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Il ritorno di Sasuke – parte terza

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Se nei precedenti due articoli (qui la prima e la seconda parte) ci chiedevamo se Sasuke fosse tornato per Naruto, o per qualche altro motivo, adesso la risposta pare alquanto chiara: è tornato per Naruto.

Qualcuno potrebbe ribattere fin da subito che l’avvicinamento è dettato solo dalla necessità di sconfiggere assieme un nemico che altrimenti distruggerebbe il mondo intero, ma anche se così fosse (e cercherò di dimostrare il contrario in seguito), ciò implicherebbe che sostanzialmente Sasuke reputi Naruto un suo pari, indispensabile a prescindere (non poca cosa, se ci ricordiamo di quando affermava che lui era decisamente superiore!).

Prima di procedere però, voglio fare una premessa, su un tema a me molto caro: come ne abbiamo già parlato altrove, sono dell’opinione che Sasuke ami veramente Naruto, e che uno dei motivi sottintesi per cui se ne era andato, derivava proprio dal fatto che Naruto non pareva essere capace di ricambiare il medesimo sentimento, ed anzi sembrava innamorato piuttosto di Sakura, riducendo il loro rapporto ad una mera rivalità tra ninja di Konoha (di conseguenza lui che ci stava a fare, ancora lì? Tanto valeva dedicarsi alla vendetta). Questo si vede sia nella crescente (ed immotivata) irritazione che Sasuke mostra nei confronti della ragazza (la famigerata scena nell’ospedale dove getta a terra il piatto che lei gli porge), sia per il generale fastidio che prova nel vedere i due fare coppietta (ricordiamoci che nel momento in cui se ne va, nel cuore della notte, la prima immagine che torna alla sua mente sono Naruto e Sakura assieme, senza di lui) — per inciso, la principale contro-argomentazione portata a questi esempi è che “Sasuke fosse geloso di Sakura”, una stupidaggine se si considera che la fragola-rosa non faceva che sbavargli appresso.

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D’altro canto non me la sentirei di dire che Naruto provi il medesimo sentimento (per quanto vi possa essere), più che altro perché ho la sensazione che neanche il biondino lo abbia mai elaborato del tutto chiaramente, diventandone pienamente cosciente — per lui sta ancora molto bene la scusa del “siamo fratelli”.

Insomma Sasuke è tornato, ancora una volta, per combattere al fianco di Naruto e ha ben chiara l’idea di salvarlo fin da subito, molto prima che si rivelasse il fatto che loro due fossero le incarnazioni dei figli di Hagoromo e quindi l’unica chiave per sconfiggere Kaguya — quando ancora i nemici sembravano solamente Obito e Madara.

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Già in tale contesto Kishimoto ci mostra una perfetta affinità dei due, sia per le capacità sia per gli intenti, tanto che riescono a fondere assieme il proprio chakra in quella specie di Sasu-Naru-zord con cui affrontano Obito. Nello specifico, in quel istante della trama, Sasuke avrebbe potuto benissimo infischiarsene di Naruto e trovare l’appoggio di Orochimaru e degli altri kage e zombi-kage, evitando di proteggerlo ossessivamente fino all’inverosimile, come abbiamo già detto in precedenza. Non che avrebbe dovuto combattere contro o senza di lui, ma poteva cercare di coordinare un’azione di tutto il gruppo — non fosse per altro che dimostrare di avere la stoffa di un leader e tenere fede al suo intento dichiarato di diventare hokage.

Sasuke invece che cosa fa? Si preoccupa solo ed esclusivamente di Naruto, arrivando a spiegarlo candidamente per be due volte, nei capitoli 644 e 680.

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Ma non finisce qui… Se da un canto Naruto torna a dimostrare di tenere in massima considerazione il parere di Sasuke su ogni minima cosa (capitolo 655) — a volte fino al ridicolo — l’Uchiha abbassa subito la cresta, dopo che Naruto si risente del suo atteggiamento nei confronti di Kakashi e Sakura (capitolo 678), cercando quasi di tornare sui propri passi per non scontentarlo eccessivamente: sembra di tornare allo scontro con Gaara nella foresta, dove pur di far fare al biondino ciò che reputava giusto, acconsente anche a compromessi ai quali altrimenti non sarebbe sceso.

Di contro Naruto è sempre il solito idiota che non ha capito nulla, per cui non solo passa il tempo a dire che lo urta prendere ordini da Sasuke, “come se niente fosse successo” (e qui ho tanto la sensazione che è esattamente quello che vorrebbe il nostro protagonista, che tutto torni come era una volta), ma arriva anche a rievocare la scena sul ponte quando l’Uchiha lo salvò, dicendo che in certe situazioni il suo corpo si muove da solo e nello specifico quando si tratta di salvare gli amici.

Qui in particolare sembra che ciascuno dei due cerchi di sottintendere altro:

Naruto, dal canto suo, pare voler provocare Sasuke, per la serie: almeno sei mio amico? Allora mi salvasti, come io salverei degli amici… Dimostrando tutta la sua solita insicurezza e il fatto che non abbia capito un fico secco di come ragioni l’Uchiha (figuriamoci se il suo corpo si sarebbe mosso da solo per Sakura o Kakashi oppure altri…)

Sasuke invece rimane in silenzio, con la faccia di quello che pensa che l’altro non abbia capito un cazzo.

Ad aggiungere ombre sui soliti fraintendimenti tra i due, arriva anche Madara con un’affermazione profetica delle sue, quando Sasukkia cerca di infilzarlo:  “ah beh…  comunque non ti rimane molto tempo…” dice. A che cosa si stava riferendo? Tolto il fatto che probabilmente parlava dell’imminente tsukuyomi infinito, potrebbe anche darsi che si riferisse a qualcosa di collegato all’uso dello sharingan e che potrebbe aver condannato a prescindere il nostro beneamato Uchiha. E’ solo un’ipotesi, ma c’è chi la ritiene più che plausibile, e potrebbe dare un pizzico di dramma al finale (che altrimenti temo essere proprio latte-e-miele).

Infine, come se niente mancasse, ci pensa anche Kishimoto ad aggiungere dell’altro pepe alla faccenda, paragonando i due al Sole e alla Luna — i famigerati figli di Hogoromo.

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Si noti che nella rappresentazione, però, la figura del Sole ha un aspetto maschile, e quella della Luna uno femminile

In particolare, nel mito giapponese, le due entità hanno i generi invertiti rispetto a noi, laddove il Sole è la dea Amaterasu, mentre la Luna è il dio Tsukuyomi, entrambi figli di Izanagi e quindi fratelli (per la gioia di Narutello), ma anche sposati e quindi coniugi (per la gioa di Sasukkia) — dunque se da un canto l’omoerotismo lo abbiamo fatto uscire dalla finestra, a favore della fratellanza, adesso possiamo farlo rientrare dalla porta in nome del matrimonio. A tale proposito tutta l’allegoria non fa che sancire la già ben collaudata mela del Yin-Yang tra i due: maschile (per Naruto) e femminile (per Sasuke), luce e tenebra, destra e sinistra e via discorrendo.

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Manco a farlo apposta, si scopre che infatti Naruto è destro, mentre Sasuke è mancino, nel momento in cui Hagoromo chiede ai due di afferrare il suo bastone (sic!) con la mano dominante.

Insomma, dal capitolo 650 ad oggi il ritorno di Sasuke ha dato il via ad un estrema e capillare riunione dei due eroi (come li ha definiti lo stesso Kishimoto, nel punto della loro morte), quasi rievocando i due fiumi che una volta divisi si incontreranno nuovamente nell’oceano, perché che ci piaccia o meno il legame dei due è tanto indissolubile quanto fatale. Se quindi Naruto non ha fatto altro che rincorrere l’amico-fratello (o dovremmo dire fidanzato?) da quando se ne è andato, Sasuke non è tornato per altri che per lui (e non ha mancato di ribadirlo), come sembra anche sospettare Kakashi, mentre si interroga sul vero motivo della sua riconciliazione, chiedendogli quale fosse realmente il suo sogno (e Sakura che aggiunge: “Tu hai detto di voler diventare hokage, che cosa significa? Che cosa c’è dietro?”).

Per il momento è comunque presto per tirare le conclusioni, ma una cosa è certa: dietro, che ci piaccia o meno, c’è sicuramente Naruto… in tutti i sensi.

Vedi anche: parte prima, parte seconda

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Naruto, io ti ucciderò

Capitolo 218. Sta per avere inizio uno dei più importanti episodi nella relazione tra Naruto e Sasuke, che di fatto sancirà l’impronta sulla quale si svilupperà tutto il resto di Shippuden.

Partiamo con una premessa, introdotta dallo stesso Kishimoto, quale anticipazione dello scontro: la persona importante non è sempre una persona buona. Questa è un’osservazione che fa Gaara a proposito del fatto che Naruto stia correndo ostinatamente appresso a Sasuke, nonostante questi abbia deciso di propria volontà di andarsene, per unirsi ad un nemico come Orochimaru (formalmente questo fa di Sasuke un traditore). Interessante come questo fatto si ricolleghi indirettamente all’episodio di Haku, che vedeva in Zabusa la persona importante oltre ogni ragionevole dubbio.

Dunque Naruto e Sasuke si fronteggiano nella Valle della Fine-ultima-e-definitiva, esattamente come una volta vi si fronteggiarono Hashirama e Madara.

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Diciamo che col senno di poi la cosa ci fa un po’ ridere, però in quel momento la principale simbologia retrostante verteva sull’idea dello scontro ineluttabile; uno scontro che avrebbe diviso per sempre i nostri eroi, esattamente come accadde ai fondatori di Konoha. Possibile che anche loro fossero predestinati alla medesima sorte?

Naruto e Sasuke si squadrano a distanza, poi Sasuke si volta e fa per andarsene.

“Che fai, scappi via?!” Urla Naruto madido di sudore.

Sasuke si volta, Naruto sembra non riconoscerlo più, con quella metà del volto sfregiata dal Segno Maledetto di Orochimaru.

“Ehi coglione, sei te questa volta…”

Naruto intuisce che il compagno si riferisca a Sakura, che già gli aveva spiegato che aveva provato a fermare Sasuke senza riuscirci, e che solo lui poteva riuscirci a questo punto. Solo lui…

Fermiamoci un attimo e facciamo un piccolo appunto. Sasuke cerca di ostentare fastidio nei confronti di entrambi i compagni, prima per Sakura che aveva pensato di riuscire a fermarlo in qualche modo (da cui poi la storia del famigerato “grazie”) e ora per Naruto che segue le sue orme. Ma che cosa gli hanno fatto entrambi? Per capirlo conviene ripercorrere l’ultima sequenza di avvenimenti, iniziata quando Naruto si scontro con Gaara. Già in quel momento si ha l’impressione che Sasuke provi una sorta di delusione, principalmente di fronte al fatto che Naruto tenda a sacrificare tutto se stesso per Sakura (laddove Sasuke si sarebbe sacrificato per lui, o al più per entrambi) e che i suoi poteri non sono nemmeno paragonabili a quelli del biondino. Questo tema ritorna poi in auge con l’avvento di Itachi (che come tutti i santi merita questo tipo di apparizioni), quando Sasuke tenta disperatamente (ed inutilmente) di proteggere Naruto. Da lì segue il loro primo vero scontro, fomentato ancora una volta dal ricordo della propria impotenza di fronte sia a Gaara che ad Itachi, che confermerà l’insicurezza dell’Uchiha.

La tesi, che molti potrebbero trovare azzardata, è che effettivamente l’attaccamento di Sasuke per Naruto sfoci in qualcosa di molto simile all’amore (per non dire nell’amore vero e proprio), tanto da portarlo a non accontentarsi di una semplice amicizia. Anzitutto vediamo Sasuke pararsi di nuovo di fronte a Naruto per salvarlo, perché “non vuole vedere altre persone importanti morire di fronte ai suoi occhi”, trovando Sakura come espediente per farlo allontanare, poi segue il suo curioso sguardo verso la ragazza quando la affida alle cure di Pakkun, per raggiungere subito dopo il biondino e rassicurarlo sull’esito della battaglia (ehi Naruto, Sakura è salva). In quel momento pare quasi che Sasuke realizzi che Naruto sia veramente innamorato di Sakura, precisamente come va professando sempre ad alta voce, e per lui non ci sia spazio tra i due. Di qui la sua reazione stizzita alle amorevoli cure della ragazza (la famigerata scena dell’ospedale) e il desiderio di provare finalmente a Naruto di essere comunque più forte di lui, ritrovando dunque una propria valenza per lo meno nella necessità della sua presenza in quanto membro forte (o maschio alfa, per dirla con gli americani) del gruppo. Non a caso, da questo punto di vista, quando Sakura cerca di fermarlo a lui vengono in mente subito loro due assieme, come ormai un dato di fatto che separa per sempre le loro strade.

Molti obietteranno che: nell’episodio di Gaara Sasuke volesse salvare principalmente Sakura (ma allora perché abbandonarla alle cure di un cane per poi correre subito da Naruto?), che nell’episodio dell’ospedale Sasuke fosse geloso di Sakura e Naruto (questa è comica, ma dovevo metterla; perché mai Sasuke dovrebbe essere geloso di loro due, laddove Sakura non fa che professare il suo eterno amore per lui?), che Sasuke se ne va “ringraziando” Sakura (tolto il fatto che di lì in poi non fa che sfogare il suo fastidio per lei appena può, “t’oh ecco la noiosa Sakura”, è più facile dare a quel grazie un tono compassionevole, che altro, soprattutto considerando che dopo cercherà beatamente di ucciderla, e la ignorerà nel momento della salvazione ultima), che Sasuke se ne va per via del fratello (ma quando si sveglia in ospedale il suo primo pensiero è il fratello che vuole Naruto, non la vendetta, ma salvare Naruto e la sua impotenza di fronte al pericolo).

Appare dunque come unico filo conduttore degli eventi il fatto che Sasuke vorrebbe essere importante per Naruto, ma disgraziatamente non riesce a provarlo a se stesso, mentre Naruto (ancora una volta disgraziatamente) non riesce a dimostrarglielo, facendogli credere che il tutto si riduca ad una mera questione di rivalità tra compagni di Konoha.

Torniamo a noi.

Naruto si ricorda della supplica di Sakura: “Ti prego, è il mio unico desiderio… riporta indietro Sasuke-kun”

Sasuke: “L’ho già detto a Sakura, per cui non annoiarmi ulteriormente” (qui Sasuke sottolinea l’unione tra i due, per la serie: ma come, Sakurella non te lo ha già detto? Quello che ho detto a lei vale anche per te!)

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Sasuke ride imitando Orochimaru: “Perché quella faccia accigliata?”

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A Naruto tornano in mente loro due nel Team 7, e mettiamo l’accento su loro due. Quello non è il Sasuke che lui conosce, che cosa gli è successo?

Ancora una volta c’è da notare, a sostegno della tesi precedente, come Sasuke stia facendo di tutto per rendersi odioso, imitando Orochimaru anche per fargli capire che lui non appartiene a loro, che lui è con il nemico, è un’altra persona, non è quello che credevano di conoscere. Perché farlo? Perché tanto impegno a farsi odiare, a provare che l’altro non sappia nulla di lui? Senti di esserti esposto troppo Sasuke?

Proseguiamo: a Naruto tornano in mente i momenti di intimità che avevano vissuto assieme, quelle cose per cui lui credeva di conoscere Sasuke. Quando si sono seduti all’accademia insieme, quando Sasuke gli ha offerto il suo pranzo alla prova dei campanelli, quando si allenavano fino a notte fonda assieme. E ancora quando Sasuke si era frapposto tra lui e Haku e quando gli ha detto di portare in salvo Sakura da Gaara (sic!).

Quelli erano momenti loro. “Perché?” chiede impotente Naruto: “Perché Sasuke?! Che cosa ti ha trasformato così?!”

Sasuke non desiste: “C h e  c o s a  h a  a  c h e  f a r e  c o n  t e  t u t t o  q u e s t o?” (riborda Sasuke! Facciamoglielo capire bene che non conta più nulla per te!)

“Io ho il mio cammino” prosegue Sasukkia “e non permetterò a nessuno, chiunque sia (ma va!), di intralciarlo o condurmi su un’altra strada!”

Sasuke: “Lascia che te lo chiarisca una volta per tutte: i miei puerili giochi con voi della foglia sono finiti, va a casa!”

Naruto: “Chouji, Neji, Kiba, Shikamaru, Mr Sopracciglia… hanno rischiato la vita per trovarti!”

Sasuke: “Buon per loro!”

Sasuke fa per andarsene ma Naruto gli piomba addosso, ricordando le parole di Shikamaru, che assieme agli altri compagni è andato alla sua ricerca in quanto Sasuke era un ninja della Foglia ed era loro dovere salvarlo.

Naruto: “Che cazzo pensi dei tuoi compagni della Foglia!”

Ancora una volta lo scontro tra Sasuke e Naruto si traduce nell’incomprensione tra i due: Sasuke non capisce quanto sia importante per Naruto, Naruto si identifica con un ninja qualsiasi per Sasuke (non avendo ancora raggiunto il suo livello) e si sente offeso nel profondo quando denigra i ninja della Foglia, e di conseguenza egli stesso.

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Naruto è sopra Sasuke, a pugni serrati, lo colpisce, lo strattona, vuole una spiegazione a tutti i costi.

Sasuke: “Sono per caso diventato più forte stando con questi “compagni”?”

Naruto è perplesso, Sasuke prosegue: “Andrò da Orochimaru!”

“Orochimaru è quello che ha ucciso il Terzo Hokage e vuole distruggere la Foglia! Pensi davvero che ti darà un qualche potere agratis?! L’unica cosa che vuole è prendere il tuo corpo come un contenitore! Potresti non tornare mai più! Potresti essere ucciso! Non posso permetterti di andarci!”

Sasuke a questo punto deve dimostrare come per lui niente ha più importanza: “Non mi importa!” Ma che cos’è ad averlo deluso? Perché alla fine il suo è il tipico atteggiamento di chi ha sperato in qualcosa che alla fine si è rivelato diverso da quello che credeva, quando non impossibile, e adesso vuole distruggere tutto, fare terra bruciata di ogni cosa.

“L’unica cosa che conta per me è raggiungere il mio obiettivo, e non mi importa se questo ti metterà di mezzo!” Prosegue l’Uchiha.

Naruto: “Non puoi farlo! Ti riporterò indietro a forza, se necessario!”

Kishimoto commenta a conclusione del capitolo: “Il suo villaggio, i suoi compagni… si è lasciato tutto dietro. Naruto è colto da una rabbia insopportabile. Un conflitto inevitabile li attende entrambi! Cos’è del passato di Sasuke che lo spinge verso Orochimaru?”

“Se non ricordo male…” riprende calmo Sasuke: “Quello scontro è stato interrotto…”

Naruto: “Quello non era lo scontro che volevo io! Perfino adesso…”

A questo punto Sasuke afferra Naruto per la maglia e lo solleva, chiedendo più a se stesso che al compagno: “Perché mai dovrebbe importarmi di te?”

Ancora una volta Sasuke conferma, implicitamente, il fatto che il dubbio amletico verta attorno a Naruto, perché dovrebbe importargli di lui? E perché noi abbiamo già visto che gliene importava, ma tutto ad un tratto lui non vede più alcun motivo per cui Naruto dovrebbe essere importante per egli.

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Si ha quasi l’impressione che Sasuke voglia scoprire che diavolo ci trovasse nel biondino (e davvero lo si fa per amicizia? non che non lo si possa fare, ma qui…).

Comincia lo scontro tra i due, Sasuke si abbandona al potere di Orochimaru: dunque era questo! Lo stesso potere che, ricordiamoci, ha cercato di tenere nascosto da Naruto, quasi per non preoccuparlo, per non mostrarsi debole di fronte a lui, vulnerabile tanto da essersi fatto mordere dal buon Orosaiwa. E lì botte come se non ci fosse un domani.

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A Naruto torna in mente la promessa fatta a Sakura, di riportare indietro il compagno a tutti i costi, ma anche qui verremo a scoprire quanto poco vero fosse questo fatto ufficiale e quanto, invece, importava a Naruto per un fatto suo personale, a prescindere da Sakura e tutto il resto. Anche qui, permettetemi un po’ di malizia da fangirl, si ha l’impressione che Naruto non voglia essere meno dell’amica, che sa essere innamorata di Sasuke.

Siamo appena al capitolo 219 e arriva una perla tutta di Sasuke. Naruto gli chiede se una delle botte lo abbia finalmente risvegliato e l’Uchiha replica: “Sì ora mi sono svegliato… dal mio stupido sogno… quando credevo in un futuro con i miei camerati, ubriacato dall’illusione della pace!”

Per Sasuke è finito un sogno e abbiamo visto che cosa lo ha fatto finire, quel filo conduttore che lo legava ad un Naruto che lui vedeva sempre più irraggiungibile. Non era in grado di difenderlo né da Gaara né da Itachi, a Naruto importava solo di Sakura e vedeva in lui nient’altro che un misero compagno ninja di Konoha, un patetico rivale (la storia del coprifronte, per intendersi).

“Il futuro non è il posto dei miei sogni, è il passato il posto dove essi apparteranno per sempre!” Proclama Sasuke, rivedendosi in collo al fratello Itachi. Anche qui è interessante come Sasuke abbia recuperato la sua infanzia come unico luogo di affetto e amore, quasi che tutto ad un tratto gli fossero venuti a mancare. E’ un tropo ricorrente anche in altre storie: si perde l’amore e si riversano tutte le proprie energie nel passato, nella vendetta, nello sciovinistico amore per la patria. Si travasa, insomma, l’amore in altro!

Piccola pausa. Dal capitolo 220 al capitolo 225 si narra la storia dell’infanzia di Sasuke e più in generale quella del clan Uchiha. Adesso Sasuke non vede altro scopo nella propria vita che la vendetta ed è ormai deciso a seguire il fratello nell’oscurità.

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Ma anche qui non bisogna fraintendere. Itachi non è il vero scopo, o almeno non l’unico, è una motivazione, ma non il fine vero e proprio, come ci verrà fatto sapere nel capitolo 576. Ma questo lasciamolo da parte per ora, fatto sta che Sasuke è incazzato come una biscia e ora vuole il potere! Distruggere tutto, pur di ottenere il potere!

Naruto capisce che Neji aveva ragione, Sasuke ormai vaga nelle tenebre e sta facendo sul serio: “Vedo che non scherzi, dannazione!”

Sasuke: “Intendo ucciderti!”

Naruto: “Vuol dire che non mi consideri più un tuo amico…? Tutto ciò che abbiamo fatto come Team 7 per te non significa nulla?!”

Sasuke: “No…” e ricorda le parole di Itachi sul potere del mangekyou sharingan e sulla necessità di uccidere un amico. “… Non è stato inutile, per me ha voluto dire avere te come mio migliore amico…”

Naruto: “Sono tuo amico? Allora perché?”

Sasuke: “E’ proprio per questo che ti ucciderò!”

Naruto: “Non pensare che me ne stia a guardare… Sembri davvero deciso ad uccidermi, non è vero Sasuke?!”

Nuovamente botte a dritto, come se piovesse.

Sasuke: “Te l’ho già detto, ti ucciderò e questa volta non ci saranno né Kakashi né Sakura, né nessun altri, ad interromperci!”

Naruto: “Ti farò rinsavire!” (a suon di sberle se necessario)

Chidori e rasengan si scontrano in questa divertentissima composizione a cuore (in alcune vignette appena precedenti è anche più evidente).

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Capitolo 227. Dopo cotanta gaiezza Naruto è lì che riflette sulle ultime parole di Sasuke, sul fatto che si senta un suo amico: “Proprio per questo” pensa Naruto “Con questo rasengan devo riportarti indietro!”

Sta tutto in un colpo e Naruto sente di voler giocare il tutto e per tutto, pur di riavere indietro Sasuke, ora più di prima.

Purtroppo però i loro poteri si equivalgono e nessuno dei due riesce ad avere la meglio. Lo scontro infuria e Sasuke, tra le altre cose spiega a Naruto che a due ninja di alto livello non servono le parole per capirsi, bastano i loro pugni. “Puoi veramente leggere nella mia mente, Naruto?” lo schernisce l’Uchiha. Di nuovo: perché? Perché per Sasuke sembra, implicitamente, così essenziale essere capito da Naruto? Anche al loro primo scontro, quando Naruto insiste sulla storia del coprifronte, Sasuke mette in evidenza come sia “solo un pallone gonfiato che non capisce nulla”. E che cosa ci sarebbe da capire, che Naruto non ha inteso?

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Naruto rivede loro stessi da bambini: “… Sasuke io sapevo da sempre che eri un tipo solitario… All’inizio ero sollevato pensando che fossi come me… Ne ero tuttavia anche felice. Avrei voluto da subito parlarti, ma tu non parlavi… Tu eri capace in ogni impresa, potevi anche avere chiunque tu avessi voluto… Perché comunque eravamo diversi… Scioccamente decisi di fare di te il mio rivale… Non volevo perdere di fronte a te, perché ero considerato un perdente… E perfino quando eravamo diventati il Team 7 io pensavo lo stesso… Ostinatamente ho continuato a mentire… Ma… Io volevo da sempre essere come te. Aspiravo a te, per questo…” si ricorda quando Sasuke disse di voler sfidare pure lui “Per questo ero autenticamente felice, quando mi hai riconosciuto. Nonostante quelle parole (per riconoscermi) i nostri pugni non hanno bisogno di scontrarsi perché io lo capisca… Da allora non abbiamo parlato… Noi… Come facciamo ad essere amici noi?”

Naruto si ricorda ancora le parole di Sasuke, sul fatto che lo riconosca come amico: “Ma se è anche vero che vuoi uccidermi…” pensa “Allora io non capisco… Forse mi ero illuso di essere l’unico amico che tu volessi…”

Sasuke colpisce Naruto: “E’ troppo tardi!” Grida, interrompendo i suoi pensieri.

Con questo finisce il capitolo e permettetemi una pausa di riflessione. Naruto fa il suo primo lungo soliloquio sul suo rapporto con Sasuke e sostanzialmente sul suo desiderio di avvicinarlo. Dico avvicinarlo e non “essergli amico” perché c’è una profonda differenza. Amici di solito si diventa, non lo si vuole essere. Il voler avere una relazione con qualcuno, per quanto la si possa chiamare amicizia, fa parte di una sfera affettiva più complessa, dove l’avvicinamento non è determinato dalla reciprocità, ma dal desiderio che, ci piaccia o meno, si può facilmente tradurre in amore. Pensateci: quante volte vi sarà capitato il ragazzo o la ragazza che dicono “ehi voglio solo essere tuo amico/a”? E voi sotto sotto sapevate che non era vero, che c’era anche il desiderio di altro, perché amici lo si diventa spontaneamente, perché si ha qualcosa da condividere. Non è sempre una cosa conscia, ma sostanzialmente fa parte della sfera dell’amore, più che dell’amicizia.

Capitolo 228. Mentre Kakashi è colto da nefasti presentimenti, Sasuke trapassa da parte a parte Naruto che comunque “per tutto quello che sente, non ha intenzione di mollare!” (din don, la solita amicizia, certo!)

Scena abbellita del 200%

Scena abbellita del 200%

A Naruto torna in mente ancora una volta quando incrociò lo sguardo di Sasuke seduto sul pontile, a meditare sulle sue disgrazie: “Per qualche motivo non riesco a capirti, ma non permetterò ad Orochimaru di averti…”

Narutello, lo sguardo di Sasuke ti ricordi… Nei tuoi sogni la scena proseguiva tipo così?

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A parte gli scherzi torniamo ai nostri due eroi: Sasuke estrae il braccio insanguinato dal corpo del compagno, per poco non gli trafiggeva il cuore. Ormai tra di loro è solo lotta, cieca ed insensata. Rabbia omicida da TG5 per intendersi!

In un raptus omicida il ragazzo uccide il compagno, i vicini dicevano che erano una coppia tranquilla e serena!

Naruto si lascia pervadere dal potere della volpe: “se anche dovesse spezzarti le braccia e le gambe e tutte le ossa, non ti permetterò di andare da Orochimaru!”

Sasuke è incredulo: “ma questo potere… che COSA sei veramente?”

“Un amico!” Ribatte Naruto fuori di se, avvolto dal chakra fiammeggiante di Kurama. (se aveva una gatling in mano ero lo stesso)

Botte e ancora botte. Sasuke trova il tempo di urlare nuovamente a Naruto che lui non è in grado di capirlo: “Che ne sai tu che non hai una famiglia?! Cosa puoi capirne del perdere un legame, tu che non ne hai mai avuti!” Interessante come ancora una volta, Sasuke dimostri di non reputare di essere un legame per Naruto, che nuovamente lo dichiara solo come un amico. E a te non basta, vero Sasuke?

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Naruto replica che è tutto vero, lui non ha mai avuto una famiglia, perciò non sa che cosa si provi, ma quando sta col maestro Iruka, lui sente che è come essere con un genitore, mentre quando sta con lui è come essere con un… fratello. Naruto non sa spiegarla altrimenti, mentre Sasuke lo guarda accigliato. Questo gli basta? O proseguire ora sulla strada della vendetta? E’ possibile tornare indietro?

“Perché arrivi a tanto per me?” Chiede Sasuke. “Perché tu sei il primo legame che io abbia mai avuto” ribatte Naruto.

Sasuke si alza, e sia, combatteranno da pari allora, esattamente come vuole Naruto. “Vieni Naruto!” esclama l’Uchiha “sarò io allora a rompere questo legame!”

Attenzione, a questo punto si potrebbe dire che Sasuke abbia finalmente riconosciuto Naruto ed ufficialmente è quello che fa, ma noi abbiamo già visto che lui lo ha riconosciuto da tempo e che quello che in realtà, a questo punto, gli concede è un combattimento tra “pari di Konoha”. Un combattimento solo tra amici, tra ninja dello stesso livello, niente di più. Per tutto quello che Sasuke ha fatto ed ha voluto dimostrare, questa è in realtà una sorta di retrocessione.

A Sasuke non basta essere un amico per Naruto, visto che questo non serve a riportarlo indietro. Qualcuno obietterà: lo scopo di Sasuke adesso è Itachi, lui si rende conto di non essere abbastanza forte e vuole uccidere Naruto, vuole il mangekyou sharingan e il potere di Orochimaru. Questa è però un’illusione, tessuta anche un po’ di proposito dal nostro buon demonio-Kishimoto.

Itachi era da sempre lo scopo di Sasuke, né il fratello, né la famiglia, né la vendetta, sono diventati più o meno necessari adesso. Quello che rompe l’idillio è il fatto che Itachi torni per prendersi Naruto (Sasuke ne ignora il vero motivo, e a modo suo lo percepisce come il passato che ritorna a prendersi quel poco che gli è rimasto!) e che l’Uchiha si senta del tutto impotente di fronte agli avvenimenti. Il fatto stesso di volersi consegnare spontaneamente ad Orochimaru (ricordiamoci che è un quattordicenne e ora come ora è difficile possa progettare qualche altro uber-piano segreto) è rappresentativo del suo senso di disfatta, del “tutto è perduto, non mi rimane niente”, del volersi lasciar andare agli eventi, anche facendosi distruggere (insomma anziché darsi all’alcool o alla droga, si da ad Orosaiwa). E in tutto questo Naruto cosa dimostra? Amicizia e basta, vuole solo uno scontro tra rivali e allora così sia.

Capitolo 230. Botte.

Sasuke: “Tu sei una persona che ha conosciuto la stessa solitudine che ho conosciuto io, e la solitudine rende forti… Per questo adesso combatteremo alla pari, ma nonostante ciò non riuscirai a sfiorare il mio coprifronte!”

Naruto: “Qualunque cosa tu possa dire è inutile!”

Sasuke: “Basta parlare, è ora di combattere!”

Sasuke a modo suo sta già fuggendo come mai in vita sua, a gambe levate, deve affrontare Naruto, ma non vuole sentire altro, ormai vuole solo spezzare quel legame, perché non sopporterebbe di tornare a Konoha. Molto meglio abbandonarsi ad Orochimaru.

Seguono botte, ancora botte e botte potenziate. Botte a tutta Nutella e arriviamo alla copertina del capitolo 231.

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Sul fianco troneggia la frase: “Non voglio guardare altrove. Non voglio lasciar perdere. Io combatto per te!”

Il combattimento prosegue ed i due tirano fuori via via il meglio dei loro poteri, il meglio si fa per dire… perché dopo poco Sasuke mostra la vera forma del potere di Orochimaru.

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Si ripetono le solite battute su cosa conta per chi e si arriva anche al capitolo 233 con la seguente copertina:

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Giorni condivisi. Emozioni condivise. Ma dopo questo scontro è ora di partire…

E’ Kishimoto a dirlo sul fianco di copertina. I poteri di entrambi si scontrano, in un ultimo, fatale, impatto, nel quale sono racchiuse tutte le loro speranze ed i loro destini. Ogni cosa. Una sfera nera avvolge entrambi, come l’oscurità del loro scontro, ma poi una luce squarcia le tenebre e annulla i mostri che sono diventati. Che cos’è?

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Loro due che si danno la mano, stringendo le dita come erano soliti fare i bambini di Konoha per riconoscersi, in quanto membri della medesima famiglia, dopo uno scontro. In questo caso non è però solo un riconoscimento, è il simbolo del fatto che le loro anime, o meglio loro nella propria intimità, si erano riconosciuti da sempre, da quando erano bambini e non certo adesso, in questo misero scontro.

Naruto è a terra svenuto, Sasuke si regge ancora in piedi: “Naruto… Io…” Inizia a piovere, come sempre succede quando c’è da piangere con Kishimoto, e le sue lacrime (se ci sono) sono coperte dalla pioggia. Una fitta di dolore gli attraversa il braccio e l’Uchiha si inginocchia al suolo in preda agli spasmi. Segue probabilmente una delle tavole più celebri di tutto il manga, dopo quella del bacio tra i due:

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Con questo si conclude lo scontro tra i due e si dà il via alla trama di Shippuden.

Alcune riflessioni finali: per l’ennesima volta Naruto e Sasuke si scontrano, principalmente perché non sono in grado di capire l’un l’altro. Entrambi sono insicuri: Naruto vuole essere riconosciuto, non vuole essere un perdente; Sasuke si sente debole, incapace di difendere Naruto e dunque senza scopo. Entrambi pensano di contare meno di quanto l’altro conti per loro: Naruto vuole un combattimento alla pari, perché non è inferiore; Sasuke lo reputa ridicolo, in quanto il loro legame va ben oltre l’essere dei banali ninja della Foglia.

Dietro al tradimento di Sasuke per Orochimaru e l’inseguimento dei suoi amici, si cela in realtà una vera e propria fuga del nostro buon Sasukkia, che non sopporta di affrontare più la realtà che lo circonda. E’ fin troppo chiaro che Orochimaru lo vuole, il fatto che Naruto lo dica e Sasuke non batta ciglio in merito, prova che l’Uchiha ne è più che consapevole: andare lì è una sorta di sucidio.

Ma perché? Che cosa è cambiato? Dove ha fallito Sasuke? L’unica cosa in cui ha oggettivamente fallito è nell’essere in grado di difendere i compagni, essere qualcuno per Naruto. Non per Sakura, ma proprio per Naruto. Alla fine è Naruto quello che conta e che ci piaccia o meno, per come sono descritte le reazioni di Sasuke il tutto si potrebbe spiegare in modo molto semplice e pulito: Sasuke sente di amare Naruto, ma non sa se questi lo potrebbe mai ricambiare (dice di amare Sakura, figuriamoci!), cerca di dimostrarglielo mettendosi al suo fianco, mostrandosi forte, indispensabile, ma poi arriva il momento in cui nemmeno questo basta. E allora fugge via, meglio distruggere quello che non si sopporta, meglio lasciarsi andare e concentrarsi sulla vendetta… Sì la vendetta è l’unica cosa che conta.

Poi vabbe’, un’altra spiegazione molto elegante è la follia degli Uchiha, ma questa è un’altra storia.


Naruto in pillole – Capitolo 639

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Dio-Obito squadra le zanzare che ha di fronte, lui che ora ha i capelli biondi come tutti i Super Sayan, lui che ha assorbito la borsetta-Juubi, lui che ha il mangekyō sharingan e il rinnegan, lui che… beh insomma, ci siamo capiti. Obito ora è Dio. E come ogni divinità ha smesso di parlare, precisamente come la Morissette in Dogma. Gli basterebbe aprire bocca e tutte quelle teste (di cazzo) esploderebbero all’istante.

Tobirama si fa avanti inviperito più che mai: “Obito Dio? Sciacquati la bocca blasfemo frocio di merda!” E detto fatto scatena la tecnica Rogo degli Infedeli che ha studiato appositamente per la Edo Tensei e che riversa una caterva di inutili, ma spettacolari, esplosioni su Obito, che naturalmente neanche la nota. Allora Sarutobi comincia a lanciare degli shuriken, visto che gli sembra abbastanza logico supporre che possano essere un’arma efficacie contro questo super-nemico… Per non sbagliare ne lancia una miriade, senza centrare il bersaglio, non sia mai che qualcuno possa scoprire che sono veramente inutili.

Compare Ten-Ten che, dandogli delle pacche sulle spalle, lo consola: “Lo so, lo so cosa si prova…”

Madara balza davanti a Hashirama: “E questi sarebbero i tuoi eredi?” Poi gli dice che è il momento di affrontarsi. Madara, ma non volevi giocarti la tua carta definitiva contro Obito? Cioè deciditi: o assorbi Juubi e fai fuori Obito, oppure affronti Hashirama. Non puoi cambiare idea così tutto d’un tratto, come se fossimo in Parlamento. Ma Madara è troppo preso da Hashirama per porsi queste domande e preoccuparsi di quel culone-inchiavabile di Obito.

Infatti Dio-Obito stramazza a terra tutto ad un tratto, trascinato dal peso delle chiappe, come Tetsuo quando comincia a perdere il controllo di Akira. Seguono un po’ di scene confuse: Sasuke salva Naruto (e Minato?!) per far bella figura davanti al padre di quest’ultimo, Minato si prepara a lanciare una qualche turbo-tecnica-definitiva, Dio-Obito si spezza in due parti che cominciano ad attaccare per conto proprio. La trovata riscontra il favore del destino-Kishimoto, tanto che gli permette di afferrare le teste di Sasuke e Naruto.

“E adesso baciatevi!” Grida allupato.

L’ultimo sogno segreto di Dio-Obito sta per realizzarsi.

Fonte: Naruto 639


Aspettando il capitolo 637 – Il conto della serva

Poteva esserci qualcosa di peggiore del capitolo 599? Sì, il capitolo 636. Seriamente, se siete ancora qui vuol dire o che vi siete strappati una gamba a morsi per sopravvivere alla lettura, oppure che non lo avete letto. Nemmeno Gruntus il Flautolento avrebbe potuto fare peggio di così, tanto che viene seriamente il sospetto che Kishimoto utilizzi dei babbuini chiusi in una stanza che compongono i capitoli assemblando a caso tavole-tipo, un po’ come si fa in The Movies.

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Sorvolando pure sullo scontro tra Kakashi ed Obito, dove quest’ultimo finisce misteriosamente moribondo al suolo, nonostante oltre al Mangekyō Sharingan possegga pure il Rinnegan, un corpo immortale stile Majin-Boo e Kakashi combatta con un occhio solo, abbiamo Madara che tutto ad un tratto decide che è l’ora di risorgere, per porre fine al combattimento.

Adesso, Madara caro, che cosa ti suggerisce che questa sia una buona idea? Anzitutto il processo di resurrezione e acquisizione della borsetta-Juubi potrebbe renderti temporaneamente vulnerabile, non fosse per altro che per qualche secondo, tempo sufficiente affinché i 4 hokage-zombie assieme agli altri 5 kage-redivivi ti facciano esplodere-a-morte.

Certo certo, ti senti veramente poderoso. Ma non vorremmo essere pignoli e farti notare che finora non hai ucciso nessuno, l’unico morto lo ha fatto il tuo alter-ego Obito, facendo fuori Neji che tra l’altro si è sacrificato per salvare quella incompetente di Hinata. Perfino i kage che credevi di aver ucciso sono tornati in vita, e cavoli, tu dovresti saperlo che un morto non è mai morto abbastanza! E adesso torni in vita?

Ma vediamo di mettere le cose sulla bilancia. Sul campo c’erano Obito, Madara e Juubi da una parte, e dall’altra parte l’Alleanza dei Ninja con Naruto, Kakashi, Gai e Killer Bee. Dunque:

Obito = Naruto, Kakashi, Gai e Killer Bee

dal momento che all’inizio tra di loro si era creata una situazione di stallo fino all’arrivo di Madara-z (la zeta sta per zombie).

Madara-z > 5 kage

dal momento che è riuscito a farli fuori senza eccessive difficoltà, ma allo stesso tempo:

Madara-z = Hashirama-z

considerato che Hashirama lo ha già fatto fuori una volta, ma adesso Madara possiede anche il Rinnegan, mentre prima aveva Kyuubi dalla sua parte, e adesso sono momentaneamente entrambi immortali.

Minato = Obito

dal momento l’allievo 15enne era riuscito a metterlo in difficoltà, benché poi messo in fuga (siamo magnanimi con Obituccio). Ma:

Minato-z > Obito

visto che dispone di chakra illimitato.

Juubi = Alleanza Ninja

Dal momento che l’entrata di Juubi non ne ha permesso la distruzione, ma li ha messi pericolosamente in difficoltà. (non chiediamoci ulteriormente come sia possibile)

Madara-z = Madara*Juubi

Giacché i cercoteri sono sostanzialmente una fonte di chakra e Juubi possiede chakra illimitato, precisamente come permetteva la Edo-Tensei.

Considerato tutto ciò Madara deve aver ponderato che effettivamente:

Madara-z + Obito + Juubi < Hashirama-z + Minato-z + Alleanza Ninja + (3 hokage-z + 5 kage + Naruto + Sasuke + Kakashi)

Per cui conviene passare ad una nuova situazione, ma:

Madara*Juubi = Madara-z

Dunque la situazione cambia in:

Madara*Juubi < Madara-z + Obito + Juubi < Hashirama-z + Minato-z + Alleanza Ninja

Uhm, Madara, ti offendi se ti diciamo che il conto della serva continua a vederti in grave difficoltà? Almeno nella precedente configurazione avevi dalla tua parte quella bambola-pene-priva di Obito, mentre adesso sei solo e non c’è nemmeno la borsetta-Juubi che può attaccare per conto suo. A quanto pare la tua fine è segnata, a meno che tu non riesca a convincere qualcuno di o-piccolo ad associarsi a te.

risiko

E’ un po’ come quando a Risiko avete perso tutta l’Asia e vi trovate soli in Mongolia a chiedervi per quale dannatissimo motivo il vostro avversario sia così sadico da non darvi la pace abbattendo il vostro ultimo ed insulso carrarmato.

La cosa più triste di tutta la vicenda, è che la battaglia potrebbe concludersi tranquillamente senza l’intervento dei nostri protagonisti.


I Quattro grandi del Mistero

Come sapete dopo gli ultimi sforzi narrativi Kishimoto ha deciso di prendersi una pausa e in attesa dell’uscita del capitolo 624, che dovrebbe avvenire il prossimo mercoledì, guardiamo insieme i 4 grandi misteri irrisolti di Naruto che non vediamo l’ora di scoprire.

1. Che cosa c’è scritto sul rotolo recuperato da Suigetsu

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Nel capitolo 574 vediamo Suigetsu impadronirsi di un rotolo dagli archivi di Orochimaru e alla domanda del perché abbia deciso di portarselo appresso spiega che Sasuke potrebbe trovarlo molto utile, tanto da avere un ruolo determinante nella Guerra.

Ma che cosa può esserci scritto sopra di tanto importante da poter cambiare il corso della battaglia? Un’ipotesi sorge osservando lo scambio di battute tra Obito e Kabuto nel capitolo 520.

Kabuto: “Purtroppo non ho avuto fortuna nel ritrovare il corpo di Shisui, mentre quello di Jiraya giace in fondo all’oceano a profondità irraggiungibili… Però l’occhio destro di Danzo e i corpi delle Sei Vie di Pain dovrebbero ancora contenere tracce del loro DNA.”

Obito: “Non sfidare troppo la fortuna…”

Kabuto: “Nessun problema… Ho già più che sufficienti frecce al mio arco…”

Obito: “Questa tecnica sembra troppo bella per essere vera…”

Kabuto: “Eh eh eh..”

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E mentre se la ridacchia pensa ad una pergamena srotolata. Che si tratti del rotolo che ha recuperato Suigetsu? Considerato anche che Madara, una volta riportato in vita, afferma che non si dovrebbe “giocare con le tecniche proibite” e che riesce a liberarsi, potrebbe essere plausibile che Orochimaru, e dunque Kabuto, avesse studiato anche un modo per interrompere la Edo Tensei, qualora il soggetto rievocato fosse sfuggito al suo controllo.

2. Che fine ha fatto la parte Yin della volpe

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Capitolo 370. Jiraiya ed uno dei suoi simpatici amici rospi, disquisiscono sul perché Minato abbia deciso di complicarsi la vita nel sigillare dentro Naruto soltanto la parte Yang del chakra di Kurama e legare a se la parte Yin. Jiraiya afferma che Minato non era tipo da fare le cose a caso (benché successivamente Kishimoto spieghi che aveva diviso il chakra per semplice impossibilità di gestirlo tutto insieme da solo) e che probabilmente ha voluto lasciare la parte Yang a Naruto, perché un giorno possa tornargli utile.

E della parte Yin che cosa ne è stato? Dal momento che Minato di recente si è liberato dal ventre dello shinigami, dove in teoria sarebbe rimasto a lottare per sempre contro la parte Yin di Kyuubi, in teoria anche questa metà si sarebbe dovuta liberare…

3. Come ha risvegliato il Mangekyō Sharingan Shisui

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Questo è un mistero un po’ sulla serie di “è nato prima l’uovo o la gallina?” e da questo punto di vista penso anche di comprendere l’ultimo, infelice, tentativo di mediazione fatto da Kishimoto con la spiegazione dell’occhio dell’amore.

All’inizio la storia era che bisognava uccidere il proprio migliore amico e sostanzialmente stava lì solo in funzione dello scontro tra Sasuke e Naruto, ma coll’approfondirsi di varie vicende si è scoperto che Itachi non ha ucciso Shisui, che aveva ottenuto il mangekyo sharingan autonomamente scoprendo anche una delle tecniche più potenti in assoluto: kotoamatsukami.

Poi Danzo gli rubò un’occhio e Shisui racchiuse l’altro nel corvo che Itachi intendeva usare contro il fratello, ma che poi servì a ridestare lui dal controllo della Edo Tensei. Shisui aveva ucciso qualcuno? Oppure semplicemente aveva trovato una via alternativa per ottenere il MS, così come si pensava di Kakashi prima di scoprire il legame con Obito?

4. Che cosa ha creato il conflitto tra Madara e Hashirama

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Dagli ultimi capitoli siamo venuti a scoprire che Madara e Hashirama si conoscevano da piccoli e poi sono diventati acerrimi nemici. Perché? Dalla storia ufficiale sembrava dipendesse dall’odio atavico tra i loro clan e la convinzione di Madara che i Senju li avrebbero sterminati prima o poi, adesso però stiamo venendo a scoprire che i due si conoscevano da bambini e che Konoha aveva rappresentato il loro sogno da amici. Che cosa lì ha divisi? Saranno stati i templari? Mistero-a-lavori-in-corso…

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Aspettando il capitolo 620 – Il veramente vero significato di villaggio

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In attesa dell’uscita del capitolo 620 vorrei dedicare un paio di parole su due abitudini del caro Kishimoto che proprio non si reggono più.

Anzitutto le sue pedisseque spiegazioni para-scientifiche ad ogni capitolo sospinto. Ma Kishimoto non hai capito che il segreto di ogni storia fantastica sta nel fatto che non si vanno a spiegare le fondamenta del fantastico? Ti pare che la Rowling ci vada a spiegare perché il gufo parla e ci siano le bacchette magiche? Oppure che Cameron ci spieghi pedissequamente come funziona la macchina del tempo costruita da Skynet (anzi la liquida con un cazzoneso-l’hanno-fatta-loro in bocca a Reese)? Che nel vecchio Guerre Stellari si spieghi che cosa sia la Forza? Che in Alien ci dicano da dove vengono gli alieni? Immaginiamoci la Sirenetta dove Ursula si sofferma a spiegarci per filo e per segno la metamorfosi da umano a sirena, oppure Miyazaki che in ogni suo film ci descrive le fondamenta della magia con tanto di schema. Di contro basta ricordarsi tutte quelle opere dove si è tentato di spiegare queste cose e che sono finite col cadere nell’oblio del disinteresse generale, risultando solo pedanti e ridicole (pensate ai vari Mission to Mars, Core, Contact, Deep Impact, The Day After Tomorrow, ecc.). Ridicole come purtroppo tutti gli schemini kishimoteschi: da quello tra Itachi e Kabuto a quest’ultima perla rara dove si tenta di dare una giustificazione scientifica al mangekyou sharingan.

Secondo questa logica Kakashi perché mai lo ha avuto? Le sinpasi di Obito si sono connesse attraverso spazi di universi paralleli a quelle dell’amico-nemico? E tutti gli occhi che si era trapiantato Danzo come funzionavano di grazia? E quando uno si trapianta l’occhio di un’altro Uchiha molto caro perché mai ottiene il mangekyou sharingan eterno? Tutte domande destinate a rimanere senza risposta, dopo aver messo in ridicolo i quattro hokage che potevano tranquillamente restarsene morti per sempre.

Secondo punto: questa mania di Kishimoto a coltivare misteri fatti di nulla. Di solito una buona trama alimenta dei quesiti nei lettori e alla fine la rivelazione di un certo segreto viene quasi richiesta all’autore, che quando la svela mostra come tutti gli indizi puntavano esattamente ad essa e solo prendendoli in considerazione tutti ci si poteva arrivare. Nel caso di Kishimoto sembra invece di assistere a quei gialli di bassa lega dove alla fine si scopre che l’assassino era la vicina di casa, dell’amico del maggiordomo, di cui fino a cinque minuti fa non si era neanche mai parlato. Negli ultimi trenta capitoli tipo stava lì a farci chiedere: dove andranno Sasuke ed Orochimaru? Che segreto scopriranno? Che cosa mai potrà venire fuori?

La risposta? I quattro hokage che tengono una lezione di scienze e filologia, spiegando a Sasuke che cosa siano veramente il villaggio ed i ninja.

villaggio[vil-làg-gio] s.m. (pl. -gi)

  1. Piccolo centro abitato
  2. estens. Complesso edilizio, normalmente in zone extraurbane, adibito a residenza provvisoria o stabile di una comunità o categoria di persone: v. operaio, universitario; v. olimpico || v. turistico, complesso edilizio costruito in luoghi di villeggiatura, che comprende una serie di abitazioni uguali ed è dotato di attrezzature sportive o ricreative || fig. v. globale, il mondo moderno che, per l’intensità e la rapidità della circolazione delle notizie, può essere considerato come un unico villaggio
  3. Insediamento abitativo dell’uomo preistorico o, in campo etnologico, di culture arcaiche

• sec. XIV


Il segreto che i quattro sanno

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Nel capitolo 619 potremmo avere accenni al sommo segreto custodito dai quattro hokage e che tutti stavamo aspettando con trepidazione! Oppure no? No nel senso che personalmente non me lo stavo aspettando e in tutta onestà non saprei nemmeno indovinare di che cosa si possa trattare. Non mi riesce indovinarlo perché credo che nemmeno Kishimoto sappia bene di che cosa si tratti, o comunque sarà uno di quei segreti farlocchi da far cascare le braccia. Già il fatto che i quattro hokage lo conoscano esclude una miriade di possibilità e personalmente vederli apparire non mi ha entusiasmato nemmeno un po’.

Riesco ad intuire quale volesse essere l’effetto, tipo: ecco qui i leggendari hokage! Ma dopo aver visto risorgere defunti a destra e a manca francamente avrei preferito saperli morti e sepolti per l’eternità, con tutti i loro segreti nella tomba. Poi onestamente rispetto ad un Pain, ad un Madara Immortale, ad un Orochimaru che viene e va dall’aldilà, agli stessi Naruto e Sasuke, i quattro hokage non mi fanno né caldo né freddo. Piuttosto direi che siamo su un tiepido ah-ci-siete-anche-voi, come quando vedete entrare alla vostra festa i suoceri dopo che un orso ha devastato la casa.

Che cosa potranno dire mai? Certamente non un modo per sconfiggere Madara, perché sarebbero stati oltremodo fessi a tenerlo tutto per se, oltre al fatto che in linea di principio Tsunade (che ricordiamoci sarebbe il Quinto Hokage) avrebbe dovuto saperlo. Per cui potrà trattarsi solo di qualcosa che riguarda strettamente Sasuke, per la serie, la veramente-vera-storia-del-clan-Uchiha, raccontata da dei non uchiha, visto che gli uchiha sembrano propensi a mentire, in particolare per quanto concerne la loro storia.

E che ci potranno raccontare mai? Ecco prima di partire per carità, non vogliamo risentire storie sulla fatidica notte che ha sconvolto Sasuke, che proprio non ci interessa più. Che resti un caso irrisolto all’italiana, dove i genitori di Sasuke decidono di impiccarsi con degli asciugamani al lavandino e tutti concordiamo sul suicidio! Va bene Sasuke? Tranquillo che ti si pagherà per esserti bevuto ‘sta storia.

E allora di che altro parlare? Dei tempi ancestrali di Madara? Basta anche con quelli, per pietà. Già ne sappiamo troppo.

E dunque? Io la butto lì, l’ultima cosa di cui si potrebbe parlare è Juubi, di come è stato sigillato all’inizio dei tempi e che il famigerato Saggio ha poco saggiamente tramandato la chiave di tutti i segreti in due stirpi. Gli Uchiha e gli Uzumaki (forse). Forse anche solo agli Uchiha, ma fatto sta che i quattro diranno in coro a Sasuke di muovere le chiappe ed andare ad aiutare gli altri, perché è rimasto l’ultimo Uchiha e se unirà le sue forze a quelle di Naruto e della volpe (che ricordiamoci sa tutto), potranno sconfiggere Madara e fermare Juubi. Per questo Obito teme tanto Naruto e voleva tenere sotto controllo Sasuke.

Questo permetterebbe a Kishimoto di concludere la trama dignitosamente, con un rinsavimento pro tempore di Sasuke (poi si renderà conto che gli hokage lo hanno volgarmente ingannato, ma questo lasciamolo per la terza serie) e una soluzione da l’unione-fa-la-forza-tradotto-in-volemose-bene-no-jutsu. Punto. Fine?

Beh no, perché anche in tal caso ci sarebbe da chiedersi se davvero c’era bisogno di tutte e quattro gli hokage (in teoria basterebbe il quarto) e che cosa abbiano da testimoniare personaggi di epoche così diverse. D’altronde il primo vedendo Sasuke non potrà che chiedersi un giustificatissimo chicazzochemmefregaèquesto ed inoltre Sasukkia è già andato a leggersi la Lapide delle Lapidi, dove c’era scritto il segreto del mangekyou sharingan! Che ci sia un segreto nel segreto del mangekyou sharingan? Chi spinge i segreti a farsi in altri segreti? Spingitori di segreti del mangekyou sharingan! Su Rieducational Channel.

Comunque teniamoci pronti al botto, perché ‘sto segreto di Pulcinella sarà una bottanata clamorosa, poco ma sicuro. Io ancora spero in Sarutobi che ammicca a Sasuke e gli fa “vallo ad aiutare” e Minato che dice “abbine cura!”, ma è sperare in troppa poesia.

Capitolo 619 in collisione con il fandom. Ventiquattro ore all’impatto.