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No ragazzo, non piangere

Sesta sigla di apertura di Naruto. Non si tratta di una sigla propriamente SasuNaru, a differenza di altre dove i riferimenti al rapporto tra i due erano esageratamente evidenti, ma in prospettiva pone le basi di alcuni elementi interessanti. Anzitutto vediamo Naruto sconfitto a terra sotto la pioggia, dopo lo scontro con Sasuke.

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Allo stesso tempo ci sono mostrati tutti gli altri, inclusa Sakura, che sono a Konoha e che aspettano passivamente sotto la pioggia. Questo tema verrà riproposto più volte nella serie, per esempio, ma non solo, nella sigla Moshimo. Mentre gli altri non fanno altro che aspettare o arrendersi ai fatti, Naruto continua per la sua strada deciso a realizzare i suoi sogni.

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Tant’è che il biondino si rialza…

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…pronto a continuare ad inseguire il suo sogno…

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Personalmente è una delle sigle che preferisco, sia per la musica dei Stance Punks (che tra parentesi pare abbiano tenuto una volta un concerto di cinque ore in onore di Naruto!) sia perché sintetizza, senza patetismi, la situazione della storia a quel punto. Naruto è uscito sconfitto dallo scontro con Sasuke, ma a Konoha ci sono moltissime persone che lo aspettano, camerati e amici, che lui comunque raggiunge. Sasuke invece, rispetto a tutti gli altri, compresi gli antagonisti, viene mostrato assolutamente solo.

La sigla è bella anche perché ha un momento di turbo-epicità della nostra adoratissima Tsunade-sama.


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Originale (Rōmaji)

No boy no cry ore zenshin go.

Shounen yo, kiitekure
Ningen nante taishita mon ja nai sa
Ashita nante mou iranai kara
Nigitta kobushi wo kakusuna yo

Tsurai yume wo furitobasu wo nara
Oiborecha inai daro
Shounen yo, kokoro nojuu no
Hikigane wo hikeru no wa kimi dake sa

Subete no wakamono wa itta
Doushiyou mo naku kudaranai
Konosubarashii sekai ni tatta ima ikiteiru kara
Subete no wakamono wa itta
Subete no hontou to uso wo
Kesshite wasurete shimawanai youni

Subete no wakamono wa itta
Shinu ni wa karasugiru darou
Shiraketa sora ga naranderu karappo no kono machi de
Subete no wakamono wa itta
Kaze no nai kono yoru ni
Nanika wo kaeyo to shiteru kara

Traduzione

HEY
Non piangere, non piangere, vai avanti, sì!
Ascolta, ragazzo
Gli esseri umani non sono poi così eccezionali
E noi non abbiamo bisogno di chissà quale domani

Per cui non nascondere il tuo pugno rabbioso
Hai cercato di dimenticare quel sogno così impossibile, ma…
Non sei ancora morto, sai.

Ragazzo, c’è una pistola nel tuo cuore.
E sei tu, l’unico che può premere quel grilletto.

Tutti quei giovani
Dicevano che non aveva senso
Stare in questo mondo, e vivere
Tutti quei giovani dicevano
Verità e bugie, in modo da non dimenticare mai

Tutti quei giovani dicevano
Che non erano altro che un gruppo di facce appese
Tutti quei giovani dicevano
In questa notte senza vento
Noi abbiamo provato a cambiare le cose.

Fonte della traduzione qui


Gliel’ho promesso

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Capitolo 515. Naruto si trova sull’Isola della Tartaruga, che si scopre essere un’immensa fortezza semovente. molto difficile da individuare. I tempi si stanno facendo maturi e pare che la Grande Guerra stia per avere inizio. Naruto è deciso a tornarsene a Konoha: “Bene, ho finito la mia missione qui. Adesso devo tornare alla Foglia e aspettare Sasuke. Gliel’ho promesso.”

Naruto ancora non sa qual’è il vero motivo per cui si trova lì e allo stesso tempo sente l’urgenze di tornare indietro, ma perché? Di quale promessa sta parlando? Ovviamente quella di morire insieme. Nemmeno trenta capitoli prima Naruto e Sasuke si erano incontrati di nuovo, e all’intenzione dell’Uchiha di distruggere Konoha, Naruto ha ribadito candidamente che non glielo avrebbe permesso e che se lo scontro fosse avvenuto loro sarebbero morti insieme.

Una promessa è una promessa.

Fonte: Naruto 515


Oppure noi siamo cresciuti?

Episodio 444 di Naruto Shippuden. Questo episodio fa parte dell’astrusa saga dell’attivazione del Mugen Tsukuyomi, composta a sua volta da molte sotto-saghe narrative e precisamente del gruppo che va dall’episodio 432 al 450, soprannominato Il manuale ninja di Jiraiya ~ Storia del prode Naruto ~ (自来也忍法帳 〜ナルト豪傑物語〜 Jiraiya ninpōchō ~ Naruto gōketsu monogatari).

Inquadrato questo, l’anime narra le vicissitudini dei nostri beniamini in una specie di universo alternativo, dove non ci sono stati alcuni eventi come lo sterminio del clan Uchiha e la morte dei genitori di Naruto. Anche qui, come una sorta di destino comune al cubo, Naruto e Sasuke sono predestinati ad essere eterni rivali, tanto che Sasukkia decide, tanto per cambiare, di andarsene da Orochimaru per ottenere nuovo potere.

Scoperto ciò i suoi compagni si radunano nella propria vecchia classe per cercare di mettere su un piano sul da farsi. Mentre si trovano lì a Naruto sovvengono immediatamente i vecchi ricordi del loro passato.

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Tocca uno dei banchi e si chiede: “ma i banchi sono sempre stati così piccoli?” e Hinata-chan, in esasperante attesa di essere presa in considerazione, squilla: “no, siamo noi che siamo cresciuti!”. A Naruto tornano allora in mente i giorni della scuola, o per essere più precisi un giorno molto speciale.

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Poi torna a riflettere con nostalgia sul tempo passato e decide, questa volta senza nessuna altra scusa, che andrà a riprendersi Sasuke, perché anche se negli ultimi tempi hanno avuto qualche screzio e l’Uchiha non lo ha trattato benissimo, loro sono amici!

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Nonostante si tratti di un filler, fuori dalla trama ufficiale, è divertente notare due elementi: anzitutto per Naruto uno dei momenti più importanti legati all’accademia è il bacio con Sasuke, e per secondo questa volta l’andare a salvarlo non necessita di nessuna scusante, come quella di soddisfare il desiderio di Sakura.

Fonte: Naruto Shippuden 444


The Last: Naruto the Movie

Benché possiate sostenere il SasuNaru e immaginiate che non possa esserci niente di più lontano dai vostri desideri che vedere una novella romantica su Naruto e Hinata, The Last è sorprendentemente il primo tra tutti i film di Naruto che vi consiglierei di vedere! Assolutamente!

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Ma cominciamo con la trama: a parte un lungo ed assolutamente inutile prologo sulla storia di Indra e Asura, che poi sfocia in quella tra Naruto e Sasuke (manco a farlo apposta la prima coppia del film sono proprio loro due, in un alone mitologico!) vediamo quand’è la prima volta che Hinata ha buttato gli occhi su Naruto, in una fredda giornata d’inverno in cui alcuni bulletti se la stavano prendendo con lei per i suoi “strani occhi”. Per difenderla Naruto tenta di evocare molteplici cloni di se stesso.

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Come-cosa?! Ma questa non era una tecnica segreta contenuta dentro un rotolo proibito che Naruto rubò all’inizio del manga?! Quando mai poteva conoscere questa tecnica in quella occasione?! Il film non è manco partito e già iniziano le incongruenze, cominciamo bene. Un’opera come si suol dire ispirata (dal denaro).

Comunque sia da quel momento Hinata si convince che a Naruto serve uno scialle rosso-Folagra, identico a quello che gli viene strappato in quell’occasione dai bulli.

Torniamo al presente, quando Naruto, ormai vincitore, se ne va in giro per la città adorato ed idolatrato da tutti (specialmente dalle donne) mentre il nemico di turno comincia a fare i primi morti secondari, tra cui gente del clan Hyuga per una questione di occhi. Il consiglio dei 5 kage (ma i signori feudali che fine hanno fatto?) si accorge che la Luna si sta avvicinando alla Terra, come nelle peggiori mini-serie tedesche, e che dev’esserci un nuovo pericoloso nemico che trama contro l’Umanità.

Hinata invece è a casa sua a tessere il famigerato scialle rosso-Folagra che regalerà a Naruto alla prima occasione.

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Ehi! Ma quelli sono due puppazzetti di Naruto e Sasuke, appoggiati spalla su spalla in casa di Hinata!!! Tra i disegnatori dev’esserci qualche fanatica SasuNaru infiltrata!

Comunque sia in città c’è anche Sakura, che non ha di meglio da fare che tessere trame convulse volte a rendere Sasuke definitivamente suo: e qual è la prima regola nelle guerre d’amore? Eliminare tutti i rivali. Quindi cerca Hinata e in tutti i modi possibili tenta di convincerla a provarci con Naruto, perché Naruto deve mettersi con lei e smetterla di insidiare il suo Sasuke!

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Purtroppo per lei i suoi maldestri tentativi non producono alcun risultato, se non quello di scoraggiare ulteriormente la già abbastanza insulsa Hinata-chan ♠ e dare occasione a Naruto di dimostrare che per la ragazza non prova assolutamente niente, anzi reputa pure che lei sia “abbastanza forte da cavarsela da sola!” — proprio un atteggiamento da ragazzo innamorato. Infatti Sakura dev’essere quella che gli dice di andare a cercarla, perché magari si è offesa, finendo ella stessa a farle da cornacchia sulla spalla che la rassicura che la relazione sta andando a gonfie vele!

Hinata le chiede se ne sia sicura! “Ma certo! Credimi!” ribatte Sakura, grande esperta su come conquistare il cuore di un uomo.

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A salvarci dal soffomitamento arriva il nemico che rapisce la sorellina di Hinata e cerca di rapire pure lei, in quanto interessatissimo al byakugan. Alle grida della ragazza e il frastuono del combattimento, nel cuore della notte in una città di ninja, nessuno muove un solo dito; anzi sono tutti barricati in casa sperando di non avere rogne. Naruto riesce a salvare Hinata, ma il nemico è fuggito ed ha sua sorella, mentre la Luna sta per schiantarsi sulla Terra. Kakashihokage convoca una squadra per una missione segretissima.

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Devono scoprire che cosa stia succedendo e non hanno molto tempo. Poi affibbia a Shikamaru uno stargate sulla mano, identico a quello che ha anche lui. E’ piccolo ma sufficiente a far passare la lingua, così se Shikamaru tiene stretto il pene e Kakashi si lecca la mano, praticamente gli lecca il pene. Il ragazzo è così inorridito da questa idea, ordinata dal goliardico VI Hokage, che decide di coprire lo stargate con un bel guanto.

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Comunque sia con questa scusa in gruppetto Naruto, Hinata, Sakura, Shikamaru e Sai, volano sugli uccelli-promiscui di quest’ultimo alla ricerca del famigerato nemico e passando da una grotta cadono vittima di un genjutsu che li fa precipitare in un sonno profondo.

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Uhm, questa scena mi ricorda qualcosa, ma più intenso…

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Poi comincia a succedere una cosa che dovrebbe essere romantica, ma che personalmente trovo solo raccapricciante: la sciarpa che stava tessendo Hinata-chan ♠ e che si è strappata, appare misteriosamente attorno al collo di quest’ultima e poi si allunga verso Naruto, cominciando ad avvolgerlo, come la lingua biforcuta di un serpente.

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Niente di ciò che accade ha il minimo senso: anzitutto perché mai la sciarpa dovrebbe muoversi, a parte terrorizzarci mentre stringe Naruto in una morsa sempre più stretta? In secondo luogo perché solo Hinata e Naruto condividono il medesimo sogno? Sai, Sakura e Shikamaru no? E’ una questione di vicinanza? Se in prossimità di Naruto ci fosse stato Sai, avremmo avuto un’avventura tra i loro due peni? Inoltre Naruto ha la miracolosa opportunità di vedere le cose dalla prospettiva di Hinata, notando tutte le volte che lei lo aveva amato segretamente. Sembra quasi la pistola che Trillian recupera da Pensiero Profondo e che deve costringere gli uomini a vedere le cose dal punto di vista delle donne. Non poteva succedere il contrario? Per esempio Hinata che vedeva quanto Naruto fosse innamorato di Sakura (o più credibilmente di Sasuke)?

Comunque sia grazie a questo meraviglioso genjutsu Naruto, che fino ad un minuto fa non la cagava manco di striscio, si innamora perdutamente di Hinata! Siccome però l’evento è stato troppo rapido per lo spettatore, per non dire troppo incredibile, segue tutta una complicatissima parte in cui Naruto e Hinata si trovano nel posto più romantico concepibile per farci capire che si amano.

Dentro la Luna trovano infatti un intero mondo atavico e abbandonato, con una meravigliosa città in rovina, pervasa da un misterioso tramonto ed una provvidenziale brezza su paesaggi bucolici. Mentre i nostri eroi si muovono alla scoperta dei suoi misteri, hanno modo di scoprire anche se stessi.

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Ehi, ma anche questa scena ci ricorda qualcosa

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Una bella gita in gondola a venezia no? Magari in una gondola-spaziale sul lago di Garda? Hm?

Inutile dire come tutto questo pezzo della trama sia assolutamente implausibile e così scontato da sembrare uscito da un romanzo d’appendice. Anzitutto per quale dannatissimo motivo Hinata doveva andare con il gruppo, visto che il nemico voleva proprio lei?! Naruto non aveva abbastanza poteri? Non c’era qualche altro Hyuga in grado di venire con loro? Nessun altro ninja aveva alcuna altra capacità visiva utile?! Se il nemico voleva lei non avrebbe potuto ucciderli mentre erano intrappolati nel genjutsu e rapirla? Non è un rischio troppo grande?

Inutile dire che tutte queste domande vengono accantonate, a favore di una forzatissima trama amorosa che deve vedere Naruto e Hinata nella massima situazione romantica concepibile, come se l’unico amore possibile fosse quello cliché da Romeo e Giulietta. Tant’è che per non farsi mancare il dramma, nel momento in cui si dichiarano il reciproco amore, Hinata viene rapita dal nostro beneamato nemico (o per essere più precisi, se ne va con lui, perché sa lei cosa deve fare! ♠) e Naruto sviene col chakra prosciugato. Si ritrovano entrambi simmetricamente assopiti…

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…ma anche questo parallelismo ci ricorda qualcosa…

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…oppure anche

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Segue una cervellotica battaglia, mentre Hinata ritrova la sorella e cerca di capire come distruggere il nemico. Quando viene raggiunta da Naruto si trovano di fronte ad una sfera che può assorbire il chakra di chi non ha il byakugan, quindi il suo chakra deve unirsi a quello di Naruto per riuscire a distruggerla, perché comunque da solo non è sufficiente essendo lei troppo debole. ♠

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E anche questa cosa ci ricorda un’altra già accaduta prima

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Per non farci mancare nulla Naruto protegge Hinata

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…in modo già visto.

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Nel mentre Sasuke fa da cammeo sulla Terra, mettendo in imbarazzo Kakashi per la sua totale incompetenza nel disintegrare un banalissimo meteorite: “Quando non c’è lui [Naruto] l’unica altra persona che può proteggere il Villaggio sono io!”

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Detto questo se ne va, perché le star non devono mai presenziare troppo a lungo per non diventare banali.

Il gruppo di Naruto riesce infine a sconfiggere il nemico, dopo un improbabile combattimento sulla superficie lunare e delle assolutamente insulse discussioni tra i kage. Il mondo è salvo! Il mondo è salvo! Tutti quanti festeggiano: gli Ewoks ballano, si festeggia a Coruscant! Evviva! I nostri eroi ripartono verso la Terra e Naruto tira fuori finalmente i suoi poteri da Dio e sparando un raggio tipo onda energetica verso il cielo si trascina in alto fino a giungere tra le nuvole(??). Non avete capito? Non chiedetemi di rispiegarlo, vi prego. Fatto sta che grazie a questo miracolo lui e Hinata si trovano di fronte alla Luna e possono finalmente baciarsi in tutto il loro sempiterno amore.

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Ma come ormai immaginerete anche questo tropo romantico è già stato utilizzato

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Nei titoli di coda seguono scene del matrimonio e di tutti quanti che si congratulano con i due novelli sposi; l’unico assente, come è facile immaginare, è il buon Sasuke, che certamente non avrebbe mai potuto partecipare a qualcosa di così scadente. Sakura invece si sente molto consolata dal fatto che se ce l’ha fatta quella sfigata antifemminista-uomo-dipendente-Hinata ♠ può farcela anche lei.

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Ehi, ma quelle sono delle camelie, simbolo delle sofferenze vissute in nome dell’amore! Anche questo ci ricorda qualcosa…

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A visione conclusa The Last, che vorrebbe celebrare il rapporto tra Naruto e Hinata, dall’inizio alla fine appare come il più maldestro e patetico tentativo di esautorare una relazione che è stata costruita in 698 capitoli di manga, per portare alla ribalta un intruglio partorito con l’unico scopo di fare soldi sull’ingenuità degli appassionati — ricalcando allo stesso tempo tutti i tropi e i processi romantici che quest’ultima relazione aveva.

Basti pensare che per l’occasione il chakra di Hinata stessa ha cambiato colore, diventando da azzurro a viola, come quello di Sasuke.

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Se si considera poi che il tutto viene innescato da una storia di scambio di occhi, altro tema caro alla stirpe Uchiha, viene quasi da pensare che la trama fosse stata scritta per Naruto e Sasuke e poi ci sia stata infilata Hinata. Che senso ha questa cosa?

Quel che è peggio è che tutte le situazioni romantiche, che avrebbero dovuto farci capire il legame tra Naruto e Hinata (il NaruHina insomma), non solo avrebbero potuto applicarsi a chiunque altri (essendo fini al film stesso, senza alcun altro riferimento di reciprocità nel manga), ma sono già avvenute tempo addietro tra Naruto e Sasuke, venendo tra l’altro perfettamente riconosciute nel canone SasuNaru.

Inoltre, la cosa più patetica e becera in assoluto, è che questa relazione abbia il via con un genjutsu senza il quale niente sarebbe mai successo, perché Naruto non avrebbe mai preso il punto di vista di Hinata. Come a dire che si è infatuato di lei per un filtro d’amore… Inoltre, nonostante ciò, perché Naruto si è innamorato di lei? Perché ha visto che lei lo pensava e perché aveva scritto che avrebbe voluto passare l’ultima giornata della sua vita con lui?

Ancora una volta la relazione tra Naruto e Hinata è perfettamente unidirezionale, cioè costruita sul fatto che Hinata vuole Naruto e lui capisce che lei lo desidera così ardentemente che decide di “farla contenta”. Tant’è che gli autori stessi del film, rendendosene conto e non riuscendo a produrre nessun elemento aggiuntivo (anche perché non essendoci stato nel manga come potevano fare?) hanno dovuto imbastire questo teatrino amoroso facendoci capire che mettendo due ragazzi nel posto più romantico possibile probabilmente loro si innamoreranno.

Questo testimonia anche l’ipocrisia dei sostenitori del NaruHina (e in generale dei detrattori del SasuNaru), che in questo ridicolo maquillage riconoscono la prova definitiva dell’amore tra Naruto e Hinata, mentre le medesime scene (che qui sono state scopiazzate senza pudore) tra Naruto e Sasuke sono state interpretate sempre e solo come una grande amicizia . Qual’è allora la differenza? Che Naruto, nonostante tutti questi avvenimenti aggiuntivi, si innamora di Hinata senza conoscere niente di lei (e nemmeno lei dimostra di conoscere alcunché di lui), mentre di Sasuke conosce ogni singolo pensiero fino a riuscire a provare il suo stesso dolore.

Che, in fin dei conti, gli autori dello studio Pierrot (che ricordiamoci hanno dato vita ad altre sasunarutate) abbiano voluto farci capire qualcosa di più, con quel cameo SasuNaru dell’inizio?


Aspettando il capitolo 697 – Lungo, lungo, lungo..

Il combattimento finale continua a seminare discordia tra gli appassionati: c’è chi lo voleva più lungo, chi lo voleva più corto, chi più epico, chi con meno trama e via discorrendo. Torno a ribadire che a me non dispiace affatto, anzi ho tanto l’impressione che fosse quello a cui voleva giungere Kishimoto alla fine, solo che per arrivarci ha fatto un colossale pasticcio. L’ultima parte del manga sembra quasi il libro di Mrs Beeton, dove per un capitolo si parla di come imburrare il pane e non si dedica manco una parola alla preparazione del tè. Allo stesso modo abbiamo avuto capitoli su capitoli dedicati a personaggi e vicende marginali, mentre dall’arrivo di Kaguya sembra si sia preso il turbo: decine di cose avviate sono rimaste lì in sospeso, e il tutto è arrivato così rapidamente che si ha il sospetto che qualcuno sia andato a bussare alla porta del nostro caro mangaka, dicendogli che era l’ora della resa dei conti!

Ehi, pronto Kishimoto? Il manga finisce in 30 capitoli, metti il turbo e concludiamo!

Questa è l’unica cosa che mi dispiace realmente, perché l’opera sembra sproporzionata. La vicenda finale è ridotta ad un mero fanalino di coda, rispetto ad altre pomposamente noiose facezie con cui siamo stati deliziati per interi mesi. Questo non significa che avrei voluto 50 capitoli di scontro tra Naruto e Sasuke, per carità, piuttosto avrei preferito degli antefatti un po’ più bilanciati. In generale le conclusioni lunghe le detesto, specialmente quando si tratta della battaglia finale. La battaglia finale deve essere veloce, il suo senso dev’essere nel contenuto, non nella lunghezza, come invece ha fatto Lucas con quella montagna di merda che è lo scontro tra Obi Wan e Anakin.

Per questo il fatto che Kishimoto stia andando rapido non può che farmi piacere, ma allo stesso tempo mi dispiace perché ci siamo arrivati troppo lunghi.

C’è chi voleva vedere più botte, ma andiamo: vogliamo davvero sorbirci altri venti capitoli di super-poteri-insensati e potenziamenti a scoreggia di elefante? Decisamente meglio così, è finalmente il momento della trama, che fino ad adesso è rimasta sotterrata a macerare come la carne di drago prima di un bel pasticcio! Trama la cui tensione viene purtroppo sminuita dall’arrivo imminente di un film da 19 anni dopo. Ancora una volta… Ce n’era bisogno? Almeno non rivelare nulla di niente: né dei personaggi, né degli eventi.

E invece no: ecco Naurtello con uno scialle natalizio…

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E Sasukkia col rinnegan sempre-acceso, che con quegli occhi asimmetrici non te se po’ guarda’….

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Dunque se nessuno dei due muore addio ad ogni speranza per un finale non latte-e-miele, dove il tutto si conclude tra scintillanti unicorni ed arcobaleni a spruzzo. Certo, staremo a vedere, ci sono ancora molte domande e potrebbero essere date altrettante risposte, ma in questi pochi disegni viene rivelato forse anche più di quanto si voleva sapere: Naruto sarà rimasto a Konoha dunque? Sasuke se ne è andato nello stile di Orochimaru? Il gruppetto dei tre protagonisti ha sostituito i tre ninja leggendari?

E poi che senso ha un Naruto coi capelli corti? E’ vero che nella realtà ciascuno se li può tagliare come gli pare, ma è anche vero che in un manga la fisionomia del personaggio è la prima cosa a delinearne l’intelletto: Naruto era un personaggio solare, vivace e scapestrato, per questo niente poteva addirglisi di più di una tuta arancione e di un casco di capelli spettinati. Perfino suo padre sembrava ancora una specie di adulto ribelle, mentre Naruto cosa dovrebbe essere diventato? Un grigio burocrate modaiolo? Di Sasuke non ne parlo nemmeno… Come direbbe padre Pizarro: ma ti sei messo un asciugamano in testa?!

Comunque ormai parlare è superfluo, manca poco alla fine e anche a noi non resta che attendere in religioso silenzio, sperando che il destino-Kishimoto dia a Cesare quel che è di Cesare…


Tsunade Late Night Show – La Donna che si fece Dio

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Signore e signori, con grande piacere è qui con noi, l’unica e pantagruelica, regina del gargantuesco: Tsunade-sama!

Tsunade: Buonasera a tutti, care amiche ed amici del tenebrore. Siete pronti allo scontro finale? Se non credete che Kishimoto sia giunto a questo punto in modo sensato e logico premete il tasto rosso del vostro telecomando. Altrimenti premetelo comunque.  Il servizio è offerto dalla Chiyo & Pain Telecomunicazioni Spa, nella quale ho investito tutti i miei proventi dalla partecipazione agli ultimi episodi di Naruto e quindi spero fruttino bene! Comunque sia bando alle ciance e colleghiamoci subito con i nostri eroi sul campo: Naruto, come ti senti prima di questo tragico scontro con Sasuke?

Naruto: Nonna Tsunade, io non vorrei combattere quella testa dura di Sas’ke, ma non voglio nemmeno che si macchi di un ignobile omicidio uccidendoti, dattebayo!

Tsunade: Grazie del pensiero Naruto. Ma sentiamo che cosa pensa di tutto questo l’altra parte: Sasuke, perché hai deciso di uccidere tutti i kage e affrontare Naruto?

Sasuke: Se i kage avessero ficcato dei mostri in tuo figlio e gli avessero fatto passare un’infanzia di miseria, sono sicuro che la penseresti come me. Ma d’altronde a cosa vuoi che possa pensare una ve…

Tsunade: Mi spiace, ma sembra che il collegamento sia caduto. E ora torniamo in studio con la nostra ospite di stasera, per la seconda volta viene a trovarci: Kaguya Ootsutsuki.

Kaguya: Vaticino una lieta serata a tutti gli astanti.

Tsunade: Sempre molto raffinata, è un piacere averti nuovamente con noi, ma come ben sai non c’è bisogno di essere così formali.

Kaguya: La forma è tutto! Non concordi? Formalmente io sono la creatura più potente che sia mai esistita, che esiste e che mai esiterà in tutto l’MPI.

Tsunade: MPI? Che cosa sarebbe?

Kaguya: Multiverso Pandimensionale Ipercosmico. Lo sai che ho tanti castelli quante le dimensioni del MPI?

Tsunade: Effettivamente ci era giunta voce, dev’essere molto costoso mantenerli tutti quanti.

Kaguya: Precisamente, è per questo che mi servivano dei nuovi servitori. L’Esercito del Piacere non avrebbe avuto solo l’onore di appagare i miei appetiti sessuali, ma si sarebbe dovuto occupare anche dei miei innumerevoli castelli: lo sai che cosa vuol dire tenere accesi millemila camini, sgombrare septilioni di camere, spendere triliardi di paperdollari in domestiche?

Tsunade: Per fortuna non ne ho un’esperienza diretta, ma sembra piuttosto impegnativo.

Kaguya: Eccome. Per questo ho dovuto farmi sconfiggere in fretta.

Tsunade: Ti sei fatta sconfiggere di proposito?

Kaguya: Ma certo! Sospettavi il contrario forse? Ahahahahaha.

Tsunade: Ahahahahaha. Sì.

Kaguya: Affatto! E’ come nel gioco del Monopoli, se non vuoi finire in bancarotta speri di andare in prigione e soprattutto che nessuno ti costringa ad uscirne. Se devo essere franca, non appena mi hanno risvegliata mi sono subito pentita del mio ritorno.

Tsunade: Come mai?

Kaguya: Anzitutto, come già ebbi modo di accennarti, non ci sono più gli uomini di una volta! Le donne sono anche peggio: anti-femministe, insicure, incolori, senza cespuglio. Che ci stavo a fare? Cinque minuti e Zetsu-nero mi aveva già provocato un irrevocabile mal di testa. Speravo solo che tutto finisse alla svelta.

Tsunade: Ma perché allora tergiversare? Perché non farti sconfiggere subito?

Kaguya: Beh, se devo essere sincera speravo di divertirmi un po’ di più con quel biondino e con i suoi cloni, ma non sembrava pensare ad altro che al suo amico.

Tsunade: Se li conoscessi, sapresti che purtroppo è da sempre così.

Kaguya: Concordi con me che non c’era molto altro da fare?

Tsunade: Mettendola su questo piano, non posso biasimarti. E adesso che cosa farai?

Kaguya: Ho intenzione di continuare la produzione di vibratori, in altri universi paralleli vanno alla grande.

Tsunade: Ma non ti avevano sigillata?

Kaguya: Solo nel loro universo. Questi sono i vantaggi dell’MPI.

Tsunade: E di questo scontro finale che cosa ne pensi?

Kaguya: Quale scontro?

Tsunade: Tra Naruto e Sasuke, stanno per scontrarsi in una battaglia fratricida.

Kaguya: Più che fratricida, direi vulvacida… Se solo avessero lasciato fare a me, avrei trovato un’ottima occupazione per entrambi.

Tsunade: Per esempio?

Kaguya: La maggior parte di voi non lo ha visto, ma quando Sasuke è caduto nel deserto lì accanto c’era una splendida auto da lavare ed un secchio pieno d’acqua e sapone, oltre che un distributore della KaguCola lì vicino.

Tsunade: Forse è una fortuna che non lo abbiamo visto. Dei tuoi figli invece che cosa ci dici?

Kaguya: Quali figli?

Tsunade: Hagoromo e Hamura.

Kaguya: Ah loro! Ahahaha, sai con tutti i figli che ho generato nel MPI ormai ho perso un po’ il conto – Agoromo, Bagoromo, Cagoromo, Dagoromo, Egoromo, Fagoromo… Beh, dei bravi ragazzi.

Tsunade: Eppure avevi detto di odiarli.

Kaguya: Era tanto per dire. In quel momento era una cosa molto scenografica. Come ti ho già detto la forma è tutto.

Tsunade: Incontestabile, non c’è che dire. E tu sai già come finirà questa storia?

Kaguya: Ma certo che no! Per carità! Se usassi i miei poteri per sapere già tutto, morirei istantaneamente di noia. Ecco questo potrebbe essere l’unico modo per uccidermi. Sai, io sono immortale.

Tsunade: Anche di questo ci era giunta voce. Per questo non avevi idea di come svolgere lo scontro con Naruto e Sasuke?

Kaguya: Ovviamente. Se avessi voluto avrei potuto scoprirlo, ma poi avrei saputo anche tutto il resto. L’ignoranza è spesso un bene. Mi ha divertita molto cerca un modo per uscire di scena facendo sì che a loro sembrasse di aver fatto una gran cosa. Sai, tipo acchiappino: toccami e sono fuori dal gioco!

Tsunade: Infine ti chiedo una valutazione, da donna a donna, sulle nostre protagoniste.

Kaguya: Non mi piace dare questo genere di giudizi, specialmente su persone ancora viventi, ma vediamo cosa posso fare.

Tsunade: Cominciamo dalla mia discepola, Sakura. Come la trovi?

Kaguya: Povera Sakura, con quei capelli color frappè di fragole e quel seno piatto come una tavola. Ho voluto darle la possibilità di toccarmi nel colpo finale, giusto perché anche lei possa sentirsi una donna utile una volta ogni tanto!

Tsunade: Invece Ten-Ten come la trovi?

Kaguya: Fossi in lei cambierei nome, sembra il suono di un pene che viene sgrondato maldestramente.

Tsunade: Ino?

Kaguya: Non dovrebbe correre appresso agli uomini, sono gli uomini che corrono appresso a noi donne!

Tsunade: Shizune?

Kaguya: Tiene quel porcellino perché teme tu possa morire di fame prima che lei arrivi a fare la spesa?

Tsunade: Potrebbe darsi, mi hai dato un’idea. Kushina, la madre di Naruto, invece?

Kaguya: Una donna non dovrebbe mai perdere le staffe, come un ometto in preda ad un esaurimento di nervi.

Tsunade: Vedo che nei hai per tutte. Di Temari che ne pensi?

Kaguya: Chi è Temari?

Tsunade: Non importa. Hinata piuttosto come la trovi, ha il byakugan come te.

Kaguya: No cara, lei ha gli occhi coperti di polvere, come la polvere che cade dalla sua arida anima sulla sua insipida esistenza. E se mai più oserai confrontarmi anche solo lontanamente, filosoficamente, metaforicamente, minuziosamente o vagamente a quella inetta forma di carbonio aggregato, ti assicuro non troverai modo nemmeno di riflettere sul grave errore che hai commesso.

Tsunade: Grazie di essere stata con noi! E adesso quali sorprese ci attendono dallo scontro finale? Naruto e Sasuke si capiranno di nuovo con i loro pugni? Sakura si sposerà con Kakashi? Riusciremo a togliere tutte queste radici da Konoha? Hinata sarà la prima persona a svegliarsi da un sogno in un incubo? Gli alieni hanno costruito i monili di Sasuke? Temari ritroverà se stessa prima o poi? Shikamaru reputerà ancora Naruto un grande uomo? Chi ha costruito Konoha? Forse sono stati i templari? Un progetto su scala globale è finito? Queste ed altre raccapriccianti rivelazioni ci attendono nel prossimo capitolo. Restate sintonizzati e non perdetevi una sola quisquilia.

Shizune: Scherzava quando ha parlato di Tonton, vero?

Tsunade: No. E’ per questo che l’ho comprato.