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Uscita capitolo 698 di Naruto

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Il capitolo 698 di Naruto uscirà con lo Shonen Jump n°49 del 1 novembre 2014. Come al solito ne possiamo aspettare l’uscita tra il mercoledì e il venerdì di questa settimana! Come andrà a finire?! Manca ancora pochissimo e gli appassionati di tutto il mondo sono in fermento, in attesa del verdetto finale del destino-Kishimoto.

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Correva l’anno 1999

Era il 4 ottobre scorso, circa le nove di sera; neanche il tempo di tornare a casa e vado allo scaffale dei fumetti a cercarlo, ed eccolo lì, tra i Cvil War ed i The Marvels Project, incelofanato come un polletto nella pellicola Cuki. Sto parlando dello Shonen Jump numero 43 del 4 ottobre 1999.

Shonen Jump 43, Naruto, 1999

 

Le pagine odorano di carta vecchia, non un ottimo odore, e sembrano sempre sul punto di sgretolarsi. Lo porto accanto al computer e mi metto a stendere il presente articolo, ma dalla mezzora che intendevo dedicarci alla fine è passata quasi una settimana, di ricerche e patetici revival degli anni novanta e più precisamente della fine del secolo scorso.

Ci pensate? Naruto è cominciato non solo nel secolo scorso, ma anche nell’altro millennio! Da allora sono passati quindici anni e alcune delle persone che noi conosciamo, e perfino alcuni lettori di questo blog, sono più giovani del manga stesso.

Quindi siete pronti a questo ritorno al passato?

Shonen Jump 43, 1999

Appena qualche pagina dopo l’inizio c’è una pubblicità che sembra un surrogato di tutte le attrattive giovanili degli anni 90: PlayStation, Tamagochi (o affini), macchine fotografiche, roba tecnologica grigia, plasticosa ed ingombrante, giochi da tavolo. La prima grafica 3D che “spacca”, di quando ancora ogni rendering faceva riferimenti a roba del cinema tipo il motore usato per Jurassic Park.

In Italia erano gli anni del Nintendo 64 con i videogiochi a 164.000 lire che si compravano uno all’anno e si stupravano fino alla nausea. Era l’anno del primo Soulcalibur e di Silent Hill, sull’onda del successo di Resident Evil. Per noi italiani era in realtà l’anno in cui le console calavano di prezzo e a settembre uscivano i primi Pentium III a 450 MHz!!! Con 64 MB di RAM e schede video Ultra Stealth Diamond Power Mega Maxi Qualcosa che permettevano di giocare ad Age of Empires 2.

Da poco eravamo usciti dall’epoca dei divi baby-face alla Leonardo Di Caprio e Nick Carter e le amiche non parlavano più di Lady Diana e dei suoi figli-fighetti, mentre quella primavera nei cinema usciva quell’aborto di Episodio 1, firmato dal stupratore seriale George Lucas. A tal proposito mi viene quasi da sorridere a pensare, che quasi quindici anni dopo avrei accusato Kishimoto di aver fatto lo stesso negli ultimi capitoli, mentre Matrix, sempre del 1999, avrebbe ispirato (si fa per dire) certe idee di madariana memoria.

Shonen Jump 43, 1999

Quando leggiamo le RAW e le vediamo vagamente rosate non è per via di problemi di scansione o fretta di chi le ha fatte, lo Shonen Jump ha veramente le pagine tinte di quel colore e i toni non sono affatto così netti come siamo abituati noi nelle edizioni italiane: ironia della sorte a Naruto è toccato proprio il rosa, per tutti gli appassionati degli intrighi di coppia.

Ehi, ma che diavolo è quella specie di lettore MP3 grigio e antiquato? Cerco un po’ su internet e scopro che è un modernissimo e avanzatissimo registratore di MiniDisc portatile, supercompatto e multiopzione! Per l’esattezza è il Panasonic SJ-MR100, roba mai vista in Italia e che comunque immagino sarebbe costata milioni di lire (46.000¥ dell’epoca).

Shonen Jump 43, 1999

Comunque, a parte questo e la pubblicità per quelle che sembrano le gambe di una gallina-elettrica, assieme nel numero 43 dello Shonen Jump usciva di già anche il ben noto One Pieace, che è iniziato prima e sembra ci riserverà ancora molte sorprese — concesso che qualche sfortunato bambino non ne riveli il finale ultimo e definitivo.

Shonen Jump 43, 1999, One Piece

Il 1999 era anche l’anno della guerra in Kosovo, dei ribaltoni nella politica italiota e di quando si era alle soglie del 2000 e del ti pare possibile che nel 2000 siamo ancora qui. Alla radio trasmettevano Big Big World e su MTV ci si poteva godere l’orribilmente meravigliosa grafica 3D di Blue degli Eiffel 65 (la ricordo ancora all’autoradio d’estate nei pressi di Trieste), mentre Britney Spears esordiva con Baby One More Time. Quell’anno, Wikipedia mi aiuta, andavano anche Genie in a Bottle, My Name IsShe’s All I Ever HadThat’s The Way It Is, frattanto che i Metallica riproponevano Nothing Else Matters giusto per la fine del millennio.

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Sfogliando un po’ di pagine mi imbatto anche in Hikaru no go, uno shonen ispirato al gioco del Go, la cui pubblicazione avvenne in Italia solo dopo che le federazioni FIGG e AGI ne avevano sollecitato l’acquisizione — una volta ogni tanto le associazioni non sono solo quelle dei genitori che impongono censure e stravolgimenti onde preservare la morale.

Alcune pagine quasi mi commuovono, a rivedere quel primissimo capitolo che aveva dato il via ad una saga certamente memorabile per ¾ della sua storia.

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Personalmente quello che maggiormente ricordo era la ricchezza dei personaggi e la vastità del mondo che Kishimoto era riuscito a prefigurare: si aveva sempre la sensazione che vi fosse dell’altro, ma non era mai del tutto chiaro di che cosa si trattasse, sembrava di avere la certezza di non aver scoperto tutto e che ogni capitolo che sarebbe seguito avrebbe potuto rivelare un tassello in più di un mosaico sterminato.

Nessuno dei personaggi veniva rivelato fino in fondo e ciascuno sembrava avere qualche segreto: insomma non erano piatti ed incolori come alcuni degli ultimi arrivati. Tanto per fare un esempio, sull’onda dei ricordi, pensiamo ad Orochimaru: si sapeva che era uno dei 3 ninja leggendari (chi erano gli altri?!), che cercava l’immortalità e che si sospettava avesse compiuto crimini inauditi per ottenerla (quali? di che tipo?), era forte (ma quanto?) e aveva tirato su un proprio villaggio dei ninja (cosa avrebbero fatto? chi erano?). Insomma lasciava dietro di se una miriade di domande e quesiti che il lettore non vedeva l’ora di scoprire, ma che l’autore si guardava bene dal rivelare.

Pensate adesso invece a Madara… Vi viene in mente qualche domanda intrigante da dopo il suo arrivo? Ah sì, era un vecchiaccio in una grotta che trovò Obito, non aveva fatto praticamente nulla dopo l’infruttuoso scontro con Hashirama. Fine della storia.

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In secondo luogo c’era il protagonista Naruto: scalmanato ed estroverso, ma allo stesso tempo emotivo e fragile. Kishimoto era riuscito magistralmente a dargli spessore e personalità, fintanto che sfogliando il manga e vedendo la serie TV sembrava di poterlo quasi conoscere.

A proposito di serie TV, il 1999 era anche l’anno in cui ancora andavano cartoni giapponesi a tutta landa su televisioni nazionali e locali. Vi ricordate Junior TV e Bim Bum Bam? Da poco avevano interrotto Game Boat su Rete 4, meritevole di aver trasmesso anzitutto le ultime tre stagioni di Sailor Moon, mentre sugli altri canali si potevano ancora seguire Ranma ½, Slayers, Mila e Shiro, Dragon Ball, Rayearth, I Cavalieri dello Zodiaco, Ken il Guerriero (solo di recente e con orrore ho scoperto che Shiro non era il cognome del protagonista, bensì parte del nome, tant’è che si chiamava Kenshiro Kasumi), I Cinque Samurai e chi più ne ha più ne metta!

Nel 1999 internet non era ancora così diffuso come oggi, si compravano i giornaletti sui videogiochi per leggere i trucchi, se si voleva chiamare qualcuno lo si chiamava a casa e la Waitec partoriva uno dei primi sensazionali masterizzatori 2x, con i quali si poteva fare un CD in mezz’ora, piuttosto che un’ora. Esistevano ancora l’Encarta e Front Page, perché non c’erano né Wikipedia né piattaforme per blog e forum, come li conosciamo oggi. Se volevi farti un sito dovevi spiattellare un po’ di codice, un mucchio di frame e usare rigorosamente le applet java che simulavano l’effetto acqua su qualsiasi cosa.

Se volevi vedere del porno dovevi invece cercare riviste proibite o attendere tarda notte per vedere sciocchezze soft di gente che lava macchine o tosa praticelli immacolati, mentre anime e manga traboccavano di allusioni di ogni sorta. E con questo concludo con un’ultima immagine dedicata a tutto il pubblico maschile (e femminile, per le amiche che gradissero) che si legge la Gazzetta di Konoha, ama Naruto, ma non ne può più del SasuNaru, che purtroppo amo io.

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Aspettando il capitolo 692 – Facciamola finita

Naruto è finito? Difficile a dirsi, c’è chi lo pensa, chi ci spera e chi confida nel contrario. Kishimoto aveva preannunciato che entro il 2014 il manga sarebbe finito e personalmente credo che voglia arrivare al capitolo 700 per chiudere in bellezza, a numero tondo. Poi niente è detto: potrebbe anche darsi che quelli dello Shonen Jump lo convincano a continuare con una nuova, terza “stagione”, dopo Shippuden, un po’ come successe per Dragon Ball GT. Onestamente spero di no, anche perché la trama ormai sa proprio di raffazzonata alla bell’e meglio, un modo come un altro per dire che l’autore non ha più né voglia né idee.

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Vi ricordate com’era cominciato tutto? Obito, allora ancora nelle spoglie di Tobi, si era masso alla caccia delle ultime due bestie-codate che avrebbero dato il via al suo piano; Naruto era rimasto per ultimo perché aveva il nove-code e c’era tutta una storia sul bilanciamento della statua che conteneva le bestiole, per cui andavano ficcate dentro in ordine!

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Da lì il mondo ninja si stava muovendo in guerra per proteggere gli ultimi due jinchuuriki rimasti contro un nemico così potente da necessitare l’alleanza di tutti i villaggi! In quattro e quattr’otto però succedono le seguenti cose: il nemico potente si riduce a Madara e Obito; in qualche strano modo, prendendo un pezzo del pezzo del pezzo dell’unghia di qualcosa, i due ottengono anche le bestiole-codate mancanti e… Risvegliano Juubi lì davanti a tutti!

E già allora siamo a chiederci se non potevano risvegliarlo altrove. Doveva risorgere proprio lì, davanti a tutti, che avrebbero potuto fermarlo? Poi Madara dice che faceva tutto parte di un suo improbabile e complicatissimo piano, e comincia una battaglia al limite del ridicolo dove la borsetta-Juubi lancia tutti gli attacchi migliori nei momenti meno opportuni: prima una raggio-della-morte-totale contro delle montagne a caso, poi due missili nucleari su un’anonima cittadina e né più né meno che la base operativa dell’Alleanza Ninja, poi spara un colpo turbo-epico proprio quando è circondato dalla barriera degli zombi-kage, mentre dopo, quando sono tutti entrati dentro, comincia a moltiplicarsi in un’infinità di inefficaci sub-Juubi, in grado di mettere in difficoltà solo quella polverosa di Hinata.

La battaglia perde così ogni tensione, perché nessuno pensa che chiunque potrebbe morire, eccetto quello sfigato di Neji. Poi arriva il bello perché Obito e Madara cominciano a tradirsi a vicenda in un turbinio di colpi di scena! Colpi di scena così numerosi da risultare assolutamente prevedibili. E dulcis in fundo si materializza tra noi Kaguya, che aveva messo Zetsu-nero a tessere infinite trame per riportarla in vita, per poi finire sconfitta da due adolescenti con dei super-poteri, affatto più super dei suoi.

Da allora ad oggi nemmeno una delle cose che accadono ha alcun senso:

  1. perché evocare Juubi lì davanti a tutti, piuttosto che in un posto sperduto della Terra tipo Antartide?
  2. perché dover catturare gli ultimi due cercoteri se tanto Juubi poteva riattivare comunque Tsukuyomi Infinito?
  3. perché dare all’Alleanza un centro operativo la cui distruzione non provoca alcuna particolare difficoltà?
  4. perché Juubi non ha sparato più volte la stessa mossa?
  5. perché Juubi non si è duplicato in alcuni colossi che hanno ucciso tutti?
  6. perché Madara non ha rilanciato altri meteoriti?
  7. perché Obito non uccide subito Madara (se intende tradirlo)?
  8. perché Madara combatte chicchessia se voleva gettare tutti nel mondo dei sogni?
  9. perché Kaguya non getta tutti nella dimensione dell’acido o nello spazio vuoto?
  10. perché dopo averli separati la prima volta non li separa nuovamente? Non è detto che abbiano la stessa fortuna per due volte…
  11. perché dopo aver attivato la super-dimensione-finale non si leva di mezzo?
  12. perché non li butta nel deserto e sparisce?
  13. perché Kaguya non ha ucciso Kakashi, l’unico che poteva teletrasportarsi e li ha lasciati morire d’inedia?
  14. perché Kaguya non si può moltiplicare come fanno Madara, Naruto, Pain, Hashirama, ecc…
  15. perché Kaguya non può lanciare illusioni tipo lo sharingan?
  16. perché Kaguya non usa le fiamme nere della morte eterna e li brucia per sempre?
  17. perché Kaguya non attiva una gravità da buco nero e li polverizza tutti?

E così via, l’elenco potrebbe protrarsi all’infinito.

Perché sia chiaro il problema non è che ci siano delle incoerenze, visto che si parla comunque di una storia inventata, ma che siano così tante e così cruciali. Anche in Terminator non ha alcun senso che Skynet invii robot indietro nel tempo nel modo in cui li invia, ma non per questo i primi due film sono meno belli e meno divertenti.

In Naruto invece le cose senza senso diventano così tante che si ha l’idea di essere presi per il culo da Kishimoto stesso, che reputa i suoi lettori così beoti e mentecatti da accettare di bersi qualsiasi stronzata che partorisce. Eh no caro Kishimoto, a me l’ultima parte della saga ha fatto proprio cagare e neanche una sola delle merdate che hai inventato mi hanno dato soddisfazione, per quanto epiche vogliano essere.

Se voglio epicità allo stato puro mi ascolto quella merda dell’epic metal e non mi sbatto le scatole ad aspettare ogni mercoledì per 19 pagine di pura incoerenza.

Poi certo, non mancano quelli anti-critica, per cui è tutto bellissimo e nemmeno i disfattisti per cui è tutta una merda sola. Per me né fa tutto schifo, né è tutto bellissimo. Peccato che il brutto sia arrivato alla fine e non all’inizio e, che ci piaccia o meno, quello che ci ricordiamo alla fine di una storia è più il come finisce che il come inizia. E’ facile condonarla a chi “comincia male, ma si ripiglia”, mentre è più difficile farlo con chi inizia bene ma poi tracolla.

Infine c’è una cosa che molti eruditi-pirati dimenticano, quando dicono “l’opera è sua, fa che gli pare”. Chi come me ha passato 10 anni a comprare ‘sti cazzo di fumetti ha tutto il diritto di incazzarsi se quello che segue non piace, perché i soldi non me li ridà nessuno e se la saga viene buttata alle ortiche lo vengono anche i miei risparmi perché sullo scaffale mi ritroverò una cosa o incompleta o che non apprezzo fino alla fine.

Con “non apprezzo fino alla fine” non intendo che dovesse andare a finire come io volevo, ma che l’autore non manifestasse un palese disinteresse, oltre ad una morbosa incuria proprio nella parte del manga che ricorderemo di più.

D’accordo, alla vera fine mancano ancora chissà quanti capitoli, ma peggio di così non credo si possa fare e anche se ci fosse una ripresa sarebbe più come un esame di recupero di settembre, che una promozione a pieni voti.

Purtroppo.