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Era il 10 novembre 2014

Oggi mi è arrivata, dritta dritta dal Giappone, una copia dello Shonen Jump n°50 del 2014, quella degli ultimi due (assolutamente detestabili) capitoli di Naruto. Perché l’ho preso? Avevo il primo, mi faceva piacere avere anche l’ultimo… In realtà il penultimo (anche quello è in viaggio), ma dopo averlo ordinato non ho resistito, e il mio cuore da fanatica fangirl si è sciolto ed ha deciso di prendere anche l’ultimo volume, giusto per far quadrare i conti. Curiosi di sfogliarlo con me?

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Il capitolo 699 apre il volume, cominciando con un rassicurante inserto a doppia pagina dedicato a quella cacca secca di The Last. Immagino che in quel preciso momento, per il lettore che fosse rimasto lontano dal fiume di anticipazioni della rete, quelle due o tre immagini dovessero procurare un orgasmo di aspettative: che succederà? Naruto e Sasuke sono vivi! Naruto si è messo con Hinata ♥? Si è messo con Sakura ♠? Sakura si è messa con Ino? Sai si è messo con Sasuke?! Oh no, non resisto!

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Comincia subito con tre pagine a colori del capitolo 699 (vorrei farvi notare come nel gioco NSNS4 la forma del sangue sia stata allungata e fatta sembrare alle loro braccia)…

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… Per poi schiantarci immediatamente 15 pagine di pubblicità e promozioni prima di riprendere il filo col capitolo. Tra le varie cose promosse c’è anche quello che sembra un libro… o una collezione di carte… oppure un manuale… di Naruto, o qualcosa di simile, ed una specie di gioco per Android (riesco a capire unicamente Google Play Store).

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L’unica cosa che importa è che anche in questa immagine, finalmente, Naruto e Sasuke si appoggino l’uno all’altro, anche se di spalle. Comunque proseguiamo e ritroviamo il consueto colore rosato della carta sui cui è ospitato il manga di Kishimoto, percorrendo così le ultime battute della serie con quella farlocca riconciliazione con il mondo da parte di Sasuke.

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A rileggerlo oggi è ancora più assurdo di allora: Kakashi dice a Sasuke che se non avesse salvato il mondo adesso giacerebbe in prigione. Come no! Ma Kakashi sai con chi sta parlando? Se non stai attento potresti finire tu a giacere in una bara. Poi le scuse a Sakura, che fino ad un minuto prima aveva definito “noiosa” ed “incomprensibile”. Ma vabbe’, stendiamo un velo pietoso, perché se già mi sale la bile a rivederlo chissà che succederà appena arriverò al prossimo capitolo. L’unica cosa bella è la battuta finale tra Naruto e Sasuke, con il primo che restituisce il copri-fronte al secondo, dopo esserselo portato appresso per anni. In questo particolare dettaglio, infatti, se è vero che Pain ha raso al suolo tutta Konoha, qualora Naruto avesse lasciato a casa il copri-fronte allora anche quello sarebbe stato brasato assieme al resto, quindi l’unica soluzione possibile è che se lo fosse portato appresso stile santino.

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A questo punto immaginavo che seguisse a ruota il capitolo 700, invece seguono Ansatsu kyōshitsu, con l’inquietante e spassosissimo Koro-sensei (di seguito una copertina), e altri, fino a pagina 239, esattamente a metà della rivista dove inizia l’astruso e sconclusionato capitolo finale.

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Sull’ultimo capitolo potrei spendere fiumi di parole, ma per questa volta mi limiterò ad una veloce carrellata di immagini, iniziando dalla nostra adorata Hinata-chan ♥, che si aggira per i cimiteri come le vecchie il martedì mattina e probabilmente non fa nient altro dall’alba al tramonto (ma anche dal tramonto all’alba).

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Poi Boruto, il figlio più sfortunato del mondo che teme di poter avere per padre un clone e che dovrebbe diventare il protagonista di una nuova seria che, in questa copia dello Shonen Jump, è ancora chiamata misteriosamente “Progetto Nuova Generazione” e che poi si scoprirà essere il Gaiden e poi il nuovo omonimo fumetto: Boruto.

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Infine ritroviamo Sasuke e la sua deliziosa famiglia, con Sakura ridotta a fare la casalinga, destinata a distruggere la sua stessa casa e finire a vivere in un monolocale dove se scoreggia in bagno si sente dentro il frigo. In tutto questo Sasuke comunque non c’è stato praticamente mai, impegnato com’era a sorprendersi per i rumori della foresta.

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Prima di sentirmi male proseguo veloce avanti, finché non arriva l’ultima pagina e non posso negare che una lacrimuccia un pochino scenda. Ora che la delusione per il debosciato finale si è sopita, resta soltanto una pacata nostalgia per una serie che era durata per così tanti anni e ci aveva fatto sognare così tanto.

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Sfogliando la rivista fino in fondo c’è il programma della Jump Festa, dove vengono presentati i vari padiglioni, i manga e gli anime che si potranno trovare, nonché gli autori che parteciperanno e con i quali si potrà parlare. Per chi non lo sapesse Jump Festa è una delle fiere più importanti del Giappone, alla quale vengono spesso presentati anche nuovi videogiochi, in particolare quelli di Square Enix e Namco Bandai (realizzatrice dei vari Ninja Storm e JStars).

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Facile far notare come Naruto sia uno degli argomenti principali dell’anno (sebbene certamente non l’unico). Continuando a sfogliare le pagine mi imbatto in una simpatica pubblicità tutta nipponica, dedicata ovviamente al baseball.

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Da notare come la rivista abbia oltre 500 pagine ed esca una volta a settimana, alla modica cifra di 255¥, ossia poco meno di 3€, laddove in Italia un manga ad uscita mensile con molte meno pagine (e capitoli) ha un prezzo che si aggira quasi sui 5€. Sia ben chiaro che non lo dico per fare una qualche sorta di polemica (da noi pesa anche la traduzione), ma solo a titolo di confronto, anche per renderci conto di quanto vasto dev’essere il pubblico dei lettori se il prezzo può essere così basso.

Naturalmente assieme a Naruto, escono anche Bleach, One Piece, Killer Garden (mi pare), Ansatsu kyōshitsu, un manga su dei muscolosissimi lottatori e dello humour giapponese…

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Dopo questa perla rara arriviamo alla pagina conclusiva, incappando in una pubblicità incredibilmente occidentaleggiante (ma d’altronde i muscoli sono muscoli, e che si sia in Italia o in Giappone a chi non piacerebbe averne qualcuno — in particolar modo se in contrasto con quella bella anguria mostrata in alto).

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Sul retro dello Shonen Jump viene comunicato che uscirà a breve The Last = 669.5, per farci intendere che quella oscena storia si svolgerà in mezzo al capitolo 699 e 700, facendoci capire come sia possibile che Naruto fosse finito con Hinata, Sakura con Sasuke, Ino con Sai, un sasso con un delfino.

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Era il 10 novembre 2014 quando usciva il numero 50 dello Shonen Jump, concludendo per sempre la grande saga di Naruto. Chiudendo la rivista la ripongo sullo scaffale accanto al numero 43 dello Shonen Jump del 1999, quando Naruto aveva avuto inizio. Non posso fare a meno di tornare a pensare, per l’ennesima volta, come sia stato un peccato che Kishimoto non abbia avuto modo di concluderla come noi speravamo, ma allo stesso tempo vedendo quanto ci hanno mangiato sopra, si riconferma anche la percezione di quanto questo sarebbe stato assolutamente impossibile. Non avrebbero mai potuto fare un nuovo videogioco e tutti questi film, men che meno quel micidialmente brutto e stupido Gaiden o il totalmente insulso Boruto, se non fosse finita così com’è finita.

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The Last: Naruto the Movie

Benché possiate sostenere il SasuNaru e immaginiate che non possa esserci niente di più lontano dai vostri desideri che vedere una novella romantica su Naruto e Hinata, The Last è sorprendentemente il primo tra tutti i film di Naruto che vi consiglierei di vedere! Assolutamente!

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Ma cominciamo con la trama: a parte un lungo ed assolutamente inutile prologo sulla storia di Indra e Asura, che poi sfocia in quella tra Naruto e Sasuke (manco a farlo apposta la prima coppia del film sono proprio loro due, in un alone mitologico!) vediamo quand’è la prima volta che Hinata ha buttato gli occhi su Naruto, in una fredda giornata d’inverno in cui alcuni bulletti se la stavano prendendo con lei per i suoi “strani occhi”. Per difenderla Naruto tenta di evocare molteplici cloni di se stesso.

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Come-cosa?! Ma questa non era una tecnica segreta contenuta dentro un rotolo proibito che Naruto rubò all’inizio del manga?! Quando mai poteva conoscere questa tecnica in quella occasione?! Il film non è manco partito e già iniziano le incongruenze, cominciamo bene. Un’opera come si suol dire ispirata (dal denaro).

Comunque sia da quel momento Hinata si convince che a Naruto serve uno scialle rosso-Folagra, identico a quello che gli viene strappato in quell’occasione dai bulli.

Torniamo al presente, quando Naruto, ormai vincitore, se ne va in giro per la città adorato ed idolatrato da tutti (specialmente dalle donne) mentre il nemico di turno comincia a fare i primi morti secondari, tra cui gente del clan Hyuga per una questione di occhi. Il consiglio dei 5 kage (ma i signori feudali che fine hanno fatto?) si accorge che la Luna si sta avvicinando alla Terra, come nelle peggiori mini-serie tedesche, e che dev’esserci un nuovo pericoloso nemico che trama contro l’Umanità.

Hinata invece è a casa sua a tessere il famigerato scialle rosso-Folagra che regalerà a Naruto alla prima occasione.

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Ehi! Ma quelli sono due puppazzetti di Naruto e Sasuke, appoggiati spalla su spalla in casa di Hinata!!! Tra i disegnatori dev’esserci qualche fanatica SasuNaru infiltrata!

Comunque sia in città c’è anche Sakura, che non ha di meglio da fare che tessere trame convulse volte a rendere Sasuke definitivamente suo: e qual è la prima regola nelle guerre d’amore? Eliminare tutti i rivali. Quindi cerca Hinata e in tutti i modi possibili tenta di convincerla a provarci con Naruto, perché Naruto deve mettersi con lei e smetterla di insidiare il suo Sasuke!

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Purtroppo per lei i suoi maldestri tentativi non producono alcun risultato, se non quello di scoraggiare ulteriormente la già abbastanza insulsa Hinata-chan ♠ e dare occasione a Naruto di dimostrare che per la ragazza non prova assolutamente niente, anzi reputa pure che lei sia “abbastanza forte da cavarsela da sola!” — proprio un atteggiamento da ragazzo innamorato. Infatti Sakura dev’essere quella che gli dice di andare a cercarla, perché magari si è offesa, finendo ella stessa a farle da cornacchia sulla spalla che la rassicura che la relazione sta andando a gonfie vele!

Hinata le chiede se ne sia sicura! “Ma certo! Credimi!” ribatte Sakura, grande esperta su come conquistare il cuore di un uomo.

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A salvarci dal soffomitamento arriva il nemico che rapisce la sorellina di Hinata e cerca di rapire pure lei, in quanto interessatissimo al byakugan. Alle grida della ragazza e il frastuono del combattimento, nel cuore della notte in una città di ninja, nessuno muove un solo dito; anzi sono tutti barricati in casa sperando di non avere rogne. Naruto riesce a salvare Hinata, ma il nemico è fuggito ed ha sua sorella, mentre la Luna sta per schiantarsi sulla Terra. Kakashihokage convoca una squadra per una missione segretissima.

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Devono scoprire che cosa stia succedendo e non hanno molto tempo. Poi affibbia a Shikamaru uno stargate sulla mano, identico a quello che ha anche lui. E’ piccolo ma sufficiente a far passare la lingua, così se Shikamaru tiene stretto il pene e Kakashi si lecca la mano, praticamente gli lecca il pene. Il ragazzo è così inorridito da questa idea, ordinata dal goliardico VI Hokage, che decide di coprire lo stargate con un bel guanto.

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Comunque sia con questa scusa in gruppetto Naruto, Hinata, Sakura, Shikamaru e Sai, volano sugli uccelli-promiscui di quest’ultimo alla ricerca del famigerato nemico e passando da una grotta cadono vittima di un genjutsu che li fa precipitare in un sonno profondo.

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Uhm, questa scena mi ricorda qualcosa, ma più intenso…

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Poi comincia a succedere una cosa che dovrebbe essere romantica, ma che personalmente trovo solo raccapricciante: la sciarpa che stava tessendo Hinata-chan ♠ e che si è strappata, appare misteriosamente attorno al collo di quest’ultima e poi si allunga verso Naruto, cominciando ad avvolgerlo, come la lingua biforcuta di un serpente.

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Niente di ciò che accade ha il minimo senso: anzitutto perché mai la sciarpa dovrebbe muoversi, a parte terrorizzarci mentre stringe Naruto in una morsa sempre più stretta? In secondo luogo perché solo Hinata e Naruto condividono il medesimo sogno? Sai, Sakura e Shikamaru no? E’ una questione di vicinanza? Se in prossimità di Naruto ci fosse stato Sai, avremmo avuto un’avventura tra i loro due peni? Inoltre Naruto ha la miracolosa opportunità di vedere le cose dalla prospettiva di Hinata, notando tutte le volte che lei lo aveva amato segretamente. Sembra quasi la pistola che Trillian recupera da Pensiero Profondo e che deve costringere gli uomini a vedere le cose dal punto di vista delle donne. Non poteva succedere il contrario? Per esempio Hinata che vedeva quanto Naruto fosse innamorato di Sakura (o più credibilmente di Sasuke)?

Comunque sia grazie a questo meraviglioso genjutsu Naruto, che fino ad un minuto fa non la cagava manco di striscio, si innamora perdutamente di Hinata! Siccome però l’evento è stato troppo rapido per lo spettatore, per non dire troppo incredibile, segue tutta una complicatissima parte in cui Naruto e Hinata si trovano nel posto più romantico concepibile per farci capire che si amano.

Dentro la Luna trovano infatti un intero mondo atavico e abbandonato, con una meravigliosa città in rovina, pervasa da un misterioso tramonto ed una provvidenziale brezza su paesaggi bucolici. Mentre i nostri eroi si muovono alla scoperta dei suoi misteri, hanno modo di scoprire anche se stessi.

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Ehi, ma anche questa scena ci ricorda qualcosa

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Una bella gita in gondola a venezia no? Magari in una gondola-spaziale sul lago di Garda? Hm?

Inutile dire come tutto questo pezzo della trama sia assolutamente implausibile e così scontato da sembrare uscito da un romanzo d’appendice. Anzitutto per quale dannatissimo motivo Hinata doveva andare con il gruppo, visto che il nemico voleva proprio lei?! Naruto non aveva abbastanza poteri? Non c’era qualche altro Hyuga in grado di venire con loro? Nessun altro ninja aveva alcuna altra capacità visiva utile?! Se il nemico voleva lei non avrebbe potuto ucciderli mentre erano intrappolati nel genjutsu e rapirla? Non è un rischio troppo grande?

Inutile dire che tutte queste domande vengono accantonate, a favore di una forzatissima trama amorosa che deve vedere Naruto e Hinata nella massima situazione romantica concepibile, come se l’unico amore possibile fosse quello cliché da Romeo e Giulietta. Tant’è che per non farsi mancare il dramma, nel momento in cui si dichiarano il reciproco amore, Hinata viene rapita dal nostro beneamato nemico (o per essere più precisi, se ne va con lui, perché sa lei cosa deve fare! ♠) e Naruto sviene col chakra prosciugato. Si ritrovano entrambi simmetricamente assopiti…

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…ma anche questo parallelismo ci ricorda qualcosa…

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…oppure anche

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Segue una cervellotica battaglia, mentre Hinata ritrova la sorella e cerca di capire come distruggere il nemico. Quando viene raggiunta da Naruto si trovano di fronte ad una sfera che può assorbire il chakra di chi non ha il byakugan, quindi il suo chakra deve unirsi a quello di Naruto per riuscire a distruggerla, perché comunque da solo non è sufficiente essendo lei troppo debole. ♠

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E anche questa cosa ci ricorda un’altra già accaduta prima

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Per non farci mancare nulla Naruto protegge Hinata

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…in modo già visto.

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Nel mentre Sasuke fa da cammeo sulla Terra, mettendo in imbarazzo Kakashi per la sua totale incompetenza nel disintegrare un banalissimo meteorite: “Quando non c’è lui [Naruto] l’unica altra persona che può proteggere il Villaggio sono io!”

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Detto questo se ne va, perché le star non devono mai presenziare troppo a lungo per non diventare banali.

Il gruppo di Naruto riesce infine a sconfiggere il nemico, dopo un improbabile combattimento sulla superficie lunare e delle assolutamente insulse discussioni tra i kage. Il mondo è salvo! Il mondo è salvo! Tutti quanti festeggiano: gli Ewoks ballano, si festeggia a Coruscant! Evviva! I nostri eroi ripartono verso la Terra e Naruto tira fuori finalmente i suoi poteri da Dio e sparando un raggio tipo onda energetica verso il cielo si trascina in alto fino a giungere tra le nuvole(??). Non avete capito? Non chiedetemi di rispiegarlo, vi prego. Fatto sta che grazie a questo miracolo lui e Hinata si trovano di fronte alla Luna e possono finalmente baciarsi in tutto il loro sempiterno amore.

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Ma come ormai immaginerete anche questo tropo romantico è già stato utilizzato

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Nei titoli di coda seguono scene del matrimonio e di tutti quanti che si congratulano con i due novelli sposi; l’unico assente, come è facile immaginare, è il buon Sasuke, che certamente non avrebbe mai potuto partecipare a qualcosa di così scadente. Sakura invece si sente molto consolata dal fatto che se ce l’ha fatta quella sfigata antifemminista-uomo-dipendente-Hinata ♠ può farcela anche lei.

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Ehi, ma quelle sono delle camelie, simbolo delle sofferenze vissute in nome dell’amore! Anche questo ci ricorda qualcosa…

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A visione conclusa The Last, che vorrebbe celebrare il rapporto tra Naruto e Hinata, dall’inizio alla fine appare come il più maldestro e patetico tentativo di esautorare una relazione che è stata costruita in 698 capitoli di manga, per portare alla ribalta un intruglio partorito con l’unico scopo di fare soldi sull’ingenuità degli appassionati — ricalcando allo stesso tempo tutti i tropi e i processi romantici che quest’ultima relazione aveva.

Basti pensare che per l’occasione il chakra di Hinata stessa ha cambiato colore, diventando da azzurro a viola, come quello di Sasuke.

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Se si considera poi che il tutto viene innescato da una storia di scambio di occhi, altro tema caro alla stirpe Uchiha, viene quasi da pensare che la trama fosse stata scritta per Naruto e Sasuke e poi ci sia stata infilata Hinata. Che senso ha questa cosa?

Quel che è peggio è che tutte le situazioni romantiche, che avrebbero dovuto farci capire il legame tra Naruto e Hinata (il NaruHina insomma), non solo avrebbero potuto applicarsi a chiunque altri (essendo fini al film stesso, senza alcun altro riferimento di reciprocità nel manga), ma sono già avvenute tempo addietro tra Naruto e Sasuke, venendo tra l’altro perfettamente riconosciute nel canone SasuNaru.

Inoltre, la cosa più patetica e becera in assoluto, è che questa relazione abbia il via con un genjutsu senza il quale niente sarebbe mai successo, perché Naruto non avrebbe mai preso il punto di vista di Hinata. Come a dire che si è infatuato di lei per un filtro d’amore… Inoltre, nonostante ciò, perché Naruto si è innamorato di lei? Perché ha visto che lei lo pensava e perché aveva scritto che avrebbe voluto passare l’ultima giornata della sua vita con lui?

Ancora una volta la relazione tra Naruto e Hinata è perfettamente unidirezionale, cioè costruita sul fatto che Hinata vuole Naruto e lui capisce che lei lo desidera così ardentemente che decide di “farla contenta”. Tant’è che gli autori stessi del film, rendendosene conto e non riuscendo a produrre nessun elemento aggiuntivo (anche perché non essendoci stato nel manga come potevano fare?) hanno dovuto imbastire questo teatrino amoroso facendoci capire che mettendo due ragazzi nel posto più romantico possibile probabilmente loro si innamoreranno.

Questo testimonia anche l’ipocrisia dei sostenitori del NaruHina (e in generale dei detrattori del SasuNaru), che in questo ridicolo maquillage riconoscono la prova definitiva dell’amore tra Naruto e Hinata, mentre le medesime scene (che qui sono state scopiazzate senza pudore) tra Naruto e Sasuke sono state interpretate sempre e solo come una grande amicizia . Qual’è allora la differenza? Che Naruto, nonostante tutti questi avvenimenti aggiuntivi, si innamora di Hinata senza conoscere niente di lei (e nemmeno lei dimostra di conoscere alcunché di lui), mentre di Sasuke conosce ogni singolo pensiero fino a riuscire a provare il suo stesso dolore.

Che, in fin dei conti, gli autori dello studio Pierrot (che ricordiamoci hanno dato vita ad altre sasunarutate) abbiano voluto farci capire qualcosa di più, con quel cameo SasuNaru dell’inizio?


L’eredità di Naruto e Sasuke

L’amore supremo è, credo io, l’amore segreto. Una volta esternato e condiviso, l’amore sminuisce. Languire tutta la vita per amore, e morire d’amore senza mai invocare il nome dell’amato, o dell’amata, ecco qual è il vero significato dell’amore

Hagakure, Libro II

Dopo quindici anni e 700 capitoli la serie di Naruto è giunta al capolinea, con una conclusione che è la peggiore cosa mai vista dopo… L’apparizione di Obito… Oppure… La redenzione di Obito… O ancora… Il ritorno di Obito. Dico davvero, deludere quando le aspettative sono già così basse è veramente un’impresa notevole. Questo articolo sarà quindi come l’autopsia su un cadavere: sapete che è morto e che farla non cambierà le cose, ma forse aiuterà a capire che cosa lo ha ucciso oppure CHI lo ha ucciso! Ma andiamo con ordine…

Anzitutto, che finale ci aspettavamo?

Prima di andare oltre è bene sottolineare che Naruto è un’opera di fantasia, qualora a qualcuno non fosse chiaro, intrisa quindi anche di un certo simbolismo che deve raccontare in sintesi ciò che è sottinteso e che non merita di essere spiegato. Spesso, in un’opera artistica, una sola immagine rende meglio di un milione di parole. Prendete per esempio la prima scena con cui si apre Guerre Stellari.

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In una sola sublime sequenza capiamo tutto quello che c’è da capire: la ribellione è piccola ed indifesa, l’Impero è potente e implacabile. Questa scena in particolare è diventata in seguito una marchio di fabbrica della saga, svuotandola di tutto il suo significato originale e facendo sospettare che lo stesso Lucas non l’avesse capita, anzi probabilmente se l’avesse compresa si sarebbe battuto per non metterla nel film. Prendete adesso il finale del Titanic, quando Rose muore nel suo letto al calduccio e la telecamere scorre sulle fotografie accanto a lei.

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Questa volta è Cameron che in una sola, semplice sequenza, riesce a raccontarci tutta la sua vita e dimostrarci, senza dover aggiungere parola alcuna, che ha mantenuto quella filosofica promessa estortale da Jack che avrebbe vissuto, avuto tanti bambini e che sarebbe stata felice. E sempre nel Titanic alla fine il capitano applaude per ultimo, non perché è un vecchio scocciato, ma perché il capitano è l’ultimo che abbandona la nave.

Insomma, in un’opera di fantasia alcune cose avvengono non perché delle persone reali le farebbero accadere così, ma perché l’autore vuole raccontarci qualcosa che non merita di essere spiegato a parole.

Detto questo Naruto sarebbe potuto finire in molti modi, non mi interessa adesso ipotizzarne alcuni più plausibili di altri, ma sicuramente quello che tutti quanti si aspettavano erano delle note nel sottotesto che rendessero giustizia ed omaggio ai personaggi, ma anche alla storia in se.

Invece che cosa è stato fatto?

Kishimoto ha esordito preannunciando che il finale sarebbe stato in due splendidi capitoli insieme, altra scelta veramente incomprensibile, per questo il capitolo 699 e il capitolo 700 li considero con piena autorizzazione come un unico capitolo conclusivo… E che capitolo! Cominciamo anzitutto con alcune idee (bacate) di sottofondo, tanto per abituarci al male a piccole dosi.

Konoha viene mostrata alcuni anni dopo nel futuro, alla stregua di una megalopoli che sovrasta la città vecchia, con un progresso tecnologico che manco se avessero costruito la Grande Biblioteca e ottenuto una tecnologia gratis.

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Tant’è che lo stesso Naruto lo troviamo di fronte ad un Macbook (OS X 10.9 Ninja) che mangia ramen da una scatoletta preconfezionata (immagino che il vecchio negoziaccio del ramen sia stato sostituito da uno sfavillante supermercato). Il Villaggio nascosto tra le foglie dell’albero è diventato il Villaggio nascosto tra i grattacieli.

Ma dopo questa visione da lontano addentriamoci in città e vediamo chi troviamo: Ten-Ten con il suo pulcioso negozio di armi, che già di per se erano inutili nel mondo medievale di Naruto, figuriamoci quanto potranno essere ambite in questo futuro turbo-tecnologico. Tra le varie cose che stanno a prendere polvere ci sono anche le carabattole di Rinculo-Sanin.

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Vabbe’, usciamo scocciati dalla sua bottega senza manco salutarla e vediamo come si sarà evoluta la scuola: nel corpo insegnanti troviamo anzitutto un droide mandato lì dal Ministero della Difesa per sedare gli studenti ribelli!

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Mentre cerchiamo di sfuggire al suo sguardo disumano ci imbattiamo in Anko, la pervertita, che ci invita ad aspettarla un secondo…

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A questo punto si comincia a provare uno strano senso di tristezza, perché la sensazione principale è che Konoha non sia più la stessa che conosciamo. Sembra quasi che Kishimoto in qualche modo decanti la fine degli Shogun e l’avvento della modernità, che cancella l’eredità del passato, in un moto di nostalgia, tanto che anche le armi mitologiche del Dio-Hagoromo, adesso giacciono dimenticate nella bacheca di un polveroso negozio di periferia. Ma su questo torneremo, adesso andiamo avanti e scopriamo…

Che fine hanno fatto i nostri protagonisti?

Questa è probabilmente una delle note più tragicomiche ed insoddisfacenti del finale. Quando la Rowling concluse Harry Potter, ebbe l’accortezza di mostrarci i protagonisti, 19 anni dopo, tutti insieme al binario 9 e ¾ di King Cross Station. E’ chiaro che umanamente è ridicolo pensare che tutti quanti abbiano copulato contemporaneamente e che perfino i figli di Draco Malfoy partissero esattamente quell’anno per Hogwarts, ma chi si focalizza su questo punto dimostra solo di non aver capito un cazzo del messaggio che voleva lanciare l’autrice: non è importante chi fa quale lavoro, sono ancora tutti insieme, una sola grande famiglia, riuniti lì dove tutto è cominciato a mandare verso il futuro una nuova generazione di fronte alle quale si presenteranno nuove sfide — la cicatrice non fa più male, va tutto bene.

Quando troviamo Naruto, incontriamo invece un hokage sommerso di lavoro, benché non ci sia nessuna battaglia da combattere, quindi immagino un triste burocrate che occupa una vuota carica istituzionale. E’ un genitore talmente assente che il figlio si è trasformato in un teppistello che cerca di attirare la sua attenzione (parola di Kishimoto) e che lui sgrida, mostrando di non aver tratto alcun insegnamento dal suo passato. Da questo punto di vista l’autore manca completamente e definitivamente il punto sul personaggio, demolendo in un istante tutto quello che aveva costruito fino ad allora:

  1. diventare hokage aveva senso per il Naruto bambino, in quanto sarebbe stato il simbolo del supremo riconoscimento di lui che invece nessuno considerava
  2. Naruto che si è sempre prodigato per gli altri, in quanto persone, adesso non è capace di stare con la sua stessa famiglia perché preso da futili impegni
  3. Naruto che avrebbe sempre voluto AVERE una famiglia, adesso che ce l’HA non se ne prende cura
  4. se non si riesce a salvare un amico (una persona cara) che senso ha essere hokage? ma evidentemente moglie e figli non rientrano in questa categoria
  5. non è importante il diventare hokage, ma il percorso che si fa per arrivarci… ma no scherzo, la cosa più importante è essere hokage

In pratica vediamo un Naruto stereotipo di se stesso, solo contento di aver raggiunto finalmente una carica vuota (visto che non c’è nulla di serio da fare) e circondato di perfetti sconosciuti (Gaara con quella pettinatura-LEGO è inguardabile!).

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Ah! Stavo per dimenticarmene…

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Vabbe’, no comment. Andiamo avanti…

Sasuke dove diavolo è finito? Lo vediamo che si aggira per un boschetto-fantasy, con una terrificante borsa a tracolla viola-su-nero, quando per 698 capitoli se ne è andato in giro solo con un kimono ed una katana (ma questa è la vecchiaia, chi vorrà più dormire all’addiaccio… Meglio portarsi pantofoline e plaid)

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Si gira per un attimo, in preda alle traveggole e poi torna a camminare come se nulla fosse. A parte la scenetta che potrebbe essere carina, presa così a se in un GDR, questo qui dovrebbe essere uno tra i più forti ninja mai esistiti che, oltre alla segatura, ha in testa anche i due più potenti occhi di tutto il multiverso. E sente i rumori in un cespuglio? Ma forse era un moto nella Forza e in realtà si trova su Dagobah a migliaia di anni luce da Konoha e dalla sua famiglia…

Tutto ciò che lo riguarda in realtà non ha alcun senso, specialmente se si considera che adesso Sasuke ha comunque una famiglia a Konoha. Anche lui, come Naruto, era un orfano che soffriva l’abbandono e specialmente la disattenzione del padre e adesso lui dov’è? In secondo luogo vi è tutta la maldestra storia del Clan Uchiha che pende sul suo personaggio come una spada sulla testa di Ned Stark.

Dapprima il fratello Itachi aveva sterminato tutto il clan con l’aiuto dell’Uomo Mascherato-TobiObitoMadara, poi si scopre che in realtà li ha uccisi tutti perché è così che gli ha ordinato il Terzo Hokage, perché nel clan c’era un moto di ribellione e questa era l’unica cosa da farsi. Perciò il problema della vendetta si sposta dal fratello al villaggio, una cosa alquanto opportuna per Kishimoto che vuole imbastire lo scontro finale con Naruto, ma affatto sensata nel momento della riconciliazione finale: Sasuke piega il capo di fronte a Kakashi e si prende la bella lezioncina zitto e muto. Poi se ne va ad espiare i propri peccati nel mondo… Sarà anche vero che i vincitori scrivono la Storia, ma vediamo quali sarebbero questi suoi peccati:

  1. Vendicarsi del fratello che aveva ucciso genitori, parenti e amici — quindi Itachi aveva ragione?
  2. Distruggere un sistema politico e sociale che aveva promosso, autorizzato e guardato tale sterminio — insomma i nazisti facevano bene a bruciare quei sporchi ebrei!
  3. Distruggere i bijuu, le bestiole-codate, che venivano utilizzate come armi ed erano fonti di infinite guerre — no, fottiti Sasuke, questa non è una bomba atomica, sono 500kg di pura democrazia!

La sensazione che se ne trae che Sasuke abbia sostanzialmente tradito se stesso e tutto quello in cui credeva, per conformarsi al corso inesorabile della Storia sotto l’egida del carro vincitore. In poche parole: un perdente.

Sakura almeno si sarà salvata? No, è a casa che fa le pulizie, con un cencio sulla testa e il solito kimono di quando era una bambina: perché lei è rimasta una bambina!

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Qui chiaramente non è questione se lei possa fare o meno le pulizie, anche Rose del Titanic da vecchia rimbambita avrà potuto avere un attacco di dissenteria, ma il punto è che questa è l’ultima volta che la vediamo. E’ l’ultima scena dedicata ad una dei tre protagonisti di questa saga e l’unica cosa che ci racconta è che quando la figlia torna a casa, in un qualsiasi giorno di scuola in pieno pomeriggio, trova la madre a pulire. Un modo come un altro per dire che sta lì a pulire e ad occuparsi della casa giorno e notte peggio di Jeanne Dielman.

Che fine ha fatto l’eredità di Tsunade? Che fine hanno fatto le sue abilità mediche? Ha fatto una qualche carriera? Ha fatto qualcosa di utile? I suoi sogni si sono realizzati?

Negli ultimi capitoli vediamo Sakura promettere a se stessa che non sarebbe rimasta indietro a guardare Naruto e Sasuke e che avrebbe agito (invero è dal principio che lo paventa), ma a parte il pugno tanto-per in testa a Kaguya e aver guarito i due salvatori del cosmo, sembra che non abbia fatto nient’altro: da un’ottica puramente carrieristica, sia Naruto che Sasuke sono impegnati in qualcosa (per quanto privo di senso) mentre la sua unica attività sembra quella della donna di casa.

Insomma, un finale peggiore era difficile immaginarselo

Dopo quindici anni di trama e continui saliscendi ci si sarebbe potuti attendere per lo meno di vederli tutti riuniti e felici (se non si voleva dare un’impronta drammatica alla serie), ma la cosa più importante di tutte, ci si sarebbe aspettati che anche i protagonisti, in qualche modo metafisico, sprecassero una briciola del loro tempo per salutare noi. Perfino quella merda di Dragon Ball GT si conclude meglio, con Goku che ci rivolge lo sguardo dopo una patetica e strappalacrime rievocazione del passato.

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Ora sarà anche una cliché narrativo, ma questo resta pur sempre un manga che non di rado ha strizzato l’occhio e il portafogli agli appassionati, per cui scendi-dal-pero-amico e dammi almeno sta strizzata d’occhio anche sul finale. Invece no, l’unica sensazione che rimane è di una eterna e nostalgica solitudine, e me ne infischio se ci sarà un film o una qualche stupidissima serie spin-off o spiegare qualsiasi cosa. Per me il manga ufficialmente si è concluso così e non mi avrebbe fatto schifo, dopo 698 capitoli sull’amicizia e l’amore eterni che almeno nell’ultimo capitolo vi fosse una sintesi di tutto ciò. Ci siamo dovuti sorbire le redenzioni di Pain, ItachiObito, la storia della vita celodurista di Hashirama e Madara, il rapporto tra Rin e Obito, la vita di Minato e Kushina e tanto altro e non possiamo goderci per un secondo il trio protagonista insieme, felice e con uno scopo nella vita? Il fatto che abbiano procreato non mi rappresenta assolutamente niente di interessante, visto che potrebbe trattarsi di un fatto puramente accidentale, considerata l’atroce solitudine in cui tutti si trovano.

Sarebbe stato meglio vederli insieme che vanno a mangiare, magari che si frequentano, oppure che collaborano insieme a qualcosa, che si danno consiglio, che si scambiano opinioni. Che dopo millemila peripezie convivono nuovamente, che si rispettano e si comprendono. Mi sarebbe piaciuto immaginare che di fronte a loro si apra un mondo di avventure, ma che questa volta affronteranno le avversità uniti. E invece nulla…

Ma forse anche in tutto questo c’è un senso e qui arriviamo noi.

La storia nella storia

Il rapporto tra Naruto e Sasuke è senza ombra di dubbio quello più curato in tutta la storia e al quale l’autore si è maggiormente dedicato. E’ l’unica parte che secondo me Kishimoto aveva pensato dall’inizio, e anche quando affermava di avere ben chiaro il finale penso si riferisse al loro scontro. Tutto il resto della trama è così pieno di stereotipi e incongruenze che è difficile immaginare che l’autore l’abbia mai concepita con altro scopo se non quello di allungare il bordo. La storia degli Uchiha è soltanto un esempio fra tanti, che tra l’altro getta un’inesorabile ombra su Konoha stessa, che ne esce come un paese fascista dove si uccide perché non c’è nessun altra soluzione, in netto contrasto con i proclami del protagonista e quindi con la morale dell’autore stesso. Gli è uscita male e basta, e non penso nemmeno se ne sia reso subito conto.

Un altro esempio è l’evoluzione del mondo ninja dalla prima serie all’ultima: in principio il loro non era altro che un villaggio, come tanti, al servizio del Paese del Fuoco, i cui capi usavano i ninja per i compiti più disparati (compreso quello di recuperare un cane smarrito). Si trattava di una specie di esercito, dove anche i bambini venivano sottoposti ad esami dai potenziali esiti mortali. In questo contesto l’hokage era alla stregua di un generale, ovvero di un capo delle forze armate, che quindi comunque doveva rispondere ad un altro capo a sua volta. Alla fine invece si ha l’impressione che il Villaggio della Foglia sia quasi una capitale a se e l’hokage il sovrano indiscusso di questo paese.

Potrei continuare così a non finire su pressoché qualsiasi argomento trattato dal manga, per non parlare dei personaggi che per la maggior parte sono rimasti identici a come erano alla fine della prima serie. Con questo non sto dicendo che è tutto una merda, ma che per uscire per 15 anni di fila Kishimoto ha dovuto pure inventarsi qualcosa e la maggior parte delle cose le ha pensate lì per lì.

L’unico argomento sul quale non ha mai sorvolato era il rapporto tra Naruto e Sasuke.

Lungi dall’essere un mio parere personale questo è confermato anche dal fatto che il 35,8% del manga è speso nella costruzione della relazione tra i due (incluso quindi non solo il rapporto diretto, ma anche quando l’uno pensava all’altro), mentre per il rapporto tra Sasuke e Sakura siamo appena al 16,4% e per quello tra Naruto e Hinata ad un ridicolo 3,8% (costruito per lo più da lei che squilla Naruto-kun ♥)

E’ quindi il momento di ripercorrere per l’ultima volta tutta la storia del manga, ma non dal punto di vista delle vicende, che qui mi interessano meno, ma dal punto di vista del rapporto dei due protagonisti, cosa che mi interessa assai di più! Pronti?

Apocalisse SasuNaru

Naruto e Sasuke a partire dal loro aspetto fisico vengono ritratti come due rovesci della stessa medaglia: Naruto indossa colori caldi ed ha i capelli biondi, Sasuke indossa colori freddi ed ha i capelli scuri, Naruto è tozzo e paffuto, Sasuke è magro e slanciato. Ma non solo: Naruto punta di più sulla forza, Sasuke sulla tecnica, Naruto combatte in gruppo (grazie ai cloni), Sasuke in solitaria, Naruto è estroverso ed impulsivo, Sasuke è introverso e riflessivo, Naruto è socievole, Sasuke è associale, Naruto è empatico e generoso, Sasuke è egocentrico ed egoista, Naruto ama Sakura, Sasuke no.

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In tutto e per tutto Kishimoto ci introduce i due come bianco e nero, e insiste fino alla fine su questa dicotomia degli opposti (che si attraggono).

Entrambi sono orfani e senza una famiglia ed entrambi trovano nell’altro quel qualcuno in grado di vincere la propria solitudine. Entrambi riescono a cosentire con l’altro, come direbbe Kundera, fin tanto da provare il dolore che prova l’altro, ma allo stesso tempo arrivando a sentirsi sollevati perché non erano più soli (capitolo 698). Naruto in particolare racconta come avrebbe voluto parlare a Sasuke, all’epoca, ma non ebbe mai il coraggio (Naruto, “Avrei dovuto parlargli… Ci ho pensato e ripensato sopra…”, capitolo 647) e, invidioso delle sue abilità, decise di proclamarlo suo rivale.

In questa proclamazione di rivalità unilaterale si crea in realtà anche il primo conflitto tra i due: Sasuke sembra comprendere perfettamente i propri sentimenti e vuole avvicinarsi a Naruto, il quale però sembra voler ridurre il tutto ad una mera questione di rivalità tra ninja di Konoha (capitolo 173, 174). In più Naruto dice di essere innamorato di Sakura, anche se paradossalmente sembra più innamorato del modo in cui lei ama Sasuke (capitolo 3). Affinché tutto sia chiaro Kishimoto fa dire alla ragazza che la sua unica aspirazione sia essere riconosciuta dall’Uchiha (capitolo 3), cosa che poi Naruto ripeterà fino alla noia (Naruto, “desiderando di essere forte come te, figo come te. Sono davvero felice d’averti incontrato.”, capitolo 485).

Comunque sia i tre diventano membri dello stesso team e il fatto di dover stare assieme proprio a Naruto e Sakura non sembra entusiasmare affatto Sasuke, che anzi sembra spesso seccato dal veder loro far combriccola-chiasso (capitolo 36). Per fortuna però, Kakashi insegna loro l’importanza di fare squadra e di preoccuparsi per i propri compagni, cosa che a Naruto serve il giusto (visto che comunque non è un tipo egocentrico), ma che cambia radicalmente l’atteggiamento di Sasuke nei confronti della compagna.

Per un po’ li vediamo impegnati in varie missioni e Naruto e Sasuke non mancano di punzecchiarsi e sfidarsi a vicenda (tanto che Sasuke affibbia all’altro il soprannome usuratonkachi) in un crescendo di tensione (sessuale). L’arrivo di Haku permette a Kishimoto di evidenziare ulteriormente il loro legame, facendo dapprima un collegamento tra i due e Haku e Zabuza, sul tema della persona importante (capitolo 21), e poi lanciando Sasuke al sacrificio pur di salvare la vita al compagno. Quando Naruto gli chiede perché lo abbia fatto, Sasuke replica che non lo sa e che “il mio corpo si è mosso da solo, idiota..” (capitolo 27), sottolineando così anche la fisicità del loro rapporto (o almeno del suo affetto verso il biondino — non è solo la mente, ma anche il corpo che lo desidera proteggere).

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Naruto, dal suo canto, non manca di andare su tutte le furie e abbatte Haku, senza ucciderlo però (e ancora una volta notiamo come Sasuke, una volta ridestato, si preoccupa subito che il compagno non sia diventato un assassino — Sasukkia, vi ricordo che siete dei ninja — e che non abbia ucciso chi voleva salvarli, capitolo 33).

Passato l’episodio seguono altre avventure e Sasuke dimostra un crescente interesse per il compagno, ed una sempre maggiore ostilità verso Sakura, probabilmente per una questione di gelosia. In particolare nell’episodio di Gaara sembra diventare piuttosto chiaro, per l’Uchiha, che il compagno ami la ragazza e sia disposto a fare per lei quello che egli avrebbe fatto per lui (capitolo 133). Il ritorno di Itachi complica ulteriormente le cose, perché riporta Sasuke alla realtà: non è diventato per niente più forte, sta lì appresso a Naruto il cui unico interesse è Sakura, e non riesce nemmeno a difenderlo (capitolo 144). Naruto, dal canto suo, sembra aver talmente tanto idealizzato Sasuke da non riuscire a rendersi conto sia di averlo superato da un pezzo, sia dell’interesse che mostra per lui il ragazzo e continua ad impuntarsi sulla questione della rivalità. Inoltre, come se niente gli mancasse, sente che Sasuke è di Sakura e, in qualche modo, diventa paradossalmente il primo e più fanatico sostenitore SasuSaku della storia (capitolo 172).

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Lo scontro sul tetto, durante il quale Sasuke tenta in vano di “raggiungere” il compagno e chiedergli, implicitamente, di comprendere quello che lui pensa (Sasuke, “Idiota che non sei altro, perché sei così pieno di te stesso?”, capitolo 173, 174), decreta anche la loro definitiva separazione.

Nella notte Sasuke decide di raggiungere Orochimaru e buttarsi tutto alle spalle, per focalizzarsi solo ed esclusivamente sulla vendetta, che diventa così il suo unico obiettivo. Nel cuore della notte, sulla via dell’addio, Sasuke incontra Sakura che lo implora in vano di restare. La scena si conclude con l’enigmatico grazie e lo stordimento della fragola-rosa (capitolo 181), laddove il gesto di Sasuke sembra semplicemente il seguente: se non ci fossi stata te, di cui Naruto è così perdutamente innamorato, non avrei mai aperto gli occhi e non me ne sarei andato.

Naruto si mette immediatamente alla ricerca dell’amico, promettendo a Sakura che lo avrebbe riportato indietro ad ogni costo e dopo un altro po’ di peripezie i due si affrontano di nuovo, per l’ennesima fatale separazione (capitoli dal 218 al 233).

Fino a questo momento la relazione tra i due è stata in qualche modo mostrata principalmente dall’ottica di Sasuke, mentre adesso si passa su Naruto, che come un principino azzurro si mette ad errare appresso alla sua amata madamigella sparita. Non per nulla preferisce vivere come uno sciocco, piuttosto che lasciar perdere Sasuke (capitolo 237), che non potrà essere mai sostituito da Sai (capitolo 288), che tra parentesi non è nemmeno lontanamente figo (sic!) quanto il primo (capitolo 286), e nessuno s’azzardi a reclamarne l’appartenenza (capitolo 291).

Sasuke ormai prosegue sulla sua strada invece, sicuro di essere stato dimenticato dai compagni, e non per nulla li guarda con derisione quando tornano a trovarlo al covo di Orochimaru: poi proprio loro due assieme! Ma specialmente Naruto! Sasuke sembra quasi sorpreso che il “suo rivale” ci abbia tenuto a venirlo a cercare (capitolo 306), solo a dimostrazione di quanto aveva frainteso in precedenza. “Non uccidere Naruto…” gli intima Kurama in quell’occasione “finiresti col pentirtene…” (capitolo 309)

Inutile far notare come Kurama non abbia alcun potere da veggente, ma parli solo per quello che vede nell’anima del suo ospite.

Comunque sia torniamo a noi, o meglio alle paturnie del nostro caro Narutello, che proprio non si rassegna nel vedere sparire l’amico e comincia a pensarlo sotto cieli stellati (capitolo 319), perdersi imbambolato a riflettere su che fine abbia fatto (capitolo 331) e invocarne il nome prima di addormentarsi (capitolo 403, capitolo 459). Non per nulla lo stesso maestro Kakashi se ne accorge e osserva che Sasuke è sempre di fronte agli occhi di Naruto (capitolo 342), che dal canto suo constata come “solo il vento può ravvivare il fuoco” (capitolo 333).

Se tutto questo non fosse sufficiente a metterci nell’ottica giusta, arrivano due perle rare adornate di diamanti (un kitsch che solo Kishimoto poteva partorire).

Anzitutto Sakura ha un’idea geniale delle sue: andare ad assassinare Sasuke (con un kunai avvelenato). Ma prima va da Naruto e mente confessandogli tutto il suo smisurato amore: Naruto resta anzitutto del tutto indifferente ed anzi, si strania assai di come lei possa non amare più Sasuke (chi mai potrebbe non amarlo più?!?!). Per Naruto pare del tutto incomprensibile, poi viene anche a sapere che c’è un ordine per tagliare la testa dell’amico il che lo getta nella disperazione più totale, facendogli venire un attacco di panico che lo schianta a terra, ansimante nella neve. (capitolo 474, 475)

Il bello però deve ancora venire: durante lo scontro con Pain, la polverosa Hinata-chan ♥ dichiara tutto il suo amore per Naruto, dicendo come lei lo ha sempre preso da modello e seguito, perché lei lo ama (capitolo 437). Naruto, oltre che ignorare del tutto tale spasmodica dichiarazione, non esita a replicare il medesimo discorsetto a Sasuke (capitolo 485), omettendo un “ti amo” finale, ma aggiungendoci un romantico “moriremo insieme”(capitolo 486).

Di fronte a simili perle perfino lo psicolabile Sasuke è costernato e non può che esclamare: “Che cosa c’è con te che non va?!”

I due si separano nuovamente, dando occasione al risorto Itachi, dopo varie vicissitudini, di far notare che Naruto non era il solo ad essere guidato dall’altro, ma che lo stesso valeva pure per Sasuke. Dopo questa contorta nota del nostro cuoco preferito, Naruto e Sasuke tornano finalmente ad incontrarsi durante la battaglia finale contro Madara e Obito (capitolo 631).

Sasuke fin da subito fa presente che l’unica cosa che gli interessa, oltre alla vittoria, è proteggere Naruto (capitoli 631 – 644635 – 637644 – 680) e si impegna in tal senso ben prima dell’arrivo di Hagoromo (quando la presenza di entrambi diventa essenziale). Naruto, dal canto suo, è al settimo cielo per poter tornare a come tutto era una volta, cosa che purtroppo l’Uchiha non gradisce eccessivamente: per lui il Team 7 non esiste più, ne gliene frega nulla, l’unica cosa alla quale pare dare qualsiasi importanza sono se stesso (ma va!) e Naruto.

L’arrivo di Hagoromo salda definitivamente l’esistenza dei due in una cosa sola: Naruto è Ashura, Sasuke è Indra, Naruto è il Sole, Sasuke la Luna, a Naruto il maschile, a Sasuke il femminile, a Naruto la luce, a Sasuke le tenebre. In poche parole Yin e Yang che si completano alla perfezione.

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Dopo questo matrimonio spirituale e la sconfitta di Kaguya è il momento dello scontro tra i due.

Sasuke spiega candidamente che lui sarà hokage e che non ci saranno più bestie-codate se non al suo servizio; Naruto dal canto suo né vuole rinunciare ad essere hokage, né tanto meno può permettergli di distruggere i suoi beniamini domestici oppure ammazzare i kage viventi (capitolo 693). Da notare come Sasuke non voglia uccidere veramente Naruto, mettendo in evidenza però che se gli si frapporrà in mezzo, allora non esiterà a passare sul suo cadavere (come sei ingenuo, Sasukkia).

Si recano quindi nella Valle della Fine-Ultima-e-Definitiva, dove a suo tempo combatterono pure Madara e Hashirama, e cominciano a darsene di santa ragione in quella che Kishimoto definisce una battaglia di amore e potere (capitolo 696) che mette ancora una volta in risalto come Naruto voglia sì affrontare Sasuke, ma non in quella maniera (“quando si tratta di battaglia, io voglio davvero batterti, ma non quello che sei diventato adesso! Tu lo sai benissimo, vero Sas’ke?!?”).

L’Uchiha, dal canto suo, sembra combattuto tra l’ammazzare l’altro e farsi ammazzare, perché in fin dei conti Naruto è soprattutto la sua più grande debolezza (capitolo 698).

E così siamo giunti al capitolo finale (dello scontro). Naruto è a terra, Sasuke sta per colpirlo, ma il biondo trova le ultime forze per colpirlo e spiccicarlo come una mosca sulla montagna antistante.

Sasuke: “Ancora, ancora e ancora. Fai il bravo bambino e fatti ammazzare!”

Naruto: “Non ci penso neanche! Io sono l’unico ed il solo!” (alè… questo ci ricorda qualcosa?)

Kurama stesso è ammirato di fronte a tanta determinazione, osservando come Naruto sia decisamente speciale per lui e che potrebbe scommettere che sia lo stesso per Sasuke.

I colpi dei due ragazzi si scontrano per l’ultima volta, una luce squarcia le tenebre e poi nulla. Silenzio, fino all’alba.

Naruto: “Svegliati adesso… Eh…”

Borbotta Naruto, mentre Sasuke riprende a stento conoscenza.

Naruto: “Come vedi, se ci muoviamo troppo, moriremo dissanguati…”

Sasuke: “Guardati! Perché continui ad insistere a metterti sulla mia strada? Io… Sono precipitato nelle tenebre ed ho ottenuto i poteri per eliminare tutto dalla mia strada. Non mi importava di chi si trattasse, io cercavo di tagliare i legami con chiunque mi fosse intorno… Ma tu, non hai mai pensato a tagliare i legami con me.”

A Sasuke torna in mente Naruto mentre gli dice “Io sono l’unico che accetterà questo odio dentro di te”.

Sasuke: “Indipendentemente da quello che è successo… Tu davvero ci tieni così tanto a me?”

Naruto: “Non lo sai di già? Ma guardati… Parli così tanto solo perché non ti puoi muovere.”

Sasuke: “Sta zitto e rispondimi.”

Effettivamente… Qui Naruto sembra quasi voler eludere la domanda, ma se non c’è niente sotto che male c’è dire le cose come stanno?

Naruto: “Questo è perché sei mio amico.”

Sasuke però non vuole mollare l’osso, l’ha già sentita sta storia e non ne può più, perché anche a lui è palese che sotto c’è dell’altro.

Sasuke: “Questo me lo hai già detto una volta. Ma per TE che cosa significa?”

Naruto: “Se proprio me lo chiedi, non so come spiegartelo. E’ semplicemente che quando ti sento blaterare che sopporterai tutto sulle tue spalle… Io sento… Come un dolore…”

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Naruto: “E’ fa veramente male… Non c’è modo in cui possa semplicemente ignorarlo. Beh oggi mi fa male tutto, quindi non c’è molto che possa fare.”

Sasuke: “Naruto… Sapevo che in passato tu eri solo… Come me, l’ultimo degli Uchiha, eri emarginato da tutti. Ti comportavi come un idiota perché la gente ti rimproverasse, perché volevi che ti notassero. All’inizio pensavo che tu non meritassi alcuna considerazione, che fossi solo uno smidollato che faceva chiasso. Ma vedendoti fare cose stupide ed essere sempre sgridato, per qualche motivo ho cominciato a posarti gli occhi addosso. Quello fu anche il momento in cui capii che la tua debolezza stava entrando anche dentro di me. Non potevo smettere di prestarti attenzione. Quando ti vedevo fare tutto il possibile pur di creare un legame con gli altri, questo mi ricordava la mia famiglia. E per qualche motivo mi sentii sollevato. Però allo stesso tempo pensavo fosse una debolezza. Mi ero allenato duramente per sfuggire a questa debolezza e diventare più forte, per potermi vendicare di mio fratello. Ma a quel punto tu capitasti nel mio stesso Team e mi ricordasti della mia famiglia di nuovo. Completando le missioni assieme a te, che volevi diventare hokage, potevo sentire che stavamo diventando entrambi più forti. Capii che volevo confrontarmi con te. Io cominciai a vedere il Team 7 come una specie di famiglia, ed è per questo che, quando ti sentivo soffrire, io soffrivo a mia volta. Quando compresi la tua sofferenza, per la prima volta ti considerai un mio compagno. Ma allo stesso tempo non potevo permetterti di diventare più forte. Quando vidi quanto eri diventato forte, io….”

Naruto: “Pure io sapevo che tu eri sempre solo… Mi sentivo sollevato al pensiero che ci fosse qualcuno come me, ed ero così felice che avrei voluto parlarti subito. Ma non l’ho fatto, perché ero invidioso delle tue capacità e decisi che saresti stato il mio rivale. Diventasti il mio obiettivo. Per la prima volta avevo un legame. Durante le nostre missioni da Team 7 ho continuato ad andarti dietro, perché volevo diventare abile e figo quanto te!”

Sasuke: “E’ proprio l’opposto… Ero io ad essere geloso delle tue abilità… Tu avevi una forza che a me mancava, tu eri sempre un passo davanti a me, esattamente come mio fratello. E pure oggi…”

La luce dell’alba illumina i due (come a dire che hanno avuto entrambi una definitiva illuminazione!).

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Naruto: “Eh? Ma dove siamo? Non dirmi che è il paradiso…”

Sasuke: “Sembrerebbe che abbiamo dormito fino all’alba… Ancora una volta sei vivo…”

Naruto: “Merda! Non riesco ancora a muovermi! Volevo picchiarti finché non avessi aperto gli occhi una volta per tutte!”

Sasuke ridacchia: “Vuoi ancora combattere, nelle tue condizioni?”

Naruto: “Ma certo! Non lascio perdere!”

Sasuke: “Lo ammetto… Ho perso.”

Naruto: “Idiota! Qui non ci sono vincitori o sconfitti! Io volevo solo riportare alla ragione un amico che non voleva ascoltarmi! Il vero combattimento verrà dopo!”

Sasuke: “Ehi Naruto?”

Naruto: “Eh?”

Sasuke: “Sappi che finalmente ti ho riconosciuto. Se io adesso muoio, il destino che ci univa secondo l’Eremita, morirà pure… Anche questo sarebbe rivoluzionario. Tu potrai fermare lo tsukuyomi semplicemente trapiantando il mio occhio sinistro in Kakashi. Io… Volevo occuparmi di te da solo.”

Naruto: “Tu… Tu non potrai occuparti di alcunché se sarai morto! Vivi e aiutami, anziché morire! Il mio sogno è di far collaborare tutti gli shinobi. E questo include anche te!”

Sasuke: “Beh, anche se a te questa sta bene, che ne penseranno gli altri?”

Naruto: “Smettila di essere così pedante! O ti riempio di botte!”

Sasuke: “Potrei tornare a volerti far fuori di nuovo…”

Naruto: “Allora ti fermerò di nuovo, anche se non credo che lo rifaresti!”

Sasuke: “Come fai ad esserne così sicuro?”

Naruto: “Non fare che mi debba ripetere. Ancora non capisci, eh?! Chi l’avrebbe detto che tu fossi così stupido!”

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A questo punto Naruto volta lo sguardo per vedere se il compagno ha finalmente inteso, e Sasuke ha inteso eccome, tanto che le lacrime scendono dal suo viso.

Sasuke: “Stai zitto, usuratonkachi

Kishimoto, non te ne va bene una

Così si conclude Naruto, dopo che Naruto e Sasuke hanno praticamente giaciuto una notte insieme, si sono scambiati i fluidi corporei e ciascuno ha perso una parte di se per l’altro, in un trionfo di simbolismo romantico come solo Kishimoto poteva fare.

Infine c’è subito da notare come per Naruto il ritorno di Sasuke sia a prescindere e che il parere degli altri (e quindi gli altri stessi) si riduca ad un’inezia (una mera pedanteria); Sasuke invece si scopre completamente, rendendosi del tutto vulnerabile di fronte all’altro in quella totale e definitiva ammissione di sconfitta, mentre il biondo, di fronte al trionfo dell’alba si chiede se siano in paradiso (invece quando muore veramente si domanda semplicemente se sia finito nell’aldilà), come a ribadire che adesso finalmente ogni cosa è al suo posto.

E’ al suo posto, ma non per Kishimoto che adesso deve rendere conto agli appassionati di tutto il mondo e ai propri editori.

Il fatto che lui avesse voluto incentrare la storia sull’amore dei due protagonisti, rivissuto secondo la dottrina del Bushido dell’amore segreto come supremo amore¹, è tanto lapalissiano quanto tutti gli altri riferimenti e citazioni di cui ha popolato il manga sulla cultura samurai e in generale del Giappone medievale. In questo contesto trovano perfettamente luogo il rapporto tra Haku e Zabuza, Orochimaru e Kimimaro, Orochimaru e Kabuto e altri.

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Paradossalmente trovano perfettamente luogo perfino gli accoppiamenti finali, in quanto il dovere sociale del guerriero era quello di sposarsi e fare dei figli, riproducendo così perfettamente la visione kishimotesca del mondo femminile, quale utero da ingravidare e poco più.

La resa dei conti con gli editori si vede proprio nella costruzione degli ultimi due capitoli, in cui Kishimoto parla tra le righe e tra i denti, demolendo tutto quello che aveva fatto e appigliandosi a simboli di ogni sorta, come al suo solito. Ma vediamone un po’ assieme:

  1. Fa implorare perdono a Sasuke (dopo che si era tolto la soddisfazione di maltrattare Sakura per un’ultima volta) in un trionfo di patetismo talmente eccessivo da essere incredibile
  2. Fa diventare hokage Kakashi, che poi si scopre essere stato una sorta di hokage pro tempore in attesa di Naruto, il vero hokage
  3. Sasuke non dà nemmeno un bacio a Sakura, ma un buffetto come faceva suo fratello con lui (per la serie, mangiatevi ‘sta simbologia adesso!)
  4. Sakura dal canto suo non fa di meglio che piangere e chiedere di nuovo, impotentemente, di andare con Sasuke, l’unico scopo della sua vita (potrei soffomitare)
  5. In nessuno dei due capitoli viene detto esplicitamente chi sta con chi (per la serie: adesso lo intendente senza dubbi, per Sasuke e Naruto non lo capivate)
  6. Sasuke ha una figlia femmina identica a lui (e ridicolmente a Karin) e Naruto un figlio maschio spiccicato al padre, laddove i pargoli sembra abbiano una qualche specie di infatuazione reciproca (e non parliamo del fatto che si riconferma ancora il giochino del femminile per Sasuke e del maschile per Naruto)
  7. Hinata ha una figlia-fotocopia di cui ufficialmente non si sa chi sia il padre (si può solo intuire che sia Naruto, e ancora una volta Kishimoto sottolinea l’importanza del non detto)
  8. Konoha non è più la vecchia città, in un certo senso non è la Konoha di Kishimoto, distrutta e ricostruita millemila volte; Kishimoto aveva raccontato la storia di un mondo sulle orme del Giappone medievale, con la modernizzazione della città sembra quasi voler evidenziare la fine di questi suoi ideali e il trionfo di un mondo nuovo e a lui estraneo
  9. Le armi di Hagoromo giacciono a prendere polvere da Ten-Ten, inutilizzate perché probabilmente Kishimoto stesso aveva altri piani per la trama, ma poi ha dovuto tagliare corto (e quel “uff” di Ten-Ten sembra quasi venire dalla bocca dell’autore)
  10. Naruto, né Sasuke sono con i figli e con la famiglia, quasi a voler ribadire come in quel mondo (in quella configurazione dell’universo) loro stessi sono stati “traditi”

In poche parole un finale dove non c’è trionfo, non c’è amicizia, non c’è nemmeno amore. Non c’è nulla di tutto quello che l’autore ha costruito e professato negli ultimi 15 anni.

A questo si aggiunge quell’apparizione finale di Kaguya, tanto improvvisa quanto provvidenziale, che per certi versi sembrava incarnare l’autore stesso a momenti, o chi per lui. Mi piace pensare che quel suo “vi odio” rivolto ai figli, ossia a Naruto e Sasuke, sia una specie di modo da parte dell’autore di dire che ha finito con l’odiare i suoi stessi protagonisti, che non poteva condurre alla fine che voleva.

Ma quest’ultima ammetto essere una mia fantasiosa, quanto infondata, speculazione.

In conclusione io ho la convinzione che questo è il modo in cui Kishimoto ha concepito e scritto tutta la storia, e che il SasuNaru abbia avuto ragione di essere dal principio alla fine. Molti si appelleranno certamente a talune interviste, piuttosto che ad altre, ma l’autore in questi anni ha scritto e detto molto, fuori dal manga, e tante di quelle cose alla fine non si sono mai nemmeno avverate (pensate alle penultime, clamorose promesse, sulla rivelazione del volto di Kakashi).

Naruto è un’opera imponente, che ha avuto una popolarità enorme. Dobbiamo rendercene conto e capire anche che l’autore di una simile serie non può agire solo di testa sua, perché dal suo lavoro dipendono anche i lavori di moltissime altre persone. Se questo da un canto può deprimerci, dall’altro mi risolleva, perché il cosiddetto SasuNaru è esistito quasi fin dal principio e indubbiamente avrà dato anche noia a qualcuno, ma mai all’autore. In tutti questi anni, in tutto questo tempo, Kishimoto se ne sarà certamente reso conto e se non lo avesse voluto, o se gli avesse fatto schifo, avrebbe potuto trovare modo di ribadirlo anche nella serie, così come ha fatto con altro.

Perché è mia ferma convinzione che Kishimoto abbia descritto questo, forse anche con un po’ di autobiografia, e alla fine quella tra Naruto e Sasuke è stata una storia, che prima di ogni altra cosa, ha parlato dell’amore.

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¹ Yamamoto, 1969 [1716], pp. 134, 253-254 (amore); 42 (omosessualità maschile); 58, 152 (morte); 111, 125 (devozione al proprio signore). Spiega che nel contesto del bushido l’omosessualità esprimeva il legame assoluto fra il signore e i suoi seguaci/servitori (pp. 113-116, 134). Secondo Yamamoto, l’amore eterosessuale è essenzialmente funzionale alla riproduzione, mentre l’amore omosessuale fra guerrieri, definito shudo o danshoku, è puro ma intenso. Ritiene tuttavia che l’amore di un guerriero debba essere tenuto rigorosamente nascosto in quanto shinobu koi (amore che deve essere controllato).


Naruto in pillole – Epilogo

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Le tenebre avvinghiano il destino-Kishimoto: l’ultimatum è posto. Finora hai fatto come ti pare, ma adesso bisogna fare cassa, o fai contenti gli appassionati di tutto il mondo o niente tredicesima e l’inverno è alle porte! Il destino-Kishimoto ci pensa, forse un finale frocio non piacerebbe poi così tanto, e poi quei soldi farebbero comodo. Il Calcolatore del Destino ha stabilito il da farsi, le statistiche parlano dure. E’ lì che pensa e rispensa, T. Obirama, il capo editore, ha parlato chiaro e una scure pende sulla sua testa; c’era quel tipo che una volta si ribellò e ora lavora a Guida TV, il destino-Kishimoto non ne ricorda manco il nome. Questo è ciò che succede a chi si oppone al capo Obirama.

La notte è scura, ma dalle tenebre risorge il destino-Kishimoto in preda ad un’illuminazione: come chi decide di dire no al fatidico sì di fronte all’altare, come chi ha fatto una torta nuziale e si piega piano, si caga in mano e poi al posto della ciliegina ci schianta sopra uno stronzo gargantuesco, un minuto prima della festa.

Pronti?

La prima vittima è Sasuke, il tenebroso Sasuke. Prima di tutto con le lacrime agli occhi chiede scusa a Sakura: “Mi dispiace per tutto ciò che ho fatto, mi dispiace di averti detto che sei noiosa, mi dispiace di aver provato ad ucciderti, mi dispiace di aver voluto abbandonarti nella lava, mi spiace di averti trafitto il cuore. Scusa… Non lo facevo davvero… Era perché faceva cool… Scusa… SCUSA. SCUSA SCUSA SCUSA.” E poi con Naruto: “Ora ho capito, noi siamo fratelli…” Il destino-Kishimoto ci medita sopra, Obirama era stato chiaro, limpido come una pozza di piscio, per cui lo sottolinea FRATELLI, FRATELLI, FRATELLI, FRATELLI! Fratelli nella fede. Ora però se ne deve andare, deve andare a conoscere il mondo con i suoi occhi, perché finora lo ha visto con quelli del destino-Kishimoto, che però ha trovato la via della salvezza. E Sasuke se ne va, da solo, in un viaggio in giro per il mondo!

Ecco fatto, fragola-rosa, ora tocca a te. Anzitutto pianti, lacrime, commozione. Poi come una moglie-bambina guarda Sasuke piena di speranza: ora arriverà un bacio! Almeno un bacio! Il destino-Kishimoto però è implacabile: Sasuke la ringrazia, si accomiata, la tratta come una sorellina piccola. GRAZIE. GRAZIE e ovviamente SCUSA SCUSA e ri-SCUSA. Sakura se ne rimane lì, impotente ed inutile, mentre il futuro la investe come un camion di sterco: partorirai i suoi figli nel dolore, gli pulirai la casa, lo aspetterai in eterno, starai muta, ti ingraviderà come i montenegrini nel medioevo con un velo nero sulla faccia e non proverai alcun piacere. In tua figlia vedrai ogni giorno ed ogni notte l’unica donna che lo abbia veramente capito. Il destino-Kishimoto ha parlato.

Chi ci rimane? Ah sì, quel vuoto pneumatico di Hinata-chan ♠. Il destino-Kishimoto ne ha pure per lei: almeno Sakura si prende un buffetto in fronte, a lei invece spetta poco più di una funerea camminata accanto al suo amato, in una depressione peggio che i deportati ad Auschwitz. Povera stolta, davvero pensavi che avrei sopportato di disegnarti assieme a Naruto? Il destino-Kishimoto se la ride tipo il professor Tomoe. A te toccherà il pensionamento, passeggerai per le tombe giorno e notte, nella più totale inutilità, come sempre è stato e sempre sarà.

E’ finita? No, il destino-Kishimoto quando si muove si muove sul serio: la terra deve tremare. Volevate un finale dolce? Lo avrete dolcerrimo. Sai si mette con Ino, che probabilmente ha comprato un dildo per compiacerlo; a Shikamaru tocca la ragazza-coi-capelli-irsuti che deve aver partorito anche una figlia con un negro a sua insaputa; la perversa-Anko è diventata una cicciona piena di rotoli; Rock Lee si è moltiplicato per partenogenesi generando un suo clone, con le stesse manie e fissazioni; Kakashi e Gai finiscono all’ospizio, a giocare a briscola finché non arriverà il Tristo Mietitore.

Il destino-Kishimoto si ferma a riflettere per un secondo: è tutto? Ah sì, Naruto! Per non condividere nulla con la polverosa Hinata ha fatto un figlio identico a se stesso, mentre lei si tiene quella figlia che ne è una brutta-fotocopia. Insomma, se proprio bisogna sposarsi è bene fare una netta separazione dei beni. Tant’è che il byakugan è così debole da essere recessivo persino sugli occhi azzurri.

E se Sasuke è via, in lande desolate, a fare il padre-padrone assente, a te, nostra dolce e adoratissima Hinata, toccherà un marito-in-carriera che avrà ben altro a cui pensare e quindi Naruto viene eletto finalmente hokage.

Così parlò il destino-Kishimoto, tanto è fatto, ora e per sempre.

Fonte: Naruto 699 e 700


Tempo di coppie, coppie nel tempo

Se è vero che le emozioni ed i sentimenti vanno coltivati, indaghiamo nuovamente sulle nostre amate coppiette e scopriamo quanto tempo hanno avuto (o dedicato) i nostri beniamini gli uni con gli altri, perché la pianta di Venere potesse crescere rigogliosa. Prima di lasciarvi al grafico, voglio però snocciolare alcuni pedanti dati. Se qualcuno vi chiedesse quanto tempo nel manga è dedicato a Naruto, per esempio, ovvero in quanti capitoli compare, che cosa direste? Beh, forse vi sorprenderà scoprire che il nostro protagonista occupa appena il 68,6% della storia. Al suo seguito c’è Sasuke con il 48,6% della storia e subito dopo Sakura con il 24,0% di capitoli presenziati. Hinata, con il suo 4,0% ha invece avuto meno spazio di Pain (con il 12,8%, di cui il 5,0% nelle vesti di Nagato) oppure Obito, posizionato ad un favolistico 10,3% (e da questo conteggio è esclusa la sua presenza in veste di Tobi). Kakashi ci ha deliziati per il 29,6% della storia, mentre Orochimaru per il 19,2%, battendo almeno in questo Itachi, che si trova al 15,2%. Infine Jiraiya e la nostra adorata Tsunade se la battono alla pari rispettivamente sul 11,5% e 12,8%.

Tolta questa curiosità arriviamo a noi: senza grande sorpresa salta subito all’occhio come Naruto e Sasuke siano quelli al cui rapporto l’autore ha dedicato più tempo (il 46% del totale). Immediatamente dopo arrivano Naruto e Sakura (il NaruSaku, per chi non lo sapesse) con il 28% e Sasuke e Sakura (SasuSaku, per gli amici) con il 22%. A dispetto della passione dei più la coppia Naruto e Hinata raggiunge a mala pena il 5%, il che la dice lunga su quanto interesse vi abbia riversato il demonio-Kishimoto.

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Naruto in pillole – Capitolo 697

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Naruto contrasta l’attacco fulminifero di Sasuke con poteri rubati probabilmente alle Sailor Saturn e Galaxia: ne deriva un’enorme esplosione che scuote i pilastri del Cielo, manco avessero ucciso Lo Pan. Tutto trema, il mondo sembra cadere a pezzi, Kakashi si volta in cerca di supporto ma si accorge che Uber-Dio-Hagoromo lo ha abbandonato, proprio nel momento peggiore, solo con Sakura. La fragola-rosa sogna incubi sulla sua totale inutilità: anche da bambina, quando gli altri due combattevano, lei era in disparte e non poteva che guardare impotente.

Dopo un turbinio di botte, qualche etto di tecniche inedite, un po’ d’aglio e peperoncino, Sasuke riesce ad assorbire l’ultimo sprazzo di chakra in Naruto e attaccarlo: “Tu sei il mio unico amico!”

Per questo, nella sua follia Uchiha, deve ucciderlo, in modo da restare finalmente solo!

Fonte: Naruto 697


Tsunade Late Night Show – Il maestro in rosa

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Signore e signori, con grande piacere è qui con noi, l’unica e rinvermigliante, regina del’occaso: Tsunade-sama!

Tsunade: Buonasera a tutti, care amiche ed amici nottivaghi. Un nuovo anticiclone sembra in procinto di riportare l’estate che non c’è stata e questo risveglia in me un insoddisfatto desiderio di tornare alle Barbados. Purtroppo però, dopo il fallimento con bancarotta fraudolenta della Scatole Cinesi Spa, sono dovuta tornare a lavorare per i biechi editori della Gazzetta di Konoha. Non mi pagano nulla, ma grazie ad un nuovo progetto della Vecchia Chiyo stiamo cercando di racimolare fondi mediante la pubblicità occulta! Ma non divaghiamo ulteriormente e colleghiamoci subito con i nostri amici sul campo: Hagoromo, pensavamo te ne stessi per andare, invece sei rimasto?

Uber-Dio-Hagoromo: Questa è e non è l’essenza dell’andare e non andare via contemporaneamente.

Tsunade: Sciocchi noi a non averlo capito subito. Ma sentiamo che cosa ha da dirci Madara…

Shizune: Mi scusi signora, ma lui ormai è morto.

Tsunade: Non si può fare un collegamento?

Shizune: Con il cadavere? Temo proprio di no.

Tsunade: Va bene, se lo dici tu. Allora arriviamo subito al nostro ospite di stasera, abbiamo di nuovo il piacere di avere tra noi: Kakashi Hatake.

Kakashi: Buonasera a tutti.

Tsunade: Pensavamo che dopo il regalo di Obito saresti diventato il nuovo protagonista, e invece… Cos’è successo?

Kakashi: Obito è sempre il migliore, il mio idolo, mentre io sono solo feccia, per questo non meritavo cotanto potere.

Tsunade: C’è chi ha insinuato che hai protetto Sakura solo perché è più debole di te, così al suo fianco saresti sembrato più tosto.

Kakashi: Assolutamente no. Il fatto che si sia sopravvissuti proprio noi due è un fatto puramente accidentale.

Tsunade: Tu sei stato il maestro di Naruto e Sasuke, non ti secca ritrovarti in un ruolo marginale come quello del commentatore?

Kakashi: Il commentatore non ha affatto un ruolo marginale, anzi, il mio è il ruolo più importante in assoluto, perché aiuto il pubblico a capire quello che non è chiaro.

Tsunade: Per esempio?

Kakashi: Beh, per esempio il fatto che Sasuke proprio non ama Sakura. Se non ci fossi stato io a chiedergli chiarimenti a qualcuno sarebbe potuto restare ancora qualche dubbio.

Tsunade: In effetti ci sono molti dubbi ancora, in tanti ritengono che Sakura abbia mentito, come fece con Naruto tempo addietro. Tu che cosa ne pensi?

Kakashi: Beh, credo che…

Tsunade: Scusami, ma abbiamo un collegamento straordinario con il nostro Pain dai laboratori Nagathelli. Come vanno le cose laggiù?

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Pain: Cara Tsunade, carissime amiche tutte. Qui ai laboratori Nagathelli lavoriamo giorno e notte, instancabilmente alla ricerca del MSP, la soluzione per tutti i problemi del nuovo millennio.

Tsunade: MSP? Che cosa sarebbe?

Pain: Il Maschio Sessualmente Perfetto! Quello che ciascuna delle nostre amiche cerca e non riesce a trovare: il lavoro, lo svezzamento dei pargoli, le pulizie domestiche, il noioso cucinare, stirare, lavare e rammendare diventano un piacere quando al vostro fianco c’è l’MSP. In questo preciso momento i nostri ricercatori stanno monitorando il comportamento dei nostri volontari, che saranno sottoposti a diversi test dal vivo. Speriamo di raccogliere dati incoraggianti.

Tsunade: Entro quando pensate di ottenere i primi risultati?

Pain: Attualmente siamo piuttosto ottimisti, dovremmo giungere alle prime conclusioni entro due milioni di anni.

Tsunade: Non è un po’ tanto?

Pain: E’ per questo che ci servono le vostre donazioni! Care amiche! E ricordate, i laboratori Nagathelli sono sempre sei passi avanti!

Tsunade: Speriamo che le donazioni accorcino i tempi! Buona fortuna Pain! Dunque Kakashi, scusaci per l’interruzione, stavamo dicendo…?

Kakashi: Come stavo dicendo, credo che Sakura sia ancora innamorata di Sasuke, ho avuto modo di ribadirlo anche all’inizio dello scontro con Kaguya. Una menzogna nella menzogna non è cosa da lei.

Tsunade: Menzogna nella menzogna?

Kakashi: Sakura ha già fatto finta di non amare più Sasuke, benché proprio in virtù di questo amore avesse deciso di ucciderlo quella volta che lo incontrammo assieme a Tobi.

Tsunade: La volta in cui Naruto disse che sarebbe morto, piuttosto che vivere senza di lui?

Kakashi: Non credo che quelle fossero le esatte parole…

Tsunade: Dettagli. Comunque prosegui.

Kakashi: Insomma, come stavo dicendo sì, è quella la volta a cui mi riferisco. Sakura dette conferma allora del suo amore per Sasuke, benché affermasse il contrario. Adesso lo ha semplicemente ribadito, sebbene controvoglia, perché sperava di non dover arrivare a tanto.

Tsunade: Nel senso che voleva che Sasuke si accorgesse di lei?

Kakashi: Precisamente. Ahinoi non sembra interessato affatto.

Tsunade: Pare lo interessi molto di più Naruto.

Kakashi: So che punti allo scandalo, ma non ti darò soddisfazione.

Tsunade: Questo programma vive di scandali. Se non ci fossero mi toccherebbe inventarne, e già così lavoro gratis! Comunque sia cosa ti aspetti da questo scontro finale?

Kakashi: Anzitutto sono sicuro che nessuno dei due ci lascerà le penne: Sasuke ha già firmato il contratto per il prossimo film, quindi non può morire. Mentre Naruto… Beh è il protagonista. Insomma credo che se ne daranno di santa ragione, ma che alla fine si ritroveranno…

Tsunade: E potremmo dire che mai nessuno avrebbe sospettato che proprio tra loro due sarebbe nata un’amicizia così speciale?

Kakashi: Questa non mi suona nuova…

Tsunade: Grazie di essere stato con noi! E ora che cosa succederà nel capitolo 694? Sakura farà la bella addormentata tra i rovi? Rock Lee sarà il principe verde che la ridesterà? Hinata è in realtà la malefica di turno? Il fuso usato da Sasuke era dell’arcolaio della vecchia Chiyo? Quanti erano i templari Uchiha? Le piramidi sono state costruite da Kaguya? Il suo esercito avrebbe scavato un minerale sconosciuto su un lontano pianeta? Queste e altre sconcertanti rivelazioni ci attendono nel prossimo capitolo. Restate sintonizzati e non perdetevi una sola quisquilia.