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Gliel’ho promesso

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Capitolo 515. Naruto si trova sull’Isola della Tartaruga, che si scopre essere un’immensa fortezza semovente. molto difficile da individuare. I tempi si stanno facendo maturi e pare che la Grande Guerra stia per avere inizio. Naruto è deciso a tornarsene a Konoha: “Bene, ho finito la mia missione qui. Adesso devo tornare alla Foglia e aspettare Sasuke. Gliel’ho promesso.”

Naruto ancora non sa qual’è il vero motivo per cui si trova lì e allo stesso tempo sente l’urgenze di tornare indietro, ma perché? Di quale promessa sta parlando? Ovviamente quella di morire insieme. Nemmeno trenta capitoli prima Naruto e Sasuke si erano incontrati di nuovo, e all’intenzione dell’Uchiha di distruggere Konoha, Naruto ha ribadito candidamente che non glielo avrebbe permesso e che se lo scontro fosse avvenuto loro sarebbero morti insieme.

Una promessa è una promessa.

Fonte: Naruto 515


Voler salvare Sasuke… disperatamente

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Capitolo 296. Dopo che Orochimaru ha osato apostrofare Sasuke come il “suo”, Naruto perde il controllo e finisce col trasformarsi in un omuncolo-nero-simil-Kyuubi, seminando morte e devastazione tutto intorno a se. Kabuto osserva ammirato la trasformazione: “Guarda che roba… Immagino che debba voler salvare Sasuke disperatamente, per ridursi in questo modo”. Sakura riflette su come Naruto le aveva promesso che lo avrebbe riportato indietro a tutti i costi. Poi Kabuto aggiunge una perla rara: “In questo momento non è nemmeno cosciente…”

In poche parole il desiderio di Naruto di riportare indietro l’amico è talmente radicato da trovarsi nel suo inconscio e muoverlo anche quando è incosciente. Per dirla con Sasuke questa volta è il “suo corpo che si muove da solo“.

Fonte: Naruto 296


Accidenti! Anche lui…

Episodio 257 di Naruto Shippuden. Si tratta dell’ennesimo episodio filler, nel contesto di un qualche anniversario che durò per quattro settimane. L’episodio ripercorre l’infanzia dei membri del team 7 ed in particolare quella di Naruto. Nonostante si tratti di un filler, e se già non amo molto l’anime figuriamoci quest’ultimi, questo episodio merita un po’ di attenzione per un paio di curiosità.

Anzitutto dipinge la vita deprimente e triste del piccolo Naruto, che cerca in tutti i modi di farsi notare, ma poi deve far ritorno in una casa vuota, mentre la maggior parte della gente ce l’ha con lui per le sue birbonate. L’unica persona che viene ogni tanto a fargli visita è quella vecchia ciabatta di Sarutobi, che gli lascia i soldi per il mese prossimo sul tavolino, come si fa con le prostitute.

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Per il resto la maggior parte della sua vita ruota attorno all’accademia, dove spopola tra tutti, ed in particolar modo tra le ragazze, quell’insopportabile pallone gonfiato di Sasuke.

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Sasuke è anche uno dei suoi principali rivali e tutte le volte che hanno modo di scontrarsi Naruto ne esce sconfitto. Qui viene inserito, in modo estemporaneo, anche un evento del capitolo 538, quando Sasuke atterra Naruto in un combattimento, con gli occhi persi nel vuoto. Nell’anime viene aggiunto ulteriore pathos sasunaru-toso, tant’è che Naruto fissa gli occhi neri dell’Uchiha e pensa: “Accidenti! Anche lui… Quello sguardo è lo stesso identico con cui mi guardano tutti gli altri.”

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Interessante come a Naruto venga da piangere, sentendosi tradito anche da lui come da tutti gli altri. In un certo senso quello che pensano gli altri sembra non avere nessuna importanza (ma d’altronde è quello che Naruto ribadirà in futuro fino allo sfinimento) e l’unico giudizio che conta è della persona che ha ispirato tutta la sua vita.

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Ma poi lo guarda meglio e capisce che Sasuke ha come lo sguardo perso nel vuoto, come se stesse guardando altrove, come se in realtà i suoi obiettivi fossero altri ed in un certo senso questo lo risolleva. E poi arriva il pezzo forte (e comico) dell’episodio: Naruto che ogni mattina si sveglia ossessionato dall’idea di (s)battere Sasuke, fino ad arrivare a sognarselo la notte nella visione più figa ed idealizzata possibile.

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Insomma Narutello, quando sogni il tuo “rivale” è così che lo vedi.

Fonte: Naruto Shippuden 257


Finalmente sorrisi

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Copertina del 70esimo volume di Naruto. Copertina abbastanza classica che però presenta una piccola curiosità. Si vedono in sequenza Indra e Asura, poi Madara e Hashirama, ed infine Naruto e Sasuke. A differenza dei loro predecessori, tutti cupi ed accigliati, i due sono disegnati con un accenno di sorriso, quasi di intima complicità, forse a voler simboleggiare come questa volta la catena della rivalità non è più la stessa di sempre, così come anche il loro rapporto non è come quello dei loro antenati. Come d’altronde avrebbe detto Naruto: “io e Sasuke non siamo davvero parenti, però siamo grandi amici e penso che potremo fare la pace!” (capitolo 671)


Non saremo mica in paradiso?!

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Capitolo 698. Naruto e Sasuke hanno finito di combattere ed hanno passato la notte uno accanto all’altro, fino all’alba del giorno nuovo (sic!). Già qui ci sarebbe da ridersela per i doppisensi che se ne potrebbero trarre. Ma procediamo oltre. Naruto riapre gli occhi e si chiede flebilmente: “Dove siamo? Non saremo mica in paradiso?” Sasuke risponde che non sono ancora morti e che hanno dormito fino al mattino. Adesso fermiamoci qui per una riflessione.

Ciascuno dei due ragazzi è praticamente in fin di vita, hanno fatto a botte fino quasi ad ammazzarsi, hanno perso un braccio ciascuno ed entrambi sono incapaci di muovere un solo dito. Nonostante tutto questo il primo pensiero di Naruto è che possano essere in paradiso, semplicemente perché al suo fianco c’è finalmente Sasuke (quando muore e si ritrova davanti all’Uber-Dio-Hogoromo pensa invece di essere morto e basta). Per lui non ha nessuna importanza che siano praticamente due carcasse in fin di vita, il fatto di avere il suo compagno al proprio fianco, a prescindere da quanto sia orribile il contesto, è la sua utopia definitiva.

Se questo non è amore…

Fonte: Naruto 698


Oppure noi siamo cresciuti?

Episodio 444 di Naruto Shippuden. Questo episodio fa parte dell’astrusa saga dell’attivazione del Mugen Tsukuyomi, composta a sua volta da molte sotto-saghe narrative e precisamente del gruppo che va dall’episodio 432 al 450, soprannominato Il manuale ninja di Jiraiya ~ Storia del prode Naruto ~ (自来也忍法帳 〜ナルト豪傑物語〜 Jiraiya ninpōchō ~ Naruto gōketsu monogatari).

Inquadrato questo, l’anime narra le vicissitudini dei nostri beniamini in una specie di universo alternativo, dove non ci sono stati alcuni eventi come lo sterminio del clan Uchiha e la morte dei genitori di Naruto. Anche qui, come una sorta di destino comune al cubo, Naruto e Sasuke sono predestinati ad essere eterni rivali, tanto che Sasukkia decide, tanto per cambiare, di andarsene da Orochimaru per ottenere nuovo potere.

Scoperto ciò i suoi compagni si radunano nella propria vecchia classe per cercare di mettere su un piano sul da farsi. Mentre si trovano lì a Naruto sovvengono immediatamente i vecchi ricordi del loro passato.

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Tocca uno dei banchi e si chiede: “ma i banchi sono sempre stati così piccoli?” e Hinata-chan, in esasperante attesa di essere presa in considerazione, squilla: “no, siamo noi che siamo cresciuti!”. A Naruto tornano allora in mente i giorni della scuola, o per essere più precisi un giorno molto speciale.

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Poi torna a riflettere con nostalgia sul tempo passato e decide, questa volta senza nessuna altra scusa, che andrà a riprendersi Sasuke, perché anche se negli ultimi tempi hanno avuto qualche screzio e l’Uchiha non lo ha trattato benissimo, loro sono amici!

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Nonostante si tratti di un filler, fuori dalla trama ufficiale, è divertente notare due elementi: anzitutto per Naruto uno dei momenti più importanti legati all’accademia è il bacio con Sasuke, e per secondo questa volta l’andare a salvarlo non necessita di nessuna scusante, come quella di soddisfare il desiderio di Sakura.

Fonte: Naruto Shippuden 444