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La nuova opera del demonio-Kishimoto: Samurai 8: Hachimaruden

Più di quattro anni dopo la fine di Naruto, agli albori della nuova era Reiwa per il Giappone, sta per uscire (in un alone di gloria e misticismo degni di Madara) il nuova manga scritto da Masashi Kishimoto e disegnato da Akira Okubo. Sto parlando di Samurai 8: Hachimaruden. Non si sa come sarà, ma le premesse sono buone e comunque, nonostante tutte le mie delusioni personali, ho grandi aspettative da questa nuova produzione; sia perché il buon Kishimoto avrà indubbiamente maggiore autorità e libertà, dopo il successo mondiale della sua prima opera, sia perché non sarà il solo ad occuparsene e questo gli darà indubbiamente più tempo per curare l’aspetto narrativo.

Dopo un lungo periodo di silenzio ho deciso pertanto di tornare ad infestare questo mondo con un nuovo blog, dedicato interamente alla nuova serie. Se ci riserverà la metà delle sorprese che mi aspetto ci sarà di che divertirsi!

La coprolalia prosegue sulla Gazzetta del Samurai.


Sei mesi all’anno

In modo un po’ estemporaneo mi è giunta, l’altro giorno, la notizia dell’uscita del nuovo calendario di Naruto (per chi volesse comprarlo lo può trovare qui) per l’anno 2017: essendo i calendari già stati più volte forieri di immagini sasunaru-tose, mi si sono subito drizzate le orecchie e, anche questa volta, non si può essere delusi.

Su dodici mesi sei sono dedicati ai soli Naruto e Sasuke, quattro (due ciascuno) alle rispettive famiglie, e uno ai “loro” figli.

Cominciamo con la più bella in assoluto, che li vede entrambi bambini

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Seguono i mesi da marzo a giugno con loro due che combattono e per concludere l’anno, Naruto e Sasuke con i rispettivi figli, Boruto e Sarada, in ordine inverso, creando così un finale e definitivo intreccio cosmico così come piace al demonio-Kishimoto.

Sia chiaro: questo certamente non aggiunge niente al canone SasuNaru, come era successo in altre occasioni, però è molto bello riscoprire sempre i nostri due beniamini e la loro relazione, di qualunque natura la si voglia intendere, al centro di tutta la storia.

 


Quando Kishimoto fa lo “shipper”

Aggirandosi di sera per gli afosi mercatini di provincia ci si può imbattere nel destino che ci fa trovare cose che avevamo dimenticato, come un archeologo che inciampa per caso nella pietra della tomba che una volta cercava, prima di rinunciarci. Sto parlando di Rin no Sho, la prima delle quattro guide ufficiali sui personaggi, redatta da Kishimoto in persona.

Avrei voluto aggiungere da un pezzo anche queste due o tre perle sasunaru-tose a questo archivio, purtroppo però il materiale originale era irreperibile in rete e non mi piaceva l’idea di portare avanti argomentazioni senza prove. Pronti?

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Cominciamo subito con un trafiletto dedicato al famigerato bacio tra Naruto e Sasuke, incluso nella scheda profilo dedicata a quest’ultimo.

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Il demonio-Kishimoto scrive: “Riuscirà Naruto a rilassare agrodolcemente (amazuppaku – 甘酸っぱく) il cuore ostinato di Sasuke…?!”

Come-cosa?! Agrodolcemente, eh Kishimoto? Che demonio che sei… Probabilmente sarebbe appropriato tradurre quel “rilassare agrodolcemente” anche come “sciogliere”, ma proseguiamo oltre senza essere troppo smaliziati.

Nelle pagine dedicate ai personaggi minori troviamo Tobio. Chi sarà mai?

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Si tratta dello studente che alzandosi ha provocato inavvertitamente il bacio tra i nostri due beniamini. Infatti ancora una volta il demonio-Kishimoto scrive: “Tobio, maschio, genin, 12 anni. Durante l’incontro introduttivo in accademia, ha spinto accidentalmente Naruto, facendo sì che quest’ultimo desse un bacio appassionato a Sasuke.”

Torna ancora una volta il bacio descritto questa volta come ardente/appassionato (netsuretsu – 熱烈). Bisogna commentare?

Sfogliando fino al glossario arriviamo così ad un’altra perla. Questa volta si tratta del termine usuratonkachi (ウスラトンカチ).

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Kishimoto scrive: “Usuratonkachi = E’ il soprannome che Sasuke ha affibbiato a Naruto. Significa letteralmente idiota, ma che lo stia usando come un nomignolo affettuoso?” Letteralmente in giapponese “come il nome per il proprio animale domestico”, che forse farà simpatia a nipponici, ma per noi risulta un po’ grottesco. Comunque senti, senti.

E infine, qualora le due citazioni di prima non ci fossero bastate, Kishimoto inserisce nel suo glossario narutesco anche: Primo Bacio.

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“Primo Bacio: il bacio che ciascuno anela. Ma a Sasuke è stato rubato da Naruto…?!”

Ma ancora? C’era veramente bisogno di inserire questo termine addirittura nel glossrio per ricordarcelo, qualora ce ne fossimo scordati, che Naruto e Sasuke si sono baciati e per entrambi è stata la prima volta?!

Il Rin no Sho uscì in Giappone il 9 luglio 2002 ed è considerato, non a torto, dalla maggior parte degli appassionati della coppia come una delle testimonianze cardine, perché mette in evidenza l’attenzione che lo stesso Kishimoto ha dedicato al rapporto tra i due, tornando più volte a giocarci sopra maliziosamente. Per dirla in termini da neo-lingua: qui pare Kishimoto shippi abbestia.

Poi per carità, molto si fa anche per ridere alle loro spalle (sic!), però come si suol dire: qui habet aures audiendi audiat.


Era il 10 novembre 2014

Oggi mi è arrivata, dritta dritta dal Giappone, una copia dello Shonen Jump n°50 del 2014, quella degli ultimi due (assolutamente detestabili) capitoli di Naruto. Perché l’ho preso? Avevo il primo, mi faceva piacere avere anche l’ultimo… In realtà il penultimo (anche quello è in viaggio), ma dopo averlo ordinato non ho resistito, e il mio cuore da fanatica fangirl si è sciolto ed ha deciso di prendere anche l’ultimo volume, giusto per far quadrare i conti. Curiosi di sfogliarlo con me?

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Il capitolo 699 apre il volume, cominciando con un rassicurante inserto a doppia pagina dedicato a quella cacca secca di The Last. Immagino che in quel preciso momento, per il lettore che fosse rimasto lontano dal fiume di anticipazioni della rete, quelle due o tre immagini dovessero procurare un orgasmo di aspettative: che succederà? Naruto e Sasuke sono vivi! Naruto si è messo con Hinata ♥? Si è messo con Sakura ♠? Sakura si è messa con Ino? Sai si è messo con Sasuke?! Oh no, non resisto!

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Comincia subito con tre pagine a colori del capitolo 699 (vorrei farvi notare come nel gioco NSNS4 la forma del sangue sia stata allungata e fatta sembrare alle loro braccia)…

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… Per poi schiantarci immediatamente 15 pagine di pubblicità e promozioni prima di riprendere il filo col capitolo. Tra le varie cose promosse c’è anche quello che sembra un libro… o una collezione di carte… oppure un manuale… di Naruto, o qualcosa di simile, ed una specie di gioco per Android (riesco a capire unicamente Google Play Store).

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L’unica cosa che importa è che anche in questa immagine, finalmente, Naruto e Sasuke si appoggino l’uno all’altro, anche se di spalle. Comunque proseguiamo e ritroviamo il consueto colore rosato della carta sui cui è ospitato il manga di Kishimoto, percorrendo così le ultime battute della serie con quella farlocca riconciliazione con il mondo da parte di Sasuke.

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A rileggerlo oggi è ancora più assurdo di allora: Kakashi dice a Sasuke che se non avesse salvato il mondo adesso giacerebbe in prigione. Come no! Ma Kakashi sai con chi sta parlando? Se non stai attento potresti finire tu a giacere in una bara. Poi le scuse a Sakura, che fino ad un minuto prima aveva definito “noiosa” ed “incomprensibile”. Ma vabbe’, stendiamo un velo pietoso, perché se già mi sale la bile a rivederlo chissà che succederà appena arriverò al prossimo capitolo. L’unica cosa bella è la battuta finale tra Naruto e Sasuke, con il primo che restituisce il copri-fronte al secondo, dopo esserselo portato appresso per anni. In questo particolare dettaglio, infatti, se è vero che Pain ha raso al suolo tutta Konoha, qualora Naruto avesse lasciato a casa il copri-fronte allora anche quello sarebbe stato brasato assieme al resto, quindi l’unica soluzione possibile è che se lo fosse portato appresso stile santino.

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A questo punto immaginavo che seguisse a ruota il capitolo 700, invece seguono Ansatsu kyōshitsu, con l’inquietante e spassosissimo Koro-sensei (di seguito una copertina), e altri, fino a pagina 239, esattamente a metà della rivista dove inizia l’astruso e sconclusionato capitolo finale.

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Sull’ultimo capitolo potrei spendere fiumi di parole, ma per questa volta mi limiterò ad una veloce carrellata di immagini, iniziando dalla nostra adorata Hinata-chan ♥, che si aggira per i cimiteri come le vecchie il martedì mattina e probabilmente non fa nient altro dall’alba al tramonto (ma anche dal tramonto all’alba).

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Poi Boruto, il figlio più sfortunato del mondo che teme di poter avere per padre un clone e che dovrebbe diventare il protagonista di una nuova seria che, in questa copia dello Shonen Jump, è ancora chiamata misteriosamente “Progetto Nuova Generazione” e che poi si scoprirà essere il Gaiden e poi il nuovo omonimo fumetto: Boruto.

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Infine ritroviamo Sasuke e la sua deliziosa famiglia, con Sakura ridotta a fare la casalinga, destinata a distruggere la sua stessa casa e finire a vivere in un monolocale dove se scoreggia in bagno si sente dentro il frigo. In tutto questo Sasuke comunque non c’è stato praticamente mai, impegnato com’era a sorprendersi per i rumori della foresta.

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Prima di sentirmi male proseguo veloce avanti, finché non arriva l’ultima pagina e non posso negare che una lacrimuccia un pochino scenda. Ora che la delusione per il debosciato finale si è sopita, resta soltanto una pacata nostalgia per una serie che era durata per così tanti anni e ci aveva fatto sognare così tanto.

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Sfogliando la rivista fino in fondo c’è il programma della Jump Festa, dove vengono presentati i vari padiglioni, i manga e gli anime che si potranno trovare, nonché gli autori che parteciperanno e con i quali si potrà parlare. Per chi non lo sapesse Jump Festa è una delle fiere più importanti del Giappone, alla quale vengono spesso presentati anche nuovi videogiochi, in particolare quelli di Square Enix e Namco Bandai (realizzatrice dei vari Ninja Storm e JStars).

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Facile far notare come Naruto sia uno degli argomenti principali dell’anno (sebbene certamente non l’unico). Continuando a sfogliare le pagine mi imbatto in una simpatica pubblicità tutta nipponica, dedicata ovviamente al baseball.

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Da notare come la rivista abbia oltre 500 pagine ed esca una volta a settimana, alla modica cifra di 255¥, ossia poco meno di 3€, laddove in Italia un manga ad uscita mensile con molte meno pagine (e capitoli) ha un prezzo che si aggira quasi sui 5€. Sia ben chiaro che non lo dico per fare una qualche sorta di polemica (da noi pesa anche la traduzione), ma solo a titolo di confronto, anche per renderci conto di quanto vasto dev’essere il pubblico dei lettori se il prezzo può essere così basso.

Naturalmente assieme a Naruto, escono anche Bleach, One Piece, Killer Garden (mi pare), Ansatsu kyōshitsu, un manga su dei muscolosissimi lottatori e dello humour giapponese…

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Dopo questa perla rara arriviamo alla pagina conclusiva, incappando in una pubblicità incredibilmente occidentaleggiante (ma d’altronde i muscoli sono muscoli, e che si sia in Italia o in Giappone a chi non piacerebbe averne qualcuno — in particolar modo se in contrasto con quella bella anguria mostrata in alto).

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Sul retro dello Shonen Jump viene comunicato che uscirà a breve The Last = 669.5, per farci intendere che quella oscena storia si svolgerà in mezzo al capitolo 699 e 700, facendoci capire come sia possibile che Naruto fosse finito con Hinata, Sakura con Sasuke, Ino con Sai, un sasso con un delfino.

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Era il 10 novembre 2014 quando usciva il numero 50 dello Shonen Jump, concludendo per sempre la grande saga di Naruto. Chiudendo la rivista la ripongo sullo scaffale accanto al numero 43 dello Shonen Jump del 1999, quando Naruto aveva avuto inizio. Non posso fare a meno di tornare a pensare, per l’ennesima volta, come sia stato un peccato che Kishimoto non abbia avuto modo di concluderla come noi speravamo, ma allo stesso tempo vedendo quanto ci hanno mangiato sopra, si riconferma anche la percezione di quanto questo sarebbe stato assolutamente impossibile. Non avrebbero mai potuto fare un nuovo videogioco e tutti questi film, men che meno quel micidialmente brutto e stupido Gaiden o il totalmente insulso Boruto, se non fosse finita così com’è finita.


Naruto e Sasuke come in vinile li hanno fatti

L’altro giorno mi hanno regalato due simpaticissimi Funko di Naruto e Sasuke. Per farmi uno scherzo atroce mi avrebbero voluto regalare anche una Hinata-chan ♥, ma grazie al cielo non era disponibile ed in generale non esiste nella serie ♠.

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Mentre li sistemavo sugli scaffali mi sono sovvenuti due appunti in mente, che assieme a tanti altri, indegni di un post dedicato, riporto qui, a titolo di nostalgica dissertazione su Naruto.

Anzitutto qualche giorno fa si è ufficialmente concluso il manga anche in Italia. Rileggere gli ultimi capitoli con una traduzione decente ed accurata ha avuto indubbiamente un altro sapore, ma soprattutto ha reso ancora una volta palese la totale distanza tra gli ultimi capitoli e i 699 e 700. E’ da un po’ che medito di dedicare qualche articolo sull’argomento, ma considerando il tempo a disposizione e il fatto che la serie comunque è finita così com’è finita, la cosa mi ispira veramente poco (alla fine ci siamo ingoiati le mutandine rosa di Sakura). Comunque se non avete ancora avuto modo di leggerli in italiano ve li consiglio, almeno l’ultimo volume dello scontro finale. In fin dei conti, da circa quando Sasuke è andato via da Konoha, noi tutti non aspettavamo altro che questo scontro decisivo.

Con un’edizione speciale, assieme all’ultimo volume, è uscito anche un disegno esclusivo di Kishimoto, per la conclusione della serie, che altri non poteva ritrarre se non loro due:

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Da notare Sasuke che tira l’orecchio a Naruto, mentre quest’altro gli si appoggia addosso a peso morto (finalmente Sasuke è tornato a fargli da sostegno).

Qualche giorno poi fa ho finito Ninja Storm 4 e anche qui ne avrei da dire di tutti i colori. Tra questo e The Last sono palesi almeno tre cose:

Prima: la relazione tra Naruto e la polverosa Hinata-chan ♠ è così aliena dal manga che c’è stato bisogno di imbastire un duplice teatrino amoroso per farla avverare, con tanto di Sakura che aveva deciso senza alcuna ragione plausibile che Naruto dovesse stare con Hinata. Nel gioco per fortuna non succede niente, a parte il perenne “ehm… ohm… ampere… Naruto-kun ♥” e Naruto che non sta capendo assolutamente niente, nonostante i suoi diciassette anni. Si può essere più patetici?

Seconda: Sasuke c’entra con Sakura così poco che nel gioco non hanno nemmeno uno solo momento di simpatia, in cui poter dire “ehi, tra questi due c’è della passione!”. In NSNS4 c’è addirittura un momento in cui Sasuke fa levare di mezzo Sakura, in quanto fastidiosa e di ingombro. Sommato questo alla fine del manga, quando praticamente le trafigge il cuore e dice “mi hai davvero… seccato”, il fatto che siano finiti insieme sembra solo una terrificante trovata di marketing. E’ così terrificante che non si cerca neanche di giustificarla, perché creare un Sasuke romantico con Sakura sarebbe praticamente impossibile, senza deturpare il personaggio, tanto che nemmeno ci provano.

Terza: la relazione tra Naruto e Sasuke, così come è dipinta nel manga, ha superato ogni plausibile amicizia, tanto che nel gioco (e probabilmente nell’anime che ancora deve uscire) gli animatori non se la sono proprio sentita di riprodurre fedelmente lo scontro finale e non hanno potuto non aggiungere qualche smussatura: vuoi un’immagine di Hinata qui, vuoi una Sakura lì. Se era tutto apposto, se non c’è niente di male, perché farsi questi problemi?

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E’ di oggi la notizia che TokyoTV ha annunciato per maggio l’inizio di un nuovo arco narrativo della serie Shippuden, dove vedremo finalmente il Team 7 combattere contro Kaguya, probabilmente per il prossimo milione di mesi.

Finita questa rassegna di idee, concludo con un pensiero: un po’ mi dispiace per Kishimoto, avevo promesso che non ne avrei più parlato, ma in un modo o nell’altro Naruto e Sasuke trovano modo di far parlare di se e, rileggendo le ultime battute del manga, non posso non notare una qualche sorta di amarezza, in questa conclusione che doveva aprire a tutti i costi le porte alla nuove generazione (di edizioni del manga). Lo stesso Kishimoto, nell’ultima intervista rilasciata al Comic Con, non ha fatto altro che parlare dello scontro finale, di come lo aveva da sempre in mente e di come si è dovuto impuntare con gli editori per realizzarlo, probabilmente qualcosa in cambio andava dato.


Ultimo volume di Naruto

Il prossimo 14 aprile uscirà in Italia il 72-esimo e ultimo volume di Naruto.

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La PaniniComics ha annunciato che con i pre-ordini arrivati entro il 29 febbraio 2016 ci sarà una stampa in edizione limitata di un’illustrazione esclusiva realizzata dal nostro buon Kishimoto.

Per celebrare in grande stile questo evento, Planet Manga ha in serbo uno speciale regalo per tutti gli appassionati: con l’acquisto di una copia di Naruto #72 (serie nera) i lettori riceveranno in omaggio una stampa in edizione limitata di un’illustrazione esclusiva realizzata dal maestro Kishimoto in persona e avranno la possibilità di leggere in anteprima insieme al gran finale di Naruto anche l’esplosivo debutto di One Punch-Man!

Ulteriori informazioni le trovate nell’annuncio ufficiale.


Naruto Shippuden Ninja Storm 4

Pronti per un po’ di pubblicità per il destino-Kishimoto ed i suoi compagni famelici di denaro? Come probabilmente saprete da qualche giorno è uscito il quarto episodio (spinoff a parte) della serie di videogiochi Ninja Storm, picchiaduro sviluppato da Bandai Namco sui nostri beneamati (e odiati) personaggi. Che si tratti di uno stupro commerciale si capisce fin dalla prima schermata che tentate di catturare, quando vengono aggiunte delle detestabili note di copyright, qualora qualcuno potesse pubblicare quelle immagini e spacciarle per proprie!

Comunque sia il richiamo per veder concludere la storia una seconda volta è irresistibile, ma ancora più irresistibile è l’idea di poter manovrare un SasuNaru-zord e far combattere uno affianco all’altro Naruto e Sasuke… Per l’eternità…

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Lo so, fa molto Madeline e Helen, ma di tutta la miriade di personaggi loro due sono probabilmente tra i più interessanti, questa volta riproposti anche in versione The Last (già…) oltre che nelle modalità finali della Guerra Ninja.

La parte più intrigante è anche il fatto di poter godere dello scontro finale (nonostante opportune modifiche videoludiche) in versione animata, ancora non disponibile nella serie televisiva e poter così rivedere la lacrimuccia che scorre sul volto di Sasuke al sentirsi chiamare per la centomillesima volta “amico” da Naruto, visto che sembrava duro di comprendonio a capire che cosa volesse dire (sic!)

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Il gioco presenta difatti una modalità Storia nella quale si potranno rievocare le ultime fasi della battaglia, con tanto di piccole aggiunte a posteriori per giustificare il NaruHina, allungando il brodo di Hinata-chan che dà la mano a Naruto ♥, aggiungendola quando si sveglia alla presenza dell’Uber-Dio-Hogoromo e mettendo alcuni altri suoi spezzoni nello scontro finale. Tutte cose che nel manga non c’erano e che adesso hanno solo il sapore posticcio della compensazione di qualcosa che manca (e che non c’è mai stato) ♠.

A parte questo la modalità di per se è interessante, anche se ha degli alti e dei bassi. Per esempio, a me che fottesega di Obito, le parti dedicate al suo buco e ai rimpianti per Rin lasciavano nella più totale indifferenza, quando non nel fastidio di doverle completare per forza. Altre invece erano interessanti, anche se talvolta eccessivamente semplicistiche, come quando si deve premere un dato pulsante in un dato istante per far proseguire il video. Un’idea carina, ma niente di eccezionale.

Anche lo scontro coi “boss” è spesso un po’ troppo lungo e noioso. Quello ad esempio di Gai contro Uber-Madara dopo un po’ diviene ripetitivo, specialmente se si considera che Gai non ha questa gran varietà di mosse. Ma vabbe’… Poi arriva Kaguya e tutto cambia!

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Kaguya è così turbo-figa che probabilmente per vendere il gioco basterebbe lei, oltre che la possibilità di accomunarla con alleati fantascientifici tipo Naruto e Sasuke. Oltre a poteri esagerati le è stata anche fornita la possibilità di trascinare gli avversari in diverse zone durante lo stesso scontro, passando dalla sabbia del deserto…

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… al ghiaccio polare…

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… fino alla lava dell’inferno.

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Se vi sembra che io mi stia accanendo contro la povera e sfortunata Hinata-chan è soltanto una vostra impressione. Il cambio di livello non è solo una formalità, ma ristruttura radicalmente anche il gruppo di mosse a disposizione della turbo-dea, permettendole attacchi da lontano, a media distanza e da vicino.

Per il resto il sistema di combattimento è rimasto pressoché invariato, tanto che alcuni personaggi vi sembreranno vere e proprie fotocopie delle precedenti versioni, a maggior ragione se avete giocato all’appena passato Ultimate Ninja Storm Revolution.

Le novità principali, da questo punto di vista, consistono nella possibilità di scambiare i personaggi in campo, un po’ sul modello di Tekken Tag 2, facendoli intervenire nel bel mezzo delle combo e ottenendo così combinazioni decisamente più lunghe e devastanti, oltre che richiamandoli come elementi di supporto stile UNSR. Inoltre sono state fuse le “super tecniche” e i “risvegli”, oltre ad aver dato la possibilità di scegliere le tecniche speciali per personaggio e non per costume. Altra modifica interessante è la “tecnica suprema di alleati” che questa volta si può eseguire solo quando una specifica barra raggiunge il massimo livello. Queste piccole modifiche danno molto più spessore alle dinamiche dello scontro, allontanandole dal semplice premere ripetitivamente un solo pulsante, anche se nel complesso sa più di patch che di gioco nuovo vero e proprio.

Per chi non avesse mai giocato ad un Ninja Storm queste informazioni saranno un po’ superflue, ma sappiate semplicemente che se avete voglia di rivivere qualche avventura coi vostri beniamini, questa è un’occasione imperdibile.

Inoltre ci sono chicche per tutti gli appassionati. Naruto e Sasuke hanno inevitabilmente tra gli attacchi più devastanti e fighi di tutto il gioco, che diventano superlativi quando sono in coppia.

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Ma lo stesso vale anche per Pain e Konan, Madara e Hashirama, Naruto e Hinata (che replicano un attacco analogo a quello in The Last, quando giocati con i corrispettivi costumi). Per misteriosi motivi questo non è vero per Sasuke e Sakura, visto che messi insieme ciascuno fa la sua tecnica. Mi immagino Sasuke, da marito affettuoso qual’è, che al momento topico dell’attacco fa a Sakura (se tocca a lui) “Spostati, faccio meglio da solo” oppure (se tocca a lei) “Puoi cavartela benissimo da sola!”.

Come ogni gioco nuovo che si rispetti non mancano ovviamente i bachi, o miracoli se vogliamo immaginare Naruto una specie di cristone nipponico. Minato infatti lo attacca…

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… Sembra sul punto di finirlo…

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… Però Naruto è immortale…

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… e dopo altri 90 colpi siamo ancora lì…

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A quel punto chiediamo all’Uber-Dio-Hogoromo di riavviare l’Universo.

Infine non può mancare una caterva di modalità, ormai entrate quasi nel classico per la serie: Avventura, Online, Torneo, Sopravvivenza, Versus, ecc. L’Avventura in particolare, che nel momento in cui scrivo non ho avuto modo di approfondire, parte con Naruto, Sakura e Hinata e temo vorrà ripercorrere quel drammatico filone che porta a The Last.

D’altro canto il finale del gioco è stato tagliato a poco dopo che Naruto e Sasuke passano la notte insieme, quando Kakashi e Sakura arrivano da loro, senza alcuna patetica aggiunta. Probabilmente il modo aperto ed ideale in cui avrebbe dovuto concludersi tutta la serie al capitolo 698. Dopo i titoli di coda arriva una piccola e pidocchiosa parte del 699 e poi basta, giusto per farci assaporare quell’improvvido “ora dovresti giacere in prigione” di Kakashi (ma lo sai a chi stai parlando?!) e la definitiva infantilizzazione di Sakura con il suo “non posso proprio venire con te? sniff, sob, uffa!”

Quello che manca (almeno finora mi risulta così) è l’eventuale possibilità di tessere trame alternative, come fu per alcuni giochi di Dragon Ball (prodotti dalla medesima casa), e vedere “che cosa sarebbe successo se” avesse vinto qualcun altro, o poter seguire la storia non solo dal lato dei vincitori, ma anche degli sconfitti (vincitori in universi alternativi). Peccato.

In sintesi: graficamente il gioco è spettacolare e se amate l’esagerazione questo titolo fa per voi. E’ un picchiaduro semplice per farsi quattro risate con gli amici (ciò non toglie che online ci sia qualche pazzo coreano in grado di disintegrarvi in 3,2 secondi utilizzando Hinata-chan zoppa ♠) e la sua principale pretesa è lo sfruttamento della nostalgia per la serie che tutti abbiamo amato nei passati 15 anni. Non aggiunge grandi novità rispetto agli episodi precedenti, eccetto personaggi nuovi e alcune meccaniche di combattimento migliorate, ma nonostante ciò non dispiace in quanto “ventata fresca per rispolverare qualcosa di passato”. Infine se siete appassionati di Kaguya, come lo sono io, allora non potete perdervi quest’ultimo e conclusivo (si fa per dire) capitolo della serie.

E poi, che ci piaccia o meno, penso che tutti si commuoveranno un po’ nel vedere Naruto farsi avanti per l’ennesima avventura.

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PS: Caro Kishimoto, stacchi anche a me un assegno per questo grottesco e lunghissimo incensaggio che ti ho fatto, quando avrei potuto dire che il gioco è una merda totale perché non emula alla perfezione la capacità di Hinata-chan di inciampare su qualsivoglia cosa?!


Boruto: Naruto the Movie

Il 7 agosto 2015 è uscito nelle sale giapponesi l’ultimo, e speriamo conclusivo, film di Naruto dedicato alla “nuova generazione”. Questa volta, a differenza di quella montagna di sterco coperta di Nutella che era The Last, a curare la sceneggiatura c’era lo stesso Kishimoto, che si è infine dichiarato estasiato dal risultato e molto contento di poter concludere così tutta la serie, non mancando di inserire le sue solite SasuNaru-tate (d’altronde ne parlerei se non ce ne fossero state?)

Come ormai molti sapranno il film è stato anche un successo al botteghino, oltre che il migliore della serie di film su Naruto, guadagnando circa 20 milioni di dollari.

Ma sarà stato anche il più bello? Scopriamolo insieme…

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Sicuramente un merito, rispetto ai precedenti film, è che questa volta il sapore del tutto non sa di riempitivo, ma di parte integrante della storia principale, tant’è che si ritiene che il film rientri nel canone della narrazione originale. Ciononostante di per se la trama è alquanto sconclusionata, ma soprattutto totalmente sbilanciata.

La storia comincia infatti con il trio Boruto, Sarada e Mitsuki, che si allenano in vista degli esami per diventare Chunin, sfruttando l’occasione per raccontarci che cosa stia succedendo nel frattempo a Konoha. Così mentre i ragazzi stanno a rincorrere un finto-panda-orso, vediamo la desolazione della vita famigliare di Narutello che fa partecipare un clone all’insulso compleanno della sua insulsa figlia…

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Mentre lui è sommerso di inutili scartoffie nel suo inutilissimo ufficio…

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… solo quando c’è qualcuno che lo osserva, ovviamente.

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Sottolineo l’inutilità di tutta la cosa dal momento che alla fine del manga siamo stati ragguagliati su come la pace trionfi sovrana e non ci siano nemmeno più conflitti tra i vari villaggi dei ninja. Tolto il fatto che i villaggi rispondevano ai rispettivi signori feudali, per cui si dovrebbe supporre che in realtà non ci siano più conflitti tra le varie Nazioni, fatto sta che non essendoci più particolari nemici da combattere riesce davvero difficile immaginare che cosa abbia da fare Naruto di così urgente, da non poter passare un ora a casa per il compleanno della figlia.

Ah, ora che Shikamaru è andato via torniamo a fare un pisolino…

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La cosa assume connotati ancora più comici se consideriamo quanto rappresentato dalla mini-storia seguita alla storia principale, dove Naruto correva come una volpe dal suo falco Sasuke non appena questi ne abbisognasse: qui la situazione è più o meno la medesima.

Morale della favola Boruto è mortalmente frustrato dal fatto che il padre non abbia un minuto da dedicargli e che sia così tanto preso dal fare l’hokage.

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Ehi Naruto! Ma c’è una foto sulla tua scrivania! Beh dai Boruto, vedi che alla famiglia ci tiene un pochino e almeno vi ha sempre davanti mentre lavora…

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Ehi! Ma quello non è il Team 7?!

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Eh sì! E’ proprio il Team 7, altroché la sua amata famiglia. Siamo messi bene…

Comunque sia andiamo avanti e non prestiamo attenzione alle frecciatine del demonio-Kishimoto: Boruto, volendo diventare più forte, viene avvicinato da un losco scienziato che gli propone una via “scientifica” più facile e veloce per ottenere il potere, anziché allenarsi duramente. Una roba, in somma, da Unione Sovietica.

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Come nei peggiori stereotipi, lo “scienziato” non ha alcun interesse di beneficenza, ma è solo ansioso di filmare e monetizzare i propri risultati, per cui perseguita Boruto come un’ombra, nella speranza di immortalare con una telecamera i successi della sua invenzione, un accrocchio che permette di lanciare jutsu di qualunque tipo di chakra, immagazzinandolo in una specie di papiri: un po’ come quando a D&D fate preparare un paio di pergamene allo stregone.

Mentre avvengono tutte queste delizie, il nostro buon Sasuke torna in città, diventando per un breve (e decontestualizzato) periodo maestro di Boruto e scoprendo dei nuovi nemici collegati a Kaguya…. E già qui le palle ci rotolano come BB8. Costoro avrebbero voluto rubare un frutto di chakra alla Madre di Ogni Cosa, che per tale motivo stava ammassando un Esercito del Piacere; per combattere due scemotti sotto steroidi…

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Proseguiamo: questa trama segreta è contenuta dentro una pergamena che va decifrata tipo hard disk criptato e nel frattanto hanno inizio gli esami dei chunin, di cui non potrebbe fregarcene di meno, soprattutto se consideriamo che Boruto sta barando a tutto spiano e nessuno se ne accorge fino alla scontro finale, quando papà Naruto nota la scorrettezza e decide, in stile perfettamente giapponese, di mortificare il figlio pubblicamente, togliendogli ogni diritto e dignità e facendogli capire che lo ha deluso ed umiliato per l’eternità sempiterna.

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Prima che il castigo possa proseguire e assumere più tragiche forme, compaiono i due turbo-nemici sotto steroidi che attaccano il Villaggio dei Grattacieli.

A circa due terzi dall’inizio la trama finalmente diventa interessante e per una specie di principio di Pareto, l’80% delle cose interessanti si concentra nel 20% del film.

Naruto e Sasuke affrontano Momoshiki Ōtsutsuki, che ha il byakugan e una specie di rinnegan in una mano e vuole impadronirsi del chakra di Kurama. Questo scontro dà occasione alla generazione di un nuovo sasunaru-zord col quale i due eroi proteggono Boruto, Sarada e tutti gli altri.

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Purtroppo però gli attacchi del nemico sono troppo potenti e Naruto deve “sacrificarsi” trasportando altrove la battaglia e affidando al suo fido Sasuke la cura di tutti.

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Detto fatto Naruto si dissolve nel nulla, lasciando incolume il Villaggio dei Grattacieli e solo un po’ feriti i suoi abitanti, tra cui la nostra dolcissima e amatissima Hinata-chan ♠

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Boruto è disperato, sia per il tradimento che sente di aver commesso nei confronti del padre, sia perché costui sembra sparito nel nulla. Nel cuore della notte raggiunge il suo ufficio e qui viene affiancato da Sasuke, che gli spiega come una volta Naruto era un totale perdente, incapace di fare alcunché e come lui non dovrebbe giudicarlo per come è diventato adesso, ma per come era una volta. Lui, a differenza del padre, ha comunque dei genitori su cui poter contare, anche se non hanno modo di dedicargli tutto il proprio tempo, mentre Naruto non aveva assolutamente nessuno.

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Comunque bando alle ciance, perché Sasuke sente che Naruto è ancora vivo, riesce a percepire il suo chakra nonostante illimitate distanze…

near far wherever you are ...

near far wherever you are …

Non tutte le speranze sono perdute e Sasuke apre un portale attraverso cui pochi potranno passare, per raggiungere Naruto, salvarlo e distruggere l’ennesimo turbo-nemico finale. Poco prima di imboccare la strada della battaglia, Sasuke consegna a Boruto il suo copri-fronte (quello sfregiato che gli apparteneva e che Naruto aveva conservato, dopo che aveva abbandonato Konoha — e che sarebbe dovuto essere stato distrutto dall’attacco di Pain, a meno che Naruto non lo tenesse sempre con se)

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In questo modo, tramite una simbologia kitsch come riesce solo a Kishimoto, Boruto diventa in qualche modo allegorico il figlio di Naruto e Sasuke. Alé!

L’allegro gruppetto sopraggiunge nel luogo dello scontro finale del manga, quello in cui Naruto e Sasuke hanno giaciuto una notte insieme, e dove adesso Momoshiki sta prosciugando il chakra del nostro protagonista.

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Inizia la battaglia: botte, contro-botte, botte a tutta birra. Naruto e Sasuke hanno modo di dar vita all’ennesimo sasunaru-zord

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…dopo un romantico salvataggio in volo…

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… preceduto da uno medesimo, a parti invertite, poco prima…

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Il nemico sembra molto potente e la capacità di assorbire chakra mette in difficoltà anche il SasuNaru-zord che si dissolve, lasciando cadere i nostri due eroi.

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Ma niente paura, perché alla fine comunque l’avranno vinta, con Sasuke che sfrutterà il rasengan di Boruto, debitamente potenziato da Naruto.

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E mentre il super-mega-turbo-attacco viene sferrato, scorrono vari ricordi del nostro protagonista e di noi spettatori, tra i quali anche i nostri preferiti.

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La battaglia si conclude e Naruto e Sasuke possono prendersi finalmente un minuto di riposo, uno accanto all’altro.

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Tutto bene quel che finisce bene e l’allegra compagnia può tornarsene finalmente a Konoha, sperando che tutti i nemici siano stati sconfitti, mentre Naruto perdona il figlio dichiarando che finalmente ha intrapreso la vera strada del ninja, che non accetta compromessi ed esige massimo impegno e grandissima serenità, oltre che qualche vecchio Saggio che torni in vita per donarti tutti i poteri del cosmo oltre che risvegliare qualche super-occhio.

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A memoria della battaglia nella casa di Naruto viene aggiunta una nuova simpatica foto, con Boruto ed i suoi “nuovi” genitori adottivi.

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Anche Sasuke fa ritorno a casa, si spera per almeno un po’, facendo così felice Sakura, nonostante adesso debbano vivere in un micragnoso appartamento, dopo che la moglie ha devastato la loro lussuosa abitazione.

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Per questo probabilmente la faccia di Sasuke è sempre così… giù di corda.

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Titoli di coda e al nostro allegro gruppetto sorge un ultimo atroce dubbio: chi saranno i genitori di Mitsuki? Guardatelo bene…

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Ma ovviamente Orochimaru! Sarada è perplessa: è tua madre o tuo padre?! Sarada, brutta stronza, ma come ti permetti? Mitsuki però la prende bene e se la ride: scegliete voi! Scegliete voi?! Ma che stiamo sentendo? E i capelli bianchi sarebbero perché lo ha prodotto con… Kabuto?!

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Comunque sia non poniamoci altre domande, perché se non altro Orosaiwa bada costantemente a suo figlio, a differenza degli altri miserabili genitori.

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Voto in conclusione: appena sufficiente.

Il film non è brutto, sicuramente al di sopra di tutte le precedenti uscite, ma cinematograficamente parlando non è granché.

La trama è troppo sbilanciata e poco omogenea, con troppo tempo dedicato agli esami degli chunin che comunque risultano marginali ai fini della narrazione. In secondo luogo il nemico è troppo arrangiato e privo di significato; si sente che Kishimoto voleva far combattere sia Naruto che Sasuke, ma doveva allo stesso tempo coinvolgerli in un combattimento con un nemico che fosse all’altezza. Purtroppo però è un genere di nemico che non può comparire per cinque minuti e farci credere di essere così potente e importante da poter mettere in difficoltà i due eroi, e tanto meno Kaguya.

Ci sono però anche delle cose positive: anzitutto questo sembra un finale più degno di quello che ha avuto il manga. Abbiamo il tempo di assaporare finalmente la ritrovata amicizia tra Naruto e Sasuke e vederli combattere insieme, in perfetta sintonia, non può che commuovere. Viene dato anche un po’ di spazio per costruire il loro se maturo, e dargli un senso, per quanto resti dell’opinione che questo cambiamento sia un po’ forzato e inappropriato.

Infine ci sono le immancabili frecciatine del demonio-Kishimoto, che sembra ribadire come comunque, nonostante tutto, la sua coppia preferita siano Naruto e Sasuke. Tolta la relazione romantica tra Boruto e Sarada, dove quest’ultimo dichiara di cedere a lei il passo come futura hokage, mentre egli la proteggerà…

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Ci sono anche tutte le spassose situazioni da SasuNaru-zord (qui due volte, per bilanciare il NaruHina-zord del penultimo film?), oltre al fatto che Boruto viene trasformato filosoficamente in una specie di somma unione di Naruto e Sasuke, che fondono in lui non solo le proprie conoscenze, ma anche i propri poteri. La ciliegina sulla torta è il fatto che perfino Orochimaru ha un figlio (non si sa con chi, ma Kabuto è un ottimo candidato per un bel mpreg!), rendendo in qualche modo grottesco il fatto che alla fine di Naruto TUTTI abbiano avuto un figlio, persino quel turbo-frocio di Sai. Che sia un modo come un altro per deridere, da parte di Kishimoto, questa scelta obbligata?

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Chi giace nella mia coppia?

C’era chi sempre diceva “Naruto non è un manga di coppiette!” è uno shonen e siete voi fangirl a perderci il capo appresso, e sotto sotto pure io lo credevo, ma poi com’è andata a finire? Nelle coppiette! Ecchekaguya!

Dico coppiette perché dal tragico capitolo 700 in poi tutto il merchandising di Naruto non ha fatto altro che vomitare sugli appassionati situazioni di coppia, che non solo fino a quel preciso momento non c’erano mai state, ma che non avevano, e nemmeno ora hanno, motivo di esistere. So che già a sentire queste parole a qualcuno si staranno rizzando i capelli in testa, ma che ci piaccia o meno questo è un dato di fatto. Comunque procediamo con ordine.

Sorvolo sul SasuNaru, sarebbe fin troppo ovvio parlarne, e partiamo subito con l’unica altra coppia veramente canonica di tutta la serie: Naruto e Sakura (o NaruSaku per gli amici).

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Naruto e Sakura sarebbero dovuti finire insieme perché sì, perché è uno shonen e nel modo più ovvio, banale e scontato, sarebbero diventati una coppia alla fine dei fatti: loro erano i Ranma e Akane della situazione, oppure Kaneda e Kay, se vogliamo citare un manga caro a Kishimoto.

Per restare sul parallelismo, anche Akane all’inizio ama il dottor Tofu, esattamente come Sakura è infatuata di Sasuke, ed in entrambi i casi si tratta di un amore infantile, che nel caso di Akane passa e che sarebbe dovuto (e potuto) passare anche per Sakura. Kaneda d’altro canto è spiccicato a Naruto, gli piace Kay, una ragazza manesca ed indipendente che non lo ricambia granché, ed è preoccupato a correre appresso a Tetsuo, esattamente come Naruto corre appresso a Sasuke (eccetto il fatto che Kaneda non pensa a Tetsuo sotto le stelle, non dice che morirà con lui piuttosto che vivere senza, che ha ispirato tutta la sua vita, che avrebbe voluto parlargli prima, che è più figo di altri, che sono davvero compatibili e non si sono nemmeno baciati).

In poche parole il NaruSaku era destino che avvenisse, se nient’altro poteva accadere, soprattutto perché comunque Naruto fin da subito non ha fatto altro che bombardarci col fatto che gli piacesse Sakura.

Capitolo 3 - L'unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c'è Naruto

Capitolo 3 – L’unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c’è Naruto

Facendo finta che tutti gli indizi e le elucubrazioni SasuNaru fossero travisati e si trattasse solo di amicizia, ufficialmente Naruto ha sempre detto: io amo Sakura, riporterò Sasuke indietro per lei, perché come lei ha combattuto per l’amore di Sasuke, io voglio combattere per il suo e certamente niente mi farebbe più felice se lei un giorno mi accettasse!

Se pensate che questa sia una mia sintesi da hater NaruHina o SasuSaku, che passando dal NaruSaku vuole celebrare il SasuNaru (che mente contorta avrei), sappiate che sono le testuali parole pronunciate da Naruto nell’episodio 235 di Shippuden.

Si tratta di un filler certo, e un tale livello di espressività non è mai stato raggiunto nel manga, ma se tanto mi dà tanto non è certo peggio o meno ufficiale di una merda-totale come The Last.

Ultimo, ma non meno importante, vi è il fatto che Naruto e Sakura avevano avuto modo di crescere insieme, di conoscersi a vicenda, di arrivare a capire i segreti desideri l’un dell’altra e alla fine dei fatti, nonostante a noi altri sarebbe toccato ingoiare un rospo amaro, l’accoppiata avrebbe avuto pienamente senso e in qualche modo sarebbe stata anche giusta. Per Naruto sarebbe stata una vittoria sentimentale (d’altronde è lui il protagonista), la riprova che se si vuole riuscire in qualcosa ce la si può fare, e per Sakura il sinonimo di una maturazione interiore e di aver trovato una persona che la ama veramente e non il cordoglio della realizzazione di una fantasia-erotica infantile (fatta più per dispetto ad Ino che altro).

Ahnoi nemmeno questa coppia c’è stata… Per quanto ovvia, banale, scontata e naturale fosse.

Adesso prima di proseguire vorrei che vi figuraste in testa questa immagine: alla fine della serie Ranma si mette con Shampoo e Akane con Kuno.

Naruto e Hinata insieme, oltre ad essere la più insulsa, becera e deficiente coppia pensabile, stanno l’uno all’altra esattamente come Ranma sta a Shampoo. Lei dice di amarlo, ha deciso di proclamarlo autoreferenzialmente il suo marito e fa di tutto per dimostrargli il suo amore, ma Ranma non la considera. L’unica differenza sostanziale è che Shampoo, nonostante tutto ciò, lo fa con dignità e per nemmeno un momento si prostrae ai piedi di Ranma come uno zerbino uomo-dipendente. A differenza di Hinata, Shampoo è potenzialmente in grado di raggiungere il suo obiettivo.

Hinata invece passa 699 capitoli nell’angolo, poi misteriosamente diventa la moglie di Naruto, cosa che gli autori spiegano con un lungo, mortalmente noioso, film shojo: e cos’è successo che Naruto si è innamorato della timida e naruto-dipendente anti-femminista Hinata-chan ♠? Un genjutsu! Che altro poteva farli innamorare?!

Mi prendi per il culo?

Mi prendi per il culo?

Quando l’ho visto non ci potevo credere. E tutti gli appassionati della coppia ad esaltarsi dalla gioia! Ma di che vi esaltate? Questi due si sono messi insieme poco ci manca per un filtro d’amore, con Naruto che praticamente fino a quel momento non aveva nemmeno la premura di accompagnarla a casa e poi dopo “l’incantesimo” si trovano nella destinazione romantica per antonomasia e sorpresa delle sorprese si innamorano.

Come se niente mancasse tutti i topoi romantici tra i due vengono ispirati da scene tra Naruto e Sasuke, il che è davvero tutto un dire, mentre se ne aggiungono altre idealmente incomprensibili, tipo Naruto e Hinata che da bambini corrono insieme. Che ci sta a significare ‘sta metafora? Naruto al più correva appresso a Sakura, se non a Sasuke.

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Ovviamente il significato è che dopo la magia del genjutsu Naruto sente come se Hinata fosse in realtà stata sempre lì con lui, a colmare la sua solitudine… Lui ha capito che lei lo ama e per questo ora ama lei. Alè!

Ma la vicenda non si conclude col film. Va bene, a me ha fatto schifo, però alla fine Naruto e Hinata si baciano e potrebbero vivere felici e contenti per sempre. E’ il finale da 19 anni dopo che tutti temevamo, ma quello abbiamo e quello ci dobbiamo tenere.

Il destino-Kishimoto però è di parare contrario, così tra il capitolo 700 e tutta quella sconclusionata parte di Gaiden, dipinge i due nel modo più tragicomico possibile: anzitutto Naruto è diventato l’hokage-della-pace più impegnato del mondo. E’ così impegnato a lavorare che non ha nemmeno tempo di andare a casa, ma mangia roba preconfezionata e beve sakè.

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Ma che ha da fare se regna la pace suprema? Quell’ignavo di Sarutobi aveva ben altre grane, ma poteva comunque aggirarsi per il villaggio appresso all’orfano Naruto o spiarlo nella sua palla di cristallo. Hinata invece deve usare la palla di cristallo per vedere il marito, così come anche il figlio Boruto al quale il padre delega un “misero clone”. Perché? Perché in ufficio ci sono delle cose importantissime da fare. Poi però arriva il falco di Sasuke con una notizia di poca importanza e Naruto lascia tutto ad un clone e corre da lui. La fretta è tanta e tale che non ha manco tempo di aspettare il figlio che gli sta portando il pranzo.

E meno male che Naruto era un orfano che sognava sempre di avere una famiglia; adesso che ce l’ha non ha tempo di occuparsene, perché la sua famiglia è il Villaggio di Konoha. Ah allora, scusa. Felici ma trimoni.

E infine arriviamo alla mia coppia preferita in assoluto: Sasuke e Sakura insieme.

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Dopo averle detto che è noiosa a ripetizione, dopo averla abbandonata alle cure di un cane, averla aggredita verbalmente, abbandonata sul ciglio della strada, ignorata e cercato di uccidere più e più volte, dopo aver chiarito che non ha mai provato niente per lei e che nemmeno capiva che cosa lei provasse per lui, dopo essere stato sul punto di lasciarla alla morte accidentale nella più totale incuria e infine averle trafitto il cuore: Sasuke sposa Sakura.

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Questo è uno di quei momenti di serendipità della vita in cui capite che in realtà non avete capito un cazzo. L’uomo lo si conquista così, come ha fatto Sakura, che praticamente dal primo all’ultimissimo capitolo ha tramato, manipolato ed agito perché Sasuke diventasse suo. Il suo tessssoro… Prima di tutto è riuscita ad infilarsi nel Team 7 a dispetto di Ino, poi ha sfruttato l’amore che aveva per lei Naruto per fargli trovare il suo Sasuke, e infine è riuscita a farsi ingravidare da lui e costringerlo a sposarla (ok, quest’ultima parte l’ho aggiunta io).

Anche qui ovviamente tutti a gioire! Ma di che? Kishimoto ci mette lo zampino e ci fa capire che Sasuke non è tornato a casa dal giorno in cui è nata Sarada: né per un compleanno, né per una festa, mai… Mai…. MAI! Capito?!? E poi ci si meraviglia se a nominare il marito a Sakura saltino i nervi e con un pugno distrugga la casa che ha dovuto pagare lei da sola, con un pesantissimo mutuo… Manco le manda i soldi. Ma che senso ha questa trama?

In 10 anni neanche una visita?

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Una nemica del popolo succhiava il cervello a Sasuke a forza di scopate

Affinché la cosa raggiunga livelli di spazzatura Wall-e tutta la storiella di Gaiden verte sull’improbabile fatto che Sarada sia la figlia di Karin, in modo da coinvolgere il lettore fino all’ultimo capitolo, dove si scopre che non era così e Sasuke, oltre ad andarsene senza manco un bacio alla moglie, spiega alla figlia che l’amore che unisce i suoi genitori è lei.

Come-cosa?! I figli sarebbero la prova dell’amore tra i genitori? Come se non potessero nascere da relazioni accidentali, da stupri o situazioni di non-amore. Da questo punto di vista, almeno Naruto e Hinata hanno avuto insieme qualche momento da vera coppia. Tra Sasuke e Sakura invece niente, dopo 10 anni di assenza riescono giusto giusto a farsi una foto con la figlia.

“Mamma, tu ti baciavi con papà?” fa la figliola, e Sakura ha bisogno di rifletterci sopra e concludere che hanno fatto di meglio! Immagino il sesso… Senza baci però, perché a Sasuke piace farlo in modo rude. Arrivati a questo punto la discarica implora che si smetta di gettare altra nettezza, mentre Sakura sintetizza la somma dell’amore, che le ha insegnato Sasuke, nel colpetto in fronte che Itachi dava al fratellino. Cioè Sasuke è talmente incapace di amare Sakura che deve scopiazzare un gesto affettuoso di suo fratello? Viene quasi il sospetto che si sia messo con lei solo per ridare vita al suo clan…

Certo, c’è chi dice che è un gesto denso di significati, ma ora immaginatevi di uscire con un ragazzo e al momento topico del bacio lui vi fa: “no ferma, facciamo ambarbàcicìcocò, come facevo con la mamma!”

Comunque sia, per tornare al parallelismo di prima, è come se aveste visto Akane mettersi con Kuno. Akane ha sempre detestato Kuno e glielo ha fatto capire in millemila modi possibili; Kuno dal suo canto desiderava avere al suo fianco la bella-della-scuola, senza conoscere realmente niente di lei e senza essere concretamente innamorato — amava il fatto di amarla.

Sakura, che piaccia o meno, in 700 capitoli di manga non ha mai dimostrato di capire Sasuke, tant’è che perfino in quella mielosa sviolinata del 699 non lo comprende e gli propone di venire con lui, mentre Naruto, che invece lo capisce perfettamente, intuisce che non vuole nessuno al suo fianco in quel momento. Così tutti i suoi propositi di superarsi, diventando la discepola di Tsunade, si volatilizzano in un istante, nel momento in cui frigna di nuovo e senza successo di fronte a Sasuke, come una pulzella pene-dipendente che non vuole altro che l’amore-totale della sua vita: perché lo voglia, a parte fare un dispetto ad Ino, non ci è dato saperlo.


[SPECIALE] Naruto Kindergarten – parte III

Capitolo 3: quando si ha fretta di avere fretta

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L’urgenza di raggiungere Sasuke è tale che Naruto non ha nemmeno tempo di mandare un suo clone a prendere il cibo da Boruto, che gli sta portando il Bento preparato da Hinata-chan ♠

Shikamaru pensaci te e scusati da parte mia!” fa Naruto sfrecciando via tra gli alberi… Perché non sta volando?! Volando sicuramente arriverebbe prima. Inoltre mi meraviglio che lui e Sasuke, in due anni siano diventati delle semi-divinità e in dieci anni non abbiano imparato una cosa banale come il teletrasporto che ad un certo punto tutti conoscevano. Oppure potrebbe muoversi a velocità prossime a quelle della luce o — perché no — sollevarsi da terra e far ruotare il pianeta sotto i suoi piedi nella direzione che gli interessa. Dopo lo scontro finale niente ci sorprenderebbe più.

Comunque sia Naruto sfreccia come una volpe dal suo falco Sasuke, mentre Sarada viene raggiunta da Boruto e comincia un dramma tipo telenovela, all’insegna dei due genitori-dei assenteisti; Shikamaru fa spallucce e fa notare che purtroppo con le divinità è così ed in generale si ha la sensazione che non esistano. Sarada e la sua amica cicciona non hanno tempo da perdere e dopo questa allegra chiacchierata partono per raggiungere Naruto. Come-cosa?! Ma scusa Kishimoto (o chi per te), ma se Naruto sta correndo come un lampo, quando mai due bambine riuscirebbero a raggiungerlo?! Non sta mica passeggiando al chiaro di luna, che se fai una corsetta lo recuperi!

Per fortuna il problema non si pone, perché ad un tratto il Cipollotto che sa teletrasportarsi attacca Sarada perché lei deve venire con lui, anche se non vuole. Botte, botte e altre botte, e ad un tratto appare Naruto a dare una mano alle ragazze, perché i bambini del SUO villaggio non devono combattere! Come Naruto facesse a correre verso Sasuke e seguire le vicende delle due lente bambine, non stiamo manco a chiedercelo perché ormai è chiaro che egli può tutto, eccetto trovare del tempo per stare con suo figlio.

 

CONTINUA…

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