensiero fa girare le scatole a Sasuke, tanto che scaglia la propria rabbia contro Sakura ed è deciso ad affrontare Naruto per capire chi dei due sia più forte. Ma con chi ce l’ha veramente? E’ geloso della forza di Naruto, o del fatto che egli l’abbia tirata fuori per Sakura? Perché dal canto suo, Sasuke già quattro volte ha rischiato la vita per salvarlo (Haku, Orochimaru, Gaara, Itachi), dando il meglio di se, mentre il biondino pare si fosse mosso solo per Sakura-chan.

Tant’è che la psicopatia di Sasuke non tarda a manifestarsi e sfoga la sua rabbia gettando via il piatto di mele che gli offriva Sakura (e qui davvero mi chiedo a chi possa non dispiacere per la fragola-rosa, che comunque ci tiene davvero a lui).

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Capitolo 181. Sasuke ha deciso di andarsene e di chiudere una volta per tutte sia con il Team 7 che con Konoha. Sakura lo intuisce e lo intercetta sulla strada che conduce fuori dalla città.

Sasuke: “Che cosa ci fai qui nel cuore della notte?”

Sakura: “Chiunque se ne vada passa per questa via…”

Sasuke: “Dovresti tornare a letto.”

Sakura: “Io ti ho fatto sempre arrabbiare, vero? Quando siamo diventati gennin, la prima volta che ti ho parlato da sola, tu ti sei arrabbiato con me.”

“Non me lo ricordo” ribatte Sasuke, probabilmente mentendo e cercando di evidenziare la scarsa importanza dell’evento per lui.

Sakura: “Lo immaginavo, è stato tanto tempo fa” (sì, ora non esageriamo…)

Comunque Sakura prosegue: “Da allora io, te e Naruto abbiamo formato un team con il maestro Kakashi ed abbiamo affrontato innumerevoli missioni assieme. E’ stato faticoso e difficile, ma prima di ogni altra cosa qusto mi ha resa felice. Io so cosa è successo alla tua famiglia, ma una cosa come la vendetta non porta gioia a nessuno…”

Sasuke: “Come ti ho detto io non sono come voi. Abbiamo cammini diversi e dobbiamo percorrerli. Quando compievamo le missioni assieme per un po’ ho pensato che fosse la mia strada, ma poi ho capito che io sono un vendicatore e che io non potrò mai essere come voi, come te e Naruto!” (ma quanto odierai i loro nomi assieme?)

Sakura: “Hai intenzione di tornare ad essere solo? Tu mi hai parlato della solitudine e della pena che si prova, adesso io sento quella pena. Benché io abbia una famiglia, senza di te nella mia vita io… Io sarò comunque sola…”

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Sasuke si acciglia e riflette, mentre gli vengono in mente Sakura e Naruto: “Queste sono le nuove strade che dobbiamo percorrere…”

Sakura: “Ti amo Sasuke, ti amo così tanto che non posso spiegartelo! Se mi permetterai di stare con te, ti giuro che non te ne pentirai!”

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La mia anima si tortura per te

Sakura: “Io sarei felice ogni giorno, noi troveremmo la felicità assieme! Io farei qualsiasi cosa per te, Sasuke! Ti imploro di restare! Io ucciderei per te, qualsiasi cosa tu mi chieda di fare, io la farei! Ti prego resta, non posso vivere senza di te!”

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Sasuke si volta a guardarla e ribatte: “Sei veramente… Noiosa…” (ah allora te la ricordi quella volta prima!)

Sakura: “Fermati! Se fai ancora un passo urlerò!”

Sasuke si ferma, poi le compare alle spalle. “Grazie” le dice, poi la colpisce e la molla su una panchina sul bordo della strada (un gesto uber-romantico).

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E con questo finisce il rapportarsi tra Sakura e Sasuke. Si incontreranno nuovamente appena nel capitolo 307, al covo di Orochimaru, quando però Sasuke sarà troppo occupato a tentare di infilazre Naruto e fargli capire che ora lui appartiene ad Orosaiwa (tiè Naruto, volevi Sakura? E allora sarà Orochimaru ad avermi!)

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E nel capitolo 484 quando lei tenterà di uccidere Sasuke, che per tutta risposta tenterà di uccidere lei.

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Detto questo saltiamo tutta quella miriade di capitoli dove Sakura pensa a Sasuke, perché è evidente che ne è innamorata ed è inutile portare ulteriori prove, piuttosto prima di proseguire una curiosità:

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La copertina del capitolo 19 ripropone lo stesso tema della 24esima sigla di chiusura di Shippuden.

Dunque abbiamo visto Sakura dichiararsi ripetutamente a Sasuke, che a sua volta l’ha ricambiata solo in circostanze sospette. (per non dire che non l’ha ricambiata affatto) Avrebbe potuto dire qualche volte a Naruto: “Prenditi cura di lei, per me”, oppure mandare Pakkun a vedere come stava Naruto e restare con la ragazza a cui teneva tanto, non scagliare la sua rabbia contro di lei se avesse odiato Naruto (o semplicemente odiato il fatto di non essere abbastanza forte) e infine non abbandonarla nel cuore della notte, dopo che questa gli ha dichiarato l’inimmaginabile.

Infine per moltissime persone quel grazie finale ha un senso profondo e positivo, come una sorta di riconoscimento da parte di Sasuke di non si sa bene cosa. Purtroppo però può rappresentare anche tante altre cose, dal sarcasmo (grazie per tutto il tuo inutile impegno) alla compassione (mi fai veramente pena per quanto sei innamorata ed apprezzo che tu ci abbia provato), arrivando perfino ad un favolistico “grazie di rimanere qui con Naruto” (francamente non ci credo, ma è solo a riprova della molteplicità di significati).

Personalmente ritengo che rappresenta un semplice “grazie per tutto quello che hai fatto”, perché Sasuke si rende conto che Sakura ha dato veramente molto per lui e, per quanto sia forte il desiderio di andarsene, questo non gli toglie la sua dignità, per cui anche l’onestà di riconoscere quando qualcuno ha fatto molto per noi. Un modo come un altro per non lasciare debiti insoluti.

E adesso che Sasuke è tornato, Sakura ritroverà il suo grande amore? Farà partire una randellata di schiaffoni come nelle migliori commedie anni ’80 per punirlo di tutto ciò che le ha fatto?

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