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Naruto in pillole – Epilogo

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Le tenebre avvinghiano il destino-Kishimoto: l’ultimatum è posto. Finora hai fatto come ti pare, ma adesso bisogna fare cassa, o fai contenti gli appassionati di tutto il mondo o niente tredicesima e l’inverno è alle porte! Il destino-Kishimoto ci pensa, forse un finale frocio non piacerebbe poi così tanto, e poi quei soldi farebbero comodo. Il Calcolatore del Destino ha stabilito il da farsi, le statistiche parlano dure. E’ lì che pensa e rispensa, T. Obirama, il capo editore, ha parlato chiaro e una scure pende sulla sua testa; c’era quel tipo che una volta si ribellò e ora lavora a Guida TV, il destino-Kishimoto non ne ricorda manco il nome. Questo è ciò che succede a chi si oppone al capo Obirama.

La notte è scura, ma dalle tenebre risorge il destino-Kishimoto in preda ad un’illuminazione: come chi decide di dire no al fatidico sì di fronte all’altare, come chi ha fatto una torta nuziale e si piega piano, si caga in mano e poi al posto della ciliegina ci schianta sopra uno stronzo gargantuesco, un minuto prima della festa.

Pronti?

La prima vittima è Sasuke, il tenebroso Sasuke. Prima di tutto con le lacrime agli occhi chiede scusa a Sakura: “Mi dispiace per tutto ciò che ho fatto, mi dispiace di averti detto che sei noiosa, mi dispiace di aver provato ad ucciderti, mi dispiace di aver voluto abbandonarti nella lava, mi spiace di averti trafitto il cuore. Scusa… Non lo facevo davvero… Era perché faceva cool… Scusa… SCUSA. SCUSA SCUSA SCUSA.” E poi con Naruto: “Ora ho capito, noi siamo fratelli…” Il destino-Kishimoto ci medita sopra, Obirama era stato chiaro, limpido come una pozza di piscio, per cui lo sottolinea FRATELLI, FRATELLI, FRATELLI, FRATELLI! Fratelli nella fede. Ora però se ne deve andare, deve andare a conoscere il mondo con i suoi occhi, perché finora lo ha visto con quelli del destino-Kishimoto, che però ha trovato la via della salvezza. E Sasuke se ne va, da solo, in un viaggio in giro per il mondo!

Ecco fatto, fragola-rosa, ora tocca a te. Anzitutto pianti, lacrime, commozione. Poi come una moglie-bambina guarda Sasuke piena di speranza: ora arriverà un bacio! Almeno un bacio! Il destino-Kishimoto però è implacabile: Sasuke la ringrazia, si accomiata, la tratta come una sorellina piccola. GRAZIE. GRAZIE e ovviamente SCUSA SCUSA e ri-SCUSA. Sakura se ne rimane lì, impotente ed inutile, mentre il futuro la investe come un camion di sterco: partorirai i suoi figli nel dolore, gli pulirai la casa, lo aspetterai in eterno, starai muta, ti ingraviderà come i montenegrini nel medioevo con un velo nero sulla faccia e non proverai alcun piacere. In tua figlia vedrai ogni giorno ed ogni notte l’unica donna che lo abbia veramente capito. Il destino-Kishimoto ha parlato.

Chi ci rimane? Ah sì, quel vuoto pneumatico di Hinata-chan ♠. Il destino-Kishimoto ne ha pure per lei: almeno Sakura si prende un buffetto in fronte, a lei invece spetta poco più di una funerea camminata accanto al suo amato, in una depressione peggio che i deportati ad Auschwitz. Povera stolta, davvero pensavi che avrei sopportato di disegnarti assieme a Naruto? Il destino-Kishimoto se la ride tipo il professor Tomoe. A te toccherà il pensionamento, passeggerai per le tombe giorno e notte, nella più totale inutilità, come sempre è stato e sempre sarà.

E’ finita? No, il destino-Kishimoto quando si muove si muove sul serio: la terra deve tremare. Volevate un finale dolce? Lo avrete dolcerrimo. Sai si mette con Ino, che probabilmente ha comprato un dildo per compiacerlo; a Shikamaru tocca la ragazza-coi-capelli-irsuti che deve aver partorito anche una figlia con un negro a sua insaputa; la perversa-Anko è diventata una cicciona piena di rotoli; Rock Lee si è moltiplicato per partenogenesi generando un suo clone, con le stesse manie e fissazioni; Kakashi e Gai finiscono all’ospizio, a giocare a briscola finché non arriverà il Tristo Mietitore.

Il destino-Kishimoto si ferma a riflettere per un secondo: è tutto? Ah sì, Naruto! Per non condividere nulla con la polverosa Hinata ha fatto un figlio identico a se stesso, mentre lei si tiene quella figlia che ne è una brutta-fotocopia. Insomma, se proprio bisogna sposarsi è bene fare una netta separazione dei beni. Tant’è che il byakugan è così debole da essere recessivo persino sugli occhi azzurri.

E se Sasuke è via, in lande desolate, a fare il padre-padrone assente, a te, nostra dolce e adoratissima Hinata, toccherà un marito-in-carriera che avrà ben altro a cui pensare e quindi Naruto viene eletto finalmente hokage.

Così parlò il destino-Kishimoto, tanto è fatto, ora e per sempre.

Fonte: Naruto 699 e 700

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Dogma SasuNaru

Il manga sta per concludersi e a breve tutto quello che si sarà dovuto dire sarà detto e tutto quello che non si dirà non si potrà dire mai più. Come si concluderà è difficile a dirsi, sta tutto nelle mani di Kishimoto e, come la Rowling insegna, bastano 19 anni dopo per seminare morte e distruzione tra le aspettative degli appassionati. In queste aspettative, nello specifico, ricadono anche quelle dei sostenitori della famigerata coppia Naruto e Sasuke, il SasuNaru per chi non lo avesse capito, che secondo molti non è altro che masturbazione mentale senza alcuna ragione di esistere.

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Le principali argomentazioni contro questa ipotesi sono che si sta parlando di uno shonen e che in generale c’è un grandissimo fraintendimento su un tema molto più semplice e molto meno compromettente: l’amicizia. Allo stesso tempo al SasuNaru si affianca un fottio di accoppiamenti che vanno dai più canonici SasuSaku, NaruHina e NaruSaku, ai bizzarri e fantasiosi ItaSasu, SaiNaru, ChiyoTsunade, ecc. Lo so può sembrare una stronzata, ma la fantasia degli appassionati davvero non ha limiti.

Ebbene, fin qui niente di nuovo sotto il sole: da quando il mondo è mondo i lettori hanno fantasticato sui propri beniamini e, inevitabilmente, sulle loro affinità sessuali. Non starò ad annoiarvi con infiniti esempi che potrete trovare prendendo qualsiasi manga (visto che di manga stiamo parlando), ma anche libro, film e quant’altro. Naruto stesso ne è, senza ombra di dubbio, un ottimo esempio.

Il NaruHina e il SasuSaku, tanto per fare un esempio cruciale, si basano su fondamenta così vaghe e fragili, da essere attribuibili alla mera fantasia dei lettori e poco più. Con queste definizioni di coppia ovviamente non intendo il concetto del a lei piace, ma lui la ignora, quanto invece il fatto che la coppia possa, un giorno, convolare alla piena attuazione. Attuazione che per esempio non solo sembra improbabile per Sasuke e Sakura, ma è stata anche definitivamente ed irrimediabilmente affondata dal destino-Kishimoto, e ora giace, lode a Kaguya, in fondo agli abissi assieme a Jack e al Cuore dell’Oceano. Il NaruHina non se la sta passando molto meglio, né mai lo ha fatto, ma ovviamente l’ultima parola spetta solo all’autore per cui non mi esprimerò ulteriormente in merito.

E proprio seguendo la penna dell’autore arriviamo finalmente al SasuNaru. Da un canto la coppia è stata ufficializzata dal Konoha Gakuen Den, sebbene in un universo parallelo, per cui se non fosse per altro che per questo, avrebbe senso di parlarne; in secondo luogo tutto Naruto non è altro che un’opera di fantasia, non certo una cronaca d’epoca, e tutti gli eventi, i sentimenti ed anche le relazioni, sono partorite dalla mente e dalla mano del nostro caro Kishimoto. Da questo punto di vista è quindi essenziale considerare gli intenti dell’autore e la simbologia che si cela dietro certi eventi, che in caso contrario potrebbero essere tanto fortuiti quanto insignificanti.

Ciò a cui mi riferisco trova il suo miglior esempio in Haku, e in tutta la vicenda dello scontro con Zabusa. Per chi avesse la memoria corta (ma la lingua lunga) ripercorriamo la sequenza degli eventi, magistralmente proposta dall’autore: Naruto e Haku si incontrano nel boschetto (il protagonista lo scambia per una ragazza) e quest’ultimo gli chiede se per caso si stia allenando per provare qualcosa a qualcuno, o se più in generale ci sia, nella sua vita, qualcuno di importante per lui. Mentre Naruto balbetta nella più completa indecisione, Haku se ne va e il suo posto viene provvidenzialmente preso da Sasuke. Seguiranno poco dopo le parti de il mio corpo si è mosso da solo e Naruto che tira fuori il meglio di se per vendicare Sasuke.

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A mio avviso questo è anche il momento in cui nasce l’idea del SasuNaru, o almeno per me prende concretamente forma. Non fraintendetemi: non me ne sbatte niente se sarà Sasuke a stare sopra e Naruto sotto o viceversa, non sto a fare il tifo per il SasuNaru piuttosto che per il NaruSasu, né me ne importa un fico secco di quella miriade di manga yaoi che li ritraggono assieme. Quello che invece mi interessa è proprio che cosa Kishimoto ha da raccontare in merito, perché il primo accostamento lo ha fatto proprio lui: la storia della persona importante non viene da Gaara, o da Rock Lee o Shikamaru, ma proprio da Haku, che in questa persona riconosce Zabusa. Il fatto che l’autore abbia scelto una coppia di uomini da cui far partire questo confronto per me non è una mera coincidenza.

Non è una coincidenza nemmeno che Naruto abbia ignorato completamente la dichiarazione di Hinata, ed anzi l’abbia riproposta pedissequamente a Sasuke, che Sasuke, all’arrivo di Itachi, non abbia pensato prima al fratello, bensì al pericolo per l’amico, che Naruto si sia fatto venire un’attacco di panico al pensiero che volessero uccidere Sasuke, che lo pensasse sotto le stelle, che fosse l’ispirazione di tutta la sua vita e via discorrendo.

Agli indizi del manga si aggiungono ovviamente anche spunti dall’anime e dal merchandasing in generale (per quanto per me abbiano una rilevanza minore, non essendo prodotti diretti dell’autore), cominciando dal più clamoroso di tutti tra le pagine di un calendario.

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Oppure situazioni indimenticabili dei filler dove una loro caduta viene coronata da un cuore d’acqua a seguito dell’ennesimo bacio.

Per tutti questi motivi io ho la convinzione che per Kishimoto stesso la loro relazione non si esaurisca nella mera amicizia e che egli medesimo abbia voluto cercare di dirci qualcosa di più. Molti dicono ingenuamente che questo è un modo banale di vedere una straordinaria amicizia, ma a queste critiche non posso che rispondere considerando che se questa è un’amicizia che cosa dovrebbe essere l’amore? Chiaramente, come anche altri hanno evidenziato, se si stesse parlando di un uomo ed una donna, allora diventerebbe tutto quanto lapalissiano e nessuno avrebbe alcun dubbio.

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Inutile ribadire come non sopporti sentir dire cavolate come Naruto manga omosessuale, perché né lo considero tale, né potrebbe mai esserlo, nemmeno se Naruto e Sasuke si baciassero in bocca nell’ultimo capitolo (tanto poi lo hanno già fatto all’inizio), perché evidentemente a Kishimoto non gliene sbatta nulla di raccontare una storia sull’omosessualità (sulle sue difficoltà nella società, l’identificazione personale, il riconoscimento, e bla bla bla), ma gli interessi semplicemente raccontare una storia d’amore, fuori dagli schermi per la nostra modernità occidentale, ma per niente estranea alla cultura giapponese dei samurai.

Detto tutto questo non ci resta che vedere come andrà a finire, e soprattutto che cosa vorrà dirci Kishimoto in conclusione, perché anche un niente di detto potrebbe avere un suo significato. D’altro canto io ho sempre ben presente che l’autore purtroppo non sia mai del tutto libero, perché dal suo lavoro dipendono anche i lauti introiti di altri, specialmente perché l’anime è lungi dal concludersi. Se porterà fino in fondo questa storia, di cui ha gettato le basi in quasi settecento capitoli di manga, per me resterà una delle opera più memorabili di sempre, seppur con tutti i suoi numerosi difetti; in caso contrario pace, semplicemente non ci sarà niente di nuovo all’orizzonte.