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Il diavolo e la signora

Probabilmente uno dei personaggi più comici e bistrattati di tutto Sharingan, ehm scusate, volevo dire Naruto, è la polverosa Hinata-chan ♠. Qualcuno dirà, e non posso biasimarlo, che è un commento da fangirl del SasuNaru, ma non fraintendetemi: come ho già detto altre volte, non ho nulla contro Hinata in se, è solo che proprio Kishimoto sembra non sopportarla e non veder l’ora di farsene ludibrio come meglio può.

Se la cosa non vi convince basti ricordarsi della più grande beffa della storia dei manga, quando Hinata dichiara tutto il suo amore al suo Naruto-kun ♥, finendo poi non solo per morire, ma anche essere completamente ignorata da quest’ultimo. ♠

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Se Kishimoto avesse avuto alcun interesse a sviluppare un intreccio tra i due, allora quella dichiarazione avrebbe meritato di essere sviluppata almeno un po’; invece la cosa si conclude tale e quale e non se ne sente parlare più, senonché il medesimo dialogo viene riutilizzato nell’ennesimo confronto tra Naruto e Sasuke, dove il primo replica pedissequamente il dialogo al secondo (chissà che avrà voluto dire…).

Insomma, cornuta e bastonata… Come si suol dire. Ma torniamo a noi e vediamo di passare in rassegna le ultime perle riguardanti la nostra amata, dopo il capitolo 615 quando per un istante tutti i suoi sogni sembrano sul punto di realizzarsi: Naruto-kun le stringe la mano e condivide con lei il suo chakra… ♥

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… sennonché l’istante dopo comincia a condividerlo con tutti quanti, con tanto di dammi-il-cinque per passarsi il chakra di mano in mano!

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Ma questo non scoraggia Hinata-chan, che finalmente riesce a fare qualcosa di concreto (a parte fare da scudo umano) e respingere l’attacco della manina della borsetta-Juubi. Ovviamente la scena serve per dar sfogo alla solita misoginia kishimotesca, oltre che celebrare il Marty Sue Naruto, infatti:

  • l’unica cosa utile che può fare una donna-inutile avviene grazie al chakra di un uomo
  • Madara si può meravigliare della straordinaria grandezza di Naruto, che è riuscito a rendere forte anche una esile, gracile, uomo-dipendente ed inutile donna, come Hinata-chan (capitolo 616)

Detto questo passano 15 capitoli nei quali Hinata fa sostanzialmente da comparsa che al più borbotta Naruto-kun ♥ e dice ovvietà come “uniamo le nostre forze”.

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Capitolo 632. Hinata ha aspettato abbastanza per poterci deliziare con una battuta delle sue che ha preparato nel frattempo…

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Meno male che ci sei te ad ascoltare Kiba-kun e a rivelarci queste notizie sensazionali! Una vera psicologa!

La scena ha anche un che di tragicomico, con ‘sta disgraziata che si premura di far notare a quello sfigato di Kiba che lei è lì che sta a sentire le scemenze che sta sparando, mentre ha fatto la sua apparizione il Pallade Sasuke, prediletto del destino-Kishimoto.

Capitolo 633. Mentre tutti quanti si danno da fare per distruggere più cloni che possono della borsetta-Juubi, Hinata si lancia all’attacco stile Ken il Guerriero, sganciando drammaticamente ben 64 colpi e abbattendo un solo sub-Juubi.

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Perché l’umiliazione sia ultima e definitiva, il demonio-Kishimoto le fa perfino commentare il suo inutile ed impotente attacco come “il meglio che può fare”. Naturalmente Hinata non si dà per vinta e sancisce che da ora in poi andrà avanti con questa pomposa tecnica, in cui ad uno sforzo sovrumano (ricordiamoci che Sakura ha fatto fuori un’orda di sub-Juubi con un solo pugno) corrisponde un risultato definitivamente mediocre, come lei stessa, d’altronde (ma sempre meglio che restare in disparte!).

Capitolo 638. Hinata ha finalmente occasione di rendersi utile, quando Sakura le chiede se stesse guardando cosa faceva Obito e questa ci conferma che effettivamente egli ha assorbito il chakra di Juubi. Peccato che non ci fosse Naruto-kun ad assistere al suo momento di gloria.

Capitolo 647. Dopo quasi dieci capitoli di assenza, in cui ha fatto poco più che da comparsa, Hinata ha modo di rilanciare l’ennesimo “Naruto-kun”, mentre il suo amato professa i suoi sentimenti nei confronti di Sasuke in mente-visione e conclude che non vuole più avere rimorsi.

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A questo punto mi immagino lei che è lì che pensa: “Che bello Naruto-kun, si ricorda di quello che ha mancato di dire a Sasuke da piccoli, a tutto ciò che avrebbe voluto fare ma non ha fatto, e non vuole più commettere lo stesso errore, si ricorderà anche che gli ho detto che lo amo?! E’ così bello che spero di potergli fare almeno da zerbino!” ♥

Capitolo 649. La prostrazione dell’anti-femminista naruto-dipendente Hinata-chan raggiunge livelli epici, nel momento in cui anche lei, assieme a tutti gli altri concamerati, conclude che “vuole stare al fianco di Naruto-kun” e quindi “deve fare del suo meglio”.

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Paula Lip le fa un baffo a questa qua, che si sente così misera ed inutile da doversi impegnare con tutti i suoi sforzi se vuole meritare un posto accanto al glorioso maschio-alfa Naruto-kun ♥

Capitolo 662. Dopo altri 13 capitoli di assenza riecco un’occasione per Hinata, nonché il momento di svago del destino-Kishimoto. Naruto è a terra, praticamente morto, ma lei non se ne sarebbe manco accorta se Kiba non l’avesse avvertita di guardare nella direzione giusta. E cosa vede? Sakura sopra Naruto, che sta intervenendo per salvarlo. Allora Hinata non ha di meglio da fare che spiccare il volo verso il centro della sua vita, per prestargli soccorso (ma se c’era già Sakura che stava dando il meglio di se! Te che avresti mai potuto fare?!). Il destino-Kishimoto le è purtroppo avverso e la fa inciampare su un sasso.

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Ma una ninja potrà mai inciampare a faccia in terra su un sasso?

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Capitoli 677 e 678. Il sipario cala definitivamente su Hinata-chan, assorbita nello tsukuyomi infinito assieme a tutti gli altri. Le sue ultime parole quali potranno mai essere state? Ma ovviamente Naruto-kun. Ormai se passa una vignetta in cui non lo dice provo quasi sorpresa!

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Naturalmente quale poteva essere il suo mondo ideale se non uno in cui vive con Naruto per sempre? Il tutto mentre gli altri li guardano con amara invidia in disparte.

All’uscita del capitolo 615 moltissimi appassionati della coppia Naruto-Hinata (il famigerato NaruHina) avevano sperato in un avverarsi dei loro sogni, e molti continuano a sperarlo tutt’ora (specialmente quelli che cercano naruto si sposa con hinata 2014) — purtroppo però resto dell’opinione che Kishimoto reputi Hinata un personaggio tanto marginale quanto detestabile, e l’abbia sempre usata solo per costruire e celebrare il personaggio di Naruto, tant’è che lei stessa non sembra avere alcun altro scopo che il nostro amato protagonista e quel che è peggio non è nemmeno in grado di dare una realizzazione ai suoi desideri.

Guardando più in generale tutta la serie, Hinata è arrivata alla fine senza essere riuscita a fare alcunché di concreto per far avverare il suo unico sogno, per quanto banale e pietoso possa essere, fintanto ad arrivare ad inciampare su un sasso pur di non compicciare alcunché di buono. Se questa non è avversità della sorte (Kishimoto) non so che altro possa essere.

Per di più, ma è naturalmente una mia personalissima impressione, non ce la vedrei affatto assieme a Naruto e credo che nemmeno Kishimoto ce la veda. Se proprio dobbiamo trovargli una ragazza probabilmente la più adatta sarebbe Sakura (e se un’accoppiata dev’esserci è questa quella in cui spero) e il NaruHina resta tanto inverosimile quanto il SasuSaku, e improbabile quanto il SasuNaru (ahinoi!).

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Naruto in pillole – Capitolo 654

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Cedo o non cedo? Cedo o non cedo?! Dio-Obito afferra Naruto per il collo e lo strozza come una gallina: “Pensavi davvero che avrei ceduto alle tue stupide tentazioni!?!”

Mentre proseguono i Giochi-Ninja Senza Frontiere (vince la squadra che tira a se più bijuu), si scatena il tornando Masashi, una perturbazione all’insegna del “o ti converti o non ti resta che convertirti”. Dio-Obito è investito da una fitta pioggia di ricordi della sua amata Rin, poi del maestro, poi una sassaiola di nostalgia lo travolge: lui che arrivava tardi agli allenamenti, la squadra sempre ad attendere lui. Rin-jubizzata-Sadako lo distrae con un vampiresco vieni-da-meeee, una frazione di secondo, l’emivita dell’unbinilio, ma sufficiente perché Naruto gli afferri la mano. Obito precipita depauperato di ogni Juubi-potere: “Il buco… cosa riempirà quel buco… volevo solo riempire quel buco!”

Oh Obito, che tenero. Pensavi davvero di resistere al destino-Kishimoto?

Naruto e Sasuke escono dal SasuNaru-zord, Madara e Hashirama sono a prendere un tè ad Altro Luogo, i ninja, i kage e gli zombikage, possono riprendere fiato, dopo uno sforzo da cagatoio per il tiro alla chakra-fune! Faticosi ‘sti giochi, speriamo non siano istituiti a regola il primo maggio, nel culto della personalità di Naru(to)-Sasu(ke).

Il demonio-Kishimoto non manca di tirare affondi ai non-appassionati della sua coppia preferita: Sakura era una parte del Team 7? Lo pensavi davvero fragola-rosa? Povera illusa, eri lì a tirare la fune come Sai, Shikamaru, Kiba, Gaara, Ten-ten, Rock Lee, Choji, Hinata ed altri. Ah sì, anche Hinata era lì, affianco alla fragola-rosa, morta per il suo Naruto-kun ♥ che invece era affiancato da Sasuke. ♠

Fonte: Naruto 654


Aspettando il capitolo 652 – Postmodernismo

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Vedere Naruto e Sasuke combattere assieme, come gaissimi Power Rangers nel loro Megazord, mi dà un’immensa felicità; non lo nego, ma allo stesso tempo sento una profondissima delusione, per questa trama priva di senso, che ad ogni nuovo capitolo rovina tutto quello che c’era stato prima. Tutto. E quel che è peggio, non si potrà mai più tornare indietro. Mai.

Arrivati a questo punto la storia dovrebbe essere all’incirca questa: Naruto era un bambino bistrattato ed incompreso, che oggi è diventato un grande eroe circondato da amici, che egli vuole salvare; Obito era pure come Naruto, bistrattato ed incompreso, ma i suoi amici sono morti o lo hanno tradito e lui ora vuole distruggere il mondo.

Obito che si rivede in Naruto?! Davvero? E' una cosa così fondamentale?

Obito che si rivede in Naruto?! Davvero? E’ una cosa così fondamentale?

Mi viene già da sbadigliare, perché questo parallelismo sta ancora tutto nella testa di Kishimoto. Obito era un ragazzino impacciato e ritardatario, mentre Naruto era un orfano scagato da tutti perché aveva dentro di se il Kyuubi. Tra parentesi: ma visto quanto erano importanti le bestie-codate, è mai possibile che nessuno si cagasse Naruto e semplicemente lo temessero tutti? Non eravamo mica nel Paese di Dolcelandia, ma in un villaggio ninja! Ovviamente questo problema non si poneva, quando i cercoteri erano semplicemente dei “cataclismi naturali”, degli eventi accidentali fuori dal controllo umano, ma nel momento in cui qualcuno ha cominciato a dire che erano importantissime armi, allora viene da chiedersi: ma non sarebbe stato logico allevare ed allenare Naruto, affinché usasse il suo potere al servizio del Villaggio della Foglia, anziché lasciarlo crescere in balia del caso? Comunque torniamo a noi: Naruto non assomiglia per niente ad Obito, perché i suoi problemi derivano dal mondo esterno e non dipendono dalla sua volontà, avere Kyuubi dentro di se non è una scelta di Naruto, è un fatto e basta. Dire che Obito gli assomiglia, perché goffo, impacciato e ritardatario, vuol dire mancare completamente il punto sul personaggio di Naruto. Obito ha una famiglia, degli amici, un clan, ed è quello che è perché sostanzialmente così vuole essere, sulle sue “povere spalle” pesa solamente il fatto di essere un Uchiha imbranato e non degno del loro superbo nome! Eh sì, povero Obito, ci piange proprio il cuore per te.

Poi c’è la storia di Rin, che fa da catalizzatore per l’ira sempiterna di Obito, ma mi fa quasi pena parlarne, per quanto è ridicola e priva di ogni senso. In sintesi: Obito è un ninja, dovrebbe avere affinità con l’idea della morte, Rin è morta, punto! Sono passati quasi vent’anni da allora e qualcuno vuole farci credere che Obito abbia avuto il tempo per scoprire l’inaudito sull’Origine della Vita e non ha mai capito che Rin è morta perché non poteva succedere altrimenti?! In vent’anni?

Obito grida: “gli amici di cui ti fidi tanto un giorno ti tradiranno, come è successo a me!”. Obito, tesoro… In base a quale esperienza lo affermi? Solo per il fatto che non ti sei ingroppato Rin e che Kakashi l’ha uccisa? E’ questa la miriade di amici a cui fai riferimento? Povera mimosa, abbiamo una brutta notizia per te: la vita non è giusta, queste cose succedono e bisogna saperci sopravvivere. Il punto è che se si vuole fare un qualsivoglia parallelo, o si fanno crescere i personaggi in parallelo, oppure il cattivo di turno semplicemente dice “io una volta ero come te, ma scoprirai che delusione” e punto. Basta una frase così, lasciando al lettore immaginarsi il passato dell’arciavversario di turno simile a quello del protagonista.

In secondo luogo un parallelismo già c’era (e fosse stato solo uno) ed era tra Naruto e Sasuke, che appunto erano cresciuti insieme e si erano ritrovati entrambi soli, solo che hanno imboccato due vie diverse! Questo doveva essere lo scontro finale, Sasuke doveva essere quello solo e senza altri amici, mentre Naruto era stato riconosciuto da tutti e riusciva a riportarlo indietro. Capisco che per Kishimoto fosse difficile trasformare Sasuke in un nemico che vuole distruggere il mondo (anche perché poi sarebbe stato difficile riportarlo indietro), ma ancora una volta la questione fondamentale è: c’era bisogno di mettere in ballo il destino del mondo intero? Poteva trattarsi solo di Konoha e la battaglia sarebbe stata ugualmente epica. Gli Achei hanno combattuto solo contro Troia, ma non per questo l’Illiade era meno affascinante; la battaglia di Stalingrado non è meno emozionante, solo perché si combatte in una città e non è in gioco la distruzione della Terra!

Da questo punto di vista ci sarebbe da dire come la “salvezza del mondo intero”, in senso cosmogonico, di solito suscita scarso interesse, essendo una cosa così lontana e priva di esperienza per la maggior parte di noi, da non riuscire a provocare alcun coinvolgimento.

Comunque sia Sasuke è tornato redento (ci ricordiamo almeno da che cosa?), e adesso lui e Naruto, assieme ai suoi millemila amici, stanno per fare il culo a quella vacca di Obito. Ecco allora un altro problema: chi sono questi amici di Naruto? Tolto il fatto che Naruto, per un sacco di tempo, non c’è stato a Konoha, si ha più l’impressione che quelli siano semplici compagni di classe, colleghi molto simpatici, piuttosto che amici. Shikamaru e Naruto si conoscono (per esempio)? Che cosa hanno in comune? Che cosa condividono? Nemmeno Sakura, che è quella più vicina a Naruto, ha in realtà dimostrato di comprenderlo (partendo dalla stupida decisione di assassinare Sasuke) e, quindi, di essere una vera amica. Se rileggiamo il manga a ritroso vediamo una miriade di momenti in cui Naruto è sostanzialmente solo (veramente solo, tipo forever alone), in ricerca di Sasuke, e nessuno sembra comprendere questa cosa. Nessuno, nemmeno quelli che dicono di amarlo tipo Hinata.

Inoltre gli amici di solito ci riconoscono per quello che siamo, non per quello che facciamo. Naruto lo stanno riconoscendo per quello che sta facendo: sta salvando tutti. Questa è una prerogativa di un leader, di un grande condottiero, ma non basta a definire un amico. Dopo questa battaglia Naruto potrà anche fondare la Lega dei Comunisti, ma non sarà diventato più o meno amico di Sakura, Kiba, Shino, Ino, Shikamaru, Choji, Sai, Ten-Ten o Rock Lee e chi più ne ha più ne metta. Da questo punto di vista si ha quasi l’impressione di una puzzolente vendetta, una piccola e mefitica rivalsa sui propri compagni-colleghi che una volta non lo riconoscevano, ma adesso devono riconoscerlo. Per darne riprova Naruto dona loro il proprio chakra, li veste del suo mantello e fa lanciare loro il proprio attacco. Nell’economia della serie questo significa che Naruto avrebbe potuto fare anche tutto da solo, con dei cloni, invece ha detto a loro di rendersi utili, anziché star lì a guardare e non fare nulla, con i loro insulsi poteri. Un po’ come chi organizza una festa dove tutti gli invitati sono pagati per partecipare.

Non sto dicendo che Naruto consapevolmente si stia vendicando, ma che Kishimoto, come narratore, sta facendo sì che accada. Avete visto voi, piccoli e sciocchi omuncoli, avreste dovuto riconoscere il valore di questo ragazzo quando era orfano e solo, non adesso quando chiunque può tesserne le lodi! E da questo punto di vista chi è l’unico che lo ha da sempre riconosciuto? Ma Sasuke ovviamente.

In ogni caso, ritengo che sarebbe stato molto più bello se alla battaglia avessero contribuito tutti, attivamente, ciascuno grazie alle sue doti ed i suoi poteri, tipo in questa serie sconosciuta qui:

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Oppure qui:

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O ancora qui:

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E perfino qui:

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Giusto per citare alcuni esempi. In Slayers Try, nello specifico, vi è una situazione che presenta molte analogie con lo scontro tra Obito e l’Alleanza Ninja. Vargarv (Obito) è incazzato con il mondo e tradisce Armace (Madara) per ottenere il controllo su Dugradigdu (Juubi), con il quale vuole distruggere il mondo vecchio e crearne uno nuovo (Tsukuyomi Infinito). Parentesi chiusa, fatto resta che in tutte queste serie (e in molte altre), la vittoria finale non sarebbe stata possibile senza la partecipazione attiva di tutti, perché ciascuno aveva una qualità, o un potere, che gli altri non avevano; in Naruto invece si sta avendo l’impressione che la vittoria finale sia sostanzialmente possibile solo grazie a Naruto e Sasuke, mentre l’intervento degli altri è così marginale e secondario che i due protagonisti se la sarebbero potuta cavare anche da soli. Va bene che Neji si è sacrificato per salvare Hinata e Naruto, che Hinata lo ha riportato indietro dalle tentazioni di Obito, che Sakura ha curato un po’ di gente (statisticamente parlando ha curato per il 99,9% personaggi inutili) e così via, ma di fondo si tratta di eventi accidentali, senza i quali si sarebbe potuti comunque arrivare alla vittoria.

Ancora un esempio su questo tema: nel primo Harry Potter i tre protagonisti arrivano alla pietra filosofale superando una serie di prove, e lo scontro finale è tra Harry e il professor Raptor. La vittoria però arriva perché sia Ron, che Hermione, hanno giocato un ruolo essenziale sul percorso che porta alla conclusione in tutte le sue fasi. Chiaramente un po’ di sospensione d’incredulità ci deve essere, ma nel suo complesso non si ha mai l’impressione che l’intervento dei coprotagonisti (o degli amici) fosse marginale, quando non inutile.

In Naruto invece che cosa vediamo? C’è un esercito di ninja che se non ci fosse sarebbe uguale, ed una combriccola di amici che al più è riuscita ad abbattere qualche sub-Juubi ed erogare guarigione qua e là. Non si può dire che non fosse utile, ma sa troppo di “ehi, facciamo qualcosa concreto anche noi”, laddove poi Sasuke si porta appresso né più né meno che i 4 zombiekage e Naruto elargisce protezione e chakra a tutti.

Se togliamo Ron o Hermione, sentiamo che Harry si troverebbe in grande difficoltà, non fosse altro che morale (essendo palese il loro rapporto di amicizia). Se togliamo Hinata, non solo Neji non sarebbe morto in uno dei modi più ridicoli nella storia di tutti i manga, ma qualcun’altro avrebbe ridestato Naruto (magari Sakura, Shikamaru, o Ino… visto come si muove la trama) e poi davvero la tentazione era così forte? Se togliamo Sakura, sarebbero intervenuti altri ninja medici (ma davvero lei è l’unica di tutta l’Alleanza?!), non fosse che in ultimo sarebbe intervenuta la stessa Tsunade, recuperata grazie a Sasuke (e rieccoci!). Shikamaru è un tanto acclamato stratega, ma gira e rigira dov’è tutto ‘sto genio? Che cosa gli aveva rivelato il padre? Kishimoto ti ricordi la rivelazione del padre di Shikamaru? La vogliamo recuperare? Di kage e zombikage non ne parliamo nemmeno, essendo diventati, direttamente o indirettamente, dei sottoprodotti della genialità di Lady Sasuke (ricordiamoci come i kage siano morti come mosche difronte a Madara).

Basta, quando finisce?

Basta, quando finisce?

Siamo alla fine? Chi può dirlo? Madara ed Obito erano già stati tagliati una volta in due, per cui più che la morte fisica di Obito, ci sta che questa sia una morte-spirituale, nel senso che ora si redime e tutti combattono contro Madara. Se dopo questo colpetto crepasse veramente, sarebbe da piegarsi in due dalle risate, sia per l’evocazione della sua ridicola spada-DNA (La spada che ha creato il mondo? Ma se gli uomini già c’erano prima del Saggio delle Sei Vie! Kishimoto, di che diamine stai parlando?! Forse sarà la spada che ha forgiato il mondo dei ninja, ma allora non si capisce perché debba avere l’aspetto di una doppia-elica, non essendo generatrice di vita organica, quanto piuttosto un’organizzatrice sociale — una lama molto affilata sarebbe stata di sicuro più idonea), sia perché la sua redenzione passa dal puerile sogno di essere hokage!

Non fraintendetemi, non dico che essere hokage non possa essere una cosa interessante, semplicemente uno come Obito, dopo tutte le esperienze vissute e dopo aver visto quanto sia politicizzato quel ruolo, dovrebbe infischiarsene bellamente (alla fine il 99,97% del tempo lo si passerà ad una scrivania, mica in battaglie epiche). Inoltre diventare hokage per essere riconosciuti da tutti, è come sostenere con Jean Baudrillard che è la televisione che guarda noi, e non il contrario — un’illusione a cui può sottostare un ragazzo di sedici anni, ma non certo un uomo di trenta.

Concludendo in sintesi: Naruto ‘sta combattendo con un’Alleanza Ninja inerme, una guerra che non ha senso (potevano evocare Juubi altrove), contro un nemico infantile, affiancato solo da Sasuke ed una schiera di insignificanti ed incolori concamerati, che da ora in poi lo ameranno ed idolatreranno tutti i giorni come nelle Casse di Sabbia a Faraon.

Potrei cagare dalla felicità.

Serial Mom Pussyface


Naruto in pillole – Capitolo 651

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Il susanoo di Sasuke avvolge il Kurama di chakra di Naruto, esattamente come aveva fatto Madara all’inizio dei tempi contro Hashirama: ma va, chi l’avrebbe mai detto! Mancano ancora tipo 7 minuti e 43 secondi all’attivazione dello Tsukuyomi Infinito e di fronte a Dio-Obito si pongono due alternative: allontanarsi dal campo di battaglia per proteggere l’Albero-Casa-Juubi, oppure scontrarsi direttamente con i nostri protagonisti. Dio-Obito ci pensa… Arduo decidere davvero… Ci pensa intensamente… Poi tira fuori una spada a forma di DNA… La situazione sembra un misto tra i cartoni di Barillé e Crocodile Dundee.

Naruto passa i propri poteri ai suoi inutili compagni, facendo lanciare loro un rasengan a testa, giusto perché siano serviti a qualcosa (visto che usavano i suoi poteri, potevano farlo anche dei cloni insomma)… Tra la moltitudine c’è anche Hinata, che non sa di che morte morire: se dalla gioia di essere usata da Naruto-kun ♥, o dalla disperazione di essere soltanto una compagna marginale, pari a Sakura, Kiba, Shino, Ino (sic!), Shikamaru, Choji, Sai, Ten-Ten e Rock Lee, tutti satelliti di Sasu(ke)-Naru(to).

Kakashi, in tele-visione-stile-Harry-Potter, segue i pensieri di Obito-mort. Tsk! La spada-coltellino-DNA si frantuma contro il machete-susanoo.  Ma noo, Obito, pensavamo tutti che fosse un’ottima idea! Parte una grande luce e Kakashi ed Obito si ritrovano alla King’s Cross Station… solo più pulita.

Obito rivede tutti i suoi sogni: essere hokage, con la faccia maciullata, ma amato da tutti! Ancora 7 minuti e 22 secondi e sarebbe successo! Si chiede perché diamine non abbia usato gli illimitati poteri di Juubi per… chessò lanciare una sfera-nera-della-morte-totale oppure delle travi di legno, oppure alzare uno scudo attorno all’albero, o intralciare in altro modo l’alleanza per ancora qualche minuto… Ma è tutto vero o sta accadendo solo nella sua testa?

Compare Silente: “Certo che sta accadendo dentro la tua testa, Obito! Dovrebbe voler dire che non è vero?”

Tsukuyomi Infinito docet, e intanto Obito viene tagliato a metà, spezzato come un tronky, dall’attacco Sasu(ke)-Naru(to).

Fonte: Naruto 651


Naruto in pillole – Capitolo 632

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Juubi-floreale decide di sparare un colpo cosmico-mortale per liberarsi dalla trappola in cui lo hanno rinchiuso i super-zombie, un po’ come chi cerca di uscire da un sotterraneo usando una bomba atomica. Madara è lì che grida: “che cazzo fai?! mi rovini il fard!!!” ma Juubi se ne sbatte, visto che non c’è più Obito a controllarlo, che credeva alla storia se-spari-ora-Juubi-si-rovina.

A questo punto Hashirama, che non vede l’ora di rivedere il suo amato, prende una decisione che potrebbe decretare la morte di tutti e dunque la fine del manga entro i prossimi due o tre capitoli: “Apriremo dei varchi nella barriera e andremo a combattere dentro!” Dentro?! Scusa Hashirama, ma cosa ti dà la certezza che Juubi non sparerà ancora?

Per fortuna Juubi-floreale non può riutilizzare lo stesso colpo più di una volta al giorno, esattamente come i maghi in D&D, per cui gli tocca dividersi in una miriade di sotto-Juubi per cercare di contrastare l’attacco dei ninja, che tra parentesi finora ha avuto l’efficacia dell’ONU nella risoluzione di una qualsiasi crisi.

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Certamente questi sotto-Juubi saranno potentissimi, visto che sono l’alternativa al raggio-della-morte-totale.

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Ah… Oh… Beh…

Seguono: Sakura che dà di vecchia-racchia a Tsunade-sama (decretando così la sua morte), Kiba che in sordina decide di proclamarsi anche lui candidato-hokage (sperando che Ino gli si butti addosso come su Sasuke), Hinata che dice “Kiba, io ti ascolto!” mentre nessuno la sta a sentire. ♠

Hashirama raggiunge Madara: “Scusa se ti ho fatto aspettare!”

“No… Un clone è troppo noioso” fa Madara tornando a sedersi: “Aspetterò che si faccia avanti quello vero!”

Hashirama, vecchio marpione, tu non ci sei mica entrato dentro quella trappola mortale, ma ci hai mandato i tuoi cloni.

Fonte: Naruto 632


Sono arrivati a Sasuke

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Capitolo 396. E’ finito da poco lo scontro tra Itachi e Sasuke, quest’ultimo si è anche liberato del horcrux-Orochimaru e adesso entrambi giacciono esanimi al suolo. Tobi-Obito si stava divertendo ad intrattenere i nostri eroi, quando compare Zetsu a dirgli che lo scontro tra i fratelli Uchiha è finito e lui decide di smetterla di “giocare con i bambini” e si dilegua. Il gruppo di Naruto parte subito sulle tracce di Sasuke. Kiba dice che i nemici lo hanno raggiunto e quando arrivano sul posto ormai non c’è più nesuno.

A Naruto non resta che chinare il capo sotto una fitta pioggia nell’amarezza del fallimento.