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Siamo la famiglia più bella del mondo

Qualche giorno fa ho rivisto Boruto, il film, con un’amica che non lo aveva mai visto, principalmente perché sono un’anima pia e non posso, consapevolmente, lasciare qualcuno da solo in tale visione, senza fare la cornacchia sasunaru-tista sulla spalla che suggerisce perverse e deformi interpretazioni di ciò che succede!

Una riflessione mi è tornata subito alla mente: Kishimoto ha incentrato la storia dei nostri deuteragonisti attorno al motore della famiglia. Sasuke aveva dapprima un padre che si dedicava troppo al fratello maggiore e con lui sembrava severo, insoddisfatto ed assente, e poi un fratello omicida che aveva sterminato genitori e clan a sangue freddo (qualunque balzana motivazione poi il demonio-Kishimoto possa essersi inventato come giustificazione). Naruto d’altro canto era semplicemente un orfano, che non aveva mai conosciuto i suoi genitori e che era guardato con sospetto da tutti quanti essendo l’ospite di Kurama. Quando l’avventura comincia entrambi sono infatti orfani e questo loro essere orfani determina il primo collegamento tra i due (Sasuke: “Naruto… Sapevo che in passato tu eri solo… Come me, l’ultimo degli Uchiha, eri emarginato da tutti.”, Capitolo 698).

E’ anche il tema del primo conflitto tra Sasuke e Sakura (Sasuke: “Tutto da solo… Quello che prova è probabilmente di quanto più lontano ci sia dalla felicità di non essere controllato dai genitori…”, capitolo 3) nonché la prima e sostanziale differenza tra i due e la co-protagonista femminile, che non solo ha i genitori, ma vorrebbe pure non averli, per non sentirsi controllata da loro.

Fatta questa premessa ci si sarebbe potuti aspettare che nel lezioso finale si vedesse perlomeno il coronamento dei loro sogni di ricostruire una famiglia ed essere finalmente felici, già che la famiglia ci doveva essere. Invece com’è andata?

Prima di avventurarci in questa morbosa analisi cominciamo con un’immagine riassuntiva.

La torta spiattellata del compleanno di Boruto penso sia l’immagine più rappresentativa sia del NaruHina che del SasuSaku

Cominciamo con Naruto e Hinata-chan ♠.

Anzitutto perché stanno insieme?

A rispondere a questa domanda ci pensa il tedioso The Last, che una fatality di Mortal Kombat con Sub-Zero che vi strappa la testa sarebbe meglio. Naruto e Hinata ♥ si innamorano perché un’incantesimo colpisce Naruto e gli fa vedere che Hinata lo ha amato da sempre! ♠ Lui quindi decide di amarla nel più becero degli stereotipi kishimoteschi, per ripagare il suo sempiterno amore.

Si potrebbe quasi dire che si metta con lei perché è sostanzialmente quella che lo ha amato da sempre e dal momento che non può mettersi con Sakura (che non lo vuole), né con Sasuke (che gli editori non vogliono) sceglie l’unica altra opzione praticabile senza grossi sforzi.

Senza entrare ulteriormente nel merito, già discusso altrove, come va a finire?

A volte i matrimoni di comodo vanno bene, altre volte i coniugi si allontano gli uni dagli altri e passano la notte a dormire in ufficio pur di non tornare a casa.

Adesso non voglio entrare nel merito se nella realtà sia o meno così e se sia rappresentativo del fatto che il 50% delle coppie giapponesi non riesca ad avere figli, perché non hanno tempo di stare assieme. Il Giappone è d’altronde il paese nel quale si può morire di troppo lavoro. Il punto è che queste sono le battute finali di una serie, intrisa di speranza e buoni sentimenti per altro, che si conclude con il protagonista così oberato di lavoro da essere un padre assente per suo figlio.

Nella realtà potrebbe succedere? Certamente. E’ un modo per mostrare una famiglia felice? Neanche per sogno.

Qualunque cosa Kishimoto ci abbia deciso di comunicare, il messaggio è molto semplice: Naruto non ha tempo per stare con la sua famiglia, dopo una stressante giornata di lavoro non ha neanche il tempo per tornare a casa e andare a dormire con la sua sexy, calda ed appassionata moglie Hinata-chan ♠ (non danno anche a voi un brivido questi aggettivi accostati alla nostra amatissima?). Tra l’altro sarebbe da notare come casa sua non si trovi nemmeno chissà dove, bensì nella città vecchia a distanza di un quartiere o poco più dal suo ufficio (nel quale ricordiamo tiene una foto del Team 7, sempre davanti a se, mentre quella della moglie e la famiglia la tiene nell’ufficio a casa, nel quale non c’è mai).

Questo dovrebbe servire per spronare Boruto all’avventura e a superare il padre, dando così inizio ad una nuova saga? Anche qui Kishimoto avrebbe potuto pescare qualunque altro archetipo per creare una qualche conflittualità col padre; Naruto avrebbe potuto essere un genitore severo, oppure troppo stanco la sera per dedicarsi al figlio, o semplicemente Boruto avrebbe potuto volerlo superare ed essere diverso da lui, in quanto così famoso. Per chi avesse letto quella porcheria di Harry Potter ed il bambino maledetto, basti pensare al conflitto tra Harry ed i figlio, che certo non è derivativo da Harry-Potter-padre-assente.

E in fin dei conti ci sarebbe stato bisogno di questo conflitto? Penso di no, specialmente in virtù del fatto che Kishimoto lo abbia dovuto porre alla fine della sua opera, e sottolineo sua, perché tutto il resto è stato prodotto da suoi collaboratori.

Inoltre non è meno comico il fatto che Naruto non abbia nemmeno tempo per il compleanno di sua figlia, ma appena lo chiama il suo falco Sasuke corre da lui come una volpe, lasciando tutti i suoi importantissimi impegni. Per chi non lo sapesse queste perle ce le ha regalate Gaiden.

E per finire: che avrà di così importante da fare Naruto? Suo padre Minato era altrettanto hokage ed altrettanto impegnato, ma niente gli impediva di stare con la moglie e pensare alla famiglia.

Per fortuna di Hinata ♥, Naruto è un’anima gentile e cerca comunque di rimediare ai propri errori e non mostrare totale apatia verso di essa come invece succede in…

Casa Sakura e Sasuke.

Anzitutto perché stanno insieme?

Questo è uno dei più grandi dilemmi di sempre. Kishimoto praticamente non li rappresenta mai insieme, eccetto nell’ultima battuta di Boruto dove si può assistere a questo felice quadretto.

Non vi sembrano l’immagine dell’amore? Il perché si siano messi insieme è un assoluto mistero e potremmo supporre che anche Sasuke, precisamente come Naruto, abbia fatto una valutazione di comodo, non potendosi mettere con quest’ultimo (perché gli editori non volevano), ha optato per l’unica donna che lo idolatri come un dio e sia disposta a sopportarlo a prescindere da tutto (manco Ino era caduta così in basso).

E come va a finire?

Da quello che veniamo a sapere dall’ultimo capitolo, e che viene tragicamente confermato in Gaiden, Sasuke non fa visita alla propria famiglia da 12 anni. Ed anche quando è vicino a casa preferisce dormire nel bosco.

Ma che senso ha questa cosa? Non può dire a Boruto: si è fatto tardi, ora voglio tornare a dormire a casa nel mio letto, accanto alla mia sexy, calda ed appassionata moglie Sakura?

E’ così assente che la stessa Sakura ha dei dubbi se egli portasse o meno gli occhiali, mentre la figlia Sarada sa che faccia abbia giusto perché lo ha visto in foto. E in Gaiden come fa la figlia a trovare il padre? Segue di nascosto la madre? No, la madre non ha idea di dove sia, mentre Naruto lo sa perfettamente, cosicché deve seguire lui.

Adesso sarà anche che voglio vedere tutto distorto dalla mia lente sasunaru-tista, ma è innegabile che se due persone dicono di amarsi non sia sufficiente essere sposati, ancor più se poi non ci si vede da anni! Neanche mesi! Mi viene sempre in mente il film Chocolat dove il conte De Reynaud cercava di dissimulare i problemi con la moglie che era già da qualche mese a Venezia! Sakura cosa dovrebbe cercare di dire di un marito che non si vede da anni!? Immagino che pettegolezzi a Konoha!

E a proposito di pettegolezzi, pare che in un’intervista (ma prendetela con le pinze) Kishimoto abbia affermato quanto segue, commentando la relazione tra i due: “Non so se siano veramente felici insieme. Potrebbero anche separarsi e andare ciascuno per la sua strada.”

Sappiamo come le interviste di Kishimoto lascino il tempo che trovino (di recente ha affermato che lui da sempre voleva che Naruto e Hinata finissero insieme!), ma resta il fatto che la coppia non faccia presagire niente di meglio.

E infine…

La famiglia che non c’è, quella di Naruto e Sasuke

Questa ormai la metto un po’ sul ridere, dal momento che volente o nolente, Kishimoto anche nel finale non ha fatto altro che sottolineare come questa sarebbe stata la combinazione migliore.

Anzitutto i due si capiscono alla perfezione, tanto che Naruto sa quando è il momento di tirarsi indietro e non seguire Sasuke (Capitolo 699), sono in costante contatto (cioè Sasuke tiene aggiornato su tutto Naruto e mai neanche un “come state?” a moglie e figlia…) e quando sono insieme va tutto d’accordo ed intesa.

Va là, che roba

In Boruto ci sono anche simpatici battibecchi amorosi per la serie “riattacca”, “no riattacca prima tu”, quando cominciano a ricordarsi come erano da piccoli.

Come se niente mancasse alla fine Naruto finisce col diventare maestro di Sarada e Sasuke quello di Boruto, incrociandosi così a vicenda nelle rispettive famiglie, laddove i figli sono in una palese attrazione sentimentale e sognano ciascuno quello che voleva il padre dell’altro. In particolare Boruto vuole diventare un potentissimo ninja che difenderà l’hokage, che invece vuole diventare Sarada. Un po’ come Sasuke, arma e scudo, dell’hokage Naruto.

C’è da aggiungere qualcosa in merito?

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[SPECIALE] Naruto Kindergarten – parte VIII

Capitolo 8: cazzate a dirotto

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Naruto fa un lunghissimo discorso a Sarada, per farle capire che non esistono soltanto i legami di sangue ma anche quelli di amore, per cui quello che conta non è il test eseguito dall’espertissimo genetista Suigetsu, ma quello che lei sente per sua madre e suo padre, esattamente come lui aveva trovato i suoi primi legami con Iruka e Sasuke (sic!).

Scusa Naruto, ma allora cosa stai suggerendo a Sarada? Che Sasuke non conta una sega?! Perché proverbialmente egli non c’è stato mai per cui quale legame dovrebbe avere mai con la figlia, se non quello di sangue?

Naruto: “Precisamente! Dattebayo!”

Ah ok. Comunque sia Sarada si convince che è tutto a posto (???) e lei e l’hokage raggiungono Sasuke, che ha trovato i nemici nella dimensione di Kaguya (???)

Ma che cazzo state dicendo?! Quale dimensione esattamente?! Ce n’erano infinite! I nemici come fanno a starci?! Che ne sapevano?

Sarada nel frattempo si ricorda idilliaci momenti con la madre che aveva fatto qualcosa di “meglio che baciare il padre”… Il sesso? Ma no, mi ha toccata sulla fronte!

Stendiamo un velo pietoso e voliamo tutti insieme nel prossimo mistico capitolo…

 

CONTINUA….


Naruto in pillole – Capitolo 694

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Uber-Dio-Hagoromo, quella vecchia troia, lo sapeva che cosa intendeva fare Sasuke, ma essendo un dio giocherellone lo ha lasciato fare e adesso starà lì a piegarsi dalle matte risate. Sasuke vuole vivere nelle tenebre, tutte le tenebre saranno su di lui, così in modo metafisico sui 5 villaggi regnerà la luce (specialmente dopo che saranno stati uccisi i kage, e tutti quelli che la pensano diversamente e anche quelli che stanno antipatici al turbo-tenebroso Sasuke). Dopo questa ecatombe ci sarà la pace. Sasuke preannuncia che il nome dell’operazione sarà Ordine 66!

Naruto è basito di fronte a questa miriade di stupidaggini e gli spiega che l’hokage deve essere anzitutto approvato dal popolo (cosa non vera, ma lasciamolo credere al nostro biondino bonaccione) e in secondo luogo nessuno sa tutto, quindi non si può sperare di fare tutto da soli (a meno di non chiamarsi Uber-Dio-Hagoromo).

L’insopportabile so-tutto-io di Sasuke vuole fare però di testa sua e nello specifico ora ucciderà Naruto, perché egli è ciò che più si avvicina ad un migliore amico, per lui. Chissà migliore da che direzione!

Comunque che lo scontro abbia inizio!

Fonte: Naruto 694


Il diavolo e la signora

Probabilmente uno dei personaggi più comici e bistrattati di tutto Sharingan, ehm scusate, volevo dire Naruto, è la polverosa Hinata-chan ♠. Qualcuno dirà, e non posso biasimarlo, che è un commento da fangirl del SasuNaru, ma non fraintendetemi: come ho già detto altre volte, non ho nulla contro Hinata in se, è solo che proprio Kishimoto sembra non sopportarla e non veder l’ora di farsene ludibrio come meglio può.

Se la cosa non vi convince basti ricordarsi della più grande beffa della storia dei manga, quando Hinata dichiara tutto il suo amore al suo Naruto-kun ♥, finendo poi non solo per morire, ma anche essere completamente ignorata da quest’ultimo. ♠

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Se Kishimoto avesse avuto alcun interesse a sviluppare un intreccio tra i due, allora quella dichiarazione avrebbe meritato di essere sviluppata almeno un po’; invece la cosa si conclude tale e quale e non se ne sente parlare più, senonché il medesimo dialogo viene riutilizzato nell’ennesimo confronto tra Naruto e Sasuke, dove il primo replica pedissequamente il dialogo al secondo (chissà che avrà voluto dire…).

Insomma, cornuta e bastonata… Come si suol dire. Ma torniamo a noi e vediamo di passare in rassegna le ultime perle riguardanti la nostra amata, dopo il capitolo 615 quando per un istante tutti i suoi sogni sembrano sul punto di realizzarsi: Naruto-kun le stringe la mano e condivide con lei il suo chakra… ♥

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… sennonché l’istante dopo comincia a condividerlo con tutti quanti, con tanto di dammi-il-cinque per passarsi il chakra di mano in mano!

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Ma questo non scoraggia Hinata-chan, che finalmente riesce a fare qualcosa di concreto (a parte fare da scudo umano) e respingere l’attacco della manina della borsetta-Juubi. Ovviamente la scena serve per dar sfogo alla solita misoginia kishimotesca, oltre che celebrare il Marty Sue Naruto, infatti:

  • l’unica cosa utile che può fare una donna-inutile avviene grazie al chakra di un uomo
  • Madara si può meravigliare della straordinaria grandezza di Naruto, che è riuscito a rendere forte anche una esile, gracile, uomo-dipendente ed inutile donna, come Hinata-chan (capitolo 616)

Detto questo passano 15 capitoli nei quali Hinata fa sostanzialmente da comparsa che al più borbotta Naruto-kun ♥ e dice ovvietà come “uniamo le nostre forze”.

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Capitolo 632. Hinata ha aspettato abbastanza per poterci deliziare con una battuta delle sue che ha preparato nel frattempo…

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Meno male che ci sei te ad ascoltare Kiba-kun e a rivelarci queste notizie sensazionali! Una vera psicologa!

La scena ha anche un che di tragicomico, con ‘sta disgraziata che si premura di far notare a quello sfigato di Kiba che lei è lì che sta a sentire le scemenze che sta sparando, mentre ha fatto la sua apparizione il Pallade Sasuke, prediletto del destino-Kishimoto.

Capitolo 633. Mentre tutti quanti si danno da fare per distruggere più cloni che possono della borsetta-Juubi, Hinata si lancia all’attacco stile Ken il Guerriero, sganciando drammaticamente ben 64 colpi e abbattendo un solo sub-Juubi.

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Perché l’umiliazione sia ultima e definitiva, il demonio-Kishimoto le fa perfino commentare il suo inutile ed impotente attacco come “il meglio che può fare”. Naturalmente Hinata non si dà per vinta e sancisce che da ora in poi andrà avanti con questa pomposa tecnica, in cui ad uno sforzo sovrumano (ricordiamoci che Sakura ha fatto fuori un’orda di sub-Juubi con un solo pugno) corrisponde un risultato definitivamente mediocre, come lei stessa, d’altronde (ma sempre meglio che restare in disparte!).

Capitolo 638. Hinata ha finalmente occasione di rendersi utile, quando Sakura le chiede se stesse guardando cosa faceva Obito e questa ci conferma che effettivamente egli ha assorbito il chakra di Juubi. Peccato che non ci fosse Naruto-kun ad assistere al suo momento di gloria.

Capitolo 647. Dopo quasi dieci capitoli di assenza, in cui ha fatto poco più che da comparsa, Hinata ha modo di rilanciare l’ennesimo “Naruto-kun”, mentre il suo amato professa i suoi sentimenti nei confronti di Sasuke in mente-visione e conclude che non vuole più avere rimorsi.

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A questo punto mi immagino lei che è lì che pensa: “Che bello Naruto-kun, si ricorda di quello che ha mancato di dire a Sasuke da piccoli, a tutto ciò che avrebbe voluto fare ma non ha fatto, e non vuole più commettere lo stesso errore, si ricorderà anche che gli ho detto che lo amo?! E’ così bello che spero di potergli fare almeno da zerbino!” ♥

Capitolo 649. La prostrazione dell’anti-femminista naruto-dipendente Hinata-chan raggiunge livelli epici, nel momento in cui anche lei, assieme a tutti gli altri concamerati, conclude che “vuole stare al fianco di Naruto-kun” e quindi “deve fare del suo meglio”.

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Paula Lip le fa un baffo a questa qua, che si sente così misera ed inutile da doversi impegnare con tutti i suoi sforzi se vuole meritare un posto accanto al glorioso maschio-alfa Naruto-kun ♥

Capitolo 662. Dopo altri 13 capitoli di assenza riecco un’occasione per Hinata, nonché il momento di svago del destino-Kishimoto. Naruto è a terra, praticamente morto, ma lei non se ne sarebbe manco accorta se Kiba non l’avesse avvertita di guardare nella direzione giusta. E cosa vede? Sakura sopra Naruto, che sta intervenendo per salvarlo. Allora Hinata non ha di meglio da fare che spiccare il volo verso il centro della sua vita, per prestargli soccorso (ma se c’era già Sakura che stava dando il meglio di se! Te che avresti mai potuto fare?!). Il destino-Kishimoto le è purtroppo avverso e la fa inciampare su un sasso.

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Ma una ninja potrà mai inciampare a faccia in terra su un sasso?

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Capitoli 677 e 678. Il sipario cala definitivamente su Hinata-chan, assorbita nello tsukuyomi infinito assieme a tutti gli altri. Le sue ultime parole quali potranno mai essere state? Ma ovviamente Naruto-kun. Ormai se passa una vignetta in cui non lo dice provo quasi sorpresa!

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Naturalmente quale poteva essere il suo mondo ideale se non uno in cui vive con Naruto per sempre? Il tutto mentre gli altri li guardano con amara invidia in disparte.

All’uscita del capitolo 615 moltissimi appassionati della coppia Naruto-Hinata (il famigerato NaruHina) avevano sperato in un avverarsi dei loro sogni, e molti continuano a sperarlo tutt’ora (specialmente quelli che cercano naruto si sposa con hinata 2014) — purtroppo però resto dell’opinione che Kishimoto reputi Hinata un personaggio tanto marginale quanto detestabile, e l’abbia sempre usata solo per costruire e celebrare il personaggio di Naruto, tant’è che lei stessa non sembra avere alcun altro scopo che il nostro amato protagonista e quel che è peggio non è nemmeno in grado di dare una realizzazione ai suoi desideri.

Guardando più in generale tutta la serie, Hinata è arrivata alla fine senza essere riuscita a fare alcunché di concreto per far avverare il suo unico sogno, per quanto banale e pietoso possa essere, fintanto ad arrivare ad inciampare su un sasso pur di non compicciare alcunché di buono. Se questa non è avversità della sorte (Kishimoto) non so che altro possa essere.

Per di più, ma è naturalmente una mia personalissima impressione, non ce la vedrei affatto assieme a Naruto e credo che nemmeno Kishimoto ce la veda. Se proprio dobbiamo trovargli una ragazza probabilmente la più adatta sarebbe Sakura (e se un’accoppiata dev’esserci è questa quella in cui spero) e il NaruHina resta tanto inverosimile quanto il SasuSaku, e improbabile quanto il SasuNaru (ahinoi!).


Naruto, io ti ucciderò

Capitolo 218. Sta per avere inizio uno dei più importanti episodi nella relazione tra Naruto e Sasuke, che di fatto sancirà l’impronta sulla quale si svilupperà tutto il resto di Shippuden.

Partiamo con una premessa, introdotta dallo stesso Kishimoto, quale anticipazione dello scontro: la persona importante non è sempre una persona buona. Questa è un’osservazione che fa Gaara a proposito del fatto che Naruto stia correndo ostinatamente appresso a Sasuke, nonostante questi abbia deciso di propria volontà di andarsene, per unirsi ad un nemico come Orochimaru (formalmente questo fa di Sasuke un traditore). Interessante come questo fatto si ricolleghi indirettamente all’episodio di Haku, che vedeva in Zabusa la persona importante oltre ogni ragionevole dubbio.

Dunque Naruto e Sasuke si fronteggiano nella Valle della Fine-ultima-e-definitiva, esattamente come una volta vi si fronteggiarono Hashirama e Madara.

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Diciamo che col senno di poi la cosa ci fa un po’ ridere, però in quel momento la principale simbologia retrostante verteva sull’idea dello scontro ineluttabile; uno scontro che avrebbe diviso per sempre i nostri eroi, esattamente come accadde ai fondatori di Konoha. Possibile che anche loro fossero predestinati alla medesima sorte?

Naruto e Sasuke si squadrano a distanza, poi Sasuke si volta e fa per andarsene.

“Che fai, scappi via?!” Urla Naruto madido di sudore.

Sasuke si volta, Naruto sembra non riconoscerlo più, con quella metà del volto sfregiata dal Segno Maledetto di Orochimaru.

“Ehi coglione, sei te questa volta…”

Naruto intuisce che il compagno si riferisca a Sakura, che già gli aveva spiegato che aveva provato a fermare Sasuke senza riuscirci, e che solo lui poteva riuscirci a questo punto. Solo lui…

Fermiamoci un attimo e facciamo un piccolo appunto. Sasuke cerca di ostentare fastidio nei confronti di entrambi i compagni, prima per Sakura che aveva pensato di riuscire a fermarlo in qualche modo (da cui poi la storia del famigerato “grazie”) e ora per Naruto che segue le sue orme. Ma che cosa gli hanno fatto entrambi? Per capirlo conviene ripercorrere l’ultima sequenza di avvenimenti, iniziata quando Naruto si scontro con Gaara. Già in quel momento si ha l’impressione che Sasuke provi una sorta di delusione, principalmente di fronte al fatto che Naruto tenda a sacrificare tutto se stesso per Sakura (laddove Sasuke si sarebbe sacrificato per lui, o al più per entrambi) e che i suoi poteri non sono nemmeno paragonabili a quelli del biondino. Questo tema ritorna poi in auge con l’avvento di Itachi (che come tutti i santi merita questo tipo di apparizioni), quando Sasuke tenta disperatamente (ed inutilmente) di proteggere Naruto. Da lì segue il loro primo vero scontro, fomentato ancora una volta dal ricordo della propria impotenza di fronte sia a Gaara che ad Itachi, che confermerà l’insicurezza dell’Uchiha.

La tesi, che molti potrebbero trovare azzardata, è che effettivamente l’attaccamento di Sasuke per Naruto sfoci in qualcosa di molto simile all’amore (per non dire nell’amore vero e proprio), tanto da portarlo a non accontentarsi di una semplice amicizia. Anzitutto vediamo Sasuke pararsi di nuovo di fronte a Naruto per salvarlo, perché “non vuole vedere altre persone importanti morire di fronte ai suoi occhi”, trovando Sakura come espediente per farlo allontanare, poi segue il suo curioso sguardo verso la ragazza quando la affida alle cure di Pakkun, per raggiungere subito dopo il biondino e rassicurarlo sull’esito della battaglia (ehi Naruto, Sakura è salva). In quel momento pare quasi che Sasuke realizzi che Naruto sia veramente innamorato di Sakura, precisamente come va professando sempre ad alta voce, e per lui non ci sia spazio tra i due. Di qui la sua reazione stizzita alle amorevoli cure della ragazza (la famigerata scena dell’ospedale) e il desiderio di provare finalmente a Naruto di essere comunque più forte di lui, ritrovando dunque una propria valenza per lo meno nella necessità della sua presenza in quanto membro forte (o maschio alfa, per dirla con gli americani) del gruppo. Non a caso, da questo punto di vista, quando Sakura cerca di fermarlo a lui vengono in mente subito loro due assieme, come ormai un dato di fatto che separa per sempre le loro strade.

Molti obietteranno che: nell’episodio di Gaara Sasuke volesse salvare principalmente Sakura (ma allora perché abbandonarla alle cure di un cane per poi correre subito da Naruto?), che nell’episodio dell’ospedale Sasuke fosse geloso di Sakura e Naruto (questa è comica, ma dovevo metterla; perché mai Sasuke dovrebbe essere geloso di loro due, laddove Sakura non fa che professare il suo eterno amore per lui?), che Sasuke se ne va “ringraziando” Sakura (tolto il fatto che di lì in poi non fa che sfogare il suo fastidio per lei appena può, “t’oh ecco la noiosa Sakura”, è più facile dare a quel grazie un tono compassionevole, che altro, soprattutto considerando che dopo cercherà beatamente di ucciderla, e la ignorerà nel momento della salvazione ultima), che Sasuke se ne va per via del fratello (ma quando si sveglia in ospedale il suo primo pensiero è il fratello che vuole Naruto, non la vendetta, ma salvare Naruto e la sua impotenza di fronte al pericolo).

Appare dunque come unico filo conduttore degli eventi il fatto che Sasuke vorrebbe essere importante per Naruto, ma disgraziatamente non riesce a provarlo a se stesso, mentre Naruto (ancora una volta disgraziatamente) non riesce a dimostrarglielo, facendogli credere che il tutto si riduca ad una mera questione di rivalità tra compagni di Konoha.

Torniamo a noi.

Naruto si ricorda della supplica di Sakura: “Ti prego, è il mio unico desiderio… riporta indietro Sasuke-kun”

Sasuke: “L’ho già detto a Sakura, per cui non annoiarmi ulteriormente” (qui Sasuke sottolinea l’unione tra i due, per la serie: ma come, Sakurella non te lo ha già detto? Quello che ho detto a lei vale anche per te!)

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Sasuke ride imitando Orochimaru: “Perché quella faccia accigliata?”

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A Naruto tornano in mente loro due nel Team 7, e mettiamo l’accento su loro due. Quello non è il Sasuke che lui conosce, che cosa gli è successo?

Ancora una volta c’è da notare, a sostegno della tesi precedente, come Sasuke stia facendo di tutto per rendersi odioso, imitando Orochimaru anche per fargli capire che lui non appartiene a loro, che lui è con il nemico, è un’altra persona, non è quello che credevano di conoscere. Perché farlo? Perché tanto impegno a farsi odiare, a provare che l’altro non sappia nulla di lui? Senti di esserti esposto troppo Sasuke?

Proseguiamo: a Naruto tornano in mente i momenti di intimità che avevano vissuto assieme, quelle cose per cui lui credeva di conoscere Sasuke. Quando si sono seduti all’accademia insieme, quando Sasuke gli ha offerto il suo pranzo alla prova dei campanelli, quando si allenavano fino a notte fonda assieme. E ancora quando Sasuke si era frapposto tra lui e Haku e quando gli ha detto di portare in salvo Sakura da Gaara (sic!).

Quelli erano momenti loro. “Perché?” chiede impotente Naruto: “Perché Sasuke?! Che cosa ti ha trasformato così?!”

Sasuke non desiste: “C h e  c o s a  h a  a  c h e  f a r e  c o n  t e  t u t t o  q u e s t o?” (riborda Sasuke! Facciamoglielo capire bene che non conta più nulla per te!)

“Io ho il mio cammino” prosegue Sasukkia “e non permetterò a nessuno, chiunque sia (ma va!), di intralciarlo o condurmi su un’altra strada!”

Sasuke: “Lascia che te lo chiarisca una volta per tutte: i miei puerili giochi con voi della foglia sono finiti, va a casa!”

Naruto: “Chouji, Neji, Kiba, Shikamaru, Mr Sopracciglia… hanno rischiato la vita per trovarti!”

Sasuke: “Buon per loro!”

Sasuke fa per andarsene ma Naruto gli piomba addosso, ricordando le parole di Shikamaru, che assieme agli altri compagni è andato alla sua ricerca in quanto Sasuke era un ninja della Foglia ed era loro dovere salvarlo.

Naruto: “Che cazzo pensi dei tuoi compagni della Foglia!”

Ancora una volta lo scontro tra Sasuke e Naruto si traduce nell’incomprensione tra i due: Sasuke non capisce quanto sia importante per Naruto, Naruto si identifica con un ninja qualsiasi per Sasuke (non avendo ancora raggiunto il suo livello) e si sente offeso nel profondo quando denigra i ninja della Foglia, e di conseguenza egli stesso.

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Naruto è sopra Sasuke, a pugni serrati, lo colpisce, lo strattona, vuole una spiegazione a tutti i costi.

Sasuke: “Sono per caso diventato più forte stando con questi “compagni”?”

Naruto è perplesso, Sasuke prosegue: “Andrò da Orochimaru!”

“Orochimaru è quello che ha ucciso il Terzo Hokage e vuole distruggere la Foglia! Pensi davvero che ti darà un qualche potere agratis?! L’unica cosa che vuole è prendere il tuo corpo come un contenitore! Potresti non tornare mai più! Potresti essere ucciso! Non posso permetterti di andarci!”

Sasuke a questo punto deve dimostrare come per lui niente ha più importanza: “Non mi importa!” Ma che cos’è ad averlo deluso? Perché alla fine il suo è il tipico atteggiamento di chi ha sperato in qualcosa che alla fine si è rivelato diverso da quello che credeva, quando non impossibile, e adesso vuole distruggere tutto, fare terra bruciata di ogni cosa.

“L’unica cosa che conta per me è raggiungere il mio obiettivo, e non mi importa se questo ti metterà di mezzo!” Prosegue l’Uchiha.

Naruto: “Non puoi farlo! Ti riporterò indietro a forza, se necessario!”

Kishimoto commenta a conclusione del capitolo: “Il suo villaggio, i suoi compagni… si è lasciato tutto dietro. Naruto è colto da una rabbia insopportabile. Un conflitto inevitabile li attende entrambi! Cos’è del passato di Sasuke che lo spinge verso Orochimaru?”

“Se non ricordo male…” riprende calmo Sasuke: “Quello scontro è stato interrotto…”

Naruto: “Quello non era lo scontro che volevo io! Perfino adesso…”

A questo punto Sasuke afferra Naruto per la maglia e lo solleva, chiedendo più a se stesso che al compagno: “Perché mai dovrebbe importarmi di te?”

Ancora una volta Sasuke conferma, implicitamente, il fatto che il dubbio amletico verta attorno a Naruto, perché dovrebbe importargli di lui? E perché noi abbiamo già visto che gliene importava, ma tutto ad un tratto lui non vede più alcun motivo per cui Naruto dovrebbe essere importante per egli.

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Si ha quasi l’impressione che Sasuke voglia scoprire che diavolo ci trovasse nel biondino (e davvero lo si fa per amicizia? non che non lo si possa fare, ma qui…).

Comincia lo scontro tra i due, Sasuke si abbandona al potere di Orochimaru: dunque era questo! Lo stesso potere che, ricordiamoci, ha cercato di tenere nascosto da Naruto, quasi per non preoccuparlo, per non mostrarsi debole di fronte a lui, vulnerabile tanto da essersi fatto mordere dal buon Orosaiwa. E lì botte come se non ci fosse un domani.

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A Naruto torna in mente la promessa fatta a Sakura, di riportare indietro il compagno a tutti i costi, ma anche qui verremo a scoprire quanto poco vero fosse questo fatto ufficiale e quanto, invece, importava a Naruto per un fatto suo personale, a prescindere da Sakura e tutto il resto. Anche qui, permettetemi un po’ di malizia da fangirl, si ha l’impressione che Naruto non voglia essere meno dell’amica, che sa essere innamorata di Sasuke.

Siamo appena al capitolo 219 e arriva una perla tutta di Sasuke. Naruto gli chiede se una delle botte lo abbia finalmente risvegliato e l’Uchiha replica: “Sì ora mi sono svegliato… dal mio stupido sogno… quando credevo in un futuro con i miei camerati, ubriacato dall’illusione della pace!”

Per Sasuke è finito un sogno e abbiamo visto che cosa lo ha fatto finire, quel filo conduttore che lo legava ad un Naruto che lui vedeva sempre più irraggiungibile. Non era in grado di difenderlo né da Gaara né da Itachi, a Naruto importava solo di Sakura e vedeva in lui nient’altro che un misero compagno ninja di Konoha, un patetico rivale (la storia del coprifronte, per intendersi).

“Il futuro non è il posto dei miei sogni, è il passato il posto dove essi apparteranno per sempre!” Proclama Sasuke, rivedendosi in collo al fratello Itachi. Anche qui è interessante come Sasuke abbia recuperato la sua infanzia come unico luogo di affetto e amore, quasi che tutto ad un tratto gli fossero venuti a mancare. E’ un tropo ricorrente anche in altre storie: si perde l’amore e si riversano tutte le proprie energie nel passato, nella vendetta, nello sciovinistico amore per la patria. Si travasa, insomma, l’amore in altro!

Piccola pausa. Dal capitolo 220 al capitolo 225 si narra la storia dell’infanzia di Sasuke e più in generale quella del clan Uchiha. Adesso Sasuke non vede altro scopo nella propria vita che la vendetta ed è ormai deciso a seguire il fratello nell’oscurità.

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Ma anche qui non bisogna fraintendere. Itachi non è il vero scopo, o almeno non l’unico, è una motivazione, ma non il fine vero e proprio, come ci verrà fatto sapere nel capitolo 576. Ma questo lasciamolo da parte per ora, fatto sta che Sasuke è incazzato come una biscia e ora vuole il potere! Distruggere tutto, pur di ottenere il potere!

Naruto capisce che Neji aveva ragione, Sasuke ormai vaga nelle tenebre e sta facendo sul serio: “Vedo che non scherzi, dannazione!”

Sasuke: “Intendo ucciderti!”

Naruto: “Vuol dire che non mi consideri più un tuo amico…? Tutto ciò che abbiamo fatto come Team 7 per te non significa nulla?!”

Sasuke: “No…” e ricorda le parole di Itachi sul potere del mangekyou sharingan e sulla necessità di uccidere un amico. “… Non è stato inutile, per me ha voluto dire avere te come mio migliore amico…”

Naruto: “Sono tuo amico? Allora perché?”

Sasuke: “E’ proprio per questo che ti ucciderò!”

Naruto: “Non pensare che me ne stia a guardare… Sembri davvero deciso ad uccidermi, non è vero Sasuke?!”

Nuovamente botte a dritto, come se piovesse.

Sasuke: “Te l’ho già detto, ti ucciderò e questa volta non ci saranno né Kakashi né Sakura, né nessun altri, ad interromperci!”

Naruto: “Ti farò rinsavire!” (a suon di sberle se necessario)

Chidori e rasengan si scontrano in questa divertentissima composizione a cuore (in alcune vignette appena precedenti è anche più evidente).

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Capitolo 227. Dopo cotanta gaiezza Naruto è lì che riflette sulle ultime parole di Sasuke, sul fatto che si senta un suo amico: “Proprio per questo” pensa Naruto “Con questo rasengan devo riportarti indietro!”

Sta tutto in un colpo e Naruto sente di voler giocare il tutto e per tutto, pur di riavere indietro Sasuke, ora più di prima.

Purtroppo però i loro poteri si equivalgono e nessuno dei due riesce ad avere la meglio. Lo scontro infuria e Sasuke, tra le altre cose spiega a Naruto che a due ninja di alto livello non servono le parole per capirsi, bastano i loro pugni. “Puoi veramente leggere nella mia mente, Naruto?” lo schernisce l’Uchiha. Di nuovo: perché? Perché per Sasuke sembra, implicitamente, così essenziale essere capito da Naruto? Anche al loro primo scontro, quando Naruto insiste sulla storia del coprifronte, Sasuke mette in evidenza come sia “solo un pallone gonfiato che non capisce nulla”. E che cosa ci sarebbe da capire, che Naruto non ha inteso?

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Naruto rivede loro stessi da bambini: “… Sasuke io sapevo da sempre che eri un tipo solitario… All’inizio ero sollevato pensando che fossi come me… Ne ero tuttavia anche felice. Avrei voluto da subito parlarti, ma tu non parlavi… Tu eri capace in ogni impresa, potevi anche avere chiunque tu avessi voluto… Perché comunque eravamo diversi… Scioccamente decisi di fare di te il mio rivale… Non volevo perdere di fronte a te, perché ero considerato un perdente… E perfino quando eravamo diventati il Team 7 io pensavo lo stesso… Ostinatamente ho continuato a mentire… Ma… Io volevo da sempre essere come te. Aspiravo a te, per questo…” si ricorda quando Sasuke disse di voler sfidare pure lui “Per questo ero autenticamente felice, quando mi hai riconosciuto. Nonostante quelle parole (per riconoscermi) i nostri pugni non hanno bisogno di scontrarsi perché io lo capisca… Da allora non abbiamo parlato… Noi… Come facciamo ad essere amici noi?”

Naruto si ricorda ancora le parole di Sasuke, sul fatto che lo riconosca come amico: “Ma se è anche vero che vuoi uccidermi…” pensa “Allora io non capisco… Forse mi ero illuso di essere l’unico amico che tu volessi…”

Sasuke colpisce Naruto: “E’ troppo tardi!” Grida, interrompendo i suoi pensieri.

Con questo finisce il capitolo e permettetemi una pausa di riflessione. Naruto fa il suo primo lungo soliloquio sul suo rapporto con Sasuke e sostanzialmente sul suo desiderio di avvicinarlo. Dico avvicinarlo e non “essergli amico” perché c’è una profonda differenza. Amici di solito si diventa, non lo si vuole essere. Il voler avere una relazione con qualcuno, per quanto la si possa chiamare amicizia, fa parte di una sfera affettiva più complessa, dove l’avvicinamento non è determinato dalla reciprocità, ma dal desiderio che, ci piaccia o meno, si può facilmente tradurre in amore. Pensateci: quante volte vi sarà capitato il ragazzo o la ragazza che dicono “ehi voglio solo essere tuo amico/a”? E voi sotto sotto sapevate che non era vero, che c’era anche il desiderio di altro, perché amici lo si diventa spontaneamente, perché si ha qualcosa da condividere. Non è sempre una cosa conscia, ma sostanzialmente fa parte della sfera dell’amore, più che dell’amicizia.

Capitolo 228. Mentre Kakashi è colto da nefasti presentimenti, Sasuke trapassa da parte a parte Naruto che comunque “per tutto quello che sente, non ha intenzione di mollare!” (din don, la solita amicizia, certo!)

Scena abbellita del 200%

Scena abbellita del 200%

A Naruto torna in mente ancora una volta quando incrociò lo sguardo di Sasuke seduto sul pontile, a meditare sulle sue disgrazie: “Per qualche motivo non riesco a capirti, ma non permetterò ad Orochimaru di averti…”

Narutello, lo sguardo di Sasuke ti ricordi… Nei tuoi sogni la scena proseguiva tipo così?

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A parte gli scherzi torniamo ai nostri due eroi: Sasuke estrae il braccio insanguinato dal corpo del compagno, per poco non gli trafiggeva il cuore. Ormai tra di loro è solo lotta, cieca ed insensata. Rabbia omicida da TG5 per intendersi!

In un raptus omicida il ragazzo uccide il compagno, i vicini dicevano che erano una coppia tranquilla e serena!

Naruto si lascia pervadere dal potere della volpe: “se anche dovesse spezzarti le braccia e le gambe e tutte le ossa, non ti permetterò di andare da Orochimaru!”

Sasuke è incredulo: “ma questo potere… che COSA sei veramente?”

“Un amico!” Ribatte Naruto fuori di se, avvolto dal chakra fiammeggiante di Kurama. (se aveva una gatling in mano ero lo stesso)

Botte e ancora botte. Sasuke trova il tempo di urlare nuovamente a Naruto che lui non è in grado di capirlo: “Che ne sai tu che non hai una famiglia?! Cosa puoi capirne del perdere un legame, tu che non ne hai mai avuti!” Interessante come ancora una volta, Sasuke dimostri di non reputare di essere un legame per Naruto, che nuovamente lo dichiara solo come un amico. E a te non basta, vero Sasuke?

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Naruto replica che è tutto vero, lui non ha mai avuto una famiglia, perciò non sa che cosa si provi, ma quando sta col maestro Iruka, lui sente che è come essere con un genitore, mentre quando sta con lui è come essere con un… fratello. Naruto non sa spiegarla altrimenti, mentre Sasuke lo guarda accigliato. Questo gli basta? O proseguire ora sulla strada della vendetta? E’ possibile tornare indietro?

“Perché arrivi a tanto per me?” Chiede Sasuke. “Perché tu sei il primo legame che io abbia mai avuto” ribatte Naruto.

Sasuke si alza, e sia, combatteranno da pari allora, esattamente come vuole Naruto. “Vieni Naruto!” esclama l’Uchiha “sarò io allora a rompere questo legame!”

Attenzione, a questo punto si potrebbe dire che Sasuke abbia finalmente riconosciuto Naruto ed ufficialmente è quello che fa, ma noi abbiamo già visto che lui lo ha riconosciuto da tempo e che quello che in realtà, a questo punto, gli concede è un combattimento tra “pari di Konoha”. Un combattimento solo tra amici, tra ninja dello stesso livello, niente di più. Per tutto quello che Sasuke ha fatto ed ha voluto dimostrare, questa è in realtà una sorta di retrocessione.

A Sasuke non basta essere un amico per Naruto, visto che questo non serve a riportarlo indietro. Qualcuno obietterà: lo scopo di Sasuke adesso è Itachi, lui si rende conto di non essere abbastanza forte e vuole uccidere Naruto, vuole il mangekyou sharingan e il potere di Orochimaru. Questa è però un’illusione, tessuta anche un po’ di proposito dal nostro buon demonio-Kishimoto.

Itachi era da sempre lo scopo di Sasuke, né il fratello, né la famiglia, né la vendetta, sono diventati più o meno necessari adesso. Quello che rompe l’idillio è il fatto che Itachi torni per prendersi Naruto (Sasuke ne ignora il vero motivo, e a modo suo lo percepisce come il passato che ritorna a prendersi quel poco che gli è rimasto!) e che l’Uchiha si senta del tutto impotente di fronte agli avvenimenti. Il fatto stesso di volersi consegnare spontaneamente ad Orochimaru (ricordiamoci che è un quattordicenne e ora come ora è difficile possa progettare qualche altro uber-piano segreto) è rappresentativo del suo senso di disfatta, del “tutto è perduto, non mi rimane niente”, del volersi lasciar andare agli eventi, anche facendosi distruggere (insomma anziché darsi all’alcool o alla droga, si da ad Orosaiwa). E in tutto questo Naruto cosa dimostra? Amicizia e basta, vuole solo uno scontro tra rivali e allora così sia.

Capitolo 230. Botte.

Sasuke: “Tu sei una persona che ha conosciuto la stessa solitudine che ho conosciuto io, e la solitudine rende forti… Per questo adesso combatteremo alla pari, ma nonostante ciò non riuscirai a sfiorare il mio coprifronte!”

Naruto: “Qualunque cosa tu possa dire è inutile!”

Sasuke: “Basta parlare, è ora di combattere!”

Sasuke a modo suo sta già fuggendo come mai in vita sua, a gambe levate, deve affrontare Naruto, ma non vuole sentire altro, ormai vuole solo spezzare quel legame, perché non sopporterebbe di tornare a Konoha. Molto meglio abbandonarsi ad Orochimaru.

Seguono botte, ancora botte e botte potenziate. Botte a tutta Nutella e arriviamo alla copertina del capitolo 231.

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Sul fianco troneggia la frase: “Non voglio guardare altrove. Non voglio lasciar perdere. Io combatto per te!”

Il combattimento prosegue ed i due tirano fuori via via il meglio dei loro poteri, il meglio si fa per dire… perché dopo poco Sasuke mostra la vera forma del potere di Orochimaru.

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Si ripetono le solite battute su cosa conta per chi e si arriva anche al capitolo 233 con la seguente copertina:

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Giorni condivisi. Emozioni condivise. Ma dopo questo scontro è ora di partire…

E’ Kishimoto a dirlo sul fianco di copertina. I poteri di entrambi si scontrano, in un ultimo, fatale, impatto, nel quale sono racchiuse tutte le loro speranze ed i loro destini. Ogni cosa. Una sfera nera avvolge entrambi, come l’oscurità del loro scontro, ma poi una luce squarcia le tenebre e annulla i mostri che sono diventati. Che cos’è?

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Loro due che si danno la mano, stringendo le dita come erano soliti fare i bambini di Konoha per riconoscersi, in quanto membri della medesima famiglia, dopo uno scontro. In questo caso non è però solo un riconoscimento, è il simbolo del fatto che le loro anime, o meglio loro nella propria intimità, si erano riconosciuti da sempre, da quando erano bambini e non certo adesso, in questo misero scontro.

Naruto è a terra svenuto, Sasuke si regge ancora in piedi: “Naruto… Io…” Inizia a piovere, come sempre succede quando c’è da piangere con Kishimoto, e le sue lacrime (se ci sono) sono coperte dalla pioggia. Una fitta di dolore gli attraversa il braccio e l’Uchiha si inginocchia al suolo in preda agli spasmi. Segue probabilmente una delle tavole più celebri di tutto il manga, dopo quella del bacio tra i due:

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Con questo si conclude lo scontro tra i due e si dà il via alla trama di Shippuden.

Alcune riflessioni finali: per l’ennesima volta Naruto e Sasuke si scontrano, principalmente perché non sono in grado di capire l’un l’altro. Entrambi sono insicuri: Naruto vuole essere riconosciuto, non vuole essere un perdente; Sasuke si sente debole, incapace di difendere Naruto e dunque senza scopo. Entrambi pensano di contare meno di quanto l’altro conti per loro: Naruto vuole un combattimento alla pari, perché non è inferiore; Sasuke lo reputa ridicolo, in quanto il loro legame va ben oltre l’essere dei banali ninja della Foglia.

Dietro al tradimento di Sasuke per Orochimaru e l’inseguimento dei suoi amici, si cela in realtà una vera e propria fuga del nostro buon Sasukkia, che non sopporta di affrontare più la realtà che lo circonda. E’ fin troppo chiaro che Orochimaru lo vuole, il fatto che Naruto lo dica e Sasuke non batta ciglio in merito, prova che l’Uchiha ne è più che consapevole: andare lì è una sorta di sucidio.

Ma perché? Che cosa è cambiato? Dove ha fallito Sasuke? L’unica cosa in cui ha oggettivamente fallito è nell’essere in grado di difendere i compagni, essere qualcuno per Naruto. Non per Sakura, ma proprio per Naruto. Alla fine è Naruto quello che conta e che ci piaccia o meno, per come sono descritte le reazioni di Sasuke il tutto si potrebbe spiegare in modo molto semplice e pulito: Sasuke sente di amare Naruto, ma non sa se questi lo potrebbe mai ricambiare (dice di amare Sakura, figuriamoci!), cerca di dimostrarglielo mettendosi al suo fianco, mostrandosi forte, indispensabile, ma poi arriva il momento in cui nemmeno questo basta. E allora fugge via, meglio distruggere quello che non si sopporta, meglio lasciarsi andare e concentrarsi sulla vendetta… Sì la vendetta è l’unica cosa che conta.

Poi vabbe’, un’altra spiegazione molto elegante è la follia degli Uchiha, ma questa è un’altra storia.


Aspettando il capitolo 653 – Le bestiearmi

Una volta apparve un demone volpe con nove code. Le sue potenti code potevano distruggere le montagne e causare Tsunami. Per combattere il demone la gente radunò tutti i ninja del villaggio. Uno coraggioso shinobi riuscì a sigillare il demone, ma al caro prezzo della sua stessa vita. Quello shinobi era chiamato il Quarto Hokage.

Masashi Kishimoto, Naruto 1

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Con queste parole Kishimoto introduce il manga, facendo intendere a tutti quanti che il Kyuubi fosse un demone, una specie di cataclisma naturale che si manifestava di tanto in tanto e, fuori dal controllo umano, arrecava morte e devastazione. Finché un bel giorno il Quarto Hokage non riuscì a salvare il proprio villaggio, intrappolando il mostro dentro al neonato figliolo al costo della propria vita.

Se Kishimoto avesse proseguito su questa via, si sarebbe potuto ritenere plausibile che gli abitanti di Konoha, anche ai più alti vertici, ignorassero la potenza e l’importanza insita nei bijuu, gettando così anche le premesse per una sorta di critica sociale (se vogliamo alzarla a questi livelli), dove l’ignoto genera paura, e questa paura non solo genera dolore (tramite la discriminazione, per esempio), ma anche nuove stragi derivate non tanto da quello che si sarebbe potuto fare, ma da ciò che non si è fatto per inazione.

Immaginate allora, per un momento, l’Akatsuki che invece decide di radunare i bijuu, come metafora di conoscenza che porta potere (loro ne conoscono la forza e sanno come adoperarli), Naruto che può anche avvicinarsi al demone che ha dentro, scoprendo per primo quello che tutti gli altri ignorano e trasformando un suo handicap in un vero e proprio vantaggio (un po’ come alla fine il manga vuole darcela da bere).

Purtroppo tutto quanto comincia a perdere di senso, quando Kishimoto inizia ad aggrovigliarsi sulla sua stessa trama, tanto che ogni singolo evento del passato fa parte di una laocoontica macchinazione che conduce allo scontro finale. Per fare un esempio, sarebbe come se scrivendo la storia della Seconda Guerra Mondiale, si volesse far credere che in realtà fu Hitler (in persona!) a scatenare la crisi del ’29 in America, in modo che il nazionalsocialismo salisse al potere in Germania ecc ecc…

Non dite altro! Vi prego!

Non dite altro! Vi prego!

Inutile dire quanto farebbe ridere una simile ipotesi. Così come fa ridere vedere Hashirama che decide di distribuire i bijuu tra i vari villaggi, per conservare la pace. Già solo questa cosa è sbagliata da così tanti punti di vista, che non basterebbero tutti i byte di Internet per spiegarlo. Tolto il fatto che non si capisce da dove all’improvviso tutta questa importanza dei kage, che alla fine non sono che al servizio dei vari Paesi (e quindi Signori terrieri), ma questi bijuu erano così importanti? Tipo le armi nucleari? E allora, giusto per tornare ai confronti con la realtà, immaginate gli Stati Uniti oppure la Russia, che custodiscono delle bombe atomiche chessò, in un garage che potrebbero scoprire quelli di DMAX! Immaginate gli USA, che per fare la pace con l’Iran o la Corea del Nord, regalano loro delle bombe atomiche (così le abbiamo tutti!). Adesso Hashirama potrà anche essere un bonaccione ingenuo, ma è pure un dittatore? Lui prendeva tutte le scelte? Nessuno si è opposto? Nessuno lo ha destituito? Ok, è un manga, per cui su questa critica sorvoliamo, anche se nel contesto fa solo storcere ulteriormente il naso.

Comunque d’accordo, sono delle armi, poi si scopre che il clan degli Uzumaki era particolarmente esperto nel sigillarli! Come-cosa?! Ma che ci vieni a raccontare Kishimoto?! Il 99,9% del Villaggio della Foglia credeva che Naruto fosse un mostro, forse Kyuubi stesso, mentre un intero clan era famosissimo in questa arte?! Sarebbe come se oggi il 99,9% della popolazione mondiale ritenesse la bomba atomica un’opera di magia demoniaca! La madre di Naruto era ugualmente ostracizzata?

Secondo punto: se Naruto era quindi un’arma, non sarebbe stato più naturale immaginarlo crescere come una sorta di Ender Wiggin, gli esper di Akira o anche un AMBU tipo Sai (giusto per non allontanarsi troppo)? Invece viene lasciato come un orfanello che si aggira per le strade, senza futuro, né alcuna protezione. A quel punto chiunque se ne sarebbe potuto impadronire, se non altro qualcuno dei Villaggi rivali, sentendo la storia che per Konoha si aggirava un bambino che era collegato al Kyuubi… Dodici anni e nessuno ci ha pensato… Figo…

Ma forse tutti ignoravano il potere dei jinchuuriki e perciò… ah no, perfino il fratello del Raikage era un esperto adopratore dell’ottocode… Naturalmente fuori controllo, perché nessuno si era preoccupato di mettere sottochiave (ossia indottrinare ‘sti jinchuuriki) le armi nucleari…

Orochimaru preferiva prendere il corpo di un Uchiha (ma rubare solo gli occhi tipo Danzo no?), anziché prendere il jinchuuriki del Kyuubi…? O prenderli entrambi? Suono nuovo? Uhm…

Inutile dire come questo sia soltanto uno, dei tanti e ormai anche troppi, esempi di quanto poco Kishimoto stia badando ad una trama, che sembra uscire sempre più da un computer a base fan-statistica, piuttosto che dall’idea coerente e sentita di un mangaka… A onor del vero, e discolpa di Kishimoto, c’è anche da dire che il nostro buon Masashi si è preso circa 2 settimane di pausa all’anno (50.4 uscite annuali), per un totale di 6 mesi di ferie in 13 anni (182 giorni per essere pignoli), a differenza di Eiichirō Oda che si è goduto già 2 anni pieni… Per Bleach siamo invece ad appena 5 mesi: che la quantità di ferie godute sia direttamente proporzionale alla qualità del manga?

Aspettiamo il capitolo 653…


Naruto in pillole – Capitolo 652

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Il taglio-semplice-senza-messa-in-piega su Dio-Obito provoca la fuoriuscita a spruzzo di tutti i bijuu intrappolati al suo interno… Fermi, ma non erano intrappolati dentro la borsetta-Juubi… che non era l’albero adesso? O era ancora dentro Dio-Obito? Misteri della fede.

Tralasciando le questioni teologiche, con la forza-dell’amicizia Naruto comincia a trarre in salvo i vari bijuu. Oh-issa… Oh-issa. Parte una sigla d’apertura e Lorella Cuccarini e Marco Columbro ci svelano che ci troviamo in realtà a Buona Domenica. “Forza ragazzi, il tiro alla chakra-fune!” esclama la Cuccarini con la sua acconciatura anni ’90! “Dai non state lì impalati, usate i poteri che vi ha dato Naruto!” grida Columbro alla squadra dei ninja di Konoha.

Tutti gli altri si siedono a guardare beatamente, Madara spiega a Hashirama che preferiva di gran lunga Giochi Senza Frontiere, per questo non interviene in aiuto del suo pupillo (o almeno dell’albero). I vari kage e kagezombie intanto si compiacciono dei loro successi-insuccessi, mentre Orochimaru racconta coloriti aneddoti di pederastia… Nell’antica Sparta erano di regola!

Oh l’antichità… Shikamaru ha un’illuminazione: quando sarò hokage io mi farò rappresentare come nelle antiche pitture egizie, faraone-grande rispetto ai sudditi-nani! Questa sarà la nuova arte a Konoha! L’unica arte!

Intanto dal nostro gaio gruppo di ninja-adolescenti sprizzano arcobaleni della pace ovunque, visto che Kishimoto è restio a dispensare premi e punizioni, ignorando il motto vittoriano per cui per lo spettatore conta che trionfi la giustizia e non la felicità. Poco male, Gaara torna in possesso del suo mono-coda! Killer Bee riacchiappa il suo. Naruto li chiama uno ad uno, venite amici miei e beccati ‘sta supercazzola Dio-Obito.

Obito non ha il tempo di ravvedersi che si ritrova uno spinotto in testa e Morpheus che gli spiega che quella che li circonda è “struttura”. C’è anche Naruto! Sarà reale?! Piolla rossa o pillola blu?! Obito si rivede hokage, la sua faccia al posto di quella di Tsunade. Brutta storia, allora è tutta finzione, Silente mentiva, quel vecchio bugiardo!

Naruto gli si avvicina e inizia un’opera di convincimento, premessa per la Volemosebene no jutsu: “Ehi, non c’è bisogno di nascondersi… Tu sei Obito, l’amico di Kakashi!” e fin qui ok… “Sei l’allievo di mio padre Minato!” Vabbe’ mettiamoci anche lui… Poi Naruto pensa ad altre persone importanti che gli vengono in mente: “Sei un parente di Sasuke Uchiha!”

Scataboom. Naruto, capisco che Sasuke sia per te un pensiero fisso, ma che vuoi che gliene freghi ad Obito? Saranno parenti quanto possiamo esserlo io e la figlia della cugina dello zio della nonna di mia madre in Australia.

Obito si afferra la testa, sente la Volemosebene no jutsu cominciare a sortire i primi angoscianti effetti: “Basta Naruto, smettila di penetrarmi!”

Naruto ribatte che non la smetterà finché non si toglierà la maschera! Capito Obito?! La maschera, porca miseria!

Sasuke bisbiglia al compagno: “A volte sai essere inquietante, come quella volta che dicevi che saresti morto con me!”

Fonte: Naruto 652