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Chi giace nella mia coppia?

C’era chi sempre diceva “Naruto non è un manga di coppiette!” è uno shonen e siete voi fangirl a perderci il capo appresso, e sotto sotto pure io lo credevo, ma poi com’è andata a finire? Nelle coppiette! Ecchekaguya!

Dico coppiette perché dal tragico capitolo 700 in poi tutto il merchandising di Naruto non ha fatto altro che vomitare sugli appassionati situazioni di coppia, che non solo fino a quel preciso momento non c’erano mai state, ma che non avevano, e nemmeno ora hanno, motivo di esistere. So che già a sentire queste parole a qualcuno si staranno rizzando i capelli in testa, ma che ci piaccia o meno questo è un dato di fatto. Comunque procediamo con ordine.

Sorvolo sul SasuNaru, sarebbe fin troppo ovvio parlarne, e partiamo subito con l’unica altra coppia veramente canonica di tutta la serie: Naruto e Sakura (o NaruSaku per gli amici).

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Naruto e Sakura sarebbero dovuti finire insieme perché sì, perché è uno shonen e nel modo più ovvio, banale e scontato, sarebbero diventati una coppia alla fine dei fatti: loro erano i Ranma e Akane della situazione, oppure Kaneda e Kay, se vogliamo citare un manga caro a Kishimoto.

Per restare sul parallelismo, anche Akane all’inizio ama il dottor Tofu, esattamente come Sakura è infatuata di Sasuke, ed in entrambi i casi si tratta di un amore infantile, che nel caso di Akane passa e che sarebbe dovuto (e potuto) passare anche per Sakura. Kaneda d’altro canto è spiccicato a Naruto, gli piace Kay, una ragazza manesca ed indipendente che non lo ricambia granché, ed è preoccupato a correre appresso a Tetsuo, esattamente come Naruto corre appresso a Sasuke (eccetto il fatto che Kaneda non pensa a Tetsuo sotto le stelle, non dice che morirà con lui piuttosto che vivere senza, che ha ispirato tutta la sua vita, che avrebbe voluto parlargli prima, che è più figo di altri, che sono davvero compatibili e non si sono nemmeno baciati).

In poche parole il NaruSaku era destino che avvenisse, se nient’altro poteva accadere, soprattutto perché comunque Naruto fin da subito non ha fatto altro che bombardarci col fatto che gli piacesse Sakura.

Capitolo 3 - L'unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c'è Naruto

Capitolo 3 – L’unico momento in cui Sasuke arrossisce per Sakura, è perché in realtà nelle sue vesti c’è Naruto

Facendo finta che tutti gli indizi e le elucubrazioni SasuNaru fossero travisati e si trattasse solo di amicizia, ufficialmente Naruto ha sempre detto: io amo Sakura, riporterò Sasuke indietro per lei, perché come lei ha combattuto per l’amore di Sasuke, io voglio combattere per il suo e certamente niente mi farebbe più felice se lei un giorno mi accettasse!

Se pensate che questa sia una mia sintesi da hater NaruHina o SasuSaku, che passando dal NaruSaku vuole celebrare il SasuNaru (che mente contorta avrei), sappiate che sono le testuali parole pronunciate da Naruto nell’episodio 235 di Shippuden.

Si tratta di un filler certo, e un tale livello di espressività non è mai stato raggiunto nel manga, ma se tanto mi dà tanto non è certo peggio o meno ufficiale di una merda-totale come The Last.

Ultimo, ma non meno importante, vi è il fatto che Naruto e Sakura avevano avuto modo di crescere insieme, di conoscersi a vicenda, di arrivare a capire i segreti desideri l’un dell’altra e alla fine dei fatti, nonostante a noi altri sarebbe toccato ingoiare un rospo amaro, l’accoppiata avrebbe avuto pienamente senso e in qualche modo sarebbe stata anche giusta. Per Naruto sarebbe stata una vittoria sentimentale (d’altronde è lui il protagonista), la riprova che se si vuole riuscire in qualcosa ce la si può fare, e per Sakura il sinonimo di una maturazione interiore e di aver trovato una persona che la ama veramente e non il cordoglio della realizzazione di una fantasia-erotica infantile (fatta più per dispetto ad Ino che altro).

Ahnoi nemmeno questa coppia c’è stata… Per quanto ovvia, banale, scontata e naturale fosse.

Adesso prima di proseguire vorrei che vi figuraste in testa questa immagine: alla fine della serie Ranma si mette con Shampoo e Akane con Kuno.

Naruto e Hinata insieme, oltre ad essere la più insulsa, becera e deficiente coppia pensabile, stanno l’uno all’altra esattamente come Ranma sta a Shampoo. Lei dice di amarlo, ha deciso di proclamarlo autoreferenzialmente il suo marito e fa di tutto per dimostrargli il suo amore, ma Ranma non la considera. L’unica differenza sostanziale è che Shampoo, nonostante tutto ciò, lo fa con dignità e per nemmeno un momento si prostrae ai piedi di Ranma come uno zerbino uomo-dipendente. A differenza di Hinata, Shampoo è potenzialmente in grado di raggiungere il suo obiettivo.

Hinata invece passa 699 capitoli nell’angolo, poi misteriosamente diventa la moglie di Naruto, cosa che gli autori spiegano con un lungo, mortalmente noioso, film shojo: e cos’è successo che Naruto si è innamorato della timida e naruto-dipendente anti-femminista Hinata-chan ♠? Un genjutsu! Che altro poteva farli innamorare?!

Mi prendi per il culo?

Mi prendi per il culo?

Quando l’ho visto non ci potevo credere. E tutti gli appassionati della coppia ad esaltarsi dalla gioia! Ma di che vi esaltate? Questi due si sono messi insieme poco ci manca per un filtro d’amore, con Naruto che praticamente fino a quel momento non aveva nemmeno la premura di accompagnarla a casa e poi dopo “l’incantesimo” si trovano nella destinazione romantica per antonomasia e sorpresa delle sorprese si innamorano.

Come se niente mancasse tutti i topoi romantici tra i due vengono ispirati da scene tra Naruto e Sasuke, il che è davvero tutto un dire, mentre se ne aggiungono altre idealmente incomprensibili, tipo Naruto e Hinata che da bambini corrono insieme. Che ci sta a significare ‘sta metafora? Naruto al più correva appresso a Sakura, se non a Sasuke.

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Ovviamente il significato è che dopo la magia del genjutsu Naruto sente come se Hinata fosse in realtà stata sempre lì con lui, a colmare la sua solitudine… Lui ha capito che lei lo ama e per questo ora ama lei. Alè!

Ma la vicenda non si conclude col film. Va bene, a me ha fatto schifo, però alla fine Naruto e Hinata si baciano e potrebbero vivere felici e contenti per sempre. E’ il finale da 19 anni dopo che tutti temevamo, ma quello abbiamo e quello ci dobbiamo tenere.

Il destino-Kishimoto però è di parare contrario, così tra il capitolo 700 e tutta quella sconclusionata parte di Gaiden, dipinge i due nel modo più tragicomico possibile: anzitutto Naruto è diventato l’hokage-della-pace più impegnato del mondo. E’ così impegnato a lavorare che non ha nemmeno tempo di andare a casa, ma mangia roba preconfezionata e beve sakè.

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Ma che ha da fare se regna la pace suprema? Quell’ignavo di Sarutobi aveva ben altre grane, ma poteva comunque aggirarsi per il villaggio appresso all’orfano Naruto o spiarlo nella sua palla di cristallo. Hinata invece deve usare la palla di cristallo per vedere il marito, così come anche il figlio Boruto al quale il padre delega un “misero clone”. Perché? Perché in ufficio ci sono delle cose importantissime da fare. Poi però arriva il falco di Sasuke con una notizia di poca importanza e Naruto lascia tutto ad un clone e corre da lui. La fretta è tanta e tale che non ha manco tempo di aspettare il figlio che gli sta portando il pranzo.

E meno male che Naruto era un orfano che sognava sempre di avere una famiglia; adesso che ce l’ha non ha tempo di occuparsene, perché la sua famiglia è il Villaggio di Konoha. Ah allora, scusa. Felici ma trimoni.

E infine arriviamo alla mia coppia preferita in assoluto: Sasuke e Sakura insieme.

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Dopo averle detto che è noiosa a ripetizione, dopo averla abbandonata alle cure di un cane, averla aggredita verbalmente, abbandonata sul ciglio della strada, ignorata e cercato di uccidere più e più volte, dopo aver chiarito che non ha mai provato niente per lei e che nemmeno capiva che cosa lei provasse per lui, dopo essere stato sul punto di lasciarla alla morte accidentale nella più totale incuria e infine averle trafitto il cuore: Sasuke sposa Sakura.

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Questo è uno di quei momenti di serendipità della vita in cui capite che in realtà non avete capito un cazzo. L’uomo lo si conquista così, come ha fatto Sakura, che praticamente dal primo all’ultimissimo capitolo ha tramato, manipolato ed agito perché Sasuke diventasse suo. Il suo tessssoro… Prima di tutto è riuscita ad infilarsi nel Team 7 a dispetto di Ino, poi ha sfruttato l’amore che aveva per lei Naruto per fargli trovare il suo Sasuke, e infine è riuscita a farsi ingravidare da lui e costringerlo a sposarla (ok, quest’ultima parte l’ho aggiunta io).

Anche qui ovviamente tutti a gioire! Ma di che? Kishimoto ci mette lo zampino e ci fa capire che Sasuke non è tornato a casa dal giorno in cui è nata Sarada: né per un compleanno, né per una festa, mai… Mai…. MAI! Capito?!? E poi ci si meraviglia se a nominare il marito a Sakura saltino i nervi e con un pugno distrugga la casa che ha dovuto pagare lei da sola, con un pesantissimo mutuo… Manco le manda i soldi. Ma che senso ha questa trama?

In 10 anni neanche una visita?

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Una nemica del popolo succhiava il cervello a Sasuke a forza di scopate

Affinché la cosa raggiunga livelli di spazzatura Wall-e tutta la storiella di Gaiden verte sull’improbabile fatto che Sarada sia la figlia di Karin, in modo da coinvolgere il lettore fino all’ultimo capitolo, dove si scopre che non era così e Sasuke, oltre ad andarsene senza manco un bacio alla moglie, spiega alla figlia che l’amore che unisce i suoi genitori è lei.

Come-cosa?! I figli sarebbero la prova dell’amore tra i genitori? Come se non potessero nascere da relazioni accidentali, da stupri o situazioni di non-amore. Da questo punto di vista, almeno Naruto e Hinata hanno avuto insieme qualche momento da vera coppia. Tra Sasuke e Sakura invece niente, dopo 10 anni di assenza riescono giusto giusto a farsi una foto con la figlia.

“Mamma, tu ti baciavi con papà?” fa la figliola, e Sakura ha bisogno di rifletterci sopra e concludere che hanno fatto di meglio! Immagino il sesso… Senza baci però, perché a Sasuke piace farlo in modo rude. Arrivati a questo punto la discarica implora che si smetta di gettare altra nettezza, mentre Sakura sintetizza la somma dell’amore, che le ha insegnato Sasuke, nel colpetto in fronte che Itachi dava al fratellino. Cioè Sasuke è talmente incapace di amare Sakura che deve scopiazzare un gesto affettuoso di suo fratello? Viene quasi il sospetto che si sia messo con lei solo per ridare vita al suo clan…

Certo, c’è chi dice che è un gesto denso di significati, ma ora immaginatevi di uscire con un ragazzo e al momento topico del bacio lui vi fa: “no ferma, facciamo ambarbàcicìcocò, come facevo con la mamma!”

Comunque sia, per tornare al parallelismo di prima, è come se aveste visto Akane mettersi con Kuno. Akane ha sempre detestato Kuno e glielo ha fatto capire in millemila modi possibili; Kuno dal suo canto desiderava avere al suo fianco la bella-della-scuola, senza conoscere realmente niente di lei e senza essere concretamente innamorato — amava il fatto di amarla.

Sakura, che piaccia o meno, in 700 capitoli di manga non ha mai dimostrato di capire Sasuke, tant’è che perfino in quella mielosa sviolinata del 699 non lo comprende e gli propone di venire con lui, mentre Naruto, che invece lo capisce perfettamente, intuisce che non vuole nessuno al suo fianco in quel momento. Così tutti i suoi propositi di superarsi, diventando la discepola di Tsunade, si volatilizzano in un istante, nel momento in cui frigna di nuovo e senza successo di fronte a Sasuke, come una pulzella pene-dipendente che non vuole altro che l’amore-totale della sua vita: perché lo voglia, a parte fare un dispetto ad Ino, non ci è dato saperlo.

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Aspettando il capitolo 653 – Le bestiearmi

Una volta apparve un demone volpe con nove code. Le sue potenti code potevano distruggere le montagne e causare Tsunami. Per combattere il demone la gente radunò tutti i ninja del villaggio. Uno coraggioso shinobi riuscì a sigillare il demone, ma al caro prezzo della sua stessa vita. Quello shinobi era chiamato il Quarto Hokage.

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Con queste parole Kishimoto introduce il manga, facendo intendere a tutti quanti che il Kyuubi fosse un demone, una specie di cataclisma naturale che si manifestava di tanto in tanto e, fuori dal controllo umano, arrecava morte e devastazione. Finché un bel giorno il Quarto Hokage non riuscì a salvare il proprio villaggio, intrappolando il mostro dentro al neonato figliolo al costo della propria vita.

Se Kishimoto avesse proseguito su questa via, si sarebbe potuto ritenere plausibile che gli abitanti di Konoha, anche ai più alti vertici, ignorassero la potenza e l’importanza insita nei bijuu, gettando così anche le premesse per una sorta di critica sociale (se vogliamo alzarla a questi livelli), dove l’ignoto genera paura, e questa paura non solo genera dolore (tramite la discriminazione, per esempio), ma anche nuove stragi derivate non tanto da quello che si sarebbe potuto fare, ma da ciò che non si è fatto per inazione.

Immaginate allora, per un momento, l’Akatsuki che invece decide di radunare i bijuu, come metafora di conoscenza che porta potere (loro ne conoscono la forza e sanno come adoperarli), Naruto che può anche avvicinarsi al demone che ha dentro, scoprendo per primo quello che tutti gli altri ignorano e trasformando un suo handicap in un vero e proprio vantaggio (un po’ come alla fine il manga vuole darcela da bere).

Purtroppo tutto quanto comincia a perdere di senso, quando Kishimoto inizia ad aggrovigliarsi sulla sua stessa trama, tanto che ogni singolo evento del passato fa parte di una laocoontica macchinazione che conduce allo scontro finale. Per fare un esempio, sarebbe come se scrivendo la storia della Seconda Guerra Mondiale, si volesse far credere che in realtà fu Hitler (in persona!) a scatenare la crisi del ’29 in America, in modo che il nazionalsocialismo salisse al potere in Germania ecc ecc…

Non dite altro! Vi prego!

Non dite altro! Vi prego!

Inutile dire quanto farebbe ridere una simile ipotesi. Così come fa ridere vedere Hashirama che decide di distribuire i bijuu tra i vari villaggi, per conservare la pace. Già solo questa cosa è sbagliata da così tanti punti di vista, che non basterebbero tutti i byte di Internet per spiegarlo. Tolto il fatto che non si capisce da dove all’improvviso tutta questa importanza dei kage, che alla fine non sono che al servizio dei vari Paesi (e quindi Signori terrieri), ma questi bijuu erano così importanti? Tipo le armi nucleari? E allora, giusto per tornare ai confronti con la realtà, immaginate gli Stati Uniti oppure la Russia, che custodiscono delle bombe atomiche chessò, in un garage che potrebbero scoprire quelli di DMAX! Immaginate gli USA, che per fare la pace con l’Iran o la Corea del Nord, regalano loro delle bombe atomiche (così le abbiamo tutti!). Adesso Hashirama potrà anche essere un bonaccione ingenuo, ma è pure un dittatore? Lui prendeva tutte le scelte? Nessuno si è opposto? Nessuno lo ha destituito? Ok, è un manga, per cui su questa critica sorvoliamo, anche se nel contesto fa solo storcere ulteriormente il naso.

Comunque d’accordo, sono delle armi, poi si scopre che il clan degli Uzumaki era particolarmente esperto nel sigillarli! Come-cosa?! Ma che ci vieni a raccontare Kishimoto?! Il 99,9% del Villaggio della Foglia credeva che Naruto fosse un mostro, forse Kyuubi stesso, mentre un intero clan era famosissimo in questa arte?! Sarebbe come se oggi il 99,9% della popolazione mondiale ritenesse la bomba atomica un’opera di magia demoniaca! La madre di Naruto era ugualmente ostracizzata?

Secondo punto: se Naruto era quindi un’arma, non sarebbe stato più naturale immaginarlo crescere come una sorta di Ender Wiggin, gli esper di Akira o anche un AMBU tipo Sai (giusto per non allontanarsi troppo)? Invece viene lasciato come un orfanello che si aggira per le strade, senza futuro, né alcuna protezione. A quel punto chiunque se ne sarebbe potuto impadronire, se non altro qualcuno dei Villaggi rivali, sentendo la storia che per Konoha si aggirava un bambino che era collegato al Kyuubi… Dodici anni e nessuno ci ha pensato… Figo…

Ma forse tutti ignoravano il potere dei jinchuuriki e perciò… ah no, perfino il fratello del Raikage era un esperto adopratore dell’ottocode… Naturalmente fuori controllo, perché nessuno si era preoccupato di mettere sottochiave (ossia indottrinare ‘sti jinchuuriki) le armi nucleari…

Orochimaru preferiva prendere il corpo di un Uchiha (ma rubare solo gli occhi tipo Danzo no?), anziché prendere il jinchuuriki del Kyuubi…? O prenderli entrambi? Suono nuovo? Uhm…

Inutile dire come questo sia soltanto uno, dei tanti e ormai anche troppi, esempi di quanto poco Kishimoto stia badando ad una trama, che sembra uscire sempre più da un computer a base fan-statistica, piuttosto che dall’idea coerente e sentita di un mangaka… A onor del vero, e discolpa di Kishimoto, c’è anche da dire che il nostro buon Masashi si è preso circa 2 settimane di pausa all’anno (50.4 uscite annuali), per un totale di 6 mesi di ferie in 13 anni (182 giorni per essere pignoli), a differenza di Eiichirō Oda che si è goduto già 2 anni pieni… Per Bleach siamo invece ad appena 5 mesi: che la quantità di ferie godute sia direttamente proporzionale alla qualità del manga?

Aspettiamo il capitolo 653…


Akira, salva Obito

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Capitolo 639. Obito assorbe Juubi, diventandone lo jinchuuriki, ma a quanto pare il potere di Juubi è troppo grande per poter essere contenuto e controllato. Dopo un breve combattimento Obito crolla a terra, incapace di mantenere una forma stabile del suo corpo. Non è nemmeno chiaro se a governare il suo corpo sia ancora la sua medesima volontà, oppure quella di Juubi abbia avuto il sopravvento. Tutto questo non vi ricorda Tetsuo, quando comincia a perdere il controllo sul proprio potere e di conseguenza sul proprio corpo? Kishimoto d’altronde si è già dichiarato come appassionato dell’opera di Katsuhiro Ōtomo, dandone prova omaggiando l’autore anche in altre occasioni

Le analogie nello specifico sono molteplici: l’utilizzo del potere acquisito fa perdere il controllo dello stesso, il combattimento danneggia il corpo rendendo impossibile mantenere una forma stabile, il corpo diventa malleabile e ogni sua parte può agire per conto proprio.


Naruto in pillole – Capitolo 639

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Dio-Obito squadra le zanzare che ha di fronte, lui che ora ha i capelli biondi come tutti i Super Sayan, lui che ha assorbito la borsetta-Juubi, lui che ha il mangekyō sharingan e il rinnegan, lui che… beh insomma, ci siamo capiti. Obito ora è Dio. E come ogni divinità ha smesso di parlare, precisamente come la Morissette in Dogma. Gli basterebbe aprire bocca e tutte quelle teste (di cazzo) esploderebbero all’istante.

Tobirama si fa avanti inviperito più che mai: “Obito Dio? Sciacquati la bocca blasfemo frocio di merda!” E detto fatto scatena la tecnica Rogo degli Infedeli che ha studiato appositamente per la Edo Tensei e che riversa una caterva di inutili, ma spettacolari, esplosioni su Obito, che naturalmente neanche la nota. Allora Sarutobi comincia a lanciare degli shuriken, visto che gli sembra abbastanza logico supporre che possano essere un’arma efficacie contro questo super-nemico… Per non sbagliare ne lancia una miriade, senza centrare il bersaglio, non sia mai che qualcuno possa scoprire che sono veramente inutili.

Compare Ten-Ten che, dandogli delle pacche sulle spalle, lo consola: “Lo so, lo so cosa si prova…”

Madara balza davanti a Hashirama: “E questi sarebbero i tuoi eredi?” Poi gli dice che è il momento di affrontarsi. Madara, ma non volevi giocarti la tua carta definitiva contro Obito? Cioè deciditi: o assorbi Juubi e fai fuori Obito, oppure affronti Hashirama. Non puoi cambiare idea così tutto d’un tratto, come se fossimo in Parlamento. Ma Madara è troppo preso da Hashirama per porsi queste domande e preoccuparsi di quel culone-inchiavabile di Obito.

Infatti Dio-Obito stramazza a terra tutto ad un tratto, trascinato dal peso delle chiappe, come Tetsuo quando comincia a perdere il controllo di Akira. Seguono un po’ di scene confuse: Sasuke salva Naruto (e Minato?!) per far bella figura davanti al padre di quest’ultimo, Minato si prepara a lanciare una qualche turbo-tecnica-definitiva, Dio-Obito si spezza in due parti che cominciano ad attaccare per conto proprio. La trovata riscontra il favore del destino-Kishimoto, tanto che gli permette di afferrare le teste di Sasuke e Naruto.

“E adesso baciatevi!” Grida allupato.

L’ultimo sogno segreto di Dio-Obito sta per realizzarsi.

Fonte: Naruto 639


Se questa è un’amicizia

Episodi 208 e 209 di Shippuden. Capitoli 474 e 475. Siamo a poco dopo la confessione di Sakura, quella volta che lei gli dice che lo ama e lui non ci crede minimamente, perché Naruto sa che invero lei ancora ama disperatamente Sasuke. “Non devi più mantenere la promessa che mi hai fatto, Naruto…” dice Sakura, ma lui ribatte che non è più questa la questione e che lui vuole riportare indietro Sasuke per i fatti suoi.

Per un attimo vorrei far riflettere tutti su questa bizzarra vicenda: un paio di anni prima Sasuke se ne va via da Konoha, Sakura è disperata in lacrime e Naruto le promette che lo avrebbe riportato indietro ad ogni costo. Adesso Naruto dice che lui non lo sta mica più facendo per quella promessa e caro Naruto, permettici di sospettare che probabilmente manco lo hai mai fatto. Sostanzialmente sia lui che Sakura rivolevano indietro Sasukkia, lui chiaramente solo per motivi di amicizia… Sì vabbe’, c’è davanti a te la ragazza che ami (?) da una vita che ti dice che è innamorata di te e che non vuole più indietro Sasuke e tu che cosa le dici? Le dici che lei forse è ancora innamorata di Sasuke, perciò la vuoi aiutare? Le dici che forse lei non ti ama, ma ha deciso di non coinvolgerti più in questa vicenda? Le chiedi perché diamine ti prenda in giro perché tutto sommato non vuoi fare da tappabuchi? La consoli? Nooo, Naruto non ci pensa nemmeno, anzi le dice sostanzialmente “come fai a non amare Sasuke? (visto che io lo amo perdutamente)” e “guarda che della promessa fatta a te non mi frega un cazzo, sono io che lo rivoglio indietro“.

Ok, Naruto è un po’ meno volgare, ma sostanzialmente il messaggio è questo.

E questa sarebbe amicizia? A tal proposito mi piace sempre molto riproporre l’esempio di Tetsuo e Kaneda. Kaneda va a salvare Tetsuo che è stato corrotto dalla rabbia e dall’odio, ma non per questo si lascia sfuggire Kay, né si risparmia di essere incazzato con Tetsuo (che tra l’altro gli aveva rubato la moto). Kaneda non è ossessionato da Tetsuo, lo vuole aiutare, ma non al costo di sacrificare tutta la sua vita perché alla fine Tetsuo è un bamboccio incosciente. Gli vuole bene, ma non va in iperventilazione per lui accasciandosi per terra come invece farà Naruto tra qualche momento (aspettate e vedrete).

Qui i fatti sono due: o chi crede che questa sia amicizia ha le idee confuse in merito, oppure è Kishimoto a non saperla rappresentare in modo realistico e le idee confuse sono le sue. Terza soluzione: Naruto prova qualcosa di più. E io credo, confidando che Kishimoto sia comunque abile a delineare il carattere dei suoi personaggi, che questa la risposta giusta.

Comunque andiamo avanti. Sakura se ne va un po’ ferita nell’orgoglio (pensava che i suoi capelli rosa-fragola la rendessero irresistibile)  ed entra in scena Sai che è venuto a comunicare a Naruto una lieta novella. Naruto già teme che sarà un’altra stronzata sul suo pene quando Sai dice: “Sasuke è un criminale, il consiglio ha deciso che deve morire” (le parole non sono queste, ma il senso è più o meno quello)

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Naruto è leggermente sconvolto. “Sakura ha deciso di ucciderlo lei stessa…”

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“Sakura mi ha detto non dirtelo, tu non dovevi saperlo…”

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Naruto è giustamente un po’ turbato. Sasuke era un affare suo e se ne stava occupando lui: nel senso che aspettava che lui tornasse indietro dopo aver esaurito la sua voglia di omicidi alla GTA. Come osano intromettersi?

Vabbe’ chiunque potrebbe restarci un po’ male se gli dicessero che il suo miglior amico sta per essere ucciso, però dai non è che Sasuke fino a cinque minuti fa stesse a raccogliere papaie ed ananassi. Un po’ te lo aspetti no? Uno ha un’amico mafioso e un giorno vengono da lui e gli dicono che i carramba gli hanno sparato: dispiace, ma non è che la cosa ci sciocchi, no? Beh Naruto è a dir poco esterrefatto. Gli pare proprio inconcepibile che qualcuno possa anche solo vagamente pensare di uccidere Sasuke, figuriamoci firmarne la condanna a morte. E poi Sakura, quella fragola-rosa, come ha osato mentirgli? E’ venuta lì tutta zuccherosa a dirgli che lo amava, mentre covava solo il desiderio di uccidere Sasuke. Quella falsa ed ipocrita! Come ha potuto? (sì sto dando voce ai pensieri di Naruto, che con le parole non se la cava granché)

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Tant’è che l’idilliaco quadretto della loro amicizia va in frantumi nella testa di Naruto (della serie dramma per sempre), e mica perché lui è deluso da Sasuke. No è finito qualcos’altro… Sai spiega che Sakura vuole uccidere Sasuke perché lo ama, perché quando si ama qualcuno non si può sopportare di vederlo sulla cattiva strada. Già, ora è finita la trovata del “voglio salvare Sasuke perché me lo ha chiesto Sakura” e Naruto deve trovare una nuova scusa, anche perché quello che dice Sai gli sembra solo una grandissima baggianata. Lui piuttosto che ucciderlo lo aiuta, si fa ammazzare se necessario, ma per nulla al mondo gli verrebbe in mente di far fuori colui che ha ispirato tutta la sua vita.

Provvidenzialmente nella scena arriva anche Gaara, che ha scoperto il senso dell’amicizia grazie a Naruto, proprio per spiegarne anche a lui il significato perché gli sembra che abbia le idee poco chiare (e non possiamo che essere d’accordo).

“Naruto grazie a te ho capito il significato della parola amicizia, se vuoi diventare hokage pensa bene a che cosa vuoi fare di Sasuke…” e aggiunge altri dettagli sulla linea: Sasuke ora vaga nelle tenebre ed è pronto ad ucciderti, tu non puoi più considerarlo un amico perché in tutto il multiverso nessuno mai lo farebbe, o se vogliamo dirla alla Obi Wan Kenobi: “Sasuke ha tradito e ucciso il tuo amico Sasuke”.

Naruto per tutta risposta scansa il braccio che Gaara gli aveva posato sulla spalla, senza aggiungere altro.

Sì Gaara, cazzone, Sasuke non è un semplice amico per me!

Però che ci piaccia o meno Gaara ha ragione, ha ragione anche Sakura che forse vuole far fuori Sasuke più per Naruto che per se stessa, perché manco lei è più la ragazzina-scema infatuata di Sasuke. Perché l’ossessione è una caratteristica più propria dell’amore che dell’amicizia, perché l’inseguimento compulsivo è molto più caratteristico dell’amore che dell’amicizia, perché l’irrazionalità fa più parte dell’amore che dell’amicizia, perché l’egoismo è più normale in amore che in amicizia.

E Naruto che ci piaccia o meno è contraddistinto da tutto questo: non fa che pensare ossessivamente a Sasuke, lo inseguirebbe in capo al mondo se fosse necessario, non gliene frega nulla di qualsiasi argomentazione razionale sul fatto che tra loro sia finita e non permette a nessuno di considerare roba propria Sasuke, manifestando così possessività ed egoismo sia verso altri, che verso lo stesso Sasuke, che rivuole indietro a prescindere dalla sua volontà.

Per coronare il tutto Naruto si fa venire una crisi respiratoria, letteralmente travolto dalle emozioni nei confronti di Sasuke e il pensiero che adesso stiano correndo ad ucciderlo, stramazzando per terra in preda agli spasmi.

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Se questa è solo un’amicizia ditemi voi.


Io sono… Tetsuo

Vi direte: ma che cosa ti sarà venuto in mente mai? Beh sì ho una grandissima passione per Akira, di Katsuhiro Ōtomo, così quando ho visto la scena dello scontro nella Valle della Fine Ultima e Definitiva tra Sasuke e Naruto non ho potuto che tirare un’analogia con Tetsuo e Kaneda.

Ok la valle ci ricorda un’altra valle, alle persone normali ricorda solo questo e basta, ma a me ricorda Akira, per cui parlerò di Akira e non di quell’altra anonima valle.

Tornando a noi e prima di parlare dell’analogia spenderò due parole su Tetsuo e Kaneda. Tetsuo si sente il più piccolo del gruppo e in dovere di farsi riconoscere da Kaneda, entrambi sono infatti vissuti nello stesso orfanotrofio e ora scorrazzano una gang di motociclisti per la Nuova Tokyo. Tetsuo ruba così la moto da Kaneda per dimostrargli che egli è in grado di fare lo stesso che lui: raccoglie la sua ragazza e decide di scappare dalla città con lei, però entrambi vengono aggrediti e dopo un po’ di disavventure lui si ritrova in un laboratorio militare. Kaneda, a cui girano i pianeti per via della moto rubata, si mette sulle tracce di Tetsuo, deciso di dargliene di santa ragione, anche se sostanzialmente vuole semplicemente salvarlo e riportarlo indietro. Tetsuo acquisisce dei poter che più super-non-si-può finendo col generare una mega-esplosione-di-energia cosmica che è Akira, che devasta parte della Nuova Tokyo e porta fine ad un’era (di perdizione, droga e sesso).

Tutto questo vi ricorda vagamente qualcosa? Attenzione, non sto dicendo che Kishimoto abbia scopiazzato alcunché, ma voglio fare un parallelo che credo permetta di capire molte cose della trama di Naruto. Sasuke e Naruto fanno parte di un gruppo ed è Naruto che vuole provare a Sasuke quanto vale, per ottenere il suo riconoscimento, esattamente come Tetsuo con Kaneda, situazione che porta in entrambi i casi i due protagonisti allo scontro. Tetsuo ruba la moto di Kaneda e scappa, raccattando la sua ragazza, per dimostrare a Kaneda che è diventato un’adulto. Ora i fan della coppia Naruto-Sakura non me ne vogliano, ma Naruto palesemente vuole Sakura solo perché a quest’ultima piace Sasuke, per cui in una certa forma si impadronirebbe di qualcosa che appartiene a Sasuke per dimostrargli di essere migliore di lui e farsi riconoscere. Insomma Sakura è come una moto… rosa.

Ora a Kaneda non piace Tetsuo, in senso erotico, per cui l’autore inserisce due fattori diversi (moto rubata e amico perduto) che portano Kaneda ad inseguirlo e cercare di salvarlo. D’altronde non si tratta nemmeno di un salvarsi ad oltranza e a tutti i costi, visto che ben presto Tetsuo implora Kaneda di aiutarlo. L’ossessione di Naruto per riportare indietro Sasuke invece è completamente focalizzata sulla sua persona. Kaneda si trova nel frattempo una ragazza e non manca di darle considerazione, mentre Naruto rifiuta per ben due volte Sakura. Sia Tetsuo che Sasuke sono sottoposti ad esperimenti che aumentano la loro forza e questo potere finisce col consumarli. Nello scontro (semi)finale entrambi si incontrano in una palla di luce, ricordano la loro infanzia quando non erano corrotti dai problemi dell’adolescenza (parlare di maturità sarebbe un po’ eccessivo in entrambi i casi… diciamo dai problemi del mondo).

Fine. Ah sì dimenticavo, alla fine della battaglia dal cielo si stagliano a terra cilindri di luce che squarciano le tenebre.

Le analogie sono finite qui e anche le differenze, Kaneda e Tetsuo sono amici, il primo vuole salvarlo, ma senza il disperato desiderio di Naruto (ricordiamoci il suo “meglio morire se non riesco a portarti indietro“) di riavere Sasuke, che ovviamente non vive esattamente come un amico ma quasi come un fidanzato (dico quasi solo perché ufficialmente non lo sono).