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Aspettando il capitolo 682 – Brutto brutto brutto… da essere bello

Immaginate se in Harry Potter allo scontro finale con Voldemort questi venisse ucciso da Merope Gaunt, che si rivelava come il vero nemico della serie che aveva ordito tutto quanto decenni prima… Ecco Kishimoto ha fatto esattamente lo stesso, ha trasformato in arcinemico di tutti i tempi un personaggio che ha introdotto qualche decina di capitoli fa e che adesso si scopre ha manovrato tutto e tutti a tale proposito.

Maddai, andiamo… Madara si era convinto che Zetsu-nero fosse l’incarnazione della sua coscienza…. perché?

Un giorno Zetsu-nero è venuto lì e gli ha detto: “Ehi ciao! Io sono l’incarnazione della tua coscienza! Io sono te, sono venuto fuori mentre tu dormivi! Mi credi vero?!”

E Madara avrà detto: “Mah, non lo so, non mi ricordo di averti creato, non mi sembra possibile!”

E Zetsu-nero avrà ribattuto: “Dai guardami! Non ho la faccia di uno di cui ci si può fidare?! Potrei mai mentirti!? Io sono te!”

E a quel punto Madara si è convinto che faccia-di-morte era proprio l’incarnazione della sua coscienza — da quel momento uno dei più grandi ninja di tutti i tempi ha agito come un perfetto idiota, lasciandosi manovrare come un burattino senza sospettare alcunché.

Zetsu-nero ha perfino cambiato la lapide che Hagoromo ha lasciato nel tempio Uchiha… Ma poi perché ce l’ha lasciata lì? Se era una cosa così importante perché non dirla a tutti?! E nessuno se ne era accorto?! Come si fa a contraffare una lapide? Forse l’avrà riscritta tutta da zero… chissà…

lapide

 

E poi ha atteso che qualcuno sviluppasse il rinnegan e avviasse il progetto Matrix, una cosa che poteva benissimo non succedere mai. Solo quell’inetto di Madara poteva trovare alettante questa idea e nessun altri: immaginate se un giorno qualcuno vi dicesse di mettere tutti in un sonno eterno e voi di conseguenza resterete soli al mondo.

Chiunque gli avrebbe chiesto qualche spiegazione: perché? Dopo che cosa faccio? E se mi annoio con chi me la fo? Io non voglio finire a mia volta in un sogno eterno… Ecc… Chiunque eccetto Madara; che ha trovato l’idea ottima e brillante.

Eh vabbe’, le cose sono andate così e non ci rimane che dire: ok, va bene, torna tutto… Per lo meno non è tutto frutto del caso, ma di una complicatissima, seppur improbabile, macchinazione a priori. Personalmente la cosa non mi piace molto, come non mi piace molto che Naruto e Sasuke siano l’incarnazione dei figli di Hagoromo, ma per lo meno la battaglia si è di nuovo ridotta ad uno scontro tra pochi personaggi.

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Pochi contro il nuovo nemico, ovvero una pazza squilibrata che vuole creare un esercito di Zetsu-bianchi per non si sa cosa, e che allo stesso tempo ha partorito figli a destra e a manca, alcuni dei quali frutto di una genetica da Prometheus.

Anche qui ne avrei da dire di tutti i colori, ma sorvoliamo pure: con tutti i poteri che si ritrova Kaguya avrebbe potuto farli fuori tutti nell’arco di pochissimi istanti, anziché teletrasportarli in una zona con un vulcano, peggio dei peggiori nemici di James Bond. Già che c’era perché non gettarli in una vasca con uno squalo con in testa un laser per ucciderli?

Ovviamente la motivazione è che lei li vuole riassorbire tutti dentro, ma proprio tutti, perché lei rivuole il suo charka. Ma cosa sarebbe questo chakra? E’ un entità che via via cresce (e che senso avrebbe allora dire che è letteralmente tutto suo, visto che se ne è creato di nuovo) oppure è qualcosa che si incarna in una certa quantità negli esseri viventi (questo spiegherebbe anche perché tutti i super-eroi sono vissuti centinaia di anni prima, quando c’era più chakra a testa)?

In ogni caso meglio non porsi altre domande e restare in attesa delle nuove e sorprendenti rivelazioni che ci riserverà il capitolo 682 di Naruto.

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Aspettando il capitolo 662 – Uber-Madara

Per una volta sono d’accordo con te Madara: il vostro mondo è pieno di inconsistenza ed incongruenze.

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In attesa del capitolo 662 di Naruto torno a battere su un tema a me molto caro: quando in un universo narrativo la morte è un evento marginale, da cui si può tornare indietro, la morte di un protagonista non provoca alcuna tensione narrativa. Questo principalmente perché tutti quanti sappiamo che non è vero: Naruto non può essere morto così, senza neanche un capitolo di dimensione-bianca e confessioni-ultime, e Sasuke certamente non morirà, tre tavole dopo che Hashirama gli ha dato i propri poteri, non fosse per altro che non rendere inutile quell’azione.

Certo G.R.R. Martin potrebbe avere da obiettare, ma noi tutti sappiamo benissimo che non è una cosa da Kishimoto e quindi di nuovo uber-sbadigli.

Kishimoto dice che aveva la trama in testa già da tempo, quindi o ha le idee molto confuse, oppure semplicemente non è vero. Di solito si immagina una storia, si pongono le basi dell’universo che si vuole creare, si decidono i cliché principali e poi la si comincia a raccontare, riservando agli eventi fondamentali avvenimenti straordinari. Qualcuno potrebbe tornare in vita? No, in generale no, ma voglio giocarmi questa carta per la morte dell’amico del protagonista e per nessun altri. Di solito un autore la pensa così e poi comincia a scrivere e può stendere anche un’epopea in ventisette volumi, ma se si attiene a queste poche regole non ci saranno contraddizioni.

Altro esempio a me caro: in Harry Potter muore Sirius Black e noi tutti sappiamo che non ritornerà in vita, che è finita per sempre. Muoiono Silente, Piton ed uno dei gemelli, e noi sappiamo ancora una volta che sarà per sempre, nessuno torna in vita dopo la propria morte e l’unico che lo fa è Voldemort, perché è in sostanza qualcosa contro natura, perché ha dovuto sacrificare la sua anima per poterselo permettere e via discorrendo. Torna in vita anche Harry (ecco il protagonista), ma già ce lo aspettiamo, perché ha la pietra della resurrezione, un artefatto unico (e non perdo neanche tempo ad evidenziare tutta la geniale simbolica dietro questo evento). Certamente non si può dire: ah sì, questa te la sei inventata lì per lì! Allora sì che ci si può commuovere o arrabbiare di fronte a certi avvenimenti, per la serie: oh no, è successo! Vi ricordate Kodomo no Omocha alias Rossana? Lì se succedeva qualcosa di drammatico non si tornava indietro all’acqua di rose e questo accresceva la tensione narrativa.

In Naruto invece, manco a farlo apposta, proprio poco prima dello scontro finale sono tutti tornati in vita, ci manca solo Neji morto-per-sempre per salvare quell’inetta di Hinata (che altra mossa non conosce che fare da scudo umano…). Ci dispiace Neji. Possiamo dunque credere che Naruto o Sasuke siano morti? Ma certo che no.

Non diventerò mai Presidente della Morte, qui!

Non diventerò mai Presidente della Morte, qui!

A questo buco narrativo (e non parliamo di Obito) si aggiunge una continua serie di inconsistenze narrative:

  1. Che fine hanno fatto tutti quanti? Perché non attaccano Madara a raffica senza dargli tregua? Oppure li sta sbalordendo così tanto da lasciarli pietrificati dal piacere?
  2. Perché nessuno fa esplodere a morte la statua-risucchia-bijuu?
  3. Perché Tobirama attacca da solo, come un perfetto coglione, senza creare un diversivo? Senza farsi aiutare da qualcuno?
  4. Perché Sasuke dovrebbe attaccare Madara appiccicandoglisi come un post-it sul culo?  Un attacco a distanza no?

E queste sono solo alcune delle trovate peggiori; per le ultime due ci potrebbe però essere una soluzione. Sasuke e Tobirama si sono messi d’accordo, Tobirama come Sant’Anselmo copre di sputi Madara, mentre Sasuke si fa infilzare di proposito. Sarà un clone o un’illusione? Lo staremo a vedere, l’atto di Tobirama potrebbe aver indebolito Madara, rendendolo vulnerabile ad un attacco “banale”.

Kishimoto fa che sia così, ti prego fa che sia così! Che stiano combattendo come una squadra e non ciascuno per i cazzi suoi.

D’altro canto c’è questo Madara che proprio suscita noia per quanto è potente ed imbattibile. Tolto il fatto che trovo ridicola la guerra tutti-contro-uno, che sostanzialmente è quello che sta avvenendo adesso (manco Voldemort combatteva da solo, ma aveva un esercito dalla sua parte) e che nemmeno  in Dragon Ball avveniva (lì al più era pochi contro uno, quando non pochi contro pochi, come nel caso di Freezer); ma tutta la battaglia sarebbe risultata certamente più interessante se in pericolo non fosse stato il mondo intero (ma di tutte le altre nazioni della Terra nessuno si è accorto di niente?!), e se lo scontro fosse stato tra pochi ninja in un posto qualsiasi, dove in gioco erano le loro vite e al più una sorta di eredità politica. Ve lo immaginate?

Ehi, Madara ha infilzato come uno spiedino Sasuke! Oh no, non ci sono ninja medici, non c’è nessuno ad aiutarli, Naruto è in punto di morte e quelle due o tre persone che li accompagnavano sono allo stremo delle forze! Come se la caveranno?

In questo caso è semplice: Gaara potrebbe portare Naruto da Tsunade o Sakura, che potrebbero sacrificarsi per lui come la vecchia Chiyo; a questo punto perfino Sasuke potrebbe guarirlo con i nuovi poteri di Hashirama, e non parliamo del fatto che gli Uzumaki erano famosi per la loro estrema forza vitale! Alè! Nessun problema insomma.

E Sasuke lo vogliamo nominare? Naaa… Troppo facile dimostrare che non sia morto.

Infine la cosa più stupida in assoluto: Hashirama che passa il proprio chakra a Sasuke! Come-cosa?! A questo punto chiunque può passare il chakra a chiunque? Avendo poi gli edo chakra illimitato, quanto gliene passa a Sasuke? Tutto? Una parte? Una mole? Sasuke potrebbe esplodere?

Basta!!! Troppo chakra!!!

Basta!!! Troppo chakra!!!

A questo punto mi chiedo come mai Orochimaru non avesse continuato ad evocare edo-corpi da cui farsi dare il chakra (anche da vite piccole, che potesse controllare perfettamente), aumentando così all’infinito il proprio. 

Restiamo in soave attesa del capitolo 662.


Aspettando il capitolo 652 – Postmodernismo

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Vedere Naruto e Sasuke combattere assieme, come gaissimi Power Rangers nel loro Megazord, mi dà un’immensa felicità; non lo nego, ma allo stesso tempo sento una profondissima delusione, per questa trama priva di senso, che ad ogni nuovo capitolo rovina tutto quello che c’era stato prima. Tutto. E quel che è peggio, non si potrà mai più tornare indietro. Mai.

Arrivati a questo punto la storia dovrebbe essere all’incirca questa: Naruto era un bambino bistrattato ed incompreso, che oggi è diventato un grande eroe circondato da amici, che egli vuole salvare; Obito era pure come Naruto, bistrattato ed incompreso, ma i suoi amici sono morti o lo hanno tradito e lui ora vuole distruggere il mondo.

Obito che si rivede in Naruto?! Davvero? E' una cosa così fondamentale?

Obito che si rivede in Naruto?! Davvero? E’ una cosa così fondamentale?

Mi viene già da sbadigliare, perché questo parallelismo sta ancora tutto nella testa di Kishimoto. Obito era un ragazzino impacciato e ritardatario, mentre Naruto era un orfano scagato da tutti perché aveva dentro di se il Kyuubi. Tra parentesi: ma visto quanto erano importanti le bestie-codate, è mai possibile che nessuno si cagasse Naruto e semplicemente lo temessero tutti? Non eravamo mica nel Paese di Dolcelandia, ma in un villaggio ninja! Ovviamente questo problema non si poneva, quando i cercoteri erano semplicemente dei “cataclismi naturali”, degli eventi accidentali fuori dal controllo umano, ma nel momento in cui qualcuno ha cominciato a dire che erano importantissime armi, allora viene da chiedersi: ma non sarebbe stato logico allevare ed allenare Naruto, affinché usasse il suo potere al servizio del Villaggio della Foglia, anziché lasciarlo crescere in balia del caso? Comunque torniamo a noi: Naruto non assomiglia per niente ad Obito, perché i suoi problemi derivano dal mondo esterno e non dipendono dalla sua volontà, avere Kyuubi dentro di se non è una scelta di Naruto, è un fatto e basta. Dire che Obito gli assomiglia, perché goffo, impacciato e ritardatario, vuol dire mancare completamente il punto sul personaggio di Naruto. Obito ha una famiglia, degli amici, un clan, ed è quello che è perché sostanzialmente così vuole essere, sulle sue “povere spalle” pesa solamente il fatto di essere un Uchiha imbranato e non degno del loro superbo nome! Eh sì, povero Obito, ci piange proprio il cuore per te.

Poi c’è la storia di Rin, che fa da catalizzatore per l’ira sempiterna di Obito, ma mi fa quasi pena parlarne, per quanto è ridicola e priva di ogni senso. In sintesi: Obito è un ninja, dovrebbe avere affinità con l’idea della morte, Rin è morta, punto! Sono passati quasi vent’anni da allora e qualcuno vuole farci credere che Obito abbia avuto il tempo per scoprire l’inaudito sull’Origine della Vita e non ha mai capito che Rin è morta perché non poteva succedere altrimenti?! In vent’anni?

Obito grida: “gli amici di cui ti fidi tanto un giorno ti tradiranno, come è successo a me!”. Obito, tesoro… In base a quale esperienza lo affermi? Solo per il fatto che non ti sei ingroppato Rin e che Kakashi l’ha uccisa? E’ questa la miriade di amici a cui fai riferimento? Povera mimosa, abbiamo una brutta notizia per te: la vita non è giusta, queste cose succedono e bisogna saperci sopravvivere. Il punto è che se si vuole fare un qualsivoglia parallelo, o si fanno crescere i personaggi in parallelo, oppure il cattivo di turno semplicemente dice “io una volta ero come te, ma scoprirai che delusione” e punto. Basta una frase così, lasciando al lettore immaginarsi il passato dell’arciavversario di turno simile a quello del protagonista.

In secondo luogo un parallelismo già c’era (e fosse stato solo uno) ed era tra Naruto e Sasuke, che appunto erano cresciuti insieme e si erano ritrovati entrambi soli, solo che hanno imboccato due vie diverse! Questo doveva essere lo scontro finale, Sasuke doveva essere quello solo e senza altri amici, mentre Naruto era stato riconosciuto da tutti e riusciva a riportarlo indietro. Capisco che per Kishimoto fosse difficile trasformare Sasuke in un nemico che vuole distruggere il mondo (anche perché poi sarebbe stato difficile riportarlo indietro), ma ancora una volta la questione fondamentale è: c’era bisogno di mettere in ballo il destino del mondo intero? Poteva trattarsi solo di Konoha e la battaglia sarebbe stata ugualmente epica. Gli Achei hanno combattuto solo contro Troia, ma non per questo l’Illiade era meno affascinante; la battaglia di Stalingrado non è meno emozionante, solo perché si combatte in una città e non è in gioco la distruzione della Terra!

Da questo punto di vista ci sarebbe da dire come la “salvezza del mondo intero”, in senso cosmogonico, di solito suscita scarso interesse, essendo una cosa così lontana e priva di esperienza per la maggior parte di noi, da non riuscire a provocare alcun coinvolgimento.

Comunque sia Sasuke è tornato redento (ci ricordiamo almeno da che cosa?), e adesso lui e Naruto, assieme ai suoi millemila amici, stanno per fare il culo a quella vacca di Obito. Ecco allora un altro problema: chi sono questi amici di Naruto? Tolto il fatto che Naruto, per un sacco di tempo, non c’è stato a Konoha, si ha più l’impressione che quelli siano semplici compagni di classe, colleghi molto simpatici, piuttosto che amici. Shikamaru e Naruto si conoscono (per esempio)? Che cosa hanno in comune? Che cosa condividono? Nemmeno Sakura, che è quella più vicina a Naruto, ha in realtà dimostrato di comprenderlo (partendo dalla stupida decisione di assassinare Sasuke) e, quindi, di essere una vera amica. Se rileggiamo il manga a ritroso vediamo una miriade di momenti in cui Naruto è sostanzialmente solo (veramente solo, tipo forever alone), in ricerca di Sasuke, e nessuno sembra comprendere questa cosa. Nessuno, nemmeno quelli che dicono di amarlo tipo Hinata.

Inoltre gli amici di solito ci riconoscono per quello che siamo, non per quello che facciamo. Naruto lo stanno riconoscendo per quello che sta facendo: sta salvando tutti. Questa è una prerogativa di un leader, di un grande condottiero, ma non basta a definire un amico. Dopo questa battaglia Naruto potrà anche fondare la Lega dei Comunisti, ma non sarà diventato più o meno amico di Sakura, Kiba, Shino, Ino, Shikamaru, Choji, Sai, Ten-Ten o Rock Lee e chi più ne ha più ne metta. Da questo punto di vista si ha quasi l’impressione di una puzzolente vendetta, una piccola e mefitica rivalsa sui propri compagni-colleghi che una volta non lo riconoscevano, ma adesso devono riconoscerlo. Per darne riprova Naruto dona loro il proprio chakra, li veste del suo mantello e fa lanciare loro il proprio attacco. Nell’economia della serie questo significa che Naruto avrebbe potuto fare anche tutto da solo, con dei cloni, invece ha detto a loro di rendersi utili, anziché star lì a guardare e non fare nulla, con i loro insulsi poteri. Un po’ come chi organizza una festa dove tutti gli invitati sono pagati per partecipare.

Non sto dicendo che Naruto consapevolmente si stia vendicando, ma che Kishimoto, come narratore, sta facendo sì che accada. Avete visto voi, piccoli e sciocchi omuncoli, avreste dovuto riconoscere il valore di questo ragazzo quando era orfano e solo, non adesso quando chiunque può tesserne le lodi! E da questo punto di vista chi è l’unico che lo ha da sempre riconosciuto? Ma Sasuke ovviamente.

In ogni caso, ritengo che sarebbe stato molto più bello se alla battaglia avessero contribuito tutti, attivamente, ciascuno grazie alle sue doti ed i suoi poteri, tipo in questa serie sconosciuta qui:

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Oppure qui:

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O ancora qui:

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E perfino qui:

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Giusto per citare alcuni esempi. In Slayers Try, nello specifico, vi è una situazione che presenta molte analogie con lo scontro tra Obito e l’Alleanza Ninja. Vargarv (Obito) è incazzato con il mondo e tradisce Armace (Madara) per ottenere il controllo su Dugradigdu (Juubi), con il quale vuole distruggere il mondo vecchio e crearne uno nuovo (Tsukuyomi Infinito). Parentesi chiusa, fatto resta che in tutte queste serie (e in molte altre), la vittoria finale non sarebbe stata possibile senza la partecipazione attiva di tutti, perché ciascuno aveva una qualità, o un potere, che gli altri non avevano; in Naruto invece si sta avendo l’impressione che la vittoria finale sia sostanzialmente possibile solo grazie a Naruto e Sasuke, mentre l’intervento degli altri è così marginale e secondario che i due protagonisti se la sarebbero potuta cavare anche da soli. Va bene che Neji si è sacrificato per salvare Hinata e Naruto, che Hinata lo ha riportato indietro dalle tentazioni di Obito, che Sakura ha curato un po’ di gente (statisticamente parlando ha curato per il 99,9% personaggi inutili) e così via, ma di fondo si tratta di eventi accidentali, senza i quali si sarebbe potuti comunque arrivare alla vittoria.

Ancora un esempio su questo tema: nel primo Harry Potter i tre protagonisti arrivano alla pietra filosofale superando una serie di prove, e lo scontro finale è tra Harry e il professor Raptor. La vittoria però arriva perché sia Ron, che Hermione, hanno giocato un ruolo essenziale sul percorso che porta alla conclusione in tutte le sue fasi. Chiaramente un po’ di sospensione d’incredulità ci deve essere, ma nel suo complesso non si ha mai l’impressione che l’intervento dei coprotagonisti (o degli amici) fosse marginale, quando non inutile.

In Naruto invece che cosa vediamo? C’è un esercito di ninja che se non ci fosse sarebbe uguale, ed una combriccola di amici che al più è riuscita ad abbattere qualche sub-Juubi ed erogare guarigione qua e là. Non si può dire che non fosse utile, ma sa troppo di “ehi, facciamo qualcosa concreto anche noi”, laddove poi Sasuke si porta appresso né più né meno che i 4 zombiekage e Naruto elargisce protezione e chakra a tutti.

Se togliamo Ron o Hermione, sentiamo che Harry si troverebbe in grande difficoltà, non fosse altro che morale (essendo palese il loro rapporto di amicizia). Se togliamo Hinata, non solo Neji non sarebbe morto in uno dei modi più ridicoli nella storia di tutti i manga, ma qualcun’altro avrebbe ridestato Naruto (magari Sakura, Shikamaru, o Ino… visto come si muove la trama) e poi davvero la tentazione era così forte? Se togliamo Sakura, sarebbero intervenuti altri ninja medici (ma davvero lei è l’unica di tutta l’Alleanza?!), non fosse che in ultimo sarebbe intervenuta la stessa Tsunade, recuperata grazie a Sasuke (e rieccoci!). Shikamaru è un tanto acclamato stratega, ma gira e rigira dov’è tutto ‘sto genio? Che cosa gli aveva rivelato il padre? Kishimoto ti ricordi la rivelazione del padre di Shikamaru? La vogliamo recuperare? Di kage e zombikage non ne parliamo nemmeno, essendo diventati, direttamente o indirettamente, dei sottoprodotti della genialità di Lady Sasuke (ricordiamoci come i kage siano morti come mosche difronte a Madara).

Basta, quando finisce?

Basta, quando finisce?

Siamo alla fine? Chi può dirlo? Madara ed Obito erano già stati tagliati una volta in due, per cui più che la morte fisica di Obito, ci sta che questa sia una morte-spirituale, nel senso che ora si redime e tutti combattono contro Madara. Se dopo questo colpetto crepasse veramente, sarebbe da piegarsi in due dalle risate, sia per l’evocazione della sua ridicola spada-DNA (La spada che ha creato il mondo? Ma se gli uomini già c’erano prima del Saggio delle Sei Vie! Kishimoto, di che diamine stai parlando?! Forse sarà la spada che ha forgiato il mondo dei ninja, ma allora non si capisce perché debba avere l’aspetto di una doppia-elica, non essendo generatrice di vita organica, quanto piuttosto un’organizzatrice sociale — una lama molto affilata sarebbe stata di sicuro più idonea), sia perché la sua redenzione passa dal puerile sogno di essere hokage!

Non fraintendetemi, non dico che essere hokage non possa essere una cosa interessante, semplicemente uno come Obito, dopo tutte le esperienze vissute e dopo aver visto quanto sia politicizzato quel ruolo, dovrebbe infischiarsene bellamente (alla fine il 99,97% del tempo lo si passerà ad una scrivania, mica in battaglie epiche). Inoltre diventare hokage per essere riconosciuti da tutti, è come sostenere con Jean Baudrillard che è la televisione che guarda noi, e non il contrario — un’illusione a cui può sottostare un ragazzo di sedici anni, ma non certo un uomo di trenta.

Concludendo in sintesi: Naruto ‘sta combattendo con un’Alleanza Ninja inerme, una guerra che non ha senso (potevano evocare Juubi altrove), contro un nemico infantile, affiancato solo da Sasuke ed una schiera di insignificanti ed incolori concamerati, che da ora in poi lo ameranno ed idolatreranno tutti i giorni come nelle Casse di Sabbia a Faraon.

Potrei cagare dalla felicità.

Serial Mom Pussyface


Naruto in pillole – Capitolo 651

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Il susanoo di Sasuke avvolge il Kurama di chakra di Naruto, esattamente come aveva fatto Madara all’inizio dei tempi contro Hashirama: ma va, chi l’avrebbe mai detto! Mancano ancora tipo 7 minuti e 43 secondi all’attivazione dello Tsukuyomi Infinito e di fronte a Dio-Obito si pongono due alternative: allontanarsi dal campo di battaglia per proteggere l’Albero-Casa-Juubi, oppure scontrarsi direttamente con i nostri protagonisti. Dio-Obito ci pensa… Arduo decidere davvero… Ci pensa intensamente… Poi tira fuori una spada a forma di DNA… La situazione sembra un misto tra i cartoni di Barillé e Crocodile Dundee.

Naruto passa i propri poteri ai suoi inutili compagni, facendo lanciare loro un rasengan a testa, giusto perché siano serviti a qualcosa (visto che usavano i suoi poteri, potevano farlo anche dei cloni insomma)… Tra la moltitudine c’è anche Hinata, che non sa di che morte morire: se dalla gioia di essere usata da Naruto-kun ♥, o dalla disperazione di essere soltanto una compagna marginale, pari a Sakura, Kiba, Shino, Ino (sic!), Shikamaru, Choji, Sai, Ten-Ten e Rock Lee, tutti satelliti di Sasu(ke)-Naru(to).

Kakashi, in tele-visione-stile-Harry-Potter, segue i pensieri di Obito-mort. Tsk! La spada-coltellino-DNA si frantuma contro il machete-susanoo.  Ma noo, Obito, pensavamo tutti che fosse un’ottima idea! Parte una grande luce e Kakashi ed Obito si ritrovano alla King’s Cross Station… solo più pulita.

Obito rivede tutti i suoi sogni: essere hokage, con la faccia maciullata, ma amato da tutti! Ancora 7 minuti e 22 secondi e sarebbe successo! Si chiede perché diamine non abbia usato gli illimitati poteri di Juubi per… chessò lanciare una sfera-nera-della-morte-totale oppure delle travi di legno, oppure alzare uno scudo attorno all’albero, o intralciare in altro modo l’alleanza per ancora qualche minuto… Ma è tutto vero o sta accadendo solo nella sua testa?

Compare Silente: “Certo che sta accadendo dentro la tua testa, Obito! Dovrebbe voler dire che non è vero?”

Tsukuyomi Infinito docet, e intanto Obito viene tagliato a metà, spezzato come un tronky, dall’attacco Sasu(ke)-Naru(to).

Fonte: Naruto 651


Aspettando il capitolo 631 – Questi protagonisti

Aspettando l’uscita del capitolo 631 vorrei soffermarmi sulla seguente riflessione: che cos’è che ci ha fatto appassionare di Naruto?

Chiaramente ciascuno avrà un motivo proprio, ma il grande successo ottenuto dal manga credo che sia dovuto principalmente alla tipicità del protagonista Naruto. Naruto è un po’ come la maggior parte dei protagonisti delle saghe di successo, che in generale partono da un personaggio comune (la ragazza della porta accanto, come avrebbe detto Wes Craven), che si trova in una situazione piena di problemi, sogna di cambiare la propria vita e viene catapultato in una serie di vicissitudini che lo porteranno ad emergere e realizzarsi.

Tanto per portare qualche esempio basti pensare a Harry Potter, che vive con gli insopportabili zii-babbani in un sottoscala e sogna che qualcuno un giorno si ricordi almeno del suo compleanno.

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Marty McFly, che vive con una famiglia allo sfascio, con un padre sfigato e il preside che a scuola gli rimprovera di essere un fannullone, mentre lui spera di sfondare nel mondo della musica.

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A Luke Skywalker, che vive con gli zii e vorrebbe andarsene dal desolato e senza prospettive pianeta Italia-Tatooine.

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A Bastian, che vive da solo con il padre, è perseguitato dai bulli a scuola e rimpiange ancora la memoria della madre.

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A Neo, che non riesce ad arrivare puntuale in ufficio e si sente insoddisfatto della sua vita.

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A Katniss che ha perso il padre e deve occuparsi della madre e della sorella in un mondo di miseria, soprusi ed ingiustizia.

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E chi più ne ha più ne metta. Tutti questi protagonisti ci sono piaciuto sostanzialmente perché li troviamo umani, possiamo empatizzare con loro e riconoscerci (almeno in parte) nei loro problemi, o per lo meno nei loro sogni. E Naruto rientra perfettamente in questa categoria: si sente solo, escluso da tutti, incapace di raggiungere i suoi desideri, ma non si arrende e cerca di cavarsela con le sue sole forze, a dispetto di tutte le avversità (vuoi l’arrivo di Orochimaru, Itachi o altri).

All’inizio il manga aveva come vero protagonista Naruto, lo seguiva ovunque e a volte anche senza il duo Sasuke e Sakura. Potevano passare anche dei capitoli senza che degli altri due si sapesse nulla e questi rientravano in scena non appena Naruto si avvicinava loro, precisamente come accade in tutte le grandi saghe.

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Insomma Naruto era il protagonista indiscusso e soprattutto era un personaggio umanamente comprensibile, per quanto potesse essere immerso in un mondo fantastico, ma i suoi problemi erano quelli che chiunque di noi potrebbe avere (senza entrare nei dettagli specifici). Se soffriva perché era solo era una cosa comprensibile, se voleva indietro un amico (sì uno a caso) era comprensibile, se ci voleva provare con Sakura era comprensibile e via discorrendo.

Adesso prima di andare oltre immaginate una trama con un protagonista di nome Qwerty, che è in realtà un gas incorporeo che interagisce quanticamente con altro gas, esiste da un milione di anni e ha il problema che il decadimento dell’argon rischia di fargli cambiare stato trasformandolo per sempre in un ghiacciolo. Lo trovereste un protagonista familiare?

Da questo punto di vista Kishimoto ha finito col travisare due punti chiave del suo manga: ha cominciato ad introdurre troppi “protagonisti” ed ha mutato in Qwerty la maggior parte di loro, Naruto compreso.

Di esempi a tal proposito ne avremmo a iosa, ma basti considerare il fatto che ha più spessore Itachi che Sasuke, che comunque in ordine di importanza sarebbe dovuto essere un personaggio di primo piano (anche se non protagonista).

D’altro canto la maggior parte delle situazioni e delle emozioni dei personaggi, stanno diventando piuttosto incomprensibili, a cominciare dall’imbambolamento di Naruto di fronte ad Obito, per passare alla lotta tra Hashirama e Madara, ai problemi psicologici di Kakashi ed Obito che francamente lasciano annoiati e basta, allo sterminio del clan da parte di Itachi (mamma, ti devo uccidere perché sei una sporca sovversiva!) e concludere infine con l’arrivo di Minato (di cui speriamo Naruto si sorprenda nel prossimo capitolo).

Su quest’ultimo punto forse è ancora presto per parlare, ma se lo avesse sentito arrivare avrebbe potuto porsi se non altro delle domande prima, oppure porsele adesso, oltre a dover sapere che allora stanno arrivando anche Sasuke e compagnia bella. Anziché dedicare pagine su pagine ai super-colpi di Juubi, Kishimoto avrebbe potuto regalare qualche pagina alle emozioni del protagonista da cui il manga prende nome, se non altro perché non succede tutti i giorni di veder tornare in vita i propri genitori (d’altro canto che volete che sia questo evento di fronte all’imminente fine del cosmo per come lo conosciamo?!).

Ed infine una domanda oziosa: ma ce n’era veramente bisogno? E’ una bella idea che Naruto combatta accanto al padre, ma sarebbe stata ancora migliore se fosse rimasta tale: un’idea e basta, non un fatto concreto. Un fatto che a poco a poco si aggiunge a quella caterva di potenziamenti e situazioni di grazia ricevuta che stanno trasformando il nostro Naruto in un tragicomico Marty Sue della situazione.

Ve lo ricordate quando, dopo tutte quelle peripezie, non passava gli esami per diventare chuunin? E lì si poteva condividere la sua frustrazione, ma allo stesso tempo essere contenti che aveva avuto altre fortune, perché nel mondo (vero o fantastico che sia) non sempre va tutto liscio e a volte si resta pure delusi…


Unisciti a me, Naruto!

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Aspettando il capitolo 616 di Naruto, che uscirà il giorno dell’oca, vorrei soffermarmi ancora su una scenetta amena di cui abbiamo già parlato: Obito che propone a Naruto di venire con lui. Non vi sembra un tema un po’ ritrito? Sorvolando su Darth Vader, che ne ha fatto praticamente un marchio di fabbrica, non sono pochi i cattivi che sentono l’impellente bisogno, a metà di uno scontro, di fare questa proposta idiota. Ve lo ricordate Freezer che lo chiede a Goku? E l’imperatore Ganishka che lo propone a Guts? E Kabuto che lo chiede per ben due volte a Sasuke nel capitolo 581? E Rico col Giudice Dredd? E Voldemort a Harry Potter? E via discorrendo. Elencarli è quasi noioso quanto chiedersi che cosa potesse avere in mente Obito (dovrei dire Kishimoto, ma ormai in testa probabilmente ha poco se è arrivato a questo).

Una volta convertito Naruto che sarebbe successo? Gli avrebbe detto: dai vieni qui accanto a me, su Juubi, che ora come i power rangers con il Megazord facciamo fuori i tuoi amici, io e te insieme: due perfetti sconosciuti. Poi vabbe’, a Obito il nostro protagonista tanto sconosciuto non è, visto che ha passato i mesi a spiarlo in una palla di cristallo, bramandolo.

Ora siccome il dottor Hannibal Lecter ci insegna che si desidera ciò che si guarda, non è che per caso, Obito, più che a Darth Vader volesse assomigliare a Jack nel Titanic?

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Beh speriamo allora che come Jack presto finisca in un abisso oscuro e non se ne parli più, né di lui, né di Madara, né di quella turbo-cosa-deforme che è Juubi, visto che la qualità del manga sta calando a picco come il Titanic.