Aspettando il capitolo 698 – Imbarazzante silenzio di tomba

Come se la fine del manga non bastasse, negli ultimi giorni un susseguirsi di notizie, immagini ed ipotesi, ha messo in subbuglio il mondo degli appassionati di Naruto, che manco le oche del Campidoglio farebbero più chiasso. Ovviamente quando si tratta di operazioni commerciali gli arcidiavoli del demonio-Kishimoto ne sanno una più di quest’ultimo. Ma prima di blandire tali perle, voglio soffermarmi sul capitolo appena passato.

Personalmente nulla da ridire: perfetto, drammatico e un pizzico comico. Riempie di soddisfazione vedere finalmente questo agognato scontro tra Naruto e Sasuke, tanto che me la sento solo di esclamare: era ora! Se ripenso a tutte le carognate che ci siamo dovuti digerire, non posso che sottolineare quanto si doveva arrivare a questo punto prima; ma d’altro canto, se così non fosse stato, il destino-Kishimoto non avrebbe potuto regalarci i suoi soliti diabolici parallelismi. Quello a cui mi riferisco nello specifico è l’inciampo con botta-in-terra di Naruto, che primo fra tutti ha aizzato strepitii di gioia e diarree arcobaleno non dissimili da quelli del capitolo 615, quando la nostra amata Hinata strinse la mano al biondino (sennonché poi non seguì alcunché).

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Non per nulla c’è subito chi ha cercato un sillogismo aristotelico tra Hinata-chan che inciampa su un sasso e Naruto, tant’è che la scena graficamente è anche molto simile. Ma vediamo di che cosa parliamo esattamente: anzitutto Hinata inciampa mentre correva verso il suo amato Naruto-kun, mentre Naruto capitombola frattanto che era diretto verso il suo amato-amico-nemico Sasuke. E già qui risuona qualcosa di familiare. Le differenze invece sono sostanziali: Hinata si era avventata egoisticamente verso l’ottenebrante amore della sua vita, non solo fregandosene di tutti gli altri e della battaglia in corso (c’era già Sakura che stava dando del suo meglio), ma anche fallendo miseramente nel suo intento, in una delle più tragicomiche scene del manga; Naruto invece è nel bel mezzo di uno scontro sporco, per nulla elegante, dove i due se ne danno di santa ragione, con tanto di pugni e pestoni in faccia — oltre ad essere un espediente comico, l’evento sottolinea l’umanità del duello. Non si stanno combattendo degli dei, ma degli esseri umani che ogni tanto possono anche cascare.

Ovviamente lo sgangherato mulino della coppia Naruto-Hinata, non può che cercare di tirare a se anche questi torbidi rivoli, in mancanza di altro, per la serie: almeno sono uniti nella sfiga!

Siccome però questo non bastava, ci si mettono di mezzo anche i produttori del prossimo film di Naruto (che perdono notizie peggio di un sifone scassato), rilasciando le immagini della copertina del prossimo OST del film.

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That’s Amore Findus, non c’è che dire. A parte che di perle simili ne abbiamo viste anche altrove, ben più esplicite e dirette (ma si sa, su certi argomenti si hanno sempre due pesi e due misure), l’unica cosa per adesso certa (intenti commerciali a parte) è che Naruto cammina un po’ distaccato e pensieroso di fronte a Hinata, tenendo le mani in tasca, mentre quest’altra sembra seguirlo (come al solito d’altronde) altrettanto assorta nei propri pensieri (o dovremmo dire nel suo solo e unico pensiero fisso). Inoltre, come già hanno fatto notare altri, dalle ultime notizie pare si sia appreso che la trama del prossimo film verterà proprio sul rapimento di Hanabi Hyuga, la sorella di Hinata — per cui ci mancherebbe che di lei non ci fosse traccia alcuna.

Chiudiamo infine, visto che ormai indugiamo su minimi slogan iconografici, con la seguente immagine, sempre inerente al prossimo Naruto-leaks film, restando in attesa del capitolo 698.


Naruto in pillole – Capitolo 697

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Naruto contrasta l’attacco fulminifero di Sasuke con poteri rubati probabilmente alle Sailor Saturn e Galaxia: ne deriva un’enorme esplosione che scuote i pilastri del Cielo, manco avessero ucciso Lo Pan. Tutto trema, il mondo sembra cadere a pezzi, Kakashi si volta in cerca di supporto ma si accorge che Uber-Dio-Hagoromo lo ha abbandonato, proprio nel momento peggiore, solo con Sakura. La fragola-rosa sogna incubi sulla sua totale inutilità: anche da bambina, quando gli altri due combattevano, lei era in disparte e non poteva che guardare impotente.

Dopo un turbinio di botte, qualche etto di tecniche inedite, un po’ d’aglio e peperoncino, Sasuke riesce ad assorbire l’ultimo sprazzo di chakra in Naruto e attaccarlo: “Tu sei il mio unico amico!”

Per questo, nella sua follia Uchiha, deve ucciderlo, in modo da restare finalmente solo!

Fonte: Naruto 697


Aspettando il capitolo 697 – Lungo, lungo, lungo..

Il combattimento finale continua a seminare discordia tra gli appassionati: c’è chi lo voleva più lungo, chi lo voleva più corto, chi più epico, chi con meno trama e via discorrendo. Torno a ribadire che a me non dispiace affatto, anzi ho tanto l’impressione che fosse quello a cui voleva giungere Kishimoto alla fine, solo che per arrivarci ha fatto un colossale pasticcio. L’ultima parte del manga sembra quasi il libro di Mrs Beeton, dove per un capitolo si parla di come imburrare il pane e non si dedica manco una parola alla preparazione del tè. Allo stesso modo abbiamo avuto capitoli su capitoli dedicati a personaggi e vicende marginali, mentre dall’arrivo di Kaguya sembra si sia preso il turbo: decine di cose avviate sono rimaste lì in sospeso, e il tutto è arrivato così rapidamente che si ha il sospetto che qualcuno sia andato a bussare alla porta del nostro caro mangaka, dicendogli che era l’ora della resa dei conti!

Ehi, pronto Kishimoto? Il manga finisce in 30 capitoli, metti il turbo e concludiamo!

Questa è l’unica cosa che mi dispiace realmente, perché l’opera sembra sproporzionata. La vicenda finale è ridotta ad un mero fanalino di coda, rispetto ad altre pomposamente noiose facezie con cui siamo stati deliziati per interi mesi. Questo non significa che avrei voluto 50 capitoli di scontro tra Naruto e Sasuke, per carità, piuttosto avrei preferito degli antefatti un po’ più bilanciati. In generale le conclusioni lunghe le detesto, specialmente quando si tratta della battaglia finale. La battaglia finale deve essere veloce, il suo senso dev’essere nel contenuto, non nella lunghezza, come invece ha fatto Lucas con quella montagna di merda che è lo scontro tra Obi Wan e Anakin.

Per questo il fatto che Kishimoto stia andando rapido non può che farmi piacere, ma allo stesso tempo mi dispiace perché ci siamo arrivati troppo lunghi.

C’è chi voleva vedere più botte, ma andiamo: vogliamo davvero sorbirci altri venti capitoli di super-poteri-insensati e potenziamenti a scoreggia di elefante? Decisamente meglio così, è finalmente il momento della trama, che fino ad adesso è rimasta sotterrata a macerare come la carne di drago prima di un bel pasticcio! Trama la cui tensione viene purtroppo sminuita dall’arrivo imminente di un film da 19 anni dopo. Ancora una volta… Ce n’era bisogno? Almeno non rivelare nulla di niente: né dei personaggi, né degli eventi.

E invece no: ecco Naurtello con uno scialle natalizio…

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E Sasukkia col rinnegan sempre-acceso, che con quegli occhi asimmetrici non te se po’ guarda’….

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Dunque se nessuno dei due muore addio ad ogni speranza per un finale non latte-e-miele, dove il tutto si conclude tra scintillanti unicorni ed arcobaleni a spruzzo. Certo, staremo a vedere, ci sono ancora molte domande e potrebbero essere date altrettante risposte, ma in questi pochi disegni viene rivelato forse anche più di quanto si voleva sapere: Naruto sarà rimasto a Konoha dunque? Sasuke se ne è andato nello stile di Orochimaru? Il gruppetto dei tre protagonisti ha sostituito i tre ninja leggendari?

E poi che senso ha un Naruto coi capelli corti? E’ vero che nella realtà ciascuno se li può tagliare come gli pare, ma è anche vero che in un manga la fisionomia del personaggio è la prima cosa a delinearne l’intelletto: Naruto era un personaggio solare, vivace e scapestrato, per questo niente poteva addirglisi di più di una tuta arancione e di un casco di capelli spettinati. Perfino suo padre sembrava ancora una specie di adulto ribelle, mentre Naruto cosa dovrebbe essere diventato? Un grigio burocrate modaiolo? Di Sasuke non ne parlo nemmeno… Come direbbe padre Pizarro: ma ti sei messo un asciugamano in testa?!

Comunque ormai parlare è superfluo, manca poco alla fine e anche a noi non resta che attendere in religioso silenzio, sperando che il destino-Kishimoto dia a Cesare quel che è di Cesare…


Uscita capitolo 697 di Naruto

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Il capitolo 697 di Naruto uscirà con lo Shonen Jump n°48 del 27 ottobre 2014. Questo significa, come sempre, che dovremmo poterlo leggere già questa settimana intorno a mercoledì o giovedì.


Dogma SasuNaru

Il manga sta per concludersi e a breve tutto quello che si sarà dovuto dire sarà detto e tutto quello che non si dirà non si potrà dire mai più. Come si concluderà è difficile a dirsi, sta tutto nelle mani di Kishimoto e, come la Rowling insegna, bastano 19 anni dopo per seminare morte e distruzione tra le aspettative degli appassionati. In queste aspettative, nello specifico, ricadono anche quelle dei sostenitori della famigerata coppia Naruto e Sasuke, il SasuNaru per chi non lo avesse capito, che secondo molti non è altro che masturbazione mentale senza alcuna ragione di esistere.

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Le principali argomentazioni contro questa ipotesi sono che si sta parlando di uno shonen e che in generale c’è un grandissimo fraintendimento su un tema molto più semplice e molto meno compromettente: l’amicizia. Allo stesso tempo al SasuNaru si affianca un fottio di accoppiamenti che vanno dai più canonici SasuSaku, NaruHina e NaruSaku, ai bizzarri e fantasiosi ItaSasu, SaiNaru, ChiyoTsunade, ecc. Lo so può sembrare una stronzata, ma la fantasia degli appassionati davvero non ha limiti.

Ebbene, fin qui niente di nuovo sotto il sole: da quando il mondo è mondo i lettori hanno fantasticato sui propri beniamini e, inevitabilmente, sulle loro affinità sessuali. Non starò ad annoiarvi con infiniti esempi che potrete trovare prendendo qualsiasi manga (visto che di manga stiamo parlando), ma anche libro, film e quant’altro. Naruto stesso ne è, senza ombra di dubbio, un ottimo esempio.

Il NaruHina e il SasuSaku, tanto per fare un esempio cruciale, si basano su fondamenta così vaghe e fragili, da essere attribuibili alla mera fantasia dei lettori e poco più. Con queste definizioni di coppia ovviamente non intendo il concetto del a lei piace, ma lui la ignora, quanto invece il fatto che la coppia possa, un giorno, convolare alla piena attuazione. Attuazione che per esempio non solo sembra improbabile per Sasuke e Sakura, ma è stata anche definitivamente ed irrimediabilmente affondata dal destino-Kishimoto, e ora giace, lode a Kaguya, in fondo agli abissi assieme a Jack e al Cuore dell’Oceano. Il NaruHina non se la sta passando molto meglio, né mai lo ha fatto, ma ovviamente l’ultima parola spetta solo all’autore per cui non mi esprimerò ulteriormente in merito.

E proprio seguendo la penna dell’autore arriviamo finalmente al SasuNaru. Da un canto la coppia è stata ufficializzata dal Konoha Gakuen Den, sebbene in un universo parallelo, per cui se non fosse per altro che per questo, avrebbe senso di parlarne; in secondo luogo tutto Naruto non è altro che un’opera di fantasia, non certo una cronaca d’epoca, e tutti gli eventi, i sentimenti ed anche le relazioni, sono partorite dalla mente e dalla mano del nostro caro Kishimoto. Da questo punto di vista è quindi essenziale considerare gli intenti dell’autore e la simbologia che si cela dietro certi eventi, che in caso contrario potrebbero essere tanto fortuiti quanto insignificanti.

Ciò a cui mi riferisco trova il suo miglior esempio in Haku, e in tutta la vicenda dello scontro con Zabusa. Per chi avesse la memoria corta (ma la lingua lunga) ripercorriamo la sequenza degli eventi, magistralmente proposta dall’autore: Naruto e Haku si incontrano nel boschetto (il protagonista lo scambia per una ragazza) e quest’ultimo gli chiede se per caso si stia allenando per provare qualcosa a qualcuno, o se più in generale ci sia, nella sua vita, qualcuno di importante per lui. Mentre Naruto balbetta nella più completa indecisione, Haku se ne va e il suo posto viene provvidenzialmente preso da Sasuke. Seguiranno poco dopo le parti de il mio corpo si è mosso da solo e Naruto che tira fuori il meglio di se per vendicare Sasuke.

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A mio avviso questo è anche il momento in cui nasce l’idea del SasuNaru, o almeno per me prende concretamente forma. Non fraintendetemi: non me ne sbatte niente se sarà Sasuke a stare sopra e Naruto sotto o viceversa, non sto a fare il tifo per il SasuNaru piuttosto che per il NaruSasu, né me ne importa un fico secco di quella miriade di manga yaoi che li ritraggono assieme. Quello che invece mi interessa è proprio che cosa Kishimoto ha da raccontare in merito, perché il primo accostamento lo ha fatto proprio lui: la storia della persona importante non viene da Gaara, o da Rock Lee o Shikamaru, ma proprio da Haku, che in questa persona riconosce Zabusa. Il fatto che l’autore abbia scelto una coppia di uomini da cui far partire questo confronto per me non è una mera coincidenza.

Non è una coincidenza nemmeno che Naruto abbia ignorato completamente la dichiarazione di Hinata, ed anzi l’abbia riproposta pedissequamente a Sasuke, che Sasuke, all’arrivo di Itachi, non abbia pensato prima al fratello, bensì al pericolo per l’amico, che Naruto si sia fatto venire un’attacco di panico al pensiero che volessero uccidere Sasuke, che lo pensasse sotto le stelle, che fosse l’ispirazione di tutta la sua vita e via discorrendo.

Agli indizi del manga si aggiungono ovviamente anche spunti dall’anime e dal merchandasing in generale (per quanto per me abbiano una rilevanza minore, non essendo prodotti diretti dell’autore), cominciando dal più clamoroso di tutti tra le pagine di un calendario.

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Oppure situazioni indimenticabili dei filler dove una loro caduta viene coronata da un cuore d’acqua a seguito dell’ennesimo bacio.

Per tutti questi motivi io ho la convinzione che per Kishimoto stesso la loro relazione non si esaurisca nella mera amicizia e che egli medesimo abbia voluto cercare di dirci qualcosa di più. Molti dicono ingenuamente che questo è un modo banale di vedere una straordinaria amicizia, ma a queste critiche non posso che rispondere considerando che se questa è un’amicizia che cosa dovrebbe essere l’amore? Chiaramente, come anche altri hanno evidenziato, se si stesse parlando di un uomo ed una donna, allora diventerebbe tutto quanto lapalissiano e nessuno avrebbe alcun dubbio.

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Inutile ribadire come non sopporti sentir dire cavolate come Naruto manga omosessuale, perché né lo considero tale, né potrebbe mai esserlo, nemmeno se Naruto e Sasuke si baciassero in bocca nell’ultimo capitolo (tanto poi lo hanno già fatto all’inizio), perché evidentemente a Kishimoto non gliene sbatta nulla di raccontare una storia sull’omosessualità (sulle sue difficoltà nella società, l’identificazione personale, il riconoscimento, e bla bla bla), ma gli interessi semplicemente raccontare una storia d’amore, fuori dagli schermi per la nostra modernità occidentale, ma per niente estranea alla cultura giapponese dei samurai.

Detto tutto questo non ci resta che vedere come andrà a finire, e soprattutto che cosa vorrà dirci Kishimoto in conclusione, perché anche un niente di detto potrebbe avere un suo significato. D’altro canto io ho sempre ben presente che l’autore purtroppo non sia mai del tutto libero, perché dal suo lavoro dipendono anche i lauti introiti di altri, specialmente perché l’anime è lungi dal concludersi. Se porterà fino in fondo questa storia, di cui ha gettato le basi in quasi settecento capitoli di manga, per me resterà una delle opera più memorabili di sempre, seppur con tutti i suoi numerosi difetti; in caso contrario pace, semplicemente non ci sarà niente di nuovo all’orizzonte.


Naruto in pillole – Capitolo 696

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Oh deliziosa delizia e incanto. Mentre Naruto e Sasuke se ne danno di santa ragione, il destino-Kishimoto elargisce perle di un raro metallo spumato, come vino d’argento versato in nave spaziale.

In un delirio di onnipotenza Sasuke spiega che governerà il mondo ad aeternum dalle tenebre più tenebrose e, quando Naruto gli chiede che cosa pensa che accadrà alla sua morte, spiega soavemente che egli vivrà per sempre, purché nessuno lo spinga di sotto da una rampa di scale o gli cavi un occhio. Per il biondino questo pare proprio inaccettabile: “Quindi il tuo piano sarebbe restare in quel inferno da solo per il resto dell’eternità?”

Eh sì, Narutello. Il piano di Sasukkia pare proprio questo, ma prima di tutto deve sbarazzarsi di te!

Tra un iper-attacco ed un mega-altro, Naruto utilizza la tecnica delle duplicazione-all’ennesima-potenza, al che l’Uchiha non può che notare, con un pizzico di malignità, che quella tecnica rappresenta la sua più grande debolezza: “Quel jutsu mostra perfettamente quanto tu sia solo!”

Eh già… Tutta quella combriccola di amici pare non contare una cippa ed entrambi lo sanno benissimo, ma a saperlo più di chiunque altri è il destino-Kishimoto che sommerge Naruto dell’ennesima caterva di ricordi e gli fa concludere il capitolo con quasi le lacrime agli occhi (ci manca poco): “quando si tratta di battaglia, io voglio davvero batterti, ma non quello che sei diventato adesso! Tu lo sai benissimo, vero Sas’ke?!?”

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Fonte: Naruto 696


Quindici anni in quattordici scatti

Come abbiamo già avuto modo di vedere, sul sito ufficiale del franchising di Naruto, è stata pubblicata una cronologia riepilogativa dei maggiori avvenimenti del manga dal 1999 ad oggi. Per le immagini dell’intestazione sono state selezionate 14 tavole, tratte dal manga, che cambiano casualmente ad ogni accesso alla pagina. Per i più curiosi le riportiamo di seguito, mentre i più smaliziati potranno notare che ben la metà, sette tavole su quattordici, rientrano nei canoni del SasuNaru. Vi lascio indovinare quali…

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