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Naruto e Sasuke come in vinile li hanno fatti

L’altro giorno mi hanno regalato due simpaticissimi Funko di Naruto e Sasuke. Per farmi uno scherzo atroce mi avrebbero voluto regalare anche una Hinata-chan ♥, ma grazie al cielo non era disponibile ed in generale non esiste nella serie ♠.

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Mentre li sistemavo sugli scaffali mi sono sovvenuti due appunti in mente, che assieme a tanti altri, indegni di un post dedicato, riporto qui, a titolo di nostalgica dissertazione su Naruto.

Anzitutto qualche giorno fa si è ufficialmente concluso il manga anche in Italia. Rileggere gli ultimi capitoli con una traduzione decente ed accurata ha avuto indubbiamente un altro sapore, ma soprattutto ha reso ancora una volta palese la totale distanza tra gli ultimi capitoli e i 699 e 700. E’ da un po’ che medito di dedicare qualche articolo sull’argomento, ma considerando il tempo a disposizione e il fatto che la serie comunque è finita così com’è finita, la cosa mi ispira veramente poco (alla fine ci siamo ingoiati le mutandine rosa di Sakura). Comunque se non avete ancora avuto modo di leggerli in italiano ve li consiglio, almeno l’ultimo volume dello scontro finale. In fin dei conti, da circa quando Sasuke è andato via da Konoha, noi tutti non aspettavamo altro che questo scontro decisivo.

Con un’edizione speciale, assieme all’ultimo volume, è uscito anche un disegno esclusivo di Kishimoto, per la conclusione della serie, che altri non poteva ritrarre se non loro due:

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Da notare Sasuke che tira l’orecchio a Naruto, mentre quest’altro gli si appoggia addosso a peso morto (finalmente Sasuke è tornato a fargli da sostegno).

Qualche giorno poi fa ho finito Ninja Storm 4 e anche qui ne avrei da dire di tutti i colori. Tra questo e The Last sono palesi almeno tre cose:

Prima: la relazione tra Naruto e la polverosa Hinata-chan ♠ è così aliena dal manga che c’è stato bisogno di imbastire un duplice teatrino amoroso per farla avverare, con tanto di Sakura che aveva deciso senza alcuna ragione plausibile che Naruto dovesse stare con Hinata. Nel gioco per fortuna non succede niente, a parte il perenne “ehm… ohm… ampere… Naruto-kun ♥” e Naruto che non sta capendo assolutamente niente, nonostante i suoi diciassette anni. Si può essere più patetici?

Seconda: Sasuke c’entra con Sakura così poco che nel gioco non hanno nemmeno uno solo momento di simpatia, in cui poter dire “ehi, tra questi due c’è della passione!”. In NSNS4 c’è addirittura un momento in cui Sasuke fa levare di mezzo Sakura, in quanto fastidiosa e di ingombro. Sommato questo alla fine del manga, quando praticamente le trafigge il cuore e dice “mi hai davvero… seccato”, il fatto che siano finiti insieme sembra solo una terrificante trovata di marketing. E’ così terrificante che non si cerca neanche di giustificarla, perché creare un Sasuke romantico con Sakura sarebbe praticamente impossibile, senza deturpare il personaggio, tanto che nemmeno ci provano.

Terza: la relazione tra Naruto e Sasuke, così come è dipinta nel manga, ha superato ogni plausibile amicizia, tanto che nel gioco (e probabilmente nell’anime che ancora deve uscire) gli animatori non se la sono proprio sentita di riprodurre fedelmente lo scontro finale e non hanno potuto non aggiungere qualche smussatura: vuoi un’immagine di Hinata qui, vuoi una Sakura lì. Se era tutto apposto, se non c’è niente di male, perché farsi questi problemi?

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E’ di oggi la notizia che TokyoTV ha annunciato per maggio l’inizio di un nuovo arco narrativo della serie Shippuden, dove vedremo finalmente il Team 7 combattere contro Kaguya, probabilmente per il prossimo milione di mesi.

Finita questa rassegna di idee, concludo con un pensiero: un po’ mi dispiace per Kishimoto, avevo promesso che non ne avrei più parlato, ma in un modo o nell’altro Naruto e Sasuke trovano modo di far parlare di se e, rileggendo le ultime battute del manga, non posso non notare una qualche sorta di amarezza, in questa conclusione che doveva aprire a tutti i costi le porte alla nuove generazione (di edizioni del manga). Lo stesso Kishimoto, nell’ultima intervista rilasciata al Comic Con, non ha fatto altro che parlare dello scontro finale, di come lo aveva da sempre in mente e di come si è dovuto impuntare con gli editori per realizzarlo, probabilmente qualcosa in cambio andava dato.


Chi giace nella mia coppia?

C’era chi sempre diceva “Naruto non è un manga di coppiette!” è uno shonen e siete voi fangirl a perderci il capo appresso, e sotto sotto pure io lo credevo, ma poi com’è andata a finire? Nelle coppiette! Ecchekaguya!

Dico coppiette perché dal tragico capitolo 700 in poi tutto il merchandising di Naruto non ha fatto altro che vomitare sugli appassionati situazioni di coppia, che non solo fino a quel preciso momento non c’erano mai state, ma che non avevano, e nemmeno ora hanno, motivo di esistere. So che già a sentire queste parole a qualcuno si staranno rizzando i capelli in testa, ma che ci piaccia o meno questo è un dato di fatto. Comunque procediamo con ordine.

Sorvolo sul SasuNaru, sarebbe fin troppo ovvio parlarne, e partiamo subito con l’unica altra coppia veramente canonica di tutta la serie: Naruto e Sakura (o NaruSaku per gli amici).

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Naruto e Sakura sarebbero dovuti finire insieme perché sì, perché è uno shonen e nel modo più ovvio, banale e scontato, sarebbero diventati una coppia alla fine dei fatti: loro erano i Ranma e Akane della situazione, oppure Kaneda e Kay, se vogliamo citare un manga caro a Kishimoto.

Per restare sul parallelismo, anche Akane all’inizio ama il dottor Tofu, esattamente come Sakura è infatuata di Sasuke, ed in entrambi i casi si tratta di un amore infantile, che nel caso di Akane passa e che sarebbe dovuto (e potuto) passare anche per Sakura. Kaneda d’altro canto è spiccicato a Naruto, gli piace Kay, una ragazza manesca ed indipendente che non lo ricambia granché, ed è preoccupato a correre appresso a Tetsuo, esattamente come Naruto corre appresso a Sasuke (eccetto il fatto che Kaneda non pensa a Tetsuo sotto le stelle, non dice che morirà con lui piuttosto che vivere senza, che ha ispirato tutta la sua vita, che avrebbe voluto parlargli prima, che è più figo di altri, che sono davvero compatibili e non si sono nemmeno baciati).

In poche parole il NaruSaku era destino che avvenisse, se nient’altro poteva accadere, soprattutto perché comunque Naruto fin da subito non ha fatto altro che bombardarci col fatto che gli piacesse Sakura.

Capitolo 3 - L'unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c'è Naruto

Capitolo 3 – L’unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c’è Naruto

Facendo finta che tutti gli indizi e le elucubrazioni SasuNaru fossero travisati e si trattasse solo di amicizia, ufficialmente Naruto ha sempre detto: io amo Sakura, riporterò Sasuke indietro per lei, perché come lei ha combattuto per l’amore di Sasuke, io voglio combattere per il suo e certamente niente mi farebbe più felice se lei un giorno mi accettasse!

Se pensate che questa sia una mia sintesi da hater NaruHina o SasuSaku, che passando dal NaruSaku vuole celebrare il SasuNaru (che mente contorta avrei), sappiate che sono le testuali parole pronunciate da Naruto nell’episodio 235 di Shippuden.

Si tratta di un filler certo, e un tale livello di espressività non è mai stato raggiunto nel manga, ma se tanto mi dà tanto non è certo peggio o meno ufficiale di una merda-totale come The Last.

Ultimo, ma non meno importante, vi è il fatto che Naruto e Sakura avevano avuto modo di crescere insieme, di conoscersi a vicenda, di arrivare a capire i segreti desideri l’un dell’altra e alla fine dei fatti, nonostante a noi altri sarebbe toccato ingoiare un rospo amaro, l’accoppiata avrebbe avuto pienamente senso e in qualche modo sarebbe stata anche giusta. Per Naruto sarebbe stata una vittoria sentimentale (d’altronde è lui il protagonista), la riprova che se si vuole riuscire in qualcosa ce la si può fare, e per Sakura il sinonimo di una maturazione interiore e di aver trovato una persona che la ama veramente e non il cordoglio della realizzazione di una fantasia-erotica infantile (fatta più per dispetto ad Ino che altro).

Ahnoi nemmeno questa coppia c’è stata… Per quanto ovvia, banale, scontata e naturale fosse.

Adesso prima di proseguire vorrei che vi figuraste in testa questa immagine: alla fine della serie Ranma si mette con Shampoo e Akane con Kuno.

Naruto e Hinata insieme, oltre ad essere la più insulsa, becera e deficiente coppia pensabile, stanno l’uno all’altra esattamente come Ranma sta a Shampoo. Lei dice di amarlo, ha deciso di proclamarlo autoreferenzialmente il suo marito e fa di tutto per dimostrargli il suo amore, ma Ranma non la considera. L’unica differenza sostanziale è che Shampoo, nonostante tutto ciò, lo fa con dignità e per nemmeno un momento si prostrae ai piedi di Ranma come uno zerbino uomo-dipendente. A differenza di Hinata, Shampoo è potenzialmente in grado di raggiungere il suo obiettivo.

Hinata invece passa 699 capitoli nell’angolo, poi misteriosamente diventa la moglie di Naruto, cosa che gli autori spiegano con un lungo, mortalmente noioso, film shojo: e cos’è successo che Naruto si è innamorato della timida e naruto-dipendente anti-femminista Hinata-chan ♠? Un genjutsu! Che altro poteva farli innamorare?!

Mi prendi per il culo?

Mi prendi per il culo?

Quando l’ho visto non ci potevo credere. E tutti gli appassionati della coppia ad esaltarsi dalla gioia! Ma di che vi esaltate? Questi due si sono messi insieme poco ci manca per un filtro d’amore, con Naruto che praticamente fino a quel momento non aveva nemmeno la premura di accompagnarla a casa e poi dopo “l’incantesimo” si trovano nella destinazione romantica per antonomasia e sorpresa delle sorprese si innamorano.

Come se niente mancasse tutti i topoi romantici tra i due vengono ispirati da scene tra Naruto e Sasuke, il che è davvero tutto un dire, mentre se ne aggiungono altre idealmente incomprensibili, tipo Naruto e Hinata che da bambini corrono insieme. Che ci sta a significare ‘sta metafora? Naruto al più correva appresso a Sakura, se non a Sasuke.

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Ovviamente il significato è che dopo la magia del genjutsu Naruto sente come se Hinata fosse in realtà stata sempre lì con lui, a colmare la sua solitudine… Lui ha capito che lei lo ama e per questo ora ama lei. Alè!

Ma la vicenda non si conclude col film. Va bene, a me ha fatto schifo, però alla fine Naruto e Hinata si baciano e potrebbero vivere felici e contenti per sempre. E’ il finale da 19 anni dopo che tutti temevamo, ma quello abbiamo e quello ci dobbiamo tenere.

Il destino-Kishimoto però è di parare contrario, così tra il capitolo 700 e tutta quella sconclusionata parte di Gaiden, dipinge i due nel modo più tragicomico possibile: anzitutto Naruto è diventato l’hokage-della-pace più impegnato del mondo. E’ così impegnato a lavorare che non ha nemmeno tempo di andare a casa, ma mangia roba preconfezionata e beve sakè.

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Ma che ha da fare se regna la pace suprema? Quell’ignavo di Sarutobi aveva ben altre grane, ma poteva comunque aggirarsi per il villaggio appresso all’orfano Naruto o spiarlo nella sua palla di cristallo. Hinata invece deve usare la palla di cristallo per vedere il marito, così come anche il figlio Boruto al quale il padre delega un “misero clone”. Perché? Perché in ufficio ci sono delle cose importantissime da fare. Poi però arriva il falco di Sasuke con una notizia di poca importanza e Naruto lascia tutto ad un clone e corre da lui. La fretta è tanta e tale che non ha manco tempo di aspettare il figlio che gli sta portando il pranzo.

E meno male che Naruto era un orfano che sognava sempre di avere una famiglia; adesso che ce l’ha non ha tempo di occuparsene, perché la sua famiglia è il Villaggio di Konoha. Ah allora, scusa. Felici ma trimoni.

E infine arriviamo alla mia coppia preferita in assoluto: Sasuke e Sakura insieme.

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Dopo averle detto che è noiosa a ripetizione, dopo averla abbandonata alle cure di un cane, averla aggredita verbalmente, abbandonata sul ciglio della strada, ignorata e cercato di uccidere più e più volte, dopo aver chiarito che non ha mai provato niente per lei e che nemmeno capiva che cosa lei provasse per lui, dopo essere stato sul punto di lasciarla alla morte accidentale nella più totale incuria e infine averle trafitto il cuore: Sasuke sposa Sakura.

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Questo è uno di quei momenti di serendipità della vita in cui capite che in realtà non avete capito un cazzo. L’uomo lo si conquista così, come ha fatto Sakura, che praticamente dal primo all’ultimissimo capitolo ha tramato, manipolato ed agito perché Sasuke diventasse suo. Il suo tessssoro… Prima di tutto è riuscita ad infilarsi nel Team 7 a dispetto di Ino, poi ha sfruttato l’amore che aveva per lei Naruto per fargli trovare il suo Sasuke, e infine è riuscita a farsi ingravidare da lui e costringerlo a sposarla (ok, quest’ultima parte l’ho aggiunta io).

Anche qui ovviamente tutti a gioire! Ma di che? Kishimoto ci mette lo zampino e ci fa capire che Sasuke non è tornato a casa dal giorno in cui è nata Sarada: né per un compleanno, né per una festa, mai… Mai…. MAI! Capito?!? E poi ci si meraviglia se a nominare il marito a Sakura saltino i nervi e con un pugno distrugga la casa che ha dovuto pagare lei da sola, con un pesantissimo mutuo… Manco le manda i soldi. Ma che senso ha questa trama?

In 10 anni neanche una visita?

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Una nemica del popolo succhiava il cervello a Sasuke a forza di scopate

Affinché la cosa raggiunga livelli di spazzatura Wall-e tutta la storiella di Gaiden verte sull’improbabile fatto che Sarada sia la figlia di Karin, in modo da coinvolgere il lettore fino all’ultimo capitolo, dove si scopre che non era così e Sasuke, oltre ad andarsene senza manco un bacio alla moglie, spiega alla figlia che l’amore che unisce i suoi genitori è lei.

Come-cosa?! I figli sarebbero la prova dell’amore tra i genitori? Come se non potessero nascere da relazioni accidentali, da stupri o situazioni di non-amore. Da questo punto di vista, almeno Naruto e Hinata hanno avuto insieme qualche momento da vera coppia. Tra Sasuke e Sakura invece niente, dopo 10 anni di assenza riescono giusto giusto a farsi una foto con la figlia.

“Mamma, tu ti baciavi con papà?” fa la figliola, e Sakura ha bisogno di rifletterci sopra e concludere che hanno fatto di meglio! Immagino il sesso… Senza baci però, perché a Sasuke piace farlo in modo rude. Arrivati a questo punto la discarica implora che si smetta di gettare altra nettezza, mentre Sakura sintetizza la somma dell’amore, che le ha insegnato Sasuke, nel colpetto in fronte che Itachi dava al fratellino. Cioè Sasuke è talmente incapace di amare Sakura che deve scopiazzare un gesto affettuoso di suo fratello? Viene quasi il sospetto che si sia messo con lei solo per ridare vita al suo clan…

Certo, c’è chi dice che è un gesto denso di significati, ma ora immaginatevi di uscire con un ragazzo e al momento topico del bacio lui vi fa: “no ferma, facciamo ambarbàcicìcocò, come facevo con la mamma!”

Comunque sia, per tornare al parallelismo di prima, è come se aveste visto Akane mettersi con Kuno. Akane ha sempre detestato Kuno e glielo ha fatto capire in millemila modi possibili; Kuno dal suo canto desiderava avere al suo fianco la bella-della-scuola, senza conoscere realmente niente di lei e senza essere concretamente innamorato — amava il fatto di amarla.

Sakura, che piaccia o meno, in 700 capitoli di manga non ha mai dimostrato di capire Sasuke, tant’è che perfino in quella mielosa sviolinata del 699 non lo comprende e gli propone di venire con lui, mentre Naruto, che invece lo capisce perfettamente, intuisce che non vuole nessuno al suo fianco in quel momento. Così tutti i suoi propositi di superarsi, diventando la discepola di Tsunade, si volatilizzano in un istante, nel momento in cui frigna di nuovo e senza successo di fronte a Sasuke, come una pulzella pene-dipendente che non vuole altro che l’amore-totale della sua vita: perché lo voglia, a parte fare un dispetto ad Ino, non ci è dato saperlo.


Kishimoto e l’omosessualità

“Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso.”

Alfred Charles Kinsey (1894 – 1956), Il comportamento sessuale nel maschio umano

Kishimoto è gay? Questa è una delle più comuni ricerche (ebbene sì, purtroppo), a proposito dell’autore, che circolano on-line, fin quasi dagli albori di Naruto. Sul web se ne trovano di tutti i colori: alcuni ne sono certi, altri paventano interviste in cui Kishimoto avrebbe detto di essere un sostenitore del SasuNaru, oppure che avrebbe concluso con la coppia Naruto e Sasuke il manga o che avrebbe lasciato un finale aperto facendo intendere come sarebbe proseguita, altri ancora affermano che il rapporto tra Naruto e Sasuke sia costruito sulla scia del rapporto che aveva con un suo amico di infanzia, che amava tanto e con cui avrebbe voluto vivere queste avventure, più spesso ancora si sente dire che da piccolo Kishimoto fosse bistrattato dalle ragazzine, poi che il fratello gemello Seishi scriva fumetti su rapporti incestuosi tra fratelli, e via discorrendo.

Nessuna di queste cose è vera (o per lo meno non ho trovato prova alcuna — chi ne avesse ben venga) e in generale l’unica risposta sensata che si possa dare a questa domanda è che non lo sappiamo. Ma non solo: forse dovremmo anche dire che non ce ne frega niente, perché non ha senso che ce ne freghi. Ma il fatto che così non sia, sebbene non dica nulla sul nostro buon Masashi Kishimoto, la dice lunga su come la pensino i suoi appassionati.

Ma procediamo con ordine e poniamo anzitutto un po’ di paletti. Per chi ancora non lo sapesse Kishimoto è sposato ed ha anche dei figli; la notizia ha avuto modo di annunciarla nella copertina del 38esimo volume del manga.

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Sulla costoletta c’è un’immagine che tipicamente rappresenta qualcosa che fa l’autore, in questo caso due persone che si sposano all’occidentale. Sotto nel commento l’autore dice come è ancora inebriato dai festeggiamenti e dalla felicità dell’evento. Una cosa che personalmente mi fa piacere è che per annunciare il lieto evento abbia scelto proprio questa copertina, con soli Sasuke e Naruto, ciascuno con lo sguardo volto verso l’alto, come a dire che si pensano a vicenda (mettendo in primo piano il suo preferito, ovviamente!).

Non ha scelto una copertina di battaglia o di scontro, come possono essere numerose altre (anzi come è la maggior parte delle copertine), ma una copertina introspettiva con solo loro due — mi piace immaginare che così in qualche modo la letizia della sua vita si trasferisca al bello che c’è tra i suoi personaggi preferiti. Questo dovrebbe fare di Kishimoto un gay?

Per molte persone il fatto che lui sia sposato e abbia dei bambini, quindi non sia omosessuale nel termine più stretto del termine, significa che lui sia un eterodonte e che per questo non potrebbe aver mai scritto una storia tra due uomini. Altri invece vogliono additarlo come bisessuale o qualcosa del genere, nel tentativo di spiegare il perché di certe uscite.

Personalmente non mi interessa approfondire questo argomento, l’unica cosa di cui sono felice è che non sia un eterodonte — per il resto entrambe le fazioni si sbagliano.

Cosa deve avere un uomo per piacerti? Sicuramente non si deve voltare a guardare gli altri uomini!

Cosa deve avere un uomo per piacerti? – Sicuramente non si deve voltare a guardare gli altri uomini!

Kishimoto ha indubbiamente dimostrato, durante tutta la sua opera, una certa simpatia verso “l’amore tra uomini”, per dirla con Hagakure, a partire dalla storia di Haku e Zabusa. Non dico neanche dell’accidentale bacio tra Naruto e Sasuke, che in fin dei conti poteva restare una semplice gag comica, perché non c’era nulla di rischioso o innovativo nel farlo. Gli shonen sono difatti pieni di queste cose, vuoi perché le situazioni gay tra etero fanno sempre ridere, vuoi per strizzare l’occhio a noi fanatiche fangirl, e queste cose a pieno titolo si chiamano fanservice.

Come per esempio qui…

Shun e Hyoga

… ma anche qui…

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… o ancora peggio qui (situazione davvero incommentabile)…

dragonball

Raccontare invece la storia di un ragazzo (eh sì, Haku è un ragazzo, benché qualcuno abbia l’omofobia di dubitarne) che riconosce in un uomo la persona più importante della sua vita, che ama e per la quale morirebbe, è un azzardo, specialmente in uno shonen, e se un autore lo fa non è di certo perché già sa che così farà punti presso il pubblico femminile (laddove potrebbe perderne di più presso quello maschile).

Capitolo 33

Capitolo 33

Ma Kishimoto si spinge anche oltre, e crea un parallelismo tra Haku e Zabusa ed i due protagonisti, legandoli a doppio filo: la prima volta con la storia della persona importante, quando Haku intuisce che anche Naruto ha qualcuno di importante per cui lottare, la seconda volta moltissimi capitoli dopo quando è Naruto a dire che “mentre guardavo Haku e Zabusa, mi sentivo come loro” (capitolo 524).

Non si trattava quindi di una storia fine a se stessa, ma una vicenda che diventa in qualche modo cruciale nella trama e come asse portante ha la relazione d’amore tra due uomini.

Ma non è questa l’occasione per approfondire il tema sasunaru-toso e andiamo avanti.

A seguire arriva a ruota Orochimaru, l’incarnazione della frocezza per antonomasia: le battute sul suo conto si sprecano, tra serpenti che escono da ogni parte, rotoli che ingoia per intero, morsi a minorenni, corpi da possedere, esperimenti su giovani guerrieri e bambine incapaci di distinguere se potrebbe trattarsi di uomo o donna.

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Ma anche in questo caso Kishimoto riesce a non essere caricaturale, tant’è che Orochimaru resta probabilmente uno dei suoi antagonisti meglio riusciti fino alla fine.

Orochimaru gli serve anche per stabilire un altro parallelismo, stavolta tra lui e Jiraiya da una parte e Naruto e Sasuke dall’altra, quando l’Eremita Pervertito spiega al nostro protagonista che lui si trovò in una situazione simile alla sua, quando dovette confrontarsi con Orochimaru e capire che non c’era verso di riportarlo indietro. Naruto per tutta risposta, ribatte che non ci pensa nemmeno a mollare Sasuke, anche se dovesse vivere come uno stupido.

Poi c’è Sai, che tra il suo abbigliamento “sailor”, le dichiarazioni accidentali di amore e la propensione a fare commenti sul pene altrui, finisce anche, seppure involontariamente, protagonista di un momento (questa volta puro fanservice) assolutamente gay.

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Ancora una volta l’imputato è Kishimoto ed è chiaro che trattare situazioni omosessuali né lo imbarazza, né lo preoccupa eccessivamente. Non per nulla gli appassionati se ne sono accorti e se cercate “shonen gay moments” su Google, è facile rendersi conto chi è che spopola e non a caso.

Chiaramente non tutte sono gag e bisogna distinguere tra i momenti fatti tanto per ridere, come quello suddetto, oppure l’uccello di Itachi che si ficca nella bocca di Naruto, o un viscido rospo che sempre il protagonista è costretto ad ingoiare e i momenti seri come quello tra Haku e Zabusa, oppure il rapporto tra Kimmaru e Orochimaru o, dulcis in fundo, quello tra Naruto e Sasuke.

Non fraintendetemi, con questo non voglio discutere sul rapporto tra Naruto e Sasuke, ma semplicemente rispondere a quegli innumerevoli che ancora si domandano circa l’opinione che ha Kishimoto dell’omosessualità. Da questi pochi esempi, e gli altri innumerevoli che si possono trovare in tutto il manga, è chiaro che non gli è un tema estraneo e nemmeno lo disprezza.

Di contro c’è sempre chi ci tiene a specificare anche una certa omofobia da parte di Naruto, come se chi fosse gay dovesse accettare a prescindere qualunque advance o ancora peggio situazione “gay”, come se non esistessero “gay repressi” e quelli che per mascherare le proprie tendenze esagerano quelle opposte; dimenticandoci infine, se tanto mi dà tanto, che Naruto d’altro canto non pare manco molto interessato nelle donne (capitolo 150).

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Questo naturalmente non prova nulla, se non che Kishimoto, per quanto riguarda questo aspetto della sessualità, ha fatto molto più della maggior parte dei mangaka autori di shonen, dando largo spazio a caratterizzazione, differenziazione e sfaccettatamento dei propri personaggi.

Quindi Kishimoto è gay? Penso di no. Ha scritto su personaggi gay? Sì. Magari non nella nostra concezione Occidentale di omosessualità (con tutti i relativi conflitti e problematiche), ma sicuramente nel pieno della visione che ne ha la cultura giapponese. A dispetto di quello che pensano taluni ignoranti, per scrivere dell’omosessualità non c’è bisogno di essere omosessuali, esattamente come per difendere i diritti degli animali non bisogna essere un animale, ecco perché sostanzialmente tutta questa dissertazione è tanto effimera quanto perniciosa.

Purtroppo è anche contingente, dal momento che molti appassionati guardano ai gusti sessuali dell’autore per tentare di giustificare talune scelte, piuttosto che altre all’interno del manga. C’è chi dice, per esempio, che Kishimoto abbia deciso di dare a Naruto dei figli, perché egli stesso ne ha avuti; mentre altri affermano che non avrebbe mai potuto scrivere su un rapporto amoroso tra Naruto e Sasuke in quanto egli stesso non è gay, se non altro perché sposato.

Entrambe le parti che affermano queste cose sbagliano: il finale non è stato scelto per questo motivo, perché se era l’amore per i figli che Kishimoto voleva incarnare, di certo non lo avrebbe fatto dipingendo proprio Naruto come un padre assenteista; d’altro canto, che ci piaccia o meno, quella tra Naruto e Sasuke è proprio una storia d’amore, è per scriverla quello che serve non è l’omosessualità ma un minimo di sensibilità.


Aspettando il capitolo 699 – Ottantanovesimo

Siamo alle ultime battute, due minuti da mezzanotte, una manciata di secondi dalla fine della partita, quando però può succedere ancora di tutto. La tentazione di scrivere o esultare è innegabile, nell’ultimo capitolo Kishimoto ha dato fondo a 15 anni di SasuNaru-tismo ribadendo, confermando, sottolineando e sviscerando fino all’inverosimile tutto ciò che già sapevamo e forse anche più di quello che ci saremmo potuti aspettare.

E quei arriva la sostanza della questione. Ma prima di affrontarla facciamo un giro un po’ largo. C’è chi sostiene che Naruto sia uno shonen e che perciò vedere ufficializzata una coppia omosessuale sia impossibile, oppure che comunque non è un manga che parla di coppiette. Chi afferma la prima vuol dire che ha un maiale scalciante sulla faccia e non si ricorda di Haku e Zabuza, che erano senza ombra di dubbio una coppia omosessuale, mentre i sostenitori della seconda tesi mi trovano perfettamente d’accordo.

Naruto non è un manga sulle coppiette, è una storia sulla coppia tra Naruto e Sasuke, intesa in ogni senso che vi possa passare per la testa (nessuno escluso): amicizia, fraternità, rivalità, amore.

E questo non lo dico perché ho visto del servizio-agli-appassionati in qualche videogioco, ma perché è il manga stesso, come confermato dagli ultimissimi capitoli, che convergeva solo ed unicamente verso questo.

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Fin qui tutto bene quindi, Kishimoto almeno alla fine conferma coerenza con quello che ha fatto fino ad adesso. Ma che cos’è l’altro che potrebbe succedere? Quello che temo, arrivati a questo punto, è che si resti comunque sul filo di questo insopportabile “non detto” che ha pervaso il manga fino ad adesso, che l’unione tra i due sia semplicemente mediata da altre astruse simbologie, non per ultima che hanno perso ciascuno un braccio (essendo per l’uno il destro e l’altro il sinistro, questo dovrebbe voler dire che adesso si completano quasi ad essere un’unica creatura?!).

Quello in cui adesso spero è che Kishimoto o lo Shonen Jump prendano una posizione netta in merito alla loro relazione e dichiarino esplicitamente che si amano, dal momento che è una cosa ormai palese a tutti gli appassionati, anche quelli che non vogliono ammetterlo.

In caso contrario per me il finale è già condannato.


Aspettando il capitolo 698 – Imbarazzante silenzio di tomba

Come se la fine del manga non bastasse, negli ultimi giorni un susseguirsi di notizie, immagini ed ipotesi, ha messo in subbuglio il mondo degli appassionati di Naruto, che manco le oche del Campidoglio farebbero più chiasso. Ovviamente quando si tratta di operazioni commerciali gli arcidiavoli del demonio-Kishimoto ne sanno una più di quest’ultimo. Ma prima di blandire tali perle, voglio soffermarmi sul capitolo appena passato.

Personalmente nulla da ridire: perfetto, drammatico e un pizzico comico. Riempie di soddisfazione vedere finalmente questo agognato scontro tra Naruto e Sasuke, tanto che me la sento solo di esclamare: era ora! Se ripenso a tutte le carognate che ci siamo dovuti digerire, non posso che sottolineare quanto si doveva arrivare a questo punto prima; ma d’altro canto, se così non fosse stato, il destino-Kishimoto non avrebbe potuto regalarci i suoi soliti diabolici parallelismi. Quello a cui mi riferisco nello specifico è l’inciampo con botta-in-terra di Naruto, che primo fra tutti ha aizzato strepitii di gioia e diarree arcobaleno non dissimili da quelli del capitolo 615, quando la nostra amata Hinata strinse la mano al biondino (sennonché poi non seguì alcunché).

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Non per nulla c’è subito chi ha cercato un sillogismo aristotelico tra Hinata-chan che inciampa su un sasso e Naruto, tant’è che la scena graficamente è anche molto simile. Ma vediamo di che cosa parliamo esattamente: anzitutto Hinata inciampa mentre correva verso il suo amato Naruto-kun, mentre Naruto capitombola frattanto che era diretto verso il suo amato-amico-nemico Sasuke. E già qui risuona qualcosa di familiare. Le differenze invece sono sostanziali: Hinata si era avventata egoisticamente verso l’ottenebrante amore della sua vita, non solo fregandosene di tutti gli altri e della battaglia in corso (c’era già Sakura che stava dando del suo meglio), ma anche fallendo miseramente nel suo intento, in una delle più tragicomiche scene del manga; Naruto invece è nel bel mezzo di uno scontro sporco, per nulla elegante, dove i due se ne danno di santa ragione, con tanto di pugni e pestoni in faccia — oltre ad essere un espediente comico, l’evento sottolinea l’umanità del duello. Non si stanno combattendo degli dei, ma degli esseri umani che ogni tanto possono anche cascare.

Ovviamente lo sgangherato mulino della coppia Naruto-Hinata, non può che cercare di tirare a se anche questi torbidi rivoli, in mancanza di altro, per la serie: almeno sono uniti nella sfiga!

Siccome però questo non bastava, ci si mettono di mezzo anche i produttori del prossimo film di Naruto (che perdono notizie peggio di un sifone scassato), rilasciando le immagini della copertina del prossimo OST del film.

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That’s Amore Findus, non c’è che dire. A parte che di perle simili ne abbiamo viste anche altrove, ben più esplicite e dirette (ma si sa, su certi argomenti si hanno sempre due pesi e due misure), l’unica cosa per adesso certa (intenti commerciali a parte) è che Naruto cammina un po’ distaccato e pensieroso di fronte a Hinata, tenendo le mani in tasca, mentre quest’altra sembra seguirlo (come al solito d’altronde) altrettanto assorta nei propri pensieri (o dovremmo dire nel suo solo e unico pensiero fisso). Inoltre, come già hanno fatto notare altri, dalle ultime notizie pare si sia appreso che la trama del prossimo film verterà proprio sul rapimento di Hanabi Hyuga, la sorella di Hinata — per cui ci mancherebbe che di lei non ci fosse traccia alcuna.

Chiudiamo infine, visto che ormai indugiamo su minimi slogan iconografici, con la seguente immagine, sempre inerente al prossimo Naruto-leaks film, restando in attesa del capitolo 698.


Aspettando il capitolo 697 – Lungo, lungo, lungo..

Il combattimento finale continua a seminare discordia tra gli appassionati: c’è chi lo voleva più lungo, chi lo voleva più corto, chi più epico, chi con meno trama e via discorrendo. Torno a ribadire che a me non dispiace affatto, anzi ho tanto l’impressione che fosse quello a cui voleva giungere Kishimoto alla fine, solo che per arrivarci ha fatto un colossale pasticcio. L’ultima parte del manga sembra quasi il libro di Mrs Beeton, dove per un capitolo si parla di come imburrare il pane e non si dedica manco una parola alla preparazione del tè. Allo stesso modo abbiamo avuto capitoli su capitoli dedicati a personaggi e vicende marginali, mentre dall’arrivo di Kaguya sembra si sia preso il turbo: decine di cose avviate sono rimaste lì in sospeso, e il tutto è arrivato così rapidamente che si ha il sospetto che qualcuno sia andato a bussare alla porta del nostro caro mangaka, dicendogli che era l’ora della resa dei conti!

Ehi, pronto Kishimoto? Il manga finisce in 30 capitoli, metti il turbo e concludiamo!

Questa è l’unica cosa che mi dispiace realmente, perché l’opera sembra sproporzionata. La vicenda finale è ridotta ad un mero fanalino di coda, rispetto ad altre pomposamente noiose facezie con cui siamo stati deliziati per interi mesi. Questo non significa che avrei voluto 50 capitoli di scontro tra Naruto e Sasuke, per carità, piuttosto avrei preferito degli antefatti un po’ più bilanciati. In generale le conclusioni lunghe le detesto, specialmente quando si tratta della battaglia finale. La battaglia finale deve essere veloce, il suo senso dev’essere nel contenuto, non nella lunghezza, come invece ha fatto Lucas con quella montagna di merda che è lo scontro tra Obi Wan e Anakin.

Per questo il fatto che Kishimoto stia andando rapido non può che farmi piacere, ma allo stesso tempo mi dispiace perché ci siamo arrivati troppo lunghi.

C’è chi voleva vedere più botte, ma andiamo: vogliamo davvero sorbirci altri venti capitoli di super-poteri-insensati e potenziamenti a scoreggia di elefante? Decisamente meglio così, è finalmente il momento della trama, che fino ad adesso è rimasta sotterrata a macerare come la carne di drago prima di un bel pasticcio! Trama la cui tensione viene purtroppo sminuita dall’arrivo imminente di un film da 19 anni dopo. Ancora una volta… Ce n’era bisogno? Almeno non rivelare nulla di niente: né dei personaggi, né degli eventi.

E invece no: ecco Naurtello con uno scialle natalizio…

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E Sasukkia col rinnegan sempre-acceso, che con quegli occhi asimmetrici non te se po’ guarda’….

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Dunque se nessuno dei due muore addio ad ogni speranza per un finale non latte-e-miele, dove il tutto si conclude tra scintillanti unicorni ed arcobaleni a spruzzo. Certo, staremo a vedere, ci sono ancora molte domande e potrebbero essere date altrettante risposte, ma in questi pochi disegni viene rivelato forse anche più di quanto si voleva sapere: Naruto sarà rimasto a Konoha dunque? Sasuke se ne è andato nello stile di Orochimaru? Il gruppetto dei tre protagonisti ha sostituito i tre ninja leggendari?

E poi che senso ha un Naruto coi capelli corti? E’ vero che nella realtà ciascuno se li può tagliare come gli pare, ma è anche vero che in un manga la fisionomia del personaggio è la prima cosa a delinearne l’intelletto: Naruto era un personaggio solare, vivace e scapestrato, per questo niente poteva addirglisi di più di una tuta arancione e di un casco di capelli spettinati. Perfino suo padre sembrava ancora una specie di adulto ribelle, mentre Naruto cosa dovrebbe essere diventato? Un grigio burocrate modaiolo? Di Sasuke non ne parlo nemmeno… Come direbbe padre Pizarro: ma ti sei messo un asciugamano in testa?!

Comunque ormai parlare è superfluo, manca poco alla fine e anche a noi non resta che attendere in religioso silenzio, sperando che il destino-Kishimoto dia a Cesare quel che è di Cesare…


Aspettando il capitolo 696 – Silenzio stampa

In un paio di settimane è stato un susseguirsi di notizie: prima fra tutte, la ormai nota, fine di Naruto entro 5 capitoli. Fin da subito però è sorta un sacco di confusione, perché non si capiva se il tutto si sarebbe concluso al capitolo 699 o 700. Essendo l’annuncio di altre 5 settimane del capitolo 695 è ragionevole immaginare che il tutto si concluderà con l’uscita del 700esimo capitolo.

Poi oggi si apprende la notizia che a dicembre in Italia saremo graziata con la proiezione di Naruto – Road to ninja il 6, 7 e 8 dicembre. Visitate il sito ufficiale per maggiori informazioni ed eventuali prenotazioni; immagino che da questa premessa si possa auspicare anche la proiezione dell’ultimo e conclusivo film della saga che si preannuncia sempre per dicembre in Giappone (speriamo abbiano la lungimiranza di proporlo a breve e non tra qualche anno).

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A queste notizie si aggiungono le ultime perle che ci sta regalando il destino-Kishimoto nelle vicende conclusive del manga.

A novembre non si concluderà semplicemente tutta la saga, ma compirà anche 15 anni esatti, essendo cominciata proprio a novembre nel 1999 con il volume 43 dello Shonen Jump. Ormai un’edizione inestimabile per tutti i fortunati possessori che hanno amato-odiato il manga.

Amato e odiato esattamente come oggi il pubblico sembra apprezzare questa conclusione. Ma andiamo con ordine. Anzitutto è evidente che Kishimoto sia alla resa dei conti e voglia dare a Cesare quel che è di Cesare.

Certo non posso biasimare chi, per esempio, si lamenta della lentezza dello scontro e della moltitudine delle analessi, ma tutto ciò non fa che confermare quanto centrale sia, per tutta la storia, la vicenda tra Naruto e Sasuke. Per molti versi, strizzando un po’ l’occhio a noi fangirl, si potrebbe dire che il manga, a prescindere da come si concluderà, sia stato una colossale SasuNaru-tata.

Gli scontri tra ninja, le tattiche, la storia, le organizzazioni e tutto il resto, intrecci amorosi inclusi, sono semplicemente subordinati al duo protagonista di Naruto e Sasuke. Se a questo aggiungiamo la propensione dell’autore alle sviolinate a dimensione-bianca, non è difficile immaginare come possa concludersi tutta la vicenda, né c’è da meravigliarsi per come potrà dipanarsi la battaglia finale.

Prima di scoprire però dove si andrà a finire, vediamo che cosa è giunto ad un punto fermo:

  1. anzitutto, nella sua elargizione vittoriana di premi e punizioni, Kishimoto ha affossato una volta per tutte qualsiasi potenziale relazione tra Sakura e Sasuke (il cosiddetto SasuSaku); sia esplicitandolo nei modi più palesi e brutali possibili, sia umiliando definitivamente la sfortunata fragola-rosa. C’è chi crede il contrario, ma è chiaro che, anche per carenza di capitoli rimasti, è difficile che si sviluppi alcunché di nuovo o straordinario a tale proposito (certo, Sakura potrebbe ancora intervenire nello scontro in modo decisivo, ma per tutto quanto ciò che già sappiamo la trovo una cosa del tutto improbabile e che comunque non influenzerebbe il rapporto con Sasuke)
  2. le boccette di Ten-Ten e compagnia bella potranno servire al più nel film conclusivo, per il momento niente di nuovo per loro
  3. Yamato, fuggito da un Zetsu-bianco, assieme al cadavere impenitente di Madara, farà qualche apparizione sempre nel prossimo film
  4. se il SasuSaku cola a piccola come il Titanic, nemmeno gli appassionato di Naruto e Hinata (il NaruHina) possono dormire sonno molto più tranquilli: ora come ora, ancora una volta per mancanza di tempo, sembra difficile che possa realizzarsi alcunché di concreto prima della fine (ma in questo caso la speranza è l’ultima a morire, per chi ci vuole proprio credere)
  5. Jiraya è al sicuro in fondo all’oceano, non è stato violentato dal destino-Kishimoto e il suo ano resterà intatto: nessuna resurrezione in vista
  6. Orochimaru è veramente addormentato bellamente assieme agli altri, per cui niente riscossa nemmeno per lui; se non sapessimo che gli piace, potremmo dire che dal suo ritorno in poi sia stato anche lui stuprato
  7. si è conclusa la favola di Obito (oppure no???)

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A queste certezze si aggiungono un po’ di dettagli interessanti, che però non voglio ancora approfondire e preferisco solo accennare.

Anzitutto vi ricordate il Konoha Gakuen Den? Me lo ha fatto tornare in mente quella vicenda del “solo e unico (migliore amico)” tirata fuori da Naruto. La storia si concludeva con queste due battute:

Sasuke: “Tu sei il solo e l’unico per me…”
Naruto: “Mi spiace di averti fatto aspettare, Sasuke…”

Che putacaso ponevano Sasuke in uno stato di consapevolezza delle proprie emozioni, mentre Naruto doveva ancora scoprirle (insomma s’era fatto aspettare). Per anni per molti appassionati della coppia, questo piccolo spezzone di universo parallelo, era una sorta di “come sarebbe potuta finire per loro se non si fosse trattato di uno shonen“.

In secondo luogo mi fa immensamente piacere rivedere i punti cardine che hanno fondato l’amicizia (o quello che è) tra i due, per quanto altri possano trovare stucchevole questa cosa. D’altronde la maggior parte di Shippuden è passata nell’ansia di Naruto di ritrovare Sasuke e credo che questo piccolo anfratto solo loro sia più che dovuto.

Si aggiungono infine perle come solo il destino-Kishimoto sa fare, tipo:

  1. Naruto non si incazza a morte per quanto Sasuke ha fatto a Sakura, ma semplicemente lo sgrida (cattivo, non si fa così!)
  2. Sasuke si giustifica che così staranno in pace senza interferenze
  3. Hagoromo fa un lunghissimo preambolo sull’amore, dicendo che Sasuke ne deve trovare uno nuovo rispetto a quello che provava per sua madre (ricordiamoci che la madre era la sola a mostrare affetto vero nei suoi confronti)
  4. i loro pugni si scontrano e loro si capiscono (sic!)
  5. Naruto che ribadisce che non c’è verso che lui adesso lo lasci andare
  6. Sasuke che tutto il tempo sta a ribadire che se Naruto continua così morirà (dapprima se gli si oppone, adesso se combatte tanto debolmente)

Come andrà a finire lo sapremo entro poche settimane. Kishimoto ha preannunciato una conclusione scioccante, ma al momento vuol dire tutto o niente. Io naturalmente covo il solito sogno di sempre, che certamente renderebbe il manga a dir poco memorabile, ma ci potrebbero essere molte altre alternative sorprendenti! Chissà, staremo a vedere.