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Siamo la famiglia più bella del mondo

Qualche giorno fa ho rivisto Boruto, il film, con un’amica che non lo aveva mai visto, principalmente perché sono un’anima pia e non posso, consapevolmente, lasciare qualcuno da solo in tale visione, senza fare la cornacchia sasunaru-tista sulla spalla che suggerisce perverse e deformi interpretazioni di ciò che succede!

Una riflessione mi è tornata subito alla mente: Kishimoto ha incentrato la storia dei nostri deuteragonisti attorno al motore della famiglia. Sasuke aveva dapprima un padre che si dedicava troppo al fratello maggiore e con lui sembrava severo, insoddisfatto ed assente, e poi un fratello omicida che aveva sterminato genitori e clan a sangue freddo (qualunque balzana motivazione poi il demonio-Kishimoto possa essersi inventato come giustificazione). Naruto d’altro canto era semplicemente un orfano, che non aveva mai conosciuto i suoi genitori e che era guardato con sospetto da tutti quanti essendo l’ospite di Kurama. Quando l’avventura comincia entrambi sono infatti orfani e questo loro essere orfani determina il primo collegamento tra i due (Sasuke: “Naruto… Sapevo che in passato tu eri solo… Come me, l’ultimo degli Uchiha, eri emarginato da tutti.”, Capitolo 698).

E’ anche il tema del primo conflitto tra Sasuke e Sakura (Sasuke: “Tutto da solo… Quello che prova è probabilmente di quanto più lontano ci sia dalla felicità di non essere controllato dai genitori…”, capitolo 3) nonché la prima e sostanziale differenza tra i due e la co-protagonista femminile, che non solo ha i genitori, ma vorrebbe pure non averli, per non sentirsi controllata da loro.

Fatta questa premessa ci si sarebbe potuti aspettare che nel lezioso finale si vedesse perlomeno il coronamento dei loro sogni di ricostruire una famiglia ed essere finalmente felici, già che la famiglia ci doveva essere. Invece com’è andata?

Prima di avventurarci in questa morbosa analisi cominciamo con un’immagine riassuntiva.

La torta spiattellata del compleanno di Boruto penso sia l’immagine più rappresentativa sia del NaruHina che del SasuSaku

Cominciamo con Naruto e Hinata-chan ♠.

Anzitutto perché stanno insieme?

A rispondere a questa domanda ci pensa il tedioso The Last, che una fatality di Mortal Kombat con Sub-Zero che vi strappa la testa sarebbe meglio. Naruto e Hinata ♥ si innamorano perché un’incantesimo colpisce Naruto e gli fa vedere che Hinata lo ha amato da sempre! ♠ Lui quindi decide di amarla nel più becero degli stereotipi kishimoteschi, per ripagare il suo sempiterno amore.

Si potrebbe quasi dire che si metta con lei perché è sostanzialmente quella che lo ha amato da sempre e dal momento che non può mettersi con Sakura (che non lo vuole), né con Sasuke (che gli editori non vogliono) sceglie l’unica altra opzione praticabile senza grossi sforzi.

Senza entrare ulteriormente nel merito, già discusso altrove, come va a finire?

A volte i matrimoni di comodo vanno bene, altre volte i coniugi si allontano gli uni dagli altri e passano la notte a dormire in ufficio pur di non tornare a casa.

Adesso non voglio entrare nel merito se nella realtà sia o meno così e se sia rappresentativo del fatto che il 50% delle coppie giapponesi non riesca ad avere figli, perché non hanno tempo di stare assieme. Il Giappone è d’altronde il paese nel quale si può morire di troppo lavoro. Il punto è che queste sono le battute finali di una serie, intrisa di speranza e buoni sentimenti per altro, che si conclude con il protagonista così oberato di lavoro da essere un padre assente per suo figlio.

Nella realtà potrebbe succedere? Certamente. E’ un modo per mostrare una famiglia felice? Neanche per sogno.

Qualunque cosa Kishimoto ci abbia deciso di comunicare, il messaggio è molto semplice: Naruto non ha tempo per stare con la sua famiglia, dopo una stressante giornata di lavoro non ha neanche il tempo per tornare a casa e andare a dormire con la sua sexy, calda ed appassionata moglie Hinata-chan ♠ (non danno anche a voi un brivido questi aggettivi accostati alla nostra amatissima?). Tra l’altro sarebbe da notare come casa sua non si trovi nemmeno chissà dove, bensì nella città vecchia a distanza di un quartiere o poco più dal suo ufficio (nel quale ricordiamo tiene una foto del Team 7, sempre davanti a se, mentre quella della moglie e la famiglia la tiene nell’ufficio a casa, nel quale non c’è mai).

Questo dovrebbe servire per spronare Boruto all’avventura e a superare il padre, dando così inizio ad una nuova saga? Anche qui Kishimoto avrebbe potuto pescare qualunque altro archetipo per creare una qualche conflittualità col padre; Naruto avrebbe potuto essere un genitore severo, oppure troppo stanco la sera per dedicarsi al figlio, o semplicemente Boruto avrebbe potuto volerlo superare ed essere diverso da lui, in quanto così famoso. Per chi avesse letto quella porcheria di Harry Potter ed il bambino maledetto, basti pensare al conflitto tra Harry ed i figlio, che certo non è derivativo da Harry-Potter-padre-assente.

E in fin dei conti ci sarebbe stato bisogno di questo conflitto? Penso di no, specialmente in virtù del fatto che Kishimoto lo abbia dovuto porre alla fine della sua opera, e sottolineo sua, perché tutto il resto è stato prodotto da suoi collaboratori.

Inoltre non è meno comico il fatto che Naruto non abbia nemmeno tempo per il compleanno di sua figlia, ma appena lo chiama il suo falco Sasuke corre da lui come una volpe, lasciando tutti i suoi importantissimi impegni. Per chi non lo sapesse queste perle ce le ha regalate Gaiden.

E per finire: che avrà di così importante da fare Naruto? Suo padre Minato era altrettanto hokage ed altrettanto impegnato, ma niente gli impediva di stare con la moglie e pensare alla famiglia.

Per fortuna di Hinata ♥, Naruto è un’anima gentile e cerca comunque di rimediare ai propri errori e non mostrare totale apatia verso di essa come invece succede in…

Casa Sakura e Sasuke.

Anzitutto perché stanno insieme?

Questo è uno dei più grandi dilemmi di sempre. Kishimoto praticamente non li rappresenta mai insieme, eccetto nell’ultima battuta di Boruto dove si può assistere a questo felice quadretto.

Non vi sembrano l’immagine dell’amore? Il perché si siano messi insieme è un assoluto mistero e potremmo supporre che anche Sasuke, precisamente come Naruto, abbia fatto una valutazione di comodo, non potendosi mettere con quest’ultimo (perché gli editori non volevano), ha optato per l’unica donna che lo idolatri come un dio e sia disposta a sopportarlo a prescindere da tutto (manco Ino era caduta così in basso).

E come va a finire?

Da quello che veniamo a sapere dall’ultimo capitolo, e che viene tragicamente confermato in Gaiden, Sasuke non fa visita alla propria famiglia da 12 anni. Ed anche quando è vicino a casa preferisce dormire nel bosco.

Ma che senso ha questa cosa? Non può dire a Boruto: si è fatto tardi, ora voglio tornare a dormire a casa nel mio letto, accanto alla mia sexy, calda ed appassionata moglie Sakura?

E’ così assente che la stessa Sakura ha dei dubbi se egli portasse o meno gli occhiali, mentre la figlia Sarada sa che faccia abbia giusto perché lo ha visto in foto. E in Gaiden come fa la figlia a trovare il padre? Segue di nascosto la madre? No, la madre non ha idea di dove sia, mentre Naruto lo sa perfettamente, cosicché deve seguire lui.

Adesso sarà anche che voglio vedere tutto distorto dalla mia lente sasunaru-tista, ma è innegabile che se due persone dicono di amarsi non sia sufficiente essere sposati, ancor più se poi non ci si vede da anni! Neanche mesi! Mi viene sempre in mente il film Chocolat dove il conte De Reynaud cercava di dissimulare i problemi con la moglie che era già da qualche mese a Venezia! Sakura cosa dovrebbe cercare di dire di un marito che non si vede da anni!? Immagino che pettegolezzi a Konoha!

E a proposito di pettegolezzi, pare che in un’intervista (ma prendetela con le pinze) Kishimoto abbia affermato quanto segue, commentando la relazione tra i due: “Non so se siano veramente felici insieme. Potrebbero anche separarsi e andare ciascuno per la sua strada.”

Sappiamo come le interviste di Kishimoto lascino il tempo che trovino (di recente ha affermato che lui da sempre voleva che Naruto e Hinata finissero insieme!), ma resta il fatto che la coppia non faccia presagire niente di meglio.

E infine…

La famiglia che non c’è, quella di Naruto e Sasuke

Questa ormai la metto un po’ sul ridere, dal momento che volente o nolente, Kishimoto anche nel finale non ha fatto altro che sottolineare come questa sarebbe stata la combinazione migliore.

Anzitutto i due si capiscono alla perfezione, tanto che Naruto sa quando è il momento di tirarsi indietro e non seguire Sasuke (Capitolo 699), sono in costante contatto (cioè Sasuke tiene aggiornato su tutto Naruto e mai neanche un “come state?” a moglie e figlia…) e quando sono insieme va tutto d’accordo ed intesa.

Va là, che roba

In Boruto ci sono anche simpatici battibecchi amorosi per la serie “riattacca”, “no riattacca prima tu”, quando cominciano a ricordarsi come erano da piccoli.

Come se niente mancasse alla fine Naruto finisce col diventare maestro di Sarada e Sasuke quello di Boruto, incrociandosi così a vicenda nelle rispettive famiglie, laddove i figli sono in una palese attrazione sentimentale e sognano ciascuno quello che voleva il padre dell’altro. In particolare Boruto vuole diventare un potentissimo ninja che difenderà l’hokage, che invece vuole diventare Sarada. Un po’ come Sasuke, arma e scudo, dell’hokage Naruto.

C’è da aggiungere qualcosa in merito?

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Kishimoto e l’omosessualità

“Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso.”

Alfred Charles Kinsey (1894 – 1956), Il comportamento sessuale nel maschio umano

Kishimoto è gay? Questa è una delle più comuni ricerche (ebbene sì, purtroppo), a proposito dell’autore, che circolano on-line, fin quasi dagli albori di Naruto. Sul web se ne trovano di tutti i colori: alcuni ne sono certi, altri paventano interviste in cui Kishimoto avrebbe detto di essere un sostenitore del SasuNaru, oppure che avrebbe concluso con la coppia Naruto e Sasuke il manga o che avrebbe lasciato un finale aperto facendo intendere come sarebbe proseguita, altri ancora affermano che il rapporto tra Naruto e Sasuke sia costruito sulla scia del rapporto che aveva con un suo amico di infanzia, che amava tanto e con cui avrebbe voluto vivere queste avventure, più spesso ancora si sente dire che da piccolo Kishimoto fosse bistrattato dalle ragazzine, poi che il fratello gemello Seishi scriva fumetti su rapporti incestuosi tra fratelli, e via discorrendo.

Nessuna di queste cose è vera (o per lo meno non ho trovato prova alcuna — chi ne avesse ben venga) e in generale l’unica risposta sensata che si possa dare a questa domanda è che non lo sappiamo. Ma non solo: forse dovremmo anche dire che non ce ne frega niente, perché non ha senso che ce ne freghi. Ma il fatto che così non sia, sebbene non dica nulla sul nostro buon Masashi Kishimoto, la dice lunga su come la pensino i suoi appassionati.

Ma procediamo con ordine e poniamo anzitutto un po’ di paletti. Per chi ancora non lo sapesse Kishimoto è sposato ed ha anche dei figli; la notizia ha avuto modo di annunciarla nella copertina del 38esimo volume del manga.

Naruto-Manga-Volume-38

Sulla costoletta c’è un’immagine che tipicamente rappresenta qualcosa che fa l’autore, in questo caso due persone che si sposano all’occidentale. Sotto nel commento l’autore dice come è ancora inebriato dai festeggiamenti e dalla felicità dell’evento. Una cosa che personalmente mi fa piacere è che per annunciare il lieto evento abbia scelto proprio questa copertina, con soli Sasuke e Naruto, ciascuno con lo sguardo volto verso l’alto, come a dire che si pensano a vicenda (mettendo in primo piano il suo preferito, ovviamente!).

Non ha scelto una copertina di battaglia o di scontro, come possono essere numerose altre (anzi come è la maggior parte delle copertine), ma una copertina introspettiva con solo loro due — mi piace immaginare che così in qualche modo la letizia della sua vita si trasferisca al bello che c’è tra i suoi personaggi preferiti. Questo dovrebbe fare di Kishimoto un gay?

Per molte persone il fatto che lui sia sposato e abbia dei bambini, quindi non sia omosessuale nel termine più stretto del termine, significa che lui sia un eterodonte e che per questo non potrebbe aver mai scritto una storia tra due uomini. Altri invece vogliono additarlo come bisessuale o qualcosa del genere, nel tentativo di spiegare il perché di certe uscite.

Personalmente non mi interessa approfondire questo argomento, l’unica cosa di cui sono felice è che non sia un eterodonte — per il resto entrambe le fazioni si sbagliano.

Cosa deve avere un uomo per piacerti? Sicuramente non si deve voltare a guardare gli altri uomini!

Cosa deve avere un uomo per piacerti? – Sicuramente non si deve voltare a guardare gli altri uomini!

Kishimoto ha indubbiamente dimostrato, durante tutta la sua opera, una certa simpatia verso “l’amore tra uomini”, per dirla con Hagakure, a partire dalla storia di Haku e Zabusa. Non dico neanche dell’accidentale bacio tra Naruto e Sasuke, che in fin dei conti poteva restare una semplice gag comica, perché non c’era nulla di rischioso o innovativo nel farlo. Gli shonen sono difatti pieni di queste cose, vuoi perché le situazioni gay tra etero fanno sempre ridere, vuoi per strizzare l’occhio a noi fanatiche fangirl, e queste cose a pieno titolo si chiamano fanservice.

Come per esempio qui…

Shun e Hyoga

… ma anche qui…

ryu-ken-piscina

… o ancora peggio qui (situazione davvero incommentabile)…

dragonball

Raccontare invece la storia di un ragazzo (eh sì, Haku è un ragazzo, benché qualcuno abbia l’omofobia di dubitarne) che riconosce in un uomo la persona più importante della sua vita, che ama e per la quale morirebbe, è un azzardo, specialmente in uno shonen, e se un autore lo fa non è di certo perché già sa che così farà punti presso il pubblico femminile (laddove potrebbe perderne di più presso quello maschile).

Capitolo 33

Capitolo 33

Ma Kishimoto si spinge anche oltre, e crea un parallelismo tra Haku e Zabusa ed i due protagonisti, legandoli a doppio filo: la prima volta con la storia della persona importante, quando Haku intuisce che anche Naruto ha qualcuno di importante per cui lottare, la seconda volta moltissimi capitoli dopo quando è Naruto a dire che “mentre guardavo Haku e Zabusa, mi sentivo come loro” (capitolo 524).

Non si trattava quindi di una storia fine a se stessa, ma una vicenda che diventa in qualche modo cruciale nella trama e come asse portante ha la relazione d’amore tra due uomini.

Ma non è questa l’occasione per approfondire il tema sasunaru-toso e andiamo avanti.

A seguire arriva a ruota Orochimaru, l’incarnazione della frocezza per antonomasia: le battute sul suo conto si sprecano, tra serpenti che escono da ogni parte, rotoli che ingoia per intero, morsi a minorenni, corpi da possedere, esperimenti su giovani guerrieri e bambine incapaci di distinguere se potrebbe trattarsi di uomo o donna.

orochimaru

Ma anche in questo caso Kishimoto riesce a non essere caricaturale, tant’è che Orochimaru resta probabilmente uno dei suoi antagonisti meglio riusciti fino alla fine.

Orochimaru gli serve anche per stabilire un altro parallelismo, stavolta tra lui e Jiraiya da una parte e Naruto e Sasuke dall’altra, quando l’Eremita Pervertito spiega al nostro protagonista che lui si trovò in una situazione simile alla sua, quando dovette confrontarsi con Orochimaru e capire che non c’era verso di riportarlo indietro. Naruto per tutta risposta, ribatte che non ci pensa nemmeno a mollare Sasuke, anche se dovesse vivere come uno stupido.

Poi c’è Sai, che tra il suo abbigliamento “sailor”, le dichiarazioni accidentali di amore e la propensione a fare commenti sul pene altrui, finisce anche, seppure involontariamente, protagonista di un momento (questa volta puro fanservice) assolutamente gay.

sasuke-sai

Ancora una volta l’imputato è Kishimoto ed è chiaro che trattare situazioni omosessuali né lo imbarazza, né lo preoccupa eccessivamente. Non per nulla gli appassionati se ne sono accorti e se cercate “shonen gay moments” su Google, è facile rendersi conto chi è che spopola e non a caso.

Chiaramente non tutte sono gag e bisogna distinguere tra i momenti fatti tanto per ridere, come quello suddetto, oppure l’uccello di Itachi che si ficca nella bocca di Naruto, o un viscido rospo che sempre il protagonista è costretto ad ingoiare e i momenti seri come quello tra Haku e Zabusa, oppure il rapporto tra Kimmaru e Orochimaru o, dulcis in fundo, quello tra Naruto e Sasuke.

Non fraintendetemi, con questo non voglio discutere sul rapporto tra Naruto e Sasuke, ma semplicemente rispondere a quegli innumerevoli che ancora si domandano circa l’opinione che ha Kishimoto dell’omosessualità. Da questi pochi esempi, e gli altri innumerevoli che si possono trovare in tutto il manga, è chiaro che non gli è un tema estraneo e nemmeno lo disprezza.

Di contro c’è sempre chi ci tiene a specificare anche una certa omofobia da parte di Naruto, come se chi fosse gay dovesse accettare a prescindere qualunque advance o ancora peggio situazione “gay”, come se non esistessero “gay repressi” e quelli che per mascherare le proprie tendenze esagerano quelle opposte; dimenticandoci infine, se tanto mi dà tanto, che Naruto d’altro canto non pare manco molto interessato nelle donne (capitolo 150).

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Questo naturalmente non prova nulla, se non che Kishimoto, per quanto riguarda questo aspetto della sessualità, ha fatto molto più della maggior parte dei mangaka autori di shonen, dando largo spazio a caratterizzazione, differenziazione e sfaccettatamento dei propri personaggi.

Quindi Kishimoto è gay? Penso di no. Ha scritto su personaggi gay? Sì. Magari non nella nostra concezione Occidentale di omosessualità (con tutti i relativi conflitti e problematiche), ma sicuramente nel pieno della visione che ne ha la cultura giapponese. A dispetto di quello che pensano taluni ignoranti, per scrivere dell’omosessualità non c’è bisogno di essere omosessuali, esattamente come per difendere i diritti degli animali non bisogna essere un animale, ecco perché sostanzialmente tutta questa dissertazione è tanto effimera quanto perniciosa.

Purtroppo è anche contingente, dal momento che molti appassionati guardano ai gusti sessuali dell’autore per tentare di giustificare talune scelte, piuttosto che altre all’interno del manga. C’è chi dice, per esempio, che Kishimoto abbia deciso di dare a Naruto dei figli, perché egli stesso ne ha avuti; mentre altri affermano che non avrebbe mai potuto scrivere su un rapporto amoroso tra Naruto e Sasuke in quanto egli stesso non è gay, se non altro perché sposato.

Entrambe le parti che affermano queste cose sbagliano: il finale non è stato scelto per questo motivo, perché se era l’amore per i figli che Kishimoto voleva incarnare, di certo non lo avrebbe fatto dipingendo proprio Naruto come un padre assenteista; d’altro canto, che ci piaccia o meno, quella tra Naruto e Sasuke è proprio una storia d’amore, è per scriverla quello che serve non è l’omosessualità ma un minimo di sensibilità.


Naruto in pillole – Capitolo 698

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Naruto riesce a fermare l’attacco omicida di Sasuke, spiaccicandolo come una zanzara sulla parete di roccia antistante. “Ancora e ancora…” borbotta l’Uchiha: “Fa il bravo bambino e lasciati ammazzare!”

Oddio, quando vuoi sei anche spiritoso Sasukkia caro! Detto fatto i due balzano nuovamente l’uno contro l’altro, ultimi poteri rimasti alla mano, per un tragico impatto finale. Una luce tipo il Giga Slave squarcia le tenebre, poi il silenzio.

Naruto e Sasuke si risvegliano, mentre la notte sta per lasciare il posto al giorno e il destino-Kishimoto si prepara per vibrare il colpo finale. Tutto ha preso il suo posto: i due protagonisti giacciono stremati, uno accanto all’altro, la luce rischiara debolmente l’orizzonte e non c’è nessuno che possa disturbarli. Comincia un dialogo da alcova che si svolge più o meno così, con Sasuke particolarmente propenso alle chiacchiere (ma si sa, in certe occasioni ci si lascia proprio andare, gli manca solo una sigaretta): perché ci tieni tanto a me? perché sei mio amico! tu che cosa intendi per amico (già! Naruto! Spiegalo anche a noi, porca-Kaguya!)? non so come spiegartelo (eccoci!), è che quando tu stai male sto male pure io! anch’io, quando tu stai male, sto male! Per questo volevi uccidermi? Sì proprio per questo!

A questo punto se potessero muoversi si sarebbero rimessi in piedi graffiandosi al grido di: ti voglio più bene io!

Per fortuna non possono. Poi sguardi, sospiri, sorrisi come non mai: la luce del nuovo giorno illumina a raso ogni cosa, mentre le loro mani-di-sangue (quella puttana di Hagoromo sarà provvidenzialmente sparita, giusto prima di poter-dover compiere un piccolo miracolo) si congiungono stile Haruka e Michiru, oppure Haku e… Insomma ci siamo capiti.

“Dove siamo?” chiede debolmente Naruto: “E’ forse il paradiso?”

Sì è proprio il paradiso.

Fonte: Naruto 698


Perché non mi hai ucciso allora?!

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Capitolo 306. Sono passati 73 capitoli dal loro ultimo scontro e due anni e mezzo nella storia ufficiale, quando Naruto e Sasuke si incontrano nuovamente. Ci troviamo al covo di Orochimaru, assieme a Naruto c’è tutto il Team Kakashi (conosciuto anche come il Team 7) che però per curiosi motivi non ha né Kakashi, né Sasuke al cui posto c’è Sai. Sasuke osserva immediatamente due cose molto interessanti:

  1. si mostra sorpreso del fatto che sia arrivato anche Naruto
  2. nota che hanno messo come suo “misero” rimpiazzo Sai, il tipo che blaterava qualcosa sul suo legame con l’ex-compagno

Ma su questo torneremo, per ora andiamo avanti. Intanto Sai spiega di intuire il motivo per cui Naruto e Sakura ci tengano così tanto a lui, perché anche lui una volta provava qualcosa di simile (per il fratello-amico) e aggiunge che anche Sasuke dovrebbe capire molto bene che cosa lui stia intendendo. Sasuke fa la faccia di quello che per un attimo ci pensa, ma poi torna subito all’attacco riprendendo il suo solito soliloquio sul rompere i legami che rendono deboli e allontanano dai veri scopi.

Naruto non ne può più di queste chiacchiere futili e sbotta d’un tratto: “Se è questo che chiami spezzare i legami, allora perché non mi hai ucciso allora?!”

E già qui…

Sasuke replica: “Semplicemente non volevo dargli [a Itachi] questa soddisfazione, vedermi ottenere il potere sottostando ai suoi piani”

Naruto: “Che cosa vorresti dire?”

Sasuke: “Non devo spiegarlo a te! Tuttora l’unica cosa che posso dirti è ciò che ti dissi allora: ho deciso di risparmiarti solo per un mio capriccio (questo è decisamente opportuno, Sasuke!)”

307-sasunaru

L’Uchiha fa un balzo e i due si trovano uno affianco all’altro, in una delle più celebri tavole del manga, mentre Sasuke comincia a parlare all’orecchio dell’amico: “… pensaci bene, diventare hokage non era il tuo sogno…? Se hai tempo da perdere in giro a cercarmi, avresti fatto meglio ad allenarti… Non credi… Naruto?”

Piccola pausa d’effetto, per concedere anche a Sakura di commentare con un “Sasuke-kun” e poi riprende: “Ed è per questo, che stavolta… Finirai per perdere la vita… Sempre per un mio capriccio…”

A questo punto Sasuke estrae la katana con la massima lentezza possibile, per la serie: qualcuno mi fermerà prima che io debba infilzarlo come uno spiedino. La lentezza è tale che Naruto ha tutto il tempo di commentare: “Come se qualcuno che non riesce nemmeno a salvare un amico, potrebbe mai diventare hokage! Non lo credi anche tu… Sasuke?”

Sasuke, anziché infilzare Naruto, ha tutto il tempo per sbuffare, sempre per la serie: PRESTO PRESTO, FERMATEMI!

Kishimoto chiude il capitolo osservando: salvare e togliere la vita per un capriccio. Ciò non lascia dubbi, il tempo ha trasformato il cuore dell’amico in ghiaccio.

Capitolo 308. Sasuke muove in posa plastica la katana, dando il tempo all’impotente Sakura di gridare: “Sasuke-kun!!!”

Qualcuno lo fermi su! C’è stato così tanto tempo per farlo! Detto fatto Sai blocca il braccio di Sasuke, mentre stava per infilzare da dietro (sic!) Naruto, tenendolo ancora abbracciato.

Sasuke commenta con ironia: “La tua scelta difensiva è piuttosto corretta!” dando così spazio a Naruto per cercare di liberarsi e allontanando infine il “problema” con un bel chidori. A questo punto sembra uno di quei cattivi che anziché uccidere finché può, tira un pugno abbastanza forte da allontanare l’eroe e permettergli di salvarsi. Sakura attacca, e Sasuke fa per ucciderla mentre in mezzo si mette Yamato che ne busca di santa ragione.

Naruto intanto è a terra, mentre si fa vivo Kurama; “kuku, vuoi che ti aiuto a farlo fuori?”

Segue il Non uccidere Naruto… Finiresti col pentirtene… di cui abbiamo già parlato, e tornati alla normalità ricomincia lo scontro, con Yamato che mette in difficoltà Sasukkia.

Naruto torna a rivolgersi all’ex-amico: “Perché non ci arrivi?! Il tuo corpo sta per essere rubato da Orochimaru da un momento all’altro!!!”

“Se succede, che succeda…” ribatte pacato Sasuke. “Sei ancora il solito bambino, Naruto. Per me la vendetta è tutto, e non mi importa di nient’altro pur di poterla raggiungere. Che sia chiaro: né io né Orochimaru potremmo battere Itachi in questo momento, ma se offrire il mio corpo a Orochimaru servirà a raggiungere il mio scopo, allora può averlo. Può avere la mia vita e anche la mia morte, per questo!”

Poi fa per attaccarli con qualche potente tecnica (probabilmente stava per evocare il serpentello-supremo) quando Orochimaru lo ferma e dice che è l’ora di andarsene. Il gruppetto se ne va via felicemente, lasciando ancora una volta nella più totale e inconsolabile disdetta Naruto, che ha fallito ancora una volta.

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Per molti questo è il capitolo che sancisce la definitiva separazione tra Naruto e Sasuke, con l’inconfutabile prova che il secondo voglia uccidere deliberatamente il primo. Ovviamente sono di parere contrario. Anzitutto, per riprendere la mia ormai ben nota tesi, è curioso come Sasuke sembri stupirsi del fatto che ci sia anche Naruto, che lo stia ancora pensando e cercando, a riprova del fatto che lui aveva completamente frainteso (o semplicemente non inteso affatto) i sentimento del compagno. Poi pare immediatamente avere il bisogno di mettersi in bella mostra, evidenziando che lo avessero rimpiazzato con quel patetico Sai: per la serie, ero meglio io, no? Non che Naruto fosse di parere contrario, anzi, ma l’Uchiha sembra volerlo ribadire anche con il suo successivo attacco, dando prova di tutta la sua forza, probabilmente solo al compagno, del quale si era sentito tutto ad un tratto inferiore (la storia dello scontro in ospedale, per intendersi).

L’attacco stesso che sferra contro Naruto è così ridicolmente lento e studiato (tra l’altro notiamo che combatte con la destra, mentre lui è mancino), che avrebbe fatto ridere se fosse potuto mai andare a segno. Di solito se vuoi uccidere qualcuno a tale distanza, lo infilzi davanti, non muovi certo lentamente e pomposamente la katana alle sue spalle come in un porno.

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In secondo luogo Sasuke balza accanto a Naruto e pare quasi volerlo stuzzicare col suo discorsetto “in privato” sul diventare hokage, come se gli stesse dicendo: “perché sei venuto a cercarmi, c’è qualcosa che forse vorresti dirmi?” E non parliamo nemmeno delle sue frasi da BDSM, dove Naruto “vivrà o morrà per un suo capriccio”, manco fosse una sua proprietà (ti piacerebbe, eh Sasukkia?!).

Naruto, dal canto suo, purtroppo non ha niente di meglio da rispondergli se non che preferisce morire che vivere senza di lui… Perché in sostanza è questo che afferma, benché la forma sia un po’ diversa.

Serve aggiungere altro?

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