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Il ritorno di Sasuke – parte terza

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Se nei precedenti due articoli (qui la prima e la seconda parte) ci chiedevamo se Sasuke fosse tornato per Naruto, o per qualche altro motivo, adesso la risposta pare alquanto chiara: è tornato per Naruto.

Qualcuno potrebbe ribattere fin da subito che l’avvicinamento è dettato solo dalla necessità di sconfiggere assieme un nemico che altrimenti distruggerebbe il mondo intero, ma anche se così fosse (e cercherò di dimostrare il contrario in seguito), ciò implicherebbe che sostanzialmente Sasuke reputi Naruto un suo pari, indispensabile a prescindere (non poca cosa, se ci ricordiamo di quando affermava che lui era decisamente superiore!).

Prima di procedere però, voglio fare una premessa, su un tema a me molto caro: come ne abbiamo già parlato altrove, sono dell’opinione che Sasuke ami veramente Naruto, e che uno dei motivi sottintesi per cui se ne era andato, derivava proprio dal fatto che Naruto non pareva essere capace di ricambiare il medesimo sentimento, ed anzi sembrava innamorato piuttosto di Sakura, riducendo il loro rapporto ad una mera rivalità tra ninja di Konoha (di conseguenza lui che ci stava a fare, ancora lì? Tanto valeva dedicarsi alla vendetta). Questo si vede sia nella crescente (ed immotivata) irritazione che Sasuke mostra nei confronti della ragazza (la famigerata scena nell’ospedale dove getta a terra il piatto che lei gli porge), sia per il generale fastidio che prova nel vedere i due fare coppietta (ricordiamoci che nel momento in cui se ne va, nel cuore della notte, la prima immagine che torna alla sua mente sono Naruto e Sakura assieme, senza di lui) — per inciso, la principale contro-argomentazione portata a questi esempi è che “Sasuke fosse geloso di Sakura”, una stupidaggine se si considera che la fragola-rosa non faceva che sbavargli appresso.

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D’altro canto non me la sentirei di dire che Naruto provi il medesimo sentimento (per quanto vi possa essere), più che altro perché ho la sensazione che neanche il biondino lo abbia mai elaborato del tutto chiaramente, diventandone pienamente cosciente — per lui sta ancora molto bene la scusa del “siamo fratelli”.

Insomma Sasuke è tornato, ancora una volta, per combattere al fianco di Naruto e ha ben chiara l’idea di salvarlo fin da subito, molto prima che si rivelasse il fatto che loro due fossero le incarnazioni dei figli di Hagoromo e quindi l’unica chiave per sconfiggere Kaguya — quando ancora i nemici sembravano solamente Obito e Madara.

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Già in tale contesto Kishimoto ci mostra una perfetta affinità dei due, sia per le capacità sia per gli intenti, tanto che riescono a fondere assieme il proprio chakra in quella specie di Sasu-Naru-zord con cui affrontano Obito. Nello specifico, in quel istante della trama, Sasuke avrebbe potuto benissimo infischiarsene di Naruto e trovare l’appoggio di Orochimaru e degli altri kage e zombi-kage, evitando di proteggerlo ossessivamente fino all’inverosimile, come abbiamo già detto in precedenza. Non che avrebbe dovuto combattere contro o senza di lui, ma poteva cercare di coordinare un’azione di tutto il gruppo — non fosse per altro che dimostrare di avere la stoffa di un leader e tenere fede al suo intento dichiarato di diventare hokage.

Sasuke invece che cosa fa? Si preoccupa solo ed esclusivamente di Naruto, arrivando a spiegarlo candidamente per be due volte, nei capitoli 644 e 680.

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Ma non finisce qui… Se da un canto Naruto torna a dimostrare di tenere in massima considerazione il parere di Sasuke su ogni minima cosa (capitolo 655) — a volte fino al ridicolo — l’Uchiha abbassa subito la cresta, dopo che Naruto si risente del suo atteggiamento nei confronti di Kakashi e Sakura (capitolo 678), cercando quasi di tornare sui propri passi per non scontentarlo eccessivamente: sembra di tornare allo scontro con Gaara nella foresta, dove pur di far fare al biondino ciò che reputava giusto, acconsente anche a compromessi ai quali altrimenti non sarebbe sceso.

Di contro Naruto è sempre il solito idiota che non ha capito nulla, per cui non solo passa il tempo a dire che lo urta prendere ordini da Sasuke, “come se niente fosse successo” (e qui ho tanto la sensazione che è esattamente quello che vorrebbe il nostro protagonista, che tutto torni come era una volta), ma arriva anche a rievocare la scena sul ponte quando l’Uchiha lo salvò, dicendo che in certe situazioni il suo corpo si muove da solo e nello specifico quando si tratta di salvare gli amici.

Qui in particolare sembra che ciascuno dei due cerchi di sottintendere altro:

Naruto, dal canto suo, pare voler provocare Sasuke, per la serie: almeno sei mio amico? Allora mi salvasti, come io salverei degli amici… Dimostrando tutta la sua solita insicurezza e il fatto che non abbia capito un fico secco di come ragioni l’Uchiha (figuriamoci se il suo corpo si sarebbe mosso da solo per Sakura o Kakashi oppure altri…)

Sasuke invece rimane in silenzio, con la faccia di quello che pensa che l’altro non abbia capito un cazzo.

Ad aggiungere ombre sui soliti fraintendimenti tra i due, arriva anche Madara con un’affermazione profetica delle sue, quando Sasukkia cerca di infilzarlo:  “ah beh…  comunque non ti rimane molto tempo…” dice. A che cosa si stava riferendo? Tolto il fatto che probabilmente parlava dell’imminente tsukuyomi infinito, potrebbe anche darsi che si riferisse a qualcosa di collegato all’uso dello sharingan e che potrebbe aver condannato a prescindere il nostro beneamato Uchiha. E’ solo un’ipotesi, ma c’è chi la ritiene più che plausibile, e potrebbe dare un pizzico di dramma al finale (che altrimenti temo essere proprio latte-e-miele).

Infine, come se niente mancasse, ci pensa anche Kishimoto ad aggiungere dell’altro pepe alla faccenda, paragonando i due al Sole e alla Luna — i famigerati figli di Hogoromo.

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Si noti che nella rappresentazione, però, la figura del Sole ha un aspetto maschile, e quella della Luna uno femminile

In particolare, nel mito giapponese, le due entità hanno i generi invertiti rispetto a noi, laddove il Sole è la dea Amaterasu, mentre la Luna è il dio Tsukuyomi, entrambi figli di Izanagi e quindi fratelli (per la gioia di Narutello), ma anche sposati e quindi coniugi (per la gioa di Sasukkia) — dunque se da un canto l’omoerotismo lo abbiamo fatto uscire dalla finestra, a favore della fratellanza, adesso possiamo farlo rientrare dalla porta in nome del matrimonio. A tale proposito tutta l’allegoria non fa che sancire la già ben collaudata mela del Yin-Yang tra i due: maschile (per Naruto) e femminile (per Sasuke), luce e tenebra, destra e sinistra e via discorrendo.

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Manco a farlo apposta, si scopre che infatti Naruto è destro, mentre Sasuke è mancino, nel momento in cui Hagoromo chiede ai due di afferrare il suo bastone (sic!) con la mano dominante.

Insomma, dal capitolo 650 ad oggi il ritorno di Sasuke ha dato il via ad un estrema e capillare riunione dei due eroi (come li ha definiti lo stesso Kishimoto, nel punto della loro morte), quasi rievocando i due fiumi che una volta divisi si incontreranno nuovamente nell’oceano, perché che ci piaccia o meno il legame dei due è tanto indissolubile quanto fatale. Se quindi Naruto non ha fatto altro che rincorrere l’amico-fratello (o dovremmo dire fidanzato?) da quando se ne è andato, Sasuke non è tornato per altri che per lui (e non ha mancato di ribadirlo), come sembra anche sospettare Kakashi, mentre si interroga sul vero motivo della sua riconciliazione, chiedendogli quale fosse realmente il suo sogno (e Sakura che aggiunge: “Tu hai detto di voler diventare hokage, che cosa significa? Che cosa c’è dietro?”).

Per il momento è comunque presto per tirare le conclusioni, ma una cosa è certa: dietro, che ci piaccia o meno, c’è sicuramente Naruto… in tutti i sensi.

Vedi anche: parte prima, parte seconda

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Naruto in pillole – Capitolo 680

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Kaguya ha teletrasportato tutti sul pianeta Mustafar: Sasuke, che fino ad un attimo fa volava nel suo Daitarn-Susanoo, decide di scambiarlo con una semplicissima aquila, che si sa bene che robot e lava non vanno bene assieme, in modo anche da afferrare tra gli artigli il suo caro Naruto, giusto per ristabilire i ruoli. “Perché ti sia chiaro una volta per tutte…” comincia Sasuke “Io ho salvato Kakashi e Sakura soltanto perché erano nei tuoi pressi, quando è partito Matrix…” un modo come un altro per dire, anche a tutti gli appassionati della coppia Sasuke-Sakura, che a lui non gliene sbatte niente di loro e che l’unica persona che conta è Naruto. “Se uno di noi due muore, questo mondo finisce!” chiarifica infine Sasuke, giusto per mettere un po’ di paletti alla sua omosessualità. Certo, ha salvato Naruto solo per salvare il Mondo!

A tutto ciò, con non poca malizia, Naruto replica che in queste occasioni il suo corpo “si muove da solo”, rievocando una certa scena avvenuta ad un certo ponte. Lo sguardo di Sasuke è sufficiente come risposta, per la serie: tu proprio non capisci un cazzo (Jon Snow).

Andiamo oltre: gli zombiekage tornano liberi, Obito viene semi-crocifisso su una roccia, prima che caschi e bruci nella fiamma eterna (ma poi perché? non era morto? Kakashi voleva salvare solo il cadavere? O forse si è appisolato un attimo…), minchia-Minato, come al suo solito, si trova a millemila leghe dagli eventi cruciali (mica scemo, è col fiuto per il pericolo che si diventa hokage), Kaguya, che si è rotta il cespuglio già da un pezzo (ed è arrivata da appena 2 minuti) scaglia su tutti dei paletti-stigmatizzanti, facendo precipitare capre e cavoli, oltre che l’aquila di Sasuke.

Naruto dà l’ennesima prova della sua uber-magnificiente-e-miracolizzante-potenza librandosi in volo e salvando tutti: Sasuke (ne dubitavamo forse?), Kakashi e Sakura (che non ha di meglio da fare che affrangersi per la totale sconsiderazione che sta mostrando l’uomo per cui spasima da una vita), l’uccello di Sasuke…

Vabbe’… Kaguya, che ha fretta di tornare al suo Esercito del Piacere scaglia un uber-attacco contro Naruto, mentre Sasuke le arriva da dietro pronto ad infilzarla (esattamente ciò che lei brama).

Fonte: Naruto 680